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Ancora tensioni alla Casa di Cura di Abano Terme: Cgil Cisl e Uil accusano la proprietà di condotta antisindacale

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sulla denuncia di Cgil Cisl e Uil

Cgil Cisl e Uil: “Staccati striscioni e volantini e sottratte le bandiere sindacali attestanti lo stato di agitazione alla Casa di Cura: se la Direzione spera di intimidirci così, ha decisamente fatto male i propri calcoli”

“Incontreremo i nostri legali per un’attenta valutazione di una diffida formale per condotta antisindacale ma nel frattempo avvisiamo che abbiamo già chiesto un incontro al Direttore Generale dell’Ulss 6 in cui lo informeremo di tutto quel che sta accadendo alla Casa di Cura di Abano”

Non si placano e anzi si intensificano le tensioni tra le Segreterie Territoriali di Cgil Cisl e Uil e la Direzione della Casa di Cura di Abano Terme dopo l’entrata in stato di agitazione del personale a causa del mancato pagamento della produttività 2021 e il non rispetto degli accordi sindacali per l'erogazione delle spettanze.

“Denunciamo – dicono Alessandra Stivali di FP Cgil Padova, Alessandro Piovan di Cisl Fp Padova e Rovigo e Michele Magrini di Uil Fpl Padova – l’ennesima intimidazione da parte della Direzione della Casa di Cura di Abano Terme dopo che, fallito il tentativo di conciliazione in Prefettura a cui i dirigenti della struttura sanitaria neanche si erano presentati, è stato proclamato lo stato di agitazione del personale. Come tutti sanno e come è stato ampiamente sancito da numerose sentenze della Corte di Cassazione, quando viene proclamato uno stato di agitazione, i sindacati hanno tutto il diritto di darne testimonianza attraverso l’esposizione di bandiere e quant’altro. Farle sparire configura il reato di appropriazione indebita ma pare che i dirigenti del Policlinico questo non lo sappiamo tanto che uno di loro lo ha proprio minacciato verbalmente. Ed è già due volte che succede”.

“Quindi – rincarano i tre sindacalisti – non solo la Direzione della Casa di Cura di Abano, in spregio a qualsiasi forma di galateo istituzionale, si rifiuta di partecipare ai tentativi di conciliazione in Prefettura e si sottrae, da quasi un anno, ad un confronto per discutere dei problemi sul tappeto, in primis il mancato versamento del premio di produttività 2021 (1200/1300 euro a dipendente, 600 euro per gli Oss), infrangendo così i patti precedentemente sottoscritti. Non soddisfatta, ora si segnala anche per un comportamento che, secondo noi, rientra nelle fattispecie considerate dall’art 28 dello Statuto dei Lavoratori riguardante le condotte antisindacali. È proprio quello che appureremo con i nostri legali al più presto”.

“Ce n’è abbastanza – concludono Stivali, Piovan e Magrini – per chiedere un incontro al Direttore Generale dell’Ulss 6 per informarlo di quanto sta succedendo al Policlinico di Abano. Riteniamo sia doveroso e giusto, in quanto responsabile di un Ente Statale a cui la Casa di Cura è convenzionata, spiegargli il clima di forte pressione che stanno subendo le lavoratrici e i lavoratori e raccontargli di come la Direzione della struttura, negando ogni tipo di confronto ed agendo unilateralmente, stia rendendo impossibile ogni ipotesi di risoluzione pacifica della vertenza in atto. Una situazione che crea forte stress tra i dipendenti (non a caso sono tanti quelli che, nell’ultimo anno, se ne sono andati verso altre strutture sanitarie) che inevitabilmente si ripercuote sull’utenza, vale a dire le cittadine e i cittadini, soprattutto della Bassa padovana, che hanno necessità delle cure e prestazioni della struttura sanitaria della città termale”.

Raggiunto il primo contratto integrativo per il gruppo Carraro

Lo scorso 20 settembre 2022 presso la sede di Assindustria Veneto Centro è stata raggiunta l’ipotesi di accordo per il primo contratto integrativo di secondo livello fra il Coordinamento Nazionale delle RSU di FIM FIOM e UILM e la direzione del Gruppo Carraro di Campodarsego. Il Gruppo Carraro è una multinazionale con 7 stabilimenti in tutto il mondo e 3.579 dipendenti, fondata nel 1932, produce sistemi complessi di trasmissione per trattori e veicoli off-highway ed è partner di riferimento per i più importanti costruttori di macchine agricole e movimento terra.

