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INDUPHARMA: NIdiL e Filctem Padova firmano un integrativo che coinvolge sia dipendenti che somministrati

 

Filctem Cgil di Padova, che rappresenta i lavoratori del settore chimico-industriale, e NIdiL Cgil di Padova, per il personale somministrato, annunciano con soddisfazione la sottoscrizione di un accordo di secondo livello presso l'azienda Indupharma.

 "Questa intesa si inserisce in un contesto lavorativo sempre più frammentato, in cui diverse tipologie contrattuali coesistono all'interno della stessa azienda," dichiarano i sindacalisti Alberto Sanna della Filctem Cgil Padova e Mirko Romanato, segretario generale del NIdiL padovano.

Indupharma, situata ad Arre e leader nel mercato della detergenza e della disinfestazione, compie così un significativo passo oltre le normative del CCNL chimico/industria, offrendo tutti i vantaggi del personale diretto anche ai lavoratori somministrati.

L'accordo non solo migliora le condizioni lavorative, ma promuove un ambiente di lavoro più coeso e inclusivo, rispondendo alle sfide di un settore in continua evoluzione.

 

"Siamo convinti che questo accordo possa diventare un modello da seguire," affermano Sanna e Romanato. "Attraverso il dialogo e la collaborazione tra diverse categorie di rappresentanza è possibile trovare una sintesi che non faccia differenze tra dipendenti diretti e somministrati. L'inclusione di entrambe le categorie di lavoratori nell'accordo di secondo livello assume un'importanza cruciale anche dal punto di vista della rappresentanza. Riconoscere le specificità contrattuali e le diverse modalità di rappresentanza sindacale, garantendo al contempo una visione unitaria delle esigenze e dei diritti di tutti i lavoratori, è un elemento distintivo di questo accordo. In un momento in cui la diversità dei contratti può creare incertezze, la nostra alleanza si propone di garantire maggiore sicurezza e stabilità."

Alcuni dei punti dell’accordo:

- Entrata/uscita differita

- Concessione di congedi e permessi retribuiti oltre le normative vigenti

- TFR anticipato rispetto la normativa vigente

- Un capitolo importante sulla parità di genere

- Welfare aziendale maggiorato

- Indennità di turno maggiorate

- Gettone presenza lavoro straordinario

- Premio di risultato con dinamiche di over performance

- Stabilizzazione del personale somministrato

 

"Siamo fiduciosi" concludono Sanna e Romanato, "che questo accordo non solo contribuirà a migliorare le condizioni di lavoro presso Indupharma, ma rappresenterà anche un esempio di come diverse categorie sindacali possano collaborare per andare oltre il contratto nazionale, garantendo condizioni economiche e di conciliazione vita/lavoro significativamente migliori per tutti i lavoratori e le lavoratrici."

Infortuni: arriva il vademecum per i rider di NIdIL e INCA

Sei una rider o un rider e ti fai male sul lavoro? Anche se hai la partita IVA o un contratto di collaborazione sei coperto dall’assicurazione INAIL. È tutto spiegato, in maniera sintetica, nel pratico Vademecum realizzato dalla NIdiL CGIL, in collaborazione con il patronato INCA, presentato in occasione del lancio di Riders for rights, la campagna di NIdiL CGIL per informare i lavoratori del food delivery su sicurezza, diritti e rivendicazioni sindacali.

La campagna prevede assemblee sindacali in 17 città italiane (tra cui Roma, Milano, Torino, Palermo) con la distribuzione di materiali informativi e dispositivi di sicurezza (gilet ad alta visibilità, impermeabili, borracce termiche).

I dati INAIL

Secondo l’INAIL, dal 2021 al 2023 sono stati denunciati all’istituto 1.337 infortuni sul lavoro, di cui 7 mortali. I lavoratori infortunati erano particolarmente giovani, il 60% aveva meno di 35 anni e il 30% fra 35 e 49 anni, la stragrande maggioranza uomini (92%), anche tra i deceduti (100%). Un evento su quattro si è verificato nel Lazio, a seguire Lombardia, Sicilia e Piemonte: complessivamente le quattro regioni assommano il 61% dei casi avvenuti nel triennio. Riguardo alle modalità di accadimento, la più frequente risulta quella in occasione di lavoro (77%), prevalente anche per gli infortuni mortali (6 su 7 casi complessivi).

