Descrizione allegato: L'articolo de il Gazzettino di Padova che raccoglie il comunicato del Segr Prov della Filt Cgil Padova, Andrea Rizzo
In merito ai problemi che il Tpl, in avvio di stagione scolastica, sta incontrando quotidianamente, il Segretario Provinciale della Filt Cgil Padova, Andrea Rizzo, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“La Filt Cgil disapprova i metodi comunicativi di Busitalia. Dire che la regolarità del servizio è compromessa da un gruppo di autisti che improvvisamente si assentano per malattia è fuorviante e non racconta la realtà. La verità è che in Busitalia il dato sulle assenze per malattia è su livelli fisiologici. E risultano programmati anche i permessi e i congedi previsti da leggi dello Stato.
Busitalia non può scaricare le proprie responsabilità sui lavoratori perché possiede a sufficienza tutti gli strumenti legislativi e negoziali per poter gestire, senza grossi affanni, la mobilità pubblica padovana. Se ciò non avviene, la cosa è unicamente imputabile solamente all'incapacità gestionale di Busitalia.
Il Sindacato ha concesso molto a Busitalia, sia in termini di flessibilità oraria, sia in termini di organizzazione del lavoro, arrivando poi a statuire, nei due livelli contrattuali previsti, dei riconoscimenti economici tra i più bassi tra tutte le categorie di lavoratori. A Busitalia è stato concesso tanto, forse troppo.
Ciò premesso, in attesa di un ulteriore taglio al servizio, previsto per metà ottobre (si parla della soppressione di una ventina di turni tra urbano ed extra e conseguente rimodulazione del servizio), la Filt-Cgil organizzerà una mobilitazione pubblica a difesa del Tpl. Crediamo sia giunto il momento che autisti e cittadini manifestino contro i tagli e la dissennata politica di Busitalia.
Chiederemo anche urgentemente un incontro con il Sindaco e neo presidente della Provincia, Sergio Giordani, e il suo vice Vincenzo Gottardo (fresco di delega ai trasporti) per fare il punto della situazione.
Nel mentre, è atteso a Padova il segretario nazionale della Filt-Cgil, comparto autoferro. Con le rappresentanze locali sarà vagliata la bozza di interventi per il rinnovo dell'integrativo ancora vigente, ma scaduto da quasi cinque anni. La Filt vuole un adeguamento cospicuo dei salari senza peggiorare la parte normativa”.
Descrizione allegato: L'articolo de il Gazzettino di Padova sulla situazione a Busitalia Veneto
RIZZO DELLA FILT CGIL PADOVA: «INVECE DI ASSUMERE PREFERISCONO DIMINUIRE IL SERVIZIO»
Articolo de il Gazzettino di oggi sulla situazione che si sta vivendo dentro a Busitalia, l’azienda di Trasporto Locale che serve il territorio di Padova e provincia. Si chiama “rimodulazione del servizio”, in pratica significa ulteriori tagli ai turni e di conseguenza alle corse, con un notevole peggioramento del servizio verso l’utenza. Proprio per discutere di tutti i problemi sul tavolo, era stato organizzato un incontro tra i rappresentanti di Cgil Cisl e Uil e i vertici dell’azienda, successivamente rimandato a venerdì.
Dice Andrea Rizzo, Segretario Provinciale della Filt Cgil Padova: “Il timore è che anche il prossimo sia un incontro a vuoto in quanto Barbarino è in partenza e il nuovo Amministratore Delegato, Colella, non è ancora stato ufficializzato. Abbiamo chiesto di poter discutere del premio di produzione assegnato, senza un accordo sindacale, solo ad alcuni dipendenti come è accaduto in Campania dove l'ad è sempre Barbarino come a Padova. Tutti stiamo tirando la cinghia ma qualcuno ha avuto il premio e questo non è giusto”.
