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Carel Industries: l’azienda rompe la trattativa per il contratto integrativo

Oggi, 14 febbraio 2025, la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale si è interrotta, dopo 3 mesi di incontri e dopo che erano già stati programmati due ulteriori appuntamenti fra Rsu e referenti aziendali.

Al termine dell’incontro di oggi, la delegazione aziendale, dopo aver sostenuto che lo stato di agitazione per la vertenza sul CCNL non aveva né stava provocando alcuna preoccupazione all’azienda e dopo aver messo in discussione la rappresentanza delle delegate e dei delegati, in maniera del tutto arrogante ha dichiarato che non sussistono le ragioni di proseguire la trattativa con il CCNL ancora in fase di discussione.

Da novembre 2024 ad oggi il tema della sovrapposizione delle due trattative, quella per il CCNL per l’Industria Metalmeccanica e quella per il contratto di secondo livello, era stato più volte affrontato e l’azienda non aveva posto obiezioni di sorta a portare avanti la trattativa.

“La decisione di interrompere bruscamente la trattativa è per noi incomprensibile e irrazionale perché arriva dopo aver già condiviso due date per gli incontri successivi e in una fase in cui sul contratto integrativo ci si stava avviando verso una possibile intesa. Come se non bastasse, la delegazione aziendale ha dichiarato di voler, a questo punto, applicare il solo CCNL a partire da aprile. Dopo 11 incontri, che si sono svolti negli ultimi 3 mesi, l’azienda ha mostrato la sua reale intenzione, ovvero di voler nessun rinnovo del contratto integrativo. Se questo è l’atteggiamento, inspiegabile, dell’Azienda, vuol dire che gli scioperi stanno incidendo e ne sono dimostrazione le continue pressioni da parte di alcuni responsabili e team leader nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici.” Hanno dichiarato le Rsu Carel congiuntamente a Michele Iandiorio, segretario generale della Fiom di Padova

La RSU della Carel ha confermato lo stato di agitazione già proclamato per la prossima settimana e valuterà tutte le possibili iniziative sia per rimarcare la centralità della vertenza per il CCNL, sia per la riapertura della trattativa per il contratto integrativo.

È tuttora in corso lo sciopero degli straordinari e verranno convocate delle assemblee durante lo sciopero per la prossima settimana.

 

 

Parker: Sciopero e manifestazione contro il licenziamento improvviso di 3 colleghi

Quasi totale l’adesione allo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici della Parker, sia impiegati/e che operai/e, che sono scesi per strada questa mattina a Sant’Angelo di Piove di Sacco per protestare contro il licenziamento unilaterale di 3 dei loro colleghi impiegati fino alla scorsa settimana presso l’Ufficio acquisti della multinazionale rispettivamente da 36, 26 e 19 anni. Oltre a licenziare i tre impiegati di lunga esperienza e provata competenza la multinazionale ha chiuso l’Ufficio acquisti e l’ha trasferito in Gran Bretagna, una scelta questa che pone degli interrogativi su quelle che potranno essere le scelte della dirigenza riguardanti il sito del piovese. Il dubbio che serpeggia e che angoscia lavoratrici e lavoratori è che la multinazionale abbia intenzione di dismettere lo stabilimento di Sant’Angelo a favore di quello inglese, che è noto essere equivalente per struttura e produzioni.

