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"LIBER3 DI IMPARARE, LIBER3 DI INSEGNARE": Sabato 18 ottobre anche Padova si mobilità contro le indicazioni Nazionali a tutela della libertà d'insegnamento

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Corriere Veneto sulla mobilitazione nazionale del mondo della scuola, anche a Padova, prevista sabato 18 ottobre
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Anche a Padova, come in molte altre città (attualmente sono circa 40), sabato 18 ottobre il mondo della scuola e tutte le sue componenti (bambinɜ, ragazzɜ, insegnanti, genitori, personale di collaborazione, associazioni del Terzo Settore) prenderanno la parola per dire NO! ALLE INDICAZIONI NAZIONALI 2025 e un fortissimo SÌ! per la scuola pubblica, democratica, ispirata dai princìpi della Costituzione.

Le Indicazioni Nazionali proposte dal Ministero della Pubblica Istruzione e del Merito e dipinte come “nuove” fanno, al contrario, riferimento ad un modello di scuola e di istruzione superato da decenni grazie alle pratiche didattiche e all’ elaborazione pedagogica, un modello lontano mille miglia dalla realtà che chi ha occhi per vedere e orecchie per ascoltare verifica tutti i giorni.

Per rispondere a quella che è una vera e propria offensiva restauratrice e reazionaria del governo e del ministero preposto, si è recentemente costituita a Padova un’azione organizzata collettiva che si è data il nome di Padova per la Scuola Pubblica e Democratica.

Il coordinamento riunisce organizzazioni sindacali di categoria, associazioni professionali di insegnanti e di ricercatori, coordinamenti di studentɜ, associazioni di genitori e del Terzo Settore.

Aderiscono attualmente a Padova per la Scuola Pubblica e Democratica Anfis, Anpi, Cesp, Cgil, Cobas Scuola, ConTatto C.e.m.e.a. Veneto, Coordinamento Studentɜ Mediɜ, Epimeleia, Flc Cgil, Legambiente Scuola e formazione, Mce, Open your borders, Priorità alla scuola, Proteo Fare Sapere, Quadrato meticcio, Quale scuola per il futuro?, Rete dellɜ Studentɜ, Mediɜ, Sasfal Cgil.

Alcune delle suddette associazioni sono parte del Tavolo Nazionale per la Scuola Democratica, promotore in tutta Italia di iniziative di protesta per il 18 ottobre. Padova per la Scuola Pubblica e Democratica rappresenta una convergenza locale tra movimenti e associazioni radicati nel territorio e rappresentanti padovanɜ del Tavolo per la scuola democratica.

Padova per la Scuola Pubblica e Democratica invita quantɜ hanno a cuore l’educazione e l’istruzione come basi fondanti di una società vitale e accogliente, investimento per il futuro e non costo da tagliare, alla mobilitazione collettiva che si terrà sabato 18 ottobre secondo il seguente programma:

Uniti dallo slogan "Liberɜ di imparare, liberɜ di insegnare", l'appuntamento è quindi alle 15:30 di sabato 18 in Piazza Antenore, davanti alla Prefettura, dove si concentreranno i partecipanti che, in corteo, partiranno alla volta di Piazza Capitaniato dove ci sarà un presidio con laboratori bambini, stand delle associazioni e gli interventi. 

Il servizio di Telenordest sulla mobilitazione del mondo della scuola del 18 ottobre in oltre 40 città italiane, tra cui Padova

 

 

"Stabilizzazione degli insegnanti, inutili e fuorvianti le celebrazioni dell'Ufficio Scolastico Regionale". La denuncia del Comitato Precari della Flc Cgil Padova

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  • Descrizione allegato: L'articolo del Gazzettino sulle considerazioni del Coordinatore del Comitato Precari della Flc Cgil Padova, Alessio Meloro
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"Scuola, stabilizzazione degli insegnanti: un'abissale distanza tra la propaganda e la realtà, soprattutto per ciò che riguarda il sostegno"
 
Il commento del Coordinatore del Comitato Precari della Flc Cgil Padova, Alessio Meloro
 
"All’avvio del nuovo anno scolastico, l’Ufficio Scolastico Regionale (USR) per il Veneto diffonde un comunicato celebrando un “grande lavoro di stabilizzazione” ed esibendo numeri: 4.020 immissioni in ruolo complessive, di cui 950 sul sostegno, e oltre 2.000 docenti confermati rispetto allo scorso anno come garanzia di continuità. Una rappresentazione rassicurante, che però non trova riscontro nella realtà delle scuole.
 