“Sul tavolo di discussione – prosegue e conclude Andrea Rizzo – ci sarà anche l'orario invernale dei turni di lavoro: per ora quello reso noto arriva solo a metà ottobre, sembra che l'azienda navighi a vista senza programmazione. Rimodulazione del servizio significa ulteriori tagli alle linee perchè invece di assumere personale preferiscono sopprimere le corse probabilmente dal 16 ottobre. Come Cgil, Cisl e Uil abbiamo anche chiesto un incontro coi vertici nazionali dell'azienda per discutere del contratto di II livello che prevede stipendi e altre voci più alte. E' l'unico modo per fermare l'emorragia di autisti".
L’auspicio di tutte le sigle sindacali è un cambio di gestore o il ritorno in house del servizio, in quanto fortemente preoccupati per il futuro delle lavoratrici e lavoratori e per la qualità del servizio, raccogliendo ogni giorno le vivaci lamentele degli utenti.
La vergognosa vicenda della storica cooperativa Radio Taxi di Padova: licenziate le centraliniste. La denuncia della Filt Cgil di Padova
“E pensare che, neanche tre mesi fa, la Cooperativa Radio Taxi di Padova celebrava i suoi 50 anni di storia esaltando sulla stampa tutti gli obiettivi raggiunti dalla sua costituzione. Ovviamente in quei giorni di massima pubblicità, neanche una parola di ringraziamento alle lavoratrici che hanno operato ai centralini, alcune per più di trent’anni, rispondendo alle chiamate dei clienti 24 ore al giorno moltiplicati per 365 all’anno (festivi compresi). Una palese irriconoscenza che rendeva chiaro già allora quel che volevano fare: licenziare tutte le centraliniste (circa una decina di dipendenti della cooperativa, tutte donne e assunte, chi più chi meno, da almeno 20 anni) per esternalizzare il servizio. E ieri (giovedì 30 giugno) sono arrivate le lettere di licenziamento. Ma non finisce certo qui”. Sono amareggiati ma anche molto determinati Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil Padova, e Katia Basso, la funzionaria della categoria che sta seguendo le lavoratrici della Cooperativa Radio Taxi di Padova coinvolte in questa vertenza.
“È da un anno – ricostruiscono la vicenda i due sindacalisti - che la cooperativa è interessata da un processo riorganizzativo e circa metà dei soci ha abbandonato il vecchio carrozzone. La società, anziché riorganizzarsi, ha pensato bene di stare in piedi comprimendo il costo del lavoro, arrivando addirittura a proporre alle lavoratrici, all’inizio del 2022, un taglio di oltre 10.000 € di stipendio annuo a testa. Una decisione unilaterale, presa senza coinvolgere tutti i dipendenti ed evidenziando, già allora, la non volontà di affrontare realmente la problematica. Si trattava di un ricatto bello e buono e noi della Filt Cgil di Padova lo denunciammo pubblicamente chiedendo l’intervento dell’Amministrazione cittadina e del Sindaco Giordani in persona”.
“Si era nel pieno della campagna elettorale per il rinnovo del Comune – proseguono Cognolatto e Basso – e saggiamente, il Sindaco Giordani, aveva invitato le parti ad attendere l’insediamento della nuova Giunta per aprire un tavolo di contrattazione della vertenza, invito accettato dalla cooperativa garantendo la salvaguardia occupazionale. Garanzia che, come abbiamo visto, si è rivelata fasulla. Noi, come Filt Cgil, ci eravamo immediatamente resi disponibili a trovare un’intesa ma, soprattutto, avevamo detto chiaro e tondo che era giunta l’ora per la società di affrontare un nuovo processo riorganizzativo trovando il coraggio di superare vecchie logiche corporativistiche dei tassisti e aprendo una discussione, almeno a livello regionale e con il supporto delle Istituzioni, con tutte le società presenti in Veneto per arrivare a definire un’intesa quadro al fine di garantire, oltre che l’occupazione, anche il salario dei lavoratori, nonché il servizio. Si trattava di un tentativo di anticipare quel processo di riorganizzazione che anche il Governo sta tentando di attuare in uno degli ultimi baluardi corporativi del nostro Paese e che accompagnasse la riorganizzazione attualmente in corso nella cooperativa che ha istituito, dal primo luglio, il servizio aeroportuale".
