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Morte in itinere di un lavoratore di Agrologic di Monselice: martedì 20 dicembre, dalle 11.00 alle 12.00, presidio dei lavoratori davanti al Comune di Monselice

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sulla tragedia

Incidenti in itinere. Dopo l’ultima tragedia, martedì 20 dicembre, la Filt Cgil Padova organizza un Presidio, dalle 11.00 alle 12.00, davanti al Comune di Monselice in P.zza San Marco

Filt Cgil Padova: “L’ultima tragedia dovuta ad un incidente in itinere  è un segnale che Istituzioni Locali e Azienda devono cogliere se si vuole prevenire altre simili sciagure. Agrologic è destinato a diventare uno dei poli logistici più grandi di Europa eppure sorge in  un territorio privo di collegamenti sicuri e con carenze nei servizi del Trasporto Pubblico Locale: è necessario intervenire!"

Il 6 dicembre 2022, alle 6.00 del mattino, tornando in bicicletta dopo un turno di lavoro al magazzino Agrologic di Monselice, Tsharet Secu, un ragazzo di 30 anni del Gambia, con moglie e 4 figli a carico e residente a Battaglia Terme, veniva travolto da un furgoncino e sbalzato in un fossato a lato della strada. Fin da subito le sue condizioni sono apparse disperate e purtroppo qualche giorno fa è morto nell’ospedale di Padova dove era stato ricoverato. Tsharet Secu era uno dei tanti lavoratori che raggiungono Agrologic in bicicletta (tanti altri, più fortunati, ci arrivano in monopattino), compiendo quotidianamente un tragitto superiore alla decina di chilometri, non avendo un’auto a disposizione e non essendoci   mezzi del Trasporto Pubblico Locale negli orari a lui convenienti. Come lui, sono tanti i lavoratori, soprattutto immigrati, residenti nell'hinterland dei comuni che dalla bassa Padovana si estendono fino a Rovigo e alla sua provincia che, come purtroppo non potrà più fare il povero Secu, cercano di garantire una vita dignitosa ai propri cari e aiutano nel loro piccolo l’economia dei nostri territori e del Paese. Tanti invisibili la cui vita trascorre senza tanti clamori e la cui morte per un incidente in itinere occuperà al massimo un trafiletto di un giornale.

“Eppure non deve essere così – dice Andrea Rizzo, Segretario Provinciale della Filt Cgil Padova – e quel che è successo non può passare in silenzio. Non solo perché un padre di famiglia è morto per essere andato al lavoro ma soprattutto perché altre tragedie simili non devono più accadere! Le problematiche della presenza di Agrologic nel territorio sono note: la mancanza di alloggi e infrastrutture nelle vicinanze    è evidente, come l’assenza di piste ciclabili e di mezzi del Trasporto Pubblico Locale che servano la zona. Eppure stiamo parlando di un sito logistico destinato a diventare uno dei più grandi d’Europa che occuperà più di 600 lavoratori quando sarà terminato”.

“Per questo motivo – prosegue il sindacalista della Filt Cgil Padova – martedì 20 dicembre, dalle 11.00 alle 12.00, faremo un presidio in Piazza San Marco a Monselice, davanti al Municipio, per chiedere all’Amministrazione, e a quelle dei Comuni del territorio, di intervenire per creare le infrastrutture a salvaguardia dello spostamento dei lavoratori. Non solo piste ciclabili, ma anche l’aumento dell’illuminazione pubblica in determinati punti nevralgici e l’implementazione del Trasporto Pubblico Locale aumentando le corse e creando nuove fermate vicino al sito, visto che con quelle attuali i lavoratori sono costretti a percorrere un tratto di strada  a piedi senza nessuna protezione. E bisogna avere uno sguardo verso il futuro: i comuni del territorio, a partire da quello più interessato ossia quello di Monselice, devono iniziare ad agire onde evitare le problematiche abitative destinate a sorgere quando il Magazzino entrerà a pieno regime. E, accanto a questo, magari con la collaborazione di Aspiag Service, l’azienda che gestisce il Magazzino, chiediamo che vengano organizzati dei corsi informativi sul codice della strada per sensibilizzare i lavoratori sui pericoli che corrono. Insomma: chiediamo si faccia tutto quel che è necessario per prevenire altre tragedie simili”.

