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FALLIMENTO AGHITO ZAMBONINI: APERTA LA LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE

 

Con sentenza depositata venerdì 24 aprile il Tribunale di Padova ha decretato la liquidazione giudiziale della Aghito Zambonini S.p.A.,  azienda con stabilimenti a Noventa Padovava e Fiorenzuola d’Arda, specializzata nella progettazione, produzione e installazione di facciate per edifici, realizzando opere di grande valore architettonico in Italia, in Europa e negli Stati Uniti, come le torri di Porta Nuova e la sede della Fondazione Prada a Milano, il City Ringen della metropolitana di Copenhagen e la Virgin Tower a New York.

Ad aprile 2025, nel momento di accesso alla procedura di composizione negoziata della crisi, la Aghito Zambonini contava 200 addetti, dei quali 85 nella sede padovana e 108 nel sito piacentino, con ulteriori uffici con dipendenti a Forlì e a Treviso. Nel corso dei mesi gli occupati si sono dimezzati nel lento e inesorabile esodo dei lavoratori e la conseguente dispersione di professionalità e competenze che non hanno mai preoccupato il titolare dell’azienda e i professionisti da lui incaricati della soluzione della grave situazione debitoria nei confronti di fornitori e istituti bancari.

Ora il provvedimento del Tribunale di Padova avvia il procedimento della liquidazione per questa storica realtà produttiva del territorio per la quale sono stati nominati curatori il dott. Luca Pieretti e l'avv. Roberto Artusi Sacerdoti, mentre l'esame dello stato passivo è stato fissato per il prossimo ottobre.

"L'apertura della liquidazione giudiziale alla Aghito Zambonini è l'ennesimo segnale di un sistema economico che fatica a mettere al centro la tutela del lavoro e della persona" dichiarano Dario Verdicchio della Fiom di Padova e Giovanni Saladino della Fim di Padova: "La nostra Costituzione è molto chiara nel definire che l'iniziativa economica non può svolgersi in modo da recare danno alla dignità umana e in contrasto con l'utilità sociale. Lo stesso Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza assume come prioritaria la continuità dell’impresa e considera quest’ultima come un “bene sociale”, imponendo al datore di lavoro - per così dire - “un dovere di fedeltà” nei confronti dei lavoratori dipendenti e della società tutta. Eppure, ci troviamo nuovamente di fronte a una situazione in cui i lavoratori, che hanno contribuito con il proprio impegno alla crescita e al successo di un’azienda che ha potuto fregiarsi del marchio storico, rischiano di essere gli unici soggetti a pagare il prezzo di questo fallimento.”

I sindacati ribadiscono che continueranno a vigilare affinché ogni passaggio di questa complessa fase sia gestito con il massimo rispetto per i diritti dei lavoratori, richiamando la politica e le istituzioni a una assunzione di responsabilità verso queste persone che stanno pagando e pagheranno le conseguenze degli errori della proprietà e della pervicace ostinazione a non voler prendere in considerazione la possibilità di cessione dell’azienda a soggetti che ne avrebbero potuto garantire il rilancio, perseguendo lungo un anno di crisi unicamente l’obiettivo di salvare anziché l’impresa il singolo imprenditore.

Aluminium Die Casting: Basta operazioni speculative sulla pelle dei lavoratori!

 

"Non si gioca con la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici mettendo a rischio con il loro futuro, il tessuto di impresa del territorio che costituisce la filiera della subfornitura dell’automotive".

Ieri pomeriggio si è tenuto il primo incontro fra la nuova proprietà della Aluminium Die Casting di Saonara, azienda specializzata nella produzione di componenti in pressofusione di alluminio, e la Fiom Cgil di Padova rappresentata da Dario Verdicchio e dalla RSU dello stabilimento.

La Fiom padovana esprime grande preoccupazione nei confronti delle recenti operazioni societarie che stanno interessando la filiera dell’alluminio e della subfornitura dell’automotive nel Nord Est, con particolare riferimento alla situazione dei lavoratori e delle lavoratrici della Aluminium Die Casting di Saonara.

