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Agrex: lavoratori, clienti e fornitori uniti nelle richieste di chiarezza

Anche oggi i lavoratori e le lavoratrici della Agrex di Villafranca Padovana hanno portato avanti la loro lotta fuori dai cancelli dell’azienda con il loro sciopero che dura quasi da una settimana. Nella giornata odierna nessuno della proprietà si è presentato in azienda quindi, vista la situazione, lunedì mattina sarà depositata l’ingiunzione di pagamento preparata dalla RSU insieme ai funzionari della Fiom di Padova.

Mentre la proprietà continua ad ignorare la complessità della situazione sono arrivati ai cancelli della fabbrica sia un fornitore, preoccupato di non ricevere i compensi patuiti, sia un cliente russo interessato a capire se mai riuscirà a ricevere i prodotti ordinati. Entrambi gli uomini hanno portato la loro solidarietà e viveri ai lavoratori e alle lavoratrici in sciopero e hanno chiesto informazioni sul futuro dell’azienda, notizie che la proprietà non ha fornito né dal vivo né via telefono. 

I lavoratori e le lavoratrici si alterneranno anche durante le festività natalizie per garantire la sicurezza dello stabilimento e la salvaguardia di ciò che esso contiene.

 

Fiom Cgil Padova

20.12.2019

Agrex: continua lo sciopero dei 40 dipendenti senza salario

Continua lo sciopero con presidio davanti all’azienda dei lavoratori della Agrex di Villafranca Padovana che non hanno visto accreditati gli stipendi di novembre e che non sanno ancora se e quanto avranno la tredicesima. I 40 dipendenti sono nuovamente in sciopero dopo che, anche a novembre, c’erano stati ritardi nell’accredito degli stipendi di ottobre che avevano portato i lavoratori a scioperare per qualche giornata. Fortunatamente allora le retribuzioni arrivarono dopo pochi giorni di attesa. Oltre queste difficoltà i lavoratori lamentano l’inesistenza di un piano industriale strutturato e l’incapacità operativa e gestionale a causa delle quali mancano le materie prime per finire le macchine agricole da consegnare ai clienti.

“Siamo fortemente preoccupati per quello che può accadere ai beni aziendali perché in questo momento c’è un problema societario non chiarito e non ben definito. Come Fiom, unitamente ai lavoratori e alla Rsu, abbiamo deciso di entrare in sciopero e mantenere un presidio davanti alla fabbrica e di fare tutto ciò che sarà necessario per salvare i posti di lavoro, anche portare avanti azioni di natura legale per recuperare il salario.” Ha dichiarato Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova.

Agrex: continua lo sciopero dei 40 dipendenti senza salario

Continua lo sciopero con presidio davanti all’azienda dei lavoratori della Agrex di Villafranca Padovana che non hanno visto accreditati gli stipendi di novembre e che non sanno ancora se e quanto avranno la tredicesima. I 40 dipendenti sono nuovamente in sciopero dopo che, anche a novembre, c’erano stati ritardi nell’accredito degli stipendi di ottobre che avevano portato i lavoratori a scioperare per qualche giornata. Fortunatamente allora le retribuzioni arrivarono dopo pochi giorni di attesa. Oltre queste difficoltà i lavoratori lamentano l’inesistenza di un piano industriale strutturato e l’incapacità operativa e gestionale a causa delle quali mancano le materie prime per finire le macchine agricole da consegnare ai clienti.

“Siamo fortemente preoccupati per quello che può accadere ai beni aziendali perché in questo momento c’è un problema societario non chiarito e non ben definito. Come Fiom, unitamente ai lavoratori e alla Rsu, abbiamo deciso di entrare in sciopero e mantenere un presidio davanti alla fabbrica e di fare tutto ciò che sarà necessario per salvare i posti di lavoro, anche portare avanti azioni di natura legale per recuperare il salario.” Ha dichiarato Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova.

Maus: sospeso lo sciopero in vista del nuovo tavolo in Regione fissato per il 23 dicembre

Durante il lunghissimo e non semplice incontro di ieri in Regione che ha occupato le parti dalle 11.30 fino al tardo pomeriggio l'azienda ha dato tiepidi segnali di apertura. Per poter arrivare ad una decisione che possa tener conto delle varie problematiche e per approfondire l’analisi della situazione l'incontro è stato aggiornato al 23 dicembre per permettere che le parti, durante questa settimana, possano verificare la possibilità di uscite volontarie.

I lavoratori si sono riuniti stamattina in assemblea e hanno approvato all'unanimità il percorso condiviso ieri in Regione essendo un’opzione che potrebbe favorire un accordo e hanno deciso di sospendere temporaneamente le iniziative di sciopero, confermando però lo stato di agitazione fino al 23 di dicembre. 

