A fronte di oltre quattromila firme consegnate al Ministro Giuli per salvare l'istituto padovano, la Direzione Generale Biblioteche ammette il disastro sull’organico ed elenca i propri fallimenti amministrativi senza offrire alcuna soluzione concreta
La mobilitazione a difesa della Biblioteca Universitaria di Padova, simbolo secolare di cultura e ricerca scientifica, ha raggiunto i vertici del Ministero della Cultura. Nata dall'iniziativa della Fp Cgil di Padova — insieme alla Cgil, allo Spi Cgil e all’UDU — e di un gruppo di docenti, studiosi e utenti coordinato dalla Prof.ssa Chiara Ponchia, la protesta è culminata nella consegna di oltre quattromila firme al Ministro Alessandro Giuli. L'obiettivo: scongiurare l'ormai imminente rischio di chiusura e pretendere un piano straordinario di assunzioni. Da Roma è infine giunta la risposta ufficiale dell'amministrazione centrale: un riscontro formale che, tuttavia, certifica una grave e inaccettabile inerzia istituzionale.
“Nei giorni scorsi – spiegano Alessandra Stivali, Segretaria Generale della FP CGIL Padova, e Angela Marigo, Segretaria Provinciale della FP CGIL Padova – ci è giunta la nota ufficiale firmata dalla Direttrice Generale Biblioteche e Istituti Culturali, la Dott.ssa Paola Passarelli. Nel testo, il Ministero ammette esplicitamente di conoscere la drammatica situazione della Biblioteca Universitaria di Padova e dichiara di condividere appieno le preoccupazioni che avevamo espresso nella nostra formale segnalazione dello scorso 17 luglio. Tuttavia, a questa piena condivisione sul piano diagnostico non corrisponde alcuna misura risolutiva”.
"La Direzione Generale – aggiungono Stivali e Marigo – si limita a tracciare un lungo elenco di tentativi falliti e misure tampone del tutto insufficienti. Nella lettera si evidenzia come l'ultimo concorso pubblico per funzionari bibliotecari abbia coperto appena 39 posti su 130 messi a bando a livello nazionale, e di questi soltanto il 60% sia stato destinato alle biblioteche pubbliche statali. Viene inoltre riconosciuto il fallimento strutturale delle assunzioni a tempo determinato, dei servizi esternalizzati ad ALES S.p.A. congelati per mancanza di fondi, del mancato rifinanziamento delle collaborazioni esterne e persino del ricorso al volontariato e al personale in pensione. In buona sostanza, Roma ammette che le proprie strategie sono state del tutto inefficaci, ma conclude la missiva auspicando genericamente che la futura e non meglio precisata programmazione possa portare a una parziale copertura dei posti. E, francamente, noi ci chiediamo come ciò possa avvenire”
“Una domanda spontanea – concludono le dirigenti sindacali della Fp Cgil di Padova – davanti al paradosso burocratico in cui ci ha cacciato il Ministero che, da un lato, dà formalmente ragione alla nostra protesta e riconosce lo stato di emergenza, ma dall'altro, alza le braccia in segno di resa e rinuncia a svolgere il proprio ruolo programmatico. Non possiamo accettare che la tutela e la fruizione di un patrimonio documentario ed eccezionale per la città di Padova e per l'intero Paese vengano lasciate al caso o rinviate a data da destinarsi. La Fp Cgil non intende abbandonare questa battaglia fondamentale: continueremo a incalzare il Ministero della Cultura e la Ministra con ogni mezzo a nostra disposizione finché non verranno sbloccate assunzioni stabili e garanzie concrete per la piena operatività della Biblioteca Universitaria, ribadendogli che la salvaguardia dei presidi culturali pubblici passa inevitabilmente attraverso l'investimento sul lavoro e sul personale d'organico, respingendo qualsiasi logica di ridimensionamento dei servizi ai cittadini e agli studenti”.