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Cantiere Ikea: dopo anni di tensioni, firmato l’accordo tra AF Logistics – la società che ha in appalto il ramo logistico per conto di Ikea – e la Filt Cgil Padova

“Stop al dumping tra i lavoratori che operano per le varie società cui la AF Logistics dava in sub-appalto la distribuzione e montaggio dei prodotti IKEA: da ora in avanti ad ognuno di loro verrà applicato il CCNL Logistica Trasporto Merci e Spedizione”

“La mossa vincente è stata portare AF Logistics ad un tavolo regionale: a quel punto, davanti alle proprie responsabilità, sono cadute tutte le ambiguità e si è raggiunto questo importante obiettivo”



“Un passo molto importante. Speriamo in questo modo di aver chiuso un ciclo foriero di tensioni e ingiustizie e di averne aperto un altro in cui finalmente tutti i lavoratori impiegati nella logistica per Ikea, potranno operare alle medesime condizioni, quelle dettate dal Contratto Nazionale che regola chi opera in quel settore”. E’ soddisfatto Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil dopo che, insieme a Romeo Barutta della Filt Cgil Veneto, ha firmato un verbale di accordo con la AF Logistics, società cui Ikea affida le attività di montaggio e trasporto mobili, che impegna quest'ultima a farsi garante della piena applicazione delle norme previste dal Contratto Nazionale che regola il settore, lungo tutta la filiera dell’appalto.

"Un accordo – aggiunge Massimo Cognolatto – che giunge dopo il riconoscimento da parte di AF Logistics di quanto sostenuto, per lungo tempo, da noi della Filt Cgil e cioè la presenza di numerose incongruenze contrattuali da parte di alcune Società a cui la AF Logistics subappaltava le attività. Una cosa ingiusta perché di fatto venivano penalizzate quelle società, e i loro lavoratori, che applicavano il CCNL a favore di chi invece non lo faceva, operando spesso con lavoratori non inquadrati e spesso privi di diritti. Una situazione che, non di rado, generava un’umiliante guerra fra poveri cui noi della Filt abbiamo deciso di porre fine”.

“In questo – prosegue il sindacalista della Filt Cgil padovana – abbiamo trovato una buona sponda in Regione, presso l’assessorato al Lavoro, cui lo scorso 11 novembre abbiamo chiesto di promuovere un incontro tra tutte le società interessate agli appalti Ikea. Inizialmente noi avevamo chiesto ad AF Logistics di ridurre la filiera assumendo direttamente tutto il personale impiegato ma ci è stato risposto che era impossibile. Ma accanto a questo, AF Logistics si è però detta disponibile ad impegnarsi a far applicare a tutte le società cui affida gli appalti, il CCNL. Questo significa finalmente la regolamentazione di tanti aspetti del lavoro cui prima non si prestava cura, determinando così disparità tra i lavoratori. Ora, le norme che regolano la parte economica e normativa, la forfetizzazione delle prestazioni, l'indennità di trasferta, il lavoro al sabato e festivi e la malattia sono uguali per tutti. Inoltre, è stato messo nero su bianco, che le norme del CCNL varranno anche per le eventuali società che subentreranno in futuro nella filiera, garantendo in questo modo occupazione e tutti i diritti acquisiti". 
 
“In totale – conclude il Segretario Generale della Filt Cgil Padova – stiamo parlando di otto società che impiegano per tutti gli appalti Ikea in Veneto, circa una settantina di lavoratori, molti di loro stranieri. Un settore, quello della logistica, dove è sempre stato storicamente molto alta la presenza di società e cooperative spurie, spesso nate e morte il tempo necessario a vincere un appalto e dove è sempre molto alto il rischio di sfruttamento dei lavoratori. L'auspicio è che tutto ciò, per quel che riguarda un importante soggetto del mercato come Ikea, faccia parte del passato e si sia finalmente voltato pagina. Per parte nostra, come Filt Cgil di Padova, continueremo a vigilare affinché, da qui in avanti, ci sia una corretta osservanza dei termini dell’accordo appena sottoscritto”.
 
