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Cgil Padova: sicurezza sul lavoro e temperature estreme, fare piena luce sulla tragedia di Abano Terme

Dopo il drammatico malore che è costato la vita a Tiziano Fabrizi all'interno di un hotel, il sindacato esprime profondo cordoglio alla famiglia e richiama con urgenza la necessità di applicare rigorosamente i protocolli di prevenzione contro il caldo.

La tragedia si è consumata nel primo pomeriggio di ieri all'interno dell'Hotel Salus di via Marzia ad Abano Terme, dove Tiziano Fabrizi, artigiano e imbianchino di 64 anni residente a Montegrotto Terme, ha perso la vita a causa di un malore improvviso. L'uomo, dipendente della ditta esterna Euganea Decor e figura stimata e molto conosciuta in tutta la zona termale, era appena rientrato dalla pausa pranzo intorno alle 13:30 per riprendere i lavori di tinteggiatura e piccola manutenzione ordinaria all'interno dell'area benessere della struttura alberghiera. All'improvviso, mentre si trovava al lavoro, Fabrizi si è portato le mani al petto e si è accasciato al suolo davanti ad alcuni colleghi, che hanno immediatamente lanciato l'allarme. Nonostante il tempestivo intervento dei colleghi stessi, dei sanitari del Suem 118, dei Carabinieri della Compagnia di Abano e dei tecnici dello Spisal, ogni tentativo di rianimazione è purtroppo risultato vano e il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo, stroncato da quello che appare a tutti gli effetti come un arresto cardiocircolatorio. La notizia ha sollevato un'ondata di profonda commozione tra i colleghi, i titolari della struttura e l'intera comunità locale, mentre l'autorità giudiziaria ha concesso il nullaosta per la rimozione della salma.

Sulla tragedia la Cgil di Padova ha rilasciato la seguente nota:

"La Cgil di Padova apprende con profondo dolore la notizia del grave malore che ha causato la morte di Tiziano Fabrizi, artigiano di 64 anni, mentre svolgeva la sua attività all’interno di un hotel ad Abano Terme. In attesa che le autorità competenti facciano piena luce sulle dinamiche esatte dell'accaduto e accertino le cause della tragedia, il sindacato si stringe innanzitutto attorno alla famiglia del lavoratore, esprimendo le più sentite e sincere condoglianze.

“Pur mantenendo il dovuto rispetto – recita una nota della Cgil di Padova – e la necessaria prudenza sulla natura medica del malore, non si può ignorare il contesto climatico in cui si consumano questi episodi. Lavorare esposti a temperature estreme e tassi di umidità elevati rappresenta un fattore di rischio enorme per la salute e la sicurezza, a maggior ragione per i lavoratori più anziani. Quando il caldo estremo non viene gestito con adeguate pause, idratazione e rimodulazione degli orari, le conseguenze possono purtroppo rivelarsi drammatiche. Per questo ribadiamo l'urgenza di applicare rigorosamente i protocolli di prevenzione e, dove necessario, di sospendere le attività nelle ore più calde per tutelare l'incolumità di chi lavora”.

Benedetto Truppa eletto nuovo Segretario Generale della Fillea Cgil Padova

Mercoledì 24 giugno, il passaggio di testimone nella categoria degli edili e del legno: eletto il successore di Gianluca Badoer, da fine dicembre alla guida della Camera del Lavoro di Padova

L'Assemblea Generale della Fillea Cgil di Padova ha eletto, mercoledì 24 giugno, Benedetto Truppa nuovo Segretario Generale della categoria che rappresenta i lavoratori edili, del legno, del cemento, dei lapidei e dei manufatti. Truppa succede a Gianluca Badoer, chiamato a fine dicembre del 2025 a ricoprire il ruolo di Segretario Generale della Camera del Lavoro di Padova.

L'elezione di Truppa, sindacalista con un'esperienza di 42 anni nella Cgil vissuta in gran parte all'interno della categoria, segna l'inizio di una fase incentrata sulla ricomposizione e l'unità del gruppo dirigente locale. Il neo-segretario vanta un percorso iniziato direttamente nei cantieri nel 1984 come operaio edile. Nel corso della sua lunga militanza, ha ricoperto ruoli di primo piano tra cui la guida della Fillea di Frosinone e della Fillea Cgil Roma e Lazio, fino al più recente incarico di funzionario politico presso la Fillea Nazionale.

