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Italscale: Possibile chiusura prevista per il 15 Settembre

L’Italscale è un’azienda storica del territorio di Saonara, nata nel 1960 come azienda artigiana, negli anni 80 fece il salto di qualità, molto diffuso in quegli anni, ampliando lavorazioni e assetto. Fra i vari rami è specializzata soprattutto nella lavorazione di alluminio per l’automotive, mercato altamente competitivo nel quale è necessario essere tecnologicamente competitivi per non essere fuori mercato e per non produrre al di sotto della soglia di guadagno. Molto spesso la mancanza di competitività a livello tecnologico viene recuperata cercando di potenziare la produttività, aumentando i ritmi e il peso del lavoro sui dipendenti. Ed è purtroppo quello che è accaduto in Italscale perché negli anni non sono stati fatti gli investimenti tecnologici appropriati. Questi buchi tecnologici, sommati alla cattiva gestione dell’azienda hanno fatto il resto, arrivando alla situazione che si sta delineando in queste ore. La mal gestione dell’azienda che grava sui titolari, non più giovanissimi, la mancanza di competenza da parte dei figli subentrati nel controllo e gli errati affidamenti a figure esterne e interne che hanno fatto i propri interessi e non quelli dell’azienda (creando anche parecchi danni funzionali) hanno nel tempo generato sempre più problemi alla sussistenza dell’azienda che, nonostante tutto, ha sempre provato a tener duro, soprattutto grazie all’impegno dei lavoratori.

Nel 2009 l’Italscale subisce la crisi sistemica, riuscendo però a ripartire, nonostante le carenze tecnologiche e organizzative. Questa ripartenza ha creato un ingente difetto economico, incrementato dalle mancate liquidità non più garantite delle banche, portando l’azienda ad essere in gravi difficoltà nel pagamento di stipendi e fornitori.  Oltre a questa non semplice situazione gestionale sono arrivati anche i decreti ingiuntivi che non hanno alleggerito le cose, anzi.  Un mese fa, per scantonare l’ipotesi di fallimento, la proprietà ha dato in affitto un ramo di azienda e a maggio 2016 avevano provato a fare una cessione di ramo di azienda, cosa però mai concretizzata nei fatti.

Per scantonare il fallimento è stato anche aperto un concordato preventivo in bianco, tuttora aperto, e automaticamente una procedura di mobilità, quella arrivata il 30 giugno ai lavoratori, dove la proprietà dichiara anche la cessata attività dell’azienda che dovrebbe avvenire il 15 settembre 2017.

“Sicuramente tutta questa operazione serve per dare spazio ad un ipotetico acquisitore che se eventualmente acquisterà l’azienda lo farà nei tempi e nei modi in cui deciderà, selezionando il personale, come purtroppo accade in questi casi. Se la situazione fosse stata esplicitata in modalità differenti e con il dovuto preavviso avremmo potuto fare ricorso agli ammortizzatori sociali integrativi, come la CIS, perché avremmo potuto mantenere la continuità aziendale. Questo tipo di azioni non ci piacciono per nulla e sono purtroppo noti giochetti che vengono fatti sulla pelle dei lavoratori. Come Fiom siamo intenzionati a combattere con tutte le nostre forze questo tipo di azioni.” dice Gianluca Badoer della segreteria della Fiom di Padova “Oggi è stata fatta partire una richiesta per avviare la procedura in attesa dell’incontro. Dopo la conclusione del tavolo in cui ascolteremo la proprietà, saranno valutate con i lavoratori e le RSU tutte le azioni sindacali necessarie per scongiurare la chiusura. Se dovesse essere questo il caso, saremo pronti a mettere in campo tutto il necessario per lottare per e con i lavoratori: dallo sciopero, ai presidi, alle richieste di incontri con la prefettura e con il Ministero dello sviluppo economico.”

Fiom Cgil Padova

Festa alle Fonderie Anselmi

In occasione della riapertura della Fonderia Anselmi, i lavoratori, le RSU, le organizzazioni sindacali in accordo con la nuova proprietà Anselmi Casting srl e con il patrocinio dei comuni di Camposampiero e di Loreggia hanno organizzato una festa in fonderia per celebrare i mesi di lotta e la vittoria ottenuta. 

L’appuntamento è per venerdì 30 giugno dalle ore 18.00 proprio all’interno della fonderia in via Ippolito Nievo 1 a Camposampiero, ci sarà musica dal vivo e stand enogastronomici per soddisfare la voglia di divertimento e allegria di coloro che da dicembre hanno vissuto direttamente o indirettamente la lunga vertenza dei 120 lavoratori del camposampierese.