 
 
 
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Incendio deposito di Busitalia a Piazzola sul Brenta. La Filt Cgil esprime la sua preoccupazione

Filt Cgil Padova: "Già in passato i lavoratori avevano avvisato la società della presenza di estranei nel deposito di Piazzola di Brenta. Ora si attivi un servizio di sorveglianza per evitare che possano succedere di nuovo altri fatti vandalici simili"
 
Il Segretario Generale e Provinciale della Filt Cgil di Padova, rispettivamente, Massimo Cognolatto, e  Andrea Rizzo, sono molto preoccupati per i fatti occorsi questa notte. "L'incendio di 8 bus, tra cui 3 nuovi, di proprietà di Busitalia presso il deposito di Piazzola sul Brenta - dicono i due sindacalisti - sicuramente non aiuta la società in questo momento già delicato e, anzi, crea ulteriore danno per il Trasposto Pubblico Locale di Padova: Non possiamo che ritenere molto grave la situazione".  
 
"Le motivazione dell’incendio - proseguono Cognolatto e Rizzo - non si conoscono ancora e pertanto attendiamo gli esiti delle indagini di inquirenti e magistratura. Ci auguriamo che non sia doloso perché quanto avvenuto non è un bel segnale per la società e per il TPL Padovano che, ricordiamo, negli ultimi giorni sta già soffrendo per garantire il pieno servizio ai cittadini causato dalla carenza  di autisti. Però, al momento, non possiamo che restare in attesa di quanto stabiliranno le indagini". 
 
"L'unica cosa che possiamo dire - concludono i due sindacalisti della Filt Cgil di Padova - è che, già in passato, il personale operante presso il deposito interessato dall'incendio, aveva più volte avvisato e denunciato alla direzione aziendale che in quel deposito venivano effettuati atti vandalici da parte di sconosciuti che entravano nei bus e li utilizzavano per fare i loro comodi lasciando spazzatura all'interno e, a volte, manomettendo le attrezzature di bordo. Pertanto, come Filt Cgil di Padova, come già fatto in passato, torniamo ad invitare la società ad attivare in tempi brevi  un servizio di sorveglianza per tutti i depositi esterni a tutela del patrimonio aziendale e cittadino, nonché dei lavoratori che vi operano quotidianamente".
 
Il servizio di Telenordest sull'accaduto

Cancellati i trasferimenti dei drivers da Vigonza a Vicenza e Dese. Sconfitta l'arroganza di Amazon e Assoespressi

Mercoledì pomeriggio, Assoespressi ha comunicato alla Filt Cgil, alla Fit Cisl e alla Uiltrasporti del Veneto di aver definitivamente cancellato i trasferimenti dei drivers da Vigonza a Vicenza e Dese.  

Nei prossimi giorni i lavoratori riceveranno una lettera in cui verrà ufficializzata questa decisione, per cui a nessuno di loro potrà essere imposto uno spostamento contro la sua volontà.

Rimangono invece valide le richieste volontarie di trasferimento, che verranno gestite nel pieno rispetto del Contratto collettivo nazionale di lavoro.

"Sono servite - ricordano i sindacati - 96 ore di sciopero, presidi, tavoli istituzionali in Regione Veneto con l'assessore Donazzan - che ringraziamo per il ruolo positivo svolto - per far capire ad Amazon che non ci si comporta con arroganza, che in Veneto le regole vanno rispettate e che qualsiasi azione unilaterale dell'azienda verrà contrastata dai lavoratori e da chi li rappresenta".  

"I lavoratori veneti, e particolarmente i lavoratori padovani, hanno ottenuto - proseguono - un risultato straordinario, dimostrando forza e competenza. Sono un presidio fondamentale per i diritti e la dignità del lavoro". 

"Vinta una battaglia importante - concludono - dobbiamo prepararci a una strada lunga e ancora impervia. Una strada che proseguiremo chiedendo fin d'ora ad Amazon (che si è permessa di snobbare anche il tavolo convocato dalla Regione Veneto) di accettare il confronto e la discussione con il sindacato e le Istituzioni regionali e locali. Vogliamo un accordo complessivo che migliori le condizioni di lavoro in tutto il Veneto, che superi gli accordi territoriali, che garantisca pari diritti e dignità in ogni stabilimento già operativo e in quelli che apriranno. Lo chiediamo unitariamente come Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti. E non ci fermeremo fino a quando non raggiungeremo questo traguardo". 

