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Vertenza LGT Italia, i lavoratori “padovani” trasferiti nella sede di Milano: si presentano ma il lavoro non c’è

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  • Descrizione allegato: L'ottimo reportage de il Mattino di Padova sul viaggio a Pero dei lavoratori della LGT Italia
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Filt Cgil Padova: “La prova definitiva del gioco sporco di LGT Italia sulla pelle dei lavoratori. L’8 gennaio è arrivata loro la lettera di trasferimento nella sede LGT Italia di Pero (MI), ieri si sono presentati in 22 ma il magazzino era impreparato ad accoglierli”

Il blitz è scattato praticamente a notte fonda con la partenza dalla sede della Cgil di via Longhin in un autobus messo a disposizione dalla Filt Cgil Padova. Ad essere presenti, circa una trentina di lavoratori di LGT Italia, 22 con un contratto a tempo indeterminato, gli altri a tempo determinato, impegnati in una strenua lotta a difesa dei propri diritti e della propria dignità. Ad accompagnarli, Matteo Cesaretto della Filt Cgil Padova, uno dei delegati che insieme al Segretario Generale della categoria, Massimo Cognolatto, ha seguito fin da subito, vale a dire da inizio 2024, il loro caso che poi è improvvisamente degenerato a fine dicembre quando hanno appreso (un totale di circa 40 lavoratori) che con la fine dell’anno si sarebbe chiuso l’appalto di LGT Italia come distributrice dei pezzi di ricambio auto per conto di Ricauto (affiliata al Gruppo francese Autodis) e che quindi avrebbero perso il loro posto di lavoro. Scatta quindi un percorso di lotta con scioperi e presidi, prima e dopo Natale, che però non smuovono né LGT Italia, né i committenti (ossia Ricauto e il gruppo francese Autodis con cui LGT Italia continua a lavorare nei magazzini di Modena e Brescia) dalla decisione di chiudere l’appalto con tanti saluti ai lavoratori che avevano osato alzare la testa e reclamare il rispetto dei propri diritti. L’8 gennaio, l’ultimo capitolo della loro odissea: a 22 di loro arriva una lettera con la comunicazione del loro trasferimento nella sede di Pero, in provincia di Milano.

“Si è trattata – dice Matteo Cesaretto della Filt Cgil Padova – di una comunicazione piuttosto generica che abbiamo subito valutato come pretestuosa, al fine di dare a LGT Italia una scusa di addossare ai lavoratori le cause del licenziamento qualora non si fossero presentati, cosa che l’azienda dava per certa. Un vero e proprio gesto da maramaldi, così da infierire ulteriormente ai lavoratori un ulteriore colpo, ossia la perdita dei diritti di disoccupazione, cioè la Naspi. E così abbiamo deciso di andare a vedere il loro gioco, abbiamo noleggiato un autobus e, partendo alle 4 e mezza del mattino, siamo arrivati alla volta di Pero, nell’hinterland milanese, e puntuali i lavoratori si sono presentati al magazzino. Il preposto aziendale quando ha visto i lavoratori è rimasto chiaramente sorpreso e non ha potuto far altro che dire che, sostanzialmente, di lavoro non ce n’era. A quel punto ho scritto una lettera, firmata da tutti i lavoratori presenti, dove spiegavo quanto accaduto e cioè che i lavoratori, come da comunicazione pervenuta, si erano presentati al lavoro ma che vista la situazione di impreparazione del magazzino non han potuto fare altro che tornare a casa. Abbiamo provato a consegnarla al preposto aziendale che si è rifiutato di riceverla. Poco male, l’abbiamo lasciata nella cassetta delle lettere e spedita via PEC. A quel punto, a conclusione della trasferta, siamo anche passati davanti alla sede di LGT Italia a Brescia dove abbiamo incontrato i nostri colleghi della Filt Cgil di Brescia e fatto una conferenza stampa con alcuni media locali. Vale la pena raccontare che appena siamo arrivati, l’azienda ha immediatamente fatto scattare e chiudere i cancelli”.

“Quanto accaduto ieri – attacca l’esponente sindacale – è solo l’ultimo capitolo di una vicenda che parte da lontano e che ha similitudine con molte realtà che sottotraccia insistono nel mondo del lavoro italiano. Tutto ha origine quando ancora i lavoratori operavano in un subappalto – illecito - per conto di Transport srl. Ad Ottobre LGT Italia estromette Transport prendendo il controllo direttivo del servizio a Padova, su cui già esercitava una forte ingerenza. Il lavoro è da sempre effettuato in esclusiva per Ricauto del gruppo Autodis. Con questa operazione, da noi pretesa e che doveva essere un esame di maturità per LGT, l’azienda si è assunta le responsabilità su tutto quello che i lavoratori avevano maturato negli anni precedenti legato, fra le altre cose, al mancato rispetto delle norme del loro CCNL (per esempio non gli venivano applicato le maggiorazioni per il lavoro notturno e le trasferte). Si tratta di una somma considerevole che supera i trecentomila euro a cui vanno aggiunte pendenze di fine rapporto e TFR. Ma a far quadrare il cerchio doveva essere la committenza che doveva offrire il tempo tecnico per gestire la crisi e sanare le pendenze prorogando per poco l’affidamento. Così non è stato. Soggetti che per anni hanno “collaborato” assieme improvvisamente hanno iniziato a diffidare l’uno dell’altro: convinti che alla fine si poteva scaricare nell’anello più basso. Credo sia venuto il tempo della maturità. Ognuno faccia la propria parte. Da parte nostra non ci fermeremo e siamo pronti a risalire fino in fondo la catena delle responsabilità.