“I lavoratori sono profondamente scossi e disgustati da quello che sta succedendo, non solo i tre sfortunati protagonisti, ma tutti e tutte i dipendenti della Parker. Circa 150 lavoratrici e lavoratori sono scesi per strada e hanno incrociato le braccia oggi in segno di solidarietà verso i loro colleghi e per protestare contro la multinazionale che si è svelata per quello che purtroppo è e cioè una realtà produttiva interessata solo al profitto e al proprio tornaconto che tratta uomini e donne come ingranaggi senza alcuna remora e rispetto. Calpestare in questo modo la dignità di lavoratori e lavoratrici buttandoli fuori dal proprio posto di lavoro in meno di mezz’ora e senza spiegazioni non è accettabile, così come non è ammissibile che in un’azienda in cui la Fiom è presente da decenni che la dirigenza si permetta di licenziare e di chiudere un settore strategico per la strategicità del sito produttivo padovano senza alcun tipo di tavolo di discussione e senza alcun tipo di proposta alternativa, soprattutto visto che ne esistono diverse nel nostro Paese. Forse la dirigenza della Parker pensa di essere negli USA dove non sono neppure obbligatori i contratti scritti fra le parti e i CCNL sono una chimera.” sostiene il segretario generale della Fiom di Padova Michele Iandiorio, continuando “In Italia esistono le leggi, esistono delle procedure e soprattutto esistono i CCNL e anche i contratti integrativi. Ricordiamo che in questi mesi stiamo lottando per il nostro CCNL dell’industria metalmeccanica, CCNL a cui fa riferimento anche la Parker perché per noi la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici nasce e si definisce attraverso un CCNL che tenga in considerazione tutte le istanze di chi il lavoro lo fa e di chi sostiene con il proprio impegno e il proprio sudore l’industria metalmeccanica in questo Paese. Noi viviamo in una Repubblica Costituzionale in cui il primo articolo recita che l’Italia è fondata sul lavoro, in cui il lavoro è un diritto e come tale viene tutelato (art.4 e art.35). E noi abbiamo intenzione di fare proprio questo, tutelare il diritto al lavoro di questi tre lavoratori e di tutti i loro colleghi e colleghe contro il dispotismo di questa multinazionale. Questo sciopero e il corteo per la zona industriale di Sant’Angelo di Piove di Sacco di stamattina sono solo il primo passo di una vertenza che ci vedrà presenti e feroci fino a che non saremo convocati per avere spiegazioni concrete sul futuro di questi lavoratori e sul futuro della Parker.”   

Ccnl Industria Metalmeccanica: alta adesione allo sciopero odierno

 

Oggi a Padova e provincia le aziende hanno aderito allo sciopero di 4 ore promosso da Fim Fiom Uilm all’interno della mobilitazione, ormai in essere da novembre 2024, per il rinnovo del CCNL Federmeccanica Assistal che solo nel territorio padovano coinvolge oltre 40.000 lavoratori e lavoratrici impiegati nelle industrie metalmeccaniche che afferiscono a questo CCNL.

Le aziende che hanno preso parte allo sciopero odierno sono molteplici e alta anche l’adesione allo sciopero da parte di lavoratori e lavoratrici: Hitachi ENERGY Italy 95%, Tecnolaser 60%, Zilmet 50%, Vdc 85%, Epta 40%, Tecnolaser 60%, DAB 80%, All.Co 100%, Gea Pavan 80%, Varisco 40%, Toffac 40%, Hipe 50%,

Alla Carel di Brugine nella giornata odierna si sono tenute le assemblee con le lavoratrici e i lavoratori e subito dopo sono state proclamate dalla RSU le ore di sciopero articolate durante la settimana: 1 ora di sciopero per 3 giorni a fine turno fino a venerdì, mentre le restanti 5 ore saranno articolate durante la prossima settimana. Oggi l’adesione ha toccato punte del 100% nei reparti produttivi.

Nelle prossime giornate le RSU stabiliranno le ulteriori iniziative di sciopero per dare un chiaro segnale per la riapertura della trattativa del CCNL Federmeccanica Assistal.

Inoltre, in tutte le aziende continua a persistere il blocco degli straordinari e delle forme di flessibilità indetto il 15 novembre.

Da questa settimana fino alla chiusura della trattativa sono state esposte all’esterno di tutti i luoghi di lavoro le bandiere delle tre organizzazioni sindacali a sostegno della lotta per il rinnovo del CCNL.