“La morte di Tsharet Secu – conclude Andrea Rizzo – è una tragedia indicibile ma ancor peggio sarebbe se non ci avesse insegnato nulla. Come sindacato abbiamo il dovere morale di non permettere sia anche una morte inutile oltre che cercare di essere vicini alla sua famiglia. A tal proposito, apriremo una sottoscrizione per raccogliere fondi destinati ad un aiuto economico che la possa sostenere nell’affrontare il prossimo futuro”.

Tavolo prefettizio sui problemi vigilanza privata e servizi fiduciari. Filcams, Fisascat e Uiltucs: "Prima riunione molto proficua"

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino sulla riunione del tavolo prefettizio

Riunione del Tavolo Prefettizio sui problemi della sicurezza nei settori della vigilanza privata e servizi fiduciari con la partecipazione di sindacati e aziende

Filcams Cgil Padova, Fisascat Cisl Padova e Rovigo e UilTuCS Padova: “Individuato nell’enorme numero di straordinari, ben al di sopra del limite previsto dal CCNL (scaduto da ben 7 anni!), uno dei fattori più critici per la sicurezza delle guardie giurate. Tre le linee di azione che abbiamo deciso tutti insieme di seguire per affrontare i numerosi problemi del settore”

Per ciò che attiene il trasporto valori molta attenzione è stata posta sulle azioni da intraprendere al fine di garantire maggior tutela contro i rischi corsi quotidianamente da chi svolge questo servizio”

Nel corso di un incontro di qualche settimana fa, il Prefetto Raffaele Grassi si era assunto l’impegno di convocare entro breve tempo un tavolo di confronto permanente che riunisse, oltre al Questore di Padova Antonio Sbordone, anche le Organizzazioni Sindacali e le Aziende che operano nella vigilanza privata e servizi fiduciari per provare a trovare delle soluzioni ai numerosi problemi che attanagliano il settore.

Com’era lecito attendersi, il Prefetto è stato di parola e nel tardo pomeriggio di giovedì 15 dicembre si è riunito per la prima volta il tavolo in questione intorno al quale, oltre al Prefetto e Questore, c’erano Filcams Cgil Padova, Fisascat Cisl Padova e Rovigo e UilTuCS Padova, rappresentate, rispettivamente dalla Segretaria Generale Marquidas Moccia, dall’operatore Enrico De Peron e dal Segretario Generale Fernando Bernalda, con Maurizio Barbieri dell’UGL e i rappresentanti delle maggiori aziende di vigilanza privata che operano nel territorio padovano, quali Civis, Fidelitas, Ranges, Padova Controlli e Ska Sicura.

“Desideriamo ringraziare – hanno esordito i rappresentanti dei sindacati confederali Filcams, Fisascat e Uiltucs – il Prefetto Raffaele Grassi e il Questore di Padova, Antonio Sbordone, per la celerità con cui è stato convocato questo tavolo e la disponibilità dimostrata al fine di mediare tra noi e le aziende per poter individuare delle azioni comuni che possano favorire la soluzione dei numerosi problemi di sicurezza del settore della vigilanza, in particolare per chi opera armato e nel trasporto valori. Siamo consapevoli che non è questo un tavolo di contrattazione tra le organizzazioni sindacali e le Aziende però abbiamo giudicato positivamente la loro disponibilità a fornire il loro punto di vista sui fattori di crisi del settore”.

