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Sciopero e presidio domani davanti alla Solmec a Rovigo

Le organizzazioni sindacali Fiom, Fim, Uilm di Rovigo hanno indetto per domani venerdì 4 novembre un presidio dalle ore 11 fuori dai cancelli della sede della Solmec in viale delle Industrie, 9 a Rovigo per manifestare la vicinanza di lavoratori e lavoratrici del settore metalmeccanico rodigino alla famiglia di Davide Milan, dipendente della Solmec, sposato, padre di due figli, che è stato travolto ed ucciso davanti all’azienda la settimana scorsa. L’uomo era a piedi e stava attraversando la strada sulle strisce pedonali per entrare nello stabilimento quando un’auto lo ha centrato in pieno.

In concomitanza con il presidio sciopereranno le lavoratrici e i lavoratori della Solmec, della Draxton e di Agritalia. Oltre 500 lavoratori e lavoratrici si fermeranno per rivendicare la sicurezza del territorio e per solidarietà per il compagno morto il 27 ottobre.

La manifestazione di domani vuole anche chiedere una presa di responsabilità da parte del Comune di Rovigo e delle aziende della zona sulla pericolosità della viabilità in zona industriale e sui rischi che corrono quotidianamente lavoratori e lavoratrici.

“Nei prossimi giorni vorremmo essere ricevuti dal sindaco per discutere della viabilità della zona industriale di Rovigo che è abbandonata a sé stessa, nell’incuria più totale. Purtroppo si è dovuti arrivare alla morte di una persona, di un lavoratore, senza che si agisse con un intento di prevenzione, per risolvere questa situazione di estrema pericolosità che è ben nota a tutti da tempo.” hanno dichiarato Fiom, Fim e Uilm di Rovigo.

 

 

Raggiunto il primo contratto integrativo per il gruppo Carraro

Lo scorso 20 settembre 2022 presso la sede di Assindustria Veneto Centro è stata raggiunta l’ipotesi di accordo per il primo contratto integrativo di secondo livello fra il Coordinamento Nazionale delle RSU di FIM FIOM e UILM e la direzione del Gruppo Carraro di Campodarsego. Il Gruppo Carraro è una multinazionale con 7 stabilimenti in tutto il mondo e 3.579 dipendenti, fondata nel 1932, produce sistemi complessi di trasmissione per trattori e veicoli off-highway ed è partner di riferimento per i più importanti costruttori di macchine agricole e movimento terra.

L’ipotesi è stata presentata alle lavoratrici e ai lavoratori nelle assemblee in tutti gli stabilimenti italiani e successivamente votata con voto segreto. L’ipotesi è stata approvata a larghissima maggioranza in tutti gli stabilimenti: Campodarsego (PD), Rovigo, Maniago (PN), Poggiofiorito (CH). Il voto ha visto la partecipazione di 757 dipendenti che si sono espressi con 698 voti a favore, 53 contrari e 6 schede bianche/nulle. La consultazione ha coinvolto la maggioranza dei 1465 dipendenti di gruppo a cui si applica l’intesa che è stata raggiunta dopo un anno di trattativa.

“Fim Fiom e Uilm e il Coordinamento nazionale dele RSU esprimono soddisfazione per il raggiungimento dell’intesa e per la valutazione espressa dai lavoratori, a maggior ragione viste le difficoltà incontrate nello sviluppo del negoziato fino alla proclamazione dello sciopero di tutti gli stabilimenti italiani che si è reso necessario per poter portare a termine la trattativa e che ha visto una straordinaria partecipazione di operai/e ed impiegati/e di tutto il gruppo. Tale intesa, tra l’altro, oltre ad affrontare problemi importanti per le lavoratrici e i lavoratori sancisce che si può contrattare per ottenere salario fisso e certo in azienda. Le parti con questo accordo scommettono su nuove relazioni sindacali nel gruppo. Dove il sindacato è libero, presente ed organizzato i lavoratori contano, possono partecipare e decidere: è questa la vera democrazia, fondamentale per tutti noi.” hanno dichiarato FIM, FIOM e UILM.

Il primo contratto integrativo di secondo livello per gli stabilimenti italiani del gruppo Carraro tocca diversi punti. Elenchiamo di seguito i principali.