Alle 19.00 ci sarà un incontro con il segretario generale della Fiom Maurizio Landini che interverrà per un breve momento di riflessione assieme ai sindaci di Camposampiero e Loreggia, al prefetto di Padova e all’amministratore delegato della nuova proprietà AC srl.

Asta Anselmi: la risposta della procedura arriverà fra due giorni. I lavoratori rimangono in attesa di sviluppi.

Nulla di fatto anche oggi per l’Anselmi.  La delegazione dei 120 lavoratori della fonderia del camposampierese ha appreso dopo svariate ore di presidio che la situazione non sarebbe stata risolta nel corso della giornata. La delusione però è stata mitigata da voci che hanno comunque assicurato che la proposta della Ariotti di Brescia potrebbe finalmente andare a buon fine, anche perché, la seconda proposta arrivata dal gruppo Pedercini, azienda del bresciano, pare non abbia i requisiti necessari per concorrere. La procedura, quindi, ha rinviato di altri due giorni lo scioglimento delle riserve sull’acquisizione  della Fonderia Anselmi  per effettuare ulteriori verifiche.

Monica Miotti, Rsu Fiom dell’Anselmi , alla fine della mattinata di presidio ha dichiarato: “Noi lavoratori attendiamo fiduciosi l’esito del comitato creditori sperando che la vicenda si concluda positivamente entro il tempo previsto. Certo, sarebbe stato meglio riuscire ad avere la risposta risolutiva oggi, anche perché questi continui rinvii non sono positivi per l’umore di tutti noi.”

“La procedura  si conferma non essere corretta nei confronti dei lavoratori. E il nostro giudizio sul suo operato continua ad essere assolutamente negativo. Attendiamo quindi di avere notizie ufficiali prima di festeggiare, anche se le possibilità di una risoluzione positiva paiono  essere preponderanti.” ha dichiarato Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova 

Lettera dei lavoratori delle Fonderie Anselmi alle persone coinvolte nell'asta per l'acquisto dell'azienda.

In vista dell’apertura delle buste legate all’asta competitiva per l’acquisto della Fonderia Anselmi Spa in liquidazione, che si terrà giovedì 11 maggio alle ore 11 presso lo studio LS Lexjus Sinacta di  Padova, i lavoratori, le Rsu e le Oo.Ss della Fiom e della Fim hanno voluto scrivere una lettera a tutti coloro che sono coinvolti nelle varie procedure per la risoluzione della questione.

Nella lettera  i lavoratori chiedono che si vigili sulla procedura sottolineando che la priorità di ognuno debba essere la ripartenza della fonderia della quale si sono presi cura, nonostante tutto e tutti, in questi lunghi mesi. La mancata ripartenza della fonderia sarebbe la sconfitta di tutto il sistema istituzionale, politico regionale e locale. E confidano, dopo tanto lavoro svolto da tutti, che giovedì ciò sia scongiurato.

La preoccupazione purtroppo è comunque presente visti gli accadimenti che hanno accompagnato la vertenza. Soprattutto le settimane che sono intercorse fra la precedente asta e quella di giovedì. Settimane complicate in cui i rapporti con la procedura e il liquidatore sociale, privi di trasparenza nelle scelte compiute da parte di questi e di continue vessazioni. Nessuna provocazione è stata accettata dai lavoratori che hanno assecondato le richieste del liquidatore sociale con l’unico obiettivo di chiudere l’asta senza intoppi e di arrivare ad una risoluzione positiva della situazione per riprendere a più presto i lavori della fonderia.


Il testo della lettera sopracitata è riportato in calce: 

Oggetto: Asta competitiva Fonderia Anselmi Spa in liquidazione

Egr. Sig.re e Sig.ri,

Le OO.SS. Fim e Fiom di Padova unitamente alle RSU Fonderia Anselmi Spa, con la presente lettera,vogliono auspicare che veramente Giovedì 11 maggio prossimo sia una giornata positiva e significativa per la ripartenza della Fonderia Anselmi di Camposampiero e per i dipendenti, le loro famiglie ed il territorio tutto.

Le settimane che sono intercorse dalla precedente asta ad oggi sono state settimane complicate e di difficile gestione nei rapporti con la procedura e il liquidatore sociale, privi di trasparenza nelle scelte compiute da parte di questi, e di continue vessazioni. Non abbiamo accettato provocazioni. Abbiamo assecondato inspiegabili richieste del liquidatore sociale con l’obiettivo che l’asta possa realizzarsi questa volta senza intoppi.