“Al termine di questo primo incontro – hanno aggiunto le sigle sindacali – sono tre i punti su cui abbiamo convenuto una comune linea di azione. Il primo che ci siamo assunti noi sindacati confederali è quello di inviare una comunicazione congiunta in cui rappresenteremo l’urgenza del rinnovo del CCNL e soprattutto dell’aumento delle retribuzioni del personale. È pacifico che questi non sono argomenti che possono essere risolti in questo tavolo però, e ne sono consapevoli tutti, rappresentano una vera e propria emergenza sociale e la principale causa dei problemi di sicurezza del settore. È sotto gli occhi di tutti che nessuno vuole più fare questo mestiere e chi lo fa, cerca di abbandonarlo a causa dei salari da fame che riceve a fronte dei numerosi rischi che corre. Le stesse Aziende ne sono perfettamente consapevoli. La conseguenza è che chi rimane si trova oberato di ore di servizio e carichi di lavoro imponenti. A questo si aggiunge che tutto ciò non favorisce la formazione del personale, tanto fondamentale quanto sostanzialmente ignorata. E anche la sua stessa selezione ormai è saltata: stante la carenza, chi arriva viene assunto subito abbia o meno le capacità, nonostante la delicatezza dell’incarico. È evidente che tutto questo non può che avere un forte impatto nel settore e su questo hanno convenuto tutti”.

“Come secondo punto – proseguono Moccia, De Peron e Bernalda – abbiamo dato la disponibilità di segnalare alla questura quelle situazioni di particolare rischio, che ci vengono a nostra volta indicate dai lavoratori, in modo da permettere verifiche e fare la richiesta di interventi urgenti per il ripristino delle condizioni minime di sicurezza. Infine, terza disponibilità, questa volta da parte di Prefettura e Questura, è quella di avviare una collaborazione tra i presidi di sicurezza pubblici (Forze di Polizia di Stato e Locale) e gli Istituti di Vigilanza per garantire un innalzamento dei livelli di sorveglianza, sulla stessa linea di quanto previsto dal Protocollo d’Intesa “Mille occhi sulla città” Un’occasione per le aziende di vedersi accreditate nei confronti delle Istituzioni e per i lavoratori di poter fare più formazione rispetto all’attuale”.

“Dal confronto con le Aziende – concludono i tre sindacalisti – è emersa chiaramente la loro consapevolezza sui problemi del settore. Mancanza di personale, eccesso di ore straordinarie, formazione assolutamente deficitaria, sono tutti fattori di crisi che conoscono bene e su cui c’è condivisione. Le soluzioni sono indubbiamente complicate da individuare non essendo un lavoro appetibile perché mal retribuito e pericoloso. Come troppo spesso avviene, le conseguenze ricadono sulla salute e sicurezza dei lavoratori. E questo accade anche quando le aziende introducono tecnologia per aumentare la loro sicurezza perché i ritmi di lavoro elevati e lo stress fanno saltare le procedure, mancando il tempo per metterle in pratica. Inutile aggiungere che in questo modo si finisce solo per rendere vani gli sforzi per garantire proprio la sicurezza del personale.”

 
 
 
 
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Loris Scarpa confermato segretario generale della Fiom Cgil di Padova e della Fiom Cgil di Rovigo

Venerdì sera, dopo due intensi giorni di congresso con molti ospiti esterni fra i quali il prof. Marco Mascia, Professore di Relazioni Internazionali, Coordinatore della Rete delle Università per la Pace, Presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani dell’Università di Padova, Assopace, il climatologo Luca Mercalli, il ricercatore della fondazione Sabattini Matteo Gaddi e la sociologa del lavoro Tania Toffanin dell’Istituto di studi sul Mediterraneo (ISMed-CNR) e tanti interventi da parte di delegati e delegate si sono tenute le elezioni del segretario generale della Fiom Cgil di Padova e della Fiom Cgil di Rovigo.

La proposta dei centri regolatori nazionali è stata per Loris Scarpa, già segretario generale delle due province e il voto delle due assemblee ha confermato tale scelta. Loris Scarpa è stato quindi è stato confermato Segretario Generale della Fiom Cgil di Padova con il 91,30% delle preferenze (su 90 aventi diritto al voto erano presenti 69 votanti e si sono contati 63 sì, un no e 5 astenuti) e della Fiom Cgil di Rovigo con l'86% delle preferenze (su 35 aventi diritto al voto erano presenti 29, ci sono stati 25 voti favorevoli, due no e due astenuti).

