Hanno scioperato per 8 ore tutti i e 30 i dipendenti Arcelor Mittal dello stabilimento di Legnaro in accordo con le diverse iniziative di lotta in atto in tutta Italia.
Intanto le organizzazioni sindacali, governo e proprietà sono riuniti al Mise per provare a trovare una soluzione alla difficile situazione in cui verte la vicenda Ex Ilva nella quale sono coinvolti oltre 20.000 lavoratori in tutta Italia.
“Lo sciopero di oggi a Legnaro sottolinea per noi anche una questione e cioè quello che la gestione di Arcelot Mittal lascia dietro di sé: con le sue controllate questa azienda sta rubando il lavoro ai vari siti e Legnaro rischia di pagare un prezzo molto caro. Sicuramente daremo battaglia fino alla fine.” Ha dichiarato Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova.
Ex Ilva. Fiom: domani sciopero a Legnaro, proseguono iniziative di protesta “Nell'ambito delle iniziative di protesta contro la decisione di ArcelorMittal di avviare la procedura di disimpegno degli stabilimenti ex Ilva domani, venerdì 15 novembre, è stato proclamato uno sciopero di 8 ore a Legnaro, in provincia di Padova. Questa iniziativa si inserisce all'interno del pacchetto di 24 ore di sciopero proclamato dalle segreterie nazionali di Fim-Fiom-Uilm.
Sempre domani, nel pomeriggio, è stato convocato alle 15.30 il tavolo al Ministero dello Sviluppo economico con le organizzazioni sindacali e l'azienda. Le risultanze dell'incontro saranno ovviamente oggetto di valutazione per le decisioni da assumere sulla modulazione delle iniziative di mobilitazione e di lotta”.
FIM FIOM UILM di Padova aderiscono al 4° Sciopero Globale per il Clima che si terrà VENERDÌ 29 NOVEMBRE sia partecipando alla manifestazione Fridays For Future che partirà dal piazzale della stazione di Padova alle 9.30 sia con iniziative promosse dalle RSU nelle aziende.
La preoccupazione per l’incerto futuro dell’Ilva - ArcelorMittal, delle migliaia di dipendenti e di tutto l’indotto è arrivata anche in Veneto: oggi lo sciopero dei dipendenti dello stabilimento di Legnaro ha raggiunto l’adesione totale sia da parte degli operai che degli impiegati. Lo sciopero in provincia di Padova è riuscito al 100% e sono state sospese tutte le attività dello stabilimento.
Quelle di oggi sono state le prime 8 ore di sciopero delle 24 programmate nelle sedi Ilva di tutta Italia, delle quali, a Legnaro, le prime 4 ore sono state di presidio. Le prossime 16 ore di sciopero nella sede di Legnaro saranno programmate durante la prossima settimana.
“L’adesione totale dei dipendenti di ArcelorMittal di Legnaro da un segnale preciso: la battaglia per il rispetto degli accordi e per il mantenimento della produzione di acciaio in modo salubre nel nostro Paese è la priorità per i lavoratori” ha dichiarato Loris Scarpa, segretario generale della Fiom Cgil di Padova.
Le Organizzazioni Sindacali Nazionali di FIM FIOM UILM dichiarano intollerabile quanto emerso dall’incontro di ieri tra il Presidente del Consiglio e i vertici di ArcelorMittal, programmato per chiedere il ritiro della procedura di disimpegno dagli stabilimenti dell’ex Ilva annunciata il 4 novembre. La multinazionale ha posto delle condizioni provocatorie e inaccettabili e le più gravi riguardano la modifica del Piano ambientale, il ridimensionamento produttivo a quattro milioni di tonnellate e la richiesta di licenziamento di 5mila lavoratori, oltre alla messa in discussione del ritorno a lavoro dei 2mila attualmente in Amministrazione straordinaria. Fim Fiom e Uilm considerano le prossime ore decisive per il futuro di migliaia di lavoratori. L’incontro di oggi tra il Presidente del Consiglio Conte e le organizzazioni sindacali, con la presenza dei Segretari Generali di Cgil Cisl e Uil, rappresenta un’occasione importante per impegnare il Governo ad assumere atti forti e inequivocabili in difesa del futuro del polo siderurgico più importante d’Europa.