L’ipotesi è stata presentata alle lavoratrici e ai lavoratori nelle assemblee in tutti gli stabilimenti italiani e successivamente votata con voto segreto. L’ipotesi è stata approvata a larghissima maggioranza in tutti gli stabilimenti: Campodarsego (PD), Rovigo, Maniago (PN), Poggiofiorito (CH). Il voto ha visto la partecipazione di 757 dipendenti che si sono espressi con 698 voti a favore, 53 contrari e 6 schede bianche/nulle. La consultazione ha coinvolto la maggioranza dei 1465 dipendenti di gruppo a cui si applica l’intesa che è stata raggiunta dopo un anno di trattativa.

“Fim Fiom e Uilm e il Coordinamento nazionale dele RSU esprimono soddisfazione per il raggiungimento dell’intesa e per la valutazione espressa dai lavoratori, a maggior ragione viste le difficoltà incontrate nello sviluppo del negoziato fino alla proclamazione dello sciopero di tutti gli stabilimenti italiani che si è reso necessario per poter portare a termine la trattativa e che ha visto una straordinaria partecipazione di operai/e ed impiegati/e di tutto il gruppo. Tale intesa, tra l’altro, oltre ad affrontare problemi importanti per le lavoratrici e i lavoratori sancisce che si può contrattare per ottenere salario fisso e certo in azienda. Le parti con questo accordo scommettono su nuove relazioni sindacali nel gruppo. Dove il sindacato è libero, presente ed organizzato i lavoratori contano, possono partecipare e decidere: è questa la vera democrazia, fondamentale per tutti noi.” hanno dichiarato FIM, FIOM e UILM.

Il primo contratto integrativo di secondo livello per gli stabilimenti italiani del gruppo Carraro tocca diversi punti. Elenchiamo di seguito i principali.

Per quanto riguarda le relazioni sindacali sono stati fissati incontri semestrali di coordinamento, per la presentazione del piano industriale e gli stati di avanzamento dello stesso, per la situazione finanziaria ed economica, per la verifica periodica sull’andamento del PDR, i livelli e le prospettive occupazionali. L’Inquadramento e la formazione professionale verranno affrontate tra le parti in sede di stabilimento. Soprattutto poi viene riconosciuto il Coordinamento Nazionale come soggetto di rappresentanza delle RSU e dei lavoratori dandone tutte le agibilità del caso ed in particolar modo alla RSU di Poggio Fiorito più lontana dalla sede di gruppo.

Per le tematiche legate all’ambiente, alla sicurezza e al lavoro c’è l’impegno a perseguire e mantenere la certificazione ISO 45001. Vengono definite le procedure per la rilevazione “quasi infortuni” con pieno coinvolgimento dei RLS, l’istituzione di break formativi di 15/20 minuti per la formazione dei lavoratori e delle lavoratrici. Ci sarà la condivisione con i vari RLS della valutazione della gestione dei rischi in ogni sito e sarà prevista una procedura di accoglienza condivisa e con la presenza degli RLS per i lavoratori neoassunti, si terrà massima attenzione nei confronti dei lavoratori con difficoltà fisiche per l’esecuzione delle attività e assoluto rispetto delle prescrizioni mediche. Ci sarà un evento annuale di gruppo, tra RLS e RSPP (ruolo aziendale).

Per le condizioni di salubrità e del microclima negli stabilimenti del gruppo Carraro ci si impegna nel perseguire un piano di miglioramento con verifica annuale in ogni sito del piano. C’è la condivisione della necessità di migliorare il microclima e la resa degli impianti aereazione e/o condizionamento. Ai lavoratori adibiti a lavori gravosi verrà riconosciuto uno screening aggiuntivo con il medico competente. Saranno realizzate valutazioni in ogni sito, reparto per reparto.

Sui temi dell’occupazione e della stabilizzazione: per i lavoratori precari ci sarà la valutazione ai fini della stabilizzazione dei contratti a termine e/o in somministrazione entro il periodo di 24 mesi dal primo giorno di lavoro e considerando l'anzianità di servizio a pari funzione.

