Dal 2017, il 31 luglio è una data infausta perché quel giorno morì, colpito da una scheggia partita dal macchinario che stava manovrando come sempre, Gezim Haka, operaio dell’Unicka di San Giorgio delle Pertiche, padre, marito, amico, uomo.
Quel giorno Gezim non tornò più a casa, lasciando un vuoto immenso nei suoi cari, soprattutto in sua moglie e nelle sue due figlie. La prima sentenza decretò che Gezim avesse causato la propria morte per superficialità e disattenzione, ma, grazie all’impegno dei suoi colleghi di lavoro e alla determinazione della sua famiglia, nel 2021 è stato aperto un nuovo procedimento che tiene in considerazione informazioni che non erano state presentate precedentemente. Sulla macchina di Gezim non era presente una paratia la cui istallazione avrebbe potuto salvargli la vita.
Come Fiom aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso, ma saremo sempre presenti e attenti a vigilare che tutto si svolga con correttezza e con le giuste tutele nei confronti dei colleghi che porteranno la loro testimonianza.
In una giornata di responsabilità e ricordo come quella di oggi non possiamo non ricordare che nei primi 5 mesi del 2025 sono state 38 le vittime mortali sul lavoro nella nostra regione, 20 in più rispetto al 2024. Questo dato ci fa rabbrividire e deve però essere da monito a tutti e tutte perché la sicurezza e la salute non possono e non devono essere demandate a nessuno, devono essere il primo impegno di ogni lavoratore e lavoratrice, anche a discapito di quelle che sono le richieste, spesso sconsiderate, del capitale e dei padroni che vorrebbero che il profitto fosse l’unico termine di paragone per ogni lavoratore e lavoratrice.
Lavorare con coscienza e tornare sani e salvi a casa la sera, questo dev’essere il dovere costante di ognuno di noi.
Durante le ultime votazioni per il rinnovo delle RSU/RLS sono state eletti tutti i candidati della FIOM sia alla Siemens di Padova che alla APP-TECH di Mestrino.
In Siemens è stata eletta una RSU dopo anni di assenza. Pietro, il candidato della Fiom, ha ricevuto 54 preferenze su 54 votanti (e 86 aventi diritto).
Alla APP-TECH è stato riconfermato uno dei delegati uscenti e sono stati eletti due nuovi delegati, per un totale di 3 RSU: Enrico, Nicola e Georgie hanno raccolto 42 voti su 42 votanti (e 73 aventi diritto).
“La segreteria della Fiom ringrazia le lavoratrici e i lavoratori per la loro partecipazione al voto democratico e per aver scelto di dare le loro preferenze ai candidati della Fiom. Auguriamo a Pietro, Enrico, Nicola e Georgie un buon lavoro che potrà essere svolto anche grazie al sostegno dei lavoratori e delle lavoratrici che li hanno sostenuti e alla collaborazione con i loro funzionari di riferimento della Fiom di Padova.”
Il 9 luglio, presso la sede di Confidustria Veneto Est, è stato sottoscritto il rinnovo del contratto integrativo di Acciaierie Venete per le sedi di Padova tra azienda, RSU e le organizzazioni sindacali Fim Cisl Padova Rovigo e Fiom Cgil Padova. La ratifica dell’accordo, che ha visto una trattativa svoltasi in diversi incontri iniziati a febbraio, arriva dopo l’approvazione dei lavoratori nelle assemblee del 2 e 7 luglio scorsi. L’accordo, che sarà in vigore fino a dicembre 2028, prevede aumenti retributivi che saranno tutti attivi già dal mese di luglio 2025. Nello specifico viene regolamentata la procedura per la richiesta delle indennità di mancata mensa e lavorazioni in squadra ridotta (art.9), ampliata la platea di personale addetto al primo soccorso, mentre, per quanto riguarda il premio di risultato vengono introdotti due nuovi indicatori di produttività dei laminatoi. Sulle parti economiche è stata aumentata al 20% la maggiorazione per le ore ordinarie del sabato per le squadre a ciclo continuo, aumentata l’indennità di chiamata a €35 e prevista una indennità di €10 per tutto il personale a cui venga chiesto un cambio di turno occasionale. Il premio presenza, sempre dal 1° luglio, verrà aumentato a € 150 mensili e il premio individuale a € 110, quest’ultimo inciderà, con quest’accordo, anche su 13ma e 14ma mensilità, portando sostanzialmente un aumento, sommando i due istituti, di oltre € 450 annui. Introdotto sulla paga base, sommato ai 5 scatti di anzianità previsti dal CCNL, è stato aggiunto uno scatto aggiuntivo di “professionalità” che maturerà al 12° anno di anzianità del valore equiparato ad uno scatto di anzianità e che inciderà su tutti gli istituti diretti e indiretti. Infine, verrà istituita una borsa di studio in favore dei figli dei dipendenti e dei dipendenti stessi in occasione di diploma, laurea breve e laurea magistrale.