Vertenza Amazon. Stop ai trasferimenti coatti

Per il momento è vittoria contro Amazon, il colosso dell'e-commerce ma ci sono ottime probabilità che stavolta la mediazione sia stata raggiunta. I 160 lavoratori della sede di Vigonza (Padova), che un paio di settimane fa erano stati avvisati con un messaggio su Whatsapp di un imminente trasferimento nelle nuove strutture di Dese (Venezia) e Vicenza (motivo per cui avevano proclamato 96 ore di sciopero), non sono più sotto diktat. Ovvero i trasferimenti saranno determinati solo su base volontaria. È l’accordo che Cgil, Cisl e Uil hanno raggiunto lunedì 11 ottobre, nel pomeriggio, durante un incontro tenutosi a Mestre tra i sindacati confederali, l'assessora al Lavoro Elena Donazzan e Giuseppe Occidente, segretario generale di Assoespressi, la società che gestisce il 90% della distribuzione di Amazon.

Dunque, positivo l'esito del tavolo, offerto dalla Regione Veneto, sulla situazione dei driver che operano per il sito Amazon di Vigonza. Assoespressi si è impegnata a non procedere con trasferimenti unilaterali (che poi equivarrebbero a una vera e propria riduzione di personale, attraverso una gestione a dir poco discutibile del sistema degli appalti e dei subappalti), ma solo a trasferimenti volontari. La prossima settimana si aprirà un tavolo di confronto sulla mobilità complessiva a livello regionale determinata dall'apertura di nuove sedi della Multinazionale. Il 14 ottobre, inoltre, ci sarà un incontro, sempre con la Regione Veneto, tra i dirigenti di Amazon e i sindacati confederali per fare il punto su tutte le questioni aperte dalla presenza e dalla crescita di questa azienda sul territorio regionale.

Prima dell’incontro il Segretario Generale della Filt Cgil di Padova, Massimo Cognolatto, aveva fatto delle considerazioni generali sulle dure condizioni lavorative in cui si trovano i driver (ritmi insostenibili stabiliti da un algoritmo, eventuali multe o danni al mezzo totalmente a loro carico, sabato e domenica come qualsiasi giorno lavorativo, le più evidenti) e aveva spiegato le ragioni dell’incontro. Ne proponiamo il filmato.

Amazon. Trasferiti con un sms. Sciopero di 96 ore!

  • Allega:
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova

Com’era prevedibile, ha fatto rumore su stampa e tv, locali e non, lo sciopero indetto dai driver di Amazon aderenti a Filt e Uiltrasporti che hanno deciso di fare un presidio davanti al magazzino di Vigonza per 48 ore, terminate le quali hanno deciso di aggiungercene altre 48, semplicemente non recandosi al lavoro.

Oltre alle solite questioni legate alle loro condizioni (innumerevoli le voci dei lavoratori: “I danni al mezzo te li paghi tu”; “devi consegnare 130-160-180 pacchi il più velocemente possibile, altrimenti sono guai”; “se dimentichi un pacchetto, magari talmente piccolo che finisce sotto il sedile del furgone e non lo vedi, ti trattano come un delinquente” ; “se sei un precario, sai se lavori o no il mattino stesso: se non stai con il cellulare in mano rischi di perdere una giornata di lavoro”, solo per citarne alcune”) a scatenare la rabbia dei driver sono stati i 160 trasferimenti, decisi unilateralmente da Amazon, e pare, comunicati a tanti con un sms. “Amazon - riferisce Massimo Cognolatto, della Cgil - aprirà altri tre cantieri in Veneto a Venezia, Vicenza e Treviso e ha deciso il trasferimento di 160 lavoratori su 500. A molti di loro la comunicazione è stata fatta con un sms, contro ogni proceduta contrattuale. Ma se rifiutano rischiano di essere licenziati”.

