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Gestione della logistica allo stabilimento Peroni di Padova: vittoria della Cgil! Accordo raggiunto dopo l'incontro in Regione

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova

Filt Cgil Padova e Flai Cgil Padova: “Dopo giorni di mobilitazione finalmente trova soluzione la vertenza per la logistica in Peroni. Una tappa importante verso la parificazione delle condizioni normative e salariali tra i lavoratori. Dal 1° gennaio a tutti i lavoratori della filiera verrà applicato il CCNL dell’industria alimentare”

Nella giornata di martedì 6 dicembre la Filt Cgil e Flai Cgil di Padova hanno raggiunto, presso gli uffici dell’Unità di crisi della Regione Veneto e alla presenza del Committente Birra Peroni spa, un importante accordo per i lavoratori che attualmente fanno capo alla filiera logistica presso l’impianto di Birra Peroni di Padova.

“I lavoratori – scrivono in una nota Filt Cgil Padova e Flai Cgil Padova - che attualmente sono in capo a Geodis transiteranno, dal 1° gennaio 2024, alla 5b Service srl (società al 100% di capitale Cab Log) con passaggio diretto e senza soluzione di continuità. Sparita quindi la minaccia del ritorno al subappalto. Per ogni singolo lavoratore verranno salvaguardate le mansioni, le funzioni e la condizione retributiva in essere, garantendo condizioni economiche individuali e accordi esistenti. Il meccanismo adoperato sarà quello della cessione individuale dei contratti che offre garanzia assoluta sia nell’interesse dei lavoratori che di tutta la collettività”.

“Aspetto qualificante dell’accordo – proseguono le due categorie sindacali – sarà l’inquadratura del nuovo personale nel CCNL Industria Alimentare, lo stesso che viene applicato al personale diretto “Birra Peroni spa”, notoriamente più vantaggioso rispetto a quello Merci e logistica con immediata armonizzazione dei trattamenti salariali. In questo modo si elimina ogni possibilità di dumping salariale tra personale operante nello stesso impianto. Accanto a questo, Birra Peroni spa ha assicurato che nelle future assunzioni dirette valuterà inoltre eventuali richieste avanzate dal personale oggetto di questo confronto. Nel corso dell’incontro sono emerse le evidenti e oggettive difficoltà che avrebbe avuto Peroni a gestire nell’immediato un lavoro di logistica che non le è proprio e che necessita del tempo per essere compreso e reso operativo. Per questo motivo Flai Cgil e Filt Cgil hanno ritenuto l’accordo raggiunto un passaggio obbligato verso l’internalizzazione degli ex lavoratori di Geodis”.

“Si tratta, in tutta evidenza – concludono Filt Cgil Padova e Flai Cgil Padova – di un grande successo per la CGIL che attraverso un proficuo confronto tra le due sue categorie coinvolte e grazie alla mediazione della Regione Veneto, ha saputo costruire delle basi concrete per una ricompattazione delle filiere produttive mettendo al centro la dignità delle persone e ponendo attenzione a non finire prigioniera in asettici perimetri contrattuali. L’accordo è stato anche sottoposto ai lavoratori riunitisi in assemblea e ha riscosso un generale giudizio positivo con conseguente fine dello stato di agitazione. Inoltre, si è fatto tesoro del lavoro della magistratura che attraverso le indagini ha scoperchiato le zone grigie di alcune porzioni della logistica, portando a frutto e dando gambe ai protocolli istituzionali realizzati negli ultimi anni. Protocolli che guardano alla legalità e all’accorciamento delle filiere nella convinzione che per fare impresa occorra partire dai lavoratori, dalle loro capacità e professionalità: una sfida su cui tutti devono sentirsi coinvolti!”

Cambio di appalto per la logistica a Peroni, i lavoratori dicono no: scatta lo stato di agitazione. Filt Cgil Padova sul piede di guerra

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Filt Cgil Padova: “Questo cambio d’appalto non s’ha da fare! Il trascorso vissuto dagli operatori in appalto Peroni racconta anni e anni di duro lavoro a fronte di continui cambi di appalto, quote sociali perse e ricadute anche fiscali e retributive a loro svantaggio. Oggi è tempo di cambiare modello”.