I fatti delineano un quadro inquietante che ha visto protagonista il fondo tedesco Accursia Capital. Nel corso dell’ultimo anno, il fondo ha acquisito tre aziende chiave: la Costampress di Scorzè (circa 130 dipendenti), la Friulpress di Sesto al Reghena (circa 170 dipendenti) e la Aluminium Die Casting di Saonara (40 dipendenti). Tuttavia, questa settimana, poi, si è assistito a un repentino cambio di assetto: condannata Costampress alla liquidazione giudiziale, Accursia ha ceduto Friulpress alla società immobiliare Exedra Pares (legata alla holding Janua Martrina e facente capo a Rinaldo Ferraro, esperto in procedure fallimentari) dopo aver fatto acquisire a Friulpress l’Aluminium Die Casting.

"Possiamo dire di essere di fronte a una serie di 'scatole cinesi' e a un susseguirsi di acquisizioni e cessioni che non fanno sperare in un serio e concreto rilancio industriale. L’ingresso di realtà societarie e professionalità totalmente estranee al settore dell’alluminio e della metalmeccanica non costituiscono il miglior presupposto per aziende della filiera di un settore strategico della metalmeccanica italiana”. Il sindacato ricorda con amarezza il precedente della Likum srl, azienda del trevigiano acquisita da Accursia nel 2022, ceduta successivamente a una improvvisata società rumena e chiusa definitivamente poco dopo, lasciando i lavoratori senza futuro.

“Quello che si teme è che qualcosa di simile possa ripetersi oggi con Aluminium Die Casting e le altre realtà coinvolte. È mai possibile che in questo caso non vi sia da individuare un interesse nazionale da tutelare o, meglio ancora, sia rispettato il dettato costituzionale dell'articolo 41, secondo il quale l'iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale e nel mancato rispetto della dignità del lavoro e dei lavoratori? Esprimiamo forte preoccupazione per il futuro del comparto e di oltre 340 lavoratori e lavoratrici, senza considerare i lavoratori in somministrazioni e quelli dell’indotto”. Sottolinea Dario Verdicchio della Fiom Cgil di Padova "Non vogliamo assistere senza reagire all’impoverimento del territorio dal punto di vista del lavoro e dell’impresa", conclude il sindacato.

Per queste ragioni, Fiom Cgil, unitamente alla Rsu, ha preteso dalla proprietà che, nel prossimo incontro del 4 maggio, venga fatta chiarezza immediata sulle reali intenzioni industriali e sugli investimenti previsti in Aluminium Die Casting e vengano date garanzie occupazionali per i 40 dipendenti di Saonara.

Sviluppo industriale e rigenerazione urbana a Monselice, la nota della Fiom Cgil Padova sul trasferimento di Hitachi Energy nell'area ex Italcementi: “Necessarie garanzie concrete su occupazione, ambiente e tutele per le lavoratrici e i lavoratori”

  • Allega: fiom_hitachi_m_merged.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di mattino e gazzettino con la riflessione della Fiom Cgil Padova sul trasferimento di Hinachi Energy nell'area ex Italcementi di Monselice

L'annuncio del trasferimento dello stabilimento Hitachi Energy di Monselice presso l’area dell'ex Italcementi segna un passaggio di rilievo per il settore metalmeccanico locale. L'operazione, che coinvolge un'area di 66 ettari dismessa dal 2015, punta a creare uno dei centri di produzione di trasformatori più moderni d'Europa.

“L'ufficializzazione di questo investimento – interviene la Fiom Cgil di Padova con una nota – è un segnale di estrema importanza per il Comune di Monselice e la Bassa padovana in generale, un territorio che per decenni ha sofferto una grave crisi occupazionale. Dopo l’insediamento di un grande sito logistico, come Agrologic del gruppo Despar, la scelta di Hitachi Energy conferma la rinnovata attrattività di Monselice come polo industriale strategico. E, indubbiamente, il suo consolidamento come pilastro della rete produttiva europea di Hitachi Energy rappresenta una boccata d'ossigeno per l'economia locale e una conferma dell'importanza del settore metalmeccanico padovano”.