“Da oggi sono cominciate le iniziative di sciopero, articolate in maniera differente nelle aziende del territorio in risposta alla rigidità di Federmeccanica che oggi ha confermato la propria indisponibilità a riaprire la trattativa. Per noi è necessario ripartire dalla piattaforma votata dalle lavoratrici e dai lavoratori metalmeccanici di Fim Fiom Uilm.” hanno dichiarato Luca Gazzabin segretario generale della Fim Padova, Michele Iandiorio, segretario generale della Fiom Padova, Davide Crepaldi, segretario generale della Uilm di Padova a fine giornata.

Parker: Sciopero domani 12 febbraio con presidio dalle 10 alle 12 sulla Vigorovea

Oggi si è tenuta alla Parker di Sant’Angelo di Piove di Sacco l’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici del sito convocata con urgenza vista la situazione creata dall'azienda, durante la quale i 3 lavoratori raggiunti dalle lettere di licenziamento unilaterale da parte della direzione aziendale la scorsa settimana hanno espresso la loro preoccupazione e raccontato le loro storie ai colleghi.  I tre lavoratori hanno dai 18 ai 35 anni di anzianità in Parker e hanno tutti e tre figli e famiglia, uno dei tre ha anche un figlio disabile.

“Come Fiom chiediamo il ritiro immediato dei licenziamenti e l’apertura di una discussione sul ricollocamento e sull’utilizzo di strumenti alternativi per salvaguardare i posti di lavoro. Ribadiamo che il comportamento dell’azienda non è accettabile, così come non è possibile che si arrivi a chiudere un reparto strategico senza alcun tipo di confronto sul futuro industriale del sito padovano e dell’intero gruppo in Italia e in Europa.  Le scelte delle multinazionali, in questo caso americana, ricadono sul tessuto industriale e sociale dei territori dove sono presenti senza tenere minimamente in considerazione la tutela delle maestranze e della tenuta economica locale. È necessario che le aziende facciano i conti con la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici che non può essere calpestata senza conseguenze.” ha dichiarato Michele Iandiorio, segretario generale della Fiom padovana.

I lavoratori e le lavoratrici della Parker hanno deciso di scioperare in solidarietà con i colleghi licenziati e si terrà un presidio davanti all’azienda domani dalle 10 alle 12 in via Zona Industriale 4 a Sant'Angelo di Piove di Sacco.

"Sciopero settore metalmeccanico: adesione altissima e ottima partecipazione ai presidi". La soddisfazione della Fiom Cgil Padova, Fim Cisl Padova e Rovigo e Uilm Uil Padova

  • Allega: ilovepdf_merged_28.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Gazzettino, Corriere Veneto e Mattino sul riuscitissimo sciopero di Fiom Fim e Uilm di venerdì 13 dicembre
  • video link: Visita il sito

Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil di Padova: “In provincia di Padova l’adesione allo sciopero è stata altissima con il blocco della produzione in tantissime aziende. Federmeccanica-Assistal riapra il tavolo delle trattative per il rinnovo del CCNL partendo dalla piattaforma contrattuale approvata da lavoratrici e lavoratori. O la protesta davanti ai luoghi di lavoro continuerà e si intensificherà”

“Un’adesione altissima. Le notizie che provengono da quasi tutte le aziende dove abbiamo accompagnato con dei presidi lo sciopero indetto da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil ci dicono di un’adesione alla protesta che in tante realtà industriali ha raggiunto la quasi totalità di lavoratrice e lavoratori, soprattutto tra gli addetti alla produzione. Anche la partecipazione ai presidi e picchetti è stata molto buona e ha coinvolto più di 300 persone". 