Per quanto riguarda le relazioni sindacali sono stati fissati incontri semestrali di coordinamento, per la presentazione del piano industriale e gli stati di avanzamento dello stesso, per la situazione finanziaria ed economica, per la verifica periodica sull’andamento del PDR, i livelli e le prospettive occupazionali. L’Inquadramento e la formazione professionale verranno affrontate tra le parti in sede di stabilimento. Soprattutto poi viene riconosciuto il Coordinamento Nazionale come soggetto di rappresentanza delle RSU e dei lavoratori dandone tutte le agibilità del caso ed in particolar modo alla RSU di Poggio Fiorito più lontana dalla sede di gruppo.

Per le tematiche legate all’ambiente, alla sicurezza e al lavoro c’è l’impegno a perseguire e mantenere la certificazione ISO 45001. Vengono definite le procedure per la rilevazione “quasi infortuni” con pieno coinvolgimento dei RLS, l’istituzione di break formativi di 15/20 minuti per la formazione dei lavoratori e delle lavoratrici. Ci sarà la condivisione con i vari RLS della valutazione della gestione dei rischi in ogni sito e sarà prevista una procedura di accoglienza condivisa e con la presenza degli RLS per i lavoratori neoassunti, si terrà massima attenzione nei confronti dei lavoratori con difficoltà fisiche per l’esecuzione delle attività e assoluto rispetto delle prescrizioni mediche. Ci sarà un evento annuale di gruppo, tra RLS e RSPP (ruolo aziendale).

Per le condizioni di salubrità e del microclima negli stabilimenti del gruppo Carraro ci si impegna nel perseguire un piano di miglioramento con verifica annuale in ogni sito del piano. C’è la condivisione della necessità di migliorare il microclima e la resa degli impianti aereazione e/o condizionamento. Ai lavoratori adibiti a lavori gravosi verrà riconosciuto uno screening aggiuntivo con il medico competente. Saranno realizzate valutazioni in ogni sito, reparto per reparto.

Sui temi dell’occupazione e della stabilizzazione: per i lavoratori precari ci sarà la valutazione ai fini della stabilizzazione dei contratti a termine e/o in somministrazione entro il periodo di 24 mesi dal primo giorno di lavoro e considerando l'anzianità di servizio a pari funzione.

Per quanto riguarda la formazione e lo sviluppo professionale dei lavoratori l’obiettivo è quello di sviluppare le competenze con due percorsi specifici:

  1. a) “Business school” per i lavoratori appartenenti alla categoria impiegati su tematiche manageriali,
  2. b) “Accademy for professionals” per i lavoratori appartenenti alla categoria operaia.

Presso ogni stabilimento è stata stabilita la creazione di una commissione per la formazione con il compito di definire i fabbisogni formativi.

Sul tema dell’inquadramento si continueranno le mappature in ogni sito ed entro la vigenza del contratto, ed in particolar modo le situazioni di polivalenza e polifunzionalità, si utilizzerà ciò che è stato definito a Campodarsego per individuare e condividere le modalità di misurazione delle competenze raggiunte dai singoli lavoratori.

Per l’orario di lavoro si terrà una riunione all’anno al fine di monitorare le diverse articolazioni di orario presenti, è stata condivisa la possibilità per i lavoratori la fruizione dei PAR (permessi) in frazione di 30 minuti, mentre le ferie e i permessi saranno autorizzati con tempestività. Potranno essere valutate ulteriori riduzioni d’orario al di fuori dai turni in funzione delle età anagrafiche e con l’esaurimento delle ferie e dei permessi.

Per quanto riguarda l’una tantum è stata stabilita per il 2022 la cifra di 1000 euro che saranno erogati a marzo 2023.

Mentre per il premio di risultato 2023-2025 potranno essere erogati 1650€ (anno 2023), 1725€ (anno 2024) e 1800€ (anno 2025). I parametri sono l’Ebitda consolidato di gruppo che pesa il 35% del valore totale; l’Ebitda

di stabilimento (ogni sito ha una ragione sociale diversa) che pesa il 35% del valore totale annuo; i parametri industriali di stabilimento saranno Efficienza e Qualità ed hanno un peso del 30% del valore totale.