"L'elezione di Benedetto Truppa – dichiara il Segretario Generale della Cgil di Padova, Gianluca Badoer – è la dimostrazione che la Fillea CGIL è una categoria che ha delle grandissime risorse che possono essere messe a disposizione. Risorse di professionalità, di valore politico, sindacale e morale a cui attingere quando abbiamo bisogno, proprio come in questo frangente. La categoria è assolutamente in buone mani".

"Nell'accettare con entusiasmo e consapevolezza questo nuovo incarico – dichiara il neo Segretario Benedetto Truppa – desidero ringraziare il compagno Gianluca Badoer e tutta la struttura per il grande lavoro politico e organizzativo svolto in questi anni. Assumere la guida della Fillea di Padova rappresenta una responsabilità enorme che intendo affrontare con il massimo impegno e partendo dall'ascolto. Se sapremo camminare insieme, nel segno dell’unità e concentrando le nostre energie nei cantieri e nelle fabbriche per difendere la sicurezza e la dignità dei lavoratori, allora faremo davvero un grande servizio a tutta la Cgil e a questo territorio". 

 

 

Tragedia a San Martino di Lupari: operaio muore per un colpo di calore in cantiere. Cgil Padova: “Subito una normativa nazionale e lo stop ai lavori nelle ore a rischio”

  • Allega: artMattMortoCaldo.pdf
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova con la posizione della Cgil di Padova dopo questa ennesima tragedia sul lavoro
  • video link: Visita il sito

Una nuova, drammatica tragedia colpisce il mondo del lavoro nel nostro territorio. Nel pomeriggio di ieri, mercoledì 24 giugno, intorno alle ore 16:00, Stefano Tonin, un operaio di 58 anni originario di Resana, ha perso la vita mentre lavorava in un cantiere stradale in via Meucci a San Martino di Lupari. L'uomo era impegnato in un regime di appalto per i lavori di rifacimento di un impianto idrico sull'asfalto quando si è accasciato al suolo, stroncato da un improvviso malore.

Nonostante l'immediato intervento dei soccorsi e il successivo ricovero d'urgenza all'ospedale di Padova, per l'operaio non c'è stato nulla da fare. Le prime ricostruzioni e le indagini avviate dagli ispettori dello Spisal indicano come causa probabile del decesso un fatale colpo di calore, sopraggiunto mentre l'uomo era costretto a lavorare sotto il sole con temperature torride ben superiori ai 30 gradi.

Di seguito riportiamo la nota ufficiale della Cgil di Padova sulla tragedia:

La drammatica scomparsa di Stefano Tonin, l’operaio di 58 anni che oggi pomeriggio ha perso la vita a San Martino di Lupari mentre era impegnato nei lavori di rifacimento di un impianto idrico ci lascia profondamente sgomenti. Dinanzi a questa ennesima tragedia, che dalle prime ricostruzioni appare legata a un fatale colpo di calore dovuto alle temperature di questi giorni, la Cgil di Padova esprime il proprio immenso dolore e si stringe in un commosso abbraccio alla famiglia della vittima, a cui vanno le nostre più sentite condoglianze.

Quanto accaduto trasforma la nostra sofferenza in una gravissima preoccupazione che non può più essere ignorata. Il dramma assume un contorno ancora più doloroso se si considera che si tratta, ancora una volta, della morte di un lavoratore impiegato in un regime di appalto. Questo doloroso evento mette tragicamente in luce l'urgenza di una regolamentazione complessiva e rigorosa dell'intero settore degli appalti, che metta al centro la tutela della sicurezza; una necessità per la quale l'organizzazione è attualmente impegnata in una mobilitazione nazionale per una proposta di legge di iniziativa popolare.

Questo drammatico evento dimostra in modo inequivocabile l'assoluta urgenza che le tutele contro le ondate di calore trovino immediata e rigida applicazione in tutti i cantieri. Non è più possibile muoversi soltanto sull'onda dell'emergenza con provvedimenti regionali temporanei. Serve invece una normativa nazionale strutturale, condivisa con le organizzazioni sindacali, che agisca efficacemente e non resti lettera morta. Al contrario, continuiamo a registrare resistenze e ritardi da parte datoriale nell'adeguarsi alle misure di protezione nei giorni di massima allerta climatica. Chiediamo fermamente il rispetto delle regole e il blocco immediato delle attività all'aperto nelle ore più a rischio: la salute e la vita delle lavoratrici e dei lavoratori devono venire prima di ogni altra considerazione”.