“Il rinnovo del contratto integrativo per gli stabilimenti padovani di Acciaierie Venete, restituisce agli oltre 600 dipendenti impegnati sui siti padovani, la certezza di avere degli aumenti delle proprie buste paga. In un periodo dove, da un lato l’inflazione, dall’altro l’utilizzo della cassa, decurtano in maniera importante il potere di acquisto. Già dalla costruzione della piattaforma, e durante tutta la trattativa, come organizzazioni sindacali, insieme alla RSU, l’obiettivo che avevamo posto era di andare nella direzione di aumentare la busta paga dei lavoratori con elementi fissi, e, in assenza di progressioni di carriera dal punto di vista professionali, dare un elemento contrattuale aggiuntivo legato all’anzianità che, da solo, riconosce a chi ha già maturato 12 anni di anzianità un aumento annuale base di circa € 400 che si sommano alle altre indennità e maggiorazioni” hanno dichiarato Luca Gazzabin, segretario generale della Fim Cisl Padova Rovigo e Michele Iandiorio, segretario generale della Fiom Cgil di Padova.
In questi giorni si sono tenute le elezioni negli stabilimenti di Campodarsego e Cadoneghe della Maschio Gaspardo.
A Cadoneghe la Fiom ha raccolto 123 voti eleggendo 3 RSU su 4 riconfermando i delegati uscenti Paolo, Rizzieri e Mattia e 2 RLS. Mentre la Fim con 22 voti elegge una RSU.
Nello stabilimento di Campodarsego, la Fiom conquista la maggioranza della RSU con 4 RSU, due nel collegio operai e due in quello degli impiegati. Alle 4 nuove RSU della Fiom Enzo, Raffaele, Marco e Rosalia sono andate complessivamente 170 preferenze, mentre la Fim elegge una RSU con 58 voti.
Come Fiom di Padova facciamo le congratulazioni agli eletti, alle 3 conferme dello stabilimento di Cadoneghe e ai 4 nuovi eletti di Campodarsego, 3 dei quali giovani e alla loro primissima esperienza da RSU.
Con questa tornata di elezioni si rafforza la maggioranza Fiom all’interno del Gruppo Maschio Gaspardo che, oltre le due sedi padovane, ha sede a Cremona, Morsano al Tagliamento (PN), Concorda Sagittaria (VE).
Ringraziamo tutti i lavoratori e le lavoratrici che hanno scelto di votare per la Fiom e per la nostra idea di sindacato e di lotta, insieme alle RSU continueremo nel nostro percorso sindacale all’interno delle due sedi e del gruppo sempre dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici.
Questo mese si è tenuto l’ultimo incontro di una serie di appuntamenti tra la RSU FIOM della Hiref SpA di Tribano in provincia di Padova, il funzionario della FIOM Padova Massimo Crema e la Direzione aziendale.
Nel corso della riunione si è analizzata la situazione aziendale, con la crescita di tutti i numeri di bilancio, l’incremento occupazionale e la recente inaugurazione del nuovo capannone di 8000 mq che ha richiesto un investimento di 12 milioni di euro e che consentirà all’azienda di occupare, in prospettiva, fino a 400 dipendenti.