Tutti gli indicatori con il raggiungimento degli obiettivi tra l’80% e il 100% del budget, avranno un’erogazione di valore tra il 50% e il 100%. Dal 2023 il premio feriale sarà incrementato di 50

In materia di welfare aziendale entro novembre 2022 saranno erogati 200 € in buoni carburante e 100 € in flexible benefit. La previdenza complementare contrattuale a partire da gennaio 2023 verrà aumentato del 0,2% il contributo a carico dell’azienda e non potrà essere assorbito da altri aumenti decisi ad altri livelli di contrattazione. La possibilità di chiedere la trasformazione in part-time sarà innalzata dal 4% al 7%. Sono stati previsti cinque giorni di congedo retribuito per ciascun figlio per l’inserimento all’asilo nido ed è stata definita la fruizione ad ore dei congedi parentali.

Per quanto riguarda lo smart working si è trovato l’accordo e la RSU di stabilimento ne verificherà l’applicazione.  Il singolo lavoratore qualora avesse problematicità e/o dei fattori ostativi nello svolgere l’attività in smart working avrà la possibilità per il tramite della RSU di affrontare la situazione.

Fim, Fiom, Uilm e Coordinamento Nazionale RSU gruppo Carraro

Padova, 2 novembre 2022

Ne-t by Telerete Nordest: proclamata agitazione per il futuro dei dipendenti

Ne-t by Telerete Nordest è una società che fa parte del Gruppo Gefil da circa 5 anni, la Kauri Holding, proprietaria del Gruppo Gefil sta vendendo questo gruppo e le società collegate tra cui Telerete ad un'altra società, la Safety 21.

I lavoratori e le lavoratrici della Ne-t-by Telerete, circa 60 persone, compresi quelli delle sedi distaccate di Napoli e Venezia, sono molto preoccupati per il loro futuro, per l’ennesima volta, soprattutto dopo la privatizzazione del 2017, quando erano ancora una società partecipata con la quota massima di appartenenza ad Aps Holding Spa 69,110%, e in quote minori Padova Attiva srl, Etra spa, Acquevenete spa, Acegas-Aps spa e Pronet.

In quest’ultima operazione di mercato, annunciata la scorsa settimana, pare che l'acquirente sia interessato a tutte le società del gruppo Gefil, ma, per quanto riguarda Ne-t by Telerete Nordest, sia interessato solo alla parte tecnica, cioè solo a 10 lavoratori e non è interessato alla parte del contact center che resterebbe esclusa da questa vendita e, in apparenza, continuerebbe la sua attività normale come Ne-t by Telerete Nordest.      

Il problema principale in questo momento è che dei possibili scenari che si profilano per il futuro dei due comparti e dei dipendenti coinvolti non c’è ancora nessuna notizia certa e trasparente, quindi sia la Rsu Fiom che gli altri dipendenti temono per il proprio destino. Soprattutto perché restando fuori dall'operazione di mercato non ci sono dati certi che possano aiutare le parti a stimare quanto potrebbe durare l’attività del contact center, una volta scollegato dalla parte tecnica.

È importante sapere che il contact center di Ne-t by Telerete Nordest lavora su appalti e ha in gestione molte attività significative e importanti per diverse realtà padovane, vicentine e oltre, fra cui: la vendita e prenotazione dei biglietti per la Cappella degli Scrovegni, il Cenacolo Vinciano, Teatro la Scala, le mostre temporanee, i servizi collegati alle mostre (didattica per le scuole), customer care del trasporto pubblico locale di Padova, Brescia, Mantova e Treviso, il servizio parcheggi di Vicenza, l’assistenza telefonica ZTL e Polizie Locali di svariati comuni, il customer care di Telesystem.

Venerdì 14, durante l’assemblea con lavoratrici e lavoratori, a causa della totale mancanza di informazioni in merito al piano industriale legato a questa acquisizione e della conseguente preoccupazione per l'occupazione è stato proclamato lo stato di agitazione del personale di Ne-T By Telerete Nordest. 

Inoltre la Rsu ha richiesto ai soggetti coinvolti di essere convocata immediatamente per chiarire le sorti occupazionali dei lavoratori e delle lavoratrici.

 “Non vogliamo che all'interno di questo tipo di operazioni di mercato dai contorni poco chiari a rimetterci siano sempre i lavoratori e le lavoratrici. Pretendiamo chiarezza e un tavolo di confronto al fine della completa tutela occupazionale.” Ha dichiarato Gian Luca Colombo della segreteria della Fiom Cgil padovana e la Rsu della Fiom Cgil della società continua: “Abbiamo attraversato altre situazioni di vendita negli ultimi anni, ma, mai come in questo caso, le informazioni che ci arrivano sono contraddittorie e da più punti di vista preoccupanti. Chiediamo un tavolo urgente con tutti i soggetti coinvolti per arrivare ad un accordo chiaro e preciso in merito al futuro di tutti i dipendenti.”