“Resta – conclude Cesaretto – la lezione di dignità e coraggio data da questi lavoratori. E soprattutto di unità, malgrado sia un gruppo intergenerazionale composto da persone provenienti da mezzo mondo che però spesso si parlano tra loro in dialetto padovano. E che una cosa hanno però compreso molto bene e cioè che non bisogna avere paura: il bue va preso per le corna. E con l’azione di ieri lo hanno dimostrato con i fatti”.

Il servizio di 7 Gold Telepadova sulla trasferta a Pero (MI) dei lavoratori della LGT Italia

Ridotte al lumicino le speranze dei lavoratori di LGT Italia srl. Nella notte del 24 dicembre portati via i furgoni e svuotati del tutto i magazzini. Lo sdegno della Filt Cgil Padova

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere dedicati alla vertenza dei lavoratori LGT Italia srl
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Filt Cgil Padova: “Purtroppo, nonostante l’impegno della Regione a tenere aperto un tavolo di confronto tra organizzazioni sindacali e aziende, gli ultimi atti di LGT Italia srl e dei suoi committenti lasciano poche speranze ad una soluzione sindacale della vertenza: evidente l’intenzione di lasciare a casa i lavoratori”

Si sono notevolmente affievolite le speranze dei circa 40 lavoratori della LGT Italia srl, l’azienda di Brescia presente all’interno dell’Interporto di Padova che aveva in appalto la logistica per Ricauto, azienda specializzata nella distribuzione di ricambi auto, parte del gruppo francese Autodistribution presente in Italia con la controllata Autidis Italia Srl. Come comunicato in precedenza, proprio pochi giorni prima di Natale i lavoratori sono venuti a conoscenza che con la fine dell’anno non avranno più un posto di lavoro vista la decisione di Autodis Italia e Ricauto di procedere verso la cessazione dell’appalto al 31 dicembre e di non concedere neanche una proroga di pochi mesi per lasciare il tempo di valutare nuove prospettive per l’attività padovana. Ieri mattina, insieme ai rappresentanti della Filt Cgil Padova, l’organizzazione sindacale che sta seguendo la vertenza, i lavoratori hanno svolto un presidio e distribuito volantini davanti alla sede di Ricauto. Il volantinaggio ha avuto l’obiettivo di spiegare la difficile situazione che stanno vivendo i lavoratori LGT sia ai loro colleghi diretti che lavorano presso Ricauto, sia ai numerosi clienti della stessa azienda che spesso hanno manifestato la propria solidarietà e biasimo nei confronti di datori di lavoro e committenti. Con sommo dispiacere i lavoratori di LGT Italia oggi hanno anche constatato di essere già stati sostituiti, ancor prima della scadenza del rapporto commerciale, dall’azienda FNZ Service.

“Purtroppo – dice Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil Padova – negli ultimi giorni sono successe delle cose che ci lasciano poche speranze per una soluzione positiva della vertenza. Innanzitutto, nella notte del 24 dicembre, LGT Italia ha provveduto a ‘far sparire’ i furgoni e a svuotare del tutto il magazzino presso l’Interporto di Padova, un gesto che vale più di mille parole e indica chiaramente la volontà di LGT e dei committenti di lasciare a casa i lavoratori di Padova, non considerandoli più un problema loro e alla faccia dei tanti proclami sbandierati durante i numerosi incontri tenuti all’Unità di crisi aziendali regionale in questi mesi, in merito alla responsabilità sociale delle imprese coinvolte in questa vertenza. Un atteggiamento che non è piaciuto neanche a numerosi clienti di Ricauto e più di qualcuno di loro ci ha manifestato la propria solidarietà”.

“Accanto a questo – prosegue il sindacalista della Cgil di Padova – ancora più indicativo è l’atteggiamento assunto nei confronti non solo nostri, ma anche delle Istituzioni e in particolare della Regione, con l’Unità di crisi, a cui va dato atto di aver svolto con correttezza il proprio ruolo di mediazione e di essersi dimostrata più che disponibile a fornire spazi di confronto tra le organizzazioni sindacali e LGT, Autodis Italia e Ricauto al fine di trovare una soluzione che salvasse i posti di lavoro. Purtroppo tale disponibilità è risultata inutile vista la volontà delle imprese di non fare seguire i fatti alle parole con modalità poco chiare che si vengono a creare nel mondo della logistica e della distribuzione, dove i cambi d’appalto sono motivati dall’esclusiva ricerca del profitto da perseguire a tutti i costi e venendo meno alle proprie responsabilità sociali”.

