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HITACHI ENERGY ITALIA: COMINCIATO IL CONFRONTO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO INTEGRATIVO DI GRUPPO

 

Nelle giornate del 7 e del 22 luglio si sono svolti gli incontri di trattativa per il rinnovo dell’integrativo di gruppo presso la sede di Assolombarda a Milano.

Durante gli incontri l’Azienda ha fornito i primi riscontri sui punti della piattaforma presentati.

In merito alle richiesta sui capitoli normativi, durante gli incontri sono emersi degli avvicinamenti sul tema delle relazioni industriali, sia rispetto ai ruoli degli organismi nazionali (comitato consuntivo di partecipazione, commissioni, informative di gruppo) sia sul tema del reale coinvolgimento informativo a livello territoriale.

Si registrano però delle distanze ancora importanti sui temi di natura normativa ed organizzativa, in particolare sulla richiesta di permessi aggiuntivi e sul tema del limite al lavoro nella giornata del sabato. Mentre sui temi della genitorialità (integrazione congedo e malattia figli fino a 14 anni) l’Azienda si è riservata ulteriori approfondimenti.

Sulle parti economiche l’Azienda ha dato disponibilità ad un incremento complessivo della quota di welfare fisso aggiuntivo di € 50,00 nella vigenza economica, ad una rivalutazione delle indennità di trasferta e reperibilità, e ad un incremento, ritenuto irrisorio, nella vigenza contrattuale dell’indennità di mancata mensa e dell’indennità aggiuntiva per il lavoro notturno.

Infine, sul capitolo Premio di risultato, l’Azienda ha dato disponibilità ad un allineamento degli attuali valori dei premi di risultato per tutti i siti e le funzioni, con un consolidamento fisso per le quote eccedenti l’importo di € 6000.

Complessivamente sulle parti economiche permane una forte distanza sia sulle quote proposte dall’azienda sia sulle modalità di erogazione e consolidamento,

Il confronto proseguirà negli incontri che si terranno il 15 e il 23 settembre.

VDZ: APPROVATO ALL’ UNANIMITÀ DALL’ASSEMBLEA DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI IL CONTRATTO INTEGRATIVO DELLA FONDERIA DI ALBIGNASEGO

Con un voto compatto ed esplicito, le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento VDZ S.r.l. hanno approvato all’unanimità nell’assemblea sindacale l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto integrativo aziendale per il biennio 2026-2027. La trattativa, condotta dalla FIOM CGIL con la RSU di sito, dimostra come sia possibile redistribuire il valore generato dal lavoro industriale, anche in un comparto complesso come quello siderurgico, alla VDZ si fonde ghisa, dove i ritmi e la pesantezza delle mansioni richiedono risposte economiche serie e tutele normative concrete.

L’accordo porta in dote avanzamenti significativi su salario di secondo livello, salute e sicurezza, diritti individuali e valorizzazione del lavoro usurante.

Rispetto alla precedente intesa, la quota variabile del Premio di Risultato (PDR) vede un aumento sia nelle tabelle della produttività che in quelle della qualità, raggiungendo il +20% rispetto all’accordo precedente.  L'intesa introduce un beneficio diretto per i lavoratori: le soglie d'accesso ai parametri produttivi e di abbattimento degli scarti sono state rese concretamente più accessibili.

Il rinnovo in VDZ rappresenta un risultato sindacale di assoluto rilievo perché questo accordo dimostra che non ci si deve rassegnare alla difesa dell’esistente, ma che con determinazione e compattezza si può ottenere il giusto riconoscimento economico e un adeguato premio, con parametri raggiungibili e precisi.

Per quanto riguarda la salute l’accordo conferma l’utilizzo dei "break formativi": moduli di 15 minuti da svolgere direttamente nei reparti durante l'orario di lavoro per ripercorrere le procedure operative di sicurezza sotto la supervisione del RSPP, dei Preposti e degli RLS. Viene inoltre confermato il monitoraggio mensile dei mancati infortuni per rimuovere i pericoli prima che generino infortuni.