Sicurezza sul lavoro: adesione altissima per gli scioperi nel padovano e rodigino

Prima gli scioperi per la morte di Giuliano De Seta, poi la mobilitazione dei lavoratori di Acciaierie Venete dopo l’incidente ad Odolo in vista della manifestazione di sabato 22 a Roma.

 

“In questo particolare momento di crisi legata alla guerra, alla transizione ecologica, al caro energetico e alla mancanza dei componenti, siamo ancora più preoccupati per le ricadute che questi elementi avranno sulle aziende con i tagli che saranno effettuati sugli investimenti, in particolar modo sulla sicurezza, e prevediamo che la situazione non potrà che peggiorare. Perché l'idea che la sicurezza sia un costo nel nostro Paese è ancora largamente diffusa fra gli imprenditori e nelle aziende e non è stata ancora sconfitta e sostituita dalla cultura in cui il lavoro serve per il progresso collettivo e non solo per il profitto.” sottolineano i segretari generali provinciali di Fiom, Fim e Uilm di Padova e di Rovigo.

In particolar modo nel territorio di Padova e di Rovigo molteplici scioperi sono stati indetti dai metalmeccanici nelle aziende metalmeccaniche con una partecipazione pressoché assoluta degli operai, dopo la morte dello studente veneziano Giuliano Del Seta.  Hanno partecipato Agritalia, R.P.M, Irsap, T.M.B, Inox Tech, Incold, Intrac, Cantieri N. Visentini, Cantieri N. Vittoria, Sicc Tech, GR Motori, Meco, Solmec, Pali Campion nel rodigino e Carel Industries, All.co, ALUMINIUM DIE CASTING, Carraro Drive Tech Italia S.p.A e Carraro S.p.A, Fast, VDZ, Toffac Ingranaggi, Acciaierie d'Italia, Hitachi Energy, PAVAN-GEA S.p.A. nel padovano.

La Fim Cisl, la Fiom Cgil e la Uilm Uil, unitamente alle RSU degli stabilimenti di Acciaierie Venete delle rispettive province, hanno dichiarato 8 ore di sciopero che sono state svolte il 5 e il 7 ottobre 2022 con un’adesione che ha raggiunto picchi del 100%.

Lo sciopero è stato indetto dopo il grave infortunio accaduto nello stabilimento delle Acciaierie Venete di Odolo in provincia di Brescia il 29 settembre, quando un lavoratore è stato travolto da un fascio di barre in acciaio, cadute durante la movimentazione con una calamita. Trasportato con urgenza in ospedale, il lavoratore è attualmente ricoverato presso la struttura in gravi condizioni cliniche. Un altro incidente grave che poteva essere sicuramente evitato, impedendo il transito o la sosta sotto i carichi sospesi.

Ricordiamo purtroppo inoltre che poco più di 4 anni fa, presso lo stabilimento Acciaierie Venete di Padova, ci fu un altro grave incidente nel quale persero la vita 2 lavoratori, Marian Bratu e Sergiu Todita, a seguito della caduta di una siviera carica di materiale incandescente, causata da un cedimento strutturale, processo ancora in svolgimento.

Le 8 ore di fermo produttivo, di riflessione e di protesta, affinché la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori diventi la priorità in ogni ambiente di lavoro, in tutto il Paese, perché non esistono tragiche fatalità.

 

 “Le condizioni di rischio a cui sono esposti i lavoratori sono sempre più preoccupanti e grava su questa drammatica situazione lo spettro di un futuro fatto di altissimi costi per la produzione che andranno a pesare la mancanza di investimenti sul fronte della sicurezza, uniti a quella che sarà una sicura impennata di chiusure e richieste di cig.” continuano i segretari generali Scarpa, Gazzabin, Crepaldi e Bolognesi “La salute e la sicurezza sono per noi battaglie che non avranno e non devono avere mai fine, meritano tutta l'attenzione necessaria per portare a risultati concreti. Questi scioperi sono necessari perché nel nostro Paese c'è già una guerra in corso da anni che i lavoratori e le lavoratrici combattono quotidianamente nel silenzio di istituzioni e governi e che lascia sul campo 4 morti al giorno. I nostri scioperi continueranno per ogni vittima e finché non si affronteranno concretamente i problemi di come si lavora, le modalità riguardanti i processi produttivi, gli appalti e ogni tipo di precarietà (che significa precarietà). La prevenzione fatta di formazione, rispetto delle norme e controlli non basta, se non sono previste sanzioni gravi e se non vengono assunti e schierati in prima linea ispettori adeguatamente formati, in numero sufficiente per il controllo delle imprese in ogni territorio. Ci prepariamo unitariamente per la manifestazione per la sicurezza del 22, consapevoli che l'attuale sistema non funziona e dev'essere radicalmente rivisto.”