Ma, soprattutto, è stata l’ultima fase di una lunga e intensa attività sindacale che ha portato alla definizione, oltre che del premio di risultato 2024, di innovativi accordi che riguardano scatti di anzianità aggiuntivi e inquadramento professionale.
L’accordo sugli scatti prevede l’istituzione e l’erogazione di 2 ulteriori scatti di anzianità aggiuntivi a quanto previsto dal CCNL con la previsione di istituirne ulteriore 2 nel 2026, a partire da gennaio 2025 per i lavoratori che abbiano maturato 15 anni di anzianità aziendale.
Per l’inquadramento professionale, grazie al lavoro e alla intuizione delle RSU, è stata costruita e applicata una griglia delle competenze che ha portato al passaggio di categoria di 43 lavoratori tra 2024 e 2025 pari a circa il 20% delle maestranze.
“Si tratta di risultati importanti, ottenuti in un periodo complicato viste le mobilitazioni per il rinnovo del CCNL, grazie alla volontà alla determinazione e alla militanza dei delegati e delle maestranze. I lavoratori, la RSU e la FIOM di Padova sono già proiettati verso il futuro, visto che nel 2025 scade il contratto integrativo aziendale e si preannuncia un lavoro importante da fare già a partire dalle prossime settimane.” Hanno dichiarato Massimo Crema e Michele Iandiorio, segretario generale della FIOM di Padova.
Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Venete sulle deliranti scritte naziste comparse nei bagni della Zilmet di Limena
Non è la prima volta che sui muri dei bagni dello stabilimento di via Colpi a Limena dell’azienda metalmeccanica Zilmet, ignoti lascino scritte e simboli inneggianti al fascismo e al nazismo con frasi razziste contro gli stranieri. Anche nel caso precedente i responsabili non sono stati individuati e la direzione aziendale ha lasciato correre, senza preoccuparsi del clima presente nello stabilimento di via Colpi e dell’apprensione suscitata da tali gesti nei lavoratori e nelle lavoratrici.
“È inquietante il proliferare di messaggi e simboli razzisti e nazisti negli ambienti, privati e pubblici, in cui la comunità studia, lavora, si aggrega. È preoccupante e inaccettabile, perciò denunciamo e denunceremo sempre con forza fatti simili affinché autorità e istituzioni competenti intervengano: i responsabili vigliacchi, seminatori di odio e violenza, non devono sentirsi e restare impuniti. E le associazioni neofasciste cui si rifanno, nella fattispecie Forza Nuova, vanno una volta per tutte sciolte. Lo affermiamo come ANPI, ma riguarda la reputazione di una società intera, in questo caso di una azienda: razzismo e nazismo sono macchie che sporcano tutti e vanno lavate con decisione - ha dichiarato la segreteria provinciale dell’Anpi di Padova dopo essere stata informata della comparsa delle scritte alla Zilmet, continuando - Perché, inoltre, l’azienda non ha proceduto ancora, dopo i vari episodi, a chiedere alla Procura di fare indagini e controlli in merito, seguendo, ovviamente, tutte le procedure e gli ausili del caso?”
“Siamo seriamente impensieriti per quello che sta accadendo all’interno dello stabilimento della Zilmet di via Colpi a Limena, soprattutto perché non è la prima volta che una cosa del genere accade nel sito. Come Fiom avevamo già invitato l'azienda ad intervenire per quanto di propria competenza con urgenza anche attraverso sensibilizzazione tra i colleghi affinché queste situazioni non si ripresentassero in futuro. Purtroppo, invece, siamo di fronte all’ennesimo caso che avviene nell’indifferenza della proprietà. Non possiamo che sollecitare nuovamente la dirigenza ad intervenire e a prendere seriamente la questione. Condanniamo il gesto vigliacco, le parole e i simboli, rinnovando la nostra solidarietà e vicinanza a quanti si siano sentiti mortificati e attaccati da quelle scritte. La nostra è una Repubblica antifascista e certe derive non sono minimamente accettabili” hanno dichiarato Michele Iandiorio e Gianluca Colombo della Segreteria della Fiom Cgil di Padova.