Dietro agli annunci, infatti, resta un dato che non si può nascondere: sono tantissimi i posti di sostegno in Veneto ancora coperti da docenti precari. Non si tratta di episodi isolati, ma di una condizione cronica che si ripete ogni anno e che compromette il diritto allo studio e all’inclusione degli studenti e delle studentesse con disabilità. La situazione di Padova ne è una prova. Nella sola provincia ci sono 234 cattedre di sostegno a tempo determinato nella secondaria di secondo grado, 379 nella secondaria di primo grado, 314 nella scuola primaria e 60 nella scuola dell’infanzia. In totale, 987 cattedre a tempo determinato, senza considerare gli spezzoni. Questo numero da solo supera le 950 assunzioni sul sostegno che l’amministrazione rivendica come risultato per l’intero Veneto. È la prova evidente che i numeri celebrati dall’USR non corrispondono alla realtà, ma servono probabilmente a nascondere un’emergenza strutturale. 
 
È necessario ribadirlo con chiarezza: la conferma di un insegnante precario da un anno all’altro non equivale a stabilizzazione. La continuità non si ottiene con contratti a tempo determinato rinnovati annualmente, ma con assunzioni stabili, percorsi di formazione programmati e politiche di reclutamento adeguate al fabbisogno reale. Spacciare la precarietà reiterata per continuità significa tradire le famiglie, gli alunni e i docenti oltre che svilire il diritto costituzionale all’istruzione inclusiva. Anche il recente decreto sulla continuità dei docenti precari non risolve il problema: rappresenta solo un palliativo che non elimina la precarietà, ma la istituzionalizza. Lo stesso concorso PNRR2, che doveva rappresentare un’occasione di svolta, ha prodotto pochissimi posti a livello nazionale, e in Veneto addirittura non sono stati messi posti a disposizione sul sostegno per la scuola secondaria di secondo grado. Una scelta che dimostra la totale assenza di una strategia seria per garantire inclusione e stabilità. 
 
Non servono annunci autocelebrativi, ma azioni concrete come un piano straordinario di assunzioni sui posti vacanti di sostegno, percorsi di specializzazione accessibili e che rispecchino il fabbisogno delle singole Regioni, concorsi con un numero di posti adeguato per ogni ordine e grado di scuola. Solo così sarà possibile garantire continuità educativa agli studenti e condizioni dignitose ai lavoratori. Alle famiglie che ogni anno si trovano a ricominciare da capo diciamo con chiarezza: “non siete sole”. Sappiamo quanto sia faticoso vedere interrotto un percorso educativo che dovrebbe essere stabile, ricostruire relazioni che richiedono tempo e fiducia, e sentirsi abbandonati da un sistema che parla di inclusione ma pratica precarietà. 
 
Per questo continueremo a denunciare la distanza tra propaganda e realtà e a rivendicare con forza il diritto delle ragazze e dei ragazzi a una scuola realmente inclusiva, fatta di insegnanti stabili, preparati e presenti lungo tutto il percorso scolastico. La continuità non può essere precarietà mascherata. La continuità si costruisce con stabilità vera, con assunzioni a tempo indeterminato e con investimenti seri nella scuola pubblica". 
 