“Ringraziamo i lavoratori per la splendida lezione di dignità che hanno dimostrato - conclude Massimo Cognolatto - e naturalmente, nonostante l’amarezza per non essere riusciti a trovare una soluzione sindacale a questa vertenza, noi non abbandoneremo questi lavoratori e valuteremo tutte le possibili azioni per tutelare i loro diritti anche a fronte di comportamenti che giudichiamo apertamente antisindacali. Sottolineo che, da domani, i lavoratori dovranno arrabattarsi per portare il pane a tavola mentre questa filiera committente continuerà invece a rosicare costi per incrementare gli utili milionari che già porta a casa, a beneficio di ricchi azionisti e manager che potranno gratificarsi con un bel premio di fine anno.”

Il servizio di 7 Gold Telepadova sulla vicenda riguardante i 40 lavoratori di LGT Italia srl

Lavoratori ancora vittime della giungla degli appalti. Succede ai dipendenti di LGT Italia srl (logistica). Ieri lo sciopero e il presidio della Filt Cgil Padova

Filt Cgil Padova: “Quanto sta avvenendo ai lavoratori di LGT Italia è la dimostrazione dell’opacità e illegalità diffusa che si cela dietro al sistema degli appalti dove i lavoratori sono vittime e si ignora quanto stabiliscono le Istituzioni, le Unità di Crisi Aziendali e i protocolli di legalità”

“Chiediamo alla magistratura di vigilare su quanto sta accadendo come già fatto in situazioni simili in altri comparti della distribuzione e logistica in Italia perché rileviamo molti aspetti penalmente rilevanti”

Davvero un Natale poco sereno quello che passeranno una quarantina di lavoratori (e relative famiglie) alle dipendenze di LGT Italia srl, società con sede legale a Brescia che lavora in appalto presso l’Interporto di Padova e si occupa della logistica per la distribuzione della ricambistica auto per conto del gruppo AUTODIS Italia, multinazionale a capitale francese che conta 9 stabilimenti dislocati nel centro-nord Italia e di fatto, con l’acquisizione di diverse società del settore tra cui la Ricauto di Padova, ha in mano il mercato della distribuzione della ricambistica in Italia. E tutto questo perché AUTODIS Italia ha gettato la maschera e dopo un tira e molla durato mesi ha deciso di non prorogare l’appalto a LGT Italia, ma solo per lo stabilimento di Padova e non in quelli di Modena e Brescia dove invece la collaborazione continuerà come se nulla fosse accaduto. Significa che dal primo gennaio del nuovo anno i lavoratori padovani saranno lasciati a casa e tanti auguri.

“Tutto questo – spiega Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil Padova – non accade per caso e forse bisogna spiegare cosa c’è a monte di questa situazione. Innanzitutto, come sindacato entriamo in contatto con questa quarantina di lavoratori, precedentemente seguiti da un’altra organizzazione sindacale, nei primi di agosto di quest’anno quando ancora lavoravano in subappalto per un’altra società, la Transport srl e come prima cosa impugniamo l’ultimo accordo sindacale di cambio d’appalto evidenziando gravi irregolarità. Transport, incapace di ottemperare agli obblighi e di pagare gli stipendi ai lavoratori, poco dopo, viene estromessa dalla gestione operativa del magazzino che passa in capo a LGT Italia. Noi portiamo la vertenza in Regione, viene convocato l’Unità di Crisi aziendali, LGT si dichiara responsabile delle pendenze arretrate (retribuzioni maturate e non godute, differenze retributive per complessivi 150 mila Euro più altre voci da quantificare) ma all’interno del tavolo emerge tuttavia la volontà di AUTODIS di interrompere l’affidamento a LGT. E questo solo a Padova, non a Modena o a Brescia dove la partnership continua nonostante ci vengano segnalate violazioni ben più gravi”.

“Non sfugge – attacca Cognolatto – che questa marcia indietro avvenga casualmente solo qui a Padova, appena subito dopo che il cantiere è stato sindacalizzato e i lavoratori si sono tutti iscritti alla Filt Cgil di Padova. Ci giungono voci che in queste ultime settimane pare che LGT Italia abbia operato in trasformazioni societari funzionali alla elusione delle responsabilità, ha dato disdetta dei locali ove era sita senza tuttavia indicare una collocazione alternativa.  Accanto a questo, evidenti sono anche le responsabilità della committenza, il ruolo, le interferenze svolte dalla stessa ed è per questo oggi siamo andati a protestare proprio davanti a Ricoauto/AUTODIS che fa parte del gruppo. L’entità delle pendenze ancora sul tavolo indica chiaramente e in maniera intuitiva la gravità dello sfruttamento subito dai lavoratori e a tal proposito di riserviamo di trasferire gli elementi di nostra conoscenza alla magistratura competente”.