Geodis è una società multinazionale operante all’interno del birrificio Peroni nella movimentazione della merce.  Geodis è tuttora sottoposta ad amministrazione controllata poiché si è avvalsa di società accusate di evasione fiscale milionaria. Nei mesi scorsi la CGIL ha contribuito a fare emergere queste criticità arrivando attraverso la lodevole mediazione della Regione Veneto ad accorciare la filiera e a stipulare assunzioni diretta in capo a Geodis. Una conquista che ha cancellato decenni di sfruttamento e che oggi è messa in discussione dalla decisione unilaterale della Committenza Birra Peroni. 

“Non ci stiamo! Ma quale cambio di appalto? A Peroni diciamo solo due cose: o Geodis, e i suoi lavoratori, restano a gestire la logistica in Peroni, oppure se l’azienda se ne va, quei lavoratori vanno internalizzati dalla stessa Peroni. Se ne facciano una ragione: altre strade non ci sono. Altrimenti si andrà allo scontro e si continuerà con lo sciopero. E questo significa, data la cruciale attività che questi lavoratori svolgono, fermare l’attività dell’intero stabilimento Peroni.”

Non lasciano spazio a nessuna ambiguità, Massimo Cognolatto, Segretario Generale Filt Cgil Padova e Daniel Perta, Segretario Provinciale Filt Cgil Padova, riguardo allo stato di agitazione che i lavoratori di Geodis hanno proclamato al termine dell’assemblea sindacale tenutasi mercoledì sera dopo aver preso atto della chiusura della Committenza e la volontà di affidare le attività a Cab Log (azienda che opera nella logistica con sede a Noale) dal 1° gennaio 2024 al posto di Geodis. Un’ipotesi contro cui hanno deciso di ribellarsi.

Vogliamo sottolineare – proseguono il Segretario Generale e Provinciale della Filt Cgil Padova – come dopo anni di duro lavoro segnati da continui cambi di appalto, precariato, perdita di quote sociali e contributi, finalmente a partire da maggio 2023, grazie all’opera del sindacato, quei lavoratori erano stati internalizzati passando direttamente alle dipendenze della Geodis. In questo modo avevano acquisito diritti mai goduti venendo inquadrati all’interno del CCNL Trasporti e Logistica. Una vittoria ottenuta anche grazie all’impegno delle Istituzioni, a partire dalla Regione Veneto, che nel 2021 aveva ospitato gli incontri tra sindacati e parti datoriali da cui era nato il 'Protocollo per il superamento delle criticità della filiera della logistica'. E l’accordo con Geodis era stato anche un modo per dare gambe a quel protocollo”.

Ora, come niente fosse – tuonano Cognolatto e Perta – alla Peroni hanno deciso di tornare indietro e rimangiarsi tutto. Addirittura Cab Log ci ha comunicato che intende subappaltare le attività in service ad un’altra ditta, allungando così di nuovo la filiera. Non è accettabile, anche alla luce del protocollo Regionale sulla legalità nella logistica sottoscritto in Regione Veneto nel 2021. Per questo i lavoratori hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione, scioperando. E continueranno su questa linea finché Peroni non si prenderà le sue responsabilità. La CGIL è impegnata concretamente a dare gambe agli impegni che le parti sindacali e datoriali hanno sottoscritto nel 2021 presso le sedi istituzionali: accorciare le filiere, garantire diritti nel rispetto della legalità e produrre una discussione vera su lavoro e operatività”.

E quindi ribadiamo – concludono i due sindacalisti – che se Geodis andrà via da Peroni, l’unica strada percorribile è l’internalizzazione di quei lavoratori nella stessa Peroni. Pensiamo sia arrivato il momento di cambiare modello industriale, di piantarla di distinguere tra lavoratori di serie A e di serie B all’interno degli stessi luoghi di lavoro. E chiediamo alla Regione Veneto e all’assessore Donazzan, che sappiamo essere attenta al tema, di far sentire la propria voce. A rischio è la stessa credibilità delle istituzioni: non è possibile firmare protocolli d’intesa che poi a pochi mesi di distanza vengono completamente dimenticati”.