Per quanto riguarda la formazione e lo sviluppo professionale dei lavoratori l’obiettivo è quello di sviluppare le competenze con due percorsi specifici:

  1. a) “Business school” per i lavoratori appartenenti alla categoria impiegati su tematiche manageriali,
  2. b) “Accademy for professionals” per i lavoratori appartenenti alla categoria operaia.

Presso ogni stabilimento è stata stabilita la creazione di una commissione per la formazione con il compito di definire i fabbisogni formativi.

Sul tema dell’inquadramento si continueranno le mappature in ogni sito ed entro la vigenza del contratto, ed in particolar modo le situazioni di polivalenza e polifunzionalità, si utilizzerà ciò che è stato definito a Campodarsego per individuare e condividere le modalità di misurazione delle competenze raggiunte dai singoli lavoratori.

Per l’orario di lavoro si terrà una riunione all’anno al fine di monitorare le diverse articolazioni di orario presenti, è stata condivisa la possibilità per i lavoratori la fruizione dei PAR (permessi) in frazione di 30 minuti, mentre le ferie e i permessi saranno autorizzati con tempestività. Potranno essere valutate ulteriori riduzioni d’orario al di fuori dai turni in funzione delle età anagrafiche e con l’esaurimento delle ferie e dei permessi.

Per quanto riguarda l’una tantum è stata stabilita per il 2022 la cifra di 1000 euro che saranno erogati a marzo 2023.

Mentre per il premio di risultato 2023-2025 potranno essere erogati 1650€ (anno 2023), 1725€ (anno 2024) e 1800€ (anno 2025). I parametri sono l’Ebitda consolidato di gruppo che pesa il 35% del valore totale; l’Ebitda

di stabilimento (ogni sito ha una ragione sociale diversa) che pesa il 35% del valore totale annuo; i parametri industriali di stabilimento saranno Efficienza e Qualità ed hanno un peso del 30% del valore totale.

Tutti gli indicatori con il raggiungimento degli obiettivi tra l’80% e il 100% del budget, avranno un’erogazione di valore tra il 50% e il 100%. Dal 2023 il premio feriale sarà incrementato di 50

In materia di welfare aziendale entro novembre 2022 saranno erogati 200 € in buoni carburante e 100 € in flexible benefit. La previdenza complementare contrattuale a partire da gennaio 2023 verrà aumentato del 0,2% il contributo a carico dell’azienda e non potrà essere assorbito da altri aumenti decisi ad altri livelli di contrattazione. La possibilità di chiedere la trasformazione in part-time sarà innalzata dal 4% al 7%. Sono stati previsti cinque giorni di congedo retribuito per ciascun figlio per l’inserimento all’asilo nido ed è stata definita la fruizione ad ore dei congedi parentali.

Per quanto riguarda lo smart working si è trovato l’accordo e la RSU di stabilimento ne verificherà l’applicazione.  Il singolo lavoratore qualora avesse problematicità e/o dei fattori ostativi nello svolgere l’attività in smart working avrà la possibilità per il tramite della RSU di affrontare la situazione.

Fim, Fiom, Uilm e Coordinamento Nazionale RSU gruppo Carraro

Padova, 2 novembre 2022

La Cgil apre una nuova sede in città: domani, sabato, 29 ottobre, inaugurazione del Centro Maria Zonta e nuovo Circolo Blow Up al Portello

Cgil Padova, Spi Cgil Padova, Auser Padova, UDU Padova, Rete Studenti Medi e Comune di Padova insieme per il rilancio sociale del Portello e l’incontro tra generazioni. All’inaugurazione, sarà presente il Segretario Generale dello Spi Cgil Nazionale, Ivan Pedretti

Si comunica che sabato 29 ottobre, alle ore 16.00, ci sarà l’inaugurazione ufficiale del Centro Maria Zonta e del nuovo Circolo Auser Blow Up, al quartiere Portello in via Coletti 2.