“Siamo convinti – conclude il Segretario Generale della Filt Cgil Padova – che non sia ammissibile in uno Stato di Diritto che a rimetterci sia sempre l’ultimo anello della catena, cioè i lavoratori che possono venire sostituiti come i pezzi di ricambio che distribuiscono e tutto questo per garantire business di aziende multinazionali che si spartiscono gli utili! Facciamo appello alla responsabilità sociale delle imprese per cui rivendichiamo l’assunzione diretta in capo a Ricauto/AUTODIS dei lavoratori, unica strada per garantire la piena esigibilità dei patti. E chiediamo alle Istituzioni di non lasciarci soli in questa battaglia perché qui è in gioco anche la loro credibilità”.

Il servizio di Telenordest su quanto sta avvenendo ai lavoratori della LGT Italia srl

TPL, continua la mobilitazione unitaria: il 9 settembre sciopero di 8 ore. La Filt Cgil Padova lancia la sfida alle associazioni datoriali e alle istituzioni

TPL, sindacati sul piede di guerra: dopo lo sciopero di 4 ore del 18 luglio, annunciate altre 8 ore di sciopero per il 9 settembre

Filt Cgil Padova: “Posizioni inconciliabili, la mobilitazione prosegue e si intensifica. Le associazioni datoriali totalmente disinteressate sia alle istanze economiche di lavoratrici e lavoratori ma anche alle problematiche del settore che ne mettono a forte rischio il futuro”

 

“Il 9 settembre faremo un altro sciopero, stavolta di 8 ore perché a quanto pare quello di 4 ore del 18 luglio non è stato sufficiente. E se non basterà ne faremo un altro. E poi un altro ancora… I dipendenti di Busitalia sono arrabbiatissimi e determinati a far valere le proprie ragioni. E ne hanno da vendere!”

Si preannuncia una fine estate molto calda, quella sul fronte del Trasporto Pubblico Locale (TPL) secondo le parole del Segretario Provinciale della Filt Cgil Padova, Andrea Rizzo che annuncia la prosecuzione delle mobilitazioni dei dipendenti del settore per il rinnovo del CCNL Autoferrotranvieri Internavigatori scaduto il 31 dicembre del 2023 le cui trattative sono in forte stallo dopo la rottura del tavolo di trattative registrato lo scorso 30 maggio a causa – a detta di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e UGL Autoferro – “dell’atteggiamento, in alcuni casi attendista ed in altri dilatorio e non costruttivo, assunto dalle Associazioni Datoriali Asstra, Anav e Agens (a questa fa parte Busitalia, ndr), che non ha permesso la prosecuzione di un confronto”.

“La verità – attacca Andrea Rizzo – è che le associazioni datoriali non solo fanno muro davanti alle nostre richieste di un miglioramento retributivo dei dipendenti manifestando un totale disinteresse verso le loro sempre più difficile condizioni lavorative (e questo lo sapevamo e non ci sorprende) ma hanno anche una posizione del tutto miope e menefreghista davanti alle tematiche inerenti alla stessa sopravvivenza e agli interessi complessivi del settore”.

“Perché lo sanno anche loro – prosegue il sindacalista della Filt Cgil Padova – che quello dell’autista è un mestiere che non vuole più fare nessuno, che lo stipendio non permette ad una lavoratrice o un lavoratore di mantenere dignitosamente la propria famiglia, soprattutto se non ha alle spalle tanti anni di servizio dentro l’azienda. Il deterioramento delle condizioni lavorative e retributive, la conseguente e strutturale carenza degli organici, l’aumento esponenziale di aggressioni verbali e fisiche nei confronti degli operatori da parte di passeggeri esasperati dalla scarsa qualità del servizio, sono tutte cose davanti agli occhi di tutti. Il settore sta andando in malora e neanche troppo lentamente. Eppure, nonostante tutto questo, non solo si arroccano di più nelle loro posizioni ma addirittura provocano proponendo l’aumento dei carichi di lavoro, esasperando la già enorme flessibilità che già rende difficile la conciliazione tra vita e lavoro dei dipendenti, spesso costretti a perdere intere giornate per una mal distribuzione dei turni lavorativi nel corso delle stesse o per coprire l’assenza di colleghi. Il famoso problema dei cosiddetti ‘nastri di lavoro’ troppo lunghi, cioè quando per 6-7 ore di lavoro si è costretti a perderne il doppio. Significa uscire la mattina presto e tornare a casa la sera tardi, per un effettivo tempo di lavoro che verrà pagato, se va bene, per metà delle ore trascorse fuori casa. Un altro punto della vertenza che va assolutamente affrontato”.