Sono soddisfatti Michele Iandiorio, Segretario Generale della Fiom Cgil di Padova, Luca Gazzabin, Segretario Generale della Fim Cisl Padova e Rovigo e Davide Crepaldi, Segretario Generale della Uilm Uil, nel commentare i dati sulla partecipazione allo sciopero provenienti dalle aziende della Provincia di Padova. Dati che del resto parlano chiaro: adesione al 95% alla Parker di Sant’Angelo di Piove di Sacco, al 98% alla DAB PUMPS di Mestrino, al 100% alla ZF di Caselle di Selvazzano, al 100% alla VDC di Camposampiero, al 100% alla Lima Eusider di Albignasego, al 100% alla All.co di Vigonza, all’80% alla Hitachi di Monselice, all’80% alla MP3 di Camposampiero, all’80% alla Malvestio di Villanova di Camposampiero  al 70% alla Komatsu di Este, al 70% alla HiRef di Tribano, al 70% alla Gea Pavan di Galliera Veneta, al 50% alla Megius di Mestrino, al 50% alla Ocs di Albignasego, al 50% all’Almaviva di Padova e al 30% alla Blowtherm di Padova.

“Federmeccanica deve ritirare la sua contro piattaforma – dice Michele Iandiorio, Segretario Generale della Fiom Cgil Padova – ed avviare una trattativa concreta su quella già discussa e votata dalle lavoratrici e lavoratori metalmeccanici. Non è accettabile che la ricchezza generata dal valore aggiunto prodotto serva solo per spartire dividendi agli azionisti e aumentare i profitti delle imprese. Per questo oggi le fabbriche padovane sono ferme ed i presidi in provincia sono stati molto partecipati. È un'ulteriore dimostrazione che le metalmeccaniche e i metalmeccanici vogliono il loro contratto e vogliono una trattativa sulla base della loro piattaforma”.

“L'adesione allo sciopero – aggiunge Luca Gazzabin, Segretario Generale della Fim Cisl di Padova e Rovigo – raggiunge una media del 75% nella maggioranza delle aziende del territorio e in certe realtà si supera il 90%. Significa che le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici di Padova respingono la proposta di contratto ESG che Federmeccanica ha pubblicizzato come panacea per l’intero settore metalmeccanico in Italia. Al contrario: le lavoratrici e i lavoratori dicono che si deve riaprire il tavolo di trattativa ripartendo dalla piattaforma Fim Fiom Uilm che il 98% di essi ha approvato ad aprile di quest'anno”.

“L’adesione allo sciopero – conclude Davide Crepaldi, Segretario Generale della Uilm Uil – fin dai primi turni della mattina è stata superiore al 50% e questo ci fa capire che il trend di partecipazione risulta in aumento rispetto allo sciopero, peraltro ben riuscito, del 29 novembre. Sappiamo che in alcune aziende della provincia i reparti sono completamente fermi e questa è la chiara dimostrazione che il rinnovo del CCNL è diventata una questione inderogabile, nel breve periodo, anche per gli industriali. Solo così possiamo creare un clima sereno per la ripresa economica”.

Il servizio di Telenordest sullo sciopero del 13 dicembre di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm  

CCNL Industria: il 13 dicembre sarà sciopero unitario nelle industrie metalmeccaniche padovane per il rinnovo del contratto

Dopo la rottura, il 12 novembre, del tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL dell’industria metalmeccanica sono stati indetti a livello nazionale da Fim, Fiom e Uilm prima gli scioperi degli straordinari e della flessibilità, poi lo sciopero di 8 ore da farsi entro il 15 gennaio 2025.

Fim, Fiom e Uilm di Padova hanno deciso di proclamare lo sciopero per il 13 dicembre 2024 queste 8 ore di sciopero per chiedere a gran voce un cambio di rotta da parte di Federmeccanica e Assistal inerente alle posizioni espresse nei confronti della piattaforma presentata dalle organizzazioni sindacali.