“Si tratta quindi — prosegue la nota della Fiom Cgil Padova — di una buona notizia per il territorio, poiché l'aumento della capacità produttiva e i nuovi spazi possono tradursi in un incremento dei livelli occupazionali e in una migliore qualità del lavoro. Tutte cose che, come sono state annunciate, dovranno passare attraverso la creazione di un ambiente di lavoro più sostenibile e digitalmente avanzato e questo è un passo che va nella direzione da noi sempre auspicata per garantire la competitività e la qualità del lavoro nel lungo periodo”.

“Tuttavia – precisa la Fiom Cgil Padova – un progetto di tale portata, affinché si mantenga credibile, richiede la massima serietà su alcuni fronti sensibili. Innanzitutto sono necessarie garanzie rigorose sulla bonifica integrale di un sito industriale pesante, rimasto fermo oltre un decennio, a tutela della salute di dipendenti e di tutta la comunità. Auspichiamo, inoltre, che questa operazione sia gestita con sobrietà istituzionale, evitando che i bisogni reali di lavoratrici e lavoratori diventino oggetto di strumentalizzazioni in vista delle prossime scadenze elettorali comunali. Il futuro occupazionale della zona deve restare una priorità concreta e non un tema da campagna elettorale, destinato a finire nel dimenticatoio alla sua conclusione e con l’insediamento della nuova Amministrazione”.

“Un tema su cui noi – conclude la nota della Fiom Cgil di Padova – per anni abbiamo battuto, ricordando la necessità di investimenti mirati a migliorare la qualità delle condizioni di lavoro e la solidità del tessuto produttivo della bassa padovana, ma non dimenticando mai che la sostenibilità ambientale doveva restare al centro di ogni processo di rigenerazione, condizione imprescindibile ad un effettivo avanzamento verso un modello industriale di eccellenza che metta al centro la dignità del lavoro e l’ambiente. Su questo continueremo a monitorare con attenzione ogni fase della pianificazione affinché questo investimento porti benefici tangibili e duraturi sia agli addetti coinvolti che all’intero territorio, in un’operazione segnata da un rapporto costante e franco con la cittadinanza locale. In questo senso, riteniamo quindi che il percorso di riconversione debba essere improntato alla massima trasparenza, attraverso momenti di confronto pubblico che vedano il coinvolgimento diretto dei cittadini e delle realtà territoriali. La rigenerazione urbana di un’area così vasta e simbolica per Monselice deve essere un processo condiviso e partecipato, affinché la comunità sia parte attiva di un cambiamento che ne segnerà il volto e il futuro per i prossimi decenni”.

ALLA HITACHI ENERGY DI MONSELICE I LAVORATORI SCELGONO LA FIOM CON 4 RSU SU 6

 

Si sono concluse con un’importante affermazione della FIOM-CGIL le elezioni per il rinnovo della Rappresentanza Sindacale Unitaria e dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza presso lo stabilimento Hitachi Energy di Monselice.

Il dato più significativo che emerge da questa tornata elettorale è l’alta partecipazione al voto: 219 lavoratori e lavoratrici su 340 aventi diritto si sono recati alle urne nelle tre giornate di elezioni. Si tratta di un segnale di grande vitalità democratica: l'esercizio del voto nelle aziende resta lo strumento principale con cui i lavoratori e le lavoratrici affermano la propria soggettività e il diritto ad incidere sulle proprie condizioni di vita e di lavoro.

La FIOM ha raccolto complessivamente 119 voti, aumentando il consenso rispetto al 2023, ottenendo la maggioranza relativa dei consensi e conquistando 4 posti su 6 nella nuova RSU (2 delegati vanno alla FIM, mentre la UILM non ottiene rappresentanza).

Nel collegio operai è stato eletto Filippo mentre nel collegio impiegati sono stati eletti Mattia, Federico e Daniela. Filippo e Mattia sono stati eletti anche come RLS insieme ad un delegato della Fim.