“E quindi – conclude Andrea Rizzo – il 9 settembre scioperiamo. E sarà solo l’inizio. E lo faremo non solo per protestare nei confronti delle associazioni datoriali ma anche per chiedere alle Istituzioni, in primis Governo e Regione, di aumentare le risorse al Fondo Trasporti e sviluppare una riforma che il settore attende da anni con l’obiettivo di determinare sostenibilità, stabilità, buone condizioni lavorative per i dipendenti e un servizio pubblico in linea con la domanda di trasporto e i reali bisogni della cittadinanza. L’alternativa è semplicemente la fine del Trasporto Pubblico Locale”.

Filt Cgil Padova, contrattazione di secondo livello: i lavoratori in appalto della logistica (soprattutto indiani e cingalesi) alla Commit Siderurgica di Veggiano avranno il traduttore per le assemblee sindacali"

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sull'importante risultato conquistato dalla Filt Cgil Padova

Filt Cgil Padova: “Accanto al riconoscimento di un buon Premio di Risultato abbiamo ottenuto la possibilità di avere un traduttore pagato dall’azienda che ci permetta di veicolare meglio le informazioni e dare un forte impulso alla costruzione di un dialogo vero tra i soggetti operanti dentro all’impresa”

Il sindacato si conferma una forza emancipante a disposizione dei lavoratori per la loro integrazione e libertà: è possibile laddove ci sono realtà imprenditoriali che mettono al centro la persona e non solo il profitto”

Le cronache del mondo del lavoro di queste ultime settimane sono state costellate di notizie riguardanti l’insano rapporto che si viene a instaurare tra realtà imprenditoriali che operano in modo opaco e persone extracomunitarie che finiscono nelle grinfie dei caporali di turno. Dopo la triste e tragica vicenda di Satnam Singh, il migrante indiano morto a Latina perché il datore di lavoro non ha chiamato i soccorsi dopo che un macchinario avvolgi-plastica gli aveva tranciato il braccio, sono emersi altri episodi su fenomeni di caporalato e sfruttamento, portati alla luce dalle forze dell’ordine e alcuni di essi erano in Veneto, nelle provincie di Verona e Treviso.

“È evidente – ragiona Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil Padova – che il fenomeno ha origini lontane anche se è indubbiamente legato al quadro normativo vigente. Spesso i migranti, sprovvisti delle più elementari nozioni su ciò che li aspetta, arrivano nel nostro paese con una promessa di assunzione, promessa che diviene il titolo abilitante per potere lavorare e insediarsi in pianta stabile. In mancanza di riferimenti validi ciò che rimane loro è il rapporto fiduciario determinato dalla loro rete sociale. Ma, talvolta, la rete sociale che li avvolge diventa una trappola e ciò accade negli ambiti dell'attività lavorativa quando a rapportarsi con loro sono degli interlocutori poco seri e assolutamente interessati. Il sindacato davanti a questo non può voltarsi dall’altra parte, ha il dovere morale e civile di intervenire perché uno dei nostri compiti è quello di essere un soggetto "emancipante" affinché ogni singolo lavoratore diventi libero e consapevole in grado di giudicare da sé la situazione che incontra al lavoro diventando un individuo che beneficia di diritti e che deve assolvere a dei doveri, in perfetto equilibrio tra le due cose”.

“È su questa linea – prosegue Cognolatto – che ci siamo sempre mossi e nelle settimane scorse abbiamo raggiunto un accordo, che oserei definire di portata storica, presso il magazzino di Commit Siderurgica a Veggiano (PD), una delle più importanti realtà del territorio nella lavorazione e commercializzazione di metalli piani e che ha affidato in appalto la gestione del proprio magazzino alla Work Service spa in cui sono impiegati circa 90 dipendenti, in stragrande maggioranza provenienti dall’India e dallo Sri Lanka”.

“Si tratta di un’azienda – aggiunge il sindacalista – in cui in passato ci sono stati un po’ di problemi e incomprensioni di natura sindacale legate a delle difficoltà a far contemperare le specifiche e reciproche esigenze ma dove, recentemente, si è raggiunta un’apprezzabile pace sociale grazie all’appianamento di molti dei conflitti e raggiungendo un netto miglioramento economico dovuto al riconoscimento di un soddisfacente Premio di Risultato. Ma non solo: anche in materia di integrazione abbiamo raggiunto un ottimo risultato. Infatti, nell'accordo raggiunto, abbiamo chiesto e ottenuto la possibilità di avere nel corso delle assemblee intrattenute con i lavoratori un traduttore pagato dall’azienda al fine di veicolare meglio e correttamente le informazioni e costruire un dialogo vero tra i soggetti operanti dentro l'impresa. Siamo convinti che parlare lo stesso linguaggio, diffondere e favorire la consapevolezza siano requisiti necessari affinché questi lavoratori possano esprimere una reale emancipazione”.

