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Contro lo stress termico siglato l'accordo integrativo tra FILT CGIL Padova e Just Eat per la tutela dei rider

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sull'accordo tra Just Eat e Filt Cgil Padova

L'intesa si è diffusa proprio nel giorno dello sciopero e del presidio a Padova dei rider di Glovo e Deliveroo, evidenziando una profonda differenza di fondo: mentre Just Eat inquadra i propri lavoratori come dipendenti subordinati a cui si applica il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro garantendo continuità salariale e tutele anche durante le sospensioni per il caldo, le altre due piattaforme continuano a impiegare il modello del lavoro autonomo a cottimo lasciando i fattorini del tutto privi di garanzie stipendiali e ammortizzatori sociali.

In risposta alle elevate temperature estive e per garantire la massima tutela della salute dei lavoratori del settore del food delivery, nei giorni scorsi la Filt Cgil di Padova ha siglato un verbale di accordo integrativo con l'azienda Just Eat Takeaway.com per la gestione dell'emergenza caldo a Padova nella stagione estiva 2026. L'intesa aziendale fa seguito al quadro normativo regionale e rafforza il Protocollo nazionale già in vigore, introducendo misure stringenti di monitoraggio quotidiano delle condizioni meteo e rimodulando l'organizzazione del lavoro durante le fasce orarie a rischio elevato.

“Si tratta di un accordo – dichiara Daniel Perta della Filt Cgil di Padova che ha condotto le trattative per conto del sindacato – che innanzitutto stabilisce un punto: nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnalerà un rischio alto per la città di Padova, entro le ore 12:00, scatteranno immediatamente azioni cautelative per la fascia oraria del pranzo. Nello specifico, verrà applicata una priorità di assegnazione dei turni per i mezzi a minore impatto fisico, escludendo totalmente le biciclette muscolari dalla pianificazione tra le 12:30 e le 15:00. Qualora si renda necessaria la sospensione delle consegne per la flotta o per i mezzi non prioritari, ai lavoratori coinvolti verrà garantita la piena copertura economica e la tutela salariale, ricorrendo a cambi turno o riposi concordati. Inoltre, ai corrieri viene data la facoltà di effettuare brevi interruzioni dell'attività ad alta intensità in totale autonomia e senza contestazioni, oltre alle pause già previste e al supporto del materiale refrigerante e idrico integrativo”.

“Vale la pena sottolineare – aggiunge il sindacalista della Filt Cgil Padova – che l'intesa raggiunta con Just Eat evidenzia una marcata ed esemplare differenza rispetto all'impostazione prevalente nel mercato del delivery. Mentre Just Eat inquadra i propri rider come lavoratori subordinati applicando il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Trasporto Merci e Logistica e garantendo tutele concrete, sicurezza e continuità salariale anche nei momenti di emergenza climatica, le altre piattaforme come Glovo e Deliveroo continuano a basarsi sul modello del lavoro autonomo privo delle garanzie basilari della subordinazione. Non è un caso che proprio in queste ore, i rider che operano per queste ultime piattaforme stiano incrociando le braccia in tutto il Veneto, affiancati e seguiti dal NIdiL CGIL, per rivendicare diritti fondamentali, compensi dignitosi e tutele adeguate per la propria salute”.

"L'accordo raggiunto con Just Eat – conclude Daniel Perta della FILT CGIL Padova – dimostra nei fatti come la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori possa e debba integrarsi perfettamente con la gestione del servizio di consegna. Aver garantito la piena copertura salariale in caso di sospensione delle attività per il caldo estremo e aver previsto la totale esclusione dei mezzi a sforzo muscolare nelle ore più critiche rappresenta una conquista di civiltà e di dignità professionale. Questo risultato segna una distanza netta con chi continua a scaricare l'intero rischio d'impresa e climatico sulle spalle dei singoli lavoratori autonomi ed evidenzia quanto sia fondamentale l'applicazione del CCNL di settore per dare risposte concrete ed efficaci alle lavoratrici e ai lavoratori del delivery”.

 

Ancora un cambio di appalto nella filiera Amazon a Vigonza (Pd): le perplessità della Filt Cgil Padova

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sull'ennesimo cambio d'appalto nella filiera del magazzino Amazon di Vigonza (PD)

Filt Cgil Padova: “Cambio di appalto in Amazon, si rispetti il CCNL”

La Filt Cgil Padova denuncia il rischio per decine di lavoratori Driver in seguito al cambio di appalto presso il cantiere Amazon di Vigonza (Pd). La società Aelog lascerà l'appalto e verrà sostituita da Tiway a partire dal 28 settembre. Secondo il sindacato, questa operazione mira a licenziare circa 60-70 autisti driver per poi riassumerli il giorno seguente, interrompendo di fatto il rapporto di lavoro. Un processo che avverrebbe per mezzo di un’errata interpretazione dell’articolo 42 del CCNL che regola il settore, non garantendo nei fatti la continuità lavorativa e creando una serie di incertezze per i lavoratori.