Un lavoro che molti driver amano, con stipendi non altissimi ma migliori rispetto a quelli che girano in altre situazioni. Ma non è tutto oro quello che luccica. “Gli stipendi mediamente sono di 1500 euro - spiega Romeo Barutta della Filt Cgil Veneto - ma per arrivarci devi lavorare 10 ore al giorno, sabato e domenica, a conti fatti il compenso è totalmente inadeguato”.

Al termine del secondo giorno la Filt Cgil Padova ha rilasciato un comunicato.

Amazon. Oggi secondo giorno di sciopero. E si continua anche domani e domenica

Filt Cgil: “Sempre alta, intorno all’80%, l'adesione allo sciopero dei driver Amazon coinvolti nei trasferimenti ma anche chi non ha aderito ha perfettamente capito e condiviso le motivazioni della protesta”

“Amazon non può pretendere di assumere decisioni sulla vita delle persone semplicemente calandole dall’alto, senza nessuna discussione e in sfregio a qualsiasi protocollo sulle relazioni industriali appena firmato”

“Lo sciopero va bene, tanto che i lavoratori hanno deciso di proseguire nella protesta e incroceranno le braccia anche sabato e domenica. Non faranno nessun presidio ma semplicemente passeranno un week end a casa, come normalmente succede a tanti lavoratori che hanno dei diritti che loro, i driver intendo, manco si sognano”. È soddisfatto Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil di Padova dopo che anche oggi i driver sono tornati a presidiare l'entrata del magazzino di Vigonza per protestare, non solo per i “soliti motivi” (ritmi di lavoro intensissimi, totale responsabilità a loro carico per eventuali danni ai mezzi, sabato e domenica intesi come qualsiasi altro giorno lavorativo e sono solo degli esempi) ma anche per la recente decisione del colosso americano di spostare 160 di loro nei magazzini di Vicenza e Venezia in procinto di aprire. Un trasferimento comunicato tramite un sms e che dovrebbe avvenire tra una quindicina di giorni.

“Nel frattempo – precisa Cognolatto – proprio ieri abbiamo scoperto che nel magazzino di Vigonza è entrata una nuova società i cui lavoratori sono tutti impiegati con contratti a termine il cui inizio, "casualmente", era proprio ieri, vale a dire quindi assolutamente precari e questo non ha fatto altro che esacerbare l’animo dei lavoratori che davvero si sono sentiti trattati come dei pacchi, senza nessuna voce in merito alla loro vita. Credo abbiano assolutamente ragione e francamente troviamo incredibili le modalità con cui Amazon li ha trattati”.

“A maggior ragione – ragiona il sindacalista della Filt – se pensiamo che solo 15 giorni fa era stato firmato al Ministero del Lavoro un protocollo di relazioni industriali, proprio tra Amazon e i sindacati confederali, in cui veniva riconosciuto il ruolo delle rappresentanze sindacali sia a livello nazionale che territoriale. Beh, visto il modo in cui si sono comportati, cioè avvisando i lavoratori che li trasferivano in altre sedi tramite sms, mi sembra evidente che quell'intesa era solo aria fritta”.

“E questo – conclude Massimo Cognolatto – è qualcosa di molto grave, talmente grave che il Sindacato, anche a livello nazionale, cioè a Roma, non può ignorare. Questo mi induce a pensare che la cosa non finirà qui”.

Si allega articolo del Mattino dopo il primo giorno di sciopero

Sicurezza Riders a rischio per pochi euro in più

Pagina del Mattino di Padova oggi dedicata al tema della sicurezza dei riders delle piattaforme di food delivery e che ormai siamo abituati a vedere sfrecciare, soprattutto la sera verso l’ora di cena, per le vie e piazze della città. Capita spesso che viaggino senza fari, catarifrangenti o appositi giubbini per essere visti con il buio. Inoltre, altrettanto spesso, mentre pedalano tengono in mano il cellulare, aperto sulle mappe della città per poter trovare agevolmente l'indirizzo di consegna. È evidente che tutto questo, in un lavoro in cui la velocità è tutto, non fa che aumentare il rischio di incidenti anche se fortunatamente, dicono al comando della polizia municipale, gli incidenti che hanno coinvolto i riders, nonostante l'evidente problematica di mancanza dei fari e di utilizzo del cellulare, non sono molti.