Il servizio di Telenordest con gli interventi di Francesco Campa della Fillea Cgil Padova e del Segretario Generale della Cgil di Padova, Gianluca Badoer, sui rischi per le lavoratrici e i lavoratori a causa delle temperature estreme

Emergenza abitativa, ieri la protesta di Cgil Padova, Sunia e Unione Inquilini, davanti alla Prefettura, contro il Piano Casa e i decreti del Governo

Presidio in Piazza Antenore per denunciare le nuove misure del Governo. Chiesto un tavolo di confronto urgente per fermare le esecuzioni veloci, rivedere la riforma degli alloggi e tutelare le fasce più esposte alla crisi

La tensione sociale legata al diritto all'abitare ha trovato una voce forte e unitaria nel cuore di Padova. Le bandiere rosse e gialle hanno colorato Piazza Antenore, proprio sotto le finestre del palazzo della Prefettura, dove ieri mattina si è tenuto un sit-in di protesta. L'iniziativa, nata all'interno della cornice di mobilitazione nazionale dei sindacati degli inquilini, ha espresso la netta contrarietà del territorio rispetto ai provvedimenti normativi attualmente in discussione in Parlamento, ritenuti inadeguati e profondamente penalizzanti per le fasce sociali più fragili. Al centro delle contestazioni ci sono in particolare il decreto sul Piano Casa e il disegno di legge mirato all'accelerazione delle procedure di sfratto.

Un attacco al patrimonio pubblico e ai diritti civili

"Le ragioni della protesta - ha spiegato Michele Brombin, Segretario del Sunia Cgil Padova - affondano le radici nell'analisi dettagliata degli effetti che le nuove norme contenute nel cosiddetto 'Piano Casa' produrranno sulle comunità locali. Un provvedimento che secondo noi è ben lontano dal risolvere una crisi che a Padova vede moltissime famiglie in lista d'attesa per un alloggio pubblico e che, al contrario, non fa altro che aumentare il rischio di amplificare le disuguaglianze e favorire logiche speculative".

"In particolare - attacca Brombin - la prima critica riguarda le misere risorse economiche stanziate dal Governo che sono del tutto insufficienti per provvedere al reale recupero delle migliaia di case popolari attualmente sfitte. A questo aggiungiamo che la nuova impostazione legislativa favorisce i canali del social housing privato e prevede la vendita degli alloggi per ripianare i deficit degli enti gestori, riducendo di fatto la quota di appartamenti a canone sociale storicamente destinata a chi possiede i redditi più bassi. Un meccanismo che penalizzerà ulteriormente e pesantemente l'offerta di edilizia residenziale pubblica, dirottando fondi ed energie verso strutture finanziarie speculative che lasceranno il mercato privo di regole reali sul rapporto tra salari e costi immobiliari".

Lo spettro degli sfratti immediati e il peso sulle amministrazioni locali

Un altro fronte caldo è rappresentato dalle nuove norme sulle esecuzioni repentine degli sfratti, descritte durante la manifestazione come una vera e propria operazione di "macelleria sociale" che non prevede tutele per chi perde la casa. La velocizzazione delle procedure metterà a nudo la mancanza di soluzioni alternative adeguate, scaricando interamente l'impatto economico e gestionale dell'assistenza sociale sulle spalle dei Comuni, che si ritroveranno senza strumenti né fondi per arginare l'ondata di emergenze.

"A livello locale - aggiunge il Segretario del Sunia Cgil Padova -  i dati descrivono una situazione già satura, caratterizzata da un mercato degli affitti privati reso insostenibile dai rincari e dalla proliferazione incontrollata delle locazioni turistiche brevi che spingono molti residenti, tra cui numerosi pensionati e lavoratori monoreddito, fuori dai quartieri storici. Sono sempre di più le famiglie che si rivolgono a noi dopo la perdita improvvisa della locazione perchè il canone non viene rinnovato e, con l'esplosione dei canoni in corso, non riescono a trovare e permettersi un nuovo alloggio. E questa è una situazione sempre più comune tra i nuclei familiari che hanno un reddito troppo alto per ricevere delle tutele pubbliche ma troppo basso per accedere al mercato libero. E questo li spinge in mezzo ad una strada, peggiorando notevolmente la loro condizione".