Le due assemblee generali riunite hanno inoltre votato ed eletto a larghissima maggioranza rispettivamente la segreteria della Fiom Cgil di Rovigo composta da Riccardo Bego e Paolo Capuzzo (93, 94% delle preferenze. 35 aventi diritto, presenti 29, 27 sì, 1 no, 1 astenuto) e la segreteria della Fiom Cgil di Padova composta da Marco Distefano, Michele Iandiorio, Diop Alioune Badara e Anna Zanoni (93, 94% delle preferenze. 90 aventi diritto, 66 presenti, 62 sì, nessun contrario e 4 astenuti).

 “Ringrazio tutti quanti per la fiducia che mi è stata riaccordata da parte dei delegati e delle delegate che mi permette di rimettermi al servizio dell’organizzazione e di tutti loro che mi hanno scelto. Ci aspetta una stagione intensa di lotta e di impegno per la difesa dei diritti di lavoratori e lavoratrici e non ci tireremo indietro per nessun motivo.” Ha dichiarato Loris Scarpa al termine della giornata.

 

 

Un migliaio di persone alla manifestazione della Cgil di Padova contro la manovra del Governo

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Un fiume di bandiere rosse ha attraversato ieri, mercoledì 14 settembre, le vie e le piazze di Padova per la manifestazione organizzata dalla Cgil di Padova in occasione dello sciopero generale regionale indetto dalla Cgil Veneto contro la manovra finanziaria del Governo Meloni. Dopo il concentramento in Piazza Garibaldi, più di un migliaio di persone sono sfilate per via Vittorio Emanuele, via Dante, piazza dei Signori, via Manin, piazza delle Erbe, via San Canziano, via San Francesco fino a piazza Antenore, dietro ad uno striscione con un messaggio molto chiaro e diretto: “Una legge di Bilancio contro il Lavoro. È sbagliata e va cambiata”. A sorreggerlo, oltre al Segretario Generale Aldo Marturano e ai componenti della Segreteria Confederale Marco Galtarossa, Marianna Cestaro e Palma Sergio (assente giustificato Dario Verdicchio per un’indisposizione dell’ultima ora), la Segretaria Generale della Cgil Veneto, Tiziana Basso presente fin dall’inizio alla manifestazione. Al centro della protesta la Manovra appena varata dal Governo Meloni, una “manovra che impoverisce lavoratori e pensionati, non dà risposte a giovani e donne, favorisce evasori fiscali e professionisti benestanti”.

Arrivati in Piazza Antenore, Michele Zanella, direttore dell’Ufficio Vertenze Lavoro della Cgil ha ringraziato l’enorme numero di partecipanti alla manifestazione e ha dato la parola ai vari Segretari Generali delle categorie in sciopero. Sono intervenuti Loris Scarpa per la Fiom Cgil, Alessandra Stivali per la FP Cgil, Massimo Cognolatto per la Filt Cgil, Mara Patella per la Flc, Marquidas Moccia per la Filcams, Alessandro Chiavelli per lo Spi Cgil e infine il Segretario Generale Aldo Marturano.

“Stiamo vivendo una crisi senza precedenti – ha detto Marturano davanti alla platea rossa che ha riempito Piazza Antenore e la vicina Via San Francesco – e come sindacato è da oltre un anno che ribadiamo 5 punti su cui per altrettanto tempo ci siamo mobilitati per chiedere risposte. Oggi ci ritroviamo con una legge di bilancio che si dimentica e ignora totalmente le nostre proposte e lascia completamente solo chi è in difficoltà. E qualcuno ha avuto il coraggio di dire che il nostro è uno sciopero ideologico che rischia infiammare le piazze! Il sindacato è autonomo e non fa politica. La verità è che le persone si infiammano se non ricevono risposte, se vengono lasciate solo a sé stesse ed è esattamente quello che fa questa Finanziaria: non dà nessuna risposta ai loro bisogni!”