Il servizio di 7 Gold Telepadova sullo sciopero e presidio davanti alla Peroni di Padova

Vittoria della Filt Cgil Padova! Aspiag Service Srl sconfitta anche in Appello: illecito l’appalto conferito all’allora Coop Popular

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Corriere Veneto sulla sentenza

Filt Cgil Padova: “Anche se la sentenza è definita “non definitiva” solo perché la causa prosegue per una diversa determinazione del credito dei lavoratori interessati, va considerata – quanto all’illiceità dell’appalto (e l’intermediazione di manodopera) – a tutti gli effetti “definitiva

“Dopo il Giudice del Lavoro di Padova, anche la Corte d’Appello di Venezia, ha riconosciuto che Aspiag Service srl, attraverso il software aziendale, gestisse sia singolarmente che nel complesso i lavoratori, motivo per cui l’appalto alla Coop Popular era illecito e consisteva, nei fatti, in un’intermediazione di manodopera”

“Già la prima sentenza del Giudice del Lavoro di Padova aveva aperto un varco che ha determinato l’iscrizione di altre cause, con esito altrettanto positivo, di lavoratori in appalto ad Aspiag che si trovavano nella medesima situazione. Confidiamo si ripeta la stessa cosa anche dopo questa Sentenza d’Appello”.

 

Era proprio un appalto illecito e, nei fatti, i soci-lavoratori (sulla carta) dell’allora Coop Popular erano alle dipendenze di Aspiag Service srl e quindi come tali dovevano venir contrattualmente inquadrati – con un CCNL Commercio e non Logistica Trasporto Merci e Spedizioni – motivo per cui quella che subivano era un’ingiusta intermediazione di manodopera. A scriverlo, nero su bianco, la Corte d’Appello di Venezia – Sezione Lavoro (composta dai magistrati Dr Gianluca Alessio, Presidente, e dai Consiglieri Drssa Roberta Poire’ e Dr Lorenzo Puccetti)  nella “sentenza non definitiva” (comunicata il 30 maggio scorso) della causa che Aspiag Service srl aveva promosso per impugnare in appello la sentenza emessa il 16 luglio del 2019 dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Padova a favore di 4 lavoratori – poi seguiti da tanti altri – che avevano intentato la causa, appoggiati dalla Filt Cgil di Padova, denunciando la situazione in cui si trovavano da anni, ossia quella di lavorare nei fatti per Aspiag Service ma risultando, nella carta, soci di una cooperativa.

“Una grande vittoria – esordisce il Segretario Generale della Filt Cgil Padova, Massimo Cognolatto – di cui, innanzitutto, vogliamo ringraziare lo Studio Legale Moro, e in particolare l’Avv. Giancarlo Moro e l’Avv. Alice Vettore. Hanno fatto uno splendido lavoro. Qualora Aspiag, testardamente, volesse ricorrere in Cassazione, chiederemo sempre allo Studio Moro di impugnare a nostra volta la pronuncia sul livello contrattuale riconosciuto dalla Corte, l’unico punto della sentenza di primo grado non accolto”.

“Il fatto – prosegue Cognolatto – che tecnicamente la sentenza sia definita “non definitiva” dipende solo da un diverso giudizio su questo singolo punto, riguardante il credito maturato dai lavoratori coinvolti cui la Corte ha disposto un diverso inquadramento. Per il resto, ed era quello che ci premeva, è risultato pacifico che quello che avveniva nei magazzini di Mestrino era un’intermediazione illecita di manodopera perché anche in Corte d’Appello è risultato chiaro che l’organizzazione aziendale che coordinava l’attività di quei 4 lavoratori era quella di Aspiag Service e non della cooperativa. E questo avveniva attraverso le nuove tecnologie, dapprima con dei computer palmari, poi con un sistema vocale denominato “voice”: un software che applicando i principi dell’AI (Intelligenza Artificiale) è in grado di riconoscere la voce del lavoratore, quindi impartirgli ordini e sostanzialmente organizzargli e controllargli l’attività. E che dietro all’organizzazione del lavoro ci fossero gli algoritmi sviluppati da un’app e non delle persone in carne ed ossa non sposta di un millimetro le cose. Considerato che saranno sempre maggiori gli ambiti in cui verrà applicata l’AI negli anni a venire, si tratta di un principio fondamentale sostenuto prima dal Giudice del Lavoro di Padova e ora ribadito anche dalla Corte d’Appello di Venezia”.