La FIOM di Padova intende ringraziare sentitamente tutte le lavoratrici e i lavoratori che, recandosi a votare, hanno dato forza all’istituto della rappresentanza. Un ringraziamento particolare va ai candidati che hanno scelto di mettersi a disposizione della comunità aziendale nelle nostre liste e che, pur non risultando eletti, restano una risorsa fondamentale per il sindacato. Il nostro ringraziamento per il loro impegno va, quindi, a Giorgia, Giuseppe e Stefano.

Vogliamo, inoltre, esprimere la nostra gratitudine a Marco Cocchio, delegato storico degli impiegati, per il suo lavoro durante i mandati precedenti e per il prezioso supporto dato in queste settimane, fondamentale per il raggiungimento di questo risultato collettivo.

Questo risultato conferma il nostro agire e ci carica di responsabilità e nuovi obiettivi, forti del mandato e della fiducia dei lavoratori e delle lavoratrici. Come Fiom di Padova saremo al fianco della nuova squadra di RSU e lavoreremo da subito con equilibrio e determinazione per dare concretezza ai principi di giustizia sociale e dignità del lavoro, mettendo al centro il confronto e la tutela dei diritti di tutti i dipendenti, in coerenza con i valori della nostra Costituzione.

 

AZA corp - AGHITO ZAMBONINI: l’azienda svuota lo stabilimento mentre il futuro è ancora incerto

Mercoledì 25 febbraio c’è stata l’udienza per la valutazione della domanda sulla richiesta di concordato depositata da AZA basata sulla rinegoziazione delle quattro commesse in essere, indispensabili a garantire nell’immediato lavoro e occupazione. La rinegoziazione è complicata e non ancora realizzata, per questo il giudice ha ritenuto di concedere ulteriore tempo all’azienda, rinviando ogni decisione al 6 marzo.

Tutto ciò è stato appreso nei dettagli da Fim e Fiom nel pomeriggio di venerdì 27 febbraio, durante un incontro fra le parti, convocato presso l'Unità di Crisi della regione Veneto.

Mentre si teneva l’incontro del tavolo istituzionale, nella sede di Noventa Padovana, l’azienda disponeva il trasferimento di materiali utili alle lavorazioni di qualsiasi genere e non relativi a specifiche commesse in essere, insieme anche ai pc dell’ufficio tecnico. L’effettivo svuotamento dell’azienda di materiali e attrezzature necessarie alla realizzazione di future commesse, è un’azione in assoluta dissonanza con l’attenzione e la cura che una situazione così delicata meriterebbe. Tutto ciò è avvenuto senza alcuna comunicazione preventiva da parte dell’azienda, in spregio al rispetto delle più elementari relazioni sindacali, nonostante questo, però, l'azienda ha pensato bene di contattare una ditta di trasporti esterna per effettuare il trasferimento del materiale. Chiamati dai lavoratori i funzionari della Fiom e della Fim si sono recati il loco per accertarsi della situazione in essere.

Nelle ultime settimane il numero degli addetti in forze nello stabilimento di Noventa è calato ulteriormente arrivando a 33 dagli 85 che erano. E anche a Fiorenzuola i lavoratori continuano ad andare via: da 108 se ne contano 74.

“Nel momento in cui ad un tavolo istituzionale le parti stanno condividendo, o dovrebbero condividere, la costruzione del futuro di un’azienda e la salvaguardia dei perimetri occupazionali, un gesto intempestivo di questo tipo è assolutamente inopportuno e fa sorgere diversi dubbi sulle reali intenzioni della controparte. In questo quadro poco rassicurante vorremmo che l’azienda chiarisse quali sono, a questo punto, le reali intenzioni dell’azienda rispetto al futuro dello stabilimento padovano” hanno dichiarato Dario Verdicchio della Fiom Cgil e Giovanni Saladino della Fim Cisl, continuando “La fiducia dei lavoratori nelle prospettive dell’azienda continua a crollare inevitabilmente e diminuisce così anche la stessa appetibilità di un’impresa storica che non può costruire il suo avvenire su eventuali commesse che non possono essere realizzate senza coloro che hanno le necessarie capacità e competenze per tornare a produrre.”