“E questo succede – ha detto Aldo Marturano – perché invece che mettere più soldi nelle tasche dei lavoratori in un momento in cui l'inflazione continua a crescere, si pensa a limitare l’uso dei pagamenti elettronici, ad innalzare il tetto del contante, ossia a misure che favoriscono l’evasione fiscale. Non solo: si vuole inserire anche la Flat Tax che garantirebbe a chi ha redditi fino ad 85 mila euro di pagare meno tasse di un lavoratore dipendente che ne guadagna 35 mila! E contemporaneamente, al solo scopo di fare cassa, si leva il Reddito di Cittadinanza costringendo chi lo percepisce a ritornare nella povertà assoluta. Saranno altri 500 mila i poveri assoluti dopo questa misura e dirlo non siamo noi, ma la Banca d’Italia. Senza considerare che completamente immemori dei disastri che avevano creato, si pensa a reinserire i voucher, strumento che toglie dignità e favorisce il lavoro nero e lo sfruttamento”.

Al centro delle rivendicazioni anche i temi della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. “Anche nella nostra provincia è una strage: servono investimenti – ha detto ancora il segretario generale – per non parlare del mondo della sanità e di quello dell'istruzione, settori completamente dimenticati”.

E, rivolgendosi direttamente alla Meloni, l’attacco frontale: “E poi ci avevate raccontato che avreste riformato la Legge Fornero! E invece, Presidente Meloni, non solo la Legge Fornero rimane in piedi perché quota 103 è pressoché una truffa ma ve la prendete pure con le donne, togliendo Opzione Donna che già era una misura che gridava vendetta e adesso ancora di più viste le ulteriori limitazioni introdotte per potervi accedere e considerato che quota 103 riguarda una platea prevalentemente maschile”.

“Una legge finanziaria – ha concluso Marturano – che lascia completamente fuori i temi dell’ambiente, della sostenibilità, della riconversione, delle energie alternative, della crisi climatica. Tutto questo è escluso da ogni provvedimento. Ma cosa deve ancora accadere? Ad ogni pioggia ci sono frane e poi piangiamo ai funerali, davanti alle bare bianche di bambini piccoli a cui viene negato il futuro perché siamo un Paese che non sa occuparsi di loro, non li sa tutelare per dove vivono. È questa la realtà! Ma quale giustizia? Quale Uguaglianza? E quale sciopero ideologico? Siamo qui perché vogliamo cambiare questa realtà e siamo convinti esista un altro modello di sviluppo: un modello dove al centro ci sia la persona e non il profitto!”

L'intervento del Segretario Generale della Cgil Padova, Aldo Marturano, in Piazza Antenore al termine del corteo

14 dicembre 2022: sciopero generale e manifestazione a Padova, 8 ore per i metalmeccanici padovani

 

"Il 14 dicembre scioperiamo perché secondo tuttə noi è necessario che ci siano riforme vere, ispirate dai criteri di solidarietà e giustizia sociale e di redistribuzione della ricchezza, fondate sulla qualità e la stabilità del lavoro, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e su nuove politiche industriali ed energetiche capaci di prospettare un futuro per il Paese, sulla trasformazione digitale e la riconversione verde, su uno stato sociale più forte e qualificato e per una tassazione più giusta che non penalizzi dipendenti e pensionatə, basata sul progresso di tuttə." ha dichiarato il segretario generale della Fiom Cgil Padova, Loris Scarpa.

 Nella provincia di Padova le RSU delle seguenti aziende metalmeccaniche hanno aggiunto ulteriori 4 ore di sciopero, per un totale di 8 ore di sciopero, anche da sole come FIOM:

 Zilmet Limena via Colpi e via Visco, Arneg, Acciaierie Venete, Carraro Drivetch e Carraro Spa, Uniflair, ZF, De Angeli prodotti, Circet, Epta Solesino, Hitachi, Parker Hiross, Dab Pumps, Toffac, Acciaierie d'Italia, Aluminium Die Casting, Carel Industries, All.co Padova, Fast, Komatsu, VDZ, Almaviva Reactive Kline, Metal's, Meccanica Veneta, Hiref, Bedeschi Limena, VDC.