“Un principio – conclude il Segretario Generale della Filt Cgil – che Aspiag Service ha provato in tutti i modi a “rovesciare” ben conscia dei potenziali effetti a cascata ad esso legati. Voglio ricordare che sul solco della sentenza del Giudice del Lavoro di Padova, sono stati diversi i ricorsi presentati, con esito altrettanto positivo, sia dalla Filt Cgil Padova che da altre organizzazioni sindacali. E altri ne arriveranno, motivo per cui confidiamo che ora si ripeti la stessa cosa dopo questa vittoria in Corte d’Appello. Un ottimo risultato dunque, su una controversia difficile promossa con lungimiranza e per prima da noi della Filt Cgil di Padova perché questa sentenza apre una vera e propria autostrada per l’illegittimità dei rapporti di lavoro negli appalti della Grande Distribuzione Organizzata e l’auspicio è che sarà utile per chiudere definitivamente tutti quei finti appalti che negli ultimi anni sono nati come funghi, al solo fine di un mero risparmio economico. La Filt Cgil di Padova sicuramente non si fermerà qua ma proverà ad aprire altre cause anche in altri settori similari”.

30 lavoratori internalizzati da Geodis alla Peroni. Filt Cgil Padova: "Una vittoria del sindacato"

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sull'internalizzazione alla Geodis

1° maggio 2023: Peroni. 30 lavoratori, attraverso l’assunzione in Geodis, hanno smesso di essere considerati di serie B

Filt Cgil Padova: “Il passaggio di 30 lavoratori da Face Work a Geodis in Peroni significa una svolta per le loro condizioni lavorative: è una vittoria del sindacato”

È la seconda volta che a Padova, nel giro di due anni, il 1° maggio – data di per sé molto importante per i lavoratori visto che se ne celebra la giornata – assume, per un buon numero di essi che operano nel ramo della logistica, un significato ancora maggiore. Era infatti il 1° maggio del 2021 quando un centinaio di fattorini che operavano per ditte in subappalto nel cantiere della Fedex a Padova, venivano internalizzati direttamente dalla multinazionale americana (con un notevole miglioramento delle proprie condizioni lavorative) e, due anni dopo, il 1° maggio del 2023, la cosa si è ripetuta per altri 30 lavoratori che operavano in subappalto all’interno della Peroni di Padova, ex dipendenti della Face Work, passati ora alle dipendenze del colosso della logistica Geodis.

“Si tratta – dice Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil Padova – di un altro buon risultato ottenuto grazie alle lotte avviate da anni dal sindacato nel territorio padovano, un altro tassello tolto per smontare il sistema degli appalti e subappalti, dove agiscono un certo numero di società spurie in cui i lavoratori operano in condizioni precarie e instabili, costretti a subire ciclicamente il cambio della società nella quale risultano assunti in barba a tutte le norme del loro CCNL, con turni improvvisati e nessuna formazione sulla sicurezza. Per questi 30 lavoratori, il passaggio alla Geodis, significa la fine di tutto questo. Banalmente, dal 1° maggio di quest’anno, possono entrare in una banca e accendere un mutuo o chiedere un prestito. Prima, con i contratti che avevano, non era possibile. Ora, con il sostegno del sindacato, restano da sistemare alcune problematiche già emerse con Face Work, ma il confronto è stato avviato e la scorsa settimana c’è già stato un primo incontro”.

“Principalmente – prosegue Massimo Cognolatto – le problematiche emerse sono di natura economica ma anche normativa. Però, come prima cosa, siamo riusciti ad ottenere la possibilità per i lavoratori di consumare i pasti a carico di Geodis: o presso la mensa a cui si servono anche i lavoratori di Peroni, se operano in orari in cui è aperta, oppure esternamente, quando è chiusa, attraverso dei Ticket Restaurant. Nei prossimi giorni il confronto proseguirà sulla definizione dei turni di lavoro, spalmati sia in orario notturno che nei sabato e domenica, condizione questa che non può non prevedere dei riconoscimenti e dei premi adeguati. Voglio ricordare che si tratta di una situazione nuova per tutti, anche per Geodis visto che fino al 1° maggio non aveva mai avuto personale di magazzino ma solo impiegatizio ed è evidente che le loro condizioni lavorative sono differenti. Per cui, anche Geodis dovrà fare la sua parte, mettendo in campo la formazione, al fine di dare un contributo alla crescita dei lavoratori e all’organizzazione del lavoro, cercando di permettere a tutti di conciliare attività lavorativa con vita privata. Inoltre, bisognerà provvedere ad un adeguamento dei livelli per alcuni lavoratori perché da una verifica fatta, alcuni di essi svolgono una mansione non adeguata al livello previsto dal loro CCNL. Ma sono ottimista”.