Comitato Precari FLC CGIL Padova
Coordinatore Meloro Alessio  
 
Nel filmato, l'intervento della Segretaria Generale della Flc Cgil Nazionale, Gianna Fracassi, sul difficile inizio di quest'anno scolastico

Elezioni RSU nel comparto della conoscenza: a Padova, con il 27%, la FLC Cgil è il sindacato più rappresentativo

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sulla vittoria della Flc Cgil Padova alle ultime elezioni RSU nel comparto della conoscenza

Flc Cgil Padova: “Dalle urne un chiaro sostegno alla nostra azione sindacale”

Al termine dello spoglio delle sedi di voto per il rinnovo delle RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) del comparto della conoscenza, la Flc Cgil di Padova, con oltre 3300 voti complessivi fra Scuola Statale, Università, Ricerca e AFAM, si conferma il sindacato più rappresentativo nei settori della conoscenza con il 27% dei consensi.

“Si tratta di un risultato – dice Mara Patella, Segretaria Generale della Flc Cgil Padova – che attesta la fiducia accordata all’azione collettiva del nostro sindacato che non si svolge unicamente attorno alle rivendicazioni della categoria ma si allarga nel contesto più ampio della CGIL confederale. I dati ci dicono che la FLC CGIL è l’organizzazione sindacale più votata all’Università di Padova con 13 RSU elette e più del 42% dei consensi, è il primo sindacato al Conservatorio Pollini e negli Enti di Ricerca: oltre il 50% dei consensi all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare nelle due sedi di Legnaro e Padova, 2 RSU su 3 elette al CNR, e 3 all’Osservatorio Astronomico, in quest’ultimo unica lista a rappresentare lavoratrici e lavoratori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica”.

“Un risultato positivo – aggiunge Nicola Adesso, segretario Provinciale – che possiamo dire di aver raggiunto in tutta la provincia: nella scuola statale all’ICS “Ponti” di Trebaseleghe sono state elette 4 RSU su 6 in lista FLC CGIL con il 70% dei voti; all’ ICS di Codevigo due RSU elette con il 66% dei consensi; ben oltre il 50% dei consensi all’ICS di Borgo Veneto, al Meucci-Fanoli di Cittadella, all’ITC Belzoni di Padova, all’ICS di Legnaro e Casalserugo, all’ICS di Maserà e Bovolenta, gli ultimi istituti esito dello smembramento dell’ICS di Casalserugo, all’istituto superiore De Nicola e all’ICS 1 di Piove di Sacco”.

“A giochi chiusi – riflette Mara Patella – possiamo affermare che le lavoratrici e i lavoratori del comparto della conoscenza, con il loro voto, hanno dato prova di sostenere le nostre iniziative di contrasto al lavoro povero, al precariato, alla politica bellicista che sta togliendo risorse anche alla Conoscenza e ci consegnano un mandato forte per continuare in questa direzione assieme alle persone nelle scelte che le riguarda, come quelle legate alla riforma delle indicazioni nazionali che ci vedranno impegnati in assemblea in tutte le scuole del Veneto il 9 maggio prossimo per confrontarci con le e i docenti che in classe ogni giorni fanno vivere la scuola. Oppure per ciò che attiene il contrasto alla riforma della filiera tecnico-professionale rigettata a Padova dai Collegi Docenti, fino alla libertà di Ricerca e alla necessità di stabilizzazione perché l’azione sia concretamente efficace ed efficiente”.

“È stato importante – dice la Segretaria Generale della Flc Cgil Padova – che nella provincia di Padova quasi il 66% degli aventi diritto abbia deciso di esprimere la propria volontà attraverso il voto. Si tratta di un esercizio di democrazia che ci impegneremo, tutte e tutti, a ripetere l’8 e il 9 giugno scegliendo il sì ai 5 referendum che ruotano intorno ai temi del lavoro e della cittadinanza. La FLC CGIL, nel ringraziare coloro che hanno espresso la loro preferenza alle proprie liste, proseguirà con convinzione il proprio lavoro che si fonda sull’impegno democratico dettato dai principi fondamentali della nostra Costituzione, fondamento di coesione sociale e presidio di diritti civili e sociali assieme alla piena realizzazione del diritto allo studio esigibile ovunque, contro ogni disuguaglianza".

Consultazioni farsa sulle nuove indicazioni nazionali 2025 per le scuole statali, paritarie, dell’infanzia e del primo ciclo: la risposta dal mondo dell’associazionismo scolastico di Padova.