Il dialogo con le istituzioni e le proposte per un cambio di rotta

Nel corso della mobilitazione, una delegazione sindacale è stata ricevuta dal Prefetto di Padova, il dottor Giuseppe Forlenza, per illustrare le proposte e consegnare un documento formale contenente le criticità riscontrate nel testo del decreto e nel disegno di legge. I sindacati hanno sollecitato l'apertura immediata di un tavolo di confronto multiattoriale che veda la partecipazione attiva del Comune, degli enti gestori e delle parti sociali, con lo scopo preciso di prevenire l'emergenza abitativa e pianificare la gestione degli sfratti in modo dignitoso ed equo.

"La nostra richiesta più importante e significativa - ha concluso Michele Brombin - è quella di richiamarsi con forza ai trattati internazionali e alle raccomandazioni ufficiali degli organismi ONU, secondo cui nessuna esecuzione può essere portata a termine se alle persone non viene garantita una sistemazione alternativa dignitosa. Per invertire la rotta serve un programma strutturale basato sul blocco definitivo delle vendite del patrimonio immobiliare pubblico, sul rifinanziamento stabile dei fondi di sostegno all'affitto e su una riforma del mercato privato che ponga limiti stringenti ai canoni speculativi, ponendo il diritto fondamentale all'abitare al di sopra degli interessi commerciali. Se non si interverrà in questo senso e si lascerà tutto al libero mercato, la situazione è destinata ad esplodere e a diventare una piaga sociale fuori controllo".

Il servizio di Telenordest sul presidio di ieri davanti alla Prefettura

“Le parole sono lame, mettiamo un argine a questo odio!”

Prendiamo a prestito le parole dell’onorevole Ouidad Bakkali, ultima vittima di una lunga serie di aggressioni sessiste contro le donne TUTTE, anche se colpiscono in modo particolarmente massivo le donne di sinistra e femministe.

Il Coordinamento politiche di Genere della CGIL e il coordinamento donne dello SPI di Padova non sono più disponibili ad accettare questi continui attacchi in particolare tramite i social media, ma non solo.

Lo sdoganamento del linguaggio di violenza e di odio, (ci ricordiamo la BESTIA) utilizzato in modo scientifico da parte di alcuni esponenti politici e da chi ci governa ha sdoganato l’abisso dell’ignoranza e della volgarità, espressione di un pensiero retrivo e fortemente patriarcale.

L’impiego dei social media da parte di chi scrive questi messaggi fa sentire questi soggetti potenti e, soprattutto, impuniti. Alla faccia del politicamente corretto e del “non si può più dire nulla” vomitano quotidianamente la loro gretta sopraffazione sulla malcapitata di turno.

BASTA!

A tutte/i di qualsiasi appartenenza politica e religiosa, a tutte le forze politiche, a tutta la società civile CHIEDIAMO

  • Di promuovere la formazione e l'adozione di codici di comportamento etici e inclusivi per arginare l'intimidazione come richiedono le Nazioni Unite e il Consiglio d’Europa;
  • Di intervenire nei confronti delle aziende proprietarie delle piattaforme social e definire paletti precisi per bloccare la pubblicazione di messaggi sessisti e violenti;
  • Di intervenire con norme sanzionatorie fino alla denuncia d’ufficio per i casi più gravi.

Anche i fatti relativi ai ferrovieri ATM di Milano, solo gli ultimi in ordine temporale, con le Chat sessiste dove mogli, fidanzate, compagne erano diventate merce di scambio ci fanno orrore, eppure è necessario riflettere su come la nostra società stia precipitando sempre più verso un clima di odio, intolleranza e aggressività che dobbiamo avere il coraggio di riconoscere e contrastare, con ogni mezzo democratico.

Le ultime esternazioni sui femminicidi, di un uomo approdato da poco in politica, ci fa arretrare tutte e tutti a livello di società civilizzata che credeva ormai assodata la necessità giuridica e normativa di riconoscimento di questo bieco e terribile reato che ogni anno uccide.