“Nei primi giorni di settembre – dichiarano Daniel Perta e Katia Basso della Filt Cgil Padova – riceviamo una comunicazione da parte di Amazon Italia Transport Srl che ci informa che Aelog S.p.A. (società che precedentemente si chiamava Youlog S.p.A., presente dal 2017 nel territorio padovano e con almeno 33 contratti di appalto in giro per l’Italia) dal 28 settembre prossimo, che peraltro cade di domenica, lascerà l’attività presso Amazon e verrà sostituita da Tiway S.r.l. Per chiarire la situazione, Assoespressi (l’associazione datoriale a cui aderiscono le due aziende) convoca una riunione on line a cui, oltre al proprio rappresentante e di quelli delle due aziende, partecipano anche Cisl e Uil. Amazon, la titolare dell’appalto è la grande assente, visto che Youlog, oggi Aelog, risulta coinvolta in un’inchiesta da parte della magistratura per frodi fiscali”.

“L’incontro – ricordano i sindacalisti – non inizia benissimo, visto che ci viene detto da Assoespressi che se vogliamo partecipare dobbiamo dare il consenso alla sua registrazione, cosa che naturalmente non diamo aggiungendo che la nostra partecipazione non può assolutamente essere sottoposta a ciò che consideriamo un vero e proprio ricatto. Noi partecipiamo perché abbiamo dei lavoratori iscritti e siamo un sindacato firmatario del CCNL del settore. Dopo di che, lo scontro avviene proprio sulle parole e la lingua italiana perché Assoespressi ci dice che questo cambio d’appalto avverrà secondo le modalità da loro decise in via unilaterale, e non come previsto dall’Art 42 del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione, che prevede il passaggio diretto e senza interruzione dei lavoratori tra le due aziende. Ed è sull’espressione ‘passaggio diretto senza soluzione di continuità’ che non ci siamo trovati d’accordo, visto che la loro proposta prevede una discutibile operazione di licenziamento di massa dei lavoratori da parte di Aelog, violando le normative previste dalla Legge per i licenziamenti collettivi, seguita da una nuova assunzione il giorno successivo da parte di Tiway.”

“Davanti a questa proposta – proseguono i sindacalisti della Filt Cgil – abbiamo consigliato loro di andare a consultare un dizionario della lingua italiana per sincerarsi su che cosa si intende realmente per passaggio diretto e senza interruzioni, concetto che con la fine del contratto con la Aelog è difficile sostenere. Noi, da parte nostra, ci opponiamo fermamente a questa procedura perché, innanzitutto, è chiaramente una violazione del CCNL. È evidente che la proposta di licenziamento e riassunzione non rispetta il principio di ‘passaggio diretto’ previsto dal contratto e che garantisce la continuità del rapporto di lavoro. Un passaggio che non tutelerebbe i lavoratori provocando loro una perdita di diritti e causando dei problemi fiscali. E questo perché, sebbene le aziende assicurino che i lavoratori manterranno la paga base e le mansioni, in questo modo si mette a rischio il mantenimento di altri diritti come gli scatti di anzianità, la corretta gestione del TFR, la conservazione eventualmente dell’art. 18 e tutti i diritti maturati in questi anni.  Inoltre, il licenziamento e la nuova assunzione comporterebbero la ricezione di due Certificazioni Uniche (CUD) per l'anno in corso, con il rischio di una vera e propria ‘batosta’ fiscale per i lavoratori nella prossima dichiarazione dei redditi. E infine, anche se è una questione primaria, abbiamo sottolineato che, da alcune verifiche che abbiamo condotto, è emerso che Aelog non ha versato, per almeno 10-15 lavoratori, il TFR ai fondi di pensione privati, in alcuni casi da oltre un anno e mezzo. E questo significa che il cambio di società rischia di sollevare Aelog dalle sue responsabilità, rendendo difficile per i lavoratori il recupero delle somme dovute. Cosa che non possiamo accettare”.

