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Infocamere SCpA: Rinnovato il contratto integrativo aziendale con il 96,35% di consenso

Nella giornata di giovedì 07 maggio, presso la sede Infocamere SCpA in Corso Stati Uniti a Padova, si è raggiunto l’accordo per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale 2026-2028 del gruppo Infocamere SCpA, tra la Direzione Aziendale e le RSU delle Sedi di Padova, Milano, Roma e Bari assistite dalle organizzazioni sindacali FIM-FIOM per le strutture nazionali e la UILM di Roma, e convalidato dal referendum delle lavoratrici e dei lavoratori nelle giornate del 19, 20 e 21 maggio.

L’accordo interessa circa 1000 lavoratrici e lavoratori che operano nelle sedi di Padova, Milano, Roma e Bari.

La trattativa, iniziata ad ottobre 2025, si è sviluppata in diversi incontri per oltre 7 mesi.

L’accordo raggiunto rappresenta un importante obiettivo in un’azienda informatica che opera con il settore pubblico delle Camere di Commercio. Tra gli elementi principali, oltre alla riconferma degli aspetti normativi riguardanti smartworking e flessibilità di orario, in termini di mercato del lavoro, vengono valorizzate le esperienze lavorative di almeno 12 mesi in somministrazione o con contratti a termine, in caso di selezione di personale diretto, è stato definito di estendere ai somministrati il welfare aggiuntivo fisso di €200 annuali, portati a €400 nel 2026.

Accantonati per il 2027 e 2028 un ulteriore fondo di risorse aggiuntive che saranno oggetto di confronto entro il 2026 con la RSU da destinare su miglioramento del piano sanitario, aumento buoni pasti o welfare fisso.

Importante rivisitazione della struttura del premio di risultato, aumentato il valore complessivo, e aumentata la percentuale di premio collettiva al 50% del valore totale introducendo un parametro di area.

L’accordo ha visto la partecipazione al voto di 741 lavoratrici e lavoratori su 921 aventi diritto per una percentuale di votanti del 77,52% ed hanno espresso voto favorevole in 714 pari al 96,35% di consensi.

Con questo importante risultato, le parti coinvolte ribadiscono la piena condivisione dei valori che caratterizzano la vita aziendale: il senso del futuro, la competenza, la coesione, il governo delle complessità, l’affidabilità; convergono altresì sul valore delle lavoratrici e dei lavoratori, delle competenze e del know-how su cui si sostiene il successo dell’azienda; confermando l’importanza dell’impegno nell’investimento costante sullo sviluppo professionale e umano delle persone.

La FIOM cresce nelle aziende del padovano: nuove rappresentanze e conferme nelle elezioni RSU delle ultime settimane

Le elezioni RSU che si sono svolte nelle ultime settimane in diverse aziende del territorio padovano confermano la crescita della FIOM CGIL in provincia e rimarcano l’importanza della partecipazione democratica e l’organizzazione in Sindacato nei luoghi di lavoro.

Il voto per la rappresentanza sindacale all’interno dei luoghi di lavoro rappresenta per la FIOM un momento fondamentale di democrazia e partecipazione per lavoratori e lavoratrici. Ognuno di loro sceglie chi li rappresenterà nella tutela dei diritti, delle condizioni di lavoro, della sicurezza e della contrattazione. Un risultato ancora più significativo in una fase complessa per il mondo del lavoro, nella quale cresce il bisogno di rappresentanza collettiva e di strumenti democratici dentro le aziende.

Importanti le elezioni in nuove aziende del settore informatico come Secomind e Zucchetti Healthcare dove fino ad oggi non era presente alcuna organizzazione sindacale, nella prima la FIOM ottiene un importante risultato entrando come sindacato di maggioranza su 28 impiegati, hanno votato in 26 e, di questi, 16 lavoratrici e lavoratori hanno scelto la FIOM, nella seconda la FIOM è unica organizzazione scelta dalle lavoratrici e dai lavoratori su 64 dipendenti in 42 hanno espresso il voto per i candidati FIOM.