L'intesa agisce sul disagio ambientale e operativo soprattutto nei reparti con i carichi di lavoro più gravosi e, quindi, dal 1° settembre 2026 sarà estesa l'indennità di 75 euro lordi mensili anche al personale delle granigliatrici, affiancandosi a quella già riconosciuta per il caricamento dei forni, più altre indennità economiche mantenute. Inoltre, continua ad essere garantita la totale gratuità del servizio mensa per tutti i dipendenti.

«Questo risultato è una dimostrazione di impegno collettivo, contrattazione coerente e democrazia sindacale» hanno dichiarato Gian Luca Colombo della segreteria della Fiom Cgil padovana e la storica RSU Fiom in VDZ, continuando: «In un settore segnato da forti disagi ambientali e ritmi serrati, non ci siamo limitati a contenere i danni in un settore, come quello siderurgico, fortemente in difficoltà su tutto il territorio: abbiamo preteso salario, sicurezza partecipata e giusti riconoscimenti per chi opera nei reparti più complessi e faticosi. L'approvazione all'unanimità dell'assemblea ci dice chiaramente che la contrattazione di secondo livello è uno strumento fondamentale per restituire valore al lavoro e contrastare l'impoverimento dei salari».

 

20 luglio 2026

ALL.CO spa di Vigonza: Sottoscritto l'integrativo dopo mesi di lotta e intensa trattativa

 

Alla ALL.CO spa è stato finalmente siglato, con le RSU e la FIOM CGIL di Padova, l’accordo di II° Livello per lo stabilimento di Vigonza dopo mesi di lunga, intensa e difficile trattativa.

ALL.CO spa è un’azienda che progetta e realizza estrusi in alluminio per il comparto industriale e edilizio che ha 3 diversi stabilimenti, fra cui una sede centrale a Pisa e uno degli altri due stabilimenti produttivi a Vigonza in provincia di Padova, nel quale sono occupati una settantina di dipendenti.

Nella primavera di quest’anno è partita la trattativa per un accordo di II° livello per il sito di Padova e, da subito, alla presentazione della piattaforma rivendicativa votata dai lavoratori e dalle lavoratrici di Vigonza sono emerse forti distanze di visione e valutazione sia nei contenuti che nei metodi tra la rappresentanza sindacale e l’azienda.

Lo stabilimento di Padova usciva da un periodo in cui i lavoratori e le lavoratrici hanno dovuto fare pesanti sacrifici, attraversando dapprima le difficoltà legate ad un anno di Cassa Integrazione Guadagni e, poi, affrontando un ulteriore anno di Cassa di Solidarietà. Inoltre, prima di questo periodo di crisi, in azienda erano presenti 2 impianti di estrusione di alluminio che realizzavano prodotti per il comparto edile, ma 1 dei 2 è stato spento e le matrici di estrusione sono state spostate nello stabilimento di Pisa, dove l’attività produttiva è sempre continuata normalmente, soprattutto, senza l’utilizzo di ammortizzatori sociali.

I lavoratori e lavoratrici di All.Co Vigonza, hanno superato questo difficile periodo, e durante la ripresa, con l’avvio del revumping del secondo impianto, hanno riposto notevoli aspettative nella ricostituzione di un accordo di II° livello che fosse in linea con il loro impegno e con la positiva situazione aziendale.

Durante la trattativa, invece, è stato pressoché impossibile riuscire a trovare un punto di intesa e, per questo, la RSU ha avviato lo stato di agitazione con scioperi articolati che si sono dimostrati molto partecipati.

Dopo 27 ore di sciopero, sviluppate in più settimane e declinati in modo da paralizzare quasi del tutto le attività produttive, si è arrivati ad una riapertura del tavolo di trattativa che è riuscito, poi, ad essere risolutivo per arrivare ad una intesa soddisfacente fra le parti. All’interno dell’accordo si sono riusciti a mantenere uniti i lavoratori e le lavoratrici e, attraverso una giusta mediazione, sono stati raggiunti i risultati cercati.