"Per questi motivi –  concludono Basso e Perta –  la Filt Cgil di Padova si oppone fermamente a questa operazione che sembra finalizzata solo a nascondere le criticità pregresse e a creare una discontinuità tra le due aziende per evitare che Aelog e Amazon, in qualità quest'ultima di Committente, si assumano le proprie responsabilità, aggirando così tutti gli sforzi fatti in questo decennio per migliorare le condizioni dei lavoratori, anche svincolando dai Protocolli sottoscritti presso la Regione Veneto per le tutele e la legalità negli appalti. Continueremo, in ogni sede, a tutelare i diritti dei lavoratori e a chiedere chiarezza e trasparenza a tutte le parti coinvolte, chiedendo la genuinità degli appalti, anziché utilizzare gli stessi per evadere lo Stato".

Filt Cgil Padova dichiara lo stato di agitazione per i lavoratori della Freeway srl impiegati in appalto allo zuccherificio di Pontelongo della Co.pro.b

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sullo stato di agitazione dei dipendenti della Freeway srl, azienda che opera in appalto presso lo zuccherificio Co.pro.b di Pontelongo

Basso, Filt Cgil Padova: “Ignorate le nostre richieste di un confronto con azienda e committente sul futuro dell’appalto, i lavoratori determinati a battersi per i propri diritti”

 

La Filt Cgil di Padova, dopo un’assemblea svoltasi nel pomeriggio dell'altro ieri (martedì, 9 settembre ndr) con i dipendenti, ha dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori della società Freeway srl, che gestisce l'appalto di logistica e movimentazione merci presso lo Zuccherificio di Pontelongo gestito da Co.pro.b (Cooperativa Produttori Bieticoli). Si tratta di 25 persone, 19 assunti con un contratto a tempo indeterminato, il resto a tempo determinato.

“La decisione – spiega Katia Basso, la funzionaria della Filt Cgil Padova che segue la vertenza – arriva a seguito di una serie di problematiche a cui, sia la Freeway che l’azienda committente, ossia la Co.pro.b, non hanno voluto dare risposte. Un atteggiamento che non ha fatto altro che appesantire una situazione che si è aggravata dopo che, a partire dal 25 agosto 2025, è stato richiesto ai soli dipendenti della Freeway di registrare le entrate e le uscite dallo stabilimento con firma davanti al personale di guardiania. Un provvedimento che, come Filt Cgil, non possiamo che condannare: si è trattato di un gesto discriminatorio e lesivo della privacy dei lavoratori che non siamo più disposti a tollerare”.

“Un'altra preoccupazione – prosegue la sindacalista della Filt Cgil di Padova – riguarda il futuro dell'appalto, il cui contratto scade il 31 dicembre 2025. Ci sono voci di un possibile cambio di fornitore e questo comporta il rischio che le nuove condizioni contrattuali possano essere peggiorative rispetto a quelle attuali. Condizioni, voglio ricordare, che i lavoratori hanno faticosamente migliorato dopo che per anni hanno subito molteplici cambi di appalto e visto mortificare i propri diritti. Una situazione, come detto, migliorata negli ultimi 5 anni sia sotto il profilo normativo che economico e che aveva portato, nel 2023, alla sottoscrizione di un accordo, direttamente con la committenza, che doveva sancire l’ultimo cambio di fornitore e una consistente riduzione del loro numero. Per questo, quel che sta avvenendo ci preoccupa e ci sembra un mancato rispetto dei patti”.

“Si tratta di questioni – dice Katia Basso – che tolgono la serenità ai lavoratori e per questo motivo, come Filt Cgil Padova, avevamo richiesto un incontro urgente con Co.pro.b. ancora lo scorso 1° agosto 2025 al fine di discutere dei ritardi nei pagamenti nell’appalto, nonché dell'inserimento di nuovi soggetti nella filiera degli appalti che, peraltro, hanno in uso contratti nazionali non idonei per il tipo di attività richiesta. Non avendo ricevuto nessuna risposta, qualche settimana dopo abbiamo chiesto un incontro anche con la dirigenza della Freeway srl, per avere chiarimenti sui recenti avvenimenti e ottenere rassicurazioni sulla stabilità occupazionale dei dipendenti, ma anche in questo caso siamo stati ignorati”.

“Infine – conclude Katia Basso – a tutto questo si aggiungono i problemi che sta attraversando il settore nel nostro Paese a causa dell’accordo commerciale tra Unione Europea e alcuni Paesi del Sud America che rischia di danneggiare proprio la Co.pro.b. Ma pure su questo siamo stati completamente ignorati. Insomma, ce ne sarebbero questioni importanti di cui discutere ma né da Co.pro.b. né da Freeway srl, abbiamo avuto risposte. La sensazione è che ci troviamo davanti ad un film già visto molte volte dove alle difficoltà del mercato si reagisce tagliando il costo del lavoro e puntando ad ulteriori esternalizzazioni con appalti al ribasso. Per questo, la Filt Cgil Padova, su richiesta dei lavoratori, ha dunque ritenuto necessario attivare lo stato di agitazione per tutelare i loro diritti. E nei prossimi giorni, verranno decise le azioni più appropriate per salvaguardare l'occupazione e la stabilità economica e normativa del personale coinvolto”.