“Come Cgil – conclude Massimo Cognolatto – non possiamo, quindi, che esprimere una grande soddisfazione per come è andata la trattativa ma non dimentichiamo che questo è un punto di inizio, non certo di arrivo. Siamo convinti che le aziende abbiano un valore collettivo e portino del bene alle comunità e ai territori quando mettono al centro anche le persone, non solo i profitti. Anche perché crediamo che il modo più sicuro per ottenere profitti sia valorizzare lavoratrici e lavoratori perché un dipendente motivato rende di più ed è più produttivo. Come sindacato, le nostre azioni non si fermeranno qui: a settembre sono previsti corsi di lingua per cittadini stranieri e proseguiamo sempre di più verso una maggiore e più forte coesione tra categorie e servizi (Ufficio Vertenze, Patronato, Ufficio Immigrazione e Assistenza Fiscale) in modo da fornire a lavoratrici e lavoratori, qualsiasi sia lo loro provenienza, un supporto a tutto tondo, in grado di sostenerli in più situazioni e non farli cadere vittima di sfruttamento e raggiri”.   

FedEx annuncia un piano di riduzione del personale in tutta Europa. Mobilitazione in tutto il continente. A Padova, il presidio della Filt Cgil Padova

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sullo sciopero e presidio alla FedEx di Padova
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Filt Cgil Padova: “Previsti tra i 1700 e i 2000 esuberi in tutta Europa. 200 in Italia, concentrati in poche città tra cui Padova. È già la quarta procedura di riduzione del personale aperta da FedEx nel nostro Paese a causa della sua incapacità a trovare soluzioni organizzative alle difficoltà del settore per l’assenza di un vero piano industriale: e così scaricano le proprie inefficienze su lavoratrici e lavoratori. Noi non ci stiamo!”

FedEx, una delle più grandi società di trasporto e spedizioni al mondo, ha annunciato nei giorni scorsi un piano di riduzione della forza lavoro in Europa come parte delle misure in corso per ridurre i costi strutturali. I tempi previsti per l’attuazione del piano dovrebbero essere di 18 mesi, in conformità con i processi e le normative di ciascun Paese. Contro questa ipotesi, l'ETF (European Transport Federation) - il sindacato europeo dei trasporti a cui aderisce la Filt Cgil Padova e anche Fit Cisl e Uiltrasporti, ha deciso ieri di scioperare in tutte le sedi europee della multinazionale americana. Per questo motivo, la Filt Cgil Padova ha deciso di fare un presidio davanti ai magazzini FedEx di via Inghilterra 16, nella Zona Industriale della città.

“Il piano – hanno spiegato Andrea Rizzo, Elisa Pirrone e Katia Basso della Filt Cgil Padova – avrà un impatto tra i 1700 e i 2000 dipendenti in Europa, impiegati nelle funzioni di assistenza clienti, back office e ufficio commerciale, per la decisione da parte dell’azienda di esternalizzare alcune parti di tali attività. Una decisione che, sottolineamo, è stata presa al solo scopo di risparmiare fregandosene altamente di quelli che loro considerano solo dei danni collaterali, ossia i lavoratori che finiranno in mezzo alla strada. In Italia, l’impatto sarà di oltre 200 lavoratori, collocati in poche città, tra cui Padova dove, crediamo, verranno tagliati, da nostre stime, dai trenta ai 40 di dipendenti.

"Vogliamo ricordare - proseguono i tre sindacalisti della Filt Cgil Padova - che quattro anni fa abbiamo fatto una battaglia per l'internalizzazione dei magazzinieri e l'abbiamo vinta. Nelle nostre intenzioni, ci preparavamo a chiedere lo stesso trattamento per i driver. Ma non ci saremo mai aspettati un'esternalizzazione di un servizio così delicato e importante come il commerciale e l'assistenza clienta, data l'ottima e riconosciuta qualità del lavoro svolto qui a Padova. Ma l'azienda è intessata solo al profitto e quindi non disdegna operazioni del genere che ricadono sulle spalle dei lavoratori".

“Noi – concludono Rizzo, Pirrone e Basso – ribadiamo la nostra netta contrarietà a quella che è ormai la quarta procedura di riduzione del personale aperta da FedEx in Italia, il segno più evidente della sua incapacità a reperire soluzioni organizzative alle difficoltà del mercato delle spedizioni, scaricando sui dipendenti il costo dei processi di ristrutturazione a causa dell’assenza di un vero e proprio piano industriale in grado di fare crescere l’azienda. Non è accettabile che a pagare siano sempre lavoratrici e lavoratori, noi non ci stiamo e lunedì faremo sentire la nostra voce!” 

Uno sciopero e un presidio perfettamente riuscito, sia a Padova che a livello nazionale e Europeo. La Filt Cgil nazionale, in serata, ha riferito di punte di adesione che hanno superato il 90%. Una compattezza che costituisce un grande risultato di cui FedEx dovrà tenere conto.

Il servizio di Telenordest sullo sciopero e presidio alla FedEx di Padova

 

 

Licenziati dopo aver concluso l’apprendistato, il giudice: “Quei licenziamenti erano ingiustificati, i lavoratori vanno risarciti”. Filt Cgil Padova: “Vittoria!”