  • Allega: scuola_nuoveLineeGuida_m_1.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla posizione della Flc Cgil e di alcune associazioni scolastiche padovane sulle nuove Indicazioni Nazionali emanate dal Ministero dell'Istruzione e del merito
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L’11 marzo scorso sono state pubblicate le Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo scatenando reazioni rintracciabili sui siti delle Associazioni Professionali e delle associazioni disciplinari. Tra i commenti e le valutazioni critiche, particolarmente azzeccata è la dichiarazione di Italo Fiorin, già coordinatore del gruppo che ha lavorato sui “Nuovi scenari” del 2018 che hanno integrato le Indicazioni del 2012. Guardano più al passato che al futuro. Ci sono delle cose belle e delle cose nuove, ma le cose belle non sono nuove e le cose nuove non mi sembrano molto belle. Il tutto condito con abbondante retorica, esortativa, ripetitiva, pedantesca.

Il 20 marzo il Ministero ha aperto la consultazione delle scuole, tramite un questionario con 22 quesiti a risposte chiuse. Una sola prevede la possibilità di non condividere. Tutte le altre propongono formule varie, ma a partire da un sostanziale apprezzamento. Alla fine si possono aggiungere alcune righe. Nei giorni scorsi è stata attivata una casella di posta elettronica del Ministero alla quale inviare “ulteriori osservazioni, commenti e suggerimenti, possibilmente inviando i testi anche in formato word”.

Quel che invece non è cambiata è la data entro cui si possono inoltrare le proprie osservazioni, ossia entro il prossimo 10 aprile!

Secondo la Flc Cgil Padova e diverse associazioni del mondo della scuola padovana, non è accettabile una scadenza così vicina. Si tratta di un documento di oltre 150 pagine che, una volta approvato in via definitiva, determinerà l’attività delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado per i prossimi anni. Dirigenti e docenti devono avere il tempo di leggerle, studiarle, confrontarsi, elaborare collegialmente le loro considerazioni e scriverle. Chiedere di fare velocemente significa non considerarli dei professionisti. Non lo possono fare in modo serio nel pieno delle attività didattiche. E non dare a dirigenti e docenti il tempo necessario significa non volere una consultazione seria, ma cercare un plebiscito.

Per questo anche la Flc Cgil e le associazioni padovane del mondo della scuola si uniscono a quelle che hanno convocato per domani, martedì 2 aprile a Roma, una giornata di studio per chiedere una autentica fase di consultazione per una riscrittura partecipata e propongono ai dirigenti e ai collegi dei docenti di non rispondere ai quesiti del questionario e invece approvare e inviare al Ministero e agli USR documenti con osservazioni e proposte e soprattutto chiedere che siano dati tempi adeguati di riflessione e confronto.

Le associazioni coinvolte: MCE Movimento di Cooperazione Educativa - CIDI Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti- Proteo Fare Sapere-Legambiente scuola e formazione-ANDIS Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici-ANFIS Associazione Nazionale Formatori Insegnanti supervisori-AMDZ Associazione Maestro Dino Zanella

Nel filmato, le critiche alle linee guida del primo ciclo scolastico espresse da Gianna Fracassi, segretaria generale Flc-Cgil

Ieri lo sciopero della scuola e il presidio di lavoratrici e lavoratori davanti alla Prefettura. Flc Cgil Padova: “Il mondo della scuola è unito e compatto nel dire no a questa legge di bilancio”

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sullo sciopero e presidio della Flc Cgil Padova
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Si è svolto ieri, giovedì 31 ottobre, lo sciopero nazionale proclamato dalla Flc Cgil delle lavoratrici e i lavoratori della scuola, dell’università, degli enti di ricerca, delle accademie, dei conservatori e delle scuole non statali con contratto Aninsei. A Padova, come in altre 40 città italiane, lo sciopero è stato accompagnato da un presidio, iniziato alle ore 10.00, in P.zza Antenore davanti alla Prefettura, a cui ha partecipato qualche centinaio di persone. In piazza, insieme alla Flc Cgil Padova, anche i Cobas Scuola, il Corda (Coordinamento Ricercatori e Dottorandi) e il movimento Priorità alla Scuola più i rappresentanti di diversi movimenti politici.