Agrologic, prima lo sciopero, poi la vittoria. Filt Cgil Padova: "Grande prova di forza dei lavoratori. Ampia accoglienza delle nostre richieste"

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  • Descrizione allegato: Gli articoli usciti su Mattino e Gazzettino, venerdì 4 luglio, e quelli usciti su Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto, sabato 5 luglio

Prima la decisione di fare uno sciopero "a singhiozzo", articolato in più momenti della giornata (dalle 5.30 alle 8.00, poi le prime due ore del turno del pomeriggio e altre due all'inizio del turno serale), salvo cambiare idea, data l’inamovibilità dell’azienda davanti alle loro proteste, e decidere di farlo per l’intera giornata. Poi, dopo una notte molto movimentata durante la quale si è sviluppato un confronto andato avanti a più fasi e risolto verso l'alba, la decisione di sospendere lo sciopero dal momento che Aspiag ha cambiato idea e deciso di accogliere le richieste dei i lavoratori che operano in appalto presso Up log Srl (circa 180) e Clean Solution Srl (una trentina diretti più un altro centinaio in somministrazione) nella gestione del grande polo logistico Agrologic di Monselice. In sintesi: una vittoria su tutta la linea e la dimostrazione, che deve aver terrorizzato i vertici di Aspiag, di riuscire a bloccare l'attività del Centro logistico e quindi, in sostanza, di non permettere ai prodotti agroalimentare di raggiungere gli scaffali dei supermercati della multinazionale tedesca.

“Lo sciopero si è reso necessario – ha spiegato il Segretario Generale della Filt Cgil Padova, Massimo Cognolatto – a fronte delle discussioni avviate con Aspiag per l'internalizzazione dei lavoratori di Clean Solutions Srl e Up Log Srl. Dopo anni di trattative effettuate con le ditte in appalto, la multinazionale ha deciso di accelerare con il processo di internalizzazione dei lavoratori, un processo che se da un lato noi abbiamo perseguito, dall'altro rischia però di ridurre il salario e di mettere alla porta il sindacato che in tutti questi anni ha dato assistenza a questi lavoratori- Stiamo parlando di più di 300 lavoratori, per lo più immigrati, verso cui la CGIL ha adottato percorsi di integrazione, costruito percorsi di mediazione culturale e integrazione. La risposta prima e immediata del lavoro fatto dalla CGIL sta nella partecipazione allo sciopero che ha raggiunto adesioni bulgare del 99%".

“Nel corso dell’incontro svoltosi in tarda mattinata – rivela il sindacalista – abbiamo esplicitamente rivendicato il mantenimento del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni, abbiamo preteso il riconoscimento di un'indennità economica una tantum legata all'anzianità di cantiere, per tutti i lavoratori e per le ore di lavoro effettivamente prestate. Inoltre abbiamo proposto l'acquisizione di tutto il personale dei tre settori (Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni), con passaggio diretto e senza soluzione di continuità, a prescindere dall'anzianità e dalla tipologia contrattuale, valorizzando l'esperienza e la professionalità acquisita e, quindi, la loro assunzione diretta e immediata a tempo indeterminato e senza periodo di prova, visto che non ne hanno assolutamente bisogno”.

“Purtroppo – dice Massimo Cognolatto – Aspiag è rimasta ferma nelle sue posizioni e quando al termine dell'incontro abbiamo comunicato ai lavoratori l’infruttuoso esito, la loro risposta è stata di continuare la protesta e scioperare per l’intera giornata. E non solo: hanno chiaramente fatto capire di essere disposti a scioperare ad oltranza, una prospettiva che in Aspiag devono aver visto come il fumo negli occhi. Noi siamo tranquilli e avendo piena fiducia nelle Istituzioni, consideriamo l’Unità di Crisi della Regione Veneto la migliore sede dove discutere questa vertenza, ma non si può scaricare alle istituzioni la responsabilità delle aziende. Soprattutto quando sono state coinvolte da indagini della magistratura. Quel che però vogliamo è rispetto e chiarezza, i lavoratori hanno dato tanto alla crescita di questo centro ed ora è giusto che questo gli venga riconosciuto. L'anno scorso Aspiag e Despar hanno fatturato 5 miliardi di euro grazie anche al lavoro di queste persone che lavorano a 2 gradi C per 1000 euro al mese. Nessuno se lo dimentichi".

