La Filt Cgil del Veneto, venerdì 23 aprile, incontra i riders in tutte le province della regione.
Venerdì 23 aprile, in contemporanea nelle sette province venete, la Filt Cgil incontrerà i lavoratori, all’aperto, nel rispetto delle disposizioni anti Covid. La pandemia e la chiusura degli esercizi commerciali hanno aumentato in maniera esponenziale l'utilizzo del delivery, non più solo legato alla ristorazione, ma a tutti i prodotti commerciali.
Tutti noi abbiamo in mente le immagini delle città vuote, silenziose, attraversate dalle biciclette dei riders, chiamati a svolgere un servizio sempre più essenziale. Ad accompagnarli, nelle loro pedalate, ci sono stati la giurisprudenza e il sindacato. Sempre più frequenti, infatti, sono state le sentenze che hanno riconosciuto la subordinazione dei lavoratori: non sono autonomi ma, di fatto, dipendenti e come tali devono poter godere di tutte le tutele previste.
L'accordo con Just eat, sottoscritto a livello nazionale, ha confermato questo principio, prevedendo tra l'altro l'assunzione a tempo indeterminato e la piena applicazione del contratto nazionale merci e logistica. Nell'accordo vengono garantiti i diritti individuali fondamentali (retribuzione, ferie, malattia, maternità...), e collettivi (assemblee, rappresentanza sindacale…), con una particolare attenzione al tema della sicurezza.
Si tratta di una vera e propria svolta rispetto allo sfruttamento e alla cancellazione sistematica della dignità dei lavoratori di questo settore. E proprio da qui ripartono le Filt Cgil territoriali, per raggiungere tutti i riders ed incontrarli nelle piazze in cui normalmente si ritrovano “in attesa di una chiamata”. Sarà l'occasione per confrontarci con tutti, coi lavoratori di Just eat per spiegare i termini dell’accordo raggiunto, e con gli altri per sensibilizzarli sui diritti e sulle tutele ancora da conquistare.
L’obiettivo è ambizioso: valorizzare lavoratori essenziali per la nostra quotidianità e sempre più importanti per l'economia complessiva (senza di loro probabilmente i ristoranti e molte altre aziende avrebbero avuto difficoltà ancora maggiori nell'ultimo anno) e avviare un percorso per garantire un lavoro dignitoso e tutelato in un settore strategico per il futuro del nostro sistema produttivo.
A Padova, l'appuntamento sarà venerdì 23 aprile, a partire dalle 17.30 in zona Stazione ferroviaria (piazzale davanti McDonald)
Filt Cgil Padova: “Con le nuove norme sui contratti di apprendistato, non accessibili a chi ha più di 29 anni, ci sono 12 lavoratori interinali in Busitalia destinati a non partecipare al concorso dell'azienda e rimarranno precari per tutta la vita. Fondamentali per il servizio e durante l’emergenza, vengono ora scaricati senza tanti complimenti”
12 autisti, assunti nei mesi e anni scorsi con contratti a termine, saranno destinati a rimanere precari a vita senza la possibilità di accedere al concorso per l'assunzione diretta da parte di Busitalia.
“È quel che purtroppo succederà – denuncia Andrea Rizzo della Filt Cgil di Padova – in seguito alle scelte interne di Busitalia che vuole assumere esclusivamente apprendisti (per avere minor costi), con la normativa che prevede il limite di 29 anni per poter accedere ai concorsi. Negli anni scorsi ciò non succedeva e questo ha permesso a diversi lavoratori, non più giovani, di partecipare al concorso e venire assunti stabilmente. Invece, in questo modo, per dodici di loro che hanno iniziato a svolgere il servizio per Busitalia attraverso le agenzie interinali, non ci sarà la possibilità, al contrario dei loro colleghi più giovani, di accedere al concorso per l'assunzione diretta”.
“Si tratta di lavoratori – fa presente il sindacalista padovano – assunti anche durante la fase più acuta dell'emergenza, fondamentali per riuscire a garantire il servizio e che adesso, per una pura questione anagrafica, si vedono preclusa la possibilità di continuare a lavorare, magari all'interno di un quadro normativo che dia loro più tutele e garanzie. Persone che hanno maturato una preparazione e una competenza che difficilmente si troverebbe in un neopatentato e che Busitalia ha deciso di perdere solo per un mero risparmio economico. E' una vergogna".