Le tre organizzazioni sindacali hanno deciso di interrompere la trattativa quando, in risposta alla piattaforma presentata e votata positivamente da quasi mezzo milione di metalmeccanici e metalmeccaniche in tutta Italia, c’è stato prima un netto rifiuto di quasi ogni punto e poi la presentazione da parte di Federmeccanica e Assistal di una contropiattaforma padronale, in totale contrapposizione alle richieste e ai principi espressi in quella di Fim, Fiom e Uilm. Nella loro “contropiattaforma” è chiara la posizione di Federmeccanica e Assistal in quanto non vogliono dare certezze sugli aumenti del salario cancellando la struttura contrattuale dell’ultimo CCNL del 2021. Non hanno interesse nel creare solidarietà tra generazioni o di investire nel sistema industriale o di gestire le transizioni o di governare l’arrivo delle nuove tecnologie. Le associazioni datoriali non hanno alcuna intenzione di contrastare la precarietà o di mettere un freno al sistema degli appalti al massimo ribasso che mette a repentaglio la sicurezza nel mondo del lavoro ignorando l’illegalità che questo potrebbe generare; non prendono neppure in considerazione il tema del ridimensionamento dell’orario di lavoro a parità di salario o l’urgenza di colmare le differenze salariali fra uomini e donne presenti anche nelle aziende metalmeccaniche ad ogni livello.

“La piattaforma proposta da Confindustria è palesemente sbilanciata a favore delle imprese, ignorando le esigenze dei lavoratori e le difficoltà economiche che stanno affrontando molte famiglie. Non solo si rifiuta un giusto adeguamento dei salari ai risultati economici del settore, ma si eludono temi cruciali come la precarietà, il divario salariale di genere e la transizione ecologica. In provincia di Padova abbiamo, quindi, indetto uno sciopero di 8 ore per venerdì 13 dicembre 2024 per dare voce alle esigenze e alle istanze di oltre 40.000 metalmeccanici e metalmeccaniche che nella provincia di Padova sono in forze all’interno di aziende che aderiscono a Federmeccanica e Assistal.” Hanno dichiarato oggi Luca Gazzabin, segretario generale della Fim Cisl Padova e Rovigo, Michele Iandiorio segretario generale della Fiom Cgil di Padova e Davide Crepaldi segretario generale della Uilm di Padova.

Il servizio di Telenordest sullo sciopero unitario di Fiom Fim e Uilm di Padova del 13 dicembre

Molex: Firmato accordo per acquisto, salvati tutti i posti di lavoro

Oggi, durante un incontro fra le parti in Regione Veneto, è stato sancito l’accordo per il salvataggio della Molex dopo più di 8 mesi di vertenza e incertezze in cui il ruolo di vigilanza dell’Unità di Crisi è stato fondamentale per come ha sostenuto e sorvegliato, su richiesta delle rappresentanze sindacali, tutto il processo, oltre che per la difesa dei lavoratori e delle lavoratrici, anche per la tenuta sociale e occupazionale del territorio di Padova.

La Fiom e la Uilm insieme ai delegati hanno dato il loro consenso dopo aver analizzato il piano industriale presentato a fine ottobre da IVision e Innovatek per l'acquisto del 100% delle quote di Molex Zetronic e dopo aver attestato, oltre all’acquisto, la disponibilità alla formalizzazione di un'intesa che prevede 4 punti di accordo essenziali: l'impegno a non avviare procedure di licenziamento collettivo fino alla fine del 2026 e, in caso di nuove assunzioni, ad assumere in forma diretta i lavoratori somministrati in staff leasing già presenti in azienda; nel corso del 2025 sarà avviato un tavolo interno di contrattazione per la definizione di un contratto integrativo aziendale che comprenda un premio di risultato e la valorizzazione sul piano economico dei risultati positivi sul piano della redditività, della produttività, dell’efficienza, della qualità e dell’innovazione. Inoltre, in caso di necessità di CIGO sarà sempre usato il sistema di pagamento con anticipo e successivo conguaglio delle somme erogate ai lavoratori e possibili forme di integrazione a sostegno del reddito.