In tutte le altre aziende metalmeccaniche in cui è presente RSU FIOM sono state indette le 4 ore di sciopero previste a livello regionale e provinciale.

Inoltre, il 13 dicembre si sono tenute unitariamente le assemblee della Fiom Cgil e della Filt Cgil  in Carraro Drivetech: lavoratori e lavoratrici dipendenti si sono riuniti con i lavoratori della ditta in appalto che si occupa della logistica, per parlare insieme delle ragioni delle 8 ore di sciopero.

Oltre allo sciopero generale è prevista a Padova per mercoledì 14 una manifestazione con corteo che partirà alle 9.45 da Piazza Garibaldi e terminerà in piazza Antenore a cui aderiranno lavoratrici e lavoratori di tutte le categorie della Cgil di Padova.

Domani, mercoledì 14 dicembre, Sciopero Generale Regionale e Manifestazione a Padova

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“In piazza per cambiare una Finanziaria che impoverisce lavoratori e pensionati, non dà risposte a giovani e donne, favorisce evasori fiscali e professionisti benestanti”. È così che il Segretario Generale della Cgil di Padova, Aldo Marturano, ha presentato alla stampa le ragioni dello sciopero generale e manifestazione che si terrà a Padova, domani, mercoledì 14 dicembre, con un corteo che partirà da piazza Garibaldi alle 9,45, per concludersi alle 11,15 col comizio finale di fronte alla Prefettura, in Piazza Antenore.

“Saranno una manifestazione e uno sciopero generale a sostegno dei 5 punti che ribadiamo da un anno, non ideologico come qualcuno lo ha definito perché il sindacato è autonomo e non fa politica” ha spiegato il Segretario Generale Aldo Marturano, aggiungendo: “Siamo un Paese dove i salari negli ultimi 30 anni hanno perso il 3% mentre in altre nazioni hanno guadagno il 30%. Da noi c'è stata la frammentazione del mercato del lavoro prima con la legge Biagi, 40 tipologie di contratti diversi, e poi col Jobs Act. Da noi le aziende sono medio piccole e a questo si somma un’inflazione a due cifre e l'85% delle tasse vengono pagate da dipendenti e pensionati. Sono loro, sempre in maggior numero, a non riuscire più ad arrivare alla fine del mese ma nonostante questo è proprio a loro che questa legge finanziaria arreca maggiori danni”.

“Senza considerare – ha proseguito Marturano – l’assoluta assenza di qualsiasi misura contro la precarietà del lavoro. Voglio ricordare che Padova ha il numero più alto di precari e 2/3 delle aziende operano nel terziario. A questo aggiungiamo, inoltre, che la Finanziaria non ha destinato un euro alla sanità e alla scuola, favorendo la privatizzazione, e si tratta di settori fondamentali. Infine, per quel che riguarda le politiche industriali, noi siamo un Paese di piccole e medie imprese e dopo la pandemia serve innovazione, digitalizzazione che non vengono toccate dal documento economico. Dal suo insediamento, il Governo ci ha convocato 2 volte ma solo per comunicare le scelte adottate che vanno nella direzione opposta a ciò di cui ha bisogno il Paese”.

“Una manovra finanziaria – ha attaccato il Segretario della Cgil padovana – che taglia il Cuneo Fiscale del 2% quando invece serviva almeno una riduzione del 5%. Le persone, i precari, sono sempre più povere: le previsioni della Banca d’Italia ci dicono che se a loro si toglie il Reddito di Cittadinanza almeno altre 500.000 persone cadranno nella povertà assoluta. Concordiamo sul fatto che devono avere un lavoro ma deve essere stabile e con retribuzione congrua invece si prevede di eliminarlo dopo 8 mesi anche se la persona non ha un lavoro. Contemporaneamente però, si reintroducono i voucher, uno strumento che favorisce il lavoro in nero e che dilaga nei settori più sensibili”.