“L’epilogo – denunciano indignati – è che dopo settimane che attendiamo di definire un’intesa ieri, con grande stupore, veniamo ad apprendere che il consiglio di amministrazione, composto dai tassisti soci della cooperativa, ha consegnato le lettere di licenziamento alle lavoratrici del call center il cui effetto parte dal primo giorno di luglio. La motivazione è che il servizio è stato esternalizzato in palese violazione a tutte le disposizioni contrattuali e di legge e proprio in coincidenza dell’avvio del nuovo servizio aeroportuale con un conseguente e prevedibile incremento delle attività”.
“Quel che stanno subendo le centraliniste della CO.RA.PA – concludono Cognolatto e Basso – è una somma di vergogne. Perché si tratta di una macchia per una città civile come Padova, sempre attenta alle relazioni umane. Perché è una vergogna che sia stato calpestato anche l’invito a definire la vertenza intorno ad un tavolo espresso dal Sindaco, il rappresentante della più importante istituzione Padovana. E infine, è una vergogna che una società che si ispira a principi mutualistici tratti i propri dipendenti e i rappresentanti degli stessi in questa maniera. Per parte nostra difenderemo, con tutti gli strumenti a disposizione, queste lavoratrici. Ma chiediamo anche l’intervento dell’Amministrazione Comunale a salvaguardia di un servizio collettivo fondamentale della cittadinanza, a cui chiediamo di far sentire la propria voce presso la Cooperativa in difesa della dignità di chi vi ha lavorato per tanti anni e che ora, senza nessuna considerazione, è stato ingratamente messo alla porta senza tanti complimenti”.
Il servizio di Tele Padova 7 Gold in occasione di un volantinaggio della Filt Cgil Padova in piazzale della Stazione per informare gli utenti della vertenza
Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sulla vicenda
Filt Cgil Padova: “Il Comune intervenga per trovare una soluzione alla situazione venutasi a creare all’interno della Cooperativa Radio Taxi di Padova dove le dipendenti del centralino sono state poste davanti ad un bivio: o si riducono lo stipendio o il loro servizio verrà esternalizzato”
“Chiediamo che il Comune di Padova istituisca un tavolo di confronto congiunto alla Società Cooperativa Radio Taxi Padova affinché si trovi una mediazione che salvaguardi le lavoratrici e la qualità di un servizio collettivo”
“Chiediamo l’intervento del Comune. Quel che sta succedendo alle lavoratrici del centralino che smista le chiamate ai tassisti di Padova è semplicemente intollerabile e non può passare sotto silenzio. In pratica: o si ridurranno lo stipendio (e di parecchio, cioè circa un terzo) oppure il servizio verrà esternalizzato”. C’è molta rabbia ma anche altrettanta determinazione nelle parole di Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil e Katia Basso, la Funzionaria della categoria che sta seguendo le lavoratrici della Cooperativa Radio Taxi di Padova coinvolte in questa vertenza.
E aggiungono: “Per questo motivo abbiamo scritto una lettera al Sindaco Giordani chiedendogli di istituire un tavolo con la Società CO.RA.PA e le rappresentanze sindacali delle lavoratrici affinché si trovi una mediazione che salvaguardi la loro dignità e la qualità di un servizio collettivo fondamentale per la cittadinanza. E attendiamo una risposta”.
Una lettera in cui il Segretario Generale della Cgil ha illustrato al Sindaco la situazione che si è venuta a creare all’interno della Cooperativa Radio Taxi di Padova che gestisce, su licenza rilasciata dal Comune, l’autoservizio pubblico per il trasporto collettivo o individuale delle persone e che si affida, per le chiamate dei clienti richiedenti una corsa, ad un centralino in cui lavorano circa 10 lavoratrici dipendenti della cooperativa stessa.