Per questo proclamano 24 ore di sciopero per l’intero Gruppo Arcelor Mittal ex Ilva a partire dalle ore 7 di venerdì 8 novembre 2019, già programmato per il sito di Taranto. In tutti gli altri stabilimenti, le Segreterie territoriali definiranno le modalità di mobilitazione Inoltre Fim Fiom e Uilm chiedono all’azienda l’immediato ritiro della procedura e al governo di non concedere nessun alibi alla stessa per disimpegnarsi, ripristinando tutte le condizioni in cui si è firmato l’accordo del 06/09/2018 che garantirebbe la possibilità di portare a termine il piano Ambientale nelle scadenze previste. Le condizioni devono, inoltre, includere lo scudo penale limitato all’applicazione del Piano ambientale e il ritiro di qualsiasi ipotesi di esuberi.
Le scriventi Organizzazioni ritengono l’accordo del 06 Settembre 2018 come unica strada per garantire il risanamento ambientale e il rilancio dell’intero gruppo ex Ilva. Non è possibile, a un anno dalla firma, ritornare a discutere di quanto già affrontato negli ultimi 7 anni. Dobbiamo scongiurare che a pagare il prezzo delle scelte scellerate di azienda e politica siano sempre i lavoratori. Dobbiamo evitare lo spettro dell’ulteriore cassa integrazione e chiediamo con forza il risanamento ambientale e la salvaguardia occupazionale.
La vicenda della ex fonderia Anselmi, oggi VDC, continua a preoccupare le organizzazioni sindacali e i lavoratori. Nonostante il tavolo in regione in programma per venerdì 8 novembre, rimane incerto il futuro dei 4 lavoratori: le organizzazioni sindacali vogliono il ritiro dei licenziamenti attualmente sospesi e vederli rientrare in azienda. A preoccupare è anche la situazione generale il futuro della fonderia del camposampierese. Per il momento il piano industriale sia del sito di Camposampiero che dell’intero gruppo formato da VDP di Schio, VDC di Camposampiero, Officine Zen Fonderia di Albignasego e Fonderie Cooperative di Modena non sono stati ancora resi noti dalla proprietà e dei famosi e poderosi investimenti che erano stati promessi ancora non vi è traccia.
“Come Fiom e come Fim siamo preoccupati per questo nuovo ritorno di crisi che sta investendo la siderurgia, le acciaierie oltre al settore dell’automotive e del comparto collegato. Speriamo che sia il governo locale che quello nazionale prendano seriamente in conto la necessità di affrontare questi argomenti di primaria importanza per il futuro dell’industria e per garantire un posto di lavoro a tantissimi lavoratori in Veneto e nell’intero Paese” Hanno dichiarato Loris Scarpa segretario generale della Fiom Padova e Gregorio Loregian della Fim Cisl Padova in vista del tavolo con la Donazzan di venerdì prossimo.
Oggi si è tenuto in Prefettura a Padova un incontro fra il prefetto, la proprietà di VDC spa, Confindustria Vicenza, le organizzazioni sindacali, la RSU della VDC spa (ex Anselmi).
Durante l’incontro si è raggiunta una tregua fra le parti in vista di successivi tavoli di confronto.
Si è conclusa nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 28 ottobre, nella Prefettura di Padova, l’incontro sul futuro dei quattro operai della VDC spa (ex Anselmi, facente parte del gruppo VDP fonderie spa di Schio assieme con Officine Zen Fonderia e Fonderie cooperative di Modena), che, come è noto, hanno ricevuto la lettera di avvio della procedura di licenziamento individuale che ha avuto come conseguenza due settimane di sciopero ininterrotto da parte dei lavoratori della ex Anselmi e decine di scioperi di solidarietà dei lavoratori delle aziende del padovano.