Rimaniamo preoccupati perché troppe ombre e lungaggini si sono concentrate su questa vertenza e ad oggi, dal 27 marzo 2017, firma dell’accordo col Prefetto, siamo ancora in attesa di notizie dell’autorizzazione della cassa integrazione straordinaria, dell’anticipo sociale da parte delle banche convenzionate con la Regione e del progetto ambientale regionale. Abbiamo ottenuto faticosamente i famigerati Mille Euro tornando a mobilitarci. Abbiamo permesso la riconsegna dei modelli e fusioni per agevolare procedura e i possibili acquirenti.

Da tutto ciò, capite le nostre preoccupazioni, ma ricordiamo inoltre che non siamo assolutamente disperati; abbiamo un obiettivo preciso: il nostro lavoro e la ripartenza della Fonderia! Non siamo ciechi, siamo lucidi!  

Pertanto scriviamo a voi affinché vigiliate ognuno per i rispettivi compiti!

Già in lettere precedenti abbiamo voluto significareche l’interesse dei lavoratori e la ripartenza dell’azienda con piani industriali seri, risulti prioritario al mero interesse di realizzo economico del liquidatore e della procedura.

Fino ad oggi i lavoratori hanno vigilato e mantenuta viva la fonderia e in sicurezza ambientale sacrificando le famiglie e utilizzando i propri risparmi fino anche ad indebitarsi, tutto ciò con un obiettivo chiaro!

La non ripartenza della fonderia non è un problema solo sindacale e occupazionale, ma è la sconfitta di tutto il sistema istituzionale, politico regionale e locale. Pertanto confidiamo, dopo tanto lavoro svolto da tutti, che ciò sia assolutamente scongiurabile.

Puntualizziamo infine che il contenuto di questa lettera, non c'entra né con l’etica né con la moralità, ma richiama l’applicazione del principio costituzionale del diritto al lavoro che sancisce i diritti dei lavoratori, ma anche i doveri dell’impresa: “L’iniziativa privata è libera ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.

Distinti Saluti

Rsu Fonderia Anselmi Spa

Oo.SS Fiom e Fim Padova

Riello: Approvata l'ipotesi di accordo

I lavoratori dello stabilimento della Riello di Piombino Dese, in data 12 aprile 2017, hanno votato e approvato l’ipotesi di accordo quadro sottoscritta dalle OO.SS., RSU e Azienda presso la Direzione Lavoro della Regione Veneto.

L’accordo riguarda tre punti fondamentali per la risoluzione della vertenza riguardanti il personale trasferito, outoplacement e percorsi di ricollocazione e gli incentivi alla mobilità volontaria.

Nello specifico la disponibilità di almeno 10 persone volontarie ad andare a Volpago, oltre alle 23 già individuate dalla procedura. Sarà riconosciuta una indennità giornaliera di effettivo servizio per almeno la metà dell’orario di lavoro per 36 mesi. Una tantum per l’anno 2017 e 2018. Per l’outoplacement e i percorsi di ricollocazione la società Riello attiverà e si farà carico del costo per la ricerca di una società per la realizzazione di programmi di orientamento e formazione alle competenze richieste dal mercato di lavoro e si impegnerà ad incaricare una società specializzata per creare dei percorsi individuali e finalizzati alla ricollocazione. Riello, ove richiesto, attiverà percorsi formativi per adeguare le competenze ai lavoratori  traferiti nei siti della Riello stessa.

La società si impegna a riconoscere un incentivo alle aziende che assumeranno i lavoratori della Riello a tempo indeterminato entro il 31 maggio 2018.

Ai lavoratori che accetteranno la mobilità volontaria verrà riconosciuta un incentivo che varia da € 45.000,00 a € 50.000,00.

FIOM CGIL e FIM CISL ritengono che la sospensione della procedura di licenziamento collettivo e la lotta portata avanti con impegno e costanza dai lavoratori siano state fondamentali e decisive per arrivare alla sottoscrizione di questo accordo, la cui gestione partirà già domani. L'accordo con il quale la Riello si è impegnata a trovare una soluzione nei confronti di tutti i lavoratori é un traguardo importante in questa stagione di lotte per il lavoro che ha coinvolto il nostro territorio.

 RSU RIELLO FIM CISL  -  FIOM CGIL  

 

Castiglioni SPA possibile ritorno alla normalità

La Castiglioni Giovanni Spa del gruppo Casti di proprietà della famiglia Castiglioni è in Amministrazione Straordinaria dal 14 maggio 2015, meglio conosciuta come ex Capica Minuterie di Albignasego (incorporata con articolo 47 il 30 settembre 2013 alla Castiglioni Giovanni Spa). Nel novembre 2014  la Castiglioni Giovanni Spa viene dichiarata insolvente dal tribunale di Varese e quindi posta in Amministrazione Controllata dal 28 novembre per poi diventare Amministrazione Straordinaria dal 14 maggio 2015. Sotto il diretto controllo dei Commissari Straordinari e per la gestione ordinaria da un direttore generale, il quale deve sottoporre loro ogni proposta gestionale. Il sito produttivo ha sempre lavorato senza problemi di rendimento o di produttività tanto che l’azienda potrebbe anche permettersi di assumere, ma non essendoci una proprietà non può farlo per i vincoli di legge delle A.S.