I Centri Antiviolenza continuano a lavorare sui fattori culturali che portano a queste estreme conclusioni. Ovvero l’incapacità per l’uomo di accettare il rifiuto, di ovviare al senso di possesso. L’intolleranza al fatto che una donna possa avere pari opportunità di lavoro, carriera, autodeterminazione.

C'è una cultura che continua ad alimentare sessismo in una società che non ci piace e noi vogliamo cambiarla.

Per Coordinamento politiche di Genere della CGIL e il coordinamento donne dello SPI di Padova il rispetto della dignità delle persone e parità tra i generi sono valori irrinunciabili.

Per questo ci battiamo.

Per questo chiediamo a tutte e tutti di intervenire rapidamente e in maniera incisiva.

Perché, sia chiaro, non ci sarà mai nemmeno un singolo passo indietro.

Nel video l'On Ouidad Bakkali (Pd) legge in Aula gli insulti razzisti ricevuti via social 

Sui pedali della memoria: la Cgil di Padova a fianco della staffetta ciclistica per la strage di Bologna

  • Allega: Dieciventicinque_2026_-_Report-2_1_1_compressed.pdf
  • Descrizione allegato: Il report di presentazione e di sintesi storica della staffetta ciclistica Padova-Bologna, nata per onorare la memoria delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980

Memoria in movimento lungo le strade del Veneto e dell'Emilia per non dimenticare le ottantacinque vittime del 2 agosto 1980

La Cgil di Padova rinnova con forza il proprio impegno civile e sociale annunciando il pieno sostegno e la collaborazione attiva all’organizzazione dell'edizione 2026 della staffetta ciclistica della Memoria. Insieme al Comitato DieciVenticinque, il sindacato si fa promotore di un'iniziativa che unisce il ricordo storico all'azione collettiva, attraversando i territori del nostro paese per mantenere viva la luce della verità e della giustizia su una delle pagine più buie della storia repubblicana: la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

Un traguardo simbolico per ottantacinque vite spezzate

L'iniziativa si svilupperà nell'arco di tre intense giornate, da venerdì 31 luglio a domenica 2 agosto, lungo un itinerario che unisce idealmente e fisicamente le province di Padova, Rovigo, Ferrara e Bologna. L'ambizioso ma profondo obiettivo degli organizzatori è quello di accogliere e coinvolgere almeno ottantacinque ciclisti, un numero che porta con sé un carico emotivo immenso, corrispondendo esattamente al numero di vite umane spezzate dall'esplosione della bomba fascista. La Cgil di Padova si sta muovendo attivamente per favorire una massiccia partecipazione di iscritti, delegati, lavoratrici, lavoratori e funzionari, i quali prenderanno parte all'evento sia pedalando in prima persona, sia garantendo il fondamentale supporto logistico e organizzativo lungo tutto il percorso.

La memoria capillare nei territori e il dialogo con la società civile

La forza di questa manifestazione risiede nella sua natura itinerante e nella capacità di seminare testimonianza in modo capillare. Il percorso non è una semplice tratta da percorrere nel minor tempo possibile, bensì un filo conduttore che unisce comunità diverse. La carovana si fermerà infatti in ogni singolo Comune lungo il tragitto, trasformando ogni sosta in un mini evento commemorativo. In queste tappe i partecipanti incontreranno i Sindaci e i rappresentanti delle istituzioni locali e della società civile, consegnando un gagliardetto a memoria dell'iniziativa. Si parte la mattina del 31 luglio da Padova, toccando i centri di Albignasego, Maserà, Cartura, Conselve, Bagnoli di Sopra e Anguillara, per poi fare ingresso nel rodigino attraverso San Martino di Venezze, Rovigo, Pontecchio Polesine, Guarda Veneta e Polesella, concludendo la prima giornata a Ferrara. Sabato 1° agosto la pedalata riprenderà verso Bologna, toccando San Pietro in Casale, San Giorgio di Piano e Castel Maggiore, fino all'emozionante arrivo a Villa Torchi per la commemorazione dedicata alle vittime più giovani, i bambini.