Dice Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil Padova: “Quello della sicurezza dei riders è un tema importante che andrebbe affrontato sia con le aziende di food delivery per cui lavorano, che con la polizia locale per un'attività di sensibilizzazione. Sarebbe giusto che le aziende dessero ai lavoratori dei mezzi idonei e sicuri, ma sappiamo bene che così non è. La maggior parte di questi lavoratori sono infatti partite iva, collaboratori, contratti particolari. Chi ha il mezzo di proprietà dell'azienda, che si impegna quindi anche a garantire la manutenzione, credo siano davvero pochi. La maggior parte dei riders utilizza un mezzo proprio che spesso e volentieri non ha i fari con tutto quello che ne consegue in termini di sicurezza”.

”Andrà avanti così – prosegue il Segretario Generale della Filt Cgil Padova – finché non succederà qualcosa e qualcuno inizierà allora a interrogarsi sulla sicurezza. Forse se le forze dell'ordine iniziassero un'operazione di sensibilizzazione a partire da controlli mirati, i diretti interessati capirebbero il pericolo che corrono. E poi bisognerebbe sensibilizzare anche le società di food delivery per cui lavorano e renderle coscienti della responsabilità che hanno. E lo stesso discorso vale anche per l'uso del cellulare in bicicletta. Per esempio, ci sono dei dispositivi che si applicano al manubrio dove va inserito il telefono. In questo modo si hanno le mani libere per poter guidare. Anche in questo caso quasi nessun riders utilizza o è conoscenza dell'esistenza di questo dispositivo”.

“Un mondo, quello dei Riders – conclude Cognolatto – costituito per la maggior parte da lavoratori stranieri, dove alcuni non parlano neppure l'italiano, e pochissimi si vogliono affidare al sindacato per paura di perdere il lavoro”.

Aggressioni al personale di bordo di Busitaliaveneto. I sindacati: “Basta!”

Grande spazio su stampa e TV locali alla conferenza stampa che ieri le segreterie territoriali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal hanno organizzato all’esterno della sede di Busitalia Veneto a Padova per denunciare l'enorme problema che hanno i lavoratori che operano a bordo dei mezzi della compagnia di trasporto, ormai sempre più spesso vittima di aggressioni ed episodi di violenza

Le istituzioni competenti devono adottare provvedimenti entro tempi brevi - ha detto Andrea Rizzo, Segretario Provinciale della Filt Cgil di Padova - Sindaco, prefetto e questore dovrebbero emanare ordini di servizio per inviare, in determinati momenti della giornata, in piazzale Stazione, nelle corsie del terminal di viale della Pace ed a bordo di tram e bus, vigili, carabinieri e poliziotti che servirebbero da deterrente contro i malintenzionati in modo da evitare le aggressione. Siamo stanchi di avere solo impegni generici da parte delle istituzioni. I lavoratori sono stanchi di essere lasciati soli alla mercé di personaggi incivili che non rispettano le regole”.

Un problema quello delle aggressioni ad autisti e controllori che esiste da diverso tempo ma che sembra essere riesploso nelle ultime settimane. Innumerevoli gli episodi, soprattutto nell’ultimo anno, in cui sono stati presi di mira da passeggeri aggressivi e minacciosi che, in genere, pretendono di viaggiare senza biglietto o abbonamento.

Accanto a questo – ha detto Andrea Rizzo – esiste un problema di copertura assicurativa per il personale che rimane vittima di violenza, problema a cui Busitalia Veneto potrebbe andare incontro sottoscrivendo una una polizza assicurativa a copertura dei lavoratori e degli eventuali danni cui possono andare incontro. Si tratta di una situazione densa di pericoli, non possiamo continuare ad aspettare per fare qualcosa. La tutela della sicurezza a bordo va garantita a priori con una serie di provvedimenti concreti”.