La struttura – un tempo sede del consiglio di quartiere – che sarà intitolata a Maria Zonta, storica partigiana del quartiere scomparsa nel 2001, è frutto di un progetto sorto dalla collaborazione tra Cgil PadovaSpi Cgil PadovaAuser PadovaUDU PadovaRete degli Studenti Medi e Comune di Padova, nato con l’obiettivo di restituire al Quartiere Portello un luogo di aggregazione che possa essere un punto di elaborazione e incontro tra le varie categorie e generazioni presenti nel rione.

Il Portello – dice Marco Galtarossa, Segretario Confederale della Cgil di Padova con delega all’organizzazione – è un quartiere che negli anni è molto cambiato e oggi vede sia la presenza di famiglie storiche del rione, sia di tantissimi studenti e studentesse che gravitano intorno al polo universitario. È un quartiere molto vivo, a cui servono spazi di confronto intergenerazionale e iniziative in grado di attrarre giovani e anziani, ma anche di luoghi a disposizione di lavoratrici e lavoratori. Considerato l’alto numero di riders presenti in quartiere, insieme a Istituzioni e Associazioni del quartiere, abbiamo quindi pensato di creare quello che può essere un luogo anche per loro, dove ristorarsi, scaldarsi d’inverno o stare in un ambiente climatizzato d’estate, riparare eventuali danni alla propria bicicletta nella ciclofficina che sarà allestita e trovare anche informazioni utili sui loro diritti e organizzare le proprie assemblee”.

Si informa anche che all’inaugurazione, oltre alla presenza delle Istituzioni cittadine rappresentate dal Sindaco di Padova, Sergio Giordani e dalle Assessore Francesca Benciolini e Margherita Colonnello, ci sarà anche il Segretario dello SPI CGIL Nazionale, Ivan Pedretti, nonchè Aldo MarturanoSegretario Generale della Cgil Padova e Tiziana BassoSegretaria Generale della Cgil Veneto, la Presidente dell’Auser RegionaleMaria Gallo, rappresentanti delle Associazioni e gli abitanti del quartiere Portello.

Il video con la presentazione della figura di Maria Zonta, da parte della storica Maria Teresa Sega e del ricercatore Claudio Zoppini con una lettura dell'attrice Maria Grazia Mandruzzato

DONNA – VITA – LIBERTA’: Il sit-in di fronte alla prefettura di Cgil Cisl e Uil a sostegno delle donne iraniane

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Corriere Veneto sul presidio davanti alla Prefettura
  • video link: Visita il sito

Ieri i sindacati in piazza: «La protesta in Iran è quella di tutti noi»

C’erano un centinaio di persone, ieri, davanti alla Prefettura di Padova, al sit in "Donna, vita, libertà" organizzato dai sindacati Cgil, Cisl e Uil con l'adesione di diverse associazioni, tra cui il Centro di Ateneo per i diritti umani Antonio Papisca, Libera, l'Anpi, Centro Veneto Progetti donna, Udu e Rete degli Studenti Medi.

«La protesta delle donne iraniane è la stessa legittima protesta di chi reagisce alle prevaricazioni sul corpo delle donne. Ecco perché raccoglie la solidarietà di tutto il mondo» hanno commentato le segreterie provinciali dei sindacati. E la sentita partecipazione di ieri lo ha confermato.

Al presidio, molto numerosi erano anche le cittadine e i cittadini della comunità iraniana di Padova che non hanno mancato di far sentire il proprio ringraziamento a tutti i presenti. “Noi dobbiamo essere la voce di queste donne e di tutto il popolo iraniano – ha detto Nasrin Bijanyar iraniana arrivata in italia 43 anni fa  – e dobbiamo anche dire che non esiste nessuna possibilità di riconciliazione: siamo arrivati al punto di rottura, alla rivoluzione. Il regime deve cadere e la libertà deve essere restituita. Lotteremo, moriremo ma ci riprenderemo il nostro Iran!».

Sempre nel corso del presidio, ha preso la parola anche una giovane studentessa di origini iraniane, Shevi, arrivata da pochi mesi in Italia: «La vostra solidarietà è molto importante per questa lotta». Subito dopo ha fatto partire dal suo telefonino la canzone che è diventata l'inno delle proteste dal titolo "Baraye" ("per" in italiano), per cui l'autore, Shervin Hajipuor, è stato incarcerato e torturato.