“Sicuramente – conclude il sindacalista della Filt Cgil Padova – c’è ancora molto da fare ma il confronto sta proseguendo nei binari giusti e nella prima settimana di giugno sono programmati degli incontri dedicati alla risoluzione delle problematiche citate. Il nostro impegno è che ai lavoratori venga puntualmente applicato il CCNL Logistica Trasporto Merci e Spedizioni. Vorrei sottolineare che questo è finalmente possibile grazie alla loro internalizzazione. Spiace che altri sindacati non abbiano colto che si tratta di una svolta e riferiscano alla stampa elementi privi di veridicità. Spiace ribadire che, contrariamente a quanto affermato da alcuni, in Geodis non può esistere il lavoro a chiamata, che invece è programmato secondo le modalità previste dal CCNL, dove la flessibilità oraria e la retribuzione ad essa legata vengono puntualmente normate. Significa anche non cogliere il cambiamento delle relazioni industriali nel settore della logistica, visto che ad essere coinvolte sono due multinazionali con interessi e siti produttivi in tutta Italia. La verità è che siamo riusciti a trovare un’intesa che parifica, all’interno di un sito importante come quello della Peroni, tutti i lavoratori: sia quelli assunti da Peroni che quelli di Geodis mettendoli tutti sullo stesso piano, sia sotto il profilo economico che normativo, come deve essere quando si lavora fianco a fianco. Significa che stiamo introducendo il concetto di dignità dei lavoratori, in un mondo come quello degli appalti, dove non è mai esistito”.

Agrologic di Monselice: tra luci e ombre

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Romeo Barutta, Filt Cgil Veneto: "Puntiamo a rendere stabile, entro l'anno, la metà dei 150 contratti a tempo determinato

Agrologic di Monselice, che gestisce la logistica di Aspiag, è la più importante piattaforma alimentare del Nord Est. E' stato aperto due anni fa, grazie ad importanti investimenti strutturali. Ha avuto un rilevante impatto ambientale e i problemi di traffico che ha causato non sono risolti, visto che va ancora realizzato il secondo casello autostradale in programma.   

"Di positivo - dichiara Romeo Barutta, della segreteria Filt Cgil Veneto - c'è stato, senza dubbio, l'accordo con il sindacato che ha eliminato il rischio rappresentato dal sistema delle false cooperative, e ha portato ad affidare l'appalto a una società di capitali che ha assunto, come dipendenti, i 300 lavoratori che operano nel sito.  

Ciò che non ha funzionato è l'impianto tecnologico, unico in Italia, deputato a meccanizzare completamente lo spostamento delle merci. Decine di milioni di euro impiegati per una struttura che ha presentato difetti sempre più difficili da affrontare. Al punto che, dal primo marzo 2023, si è scelto di tornare alla gestione manuale del magazzino. Non è certo una buona notizia, ma almeno viene eliminata la precarietà che ormai caratterizzava costantemente il sistema.  

Del resto è l'intero settore della logistica che registra lacune dal punto di vista dell'automazione. La ragione: per troppi anni si è puntato esclusivamente sullo sfruttamento delle braccia a basso costo. 

C'è, infine, la questione della stabilità del lavoro. Fino ad oggi solo 150 lavoratori sono stati assunti a tempo indeterminato.  

Su questo punto, come Cgil, stiamo perseguendo un importante risultato, in collaborazione con la controparte e con la Regione Veneto (che tiene riunioni periodiche per monitorare la situazione, l'ultima c'è stata pochi giorni fa): la stabilizzazione, entro quest'anno, del 50% di circa 150 lavoratori a contratti a tempo determinato. E' un obiettivo che siamo convinti di poter raggiungere. 

La realtà di Agrologic ha davvero delle peculiarità di cui tenere conto. La stragrande maggioranza dei lavoratori proviene da paesi stranieri, molti sono rifugiati politici, molti sono arrivati con mezzi di fortuna. Negli ultimi due anni sono transitate, per il sito, con contratti anche di solo qualche mese, oltre 600 persone, che hanno potuto ottenere un regolare permesso, che ha consentito a tanti di trasferirsi in altri paesi europei. Serve una forte formazione sulla sicurezza, poiché non tutti conoscono a sufficienza la lingua. Oltre 100 persone si recano al lavoro in bicicletta e su questo tema le Istituzioni devono fare di più: non è pensabile costruire una mega struttura senza prevedere l'obbligo di garantire un minimo di servizio di trasporto pubblico, anche se questo tema purtroppo è presente in tutto il territorio Veneto. Per garantire la sicurezza stradale è stato raggiunto un accordo che prevede una collaborazione con le forze dell’ordine per una specifica 'formazione stradale', già avviata in questi giorni, anche per scongiurare incidenti gravi, come purtroppo è accaduto qualche me fa, quando un lavoratore ha pero la vita sulla strada. 