“Consideriamo questa situazione – conclude Andrea Rizzo – l’ennesima dimostrazione delle sperequazioni all'interno di Busitalia, cronicamente presenti e semmai peggiorate a causa della pandemia. I lavoratori non possono essere considerati degli automi da accendere o spegnere sulla base degli interessi esclusivi dell’azienda. Si tratta di persone, con una vita e dei bisogni, troppo comodo dimenticarsene. Come Filt Cgil noi non lo faremo e combatteremo in ogni sede per liberarli dalla condizione di precarietà a cui qualcuno li vuole vedere consegnati a vita”.
Filt Cgil Padova: “Ottima adesione anche al secondo giorno di sciopero del settore trasporto merci non essenziali. Significativa l’adesione pressoché totale dei lavoratori della cooperativa che opera nel cantiere del colosso FERCAM, il cui titolare è presidente dell'ANITA, una delle associazioni datoriali che ha fatto saltare il tavolo delle trattative”
Si è concluso oggi lo sciopero nazionale di 48 ore indetto da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti per i tutti i lavoratori cui viene applicato il contratto della logistica e del trasporto merci. Se le prime 24 ore coinvolgevano tutti gli operatori del settore indipendentemente dalla tipologia di impresa, dimensione o materiale trasportato, le 24 ore di oggi riguardavano solo i dipendenti delle imprese di autotrasporto cui non si applica la legge 146/90, vale a dire per quelle che non trasportano beni essenziali, tipo materiale farmaceutico o particolari carichi, per esempio animali vivi ecc.
“Siamo molto soddisfatti – dice Massimo Cognolatto Segretario Generale della Filt Cgil di Padova – sia per come sono andate le cose ieri, sia per oggi. Per quanto riguarda ieri, i numeri delle adesioni registrate ai presidi sono stati davvero consistenti e credo abbia raggiunto l'obiettivo di mettere sotto gli occhi dell'opinione pubblica le pessime condizioni di lavoro cui devono sottostare gli addetti del settore, soprattutto per quel che riguarda la logistica. Se le associazioni datoriali si permettono di fare come gli pare nei confronti dei lavoratori e di chi li rappresenta è anche perché la coltre di opacità informativa che fa da contorno al settore glielo permette. L'auspicio è che da ora in avanti si parli sempre di più di quello che avviene nel settore della logistica”.
“Accanto a questo – prosegue e conclude il sindacalista padovano – oggi la protesta dei lavoratori, non solo nel territorio padovano, ma in tutta la Regione ha coinvolto i lavoratori delle aziende che si riconoscono in Anita, una delle associazioni datoriali che si è fatta portatrice delle posizioni più oltranziste nel corso della trattativa nazionale determinandone la rottura, non solo opponendosi ad ogni ipotesi di riadeguamento dei trattamenti economici dei lavoratori, ma pretendendo addirittura ulteriori tagli ai loro salari e diritti. Per esempio, abbiamo registrato la pressoché totale adesione dei lavoratori della cooperativa che opera nel magazzino Fercam (il cui titolare del colosso è anche il presidente di Anita) della zona industriale di Padova. Dal 90 al !00% dei lavoratori hanno scioperato, praticamente oggi il cantiere non ha potuto svolgere le sue attività. Credo sia l'aspetto più significativo della giornata. E siamo solo all’inizio”.
Andrea Rizzo: “Chiediamo un tavolo dove tutti gli attori interessati – istituzioni, dirigenti scolastici, Busitalia, organizzazioni sindacali – discutano su come affrontare la situazione quando riapriranno le scuole. Nel frattempo, l’Azienda provveda ad una maggior pulizia e sanificazione dei mezzi. Raccogliamo l'invito del Prefetto, in considerazione del periodo particolarmente difficile che stiamo attraversando, di sospendere la protesta in Busitalia. Ma se non avremo risposte ricominceremo”.