“Questo accordo valorizza la capacità produttiva del sito di Vigonza con un PDR variabile, ma centrato su possibilità di risultato reali è un traguardo importante dopo mesi di trattativa tutt’altro che facile con scioperi ampiamente articolati.” hanno dichiarato congiuntamente Michele Iandiorio e Francesca Battisti della Fiom di Padova, continuando: “Nell’accordo, inoltre, sono presenti un riconoscimento aggiuntivo di welfare che integra il PDR, una rivisitazione migliorativa dei costi mensa da parte dei lavoratori e un impegno programmato ad affrontare l’implementazione dell’impianto riattivato con un ampliamento dell’orario di lavoro distribuito nell’anno. La vertenza ALL.CO dimostra ancora una volta che lo sciopero, seppur considerato a volte un sacrificio, rimane l’unico strumento per il mantenimento della dignità difronte ai ricatti e per la conquista di un risultato così importante sul piano contrattuale e politico.

GRUPPO CARRARO: SOTTOSCRITTA L’IPOTESI DI ACCORDO PER IL SECONDO CONTRATTO INTEGRATIVO DI GRUPPO

Sottoscritta il 14 luglio 2026, l'ipotesi di accordo per il contratto integrativo di secondo livello fra il Coordinamento Nazionale delle RSU di FIM FIOM e UILM e la direzione del Gruppo Carraro di Campodarsego. Si tratta del secondo contratto integrativo per la multinazionale, dopo il primo storico accordo sottoscritto nel 2022. Il Gruppo Carraro è una multinazionale con 8 stabilimenti in tutto il mondo e 3.795 dipendenti, fondata nel 1932, produce sistemi complessi di trasmissione per trattori e veicoli off-highway ed è partner di riferimento per i più importanti costruttori di macchine agricole e movimento terra. L'accordo coinvolge circa 1.800 lavoratori dei siti italiani del Gruppo Carraro di Campodarsego, Maniago, Rovigo e Poggiofiorito.

L'incontro finale del percorso negoziale è durato oltre 10 ore, concludendosi positivamente dopo l'una della notte fra il 13 e il 14 luglio, presso la sede di Confindustria Veneto Est. Dopo 3 mesi di trattativa, il Coordinamento Nazionale delle RSU di FIM FIOM e UILM e la direzione del Gruppo Carraro di Campodarsego hanno firmato l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto integrativo aziendale per il triennio 2026-2028. Questa intesa, che rappresenta il secondo livello di contrattazione per i circa 1.800 lavoratori degli stabilimenti italiani, si inserisce nel solco tracciato dal primo storico accordo del 2022, consolidando e migliorando in modo netto i diritti, i salari e la qualità della vita di chi, con il proprio impegno quotidiano, determina il successo e la crescita di questa importante multinazionale nata nel padovano oltre 90 anni fa.

Il sistema delle relazioni sindacali all’interno del Gruppo esce profondamente rafforzato da questo rinnovo, che sancisce l'implementazione delle commissioni previste dal CCNL, come, ad esempio, quella sulle pari opportunità, e la nascita di un comitato consultivo di partecipazione, strumento essenziale per garantire ai rappresentanti dei lavoratori un reale diritto di informazione e possibilità di intervento sulle scelte aziendali. Questo comitato si aggiungerà ai due incontri annuali già previsti con l’intero Coordinamento, mentre a livello locale si terranno confronti con cadenza semestrale e verrà garantita una trasparente informativa sugli appalti in tutti i siti produttivi. Inoltre, è stato inserito nell’integrativo il tema del confronto preventivo sullo stato di avanzamento degli investimenti sui temi di salute e sicurezza e per il superamento delle problematiche legate al microclima negli stabilimenti. Al fine di stimolare una partecipazione sindacale sempre più attiva e democratica, le ore annue a disposizione delle RSU per lo stabilimento di Poggiofiorito sono state incrementate di 48 ore.

Per semplificare la comunicazione verso i lavoratori e le lavoratrici e la partecipazione democratica alla vita sindacale verrà implementato un sistema di bacheche digitali, aggiuntive a quella tradizionali e sarà normato l’utilizzo della videoconferenza per le assemblee sindacali per coloro che sono in smartworking o in distacchi presso altre sedi del gruppo.