Dopo due anni di questa Amministrazione Controllata/Straordinaria potrebbe esserci un ritorno alla normalità per la Castiglioni Giovanni SPA di Albignasego, vi sono infatti 5 proposte di  acquisto che sono in valutazione al Ministero dello Sviluppo Economico. Tale valutazione dovrebbe concludersi entro i primi giorni di aprile. 

Venerdì scorso 24 marzo la Rsu Aziendale unitamente alle Organizzazioni Sindacali hanno riunito presso la Villa Obizzi ad Albignsego, con la concessione e sostegno del Sindaco e dell’amministrazione comunale, tutti i lavoratori e le lavoratrici in assemblea pubblica. L’invito è stato esteso a tutti i politici e amministratori del territorio per illustrare la situazione di questa storica azienda metalmeccanica e per far capire la situazione in cui vivono i 78 lavoratori dello stabilimento di Albignasego e dei 22 occupati a Varese. Sono intervenuti all’assemblea portando il loro intervento il vice sindaco di Albignasego Gregori Bottin, l'onorevole Gessica Rostellato, i consiglieri regionali Piero Ruzzante e Massimiliano Barison, il consigliere provinciale Elisa Venturini, i senatori Giorgio Santini e Giovanni Endrizzi che si sono impegnati a fare le dovute pressioni perché la situazione si sblocchi il più velocemente possibile.

Riello: incontro in Regione aggiornato al 27 marzo.

Oggi in Regione Veneto si è tenuto un tavolo di confronto sul futuro dello stabilimento della Riello di Piombino Dese. Erano presenti il dott. Losego e dott.ssa Fusetti della direzione Lavoro della Regione, Andrea Zappia di Unindustria Treviso; del management Riello c’erano il direttore delle risorse umane della Riello il dott. Nigro e il dott. Revelli. Ovviamente in prima fila le RSU dello stabilimento di Piombino Dese e con loro  Anna Zanoni della Fiom Cgil di Padova e Gregorio Loreggian della Fim Cisl.

Un folto gruppo di lavoratori Riello era in delegazione sotto la Regione, aspettando un responso che però purtroppo non è arrivato nonostante svariate ora di riunione. L’incontro è stato aggiornato con un nulla di fatto a lunedì 27 marzo per valutare avvicinamenti possibili rispetto alle posizioni emerse da entrambe le parti.

“Le azioni dei lavoratori della Riello in questi giorno sono mirati a dare un segnale forte e confidiamo che dopo questo incontro, ci sia, da parte della proprietà, una spinta per un cambiamento di posizione in modo che venga sospesa la procedura di licenziamento collettivo. Questo darebbe il via ad nuovo scenario per individuare gli interventi e le misure necessarie per trovare una soluzione che tenga conto che non si ha a che fare non con numeri o bilanci, ma con persone, lavoratori e lavoratrici, padri e madri, famiglie intere a cui è necessario prospettare un futuro dignitoso ” ha dichiarato Anna Zanoni della Fiom Cgil di Padova.

Riello: Grande partecipazione allo sciopero del 21 Marzo

Grande partecipazione oggi allo sciopero unitario di due ore che ha coinvolto lo stabilimento di Legnago e di Piombino Dese. Il presidio si è tenuto sotto lo stabilimento di Legnago e vi ha preso parte anche una delegazione dello stabilimento di Volpago del Montello.

Molti gli striscioni e gli slogan scanditi dai lavoratori per dare un segnale evidente alla proprietà dello scontento dei dipendenti di tutto il gruppo.

La decisione unilaterale della Riello di chiudere lo stabilimento di Piombino Dese crea un precedente inaccettabile da lavoratori e parti sindacali. 

“I lavoratori oggi hanno dato un segnale forte e speriamo che sia una spinta per un cambiamento di posizione da parte della proprietà in modo che venga sospesa la procedura di licenziamento collettivo. Questo darebbe il via ad un confronto per individuare gli interventi e le misure necessarie, come suggerito anche dalla Regione e dal MiSE. Una soluzione va trovata e non è quella stabilita dall’azienda perché si ha a che fare non con numeri o bilanci, ma con persone, lavoratori, padri e madri, famiglie intere a cui è necessario prospettare un futuro dignitoso ” ha dichiarato Anna Zanoni della Fiom Cgil di Padova.

 

Fiom Cgil Padova