Infine, una delegazione composta da Cinzia Bonan della Cisl Veneto; Marianna Cestaro di Cgil Padova e Paola Pomarico di Uil Padova ha consegnato al Prefetto Raffaele Grassi l'appello unitario di solidarietà alle donne iraniane di Cgil, Cisl e Uil.

Il video con la canzone Baraye di Shervin Hajipuor  

Domani, mercoledì 26 ottobre, dalle 17.00 alle 18.00, anche a Padova, in piazza Antenore, il Flash Mob a sostegno delle donne iraniane, promosso da Cgil Cisl e Uil del Veneto davanti alle Prefetture di ogni Provincia

Cgil Cisl e Uil: “La protesta delle donne iraniane è la stessa legittima protesta di chi reagisce alle prevaricazioni sul corpo delle donne e si tratta purtroppo di un problema universale. Ecco perché raccoglie la solidarietà di tutto il mondo”

Domani, mercoledì 26 ottobre, dalle 17.00 alle 18.00, Cgil Cisl e Uil saranno davanti alla Prefettura di Padova, in Piazza Antenore, per un sit-in a sostegno della lotta che le donne iraniane, da più di un mese, stanno conducendo nel loro Paese e scatenata dalla morte della giovane donna di origini curde, Mahsa Amini, avvenuta lo scorso 21 settembre in seguito alle violenze subite dopo essere stata arrestata con l’accusa di non aver indossato correttamente il velo.

È un evento regionale, organizzato a Padova dalle Cgil Cisl e Uil del territorio, che vedrà Flash Mob, Sit-in e Presidi contemporanei davanti a tutte e 7 le Prefetture del Veneto e che sta raccogliendo le adesioni da parte di numerose associazioni per i diritti umani, come il Centro di Ateneo per i diritti umani Antonio Papisca, Libera, l’Anpi, Centro Veneto Progetti donna, UDU e Rete degli Studenti Medi e tanti altri.

“Con questa iniziativa – dicono le segreterie provinciali di CGIL CISL e UIL – anche Padova, come sta avvenendo in molte città in tutto il mondo, avrà l’occasione di manifestare la propria solidarietà alla lotta per la libertà che le donne iraniane stanno portando avanti con immenso coraggio nel loro Paese. Una protesta che, diversamente da quanto successo altre volte, sta raccogliendo un’ondata di solidarietà ad ogni latitudine e longitudine del pianeta. Perché, ricordiamo, non è la prima volta che le donne iraniane protestano contro l’obbligo del velo: già nel 1979, all’indomani della Rivoluzione islamica, erano scese in piazza. Ma questa volta, non sono sole: hanno l’appoggio, non soltanto dei loro uomini, ma anche di tantissime donne e uomini di tutto il pianeta”.

Secondo i sindacati confederali, “il motivo di tanta solidarietà è, come ha scritto Nava Ebrahimi su La Repubblica, che le donne iraniane stanno protestando per un motivo universale che riguarda tutte e tutti, non solamente chi vive in Iran. Quel che ci stanno dicendo è che quando la politica espressa da un governo, sia questo democraticamente eletto o un regime autocratico, manifesta il proprio potere estendendolo sul corpo delle donne, in qualsiasi forma questo avvenga, siamo di fronte ad un problema. Un grave problema, perché questo ci rivela che quella politica, quel governo, è malato. E si tratta di un problema universale che viene percepito in tutto il mondo. Ecco perché le donne iraniane stanno raccogliendo un’ondata di solidarietà mai ricevuta durante le precedenti proteste”.

Azienda Ospedale Università di Padova, la denuncia della FP Cgil Padova: “Le lavoratrici sono due terzi del personale ma guadagnano meno degli uomini. Intervenga la Regione!”