Altre importanti conferme alla Spanesi, industria di San Giorgio delle Pertiche, dove in 64 lavoratrici e lavoratori su 94 hanno votato i candidati FIOM e alla MP3 di Camposampiero, dove le preferenze per la FIOM sono state 49 su 87 aventi diritto; in entrambe le elezioni la FIOM si conferma unico sindacato presente in azienda e cresce ulteriormente nella rappresentanza.

Alla Carel Industries di Brugine, la FIOM si conferma unico sindacato dal 2017: su 743 aventi diritto hanno votato 535 lavoratori e lavoratrici che hanno in totale eletto 9 RSU di cui due impiegati e 7 operai. Sono stati riconfermati i delegati storici Cristina, Claudio, Chiara, e mentre Alessandra e Martina sono state elette per la seconda volta, le nuove RSU, alla loro prima esperienza, sono Nicola, Sandy, Giacomo e Filippo.

La FIOM CGIL di Padova ringrazia tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che hanno partecipato al voto, scegliendo di esercitare un diritto democratico fondamentale. Un ringraziamento particolare va a tutte le persone che si sono candidate mettendosi a disposizione dei colleghi e delle colleghe per il loro impegno e la loro disponibilità.

“A tutte le delegate e a tutti i delegati eletti auguriamo buon lavoro, consapevoli dell’importanza e della responsabilità del ruolo che saranno chiamati a svolgere quotidianamente nei luoghi di lavoro. La rappresentanza sindacale è fatta di ascolto, presenza, confronto e capacità di dare voce ai bisogni e alle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori, difendendo diritti, dignità, salute e sicurezza. Noi della FIOM CGIL di Padova saremo al loro fianco in questo percorso, mettendo a disposizione competenze, strumenti, formazione e supporto sindacale, affinché ogni delegata e ogni delegato possa svolgere al meglio il proprio mandato. I risultati di queste elezioni dimostrano che cresce il bisogno di partecipazione, di rappresentanza collettiva e di un sindacato presente, credibile e vicino alle persone nei luoghi di lavoro.” hanno dichiarato dalla segreteria della Fiom di Padova.

 

Disposizioni urgenti per il Piano Casa: Memoria Cgil, Fillea, Sunia in audizione presso la Commissione VIII della Camera dei Deputati

Pubblichiamo la memoria CGIL, FILLEA CGIL, SUNIA presentata in Audizione presso la Commissione VIII della Camera dei Deputati sul disegno di legge C. 2920, di conversione del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, recante disposizioni urgenti per il Piano Casa.

Il Disegno di legge n. 2920 relativo alla Conversione in legge del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, recante disposizioni urgenti per il Piano Casa” presenta molti aspetti critici e alimenta forti preoccupazioni.

Nel nostro Paese ci sono un milione di nuclei familiari in condizioni di povertà assoluta che vive in affitto, un milione e mezzo di famiglie in condizioni di disagio abitativo grave o acuto, 350 mila famiglie in graduatoria da decenni per una casa popolare, oltre alle tante che, pur potendo avere i requisiti non presentando la domanda: sono i numeri di un disagio abitativo crescente e di un’emergenza sociale alimentata dalla precarizzazione del lavoro, dalla caduta dei redditi e dalle diseguaglianze crescenti.

Di fronte a questo scenario, la risposta del Governo è un Piano Casa che nasconde la svendita del patrimonio di edilizia pubblica, l’apertura alla rendita immobiliare senza misure che mettano al riparo dai rischi della speculazione e la definitiva abdicazione dello Stato al proprio ruolo di garanzia dei diritti sociali. In sostanza, si scarica sul mercato immobiliare e soprattutto sui grandi operatori privati il problema del disagio abitativo.

Il diritto alla casa necessita di un forte intervento pubblico. Non si può delegare al solo mercato privato: serve una politica sociale e industriale sulla casa che nel Piano non si ravvisa.

Per CGIL, FILLEA e SUNIA, è necessario rilanciare una politica che garantisca sia il diritto alla casa che l’inclusione e la coesione sociale, proponendo regole di sostenibilità in termini di qualità e costi, e garantendo il benessere delle persone e delle comunità, identificando interventi che mirino a soddisfare le esigenze ambientali, contrastando provvedimenti che favoriscono interessi speculativi e alimentano ulteriori squilibri nel mercato immobiliare.