“Scendiamo in piazza – ha detto Mara Patella, Segretaria Generale della Flc Cgil – perché il Governo sembra considerare l’istruzione non un diritto, ma una spesa. Basti solo pensare che ha previsto un rinnovo contrattuale che copre appena un terzo dell’inflazione reale, riducendo il potere d’acquisto dei salari senza stanziare le risorse necessarie per il rinnovo del contratto 2022-24, risorse peraltro già in parte distribuite l’anno scorso. L’aumento netto medio in busta paga offerto è di circa 35 euro medi: la verità è che stanno facendo cassa sugli stipendi dei lavoratori e delle lavoratrici, mentre aumentano i carichi di lavoro e questo è inaccettabile”

“Inoltre – ha concluso la rappresentante sindacale – nonostante il precariato dilagante, soprattutto nel sostegno, continuano a mancare soluzioni. Solo nella provincia di Padova, su 10.577 cattedre comprensive di tutti i gradi di scuola in organico il 25% è coperto da supplenti e oltre il 50% di questi, sono insegnanti di sostegno, e purtroppo, spesso senza neanche avere una specializzazione adeguata. In più, per il prossimo anno è previsto un ulteriore taglio di personale docente e ATA. A questo si aggiunge il carico improprio per le segreterie scolastiche, che gestiscono le pratiche pensionistiche e le graduatorie del personale: zero risorse e carichi di lavoro sempre più pesanti. E con le scuole già in difficoltà per il poco personale collaboratore scolastico che attende ancora che venga applicato il CCNL 19-21, come possiamo pensare che ci sia sorveglianza e sicurezza? Si tratta di problemi enormi che incidono pesantemente sulla qualità dell’istruzione nel nostro Paese, eppure non vengono minimamente affrontati. È arrivata l’ora di dire basta!”

Il servizio di Telenordest sullo sciopero e presidio in piazza Antenore della Flc Cgil Cgil

La FLC CGIL chiama allo sciopero la Scuola, l’Università, la Ricerca e l’AFAM il 31 ottobre. A Padova, il presidio davanti alla Prefettura dalle ore 10.00

Come più volte denunciato, la condizione problematica del lavoro pubblico dei diversi comparti di contrattazione è fortemente aggravata dalle scelte di questo Governo sia sul piano delle politiche generali che sul piano contrattuale.
Per queste ragioni la FLC Cgil, nell'ambito delle iniziative delle categorie, ha indetto per la giornata del 31 ottobre 2024 lo sciopero per l’intera giornata di tutte le lavoratrici e I lavoratori di scuola, università, ricerca, alta formazione artistica e musicale e degli istituti Aninsei.

Nello specifico le ragioni dello sciopero sono:

1. Il rinnovo del CCNL 2022-24 con risorse adeguate a mantenere il potere d’acquisto delle retribuzioni rispetto all’inflazione del triennio 2022-2024: lo stanziamento previsto dal governo è del 5,78% a fronte dell’inflazione IPCA che si attesta al 17,3%.

2. La salvaguardia della dimensione nazionale del CCNL contro ogni ipotesi di regionalizzazione del sistema di istruzione e della ricerca

3. La riconduzione al CCNL di tutte le materie di natura contrattuale, dall’utilizzo delle risorse economiche, all’ordinamento professionale, ai percorsi di valorizzazione

4. Un piano di assunzione e la stabilizzazione del precariato nei settori della conoscenza e contro l’uso abusivo di successivi contratti e rapporti di lavoro a termine.

5. Il definanziamento dei settori della conoscenza e i tagli annunciati nella prossima legge di bilancio.

6. Gli interventi di riforma che stanno peggiorando il sistema di istruzione e formazione e rischiano di precarizzare ulteriormente e privatizzare i settori della conoscenza.

Nel corso della mattinata del 31, in occasione dello sciopero, sono state programmate manifestazioni territoriali e regionali. A Padova, previsto un presidio a partire dalla ore 10.00 in P.zza Antenore davanti alla Prefettura.