“Ebbene – dicono Cognolatto e Basso – nelle settimane scorse siamo stati contattati dal Consiglio di Amministrazione della Cooperativa che ci ha comunicato la volontà di esternalizzare il servizio di centralino chiedendo, al contempo, se le lavoratrici erano disponibili a ridursi lo stipendio. A nostro avviso si è trattato di un ricatto, soprattutto se consideriamo l’anzianità lavorativa quasi ventennale della stragrande maggioranza delle lavoratrici, ma abbiamo lo stesso intrapreso delle trattative per trovare un’equa soluzione alla situazione, magari cercando una riduzione dei costi per l’azienda combinando una diminuzione dello stipendio unita ad un conseguente calo dei carichi di lavoro. Ma questo, naturalmente, ricordando sempre quel che dice la nostra Costituzione all’articolo 36 laddove recita che ‘il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa’. Teniamo presente che stiamo parlando di salari medi per lavoratrici impiegate da anni, di giorno, di notte, nei festivi, che già, con l’esplosione della pandemia e riduzione delle attività, avevano subito una diminuzione dello stipendio”.
“Ma a fronte di questa disponibilità – proseguono il Segretario Generale e la Funzionaria della Filt Cgil Padova – la società ha solo pensato di chiedere di quanto le lavoratrici possano tagliarsi lo stipendio e visto che quel che chiedono, cioè circa 10 mila euro all’anno in meno per ogni lavoratrice ossia una riduzione pari a circa un terzo dell’attuale stipendio, è oltre che irrealizzabile anche vergognoso, le lavoratrici hanno deciso di assumere un atteggiamento di fermezza e ci hanno manifestato la volontà di intraprendere azioni di lotta che inevitabilmente finiranno con lo scaricarsi sul servizio pubblico e quindi sulle cittadine e cittadini della città”.
“Per questo motivo – concludono Massimo Cognolatto e Katia Basso – abbiamo deciso di chiedere l’intervento del Sindaco, come primo rappresentante degli interessi e bisogni della città. Come Filt Cgil, prima di dichiarare uno stato di agitazione, siamo soliti percorrere tutte le vie del dialogo possibile, ma se dovessimo constatare che tale condotta non ci porta a niente, ci troveremmo costretti a fermare il servizio, anche per una settimana consecutiva. E allora tutti dovranno prendersi le responsabilità per questo disagio alla città”.
Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova
Filt Cgil Padova: “L'altro ieri, martedì 15 marzo, sottoscritto un accordo con Intra Group Srl, la società che gestisce la logistica alla Carraro SpA di Campodarsego. È un primo fondamentale passo in avanti verso il riconoscimento dei diritti dei lavoratori in appalto”
“Rafforzati i loro diritti sindacali e riconosciuto il nostro ruolo, attivato un tavolo periodico di confronto con RSA e RLS sul tema della sicurezza, concesso l’uso della mensa il cui costo sarà parzialmente coperto da Intra, avviata la discussione su un premio di risultato: si tratta indubbiamente di un buon inizio raggiunto grazie alla disponibilità dei dirigenti di Intra Group srl di discutere della situazione. Sconfortante invece la totale assenza, nel confronto, del committente, ossia di Carraro SpA”
“L’accordo firmato l'altro ieri con Intra Group srl è la dimostrazione che quando i lavoratori lottano compatti e determinati per i propri diritti, i risultati arrivano. Si tratta di un nuovo ottimo inizio delle relazioni tra lavoratori e azienda, raggiunto anche grazie alla disponibilità di Intra Group srl di discutere sulle questioni che avevamo messo sul tavolo, riconoscendone il fondamento”. È molto soddisfatto Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil di Padova, dopo l’accordo raggiunto il 15 marzo con Intra Group srl, l’azienda che gestisce in appalto la logistica degli stabilimenti di Carraro SpA di Campodarsego.