“Un episodio inquietante – dice Aldo Marturano, Segretario Generale della Cgil Padova – ma che non sorprende chi conosce la storia e sa qual è sempre stata la posizione dei fascisti nei confronti della Cgil, ossia di chi si oppone allo sfruttamento dei lavoratori e si batte per emanciparli. Ma queste scritte ci rivelano anche la profonda paura che provano davanti alla reale possibilità che i referendum superino il quorum. Un obiettivo che, se raggiunto, costituirebbe la miglior risposta alla loro storica arroganza e prepotenza”.
Nonostante le dichiarazioni varie e i tentativi di delegittimazione degli scioperi e dei sacrifici di milioni di metalmeccanici e metalmeccaniche dell’industria e della piccola e media industria italiane la lotta per i contratti di Federmeccanica-Assistal e Unionmeccanica-Confapi è tutto fuorché sopita, anzi. Se Federmeccanica-Assistal e Unionmeccanica-Confapi non riapriranno entro il 30 maggio le trattative, ci saranno altre 8 ore di sciopero unitarie e nazionali con manifestazioni regionali il 20 giugno 2025.
Gli scioperi e le manifestazioni per i contratti che si stanno susseguendo in questi mesi esprimono la volontà e la determinazione di lavoratrici e di lavoratori di essere presi in considerazione e di vedere rispettati i propri bisogni e la propria dignità, ma, questo, pare non interessare minimamente le parti datoriali, che continuano a rimanere arroccate nelle loro posizioni. Le organizzazioni sindacali, insieme ai metalmeccanici e alle metalmeccaniche, ritengono di primaria importanza la riapertura delle trattative che abbiano come base di partenza le piattaforme unitarie. La piattaforma per il contratto di Federmeccanica-Assistal è stata votata e presentata l’anno scorso e si basa sugli elementi salariali e normativi del contratto nazionale del 2021.
In sostegno alla lotta di queste migliaia di lavoratori e lavoratrici, è stata depositata anche una mozione a firma del consigliere Alessandro Tognon del Pd, che sarà presentata durante il prossimo consiglio comunale, firmata dagli esponenti del Pd colleghi di Tognon in consiglio comunale Etta Andreella, Anna Barzon, Pietro Bean, Gianni Berno, Federica Bruni, Marco Concolato, Caterina Coppo, Giovanni Gabelli e Nereo Tiso, e sostenuta anche dalle consigliere Marta Nalin e Chiara Gallani di Coalizione Civica per Padova, con l’auspicio che a tale mozione arrivi il sostegno dell’intero consiglio comunale. Nel testo si legge vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori che scioperano per condizioni di lavoro più dignitose, maggiore sicurezza e riduzione delle disuguaglianze; si auspica la ripresa del confronto negoziale tra le parti, invitando anche le realtà industriali locali ad esercitare un ruolo positivo e costruttivo; si sostiene l’importanza di un rapido rinnovo del contratto collettivo nazionale per affrontare con coesione e giustizia le transizioni in atto e si invitano le istituzioni a tutti i livelli a sostenere attivamente le rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori promosse dalle categorie delle sigle confederali CGIL, CISL e UIL che rappresentano l’assoluta maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.