E in un modo o nell'altro, lavoratori e Filt Cgil Padova sono riusciti a fare in modo che nessuno se lo dimenticasse e il giorno dopo, al termine di quello che minacciava di essere solo il primo di diversi giorni di sciopero, il Segretario Generale della Filt Cgil Padova ha manifestato la sua soddisfazione: “Possiamo dire che la notte ha portato consiglio e al termine di un confronto proseguito in diverse fasi, siamo riusciti ad ottenere quel che i lavoratori avevano richiesto e dopo aver dato loro comunicazione dei termini dell’intesa, hanno deciso di sospendere la protesta e riprendere il lavoro. Si è trattato di una vera dimostrazione di forza, condotta con molta determinazione e unità, che ha raccolto quanto si proponeva. Ora, sta ad Aspiag rispettare i termini dell’accordo, altrimenti i lavoratori torneranno a mobilitarsi. Crediamo che non sarà necessario perché sono risultati molto credibili”. 

“Abbiamo ottenuto un ampio accoglimento delle nostre richieste – ha premesso Cognolatto – e questo significa, per esempio, che intanto verranno tutti, oltre 300 lavoratori, internalizzati in piena uniformità delle condizioni retributive. Voglio sottolineare che tra questi è compreso anche il personale attualmente in somministrazione costituito da circa un centinaio di lavoratori che, fin da subito, smetteranno di essere precari e avranno un contratto a tempo indeterminato. Poi: che tutti avranno un aumento di livello che riconoscerà la professionalità acquisita, attraverso un’apposita indennità una tantum che concorderemo con l’azienda e che sarà il riconoscimento delle competenze acquisite da queste persone durante gli anni di avviamento del Centro logistico. Accanto a questo, verrà loro riconosciuto l’integrativo regionale che verrà loro versato.  Infine, sulla questione più importante, ossia quella relativa alla contrattazione, questa continuerà sul solco del Contratto Merci e Logistica”.

“A tal proposito – ha argomentato Cognolatto – dal momento che l’internalizzazione non è prevista prima del 2027, ci siamo presi del tempo per discutere e ragionare su questo processo perché ci sono vari aspetti che vanno valutati. Innanzitutto, tutti convengono che il Contratto Merci e Logistica contiene strumenti e dispositivi, soprattutto sotto il profilo della flessibilità, che non devono andare dispersi una volta che i lavoratori verranno internalizzati. Strumenti che il contratto della DMO (Distribuzione Moderna Organizzata) non possiede e che invece aiutano moltissimo in un’attività altamente complessa come quella che si svolge in Agrologic. Per cui, l’obiettivo comune è quella di andare verso l'internalizzazione dei lavoratori che metta insieme i due modelli. Questo significa per esempio che la retribuzione dovrà essere quella maturata nel settore in cui i lavoratori hanno sempre operato e dove hanno sviluppato le loro competenze, ossia quello normato dal Contratto Merci e Logistica, così anche per quel che riguarda la gestione della forza lavoro, ma ragionando con un gruppo che sta all’interno del settore della Grande Distribuzione Organizzata”.

“Questo significa – ha proseguito il proprio ragionamento il sindacalista della Filt Cgil Padova – la fine degli affidamenti e il passaggio alla gestione diretta. Uno step che richiederà consapevolezza da parte di tutti: sia da parte dei lavoratori che avranno bisogno di essere formati ben sapendo che molti di loro non conoscono neanche le basi della lingua italiana, condizione che impone di proseguire e valorizzare con i processi di integrazione e mediazione culturale già messi in campo dalla Filt Cgil Padova, sia da parte dell’azienda che dovrà dimostrare maturità muovendosi rispettando gli esiti di questo processo e agendo sempre sul solco della legalità, rifiutando rapporti con imprese che operano attraverso meccanismi di sfruttamento ed evasione e che sappiamo essere presenti nel mondo della logistica”.

“I termini dell’intesa verranno convalidati nella sua sede naturale – ha concluso Massimo Cognolatto – ossia presso l’Unità di Crisi della Regione Veneto in cui sancire un accordo di sito produttivo che andrà a codificare uno dei poli più importanti, sotto il profilo occupazionale, della Bassa Padovana”.