Rimettere al centro il lavoro, con la difesa dell’occupazione e la tutela dei diritti e degli interessi dei lavoratori, continuerà ad essere il punto focale del sindacato in questa vertenza, nonostante le condizioni in essere continuino a far pendere anche questa bilancia in favore dell’impresa, se non addirittura a vantaggio del singolo imprenditore. 

CCNL INDUSTRIA METALMECCANICA: I lavoratori e le lavoratrici di Padova promuovono l'ipotesi di accordo

La firma dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei metalmeccanici dell’industria era arrivata il 22 novembre al termine di una trattativa lunga e complessa, segnata da un confronto serrato con Federmeccanica e Assistal e sostenuta da una mobilitazione straordinaria che ha visto i lavoratori e le lavoratrici incrociare le braccia per un totale di 40 ore di sciopero. Questa ipotesi di accordo rappresenta un risultato fondamentale per la tenuta del settore e per la dignità di oltre 1.7 milioni di metalmeccanici dell’industria e dell’installazione di impianti. In questo nuovo CCNL è stato definito un aumento sui minimi di 205 euro al livello C3, oltre l’IPCA-Nei, con il mantenimento della clausola di salvaguardia nei casi di impennata inflattiva. Sul piano salariale si definiscono aumenti contrattuali complessivi pari al 9,64% a fronte di una inflazione Ipca Nei prevista al 7,20% nei prossimi 3 anni. Questo sistema rappresenta una reale difesa dei salari dall’erosione causata dall’inflazione. Con il nuovo Ccnl aumenterà anche la quota dei flexible benefits a 250 euro oltre ad importanti e significativi miglioramenti sulla parte normativa a partire dalle norme di contrasto alla precarietà, al rafforzamento degli Rls e alla salute e sicurezza, alla parità di genere, alla fruizione dei permessi e dei congedi parentali oltre che del trattamento di malattia e ad una maggiore partecipazione dei lavoratori.

Per rendere questo accordo pienamente legittimo e condiviso, le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm di Padova hanno messo in campo un’imponente campagna di assemblee informative che ha attraversato capillarmente il territorio provinciale. Nel padovano la consultazione ha coinvolto circa 24 mila metalmeccaniche e metalmeccanici del comparto, dove sono stati illustrati i contenuti dell’intesa in un clima di grande attenzione e dibattito. La partecipazione è stata massiccia e ha confermato la vitalità della democrazia sindacale nei luoghi di lavoro. Complessivamente, nel padovano, sono state svolte circa 500 assemblee nelle aziende e nelle fabbriche dell’industria metalmeccanica. L’esito del voto in provincia di Padova restituisce una larghissima maggioranza a favore dell’ipotesi di accordo, con il 97% di voti a favore dell’ipotesi di rinnovo, sancendo così una promozione chiara del lavoro svolto dalle delegazioni trattanti.

“Esprimiamo oggi la nostra soddisfazione per questo risultato, sottolineando come la straordinaria risposta dei lavoratori e delle lavoratrici alle assemblee e al voto rappresenti il reale coinvolgimento democratico che ha accompagnato l’intera trattativa. Le mobilitazioni che hanno visto un grande contributo delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici sono state determinanti per il raggiungimento di questi risultati, che mettono al centro salario e diritti, ora è necessario che il contratto viva in tutte le fabbriche e i luoghi di lavoro con il coinvolgimento costante di tutti.  La partecipazione al voto è stata la dimostrazione di quanto le metalmeccaniche e i metalmeccanici sentano proprio questo strumento e siano consapevoli che solo attraverso la pratica democratica e l’esercizio dello sciopero si possono ottenere avanzamenti reali e duraturi per l’intera categoria.” Commentano così il risultato ottenuto i segretari generali provinciali di Fim, Fiom e Uilm di Padova a chiusura dello spoglio nella serata di venerdì 20 febbraio 2026.