→ Mappa delle manifestazioni
→ Materiali grafici e documenti

Il video di promozione dello sciopero del 31 ottobre realizzato dalla Flc Cgil Sicilia

Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), la denuncia della Flc Cgil Padova: "Alla chiusura dell’istanza, ammessi solo i punteggi di chi terminerà i corsi abilitanti entro il 10/6 creando ingiuste disparità per l'accesso alle supplenze"

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Corriere Veneto e Gazzettino sulla denuncia della Flc Cgil Padova
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Flc Cgil Padova: “È una grave ingiustizia: per esempio all’Università di Padova i TFA Sostegno (Tirocini Formativi Attivi) termineranno tra il 17 e il 24 giugno, non permettendo così agli abilitati di aggiungere ben 9 crediti al proprio punteggio e vanificando così qualsiasi possibilità di ottenere la supplenza come insegnante di sostegno”

“È una grave ingiustizia che crea delle gravi disparità di trattamento tra gli insegnanti che quest’anno conseguiranno l’abilitazione: i più fortunati, cioè coloro che avranno la possibilità di inserire i propri titoli entro il 10 giugno, probabilmente otterranno la supplenza, gli altri, ossia quelli che conseguiranno il titolo a partire dall’11 giugno, altrettanto probabilmente dovranno riprovarci tra due anni, quando probabilmente si riapriranno le GPS e potranno inserire il titolo. La conseguenza di un provvedimento discriminatorio e penalizzante che basandosi su un criterio temporale assoluto ignora del tutto che in realtà gli insegnanti hanno acquisito le medesime competenze”. È contrariato Alessio Meloro, il coordinatore del Comitato Precari della Flc Cgil Padova, dopo che l’ordinanza ministeriale n.88 del 16-05-2024 ha stabilito il principio in base al quale i titoli dichiarati dall’aspirante supplente all’inserimento nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) vengono valutati se posseduti e conseguiti entro la data di scadenza di chiusura delle Graduatorie che quest’anno coinciderà con il 10 giugno.

“Di fatto – dice Alessio Meloro – gli insegnanti pur abilitandosi tutti a giugno, subiranno delle disparità di trattamento a seconda che i corsi siano terminati prima o dopo il 10 giugno ma comunque entro la fine del mese. E questo accade a causa dei ritardi nella riapertura delle GPS del tutto imputabili al MIM (Ministero dell’istruzione e del merito) e al MUR (Ministero dell’Università e Ricerca) che non hanno previsto questa grave disparità che ricadrà tutta in capo ai docenti che, sacrificando tempo e denaro, hanno sostenuto durante l’anno 2023/2024 i percorsi di abilitazione. Per chi fa i TFA Sostegno (Tirocini Formativi Attivi) per ottenere la supplenza come insegnante di sostegno, significa per esempio rinunciare a 9 punti sulle altre classi di concorso cui hanno accesso, che sono un’enormità, sicuramente determinanti per ottenere o meno il posto. Per chi invece partecipa ad un concorso ad esempio la perdita sarà di 3 punti. E tutto ciò non l’hanno certo voluto loro: questi corsi abilitanti si fanno nelle Università e quindi tutto dipende da come si sono organizzati i singoli Atenei sparsi per il Paese. Alcuni per il 10 giugno li avranno terminati, altri no. E purtroppo i TFA Sostegno organizzati all’Università di Padova termineranno tra il 17 e il 24 giugno, dunque troppo tardi. È oggettivamente un grave danno per chi li ha frequentati a cui ormai, visti i tempi, sarà impossibile rimediare. Almeno MIM e MUR imparino dagli errori commessi ed evitino che in futuro si possano nuovamente verificare situazioni simili”.

“La verità – conclude il Coordinatore del Comitato Precari della Flc Cgil Padova – è che l’assegnazione dei punti doveva essere basata su criteri oggettivi e trasparenti che riconoscano le competenze di tutti i docenti, cosa che si sarebbe potuta ottenere se il Ministero dell’Istruzione avesse con le forze sindacali un dialogo più costruttivo con l’obiettivo di trovare soluzioni condivise che rispettino i diritti e le legittime aspettative di tutti gli insegnanti. Noi, da parte nostra, continueremo a combattere contro ogni forma di ingiustizia per un sistema educativo più giusto ed inclusivo”.