In seguito allo stato di agitazione indetto dalla Filt Cgil di Padova in Busitalia Veneto, nei giorni scorsi sono stati effettuati gli incontri previsti per il canonico tentativo di conciliazione: il primo confronto direttamente al tavolo con l'azienda, purtroppo risultato infruttuoso, l'altro in Prefettura alla presenza del Sig. Prefetto Renato Franceschelli. In questa sede la Filt Cgil ha esposto le ragioni dello stato di agitazione: alcune riconducibili alle problematiche derivate dalla perdurante situazione di emergenza prodotta dal covid19 e altre di natura contrattuale.
Se le questioni relative alle conseguenze organizzative da Covid, sono state sostanzialmente risolte con il dpcm del 3 novembre 2020 che di fatto ha messo gli studenti in didattica a distanza e modificato la capienza dei mezzi al 50% dei posti, restano tante le incognite su quel che accadrà nel prossimo futuro.
“Abbiamo chiesto al Prefetto – dice Andrea Rizzo, Segretario Provinciale della Filt Cgil Padova – un suo pieno e diretto coinvolgimento per la futura riapertura degli istituti scolastici, avviando un tavolo con tutte le istituzioni interessate, i dirigenti scolastici, Busitalia e le organizzazioni sindacali. A nostro parere, a scuole riaperte i problemi si presenteranno puntuali: dobbiamo evitarli agendo in anticipo. Servono orari differenziati, rafforzamento del servizio pubblico di trasporto e maggiore controllo da parte istituzionale. Inoltre, abbiamo chiesto maggiore pulizia e disinfezioni dei mezzi, soprattutto quelli dislocati nei depositi esterni che attualmente non godono di trattamenti di sanificazione costanti e ben programmati. E, infine, abbiamo insistito sulla chiusura del posto guida per una maggiore protezione degli autisti”.
Il Prefetto, ricordando che un tavolo era stato già aperto ma che per varie ragioni non si era proseguito nella discussione dei temi. ha fatto pressione perché Busitalia ponga maggiore attenzione alle disinfezioni dei mezzi, nel più scrupoloso rispetto delle direttive governative e regionali. Accanto a questo, sempre grazie alle sollecitazioni prefettizie, l'azienda si è impegnata a ridiscutere dell’integrazione - anche retrodatata - del fondo bilaterale erogato ai lavoratori per la riduzione del servizio, a fronte anche dei futuri stanziamenti di risorse statali e regionali.
“Sui temi di carattere contrattuale – ribadisce Andrea Rizzo – come da sempre chiediamo tre cose: la revisione delle forfetizzazioni sui tempi di rifornimento e sui ritardi (servizio), l'indennità per l'utilizzo degli autosnodati e servizio tram e una retribuzione adeguata agli Operatori di Esercizio neo assunti e Verificatori”.
“Secondo Busitalia – continua Rizzo – è tutto demandato alla trattativa nazionale a causa dell'impostazione del Contratto Collettivo Aziendale Busitalia. Noi non siamo d'accordo e alla segreteria nazionale della Cgil, in vista del rinnovo del CCAB, abbiamo inviato una richiesta: che quei punti siano oggetto di trattativa locale, con il coinvolgimento delle dirigenze sindacali regionali. L'Azienda, in effetti, anche grazie alla mediazione del Prefetto, ha dato disponibilità a discuterne, comunque nel rispetto di quanto previsto dal contratto aziendale”
“Infine – conclude Andrea Rizzo - in merito alla richiesta del Prefetto di tenere sempre un profilo responsabile, visto il particolare periodo che stiamo passando, la Filt Cgil, raccogliendo il suo invito, sospende la protesta, almeno fino al superamento di questa fase particolarmente difficile. Lo facciamo per senso di responsabilità, pur non fidandoci della parola data dai dirigenti aziendali. Nel frattempo, però, chiediamo che vi sia quanto prima l'apertura di un tavolo per portare in quell'ambito tutta la discussione dei temi sollevati e in cui far sentire la nostra voce. Se non dovessimo trovare adeguate risposte proseguiremo per la nostra strada”.