“Riteniamo molto importante il sostegno che arriva dalle amministrazioni comunali, così come è avvenuto anche a Bologna, soprattutto per l’esortazione che arriva da un’istituzione come il Comune di Padova alle parti datoriali e al sistema delle imprese del territorio, in modo che possano decidere di esercitare un ruolo costruttivo per la riapertura delle trattive per il rinnovo dei CCNL. Altrettanto importante è l’invito esteso a tutte le istituzioni, in ogni loro livello, a sostenere senza remore e con convinzione le istanze dei lavoratori e delle lavoratrici metalmeccaniche e con loro quelle di FIM FIOM E UILM” hanno dichiarato Michele Iandiorio, segretario generale della Fiom di Padova, Luca Gazzabin, segretario generale della Fim di Padova e Rovigo e Davide Crepaldi, segretario generale della Uilm patavina, continuando “Al fine di riaprire la trattativa sulla base della nostra piattaforma le nostre organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm saranno impegnate nelle prossime settimane in un nuovo ciclo di assemblee nei luoghi di lavoro, confermando anche il blocco degli straordinari e delle flessibilità e il diniego a sottoscrivere i piani formativi, come già definito nei mesi scorsi. In assenza della riapertura del confronto il 20 giugno sarà sciopero nazionale unitario, a quasi un anno dalla scadenza del CCNL Federmeccanica Assistal, saranno raggiunte le 40 ore di sciopero unitario nazionale”.
Anche i 21 dipendenti delle Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, Ex Ilva, dello stabilimento di Legnaro hanno, nonostante la CIGS, partecipato alla mobilitazione nazionale indetta per la giornata di oggi da FIM FIOM UILM per la salvezza dell’azienda siderurgica più travagliata d’Italia. Durante la mattinata i lavoratori del piccolo stabilimento padovano si sono riuniti in assemblea e hanno presidiato l’azienda. In tarda mattinata, intanto a Roma, si è riunito, su richiesta di Fim Fiom e Uilm, il tavolo permanente per l’ex Ilva presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri proprio per avere gli aggiornamenti sulla situazione del gruppo siderurgico Acciaierie d’Italia in AS sia per il gravissimo incidente verificatosi la settimana scorsa presso lo stabilimento di Taranto, che ha avuto come conseguenza l’annuncio del raddoppio della cassa integrazione, sia per avere chiarezza sul futuro del gruppo a seguito della gara di assegnazione a una nuova proprietà. I lavoratori dell’Ilva di Legnaro, che sono tutti lavoratori con una lunga anzianità aziendale, hanno voluto sottolineare con il loro striscione l’importanza di salvaguardare il lavoro sia con la lotta sul campo, sia con il voto referendario dell’8 e del 9 giugno. Il centro servizi di Legnaro è il biglietto da visita di ADI nei confronti dei clienti di questa area geografica che si riforniscono di COIL e acciaio. Durante l’incontro di oggi si è registrata una forte intenzione da parte di ADI di rivedere i termini della cassa, aumentando le ore e le persone coinvolte, aggiungendo più personale in CIGS rispetto alla pianificazione di marzo scorso e anche del piano di ripartenza del 2024 che fissava la quota di cigs ad un livello più basso. Prendendo ad esempio lo stabilimento di Legnaro i lavoratori in CIGS erano passati da 15 persone in cassa su 21 nel 2024 a 10 di inizio 2025, mentre la richiesta odierna sarebbe di poter superare le 10 persone coinvolte. Fim, Fiom e Uilm durante l’incontro hanno espresso contrarietà rispetto all’utilizzo più massiccio della cassa integrazione, posizione che sarà ribadita nei prossimi incontri, insieme alla richiesta di una maggiore partecipazione e impegno dello Stato nel presente e nel futuro dell’azienda. Occorre, infatti, garantire la continuità della produzione e urge una politica industriale degna di questo nome a garanzia dei posti di lavoro e per il futuro di una delle aziende più importanti del Paese. Questa mattina, gli scioperi in tutti gli impianti hanno mandato un messaggio chiaro: serve continuità industriale, occupazionale e finanziaria e deve essere garantita dallo Stato, sostenendo investimenti strategici per la decarbonizzazione, la tutela dei livelli occupazionali e il futuro dei siti produttivi. Il bando avviato finora non ha dato risultati e il rischio di una crisi irreversibile è concreto. Senza interventi chiari, l’azienda potrebbe trovarsi in una situazione drammatica. Durante l’incontro a Palazzo Chigi, il governo ha sospeso ogni decisione unilaterale e ha riconvocato un nuovo tavolo per la prossima settimana, lunedì 26 maggio al Mimit.