“Dopo mesi passati a chiedere inutilmente un incontro con committente, cioè Carraro SpA, e azienda in appalto, cioè Intra Group srl, per discutere delle problematiche sollevate dai lavoratori, improvvisamente siamo stati contattati dai dirigenti di Intra che ci hanno manifestato subito la volontà di trovare un accordo che mettesse fine allo stato di agitazione dei lavoratori. Immagino anche che l’uscita di questa vicenda su un quotidiano locale abbia giocato un qualche ruolo” aggiunge Cognolatto.
“Tutte le nostre istanze hanno trovato una risposta: innanzitutto l’accordo prevede il rafforzamento dei diritti sindacali dei lavoratori con l’impegno di Intra di mettere loro a disposizione un locale dove poter effettuare le assemblee sindacali, nell’orario di lavoro e secondo quanto stabilito dallo Statuto dei Lavoratori. Inoltre, viene sottolineata la massima disponibilità delle parti ad incontrarsi ogni qual volta una delle due ne faccia richiesta, riconoscendo così finalmente il nostro ruolo”.
“Altro punto fondamentale – prosegue Cognolatto – è legato alla sicurezza: Intra attiverà un tavolo periodico con le RSA (Rappresentanze Sindacali Aziendali) e RLS (Rappresentanze dei Lavoratori per la Sicurezza) per monitorare e trovare soluzioni alle problematiche, già emerse o che emergeranno all’interno del cantiere, al fine di prevenire ogni genere di infortunio. Accanto a questo, trovato un accordo riguardo alla pausa pranzo: finalmente tutto il personale di Intra Group srl (sia i tempi indeterminati e determinati, sia i somministrati) potranno usufruire, durante la pausa pranzo, della mensa interna Il costo del pasto sarà a carico di Intra Group srl anche se è stato stabilito che verrà richiesto loro di versare periodicamente un piccolo contributo forfettario. Per i turnisti che operano di notte sarà riconosciuto un ticket giornaliero a copertura del maggior disagio. Infine, Intra Group srl si è impegnata ad incontrarci per la definizione di un PdR (Premio di Risultato) a beneficio dei propri lavoratori. In pratica abbiamo ottenuto risposta a tutto quel che chiedevamo e in virtù di questo abbiamo sospeso lo stato di agitazione.”
“Come Filt Cgil – conclude Massimo Cognolatto – riteniamo sia stato dato un importante impulso positivo alle relazioni tra Intra Group srl e i lavoratori. Un cambio di passo verso un maggior rispetto e considerazione della dignità di coloro che operano negli appalti anche se è solo un inizio. Le trattative non si sono concluse e proseguiranno nei prossimi mesi ma abbiamo ottenuto un risultato importante, raggiunto grazie alla compattezza e determinazione dei lavoratori. Però non possiamo tacere l’unica nota stonata di tutta questa vicenda: la totale e completa assenza dalle trattative, del committente, cioè di Carraro SpA, che ha dimostrato, fin da subito, totale disinteresse per la vertenza senza mai convocare le parti. Ai nostri occhi una pessima figura che conferma la volontà dell’azienda a non riconoscere il fondamentale contributo di questi lavoratori ai suoi fatturati”.
Si allega articolo del Mattino sull'accordo raggiunto
Per capire un po’ del vissuto degli operai della Intra Group srl di Verona – l’azienda che ha in appalto la gestione della logistica all’interno dello stabilimento della Carraro SpA di Campodarsego – bisogna tornare indietro ad un anno fa. “Era il marzo del 2021 – conferma Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil di Padova – quando riceviamo una comunicazione che ci avvisa che a partire dal 1° aprile successivo, la Cooperativa che gestisce la logistica per la Carraro SpA cesserà le proprie attività all’interno degli stabilimenti di Campodarsego e che al suo posto subentrerà la Intra Group srl, società di Verona. Ad essere coinvolti sono circa una cinquantina di lavoratori con mansioni di carrellisti: a loro spetta la gestione della logistica all’interno dei capannoni, ossia la movimentazione delle merci, l’approvvigionamento delle materie prime alle linee produttive fino alla consegna del materiale finito”.