«Dolente infine – ha allargato le braccia, Marturano – il capitolo fisco per il quale sono state assunte tutte decisioni che favoriscono l'evasione fiscale in un Paese dove già l'evasione è altissima ma si riducono le tasse ai professionisti che già evadono. Ad esempio, nella sanità, a parità di reddito, a pagare di più sarà il dipendente. Supereremo la legge Fornero con Quota 103, si prevede l'uscita di circa 40.000 persone ma saranno molto meno: si tratta di una misura che non incoraggia la pensione e, oltretutto, è tutta tagliata sugli uomini. Opzione Donna, infatti, riduce di molto la platea. Grida scandalo, inoltre, la rivalutazione delle pensioni per persone che hanno versato contributi tutta la vita e ora con la pensione sostengono spesso figli precari, una pensione che se si diventa non autosufficienti non basta più per vivere dignitosamente”.

La mobilitazione si inserisce in una settimana ricca di impegni. Infatti, sta entrando nel vivo la fase congressuale. “Abbiamo già concluso 500 assemblee di base per le 12 categorie nei luoghi di lavoro in cui abbiamo eletto mille delegati – ha concluso Marturano – e proseguiremo con questi incontri che ci porteranno al Congresso dell'11 e 12 gennaio”.

 

Il Servizio di Telenordest sullo sciopero generale e manifestazione di domani, mercoledì 14 dicembre

  

Mercoledì 14 dicembre SCIOPERO GENERALE di tutti i settori. A Padova manifestazione con corteo da Piazza Garibaldi a Piazza Antenore

IL 14 DICEMBRE SCIOPERO GENERALE CONTRO UNA LEGGE DI BILANCIO A SFAVORE DEL LAVORO, SBAGLIATA E DA CAMBIARE

A Padova, la Cgil ha organizzato una manifestazione che partendo da Piazza Garibaldi (concentrazione ore 9.00 e partenza del corteo alle ore 09.45), attraverso un percorso che passerà per Via Vittorio Emanuele Filiberto, via Dante, Piazza dei Signori, Via Manin, Piazza delle Erbe, via San Canziano e Via San Francesco si concluderà, con comizio, in Piazza Antenore alle ore 11.15

PIATTAFORMA DELLE RIVENDICAZIONI. NOI CHIEDIAMO:

  • di aumentare i salari detassando gli aumenti dei contratti nazionali, portando la decontribuzione al 5% per i salari fino a 35.000 euro per recuperare almeno una mensilità, e introducendo un meccanismo automatico di indicizzazione delle detrazioni all’inflazione (così detto recupero del drenaggio fiscale);
  • di conferire tutele a tutte le forme di lavoro, assegnando ai CCNL un valore generale, sancendo così anche un salario minimo e diritti normativi universali;
  • di eliminare le forme di lavoro precario per un unico contratto di inserimento al lavoro con contenuto formativo;
  • una riforma fiscale che rispetti il principio della progressività;
  • la tassazione degli extraprofitti che generi risorse per un contributo straordinario di solidarietà;
  • la rivalutazione delle pensioni;
  • risorse per il diritto all’istruzione, per la sanità che ha affrontato e sta affrontando gli effetti drammatici della pandemia;
  • di cancellare la Legge Fornero e introdurre: l’uscita flessibile dal lavoro a partire dai 62 anni, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, la pensione di garanzia per i giovani e per chi ha carriere discontinue e “povere”, il riconoscimento del lavoro di cura, il riconoscimento delle differenze di genere, l’uscita con 41 anni di contributi.

Per la CGIL, in coerenza con le piattaforme unitarie, sono necessarie:
riforme vere, ispirate dai criteri di solidarietà e giustizia sociale, fondate sulla qualità e la stabilità del lavoro, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e su nuove politiche industriali ed energetiche capaci di prospettare un futuro per il Paese, sulla trasformazione digitale e la riconversione verde, su uno stato sociale più forte e qualificato.