Parker Hannifin: siglato l’accordo di secondo livello

 

Iandiorio (Fiom): “Risultato che redistribuisce i profitti record e tutela i diritti”

È stato siglato questo pomeriggio, 18 febbraio 2026, l’accordo per il rinnovo del contratto integrativo aziendale alla Parker di Sant’Angelo di Piove di Sacco, stabilimento storico del settore metalmeccanico del territorio. Parker Hannifin, leader mondiale nelle tecnologie di movimento e controllo con una storia ultracentenaria, ha registrato nell’anno fiscale 2025 risultati economici straordinari: un fatturato di 19,9 miliardi di dollari e utili record (27,33 dollari per azione adjusted), con un flusso di cassa operativo che ha raggiunto i 3,8 miliardi di dollari.

Proprio partendo dalla solidità di questi indicatori, la Fiom-Cgil di Padova ha impostato la trattativa con l’obiettivo di garantire che una parte del valore prodotto trovasse un riconoscimento concreto nelle buste paga e nelle condizioni di lavoro dei dipendenti. L'accordo di secondo livello interviene su aspetti normativi ed economici volti a migliorare il benessere organizzativo e a sostenere il potere d'acquisto dei lavoratori, il cui apporto professionale è stato fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di crescita del Gruppo. L’intesa, valida fino a giugno 2029, punta a rafforzare il potere d’acquisto e a introdurre maggiori tutele sulla gestione dell’orario e della salute.

I punti principali del contratto integrativo:

Flessibilità, elementi economici e orario di lavoro

Mantenimento dell’attuale schema di orario che prevede 37.5 ore settimanali (retribuite 40) con inizio delle prestazioni straordinarie o di flessibilità positiva a partire dal superamento delle 37.5 ore. È previsto un incremento progressivo della maggiorazione giornaliera, che passerà dagli attuali 4,50 euro a 6 euro entro il 2028. Anche il "gettone" per il sabato lavorativo vedrà un aumento graduale fino a 17 euro; sarà costante il confronto con la RSU sulle prestazioni al sabato per limitarne l’utilizzo, nel caso in cui si dovesse condividere la necessità di utilizzo di un terzo sabato consecutivo, l’indennità salirà ad euro 20.

Premio Feriale e Trattamento Salariale

Il valore del premio feriale avrà un aumento complessivo del 20% nell'arco della vigenza contrattuale: +10% nel 2026, +2% nel 2027, +2% nel 2028 e un ulteriore +6% nel 2029. Per un livello C2 (ex 4^ categoria), l'importo passerà dai € 1.288,53 attuali a € 1.546,24.

Welfare e Sostegno al Reddito

È prevista l'erogazione di € 300 complessivi in welfare, distribuiti con € 150 nel 2026 e tre tranche da € 50 nei mesi di giugno del 2027, 2028 e 2029. Viene introdotto un buono pasto da € 5,40 per la giornata di sabato (con prestazione minima di 4 ore). Inoltre, chi sceglierà di convertire il premio di risultato in welfare riceverà un credito aggiuntivo del 10% della somma convertita ed in caso di destinazione al fondo Cometa il contributo di solidarietà sarà sempre a carico dell’azienda.

Salute, Diritti e Ambiente di Lavoro

Vengono riconosciute 4 ore annue aggiuntive per visite mediche per un totale di 12 ore e 20 ore per terapie. Sono previsti incontri specifici con la RSU e i rappresentanti della sicurezza per migliorare il servizio mensa e per confrontarsi sulle esigenze relative a vestiario e calzature infortunistiche.

"Siamo soddisfatti di questo accordo perché riafferma un principio per noi fondamentale: i profitti delle imprese vanno redistribuiti tra le lavoratrici e i lavoratori. Parker è una multinazionale in salute che continua a segnare record su record; era doveroso che questi risultati trovassero un riscontro nelle tasche e nella qualità della vita dei dipendenti. Abbiamo ottenuto risposte importanti sulla gestione della flessibilità e sulla tutela della salute, temi centrali per la dignità di chi lavora." Ha dichiarato Michele Iandiorio, segretario generale della Fiom di Padova, a conclusione della trattativa, sottolineando: "Un ringraziamento va alla RSU per la determinazione e la competenza messe in campo durante tutta la fase negoziale. È anche grazie al loro impegno che è stato possibile portare a casa un contratto integrativo che non era affatto scontato. Questo risultato è la prova che la contrattazione di secondo livello resta uno strumento fondamentale per attuare quella giustizia sociale di cui il nostro mondo del lavoro ha urgente bisogno".