Su ognuno di questi ambiti siamo attivi, con uno sportello sindacale interno che fornisce un sostegno per tutte le pratiche necessarie, nonché per favorire un complicato processo di integrazione fra centinaia di lavoratori. 

In un contesto molto complicato, abbiamo fatto sì che ci fosse solo lavoro regolare, una mensa interna, il riconoscimento della dignità delle persone.  

Molto resta da fare e l'impegno deve essere di tutti: della parte datoriale, dei rappresentanti dei lavoratori, delle Istituzioni, della società civileI risultati che auspichiamo arriveranno se continueranno le corrette relazioni sindacali con Aspiag e con Mag Servizi Società, che dovranno ulteriormente evolversi in un settore come quello della Logistica, dove la parola d’ordine, secondo la CGIL, è anticipare i cambiamenti del mercato, per poterli affrontare valorizzando le risorse umane". 

Giungla degli appalti, ancora una volta ad essere vittime sono i lavoratori. Oggi sciopero e presidio alla Dap Pumps spa di Mestrino

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Gazzettino di Padova sullo sciopero e presidio alla Dab Pumps spa di Mestrino
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Oggi, martedì 20 dicembre, sciopero e presidio dei lavoratori della Randstad Service srl, azienda che opera in appalto presso la Dab Pumps spa di Mestrino, dopo la decisione di quest’ultima di internalizzare le attività e lasciarli a casa dal 1° febbraio 2023

Filt Cgil Padova: “Basta con i finti appalti! I lavoratori non possono essere considerati merce usa e getta! Chiediamo chiarezza e l’avvio immediato di un tavolo di confronto altrimenti gli scioperi continueranno”

Sciopero per l’intera giornata e presidio dalle 08.00 alle 13.00 davanti all’azienda con volantinaggio per informare della situazione che i lavoratori in appalto stanno vivendo. È quanto previsto, oggi, martedì 20 dicembre in Viale del Lavoro a Mestrino (PD), la via dove entrano i mezzi alla Dab Pumps Spa e laterale di Via Marco Polo, sede dell’azienda leader nel campo delle tecnologie per la movimentazione e la gestione dell'acqua, dove opera in appalto la Randstad Service Srl, in cui circa una ventina di lavoratori svolgono l’attività di carrellisti e a cui viene applicato il CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione. La protesta è scattata dopo la decisione di Dab Pumps Spa di internalizzare le attività logistiche non garantendo però l’occupazione degli attuali lavoratori a cui, se non cambieranno le cose, toccherà restare a casa a partire dal 1° febbraio 2023.

“Una decisione inevitabile – dice il Segretario Generale della Filt Cgil di Padova, Massimo Cognolatto – a causa del maldestro comportamento di entrambe le società che in questo momento sono impegnate in un vergognoso gioco delle parti sulla pelle dei lavoratori. Voglio sottolineare che alcuni di loro lavorano nel predetto appalto da più di 10 anni, subendone i cambi, passando attraverso società, cooperative fino a quest’ultima srl, la Randstad Service. Ora che iniziavano ad avere un minimo di stabilità e sicurezza nei loro diritti grazie alla piena applicazione del CCNL, la Dab Pumps Spa ha sostanzialmente deciso di disfarsene. Dalle informazioni che ci sono giunte sembra voglia scaricare tutta la patata bollente alla Randstad Service Srl, azienda che fino ad oggi non aveva mai avuto nessuna autonomia decisionale nella gestione delle attività”.