L’accordo realizza un’operazione di straordinaria equità professionale stabilendo l’estensione a tutti gli stabilimenti italiani del sistema di inquadramento già positivamente sperimentato nel sito di Campodarsego, superando così le disparità storiche e garantendo parità di trattamento a parità di lavoro.

La centralità della persona e la conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro sono al cuore di questa intesa. Il regolamento aziendale sul lavoro agile viene notevolmente migliorato, garantendo un minimo di due giorni settimanali di smartworking con la facoltà di usufruirne anche nelle giornate di lunedì e venerdì. Per rispondere in modo solidale ai bisogni delle famiglie e tutelare le fragilità, l'accordo prevede l’introduzione di 8 ore di permesso aggiuntivo interamente a carico dell'azienda per la nascita o l'adozione di un figlio, in caso di un secondo lutto nell'anno per parenti entro il secondo grado e per la malattia dei figli fino ai quattordici anni di età, con una retribuzione garantita all'80%. Sempre sul piano dell’equità tra lavoratrici e lavoratori, viene esteso a tutto il Gruppo l’accordo già vigente a Campodarsego per l’utilizzo delle ferie e dei PAR solidali.

Sul piano economico, l'accordo interviene con forza a tutela del potere d’acquisto dei salari. La quota aggiuntiva del premio feriale viene incrementata fino a un massimo di 130 euro complessivi, con una maturazione mensile pro-rata valida per tutta la platea dei lavoratori. Al fine di colmare i divari storici tra i diversi territori, negli stabilimenti di Maniago e di Poggiofiorito sono previsti incrementi retributivi costanti a partire dal secondo anno di vigenza contrattuale, con aumenti annuali rispettivamente di 50 euro per Maniago e 70 euro per Poggiofiorito, che porteranno il consolidamento definitivo del premio feriale, al termine del triennio, a 150 euro per il sito friulano e a 210 euro per quello abruzzese.

Importanti novità riguardano, infine, la parte variabile della retribuzione e il premio di risultato. Le parti hanno concordato l’erogazione di una quota fissa aggiuntiva di welfare pari a 450 euro nella vigenza contrattuale al raggiungimento dell'80% dell'EBITDA di gruppo. Il valore nominale del premio variabile sarà incrementato di 50 euro al determinarsi di condizioni incrementali della percentuale di conversione volontaria in welfare. Per incentivare questa scelta, viene introdotta una maggiorazione del 15% in caso di conversione superiore al 40% del valore del premio, con la garanzia che il relativo contributo di solidarietà in caso di destinazione di quote di welfare a fondi di previdenza complementare rimanga sempre a totale carico dell'azienda. Infine, per rendere i parametri più aderenti alla realtà produttiva dei singoli stabilimenti, è stata aumentata la raggiungibilità degli indicatori industriali ed è stato introdotto un meccanismo di compensazione interna che valorizza l’eventuale superamento del raggiungimento dell'obiettivo.

L’intera ipotesi di accordo, frutto di un negoziato rigoroso svoltosi nei mesi di maggio, giugno e luglio, sarà ora illustrata nel dettaglio dalle strutture sindacali nelle assemblee e sottoposta al voto vincolante e democratico delle lavoratrici e dei lavoratori in tutti i siti produttivi del Gruppo Carraro.

Tragedia sul lavoro nel padovano: alta adesione allo sciopero e all'assemblea dei lavoratori della Circet Italia dopo la drammatica scomparsa del giovane operaio in appalto

Fiom Cgil Padova: “Non si può morire a ventisette anni per il crollo di un palo in cantiere”. 

La rabbia e la mobilitazione dei lavoratori della Circet di Padova

Una risposta ferma, unita da un profondo dolore e da una crescente indignazione, ha caratterizzato la mattinata dei lavoratori della Circet Italia, che hanno aderito in modo massiccio allo sciopero di un’ora proclamato dalla Fiom Cgil Padova e dalle RSU aziendali, riunendosi in un’assemblea sindacale per discutere della tragica scomparsa di Florian Cani, l’operaio di soli 27 anni dipendente della ditta in subappalto Fratelli Nikja Srl. Il giovane è deceduto in ospedale dopo quattro giorni di agonia per le gravissime lesioni riportate lo scorso 26 giugno in un cantiere a Due Carrare, dove è stato travolto dal crollo di un palo durante un intervento di manutenzione.