 

LA DEMOCRAZIA ENTRA IN FABBRICA: TRIPLA, STORICA VITTORIA DELLA FIOM DI PADOVA ALLA SIDERGAS, MITSUBISHI E ALLA SPAMI

 

Le recenti elezioni per il rinnovo delle rappresentanze sindacali in tre diverse aziende metalmeccaniche del nostro territorio registrano un risultato che parla di partecipazione e di una rinnovata voglia di protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori. In un tempo in cui troppo spesso chi lavora viene considerato un mero ingranaggio del sistema, queste elezioni dimostrano che la democrazia può e deve superare i cancelli delle fabbriche per dare sostanza ai principi della nostra Costituzione.

Storica affermazione della Fiom alla SIDERGAS di Santa Caterina d’Este, dove per la prima volta dalla nascita dello stabilimento è stata eletta una rappresentanza sindacale. In un'azienda precedentemente priva di tutele collettive, la partecipazione è stata davvero alta: hanno votato 31 lavoratori su 41 occupati, esprimendo un consenso totale per la lista FIOM. Sono stati eletti come delegati tutti e tre i candidati Luca L., Nicola e Luca Z., quest'ultimo è stato eletto anche Rappresentante per la Sicurezza (RLS).

Alla Mitsubishi Electric Klimat Transportation Systems Spa di Padova si è registrata una svolta significativa: in una realtà consolidata del territorio, dove la Fiom non era presente, la sigla sindacale è riuscita a fare il proprio ingresso conquistando immediatamente la maggioranza assoluta. Con un’affluenza massiccia di 129 votanti su 147 occupati, la lista della Fiom ha ottenuto 77 preferenze, assicurandosi due seggi su tre e portando in Rsu Tiziano, eletto fra gli operai, che assumerà anche l’incarico fondamentale di RLS per la sicurezza dei colleghi, e Timur, votato nel collegio degli impiegati. Un ringraziamento sincero da parte della Fiom va ad Abderrahmane, la cui candidatura è stata parte integrante di questo successo collettivo che segna l'inizio di una nuova stagione di tutele in azienda.

Un risultato altrettanto importante è stato raggiunto alla SPAMI di Piombino Dese, dove per la prima volta i lavoratori e le lavoratrici decidono di far nascere la rappresentanza sindacale interna, segnando un passaggio fondamentale di sindacalizzazione del sito. Su 337 dipendenti, 241 lavoratrici e lavoratori hanno partecipato al voto scegliendo la proposta della Fiom, che ha ottenuto così tutti i 6 seggi disponibili. Entrano a far parte della nuova Rsu Francesco, Federica, Massimiliano, Mauro, Thomas e Gianluca, sostenuti dal contributo dei candidati non eletti Paolo, Daniele, Alberto e Mattia, il cui impegno è stato determinante per l'apertura di questo nuovo spazio democratico.

“Come Fiom facciamo le nostre più sincere congratulazioni a tutti gli eletti e ringraziamo chiunque abbia reso possibile questo esercizio di democrazia: la partecipazione attiva resta lo strumento principale per dare voce a chi lavora e per proseguire le battaglie per attuare giustizia sociale all'interno dei luoghi di lavoro. A tutti i lavoratori e le lavoratrici che hanno partecipato a questo esercizio di democrazia va il nostro riconoscimento più profondo, perché è solo attraverso la partecipazione collettiva che possiamo costruire un mondo del lavoro più giusto e all'altezza dei bisogni di chi, ogni giorno, produce la ricchezza di questo Paese.” è il commento della segreteria della Fiom di Padova.