INAIL Stessa ammette che, data la recente copertura assicurativa (2021), è ancora presto per avere statistiche consolidate specifiche sui rider e le aziende di food delivery non rendono pubbliche le statistiche sugli infortuni occorsi ai loro corrieri. Ne risulta che, ad oggi, non è possibile ricostruire un quadro chiaro e completo, ma il confronto tra dati ufficiali, notizie di cronaca e denunce sindacali suggerisce che il dato reale sia significativamente più alto delle circa 400 denunce annue registrate dall’INAIL, con centinaia di eventi che non vengono denunciati.

Cosa possono fare dunque i rider?

Se ti fai male mentre lavori o vai al lavoro, hai diritto a:

  • Indennità economica per i giorni di stop
  • Pagamento in caso di danni permanenti
  • Cure mediche gratuite
  • Riconoscimento delle malattie professionali

In caso di infortunio

  • Vai subito al pronto soccorso e specifica che è un infortunio sul lavoro
  • Fatti rilasciare il certificato medico inviato all’INAIL
  • Con il certificato rivolgiti alla sede NIdiL o INCA più vicina
  • Comunica l’infortunio alla piattaforma indicando il codice del certificato

SCARICA IL VADEMECUM

 

Il servizio di Antenna 3 sull'incidente mortale successo al Rider pachistano, Alì Jamat, a Limena lo scorso autunno

Padova, Vertenza Rider/Glovo: una vittoria nel nome di Alì Jamat

  • Allega: rider_m.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sulla vertenza Rider/Glovo
  • video link: Visita il sito

NIdIL Cgil Padova: “Con questo accordo è stata raggiunta una tappa importante nel percorso di lotta dei rider per migliorare le loro condizioni lavorative”

Tutto è iniziato intorno alla mezzanotte tra il 6 e 7 settembre. Alì Jamat, 31 anni, rider pakistano, veniva travolto da un’auto in via del Santo a Limena, nella cintura padovana, mentre rientrava da un’ultima consegna. Immediatamente ricoverato, il giovane è purtroppo morto dopo alcuni giorni di agonia proprio mentre, in Pakistan, nasceva il suo secondo figlio. Una tragedia che ha scosso non solo i suoi colleghi e la comunità pakistana a Padova, ma l’intera città che si era espressa attraverso le parole di cordoglio del Sindaco Giordani. Ma l’incidente è stata anche la scintilla che ha portato i rider a ribellarsi alle inumane condizioni di lavoro che spesso devono sopportare, portandoli a proclamare uno sciopero che nelle loro intenzioni sarebbe proseguito fino a quando non fossero state accolte le loro richieste. E così è stato. Sabato si sono autoconvocati in Piazza Mazzini e hanno contattato Mirko Romanato, Segretario Generale del NIdIL Cgil Padova che già conoscevano attraverso una campagna di volantinaggi nei luoghi di riunione dei rider che NidiL Cgil Padova organizza da circa due anni. Nel corso della domenica, con il supporto della NidiL Cgil, sono stati eletti dei rappresentanti e definite le rivendicazioni.

Il giorno dopo, lunedì 30 settembre, è stato il giorno decisivo. “Questi lavoratori – dice Mirko Romanato – hanno dimostrato che se c’è unità e determinazione anche un colosso come Glovo deve scendere dal proprio piedistallo e trattare. Perché quello che è avvenuto è che i rider, oltre un centinaio che lavorano per la piattaforma a Padova, l’hanno letteralmente bloccata, semplicemente rifiutandosi di fare le consegne se Glovo non fosse scesa a patti. Ed è esattamente quello che è successo: ieri mattina, Glovo mi ha contattato e hanno fatto sapere che dei loro dirigenti erano partiti da Milano per venire a trattare. E così, dopo l’ora di pranzo, io con alcuni lavoratori eletti in rappresentanza di tutti i rider coinvolti nella protesta, abbiamo iniziato la trattativa”.

“Una trattativa per niente semplice – prosegue Mirko Romanato – che all’inizio stava già per naufragare viste le proposte irricevibili messe sul tavolo dai dirigenti di Glovo. Credo che sia stato a quel punto che Glovo si sia resa conto che i lavoratori erano assolutamente determinati a proseguire con lo sciopero anche per una settimana di fila se non avessero ottenuto dei risultati significativi. Ci hanno richiamato e siamo tornati al tavolo”.