IL GOVERNO INVECE

  • proprio mentre l’inflazione sta mangiando il potere d’acquisto di retribuzioni e pensioni, premia gli evasori e, con la flat tax fino a 85.000 euro per il lavoro autonomo, rende ancora più ingiusto il sistema fiscale, sempre più scaricato sul lavoro dipendente, che a parità di reddito paga il triplo;
  • trasforma le tasse sugli extraprofitti frutto della speculazione sul caro energia in “contributo di solidarietà straordinario” e cambia platea e metodo di calcolo, riducendo gli 11 mld, attesi dalla tassazione di Draghi, a 2,6 mld;
  • aumenta la precarietà di giovani, donne, nel Mezzogiorno, allargando l’utilizzo dei voucher, che considerano il lavoro merce, senza diritti e senza tutele;
  • taglia le risorse a sanità e scuola, che pagano pesantemente il prezzo dell’inflazione;
  • colpevolizza e colpisce i più poveri, andando verso l’abolizione del reddito di cittadinanza;
  • non stanzia adeguate risorse per i rinnovi contrattuali pubblici e per il trasporto pubblico;
  • cambia il meccanismo di adeguamento delle pensioni all’inflazione e rende ancora più penalizzante e discriminante l’opzione donna; si peggiora la situazione attuale con quota 103 che prevede i due requisiti: 62 anni di età e 41 di contributi.

Ci mobilitiamo per una Legge di Bilancio più giusta per le persone, più utile per il Paese: a Padova l'appuntamento è alle 9.00 di mercoledì 14 dicembre in Piazza Garibaldi.

Autonomia differenziata? No Grazie! Anche la Flc Cgil coinvolta nella raccolta firme per contrastare la regionalizzazione del sistema pubblico di istruzione

Avviata la raccolta di firme per la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare “Modifica dell’articolo 116 comma 3 della Costituzione, concernente il riconoscimento alle Regioni di forme e condizioni particolari di autonomia, e dell’art. 117, commi 1, 2 e 3, con l’introduzione di una clausola di supremazia della legge statale, e lo spostamento di alcune materie di potestà legislativa concorrente alla potestà legislativa esclusiva dello Stato”.

Si tratta di una importante iniziativa di mobilitazione, organizzata ?a ??? ????, ??? ?????? ???, ????? ? ????????????? ??? ??? ?????????? ??????????????,  accessibile anche online, finalizzata a coinvolgere lavoratrici, lavoratori, studenti, genitori e tutta la cittadinanza nel preservare il carattere unitario e nazionale del sistema pubblico di istruzione, evitare la frammentazione dei diritti e l’ampliamento delle disuguaglianze e dei divari territoriali.

Campagna di raccolta di firme per la PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE DI INIZIATIVA POPOLARE “Modifica dell’articolo 116 comma 3 della Costituzione, concernente il riconoscimento alle Regioni di forme e condizioni particolari di autonomia, e dell’art. 117, commi 1, 2 e 3, con l’introduzione di una clausola di supremazia della legge statale, e lo spostamento di alcune materie di potestà legislativa concorrente alla potestà legislativa esclusiva dello Stato”.

Siamo contrari al disegno di “autonomia differenziata”, avanzato dalle regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna e rilanciato dall'attuale maggioranza di governo, che invece di consolidare il carattere unitario e nazionale del sistema pubblico di istruzione indebolisce l’unità del Paese, fa aumentare le disuguaglianze e amplia i divari territoriali.

LINK PER LA SOTTOSCRIZIONE:
https://raccoltafirme.cloud/app/user.html?codice=CDC

Tramite questo link è possibile leggere e sottoscrivere la proposta di legge di iniziativa popolare. Firma e diffondi!

"Firma anche tu, ecco come si fa!". Il filmato con tutte le istruzioni per partecipare alla raccolta firme