Perché il sindacato sostiene il Comitato DieciVenticinque

Per la Cgil di Padova – spiega Manuela De Paolis della Segreteria Confederale – supportare questo evento non significa soltanto esercitare il dovere della memoria, ma significa anche riaffermare quotidianamente i valori costituzionali di democrazia, antifascismo e solidarietà. Come sindacato, non possiamo non riconoscere in questa pedalata un potente strumento di partecipazione democratica e di resistenza contro l'oblio. Ricordare la strage di Bologna e riflettere, attraverso le attività di approfondimento previste nel pomeriggio del 1° agosto, sulla strategia della tensione in Italia è un atto di responsabilità verso le nuove generazioni”.

Voglio ricordare – conclude Manuela De Paolis – che la partecipazione è aperta a chiunque voglia condividere questo percorso, sia coprendo l'intero itinerario sia accompagnando il gruppo solo per alcune tappe. L’auspicio è che siano in tanti a cogliere l’opportunità di questa esperienza. L'appuntamento culminerà domenica 2 agosto con il grande ritrovo alla Montagnola di Bologna insieme a tutte le altre staffette podistiche e ciclistiche d'Italia, per poi confluire nel solenne corteo commemorativo che da Piazza del Nettuno riempirà le strade della città per gridare, ancora una volta, che la memoria non si cancella. Chiunque voglia iscriversi scriva a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Fp Cgil Padova, Fit Cisl Padova e Rovigo, Uil Trasporti Padova e Fiadel: “Svolta positiva alla vigilia dell'incontro in Prefettura: intesa su assunzioni, sicurezza e premio di produzione per tutelare la dignità e i diritti del personale”

  • Allega: ilovepdf_merged_90.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla risoluzione positiva della vertenza tra Etra e sindacati

Accordo raggiunto tra sindacati ed Etra: revocato lo stato di agitazione dei lavoratori

Alla vigilia del tavolo di conciliazione originariamente convocato presso la Prefettura di Padova per ieri, venerdì 19 giugno, le organizzazioni sindacali e la direzione di Etra S.p.A., hanno siglato un'intesa formale che sancisce la revoca dello stato di agitazione del personale. La trattativa, che ha sbloccato una situazione estremamente delicata, è stata condotta in prima persona dai vertici della direzione aziendale e dalle RSU in Etra coadiuvati dai rappresentanti territoriali di Fp Cgil Padova, Fit Cisl Padova e Rovigo, Uil Trasporti Padova e Fiadel, nelle figure – rispettivamente – di Maurizio Galletto, Oscar Dalla Rosa, Giulio Deda e Carlo Di Cunzolo. Grazie a questo serrato ma proficuo confronto, l'accordo firmato due giorni fa, giovedì 18 giugno, permette di superare la fase conflittuale, offrendo risposte concrete e impegni scritti a tutela dei dipendenti del settore ambientale.

"I motivi del contendere – spiegano Galletto, Dalla Rosa, Deda e Di Cunzolo – erano innanzitutto legati al mancato raggiungimento integrale del premio di produttività (assegnato al 91%), che ha comportato una perdita economica di circa 120 euro a lavoratore. Una procedura che noi, unitariamente, abbiamo contestato da subito perché i disservizi e le lamentele sulla raccolta, argomenti utilizzati dall'azienda per decurtare il premio, non possono essere affatto imputati al personale, bensì a pesanti carenze organizzative interne e alla mancanza di organico, specialmente nel periodo estivo. E su questo, la responsabilità era ed è tutta dell’azienda.”

“Per questo il punto di svolta dell’intesa – proseguono i rappresentanti sindacali – risiede proprio in un piano straordinario e vincolante di nuove assunzioni che l'azienda si è impegnata a varare al più presto e che prevede l'inserimento di 14 lavoratori a tempo determinato, 6 dei quali verranno successivamente stabilizzati a tempo indeterminato. A queste figure si aggiungeranno ulteriori 11 assunzioni immediate a tempo indeterminato, e altri 4 contratti aggiuntivi a tempo determinato per la sostituzione delle assenze lunghe e l'impiego tempestivo di personale stagionale per dare respiro ai turni massacranti e superare le difficoltà dei mesi caldi".