“Come organizzazioni sindacali possiamo riportare che i lavoratori auspicano un accordo, che può essere una risposta alle reali intenzioni dell'azienda in riferimento alle prospettive future e i lavoratori ne sono la parte fondamentale. Un accordo potrebbe essere il segnale che getta le basi per affrontare le imminenti sfide che Maus dovrà affrontare per la tenuta, che diventano ancor più importanti in un’ottica di rilancio!” hanno dichiarato i funzionari della Fiom e della Fim che seguono la vertenza.

 

Fiom Padova

Fim Padova

17 dicembre 2019

ANALISI DELLE IMPRESE VENETE 2015-2018, UNA RICERCA DELLA FONDAZIONI SABATTINI E DELLA FIOM DEL VENETO

Questa analisi è una ricerca effettuata dal Fondazione Sabattini fortemente voluta dalla Fiom del Veneto e che è partita per l’area di Milano e per il Veneto prima di espandersi in tutto il resto d’Italia.

Obbiettivo della ricerca è stato analizzare l'andamento dei salari e degli utili nelle imprese metalmeccaniche del Veneto con numero di dipendenti pari o superiore a 50 ed è stato realizzato uno studio dei bilanci aziendali di imprese “attive" e con tutte le forme giuridiche possibili. L'andamento delle principali variabili è stato analizzato dal punto di vista del loro andamento nel tempo e del loro rapporto con il valore aggiunto.

Per effettuare questa analisi sono stati analizzati i bilanci aziendali di tutte le imprese italiane dal 2009 al 2018 aggregandoli per settori le aziende e altre variabili utili a comprenderne l’andamento generale. L’andamento delle variabili è stato visto da due punti di vista: l’andamento nel corso del tempo per vedere come sono cambiate.

Nonostante l’analisi generale parli dell’arco di tempo che va dal 2010-2018 (in cui non si può non ricordare il 2013, anno della seconda crisi) ci si è concentrati sull’arco temporale che va dal 2015 al 2018, un periodo in cui è stato possibile osservare i cambiamenti che si sono registrati a cavallo del contratto nazionale del 2016, l’anno precedente e i tre anni successivi.

Era necessario capire se le imprese venete avessero generato ricchezza in questi 4 anni e dove questa ricchezza fosse andata. 

I settori convolti sono quelli delle attività metallurgiche, la fabbricazione di prodotti in metalli (esclusi macchinari e attrezzature), la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, la fabbricazione di apparecchiature elettriche, la fabbricazione di macchinari e apparecchiature nca, la fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi, la fabbricazione di altri mezzi di trasporto, la riparazione e installazione di macchine e apparecchiature.

Le variabili considerate sono state: il totale valore della produzione, il valore aggiunto (che in un bilancio che si calcola facendo la differenza fra il valore della produzione e i costi intermedi), il totale dei costi del personale, i salari e gli stipendi, gli ammortamenti materiali e immateriali, il totale dei proventi e gli oneri finanziari, tale svalutazioni, il totale proventi/oneri straordinari, il risultato prima delle imposte,  il totale delle imposte sul reddito correnti, differite e anticipate, l’utile/perdita di esercizio.

Dall’analisi è stato evidenziato in maniera palese che le imprese venete sono in grado di generare ricchezza e che dal 2010 al 2018 gli utili sono cresciuti del 100% mentre i salari sono cresciuti solo del 37%.

Passando ad analizzare il periodo 2015/18 mentre la crescita degli utili è stata di quasi il 40%, quella dei salari è stata di poco più del 5% e di conseguenza è cambiata l’incidenza sia degli utili che dei salari del valore aggiunto cioè sulla ricchezza generata dalle aziende.

Per quanto riguarda le quote sul valore aggiunto mentre gli utili sono aumentati di oltre 4 punti percentuali, i salari sono calati di 1,20 punti percentuali, evidenziando in questo modo quanto ci sia stata una redistribuzione impari della ricchezza prodotta. Si può notare quanto questa ricchezza non si astata neppure utilizzata per investimenti ma sia stata prevalentemente assorbita dagli utili.

Uno studio di questo tipo è necessario per avere gli strumenti necessari per ribattere alle affermazioni di Federmeccanica che continua a lamentare una mancata crescita e una diminuzione dei guadagni mentre i dati dimostrano l’esatto contrario. 

Antonio Silvestri a proposito di questa ricerca ha dichiarato: “Con l’indagine presentata oggi si evince una realtà che i lavoratori conoscono bene e che hanno provato sulla loro pelle: la crisi l’hanno pagata interamente loro. Mentre i salari restavano fermi al palo, gli utili d’impresa crescevano… Il report ha evidenziato un modello di sviluppo, quello veneto, basato sul basso salario, sugli scarsi investimenti. Insomma il profitto è l’unico riferimento e viene ricercato perseguendo la via bassa della competitività, basata sullo sfruttamento e sulla precarietà. Contro la mancata redistribuzione del reddito, contro la continua rincorsa da parte delle aziende alla precarietà. Il contratto nazionale, deve tornare ad essere strumento principe di regolazione e di mediazione del mercato.”