“Al termine del pomeriggio – spiega il Segretario Generale del NIdIL Cgil Padova – abbiamo finalmente raggiunto un’intesa suggellata da una firma: le richieste dei lavoratori sono state quasi tutte accettate e lo sciopero, alle 19.00, è stato interrotto e tutti hanno ripreso il lavoro. In primis, abbiamo ottenuto l’aumento della paga base per ogni singolo ordine: da 3 a 3,3 euro lordi, più maggiorazioni e un rimborso chilometrico di 37 centesimi per tragitti brevi e di 60 centesimi sopra i 6 chilometri. Poi, è stato raggiunto un accordo riguardo alla questione delle attese nei locali per le consegne. Molto spesso, accade che i rider devono attendere 20/30 minuti che per loro è un’eternità. Su questo Glovo si è impegnata a fare pressione sui locali (i tempi di attesa non dovranno superare i 9 minuti) e a prevedere un loro monitoraggio, tramite anche le segnalazioni degli stessi lavoratori. Poi è stato finalmente introdotta, o meglio: resa operativa, l’indennità in caso di pioggia, un bonus fino ad ora esistente che si basa sulle previsioni meteo che di fatto non trovava applicazione. Ora, dopo un aggiornamento tecnico della piattaforma informatica sarà realmente operativo. Insomma i lavoratori alla fine sono stati soddisfatti e una volta che davanti ai loro occhi sono stati aggiornati i nuovi valori sulla piattaforma, hanno ripreso a lavorare”.

“Si è trattato – conclude Mirko Romanato – indubbiamente di una vittoria frutto dell’unità e determinazione dei lavoratori. E il risultato raggiunto ha una rilevanza nazionale: i rider hanno dimostrato che se sono uniti, disposti a combattere per i loro diritti e a dimostrarsi compatti nelle loro richieste, non c’è piattaforma che tenga. Una lezione che sarà bene tenere a mente e che costituisce un precedente significativo nella strada dei diritti e delle tutele per questi lavoratori, non solo a Padova ma nell’intero territorio nazionale. Ma soprattutto quanto successo è solo un inizio. La lotta per il miglioramento delle condizioni di questi lavoratori è ancora lunga e la nostra intenzione è di stare al loro fianco per percorrerla tutta”.

Il servizio di Telenordest sulla protesta dei Rider contro la piattaforma Glovo

 

 

Lavoro in somministrazione, interrotto il tavolo per il rinnovo del contratto: 67.375 lavoratori veneti senza risposte

Oggi, lunedì 11 dicembre, si è svolto presso la Cgil di Venezia il primo attivo unitario interregionale (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino e Alto Adige) delle lavoratrici e dei lavoratori in somministrazione, con l’obiettivo di discutere del mancato rinnovo del contratto e delle prossime azioni da intraprendere.

L’interruzione della trattativa per il rinnovo del Contratto Nazionale del lavoro in somministrazione, decisa unilateralmente da Assolavoro, colpisce di fatto quasi 70.000 lavoratrici e lavoratori in Veneto (oltre 500.000 persone su tutto il territorio nazionale).

Dopo 16 mesi di incontri, confronti e approfondimenti, l’associazione datoriale ha bloccato le trattative dimostrando la totale mancanza di volontà nel risolvere alcuni nodi cruciali evidenziati dalla piattaforma proposta dalle tre sigle sindacali.

“Chiediamo di ripartire con la trattiva per vedere tutelate le lavoratrici e i lavoratori in somministrazione, sempre più presenti nel mercato del lavoro – spiega Rossana Careddu, Coordinatrice Nidl Cgil Veneto. Un mercato del lavoro parcellizzato, precario e frammentato che ha sempre più bisogno di tutele. Questo attivo di delegate e delegati precede quello che sarà un percorso assembleare che si snoderà nel mese di gennaio all’interno di tutte le realtà aziendali presenti nelle tre regioni, e che porterà a un attivo nazionale che si svolgerà a fine gennaio a Roma. Se la trattativa non si sbloccherà non escludiamo nessuno strumento di lotta, compreso lo sciopero”.

“Questa mattina abbiamo avuto l’occasione di ribadire che va data maggior importanza e più riconoscimento e tutele a chi lavora in somministrazione, cioè a chi lavora con le Agenzie per il lavoro – interviene Giovanni Battista Possamai, Segretario generale Felsa Cisl Veneto - Parliamo di lavoratori che sono presenti in molte aziende del triveneto, soprattutto quelle principali e di particolare valore, compresa la pubblica amministrazione. Non è più accettabile che nel 2023 manchino tutele di base come per esempio maternità, malattia o infortunio: deve essere garantita la parità di trattamento rispetto a chi è assunto direttamente dall’azienda”.