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova

Articolo de il Mattino di Padova a firma di Simonetta Zanetti sulla paradossale situazione venutasi a creare nell’azienda Ospedale Università di Padova e fotografata dai dati del Rapporto diffuso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che esamina la situazione del suo personale. Ebbene, quel che emerge è che oltre ad esserci una discrepanza stipendiale negativa rispetto alle altre strutture ospedaliere delle aziende del resto del Veneto, qui a Padova, sempre sotto il profilo economico, si consuma un'ulteriore disuguaglianza a sfavore del genere femminile. Naturalmente, si tratta di una disparità non dovuta alle regole d’ingaggio, chiaramente le stesse a prescindere dal genere, bensì alla gestione del tempo lavorativo. Il paradosso è dovuto al fatto che l’Azienda Ospedale Università di Padova è sostanzialmente un’azienda rosa, composta (al 31 dicembre 2021) per oltre due terzi da donne, dato che le lavoratrici sono 4570 contro i 1565 lavoratori (6135 dipendenti i dipendenti in totale).

“Si tratta – interviene Alessandra Stivali, segretaria generale Fp Cgil di Padova – della prova evidente di criticità che partono da lontano ed è un peccato viste le straordinarie potenzialità di questa Azienda. La verità è che la politica regionale dovrebbe cominciare a riflettere sul serio su come valorizzare un ospedale che non è parificabile agli altri, che per direttive ministeriali è un hub di terzo livello, un riferimento regionale e interregionale con alcune specialistiche di livello nazionale. Qui invece permane un problema di valorizzazione dell'elemento economico e professionale. Quello che ha fatto la Regione fino ad ora non è sufficiente. Ad esempio, c'è il grande tema delle progressioni economiche orizzontali per infermieri e operatori sociosanitari: ci sono persone che sono assunte da quindici anni e sono ancora ferme al livello retributivo d'ingresso. Naturalmente questo è un nodo dovuto alla scarsità di risorse, sempre con l’identico problema dovuto al fatto che il fondo contrattuale è lo stesso della produttività con il risultato che a Padova si resta al palo perché non è abbastanza capiente per tutto”.

“In media – si aggiunge Alfredo Sbucafratta, funzionario della Fp Cgil Padova – infermieri, tecnici sanitari e amministrativi in categoria D guadagnano 27.147 euro lordi l'anno. Un dato che tuttavia varia a seconda del genere con la retribuzione maschile che arriva a 28.025 euro annui (lordi), mentre è di 26.912 euro se si tratta di una donna. Nel dettaglio, la retribuzione mensile vede un assegno netto di circa 1.573 euro per gli uomini e 1.511 per le donne. Una differenza che si conferma anche nelle retribuzioni degli operatori sociosanitari con stipendi medi annui di 23.348 euro per gli uomini e 21.841 per le donne che, nella busta mensile diventano, mediamente e rispettivamente 1.347 euro netti per l'uomo e 1.260 per la donna. Non solo: considerando le 532 uscite del 2021, le dimissioni sono state 220, 34 di uomini e donne con figli al di sotto dei 3 anni; 157 dimissionari erano donne”. “

“La differenza a sfavore delle donne è causata sostanzialmente da un maggior accesso al part-time e all'aspettativa per maternità – spiega Sbucafratta – e a questo si aggiunge il fatto che una volta la mobilità consentiva di avvicinarsi a casa senza perdere la progressione maturata, ora invece gli spostamenti avvengono solo attraverso i concorsi. Pertanto, ogni volta che qualcuno si avvicina a casa deve ripartire da zero con l'anzianità”.

“A questo punto – interviene nuovamente Alessandra Stivali – la speranza è che il nuovo contratto di lavoro dia maggiori opportunità di trattativa di secondo livello consentendo di dare un imprinting sulla valorizzazione del personale. Ma non possiamo non tenere conto che il part-time non può essere l'unica soluzione per la gestione della vita familiare, né un istituto cui accedono solo le donne. Servono azioni su politiche familiari compresi i caregiver, compito anche questo che ricade sempre sostanzialmente sulle donne. Per questo il part-time andrebbe pagato di più o andrebbero previste indennità sostitutive. Farsi carico di un soggetto fragile è un lavoro che va gestito con soluzioni strutturali in cui rientra anche la riorganizzazione della turnistica, soprattutto su servizi H24, per agevolare la gestione familiare. Accanto a questo, nel caso di Padova, va potenziato anche il salario accessorio: l'eccellenza va quantificata con l'adeguamento degli stipendi o con aggiunta di personale. Anche per questo i fondi regionali triennali vanno sbloccati e resi stabili”.