Al termine dei lavori le parti (i sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl con le Rsu e le rappresentanze di Confindustria Vicenza e l’AD dell’azienda, Franco Vicentini) hanno trovato un punto di mediazione: la proprietà si è assunta l’impegno di rinviare la procedura di licenziamento che si sarebbero discusse in DTL il 30 ottobre e, contestualmente, le organizzazioni sindacali hanno assunto l’impegno di sospendere gli scioperi. Questa tregua vuole essere il punto di partenza per ulteriori tavoli di confronto.
Ricordiamo che le richieste delle organizzazioni sindacali, ribadite a più riprese nei giorni scorsi, sono due: una condizione di tutela per i quattro lavoratori che preveda anche l’utilizzo di ammortizzatori sociali e la presentazione di un attendibile e concreto piano industriale, sia per vari siti che per l’intero gruppo, che racconti quale futuro attende la VDC e i suoi lavoratori.
“Il confronto è sicuramente in salita, ma la lotta dei lavoratori, sia quella della VDC, delle Officine Zen Fonderia e dei lavoratori metalmeccanici del padovano è stata importantissima in questa vertenza ed ha permesso l’apertura di questo tavolo in sui si porterà la discussione a livello collettivo e non più individuale. Il ruolo prefettizio, ancora una volta, è stato importante per raggiungere questo primo passo. Rimangono comunque forti le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali sull’assetto delle quattro fonderie” hanno dichiarato a fine giornata le due organizzazioni sindacali.
Oggi si è tenuto in Prefettura un incontro fra il prefetto, la proprietà di VDC spa, Confindustria Vicenza, le organizzazioni sindacali, la RSU della VDC Spa (ex Anselmi).
Durante l’incontro si è raggiunta una tregua fra le parti in vista di successivi tavoli di confronto.
Si è conclusa nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 28 ottobre, nella Prefettura di Padova, l’incontro sul futuro dei quattro operai della VDC spa (ex Anselmi, facente parte del gruppo VDP fonderie Spa di Schio assieme con Officine Zen Fonderia e fonderie cooperative di Modena), che, come è noto, hanno ricevuto la lettera di avvio della procedura di licenziamento individuale che ha avuto come conseguenza due settimane di sciopero ininterrotto da parte dei lavoratori della ex Anselmi e decine di scioperi di solidarietà dei lavoratori delle aziende del padovano.
Al termine dei lavori le parti (i sindacati Fiom Cgil e Fim Cisl con le Rsu e le rappresentanze di Confindustria Vicenza e l’AD dell’azienda, Franco Vicentini) hanno trovato un punto di mediazione: la proprietà si è assunta l’impegno di rinviare la procedura di licenziamento che si sarebbero discusse in DTL il 30 ottobre e, contestualmente, le organizzazioni sindacali hanno assunto l’impegno di sospendere gli scioperi. Questa tregua vuole essere il punto di partenza per ulteriori tavoli di confronto.
Ricordiamo che le richieste delle organizzazioni sindacali, ribadite a più riprese nei giorni scorsi, sono due: una condizione di tutela per i quattro lavoratori che preveda anche l’utilizzo di ammortizzatori sociali e la presentazione di un attendibile e concreto piano industriale, sia per vari siti che per l’intero gruppo, che racconti quale futuro attende la VDC e i suoi lavoratori.
“Il confronto è sicuramente in salita, ma la lotta dei lavoratori, sia quella della VDC,delle Officine Zen Fonderia e dei lavoratori metalmeccanici del padovano è stata importantissima in questa vertenza ed ha permesso l’apertura di questo tavolo in sui si porterà la discussione a livello collettivo e non più individuale. Il ruolo prefettizio, ancora una volta, è stato importante per raggiungere questo primo passo. Rimangono comunque forti le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali sull’assetto delle quattro fonderie” hanno dichiarato a fine giornata le due organizzazioni sindacali.