“Tra le proposte che abbiamo portato al tavolo di trattativa ci sono l’aumento dell’indennità di disponibilità e l’introduzione dello scatto per anzianità di lavoro, che non viene riconosciuto ai lavoratori in  somministrazione – spiega Maria Iorfida, Segretaria generale Uil Temp Veneto - Come non viene rispettato mai il preavviso di 5 giorni per la proroga: i lavoratori vengono avvertiti solo l’ultimo giorno di lavoro se resteranno oppure no. Tutte proposte che non sono state prese in considerazione a causa dell’interruzione del tavolo delle trattative. Faremo in modo che tutti uniti si possa andare avanti e far sì che le richieste vengano accolte”.

Dati lavoro in somministrazione:

Veneto: 67.375 occupati con contratti in somministrazione (dati Veneto lavoro relativi al secondo trimestre del 2023)

Province venete (dati Veneto lavoro relativi al secondo trimestre del 2023)

Venezia 16045

Belluno 2675

Padova 10160

Rovigo 1285

Treviso 12415

Vicenza 12545

Verona 12250

Friuli Venezia Giulia: 19.584 (dati Inail relativi al terzo trimestre 2022)

Trentino e Alto Adige: 6615 (dati Inail relativi al terzo trimestre 2022)

Il servizio di Antenna 3 sul primo attivo interregionale (Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino Alto Adige) dei lavoratori in somministrazione 

La Cgil a fianco dei Riders: apre uno sportello a loro dedicato al Portello, presso il circolo Blow Up di via Coletti 2

  • Allega:
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova

NIdiL Cgil Padova e Filt Cgil Padova: “Da giovedì 27 aprile, sarà attivato uno sportello del sindacato presso il circolo Blow Up in Via Coletti 2 (nel Centro “Maria Zonta” al Portello) a supporto dei Riders”

Era una delle destinazioni d’uso pensate già quando, qualche anno fa, si era iniziato a ragionare sul progetto della Cgil di Padova al Portello, attorno al centro “Maria Zonta”, destinato anche ad ospitare le associazioni del quartiere, tra cui il circolo Blow Up, e dare uno spazio ad una particolare categoria di lavoratori che ogni giorno e notte sono chiamati a svolgere un servizio sempre più essenziale e richiesto dalla collettività. Stiamo parlando dei Riders, molto numerosi in città e in particolare anche al Portello, per i quali, da giovedì 27 aprile – e per tutti i giovedì che seguiranno – verrà attivato uno sportello, nato dalla collaborazione tra le categorie NidiL e Filt della Cgil di Padova, aperto dalle 17.00 alle 19.00, dove potranno trovare un valido supporto e tutta l’assistenza necessaria nella conoscenza dei propri diritti e tutele.

“Nei confronti dei Riders – dice Mirko Romanato, Segretario Generale del NIdiL Cgil Padova – siamo impegnati su due fronti: sia come supporto alle lavoratrici e lavoratori a cui vengono applicate varie tipologie di lavoro autonomo attraverso un’azione di consulenza e di rivendicazione tramite la tutela individuale e collettiva, sia conducendo una battaglia per l’estensione a tutti i Riders del CCNL firmato da Just-Eat, nel 2021, e Mymenu, nel 2022, con Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti. Con l’apertura di questo sportello, in una zona facilmente raggiungibile e dove è presente un alto numero di lavoratori del settore, forniamo concretamente una prova di quel che intendiamo come azione di consulenza. Qui i Riders, oltre a poter chiedere aiuto per la loro situazione lavorativa, in totale sicurezza e anonimato, potranno anche riposarsi e consumare qualcosa di caldo o fresco secondo necessità. Già prevista, più avanti, anche l’installazione di una piccola ciclofficina dove poter eseguire piccole riparazioni ai propri mezzi”.