Il 5 novembre tutti a Roma per la grande manifestazione nazionale di Europe for Peace

Il popolo della pace si dà appuntamento a Roma, sabato 5 novembre, per chiedere il cessate il fuoco fra Russia e Ucraina, l’avvio di un negoziato, la messa al bando delle armi nucleari e per esprimere solidarietà al popolo ucraino e alle vittime di tutte le guerre. Il movimento per la pace di Europe for Peace unisce le forze della società civile italiana  e raccoglie centinaia di adesioni associazioni laiche e religiose, sindacati, comunità. Naturalmente, all'appuntamento non poteva mancare la Cgil di Padova che per l'occasione sta organizzando una trasferta tramite pullman. Chiunque volesse partecipare e prenotare dei posti per il viaggio è pregato di scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Ricordiamo che il concentramento della manifestazione è fissato per le ore 12.00 di sabato 5 novembre presso Piazza della Repubblica mentre la partenza del corteo è prevista per le ore 14.00.
Il percorso del corteo sarà così articolato: Piazza della Repubblica – Via Terme di Diocleziano – Via Amendola - Via Cavour – Piazza dell’Esquilino - Via Liberiana – Piazza Santa M. Maggiore – Via Merulana – Largo Brancaccio – Via Merulana – Viale Manzoni – Via Emanuele Filiberto – Piazza San Giovanni, dove la manifestazione si concluderà intorno alle ore 18.30.

L’ombra della guerra atomica si stende sul mondo
La minaccia nucleare incombe sul mondo. È responsabilità e dovere degli stati e dei popoli fermare questa follia.
L’umanità ed il pianeta non possono accettare che le contese si risolvano con i conflitti armati. La guerra ha conseguenze globali: è la principale causa delle crisi alimentari mondiali, ancor più disastrose in Africa e Oriente, incide sul caro-vita, sulle fasce sociali più povere e deboli, determina scelte nefaste per il clima e la vita del pianeta. La guerra ingoia tutto e blocca la speranza di un avvenire più equo e sostenibile per le generazioni future.

Questa guerra va fermata subito
Condanniamo l'aggressore, rispettiamo la resistenza ucraina, ci impegniamo ad aiutare, sostenere, soccorrere il popolo ucraino, siamo a fianco delle vittime. Siamo con chi rifiuta la logica della guerra e sceglie la nonviolenza.
L’inaccettabile invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha riportato nel cuore dell’Europa la guerra che si avvia a diventare un conflitto globale tra blocchi militari con drammatiche conseguenze per la vita e il futuro dei popoli ucraino, russo e dell’Europa intera. Siamo vicini e solidali con la popolazione colpita, con i profughi, con i rifugiati costretti a fuggire, ad abbandonare le proprie case, il proprio lavoro, vittime di bombardamenti, violenze, discriminazioni, stupri, torture.
Questa guerra va fermata subito. Basta sofferenze. L’Italia, l’Unione Europea e gli stati membri, le Nazioni Unite devono assumersi la responsabilità del negoziato per fermare l’escalation e raggiungere l’immediato cessate il fuoco. È urgente lavorare ad una soluzione politica del conflitto, mettendo in campo tutte le risorse e i mezzi della diplomazia al fine di far prevalere il rispetto del diritto internazionale, portando al tavolo del negoziato i rappresentanti dei governi di Kiev e di Mosca, assieme a tutti gli attori necessari per trovare una pace giusta.
Insieme con Papa Francesco diciamo: “Tacciano le armi e si cerchino le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste e stabili”.

L’umanità ed il pianeta devono liberarsi dalla guerra.
Chiediamo al Segretario Generale delle Nazioni Unite di convocare urgentemente una Conferenza Internazionale per la pace, per ristabilire il rispetto del diritto internazionale, per garantire la sicurezza reciproca e impegnare tutti gli Stati ad eliminare le armi nucleari, ridurre la spesa militare in favore di investimenti per combattere le povertà e di finanziamenti per l’economia disarmata, per la transizione ecologica, per il lavoro dignitoso.