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sulla doppia sentenza del Tribunale del Lavoro di Padova
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Doppia sentenza del Tribunale del Lavoro di Padova che condanna la Professional Solutions srl – società che opera nel sito Amazon di Vigonza per cui effettua le consegne – a risarcire due lavoratori assunti con un contratto di apprendistato e licenziati dopo averlo concluso. Filt Cgil Padova: “Tanti i casi simili: invitiamo a chiamarci per fare ricorso”.

“Due sentenze che indubbiamente costituiscono una grande vittoria e che, a distanza di anni, dimostrano che avevamo ragione a ritenere che c’era un uso distorto dei contratti di apprendistato. E, soprattutto, due sentenze che aprono la strada a decine di possibili ricorsi perché sono stati tanti gli autisti assunti con un contratto di apprendistato da società che lavorano per Amazon per poi venire lasciati a casa. Il nostro appello è per loro: chiamateci o scriveteci, sottoponeteci il vostro caso e se ci sono i margini vi sosterremo nel ricorso”. È soddisfatto Daniel Perta, il Segretario Provinciale della Filt Cgil Padova che ha seguito la vicenda di due lavoratori, uno italiano e l’altro ucraino, che nel 2019, uno a ottobre e l’altro a dicembre, erano stati assunti dalla Professional Solutions srl – una delle 6 società che hanno in appalto l’attività di consegna dei pacchi del sito Amazon di Vigonza – con un contratto di apprendistato professionalizzante finalizzato al raggiungimento della qualifica di autista (livello G1, CCNL Logistica, Trasporto, merci e spedizioni), salvo poi venir licenziati una volta terminato il periodo di apprendistato.

“Ma quel che in realtà avveniva – dice Daniel Perta – era che ai cosiddetti ‘apprendisti’ veniva dato un mezzo con cui consegnare le merci per tutto il loro turno e di fatto tra loro e un autista normale non c’era nessuna differenza. Dobbiamo intenderci: un conto è se un giovane va a fare l’apprendista, per esempio, in un laboratorio artigianale o in un’officina: significa che verrà affiancato, gli verranno insegnate le basi e le astuzie del mestiere, gli verrà spiegato il funzionamento e l’uso di determinati macchinari e strumenti e via di questo passo, fino ad essere formato. In questo caso, le agevolazioni fiscali che si accompagnano ai contratti di apprendistato hanno un senso e sono giustificate. Ma altra cosa è se l’apprendistato consiste nel guidare un furgone tutto solo e svolgere il proprio compito come tutti gli altri lavoratori. Allora siamo di fronte ad un abuso, a maggior ragione se poi, una volta concluso il periodo di apprendistato, che dura decine di mesi, si viene pure licenziati perché ormai non più in grado di garantire quelle agevolazioni fiscali che ne hanno determinato l’assunzione. Ed è quello che faceva la Professional Solutions srl”.

“Tutto questo – prosegue il funzionario della Filt Cgil Padova – adesso è scritto nero su bianco in due sentenze del 23 maggio 2024 del Giudice del Lavoro del Tribunale di Padova, Dott. Mauro Dallacasa, che ha stabilito che in questi due casi vi era un rapporto di lavoro ordinario a tempo indeterminato e che quindi la decadenza del periodo di apprendistato non costituiva motivo di licenziamento che, anzi, va ritenuto, in entrambi i casi, privo di motivazione e quindi ingiustificato con tutto quel che ciò comporta in termini risarcitori. Va detto che i due lavoratori non erano interessati al reintegro, avendo entrambi un nuovo lavoro, ma solo a vedersi risarciti sotto il profilo economico. E ci sono riusciti pienamente. In entrambe le sentenze la Professional Solutions srl è stata condannata a versare più di 8 mila euro ad entrambi (al lavoratore ucraino, in più anche un’indennità costituita da 20 mensilità non spettanti al lavoratore italiano che aveva impugnato il licenziamento oltre i termini consentiti), a pagare le spese per le cause (7000 e 3000 euro) e quelle per il Consulente Tecnico D’Ufficio (11000 mila euro a causa)”.

“Oltre a voler ringraziare l’Avv. Giancarlo Moro e l’Avv. Alice Vettore dello Studio Moro per l’ottimo lavoro svolto e lo splendido risultato conseguito – conclude il Segretario Provinciale della Filt Cgil Padova – desidero sottolineare che questo uso sconsiderato dei contratti di apprendistato avviene in una società a cui Amazon ha dato in appalto la consegna dei propri pacchi, attività che la multinazionale americana affida completamente in outsourcing. Ma se Amazon pensa che quel che avviene all’interno delle società a cui affida le proprie attività non la riguardi si sbaglia di grosso e sentenze come quelle del Tribunale di Padova servono a ricordarglielo”.