"La mobilitazione si è resa necessaria – ha dichiarato il Segretario Generale della Fiom Cgil di Padova, Michele Iandiorio – come risposta immediata e visibile a una tragedia che non può e non deve essere derubricata a mera fatalità. Non si può morire a ventisette anni di lavoro, colpiti alla testa dal crollo di un palo in un cantiere, mentre si sta compiendo il proprio dovere quotidiano. Questo drammatico evento ripropone con brutale chiarezza i gravissimi problemi che continuano a emergere all'interno delle filiere degli appalti e dei subappalti, segmenti in cui la frammentazione dei controlli e la costante spinta alla riduzione dei tempi e dei costi finiscono troppo spesso per scaricarsi sulla sicurezza di chi opera sul campo. I dati nazionali delineano una realtà inaccettabile: il 67% degli infortuni gravi o mortali nel nostro Paese avviene proprio nell'ambito delle attività in appalto e subappalto. Si tratta di una percentuale spaventosa che certifica come la catena delle esternalizzazioni sia diventata strutturalmente la prima area di rischio per la vita dei lavoratori. Ed è proprio per combattere questo inaccettabile stato di cose che la Cgil ha avviato una grande campagna di raccolta firme per due leggi di iniziativa popolare, dedicate rispettivamente alla tutela della salute pubblica e alla regolamentazione del settore degli appalti. Con la proposta 'I Diritti Non Si Appaltano' vogliamo introdurre il principio di parità di trattamento economico e normativo, limitare fortemente la catena dei subappalti e stabilire una responsabilità diretta dei committenti su tempi e sicurezza dei lavori, scardinando il sistema del massimo ribasso che genera queste tragedie." 

"L’ottima e compatta risposta registrata questa mattina – prosegue il Segretario della Fiom Cgil di Padova – non era scontata ma dimostra chiaramente la volontà di solidarietà dei lavoratori in contesti contrattuali così frazionati e complessi. Se una reazione così forte e sentita è scattata immediatamente, traducendosi in un'alta adesione allo sciopero e in un’assemblea molto partecipata, è proprio perché la situazione complessiva nei cantieri è ormai percepita da tutti come del tutto insostenibile. Nessuno si sente al sicuro. Oltre alla paura, c'è un sentimento diffuso di profonda frustrazione e rabbia tra i colleghi, costretti ad assistere all'ennesimo tributo di sangue in un territorio provinciale che ha registrato ben tre decessi sul lavoro nell'arco di appena dieci giorni. I lavoratori avvertono quotidianamente il peso di un sistema in cui la prevenzione sembra cedere il passo alle logiche della produttività a oltranza."

"Esprimiamo la nostra più profonda vicinanza e il nostro cordoglio alla famiglia di Florian e ai suoi compagni, ma siamo consapevoli che le parole e l'indignazione da sole non bastano più a fermare questa strage silenziosa – conclude Iandiorio – ed è per questa ragione che pretendiamo interventi immediati e rigorosi da parte degli organi di vigilanza, delle istituzioni e delle aziende committenti. La Fiom Cgil e i rappresentanti sindacali non arretreranno e continueranno a battersi con determinazione affinché la catena degli appalti non sia più sinonimo di deregolamentazione, rimettendo al centro e sopra ogni cosa il diritto inalienabile alla salute e alla dignità della vita umana sul posto di lavoro”.