Sono previste ulteriori mobilitazioni in vista della manifestazione per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che si terrà a Roma il 22 ottobre 2022.

 

Imasaf: contrattazione rinviata al 5 settembre con garante

All’incontro di oggi in prefettura a Padova erano presenti il Prefetto Raffaele Grassi, il sindaco di Cittadella, le organizzazioni sindacali Fim e Fiom con la RSU dello stabilimento e anche la direzione della Imasaf, due membri del consiglio d’amministrazione accompagnati da Stefano Sancio di Assindustria Venetocentro.

Durante l’incontro, durato un paio d’ore, le parti si sono confrontate sulle diverse posizioni espresse in questa vertenza e hanno convenuto di ritrovarsi il 5 settembre in azienda, per continuare la discussione a fronte della disponibilità del Prefetto di farsi mediatore e garante dell’accordo, in caso di suo raggiungimento.

“L’incontro di oggi è stato di carattere interlocutorio, anche se abbiamo riscontrato nuovamente quanto questo negoziato sia irto di insidie. Abbiamo espresso tutta la nostra disponibilità a proseguire il confronto con la dirigenza e ringraziamo il prefetto di essersi offerto come mediatore e garante fra le parti. Adesso la contrattazione sarà sospesa fino al 23 agosto, quando i lavoratori rientreranno dalle ferie e potremo tenere con loro un’assemblea per informarli e decidere come procedere, mentre il 5 settembre ci sarà un nuovo incontro sulle tematiche emerse. La risoluzione di questa crisi industriale, il salario e la condizione occupazionale dei lavoratori sono le priorità che come sindacato ci interessano e ci terranno impegnati in questa vertenza e saranno i capisaldi della nostra azione perché i soggetti coinvolti sono molteplici e non c’è solo il punto di vista dell’azienda.” hanno dichiarato i sindacati al termine dell’incontro odierno.

 

Padova, 05/08/2022

Gezim Haka: 5 anni senza giustizia

Il 31 luglio 2017, mentre lavorava alla sua pressa in Unicka, Gezim Haka fu ucciso da una scheggia di alluminio che partì dalla lamiera che stava plasmando, colpendolo alla gola e non lasciandogli alcuno scampo. Morì in pochi minuti fra le braccia di un compagno di lavoro.

Nella prima sentenza riguardante il suo decesso sul luogo di lavoro i magistrati stabilirono che la morte di Gezim come una fatalità, una colpa dello stesso lavoratore, provocando sdegno e sofferenza in tutti noi, soprattutto per la moglie e per le due figlie di Gezim.

Dopo 4 anni da quell'ingiusta affermazione, il procedimento ha ripreso il suo corso con le prime udienze nel 2021. Il procedimento è stato riaperto grazie alla tenacia della famiglia Haka e della Fiom e grazie anche al coraggio dei compagni di lavoro di Gezim che hanno deciso di esporsi e di testimoniare portando alla luce le vere condizioni in cui si lavorava nell’azienda di Camposampiero, in cui erano avvenuti già altri incidenti prima di quello fatale del 2017.

La battaglia legale è, quindi, ancora in atto e la Fiom continuerà a restare accanto alle tre donne, Suzana, Xhanina e Ines, e insieme al loro difenderemo fino all’ultimo la memoria di Gezim per arrivare alla verità.

«Come Fiom non possiamo che auspicare che in questo nuovo procedimento giudiziario si faccia giustizia e si dia finalmente dignità ad un uomo, un marito, un padre, un lavoratore e si conceda un po’ di pace alla sua famiglia. Episodi tragici come quello di Gezim non possono e non devono essere dimenticati perché ogni lavoratore e ogni lavoratrice devono sempre tenere a mente la sacralità della propria vita e che nessuna richiesta proveniente da un datore di lavoro può mettere a rischio l’incolumità di chi la deve eseguire. Fermarsi e dire no sono atti forti, ma indispensabili per scardinare la cultura del “produrre ad ogni costo” che deve essere soppiantata da quella della “sicurezza ad ogni costo”» ha dichiarato la segreteria della Fiom di Padova per l’anniversario della morte di Gezim Haka.