“Altro aspetto molto importante – proseguono i sindacalisti – e che era uno dei motivi dello scontro perché riguardava la dignità dei lavoratori e la sicurezza e il benessere nei luoghi di lavoro, è il raggiungimento di un accordo riguardo le sedi e i cantieri della provincia di Padova, a Rubano e Camposampiero, dove verranno adottate immediate soluzioni tampone per garantire spogliatoi e docce adeguate entro il mese di luglio, mentre per la sede di Bassano del Grappa i lavori di sistemazione dei servizi e dei parcheggi sono già in fase avanzata. Era una questione molto importante e su cui non eravamo disposti a cedere: il lavoro è pesante, a maggior ragione in un periodo caldo come questo, il personale necessita di luoghi consoni dove cambiarsi e lavarsi. E li avranno. Ma non solo: anche sul piano operativo, l'azienda interverrà inoltre con l’acquisto di nuovi mezzi, intensificandone i lavaggi e provvedendo, soprattutto, ad un potenziamento delle officine affinché le riparazioni procedano più spedite evitando così che i mezzi rimangano fermi e siano invece tutti in circolazione”.  

"Infine - concludono Galletto, Dalla Rosa, Deda e Di Cunzolo – nel corso della discussione abbiamo affrontato un tema di fondamentale importanza per i lavoratori, soprattutto in prospettiva futura, ovvero del superamento della raccolta 'porta a porta spinta’ attraverso il passaggio a un sistema di raccolta meccanizzato. Si tratta di una trasformazione radicale che, oltre ad affrontare in modo strutturale la carenza di personale, mira a tutelare la salute degli operatori, riducendo drasticamente il rischio di infortuni sul lavoro e l'insorgere di inabilità. Su questo specifico fronte, consapevoli che la vera sfida sarà ora quella di sensibilizzare e convincere i sindaci del territorio, confermiamo il nostro massimo impegno a portare avanti la battaglia. Nel frattempo, considerata il positivo riconoscimento economico ottenuta, una tantum di 120 euro sul welfare aziendale con pagamento a luglio 2026, dichiariamo chiuso lo stato di agitazione, ma manterremo alta la guardia, vigilando con fermezza affinché ogni singolo elemento di questo importante accordo venga rispettato a tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori."

Cgil e Spi Padova: “La Regione Veneto blocca i fondi per i Caregiver, le famiglie sono lasciate sole nella disperazione!”. Poi, nel pomeriggio, l'intervento della Regione.

Il sindacato denuncia il congelamento delle Impegnative di Cura Domiciliare (ICD) dovuto allo stallo tra Governo e Palazzo Balbi: solamente nel Padovano, attraverso gli sportelli dello Spi Cgil sono quasi 500 i nuclei familiari fragili privati del contributo economico mensile

Il blocco delle erogazioni delle Impegnative di Cura Domiciliare (ICD) sta gettando nel dramma migliaia di famiglie venete e padovane che assistono a casa i propri cari non autosufficienti. Questo contributo economico, essenziale per la gestione di anziani e malati affetti da gravi patologie degenerative o demenze, risulta congelato a causa di uno stallo burocratico tra lo Stato centrale e la Regione Veneto: da un lato il Governo non ha ancora approvato il riparto dei fondi nazionali, dall'altro la giunta regionale si rifiuta di anticipare le somme necessarie. Una paralisi istituzionale che si scarica direttamente sulle spalle dei soggetti più fragili e dei loro caregiver, lasciati privi di tutele e di risposte proprio dal sistema pubblico.

"Come Cgil Padova e Spi Cgil Padova – intervengono la Segretaria Confederale, Manuela De Paolis e la Segretaria Generale dello SPI Cgil, Paola Fungenzi – chiediamo che si ponga immediato rimedio a questa situazione insostenibile e che la Regione Veneto, a partire dal Presidente Stefani, non indugi ulteriormente stanziando e anticipando le risorse necessarie per i propri cittadini più deboli e bisognosi. Negli ultimi tempi sono diverse, ma sempre disperate, le segnalazioni che giungono alle nostre sedi da parte di persone sfinite (l’ultima riguarda un marito con la moglie affetta da Alzheimer), che si vedono negare un diritto sacrosanto e un aiuto che, nel caso delle disabilità gravissime, equivale a 400 euro mensili erogati trimestralmente”.