Ieri, giovedì 19 giugno, terzo giorno di sciopero, con presidio, davanti alla sede di UPS in Zona Industriale, dei Drivers di Madilo srl, società che opera per conto del colosso americano dell’autotrasporto

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla protesta dei Drivers di Madilo srl davanti alla sede UPS di Padova

Filt Cgil Padova: “Le lavoratrici e i lavoratori vogliono il rispetto dei loro diritti, altrimenti la protesta si intensificherà. UPS non faccia da spettatrice e intervenga per l’apertura di un tavolo di confronto per sbloccare la situazione”

 

La Filt Cgil di Padova comunica che, con ieri, giovedì 19 giugno, siamo giunti al terzo giorno di sciopero dei Drivers della Madilo Srl, società che opera per conto della multinazionale americana UPS, leader mondiale nel settore dell'autotrasporto, logistica e consegna di pacchi. La protesta, accompagnata da un picchetto davanti alla sede UPS di Padova in zona industriale (nonostante il gran caldo), ha visto la maggioranza dei dipendenti con un contratto a tempo indeterminato, oltre ad incrociare le braccia, fermare tutti i corrieri in uscita e entrata dalla sede, spiegando le motivazioni della protesta, in particolare per quel che riguarda il rispetto dei propri diritti e l'ottenimento di condizioni contrattuali e retributive adeguate. E non finisce qui. Anche oggi, venerdì 20 giugno, le lavoratrici e lavoratori sono tornati ad incrociare le braccia, segno di una determinazione che la controparte dovrebbe prendere molto sul serio.

"Non vogliamo scioperare, non siamo felici di farlo, ma siamo costretti – dichiarano Anna Zirella e Nicola Francescato, Rappresentanti Sindacali Aziendali (RSA) della Filt Cgil in Madilo srl – perché, purtroppo, l'azienda non ha voluto sentire ragione e non mostra interesse ad ascoltare le nostre rivendicazioni per miglioramenti economici sulla busta paga e organizzativi all'interno della filiale, necessari per un lavoro così pesante."

“Sono diversi i motivi – spiega Daniel Perta, funzionario della Filt Cgil di Padova – che hanno spinto le lavoratrici e i lavoratori della Madilo Srl ad inasprire la lotta per il rispetto dei propri diritti a partire dal mancato riconoscimento degli elementi retributivi territoriali, in conformità con quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL). Accanto a questo lamentano l'insufficiente aumento dell'indennità di trasferta e il mancato pieno riconoscimento degli straordinari, la mancanza di una regolamentazione e sistematizzazione del Premio di Risultato (PDR) e pretendono, giustamente, la totale applicazione dell'accordo quadro nazionale sottoscritto il 4 dicembre 2019, che regola il loro lavoro”.

“Purtroppo – aggiunge il sindacalista – nonostante svariati tentativi di dialogo e confronto con l'azienda, la Madilo Srl non ha mostrato alcuna apertura alle rivendicazioni dei lavoratori e del sindacato. La Filt Cgil e i Drivers ribadiscono la loro determinazione a proseguire con la protesta fino a quando non verranno accolte le loro richieste e ciò avverrà con il coinvolgimento delle Istituzioni, preposte a fare da mediatrici in vertenze del genere, e degli altri dipendenti della Madilo srl, impiegati presso altri appalti”.

“Come Filt Cgil Padova – conclude Daniel Perta – desideriamo esprimere la nostra piena solidarietà, considerazione e supporto alle lavoratrici e ai lavoratori della Madilo Srl, garantendo il nostro totale impegno finalizzato alla loro tutela. Quel che auspichiamo è un intervento risolutivo anche da parte di UPS, affinché si possa giungere a un tavolo di confronto e sbloccare definitivamente questa situazione, consentendo ai drivers di tornare a svolgere il proprio lavoro in condizioni dignitose e conformi ai loro diritti”.

Dopo qualche ora, sospeso lo sciopero dei lavoratori della World Service Group srl in appalto alla Commit Siderurgica di Veggiano. Filt Cgil Padova: “Vittoria”

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di mattino e gazzettino, usciti prima dello sciopero, e del gazzettino, dopo lo sciopero

“Sciopero sospeso in attesa di un incontro tra le parti fissato mercoledì 18 giugno: un risultato frutto dell’unità e determinazione dei lavoratori”.

Dopo alcune ore di sciopero di tutto il personale di World Service Group, la Committenza Commit si è presa formalmente l'impegno di subentrare e farsi garante nel pagamento delle partite economiche che potrebbero perdersi con la procedura di amministrazione straordinaria. Accanto a questo, la nuova società World Service Group, si è presa l'onere di impostare un modello organizzativo più efficiente che passi dal rispetto del CCNL nella gestione e programmazione del lavoro, dei turni e negli aspetti retributivi, anche alla luce delle specifiche esigenze del personale che è composto, per la stragrande maggioranza, da cittadini stranieri. L'incontro tra le parti è previsto per il prossimo mercoledì 18 giugno. Auspichiamo che sia l’inizio di un nuovo percorso e l'occasione vera per valutare la reale autonomia imprenditoriale del soggetto appaltatore, in assenza della quale dovremmo fare scelte alternative. Ricordiamo che in passato il cantiere è stato teatro di importanti mobilitazioni e che questa vertenza rappresenta l’ennesimo tassello di un lavoro meticoloso e costante che la Filt Cgil sta portando avanti da anni, per accorciare filiere e ripristinare la legalità in un settore complicato”.