“Come sindacati siamo soddisfatti dei risultati ottenuti soprattutto in merito alla salvaguardia dei livelli occupazionali, all’impegno da parte dell’azienda di lavorare per un futuro contratto integrativo di secondo livello volto anche alla definizione di un Premio di Risultato e alla garanzia dei diritti e degli stipendi dei lavoratori anche in caso di cassa integrazione. Speriamo che con la firma di questo accordo e con l’imminente compravendita si possa arrivare ad una situazione di tranquillità e stabilità che possa permettere a lavoratori e lavoratrici di guardare al loro presente e al loro futuro con speranza e fiducia.” Hanno dichiarato dalla Fiom di Padova e dalla Uilm di Padova. 

Molex: un nuovo nome e un accordo condiviso per il futuro del sito padovano

"Fin dall’inizio della vertenza 8 mesi fa, come Fiom, abbiamo preteso che si instaurasse un confronto attivo in modo da permettere una reindustrializzazione del sito che non perdesse il carattere industriale che per oltre un secolo ha accompagnato questa azienda padovana. Zetronic, questo il nome che è stato scelto per questa rinnovata realtà industriale, dovrà garantire, come da accordo sottoscritto e come prefigurato nel piano industriale, la tenuta produttiva con un ampliamento e una diversificazione dei settori e dei manufatti da realizzare, oltre allo sviluppo occupazionale che viene espresso nello stesso piano industriale. Il compito nostro e della Regione sarà di monitorare sul rispetto di tutti i passaggi dell’accordo per la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici e per la continuità dell’assetto industriale del territorio." hanno dichiarato Francesca Battisti, componente della segreteria e Michele Iandiorio, segretario generale della Fiom Cgil Padova.

ZILMET: CONTINUA LA PROTESTA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

Nel pomeriggio di mercoledì 9 ottobre si è tenuto a Limena in via del Santo, il presidio legato allo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici di tutti gli stabilimenti della Zilmet della provincia di Padova.

Continua incessante la vertenza legata all’azienda di vasi d’espansione, ormai sono mesi che l’azienda prosegue a sottrarsi ad una trattativa seria e a non fornire informazioni precise sugli investimenti che intende fare per restare al passo con le necessità del mercato di riferimento.

Davanti allo stabilimento di via del Santo a Limena si sono riuniti i dipendenti in agitazione degli stabilimenti di Limena e di Bagnoli per far sentire insieme la loro contrarietà nei confronti della proprietà che seguita ad esprimere posizioni ostili e irrispettose verso i lavoratori e le lavoratrici con provvedimenti disciplinari e contestazioni che sfiancano anche i dipendenti più esperti.

Accanto ai lavoratori e alle lavoratrici in sciopero della Zilmet erano presenti a portare la loro solidarietà diverse delegazioni di delegate e delegate della Fim, della Fiom e della Uilm di Padova, con loro anche funzionari e segretari di altre categorie dei tre sindacati maggioritari.

“Dopo 5 mesi dallo sciopero di maggio siamo ancora davanti allo stabilimento di via del Santo per chiedere nuovamente alla proprietà di ascoltare le lavoratrici e i lavoratori, le loro esigenze per poter vivere e lavorare con dignità e serenità e i loro timori riguardanti la cassa integrazione e il futuro degli stabilimenti padovani. Nella situazione attuale, è necessario, inoltre, che la proprietà si esprima con chiarezza sul futuro dell’azienda, soprattutto dopo la notizia degli investimenti in nuovi stabilimenti negli Stati Uniti. Infine, si chiede all’azienda di riaprire serie trattative per stipulare il nuovo contratto di secondo livello senza ricatti o prese di posizione unilaterali dell’azienda, dopo la scadenza del precedente accordo integrativo sottoscritto fra le parti tre anni fa e ormai da rinnovare. Quello di oggi è stato solo un ulteriore tassello di questa vertenza che non vedrà la fine se non quando l’azienda non si siederà al tavolo di contrattazione per dare risposta alle richieste e agli interrogativi portati alla loro attenzione in questi mesi” hanno dichiarato i funzionari delle tre sigle sindacali in accordo con le Rsu dei siti produttivi della provincia.

Il Servizio di Telenordest sullo sciopero e presidio alla Zilmet di Limena