Il servizio di Telenordest sul caso sollevato dalla Flc Cgil Padova con l'intervento di Nicola Adesso, Segretario Provinciale Flc Cgil Padova

Scuola, il ritorno ai giudizi sintetici: la contrarietà di Flc Cgil Padova e del Forum Veneto delle Associazioni Professionali della Scuola

Titolo in prima pagina e ampio spazio ne il mattino di Padova in tema di scuola dopo che ieri la Fll Cgil Padova, rappresentata dalla Segretaria Generale Mara Patella, e il Forum Veneto delle Associazioni Professionali della Scuola, con il Coordinatore Antonio Giacobbi insieme ad alcune rappresentanti di tali associazioni, hanno organizzato una conferenza stampa per spiegare quel che sta bollendo in pentola in materia di scuola dopo che con la presentazione di un emendamento in Commissione Cultura e Istruzione al Senato, lo scorso 7 febbraio il Governo ha sostanzialmente optato per il ritorno ai giudizi sintetici nelle pagelle dei bambini frequentanti le scuole primarie italiane. Un ritorno al passato che rovescia l’O.M. (Ordinanza Ministeriale) 172/2020 che introduceva i giudizi descrittivi (in via di acquisizione, base, intermedio, avanzato) e che ha attirato le critiche di molti pedagogisti e associazioni del mondo della scuola, anche nel padovano.

A dirsi assolutamente contrarie, infatti, sono state anche la Flc Cgil Padova e il Forum Veneto delle Associazioni Professionali della Scuola (AIMC, ANDIS, CIDI, AMDZ, LEGAMBIENTE SCUOLA E FORMAZIONE, MCE, PROTEO FARE SAPERE, ANFIS) che su questa questione hanno promesso battaglia.

“Si tratta – dice Mara Patella, Segretaria della Flc Cgil Padova – di una decisione che non può che provocare sconforto di tutti quegli insegnanti e tecnici della scuola che in questi anni hanno investito energie sulla sperimentazione di nuove modalità di valutazione delle alunne e alunni. Uno stop che peraltro arriva senza nessuna verifica sul funzionamento o meno di questi modelli. Come Flc Cgil siamo profondamente contrari ai giudizi sintetici perché esprimono una visione dell’apprendimento che si basa sulla selezione e l’esclusione, non sul progresso di tutti. Inoltre creano dei modelli, fin dal primo anno di scuola, che si fondano sulla competizione che coinvolge non solo i bambini ma alle volte anche gli stessi genitori. Se a questo aggiungiamo che secondo il Ministro Valditara, il grado giusto da cui partire è il “gravemente insufficiente”, la nostra contrarietà, se possibile, è ancora più netta”.

“L’emendamento del Governo – aggiunge Antonio Giacoppi, Coordinatore del Forum Veneto delle Associazioni Professionali della Scuola – dovrebbe andare in aula la prossima settimana ed è sicuro che passerà perché questa è la logica del Governo. Però noi siamo pronti a dare una vera e propria battaglia per impedire che un bambino di 6 anni, all’inizio della sua avventura scolastica, si senta dire che è ‘gravemente insufficiente’ perché la consideriamo una scelleratezza. Per questo abbiamo pensato di coinvolgere i collegi docenti chiedendo loro di non usare questi giudizi. Aspetteremo prima di leggere le linee guida, ma siamo pronti a usare lo strumento democratico del collegio scolastico, come fanno alcune scuole medie e superiori che decidono come regola di non usare voti sotto il 4 o il 5. Ma ci servirà anche l’aiuto delle famiglie che potrebbero anche decidere di non scegliere, per i propri figli, le scuole che decideranno di adeguarsi al ‘gravemente insufficiente’”.

Il Servizio di Telenordest sul ritorno dei giudizi sintetici nella valutazione scolastica nelle scuole primarie