Padova, 30.07.2022

Imasaf: oggi presidio a Padova e incontro con il prefetto

Stamattina si è tenuto a Padova l’incontro con il prefetto Raffaele Grassi e i sindacati a cui ha partecipato il sindaco di Cittadella, anche se l’azienda non è riuscita ad essere presente.

Durante l’incontro la Fiom e la Fim hanno chiesto al prefetto di rendersi garante di un incontro da fissare entro la prossima settimana per riaprire un tavolo di contrattazione con l’azienda per poter trovare una soluzione condivisa alla vertenza.

La crisi della Imasaf fa parte della generale crisi industriale dell’automotive legata al prodotto cardine dell’azienda, quindi questa non è una situazione risolvibile entro le mura di Cittadella ma deve tenere conto del mercato globale e delle necessarie evoluzioni del settore.

“Apprendiamo positivamente, dalla dichiarazione mezzo stampa dell’azienda, che la Imasaf sarà in grado di rispettare il pagamento dei debiti di oltre un milione di euro presenti nei fondi pensione entro il 15 agosto, come promesso ai lavoratori, vista la vendita di una proprietà immobiliare.  Inoltre auspichiamo che la direzione dell’azienda sia veramente  disponibile a trattare tutti i punti della vertenza posti dal sindacato quando ci incontreremo in prefettura se  verremo convocati.” Hanno dichiarato Fiom e Fim a fine mattinata.

Padova 29.07.2022

Imasaf: domani presidio a Padova e incontro con il prefetto

Nella giornata di domani, 29 luglio 2022, si terrà alle ore 11.00 un incontro convocato dal prefetto Raffaele Grassi con l’intento di trovare un a soluzione alla vertenza Imasaf. Al tavolo sono stati invitati a partecipare le organizzazioni sindacali Fim e Fiom, le Rsu, il sindaco di Cittadella e i rappresentanti dell’azienda. In piazza Antenore a partire dalle ore 10.30 i lavoratori e le lavoratrici della Imasaf saranno riuniti in presidio.

L’incontro di domani segue tutta una serie di iniziative di lotta portate avanti dai lavoratori in questi mesi. Lunedì scorso, ad esempio, ci sono stati sia il corteo con distribuzione di volantini per il mercato di Cittadella che l’incontro con il sindaco Pierobon.

La protesta dei lavoratori e delle lavoratrici si incentra sul mancato rispetto degli accordi sottoscritti 3 anni fa da parte dell’azienda inerenti la rinuncia della quattordicesima da parte dei lavoratori a fronte di investimenti mai compiuti dalla proprietà e dal risanamento dei buchi nei versamenti dei fondi pensione, ammanchi mai sanati, anzi arrivati ad oltre un milione di euro in questi anni (anche se confermiamo  di aver ricevuto comunicazione della garanzia di  risanamento del debito entro il 15 agosto, cosa che speriamo avvenga come promesso). In tutti questi anni i lavoratori hanno fatto questi accordi per tutelare il salario che c’era e per darsi una prospettiva.

“L’essere un’azienda di un settore in crisi, come quello dell’automotive, non giustifica la Imasaf della mancata capacità di realizzare un piano aziendale con gli investimenti necessari per stare sul mercato. Il loro impegno come imprenditori dovrebbe essere quello di dare una prospettiva alla loro azienda e ai lavoratori che hanno sacrificato molto e in prima persona per aiutare l’azienda a restare a galla e a migliorare il proprio rendimento. La situazione fragile della Imasaf non può essere affrontata con diktat che mettono i lavoratori in difficoltà e creano rapporti aziendali tossici e difficili da risolvere.” hanno detto i sindacati in vista di domani “Auspichiamo che con l’intercessione del prefetto i dirigenti della Imasaf scelgano di discutere seriamente e serenamente della situazione con lo scopo di raggiungere una soluzione condivisa che non sia a totale svantaggio dei lavoratori e delle lavoratrici come quella proposta durante in nostro ultimo incontro.”

 

Cittadella 28.07.2022