Maus: fissato per lunedì 16 dicembre il prossimo incontro in Regione Nonostante il freddo, la pioggia e la neve continua lo sciopero con presidio fuori dalla fabbrica dei lavoratori e delle lavoratrici della Maus di Campodarsego. Però un nuovo spiraglio

Nonostante il freddo, la pioggia e la neve continua lo sciopero con presidio fuori dalla fabbrica dei lavoratori e delle lavoratrici della Maus di Campodarsego. Però un nuovo spiraglio si è aperto durante la giornata di ieri: è arrivata la convocazione presso l’Unità di Crisi di Veneto lavoro per lunedì 16 alle ore 11.30.

Maus è un ramo della Carraro Spa di Campodarsego, ceduto nel 2013, anno in cui vennero realizzati 22 milioni di fatturato. Fatturato che negli ultimi 2 anni è sceso a 15 milioni con un indebitamento tale che ha portato ad arrivare al Concordato, poi omologato a luglio 2019, con la presentazione di un piano che non ha più aderenza con la realtà dei fatti, visto soprattutto l'ulteriore calo di commesse. In questa situazione generale l’unico dato che pare chiaro è che l'investitore Giorgio Rossi Cairo ha incaricato l'attuale A.D. Roberto Clamar a risanare l’azienda, ma per quest’operazione l’unica azione certa effettuata finora è stata quella di presentare il conto ai lavoratori e alle lavoratrici.

13.12.2019

Maus: fissato per lunedì 16 dicembre il prossimo incontro in Regione

Maus è un ramo della Carraro Spa di Campodarsego, ceduto nel 2013, anno in cui vennero realizzati 22 milioni di fatturato. Fatturato che negli ultimi 2 anni è sceso a 15 milioni con un indebitamento tale che ha portato ad arrivare al Concordato, poi omologato a luglio 2019, con la presentazione di un piano che non ha più aderenza con la realtà dei fatti, visto soprattutto l'ulteriore calo di commesse. In questa situazione generale l’unico dato che pare chiaro è che l'investitore Giorgio Rossi Cairo ha incaricato l'attuale A.D. Roberto Clamar a risanare l’azienda, ma per quest’operazione l’unica azione certa effettuata finora è stata quella di presentare il conto ai lavoratori e alle lavoratrici.

FIOM PADOVA

FIM PADOVA

Maus: dopo il fallimento dell’incontro in Regione prosegue lo sciopero ad oltranza

Lunedì 9 dicembre, dopo 5 ore di discussione si è chiusa con un nulla di fatto l’incontro di ieri presso l’unità di crisi della Direzione Lavoro della Regione Veneto. L'incontro è iniziato alle 9:30 e terminato alle 14:30, ma la mattinata di trattativa serrata non è bastata a trovare un accordo. Da una parte l’amministratore delegato della Maus ha aperto una procedura di riduzione del personale per 14 dipendenti, dall'altra le OO.SS. hanno chiesto di chiarire le reali prospettive dell'azienda e hanno proposto la CIGS come misura alternativa ai licenziamenti. Dopo il difficilissimo confronto l’azienda si è resa disponibile esclusivamente a ridurre il numero degli esuberi da 14 a 10, seguendo i criteri di legge e senza alcuna disponibilità alla Cassa integrazione. L'azienda non è stata disponibile a ripristinare i trattamenti aggiuntivi delle trasferte, ore viaggio e straordinario previsto dall'ultimo integrativo aziendale.

Ieri in assemblea si è tenuto un confronto aperto fra le organizzazioni sindacali, RSU e lavoratori dove si è deciso di continuare lo sciopero ad oltranza. Per le OO.SS. è decisivo un chiarimento rispetto alle prospettive future perché c’è la necessità di affrontare le difficoltà con i lavoratori e non senza un confronto con i lavoratori e di arrivare ad attivare la CIGS.

“Continuare a comportarsi come se l’azienda stesse in piedi da sola è un grande errore, l’A.D. si deve rendere conto che la Maus si regge principalmente sulle persone che lavorano ed è pura follia non tenerne conto. È necessario ripensare e rimodulare il rapporto fra le parti e che si tenga finalmente conto delle competenze e della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici della Maus che meritano rispetto e considerazione. Non è più procrastinabile un chiarimento sulle intenzioni a lungo termine: sono intenzionati soltanto a salvare l'azienda dal fallimento o la vogliono davvero rilanciare? Aspettiamo il prossimo incontro in regione per avere le dovute delucidazioni!” hanno dichiarato i funzionari della Fiom e della Fim impegnati in questa vertenza.

FIOM CGIL PADOVA

FIM CISL PADOVA

11/12/2019