Il servizio di Telenordest sullo sciopero e assemblea alla Circet

Arianna Spa: lavoratori e lavoratrici da due mesi senza stipendio e senza certezze per il futuro

 

Arianna è un’azienda di progettazione e produzione di apparecchiature a led per l’illuminazione stradale, sportiva e industriale, con sede a Piove di Sacco. Fondata nel 2009 ed entrata a far parte del gruppo CAREL dei soci Luigi Rossi Luciani e Luigi Nalini, forte di know-how e competenza, nel 2022 Arianna acquisisce una commessa molto importante con Autostrade per l’Italia per una fornitura di 10000 apparecchi da galleria e la città di Roma le commissiona 500 lampade per l’arredo del centro urbano. In quel momento vi lavorano 18 persone addette ai vari reparti commerciale, marketing e di produzione.

Dopo l’acquisizione della milanese Tecnolift, nel 2025, con il conseguimento di importanti forniture, tra cui quella del Giubileo di Roma con affidamento ACEA, in estate viene comunicata la cessione alla società statunitense Cree Lighting Europe, la quale, con stabilimento a Calenzano (FI), occupa una trentina di dipendenti, è da tempo in crisi e ha intrapreso la strada del concordato in continuità. Nell’occasione si parla di sinergia fra le due realtà e addirittura di trasferimento della produzione da Firenze a Padova. In realtà, nel corso di quest’anno, sono venuti a mancare via via tutti gli investimenti annunciati e il personale di Arianna è ulteriormente diminuito, richiedendo ai lavoratori rimasti in forze in Arianna di sopperire alle carenze operative dell’altra società del gruppo, assumendo incarichi legati alle attività di Cree Lighting Europe.

“A oggi i lavoratori di Arianna lamentano non solo il mancato pagamento degli stipendi degli ultimi due mesi, ma anche il silenzio della proprietà sulle intenzioni che riguardano l’azienda. I lavoratori meritano rispetto: ad essi, ai quali si deve il successo e il valore dell’impresa, non può non essere riconosciuto il diritto di sapere cosa si prospetta nel futuro. È inaccettabile che si consideri il lavoro una merce e altrettanto che l’impresa riservi un trattamento ‘usa e getta’ nei confronti delle persone.” ha dichiarato Dario Verdicchio della Fiom di Padova che segue l’azienda.

 

Infocamere SCpA: Rinnovato il contratto integrativo aziendale con il 96,35% di consenso

Nella giornata di giovedì 07 maggio, presso la sede Infocamere SCpA in Corso Stati Uniti a Padova, si è raggiunto l’accordo per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale 2026-2028 del gruppo Infocamere SCpA, tra la Direzione Aziendale e le RSU delle Sedi di Padova, Milano, Roma e Bari assistite dalle organizzazioni sindacali FIM-FIOM per le strutture nazionali e la UILM di Roma, e convalidato dal referendum delle lavoratrici e dei lavoratori nelle giornate del 19, 20 e 21 maggio.

L’accordo interessa circa 1000 lavoratrici e lavoratori che operano nelle sedi di Padova, Milano, Roma e Bari.

La trattativa, iniziata ad ottobre 2025, si è sviluppata in diversi incontri per oltre 7 mesi.

L’accordo raggiunto rappresenta un importante obiettivo in un’azienda informatica che opera con il settore pubblico delle Camere di Commercio. Tra gli elementi principali, oltre alla riconferma degli aspetti normativi riguardanti smartworking e flessibilità di orario, in termini di mercato del lavoro, vengono valorizzate le esperienze lavorative di almeno 12 mesi in somministrazione o con contratti a termine, in caso di selezione di personale diretto, è stato definito di estendere ai somministrati il welfare aggiuntivo fisso di €200 annuali, portati a €400 nel 2026.

Accantonati per il 2027 e 2028 un ulteriore fondo di risorse aggiuntive che saranno oggetto di confronto entro il 2026 con la RSU da destinare su miglioramento del piano sanitario, aumento buoni pasti o welfare fisso.

Importante rivisitazione della struttura del premio di risultato, aumentato il valore complessivo, e aumentata la percentuale di premio collettiva al 50% del valore totale introducendo un parametro di area.

L’accordo ha visto la partecipazione al voto di 741 lavoratrici e lavoratori su 921 aventi diritto per una percentuale di votanti del 77,52% ed hanno espresso voto favorevole in 714 pari al 96,35% di consensi.