“I lavoratori – ricorda Cognolatto – ci chiedono un aiuto: vogliono essere accompagnati in questo cambio di appalto e ci sollecitano assistenza. Noi ci attiviamo immediatamente, i tempi erano strettissimi, e con molta difficoltà riusciamo ad organizzare degli incontri tra la società uscente, quella entrante e il committente, ossia la Carraro SpA. La nostra priorità era salvare tutti i posti di lavoro ma anche ottenere che il cambio di appalto avvenisse con passaggio diretto come prevede il Contratto Merci e Logistica che regola il settore. Questo significava il mantenimento di tutta l’anzianità maturata dai lavoratori che, secondo noi, era un loro diritto. Un’operazione che non a tutti stava bene, a partire dal committente”.
“E così arriviamo alla fine del mese di marzo – prosegue il sindacalista della Filt Cgil padovana – senza riuscire a trovare un compromesso. La nuova società subentra, in effetti assume tutto il personale interessato, garantisce tutte le nostre richieste eccetto una, la più importante, ossia il passaggio diretto nell’appalto. I lavoratori si impuntano: se qualcuno pensava di metterci all’angolo ottiene invece l’effetto contrario. Alcuni di loro lavorano in Carraro da più di 30 anni, vogliono quel che hanno maturato. Alla fine non si piegano e la spuntano: nessun lavoratore viene lasciato a casa e a tutti viene garantito quanto maturato”.
“Una splendida vittoria e una lezione di dignità – dice Cognolatto – ma è solo l’inizio: dopo il subentro di Intra Group srl iniziamo una serie di incontri dove solleviamo delle problematiche che si trascinano da molto tempo, mai tirate fuori precedentemente perché lo sappiamo come funzionano le cose nelle cooperative: appena alzi un attimo la testa, te la fanno saltare e con essa anche il tuo posto di lavoro. Tra le problematiche ne emerge una che ai lavoratori proprio non va giù: l’impossibilità, per loro, di accedere alla mensa e poter consumare un pasto caldo pagato come ai loro colleghi assunti direttamente da Carraro SpA. Purtroppo questa, nel mondo degli appalti è una situazione diffusa e non riguarda solo l’azienda di Campodarsego: esistono lavoratori di serie B e di serie A, dove i secondi hanno un contratto firmato da quelli per cui lavorano, hanno diritto ad una mensa e gliela pagano, mentre i primi pur lavorando a beneficio dello stesso padrone dei secondi, hanno un contratto con un’altra azienda, non hanno diritto alla mensa (e se ci vanno se la pagano) e sono costretti a consumare un panino seduti nei bancali e dove nessuno li possa vedere”.
“Questa cosa deve finire – scandisce Massimo Cognolatto – e non solo: i lavoratori lamentano la mancanza di formazione sul tema della sicurezza e in più, visto i buoni fatturati della Carraro raggiunti anche grazie a questi lavoratori che svolgono un ruolo cruciale all’interno della produzione (tanto che nel tempo il loro numero è aumentato arrivando a 60/65 unità), abbiamo chiesto anche la costituzione di un Premio di Risultato da destinare a loro. Esattamente come ai loro colleghi, diciamo, di serie A. Alla Carraro non ne vogliono neanche discutere e a nulla sono valse le nostre richieste per un incontro tra tutte le parti coinvolte: committente, ditta appaltante e il sindacato. A questo punto, la misura è colma e iniziamo a protestare. Per prima cosa abbiamo convocato venerdì scorso un’assemblea sindacale che siamo stati costretti a svolgere fuori dai cancelli dell’azienda dato che, contravvenendo alla legge 300 del 1970 dello Statuto dei Lavoratori, non ci è stato concesso uno spazio coperto dove riunirci. Nel corso dell’incontro, i lavoratori hanno deciso lo stato di agitazione e stabilito il blocco degli straordinari. Si tratta di un primo passo, se non sarà sufficiente procederemo fino allo sciopero e alla richiesta alle istituzioni locali di un tavolo di contrattazione. Vediamo se alla Carraro conviene”.