" Vogliamo ricordare – puntualizzano le due sindacaliste – che solo nell’anno 2025, nella provincia di Padova, i nostri sportelli sociali hanno effettuato circa 700 consulenze per questo tipo di pratiche, portando all’accoglimento di ben 483 domande. Se consideriamo che i cittadini si rivolgono anche ad altri sindacati, a patronati, ai comuni o inoltrano le domande in autonomia, questo dato sul territorio padovano può tranquillamente triplicare o quadruplicare. Parliamo di una platea enorme di famiglie padovane che si trovano all'improvviso senza il sostegno economico spettante, costrette ad affrontare da sole spese mediche e assistenziali pesantissime".

"Dietro questi numeri si nasconde una realtà fatta di sacrifici immensi, rinunce lavorative e carichi emotivi logoranti che ricadono prevalentemente sulle donne – affermano De Paolis e Fungenzi – In Veneto quasi 300 mila anziani non autosufficienti vengono assistiti prevalentemente a domicilio grazie al supporto dei familiari, spesso anziani a loro volta, che vivono in condizioni di solitudine e isolamento sociale con gravi ripercussioni sulla salute e livelli di stress altissimi. È inaccettabile che l'invecchiamento della popolazione (il 24,9% di chi vive in Veneto è over 65) e l'aumento delle cronicità vengano affrontati scaricando tutto sulle famiglie che, se possono, sono costrette a ricorrere al privato".

"E si fa presto a dire 'prima i Veneti' – aggiungono con durezza le rappresentanti della Cgil – quando poi i cittadini della nostra regione sono costretti a pagare annualmente 848 euro a testa di tasca propria per la sanità privata. Assistiamo da anni al mancato decollo della riforma territoriale: si spendono i miliardi del PNRR per edificare Case della Comunità che rischiano di restare scatole vuote senza personale, a causa di ottusità politiche e lobbies che bloccano il passaggio culturale verso una vera presa in carico del cittadino. Uno scenario che noi avevamo, tanto facilmente quanto inutilmente, previsto e su cui, a suo tempo, avevamo lanciato il nostro allarme: naturalmente inascoltati".

"La figura del caregiver rappresenta l'ossatura invisibile del welfare veneto, non un sostituto gratuito dello Stato – concludono la Segretaria Confederale della Cgil e la Segretaria dello Spi di Padova – Esigiamo lo sblocco immediato dei fondi ICD, ma anche un riconoscimento giuridico formale, contributi previdenziali e servizi di sollievo per evitare il burnout di intere famiglie. Sono anni che come Cgil chiediamo una legge nazionale che riconosca e tuteli chi assiste in modo continuativo un familiare non autosufficiente. E sono tanti gli aspetti su cui sarebbe importante intervenire: per esempio, serve una maggiore integrazione socio-sanitaria che non lasci i caregiver a gestire da soli aspetti medici complessi e per fare questo abbiamo la necessità di una rete più coordinata tra medici di base, servizi sociali e specialisti, con un ‘case manager’ che segua l’evolversi della situazione. Ma sono davvero tanti i punti su cui intervenire per dare un aiuto concreto ai caregiver. Perché la loro solitudine, frustrazione e rabbia, sono al limite e noi, come sindacato, non siamo disposti a tollerare ulteriore indifferenza da parte di chi ha il dovere di governare e proteggere la comunità, a partire proprio dai soggetti più deboli e fragili”. 

NDR: A seguito delle ferme denunce e delle mobilitazioni sindacali, la Giunta regionale del Veneto, nel pomeriggio di ieri, ha approvato una delibera che sblocca i fondi per la non autosufficienza recependo il riparto nazionale. Con una variazione di bilancio, la Regione ha stanziato complessivamente oltre 78,9 milioni di euro, anticipando anche le risorse necessarie (pari a 7,4 milioni di euro aggiuntivi) per coprire i ritardi accumulati tra il 2025 e il 2026. Gli assessori regionali hanno assicurato che l'erogazione delle Impegnative di Cura Domiciliare (ICD) riprenderà regolarmente entro poche settimane, garantendo così la continuità assistenziale a tutte le famiglie e ai caregiver del territorio. Cgil e Spi Padova continueranno a vigilare affinché le risorse vengano assegnate alle Ulss e agli ATS in tempi rapidi e senza ulteriori rallentamenti burocratici, con l'auspicio che situazioni del genere non tornino ad accadere.

Il servizio di Telenordest sulla denuncia di Cgil e Spi di Padova