Occorre garantire la sicurezza condivisa.
Le guerre e le armi puntano alla vittoria sul nemico ma non portano alla pace: tendono a diventare permanenti ed a causare solo nuove sofferenze per le popolazioni. Bisogna invece far vincere la pace, ripristinare il diritto violato, garantire la sicurezza condivisa. Non esiste guerra giusta, solo la pace è giusta. La guerra la fanno gli eserciti, la pace la fanno i popoli.
L’Italia, la Costituzione, la società civile ripudiano la guerra. Insieme esigiamo che le nostre istituzioni assumano questa agenda di pace e si adoperino in ogni sede europea ed internazionale per la sua piena affermazione.

CESSATE IL FUOCO SUBITO, NEGOZIATO PER LA PACE!

ONU convochi una Conferenza internazionale di pace
Mettiamo al bando tutte le armi nucleari

Salute e Sicurezza sul Lavoro: giovedì 20 ottobre, alle 10.30, presidio unitario di Cgil Cisl e Uil davanti alla Prefettura di Padova. Alle 11.00, l’incontro dei Sindacati con il Prefetto Raffaele Grassi

Cgil Cisl e Uil: “Necessario un cambio di marcia per fermare la scia di vittime nei luoghi di lavoro: solo quest’anno, seicento morti e quattrocentomila infortuni in Italia e Il Veneto è la seconda Regione, in questa triste classifica. A Padova, nei primi 7 mesi del 2022, aumentate le denunce di infortunio del 24%”

Nel percorso di iniziative territoriali – scioperi, assemblee e mobilitazioni nei luoghi di lavoro – che stanno precedendo la manifestazione nazionale unitaria per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, in Piazza Santi Apostoli a Roma, prevista il prossimo 22 ottobre, si informa che a Padova, giovedì 20 ottobre, alle 10.30, le Segreterie territoriali di Cgil Cisl e Uil organizzeranno un Presidio unitario davanti alla Prefettura in Piazza Antenore .

Si comunica anche che durante il Presidio, alle ore 11.00, una delegazione composta dai Segretari Generali di Cgil Padova, Cisl Padova e Rovigo e Uil Padova, nell’ordine, Aldo Marturano, Samuel Scavazzin e Massimo Zanetti, incontreranno il Prefetto di Padova, Raffaele Grassi.

“Non passa giorno nel nostro Paese – dicono in una nota le Segreterie Provinciali di Cgil Cisl e Uil – senza che si registrino incidenti sul lavoro con conseguenti morti e feriti, senza risparmiare nessuno: dai ragazzi in alternanza scuola lavoro, alle lavoratrici o lavoratori nei primi giorni di lavoro senza alcuna formazione specifica per arrivare ai tanti che muoiono per cadute dall’alto o investiti da mezzi in movimento. A fronte di questa pessima situazione, le ispezioni effettuate dagli organi di controllo, dimostrano che il lavoro nero, grigio, il caporalato e le irregolarità contrattuali e sulla sicurezza sul lavoro, sono ben presenti nel nostro tessuto di imprese”.

“Nel contempo – proseguono Cgil, Cisl e Uil – le denunce di infortunio e di malattie professionali continuano a crescere ed evidenziano numeri sempre più allarmanti ed inaccettabili per un paese civile e industriale avanzato come il nostro. Eppure, negli anni, i risparmi sulla sanità hanno colpito i dipartimenti di prevenzione e i presidi sanitari nei territori. Per questa ragione le nostre Confederazioni, da tempo, hanno presentato ai Governi che si sono succeduti, le piattaforme unitarie su salute e sicurezza, chiedendo un confronto diretto in merito e l’emanazione di provvedimenti conseguenti, al fine di giungere ad una vera e propria Strategia Nazionale su salute e sicurezza in grado di arginare il fenomeno”.

“Ma accanto a questo – concludono i sindacati confederali – vista la gravità della situazione, abbiamo ritenuto opportuno promuovere ulteriori azioni sindacali unitarie da svolgere sul campo, come assemblee nei luoghi di lavoro e, a livello territoriale, assemblee di RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza) al fine di rilanciare l’attenzione al rispetto delle norme di prevenzione e la collaborazione attiva su questo tema. Il presidio di giovedì mattina davanti alla Prefettura rientra in questo ambito di iniziative e nell’incontro con il Prefetto faremo il punto della situazione per condividere percorsi, azioni e verifiche, in specifici contesti lavorativi del nostro territorio”.