“È ora di dire basta con questo sistema degli appalti– conclude Cognolatto - è vergognoso che all’interno di una delle più note aziende metalmeccaniche del Padovano ci siano trattamenti diversi tra il personale dipendente diretto e i dipendenti in appalto. Una distinzione messa in atto da molti committenti con l’unico obiettivo di risparmiare sulle spalle dei lavoratori e dei loro diritti. Costretti addirittura a mangiare in luoghi insalubri e inadeguati per qualsiasi persona civile. Eppure è ciò che accade nel 2022 alla Carraro SpA!”.
Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sullo sciopero
Filt Cgil Padova: “Pur con i limiti dovuti alle norme che regolano gli scioperi nel nostro settore, l’adesione si è rivelata significativamente alta, sintomo di una esasperazione tra i lavoratori che ormai sta traboccando”
“Lascia interdetti l’atteggiamento delle associazioni datoriali (tra cui AGENS a cui aderisce Busitalia) che prima, durante la pandemia, hanno scaricato sui lavoratori i problemi della sicurezza e ovviato al calo delle entrate dovute alla minor utenza grazie agli importanti ristori dallo Stato e Regionali e ora si negano al rinnovo del CCNL, scaduto da 4 anni, e ad un sacrosanto aumento salariale”
“Sia chiaro: ai lavoratori non piace scioperare, rinunciare ad una giornata di salario, soprattutto di questi tempi con le bollette, i conti e le famiglie a casa a cui garantire una vita dignitosa. E non piace neanche, a chi ha fatto del servizio del trasporto il proprio lavoro, lasciare le persone a piedi e arrecare dei disagi. Quando questo succede è perché non ci sono altri modi per far sentire la propria voce e a questo è servito lo sciopero di ieri”. È netto Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil di Padova, nel commentare la giornata di sciopero nel Trasporto Pubblico Locale che anche nel padovano, come a livello nazionale e regionale, ha visto il personale che opera solitamente negli autobus che girano in città e provincia incrociare le braccia per lo sciopero indetto unitariamente da Filt Cgil, Fit Cisl Uilt Uil, Faisa Cisal e Ugl AFT in segno di protesta per il mancato rinnovo del CCNL nazionale che regola il settore, ormai scaduto da 4 anni.
“È semplicemente indecente – rincara Cognolatto – che le associazioni datoriali Asstra, Anav e Agens, a quest’ultima aderisce Busitalia, nonché le aziende stesse si rifiutino di entrare nel merito di una reale trattativa, sul tema dell’autofinanziamento del rinnovo contrattuale ai lavoratori dopo aver scaricato su di essi, durante la pandemia, i problemi del calo dell’utenza e delle minori entrate, della sicurezza. Eppure hanno avuto importanti ristori dallo Stato e le risorse per permettere un aumento salariale ci sarebbero”.
“È giunto il momento di rinnovare il Contratto – chiude il Segretario della Filt Cgil di Padova – e aumentare i salari del personale è indispensabile altrimenti questo lavoro continuerà a non essere attrattivo, soprattutto per i giovani. E maggiori assunzioni sono fondamentali per ridurre gli attuali impossibili carichi di lavoro. Ma la difficoltà di reperire autisti è un problema che evidenzia il mancato riconoscimento economico a fronte di turni di lavoro estremamente pesanti e responsabilità sempre maggiori verso gli utenti a bordo dei mezzi. Non permettiamo che si riduca il servizio pubblico o che venga svenduto alle imprese private con appalti e sub affidamenti che l’esperienza insegna essere sempre al ribasso. Con le ormai conosciute tragiche conseguenze in termini di sicurezza sul lavoro e qualità del servizio”.