“La verità – attacca e conclude Cognolatto – è che qui ci troviamo davanti al solito gioco delle tre carte, con finti appalti dove i lavoratori vengono usati per anni per poi essere lasciati a casa quando non fanno più comodo. È vergognoso che una multinazionale come Dab Pumps Spa, un’azienda i cui fatturati si aggirano intorno ai 300 milioni di euro l’anno, dimostri un totale disinteresse nel cercare una soluzione per questi lavoratori, inventandosi ogni volta giustificazioni e scuse improbabili al fine di non incontrare il sindacato. I lavoratori sono esausti di questa situazione e pretendono rispetto. Se la situazione non si sbloccherà saremo costretti a proclamare altre giornate di sciopero”.

Il Servizio di Telepadova 7 Gold sul presidio alla Dab Pumps spa di Mestrino

Morte in itinere di un lavoratore di Agrologic di Monselice: martedì 20 dicembre, dalle 11.00 alle 12.00, presidio dei lavoratori davanti al Comune di Monselice

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Incidenti in itinere. Dopo l’ultima tragedia, martedì 20 dicembre, la Filt Cgil Padova organizza un Presidio, dalle 11.00 alle 12.00, davanti al Comune di Monselice in P.zza San Marco

Filt Cgil Padova: “L’ultima tragedia dovuta ad un incidente in itinere  è un segnale che Istituzioni Locali e Azienda devono cogliere se si vuole prevenire altre simili sciagure. Agrologic è destinato a diventare uno dei poli logistici più grandi di Europa eppure sorge in  un territorio privo di collegamenti sicuri e con carenze nei servizi del Trasporto Pubblico Locale: è necessario intervenire!"

Il 6 dicembre 2022, alle 6.00 del mattino, tornando in bicicletta dopo un turno di lavoro al magazzino Agrologic di Monselice, Tsharet Secu, un ragazzo di 30 anni del Gambia, con moglie e 4 figli a carico e residente a Battaglia Terme, veniva travolto da un furgoncino e sbalzato in un fossato a lato della strada. Fin da subito le sue condizioni sono apparse disperate e purtroppo qualche giorno fa è morto nell’ospedale di Padova dove era stato ricoverato. Tsharet Secu era uno dei tanti lavoratori che raggiungono Agrologic in bicicletta (tanti altri, più fortunati, ci arrivano in monopattino), compiendo quotidianamente un tragitto superiore alla decina di chilometri, non avendo un’auto a disposizione e non essendoci   mezzi del Trasporto Pubblico Locale negli orari a lui convenienti. Come lui, sono tanti i lavoratori, soprattutto immigrati, residenti nell'hinterland dei comuni che dalla bassa Padovana si estendono fino a Rovigo e alla sua provincia che, come purtroppo non potrà più fare il povero Secu, cercano di garantire una vita dignitosa ai propri cari e aiutano nel loro piccolo l’economia dei nostri territori e del Paese. Tanti invisibili la cui vita trascorre senza tanti clamori e la cui morte per un incidente in itinere occuperà al massimo un trafiletto di un giornale.

“Eppure non deve essere così – dice Andrea Rizzo, Segretario Provinciale della Filt Cgil Padova – e quel che è successo non può passare in silenzio. Non solo perché un padre di famiglia è morto per essere andato al lavoro ma soprattutto perché altre tragedie simili non devono più accadere! Le problematiche della presenza di Agrologic nel territorio sono note: la mancanza di alloggi e infrastrutture nelle vicinanze    è evidente, come l’assenza di piste ciclabili e di mezzi del Trasporto Pubblico Locale che servano la zona. Eppure stiamo parlando di un sito logistico destinato a diventare uno dei più grandi d’Europa che occuperà più di 600 lavoratori quando sarà terminato”.

“Per questo motivo – prosegue il sindacalista della Filt Cgil Padova – martedì 20 dicembre, dalle 11.00 alle 12.00, faremo un presidio in Piazza San Marco a Monselice, davanti al Municipio, per chiedere all’Amministrazione, e a quelle dei Comuni del territorio, di intervenire per creare le infrastrutture a salvaguardia dello spostamento dei lavoratori. Non solo piste ciclabili, ma anche l’aumento dell’illuminazione pubblica in determinati punti nevralgici e l’implementazione del Trasporto Pubblico Locale aumentando le corse e creando nuove fermate vicino al sito, visto che con quelle attuali i lavoratori sono costretti a percorrere un tratto di strada  a piedi senza nessuna protezione. E bisogna avere uno sguardo verso il futuro: i comuni del territorio, a partire da quello più interessato ossia quello di Monselice, devono iniziare ad agire onde evitare le problematiche abitative destinate a sorgere quando il Magazzino entrerà a pieno regime. E, accanto a questo, magari con la collaborazione di Aspiag Service, l’azienda che gestisce il Magazzino, chiediamo che vengano organizzati dei corsi informativi sul codice della strada per sensibilizzare i lavoratori sui pericoli che corrono. Insomma: chiediamo si faccia tutto quel che è necessario per prevenire altre tragedie simili”.