“Anche la nostra categoria – aggiunge Daniel Perta della Filt Cgil Padova – ha voluto essere partecipe a questo progetto perché i Riders, in termini di diritti e tutela, rappresentano davvero una frontiera ancora da conquistare per il nostro mondo sindacale. Resta un dato: sono state sempre più frequenti le sentenze che hanno riconosciuto la subordinazione di questi lavoratori. Non sono quindi da considerare autonomi, ma, di fatto, dipendenti e come tali devono dunque poter godere di tutte le tutele previste. Gli accordi con Just Eat e Mymenu, sottoscritti a livello nazionale dalla Filt Cgil, prevedono l’applicazione per loro del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, regolamentando quindi la figura del Rider come lavoratore subordinato. Si tratta di una vera e propria svolta rispetto allo sfruttamento e alla cancellazione sistematica della dignità dei lavoratori di questo settore e diretta invece verso la loro valorizzazione, a mettere in luce sia l’essenzialità che la quotidianità dell’opera che svolgono, sempre più importante per l’economia complessiva del Paese”.

Operazione nazionale contro il caporalato digitale anche a Padova

Nella serata di venerdì 24 marzo 2023 sono stati effettuati controlli in tutta Italia ad opera del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro, finalizzati a verificare il rispetto degli obblighi di legge da parte delle piattaforme di food delivery e le eventuali forme di sfruttamento lavorativo nei confronti dei rider.

Questo perché si sono già registrati in Italia casi di caporalato digitale, una nuova forma di sfruttamento che coinvolge proprio i lavoratori rider, realizzato attraverso cessioni di account per accedere alle piattaforme di food delivery dietro la corresponsione al titolare dell'account di una quota percentuale del guadagno giornaliero del lavoratore che effettua materialmente la consegna.

Gli account, registrati sulle piattaforme anche (e spesso) tramite l’utilizzo di documenti falsi, sarebbero gestiti da un “caporale” che poi cede ad altri rider gli accessi in modo che questi materialmente eseguano la prestazione lavorativa della consegna, previa trattenuta di una quota del guadagno giornaliero (dal 20 al 50 per cento) operata dallo stesso caporale, con conseguenti ingenti profitti per quest’ultimo.

L’operazione di ieri ha verificato la presenza del fenomeno sull'intero territorio nazionale concentrato soprattutto nel centro-Nord Italia ed interessante esclusivamente lavoratori stranieri: è emerso che l'11% dei rider stranieri lavorano in cessione di account. L'operazione ha interessato 823 lavoratori stranieri in tutta Italia e portato all'accertamento di 23 prestazioni lavorative fornite da persone con permesso di soggiorno irregolare.

Anche Padova è stata coinvolta nell’operazione e per questo i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, unitamente alla Polizia Locale, hanno effettuato controlli dei riders che operano in città. Le forze dell’ordine hanno dichiarato che al momento nessuna irregolarità è stata riscontrata e che i controlli proseguiranno nei prossimi giorni.

“Come Nidil territoriale siamo a conoscenza di questo fenomeno che coinvolge i lavoratori di questo settore, che già sono noti per la mancanza di tutele e di retribuzioni adeguate. Il caporalato prolifera dove c’è iniquità, dove c’è sfruttamento e lavoro sommerso, favorito anche dalle norme che costringono all'illegalità una parte dei cittadini stranieri presenti in Italia.. Per questi motivi noi chiediamo una regolamentazione di questo tipo di lavoratori, soprattutto perché il rapporto di lavoro attraverso l’app sia per quanto riguarda i diritti che i doveri dei lavoratori è iniquo. In un’epoca si tenta di far ripartire rapporti di lavoro che sono basati sulle relazioni uno a uno fra dipendente e azienda, senza la definizione di confini e di regole che invece sono alla base di uno stato di diritto.” Ha dichiarato oggi Mirko Romanato, segretario generale del Nidil di Padova.

Rischio climatico e tutela della salute dei Rider: due sentenze rivoluzionarie del Tribunale di Palermo