Descrizione allegato: L'articolo de Il Gazzettino di Padova
Filt Cgil Padova: “Inaccettabile che a pagare il sistema malato degli appalti siano ancora una volta i lavoratori. Arco Spedizioni si prenda le sue responsabilità e regoli la loro situazione: attendono ancora il cedolino di agosto, le spettanze di fine rapporto con TFR, tredicesima, quattordicesima, ferie e permessi residui da agosto 2021”
“Di una cosa devono stare sicuri ad Arco Spedizioni: non permetteremo che la cattiva gestione degli appalti ricada ancora una volta sui lavoratori. Si prendano le loro responsabilità e agiscano da società seria. È ora di finirla con questo gioco sleale dove a vincere è sempre il profitto di pochi e a perdere sono sempre i lavoratori!”. Ha perso la pazienza ma resta sempre molto determinato, Andrea Rizzo della Segreteria Provinciale della Filt Cgil di Padova, quando spiega la vicenda che vede coinvolti una trentina di lavoratori impiegati ai magazzini Arco Spedizioni di Via Inghilterra in zona industriale a Padova e nel resto del Veneto.
“Una vicenda che inizia questa estate, ad agosto – premette il sindacalista padovano – quando Mizar, la società che gestiva i magazzino in Veneto di Arco Spedizioni, la società committente, sparisce lasciando tutti sorpresi e a piedi. E non è un modo dire: i loro dirigenti spariscono veramente e nessuno sa che fine hanno fatto. Una cosa a cui non ci si abitua mai ma non infrequente nel mondo degli appalti nel settore della logistica. A quel punto, subentra un'altra società, la Novalog, mentre Arco Spedizioni, come prevede la legge, dopo un lungo e acceso confronto, dà la disponibilità ad intervenire in surroga coprendo le spettanze dovute ai lavoratori in relazione a insolvenze delle gestioni operative precedenti”.
“Ora: siamo a gennaio – continua Andrea Rizzo – e la situazione non è stata ancora risolta e i lavoratori sono decisamente arrabbiati. Inutile dire che hanno totalmente ragione. Il nodo dello scontro è che Arco Spedizioni ha versato gli stipendi netti di agosto, senza però dare loro il cedolino, cioè senza la busta paga che attesti la loro posizione fiscale. Oltre a questo, sono anche in attesa delle spettanze di fine rapporto con TFR, i ratei della tredicesima e quattordicesima, le ferie e i permessi residui da agosto 2021. E li vogliono perché hanno già pagato sulla loro pelle la cattiva gestione degli appalti e non sono più disposti a concedere nulla”.
“Per cui – conclude il sindacalista della Filt Cgil – abbiamo proclamato lo stato di agitazione e continuerà finché Arco Spedizioni risolverà la loro situazione e si prenderà le proprie responsabilità. Di fatto, dopo più di 5 mesi, Arco Spedizioni non ha facilitato in alcun modo il recupero dei documenti utili a riconoscere il credito residuo e troviamo assurdo che possano pensare di aver risolto le loro incombenze versando solo lo stipendio netto di agosto e spettanze di fine rapporto, senza rilasciare nessun cedolino. Secondo noi equivale ad averli pagati in modo non regolare, il che rende la loro situazione ingiustificabile. In realtà, sarebbe ora che Arco Spedizioni decidesse di assumere direttamente lei questi lavoratori ponendo fine a questo assurdo sistema degli appalti che alla lunga penalizza anche loro, non solo i lavoratori. E questo vale a maggior ragione se consideriamo che nei loro cantieri, negli anni, ne abbiamo viste di tutti i colori”.
Si allega articolo del Gazzettino di Padova sulla vicenda