“La morte di Tsharet Secu – conclude Andrea Rizzo – è una tragedia indicibile ma ancor peggio sarebbe se non ci avesse insegnato nulla. Come sindacato abbiamo il dovere morale di non permettere sia anche una morte inutile oltre che cercare di essere vicini alla sua famiglia. A tal proposito, apriremo una sottoscrizione per raccogliere fondi destinati ad un aiuto economico che la possa sostenere nell’affrontare il prossimo futuro”.

Crisi Busitalia Veneto. Filt Cgil Padova: “Basta con i rimpalli di responsabilità e liti tra le istituzioni: sembra di assistere alle ‘baruffe chiozzotte’!”

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“Serve l’impegno di tutti per risolvere insieme i problemi del Trasporto Pubblico Locale nel nostro territorio!”

“Quel che sta succedendo in queste settimane, in tema di Trasporto Pubblico Locale nella nostra Provincia, rivela una situazione di criticità che non ha precedenti: saltano le corse, studenti e pendolari restano a piedi, si chiede agli autisti di fare ogni sorta di sacrificio, mentre interi paesi della provincia restano isolati perché non vi sono corse di rientro. Ebbene a fronte di questa situazione via via più catastrofica, assistiamo ad un rimpallo di responsabilità e litigi tra gli attori coinvolti – in primis Busitalia Veneto, e quindi Ferrovie dello Stato, ma anche Comune, Provincia, Regione e Stato – dove ognuno scarica sull’altro la responsabilità di quanto sta accadendo senza però indicare concretamente una via percorribile per trovare una soluzione. Sembra di assistere ad una scena de ‘le baruffe chiozzotte’!”

È secco Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil di Padova, sulla situazione di Busitalia Veneto, l’Azienda di Trasporto Pubblico Locale al centro di un’accesa discussione tra esponenti politici locali, appartenenti a tutti gli schieramenti, e attori istituzionali di vario livello, in seguito alle evidenti carenze con cui sta procedendo il servizio, soprattutto da quando è ripreso l’anno scolastico.

“Perché – continua Cognolatto – mi sembra del tutto evidente che allo studente rimasto a piedi che dovrà saltare o arrivare in ritardo alle lezioni, e alla sua famiglia, non interessa nulla delle polemiche tra i vari esponenti politici e assessori comunali o regionali. Qui abbiamo un problema: stop alle chiacchiere e si proceda con i fatti al fine di risolverlo! Sono anni che noi del sindacato, del tutto inascoltati, solleviamo il problema delle condizioni lavorative degli autisti ed è da altrettanto tempo che abbiamo paventato quel che puntualmente si è verificato e cioè che se non si fosse intervenuto sul personale, aumentando innanzitutto gli stipendi, saremmo arrivati ad una situazione come quella attuale, ossia ad una carenza di autisti in grado di compromettere la funzionalità del servizio”.

“Ci sembra quindi chiaro – conclude il Segretario Generale della Filt Cgil Padova – che la prima cosa da fare è smetterla di litigare sulla stampa e impegnarsi tutti, Azienda, Sindacati e tutte le Istituzioni coinvolte, per affrontare di petto questa questione principale e trovare una soluzione che consista in un credibile e robusto piano di investimenti diretti, in primis, a rendere appetibile Busitalia nell’ambito del mercato del lavoro al fine di arrestare la continua emorragia di autisti. Per fare questo servono politiche che incentivino la loro assunzione, occorre rendere appetibile questo lavoro soprattutto ai giovani, assicurando loro un contributo per il conseguimento della patente e fornendo la garanzia, una volta ottenuta, di una veloce assunzione con uno stipendio dignitoso e turni lavorativi decisamente meno massacranti di quelli attuali. Il rischio, se non si interviene, è di lasciare questo territorio privo di un sistema di Trasporto Pubblico Locale con tutte le inevitabili conseguenze, in termini di costi, che si abbatteranno sulla cittadinanza”.