Chiamato in causa, questo il commento dell’Avv. Giancarlo Moro sui due recenti pronunciamenti del Tribunale del Lavoro di Padova: “Le sentenze hanno rivelato un abuso dell’istituto dell’apprendistato. Si sono utilizzati giovani lavoratori e le facilitazioni salariali e contributive previste dalla legge e dai contratti collettivi solo per abbassare il costo del lavoro e non per garantire la loro formazione e conferma a tempo indeterminato”.

Un servizio andato in onda su La7 sulle condizioni lavorative dei Riders che operano per Amazon

Inaugurato un nuovo parcheggio per biciclette all'Agrologic Aspiag di Monselice dedicato alla memoria di Tsharet Secu

La struttura porta il nome di Tsharet Secu, il ragazzo gambiano morto nel dicembre di due anni fa, investito da un furgone mentre tornava in bici dal proprio turno di lavoro

Filt Cgil Padova: “Un gesto di sensibilità di Aspiag nei confronti dei tanti lavoratori stranieri che si recano al lavoro in bici o monopattino. Ora è tempo che anche le Istituzioni facciano la loro parte per rendere il tragitto sicuro ed evitare che possano succedere altre tragedie come quella successa a Tsharet Secu”

“È una piccola cosa ma siamo soddisfatti”. È così che il Segretario Generale della Filt Cgil di Padova, Massimo Cognolatto ha commentato la realizzazione del nuovo parcheggio coperto per biciclette al Centro Logisitico Agrologic di Monselice, inaugurato martedì 21 maggio con una piccola cerimonia dove erano presenti i lavoratori del sito e i dirigenti di Aspiag.

“Sono tanti i lavoratori – prosegue il Segretario Generale della Filt Cgil Padova – , in stragrande maggioranza stranieri, che raggiungono il centro logistico in bicicletta o monopattino. Va dato atto ad Aspiag di aver accolto favorevolmente la loro richiesta di realizzare uno spazio dove poter lasciare i loro mezzi. Purtroppo in passato si erano verificati dei furti e dei danneggiamenti. Ora, con un parcheggio videosorvegliato, accessibile attraverso un badge e dotato di colonnine per le ricariche dei mezzi elettrici, tutto questo non dovrebbe più accadere. È indubbiamente un passo verso il miglioramento delle condizioni dei lavoratori”.

“Ma si tratta – prosegue Cognolatto – solo del primo passo. Ci sono tante altre cose da fare in questo senso ma è necessario che le Istituzioni, Amministrazione Comunale e Provincia in primis, facciano la loro parte. È necessario realizzare delle piste ciclabili, aumentare l’illuminazione della strada, chiedere a Busitalia di inserire una fermata più vicina al centro logistico. Si tratta di richieste che avevamo inoltrato dopo che circa due anni fa un lavoratore straniero era rimasto vittima di un incidente mortale mentre rincasava in bici dal proprio turno di lavoro. Purtroppo, pur venendo allora ascoltati, nulla di tutto questo è stato ancora realizzato. Ora poi, qui a Monselice ci sono anche le elezioni ma quando si insedierà il nuovo Consiglio Comunale torneremo alla carica”.

“Non è un caso – conclude il sindacalista – che questo parcheggio porti la targa con il nome di quel lavoratore: si chiamava Tsharet Secu, era un ragazzo di 30 anni, proveniente dal Gambia dove aveva moglie e quattro figli che manteneva con i proventi del suo lavoro. Il 6 dicembre del 2022 fu travolto da un furgone mentre tornava a casa dal lavoro per morire qualche giorno dopo in ospedale a Padova. Quella targa serve non solo a ricordare un lavoratore, un collega, che non c’è più, ma anche le tante cose ancora da fare perché incidenti del genere non possano più succedere, affinché si possa andare o tornare dal lavoro senza mettere a rischio la propria vita”.

A questo link https://www.cgilpadova.it/notizie/75-filt/1081-morte-in-itinere-di-un-lavoratore-di-agrologic-di-monselice-marted%C3%AC-20-dicembre,-dalle-11-00-alle-12-00,-presidio-dei-lavoratori-davanti-al-comune-di-monselice.html l'articolo che dedicammo alla morte di Tsharet Secu.

Soddisfazione è stata espressa anche da Davide Castelli, direttore della logistica di Aspiag: “L’azienda, conscia che tanti lavoratori raggiungono il sito attraverso i mezzi a due ruote, andando incontro alle loro richieste espresse attraverso i sindacati, ha deciso di fare un piccolo investimento per la realizzazione di questo spazio dove poterli lasciare in totale sicurezza. Con questo gesto Aspiag ha voluto dimostrare attenzione verso le loro esigenze realizzando una struttura destinata esclusivamente ai loro bisogni, centrando così l’obiettivo di apportare un miglioramento alla qualità della loro vita”. 

Il Servizio di TV7 Triveneta sull'inaugurazione del nuovo parcheggio per bici e monopattini all'Agrologic Aspiag di Monselice con le parole del Segretario Generale della Filt Cgil Padova, Massimo Cognolatto