Non è possibile – conclude il Segretario provinciale della Filt Cgil – andare al lavoro temendo per la propria incolumità fisica, subendo la paura che ti possa capitare qualcosa di brutto semplicemente perché stai facendo il tuo dovere di lavoratore. Questa situazione non può più andare avanti, è diventata insostenibile. Si consideri anche che, ormai, gli unici episodi che vengono denunciati sono quelli che finiscono su un piano fisico, dove ci sono i pugni e i ceffoni. Le offese verbali e le ingiurie che i lavoratori subiscono, ormai non vengono neanche più denunciate ”.

TPL: domani, 1° giugno 2021, sciopero di 24 ore e presidio, dalle 11.00 alle 12.00, davanti a sede di Busitalia

Gli Autoferrotranvieri-Internavigatori incrociano di nuovo le braccia il 1° giugno 2021. Dopo la partecipazione quasi totalitaria agli scioperi dell’8 febbraio di 4 ore e del 26 marzo di 24 ore, continuano a non avere risposte alla legittima richiesta di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro scaduto da più di tre anni e di miglioramento delle condizioni lavorative, sia normative che salariali.

Malgrado le consistenti risorse stanziate dal Governo a salvaguardia del settore rispetto alle conseguenze della pandemia sulla sostenibilità delle aziende e del servizio, le rappresentanze Aziendali continuano a sostenere proposte irricevibili e a negare a lavoratrici e lavoratori del Tpl quello che è un sacrosanto diritto, ancor più motivato dal fatto di non aver mai interrotto la loro attività a garanzia del diritto costituzionale alla mobilità di tutti i cittadini italiani, anche nei momenti più difficili dell’emergenza sanitaria. Non è più ammissibile che anche a fronte dei quasi 2 miliardi di euro giustamente assegnati a questo settore, fondamentale per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica del Paese, le Aziende possano continuare ad ignorare le esigenze dei loro dipendenti preoccupandosi esclusivamente della tenuta dei loro bilanci, dai quali probabilmente nei prossimi mesi potrebbero emergere, peraltro, risultati fortunatamente meno catastrofici di quanto qualcuno vorrebbe far apparire.

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl Fna rivendicano il giusto riconoscimento che i lavoratori meritano, partendo da una copertura economica per il triennio contrattuale 2018-2019-2020, senza inserire all’interno della discussione argomentazioni inopportune e fuorvianti, e avviando, poi, immediatamente il confronto per il rinnovo normativo ed economico del CCNL. Le attestazioni di stima e i ringraziamenti alla categoria, di cui tanti si riempiono la bocca, per la dedizione dimostrata, per il continuo e costante svolgimento del loro lavoro con professionalità, spesso in condizioni di grave disagio e a rischio della incolumità personale e della propria famiglia, esigono immediato riscontro, così come la necessità di riformare il settore anche attraverso la valorizzazione del lavoro. Parole che altrimenti perdono di contenuto e restano solo il misero tentativo aziendale di ottenere più risorse possibili.

Se l’atteggiamento di Asstra, Agens e Anav, e delle Aziende che esse rappresentano, non cambierà immediatamente la protesta proseguirà con sempre maggiore forza e convinzione, attraverso tutte le azioni che le norme ci consentiranno, nella consapevolezza che purtroppo il disagio maggiore sarà come sempre sulle spalle dei lavoratori, che ne dovranno sopportare il sacrificio economico, e dei cittadini che ne soffriranno l’impatto sulla loro libertà di movimento!

IL RINNOVO DEL CCNL È UN DIRITTO!

Per tutto questo abbiamo organizzato per 1° giugno 2021 un presidio davanti BUSITALIA VENETO di Padova Via Rismondo dalle ore 11,00 alle ore 12,00.

PARTECIPATE TUTTI!

Filt Cgil Fit Cisl Uiltrasporti Faisa Cisal Ugl Autoferro

Si allega la lettera che le segreterie nazionali hanno scritto ai cittadini/utenti per spiegare le ragioni dello sciopero