È con questa nota che la Filt Cgil di Padova ha dato ieri notizia, venerdì 6 giugno, della sospensione dello sciopero dei lavoratori di World Service Group srl, l’impresa di logistica e trasporti che ha in appalto il cantiere alla Commit Siderurgica di Veggiano, davanti ai cui cancelli i lavoratori si sono radunati fin dalle prime luci dell’alba in un presidio di protesta. Uno sciopero, accompagnato da un presidio iniziato alle 6 del mattino, dai circa 80 lavoratori, prima impiegati alla Work Service, e che dopo essere finita al centro di una procedura di commissariamento, sono confluiti alla Work Service.

“Una mobilitazione necessaria – aveva dichiarato, il giorno prima, la Segreteria Provinciale della Filt Cgil Padova – a fronte di un mese dal subentro di World Service srl che non ha portato a nessuna discussione organizzativa e ha riproposto il modello esistente con diverse criticità come, ad esempio, la prassi per cui i turni vengono comunicati il venerdì per il lunedì, in chiara violazione del CCNL che regola il lavoro nel settore. Senza considerare che, ad oggi, non è stato fornito neanche un indirizzo email per la corrispondenza ordinaria. Una situazione che si è aggravata nonostante il subentro societario perché la verità è che i lavoratori sono di fatto gestiti da Commit, che si configura come il vero datore di lavoro. Secondo noi esistono validi elementi per contestare la genuinità dell’appalto. A questo si aggiunga poi che World Service srl ha recentemente comunicato un esubero di 20 persone senza fornire numeri o motivazioni chiare. Noi, siamo invece convinti che non sussistano le condizioni per attivare ammortizzatori sociali, poiché l'esubero non è motivato da cali di lavoro, ma da altre ragioni e rappresenterebbe un'ulteriore perdita di reddito per lavoratori già penalizzati dal fallimento Work Service e dalla precedente cattiva gestione. A questo punto, come Filt Cgil rivendichiamo, innanzitutto, l’assunzione diretta di tutto il personale attualmente in appalto da parte di Commit Siderurgica. Poi vogliamo avere delle garanzie sul pagamento di tutte le pendenze, incluse ferie, permessi e giornate lavorative non pagate a dicembre, che rischiano di perdersi nella procedura. E infine vogliamo una programmazione del lavoro concertata e rispettosa del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL)”.

Una presa di posizione che deve aver avuto qualche effetto, visto la decisione di Commit Siderurgica e World Service srl di inviare presso il presidio una comunicazione con cui si chiedeva l’apertura di un tavolo per affrontare tutte le questioni poste dai lavoratori.

“Un risultato – ha detto Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil Padova – raggiunto grazie all’unità e determinazione dei lavoratori, stanchi di venir considerati come semplice merce da poter scartare e lasciare a casa quando non fa più comodo. Le cose non stanno così e se dopo poche ore di sciopero, sia World Service che Commit Siderurgica, hanno subito fatto capire di voler riaprire le trattative, ciò è dovuto al fatto che i lavoratori, con la loro protesta, devono aver creato notevoli disagi e questo ha fatto immediatamente conquistare loro maggiore considerazione”.

“Per cui – ha concluso Massimo Cognolatto – in virtù degli impegni presi, abbiamo deciso di sospendere lo sciopero con l’auspicio che dal tavolo di mercoledì 18 giugno, si inizi un percorso nuovo con delle aziende che siano in grado di stare all’altezza delle proprie responsabilità”.

Attendiamo quindi quella data per vedere se questa vertenza si concluderà con soddisfazione di tutte le parti.

Infortunio mortale del camionista Thomas Gobbi, il commento della Filt Cgil Padova

“Ha scosso profondamente la nostra categoria sindacale la notizia del fatale incidente sul lavoro che ha visto la prematura morte di Thomas Gobbi, camionista trentacinquenne di Merlara e futuro padre.

Alla moglie e compagna, ai genitori, già duramente provati in passato dalla perdita del fratello Kevin, va tutta la nostra solidarietà e vicinanza.

Non sta ovviamente a noi sentenziare circa le responsabilità dell’accaduto ma non possiamo tacere circa l’ingiustizia e inaccettabilità di una morte così barbara e insensata.