Con due innovative ordinanze adottate rispettivamente il 3 e il 18 agosto, il Tribunale di Palermo, nell’accogliere i ricorsi cautelari promossi quest’estate da Nidil, Filcams e Filt Cgil, ha sancito il principio che l’attività lavorativa dei rider nella fase acuta della bolla di calore che ha interessato l’Italia imponeva per le aziende del food delivery l’adozione di specifiche misure a tutela della salute. Le due aziende del settore convenute nei giudizi si erano infatti del tutto disinteressate delle possibili conseguenze sulla salute derivanti dallo svolgimento di attività di consegna da parte dei ciclofattorini nelle ore calde della giornata. Una azienda, infatti, si era semplicemente limitata a “consigliare” di bere frequentemente mentre l’altra non aveva in alcun modo considerato il contesto climatico nel quale operavano i propri fattorini omettendo di valutare i rischi connessi. Il Tribunale ha invece ritenuto che la caratteristica del lavoro dei rider, esposti all’azione dei raggi solari e sottoposti a stress fisici, imponga in capo alle aziende il rispetto di specifici obblighi di analisi, informazione e prevenzione nonchè di consegna di dispositivi atti a proteggere i lavoratori dai possibili shock termici. Gli obblighi discendono direttamente dall’applicazione del d.lgs 81/2008 e dalla norma generale del sistema di prevenzione dei rischi lavorativi rappresentata dall’art. 2087 c.c.. Tali disposizioni sono state ritenute di diretta integrale applicazione al rapporto di lavoro dei rider non rilevando la qualificazione autonoma o subordinata del tipo contrattuale. Si segnala la novità e l’importanza dell’ordinanza del 18 agosto 2022 che ha imposto alla società di effettuare ex art. 17 e 28 d.lgs 81/2008 una specifica valutazione del rischio da esposizione ad ondate di calore e delle conseguenti misure necessarie per la tutela dell’incolumità dei rider. Con tale condanna il Tribunale palermitano non solo ha accertato l’inadeguatezza del documento di valutazione dei rischi ma ha ordinato alla società di provvedere alla sua immediata integrazione. L’omessa valutazione del rischio climatico, rilevante e specifico per il tipo di lavorazione alla quale è assegnato il lavoratore, espone l’azienda a conseguenze risarcitorie e può configurare, in una lettura sostanzialistica, anche una violazione del divieto di stipulare forme contrattuali di lavoro flessibile. I provvedimenti si segnalano per la loro importanza che trascende il rapporto di lavoro dei rider. I principi affermati assumono una significativa rilevanza per tutti i lavoratori sia subordinati che etero organizzati impiegati in qualunque settore merceologico. I Giudici Palermitani hanno infatti respinto l’interpretazione restrittiva del d.lgs 81/08 e ritengono che l’intero complesso normativo trovi applicazione anche ai rapporti di lavoro etero organizzati riconducibili all’art. 2 del d.lgs 81/15. La conseguenza che ne deriva è di estremo rilievo in quanto qualunque datore di lavoro sarà tenuto per il rischio climatico a prevedere, analizzare e organizzare un sistema di protezione adeguato per tutti i lavoratori assicurando al contempo una formazione e informazione con costi a integrale carico dell’azienda, tenuta, in ogni caso, ad adottare strumenti di prevenzione adeguati. La prospettiva che apre una tale interpretazione estensiva consente anche di ipotizzare il diritto a costituire una rappresentanza sulla sicurezza anche per i lavoratori etero organizzati. I provvedimenti che hanno imposto la consegna ai rider di una borraccia termica con una adeguata provvista di acqua, sali minerali e salviette rinfrescanti si segnalano, inoltre, per avere inequivocabilmente affermato che il fattore climatico costituisce un rischio lavorativo specifico di cui il datore di lavoro deve ormai tenere conto. Il clima diviene, quindi, un elemento di rischio lavorativo che deve essere adeguatamente considerato nell’organizzazione produttiva, attraverso l’introduzione di ritmi di lavoro compatibili, condizioni di impiego consone all’ambiente nel quale il prestatore è tenuto a rendere la propria attività e dotando i lavoratori di idonei mezzi di protezione. L’esposizione prolungata ai raggi solari costituisce, infatti, sulla base di recenti studi elaboratori dall’INAIL (Worklimate, INAIL, 2022), un fattore di rischio rilevante che può determinare gravi conseguenze per la salute dei lavoratori che impone al datore di lavoro di designare una persona che sovrintenda al piano di sorveglianza per la prevenzione degli effetti dello stress da calore. Il fattore climatico diviene, quindi, un elemento fondamentale nel sistema di tutela della salute dei lavoratori che impone a tutte le aziende di adottare adeguate misure di prevenzione non solo in settori tradizionali (agricoltura, edilizia) ma anche nelle nuove forme di lavoro che si delineano (smart working, gig economy ecc.) senza alcuna distinzione tra tipologie contrattuali.

Avv.ti Carlo de Marchis Gómez - Maria Matilde Bidetti