Con questo importante risultato, le parti coinvolte ribadiscono la piena condivisione dei valori che caratterizzano la vita aziendale: il senso del futuro, la competenza, la coesione, il governo delle complessità, l’affidabilità; convergono altresì sul valore delle lavoratrici e dei lavoratori, delle competenze e del know-how su cui si sostiene il successo dell’azienda; confermando l’importanza dell’impegno nell’investimento costante sullo sviluppo professionale e umano delle persone.

La FIOM cresce nelle aziende del padovano: nuove rappresentanze e conferme nelle elezioni RSU delle ultime settimane

Le elezioni RSU che si sono svolte nelle ultime settimane in diverse aziende del territorio padovano confermano la crescita della FIOM CGIL in provincia e rimarcano l’importanza della partecipazione democratica e l’organizzazione in Sindacato nei luoghi di lavoro.

Il voto per la rappresentanza sindacale all’interno dei luoghi di lavoro rappresenta per la FIOM un momento fondamentale di democrazia e partecipazione per lavoratori e lavoratrici. Ognuno di loro sceglie chi li rappresenterà nella tutela dei diritti, delle condizioni di lavoro, della sicurezza e della contrattazione. Un risultato ancora più significativo in una fase complessa per il mondo del lavoro, nella quale cresce il bisogno di rappresentanza collettiva e di strumenti democratici dentro le aziende.

Importanti le elezioni in nuove aziende del settore informatico come Secomind e Zucchetti Healthcare dove fino ad oggi non era presente alcuna organizzazione sindacale, nella prima la FIOM ottiene un importante risultato entrando come sindacato di maggioranza su 28 impiegati, hanno votato in 26 e, di questi, 16 lavoratrici e lavoratori hanno scelto la FIOM, nella seconda la FIOM è unica organizzazione scelta dalle lavoratrici e dai lavoratori su 64 dipendenti in 42 hanno espresso il voto per i candidati FIOM.

Altre importanti conferme alla Spanesi, industria di San Giorgio delle Pertiche, dove in 64 lavoratrici e lavoratori su 94 hanno votato i candidati FIOM e alla MP3 di Camposampiero, dove le preferenze per la FIOM sono state 49 su 87 aventi diritto; in entrambe le elezioni la FIOM si conferma unico sindacato presente in azienda e cresce ulteriormente nella rappresentanza.

Alla Carel Industries di Brugine, la FIOM si conferma unico sindacato dal 2017: su 743 aventi diritto hanno votato 535 lavoratori e lavoratrici che hanno in totale eletto 9 RSU di cui due impiegati e 7 operai. Sono stati riconfermati i delegati storici Cristina, Claudio, Chiara, e mentre Alessandra e Martina sono state elette per la seconda volta, le nuove RSU, alla loro prima esperienza, sono Nicola, Sandy, Giacomo e Filippo.

La FIOM CGIL di Padova ringrazia tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che hanno partecipato al voto, scegliendo di esercitare un diritto democratico fondamentale. Un ringraziamento particolare va a tutte le persone che si sono candidate mettendosi a disposizione dei colleghi e delle colleghe per il loro impegno e la loro disponibilità.

“A tutte le delegate e a tutti i delegati eletti auguriamo buon lavoro, consapevoli dell’importanza e della responsabilità del ruolo che saranno chiamati a svolgere quotidianamente nei luoghi di lavoro. La rappresentanza sindacale è fatta di ascolto, presenza, confronto e capacità di dare voce ai bisogni e alle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori, difendendo diritti, dignità, salute e sicurezza. Noi della FIOM CGIL di Padova saremo al loro fianco in questo percorso, mettendo a disposizione competenze, strumenti, formazione e supporto sindacale, affinché ogni delegata e ogni delegato possa svolgere al meglio il proprio mandato. I risultati di queste elezioni dimostrano che cresce il bisogno di partecipazione, di rappresentanza collettiva e di un sindacato presente, credibile e vicino alle persone nei luoghi di lavoro.” hanno dichiarato dalla segreteria della Fiom di Padova.