Quello del camionista è un mestiere che ha smarrito prestigio e professionalità ed è scaduto in una condanna per chi lo compie: rischi elevati, paghe non in linea con il sacrificio, giorni se non settimane lontano da casa dalla famiglia e dagli affetti costretti in cabine rifugio.

Il destino ha stavolta voluto trasformare la passione di un ragazzo nella sua condanna.

Ai padroncini e alle partite IVA dovrebbero essere riconosciute equivalente tutele INAIL e previdenziali che ai dipendenti diretti e speriamo che la materia trovi una definizione complessiva che non commistioni l’ambito lavorativo con quello stradale. Tutti i lavoratori del settore necessitano tempi e condizioni più vivibili, più sicurezza e maggiore dignità.

Piangiamo oggi un figlio che non potrà conoscere il padre. Ogni operaio morto è una sconfitta per il mondo del lavoro ma stavolta c'è qualcosa di ancora più tragico.

Serve fare di più!”

 

La Segreteria della FILT CGIL di Padova

 

Il servizio di Telenordest sulla tragedia

Filt Cgil Padova: "Chiusa la vertenza LGT Italia: 550 mila euro ai 40 lavoratori 'padovani' lasciati a casa"

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla chiusura della vertenza con LGT Italia

Si è chiusa nei giorni scorsi la vertenza LGT Italia srl, una vicenda che ha occupato le pagine dei giornali durante le ultime festività natalizie, in un periodo di tempo durante il quale, solitamente, buona parte dei lavoratori si gode le festività di fine e inizio anno. Non tutti: quaranta lavoratori della filiale di LGT Italia di Padova, proprio a ridosso di Natale, erano scesi in agitazione per rivendicare il rispetto ed il diritto al lavoro.

Situazioni che accadono sempre più spesso. “Un tempo non era così – dice Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil Padova – e ancora oggi il fenomeno è sottovalutato perché si nasconde nel mondo del lavoro caratterizzato da lunghe catene di appalti, che rispondono principalmente agli interessi della committenza e le cui ingiustizie finiscono con lo scaricarsi sui lavoratori. Lavoratori, è bene sottolinearlo, senza i quali la distribuzione della merce non potrebbe svolgersi e che negli ultimi anni sono divenuti numericamente rilevanti tanto da costituire un comparto produttivo assolutamente considerevole: dai dati del Centro di Ricerca Randstad Research risulta che la logistica conta in Italia 1,16 milioni di occupati e genera un valore di 92,7 miliardi di euro, pari al 5,41% del PIL”.

Ma che cosa era successo alla LGT Italia? “Purtroppo – spiega il Segretario Generale della Filt Cgil Padova – a fronte della perdita della commessa principale costituita dall’appalto con Autodis Ricauto, LGT Italia srl, azienda con sede a Brescia, era andata in crisi su Padova dichiarandosi impossibilitata a garantire la piena occupazione del cantiere e le ricerche di altre commesse, tali da compensare il carico di lavoro mancante, avevano dato esito negativo. Ci sono stati momenti di forte tensione ma finalmente nella settimana scorsa si sono raggiunte delle conciliazioni sindacali promosse dal nostro sindacato che hanno riconosciuto valori economici pendenti e incentivi all’esodo compensativi del danno subito. LGT Italia si è fatta carico dei crediti che i lavoratori vantano nei confronti delle società che hanno operato in sub appalto tra cui Italia Trasporti srl e Transport srl. Stiamo parlando di una cifra che raggiunge i 550 mila euro. E dobbiamo riconoscere che a facilitare l’esito della vertenza, facendosi garanti degli impegni, è stata la presenza al tavolo della committenza Ricauto spa e Autodis Italia spa che hanno contribuito significativamente al raggiungimento della stessa”.

“In definitiva – conclude Massimo Cognolatto – siamo complessivamente soddisfatti perché di più, vista la situazione, non si poteva ottenere e di questo erano consapevoli anche i lavoratori che ci hanno chiesto almeno di ‘vendere cara la pelle’. E questo lo abbiamo fatto. Per nostra natura, siamo portati a costruire relazioni sindacali, vere, basate sul confronto e la concertazione con l’obiettivo di salvaguardare i posti di lavoro, non certo in funzione della monetizzazione del danno, anche se va riconosciuto che offre un provvisorio ma importante riparo. Siamo certi che questa esperienza servirà di lezione anche ad altri: il rispetto delle norme, la responsabilità e la serietà d’impresa nel lungo periodo pagano sempre. Attendiamo ora il pagamento delle ultime code retributive. Un ringraziamento all’Unità di Crisi della Regione Veneto che ha svolto egregiamente il proprio ruolo”.