Occorre una politica che agisca sia a livello centrale che locale con una strategia complessiva per affrontare i nodi del disagio abitativo con determinazione e con risorse adeguate, considerando la casa come una infrastruttura sociale indispensabile, potenziando e progettando soluzioni da inserire in più ampi processi di rigenerazione urbana, in particolar modo nelle aree metropolitane dove la tensione abitativa è più alta. Per questo occorre:

  • riconoscere che la casa è un diritto, come la salute, l’istruzione, il lavoro;
  • considerare il servizio abitativo destinato a cittadini che si trovano in una situazione di disagio economico come parte dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEPS) da garantire su tutto il territorio nazionale;
  • rifinanziare il Fondo di sostegno per l’affitto e il Fondo per la morosità incolpevole con dotazioni adeguate e strutturali per contribuire ad abbassare l’incidenza dei canoni sui redditi delle famiglie in difficoltà;
  • incrementare l’offerta di edilizia residenziale pubblica, attraverso un programma pluriennale, con finanziamenti adeguati per accrescere il patrimonio ERP, anche attraverso la riqualificazione del patrimonio esistente a partire da quello non utilizzato, affrontando la questione dell’efficientamento energetico, in processi rigenerativi in ambito urbano, contrastando ulteriori dismissioni;
  • ripensare il ruolo degli ex IACP e innovarne la gestione, attraverso una legge quadro nazionale che definisca regole omogenee per tutti gli istituti, la natura degli Enti, l’attribuzione dei compiti, i criteri per la gestione;
  • fermare privatizzazioni e alienazioni di edifici pubblici inutilizzati, quali aree dismesse, caserme, aree ferroviarie, luoghi da riqualificare, da riconvertire e destinare all’edilizia residenziale pubblica e sociale;
  • valorizzare il consistente patrimonio costituito dai bene confiscati alla criminalità organizzata, da destinare a finalità sociali e abitative;
  • garantire riqualificazione, efficienza energetica, sicurezza e salubrità, in linea con lo sviluppo sostenibile e la giusta transizione ambientale promossa dal Green Deal europeo;
  • realizzare residenze universitarie pubbliche e incrementare il “Fondo per gli Studenti fuori sede” per garantire il diritto allo studio;
  • rivedere il regime fiscale legato alle locazioni per incentivare al massimo il canone concordato per favorire le locazioni di lunga durata e quelle transitorie per studenti che in molte città sono sfavorite dal fenomeno degli “affitti brevi”;
  • rivedere e rendere strutturali le agevolazioni fiscali per riqualificazione, efficientamento e messa in sicurezza degli immobili;
  • adottare una legge per il settore delle locazioni brevi, dando facoltà ai Comuni di prevedere forme di utilizzazione, eventuali differenziazioni per zone, limitazioni per le attività, divieti e limiti temporali;
  • rendere le città più inclusive, sostenibili e accoglienti, attraverso processi di riqualificazione e rigenerazione urbana, e recuperare rapidamente i ritardi nella realizzazione dei progetti del PNRR;
  • rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più longeva mettendo in stretta connessione la condizione abitativa e i servizi di prossimità territoriali, in particolare quelli socioassistenziali, per permettere alle persone con disabilità e alle persone anziane di vivere nella propria casa il più a lungo possibile in condizioni di autonomia, nonché rilanciare un piano per il superamento delle barriere architettoniche;
  • promuovere progetti di cohousing, per promuovere percorsi di inclusione e autonomia delle persone con disabilità più gravi e complesse;
  • affrontare le politiche abitative con un forte ruolo programmatorio nazionale, attraverso una struttura di governo dedicata, e dare piena operatività all’Osservatorio nazionale della condizione abitativa (OSCA);
  • promuovere le Agenzie per l’Abitare;
  • contrastare i rincari delle utenze a partire da quelli dell'energia, ambito che necessita di misure strutturali, anche attraverso un Fondo di contrasto della povertà energetica;
  • adottare misure per le aree urbane e per le aree interne per valorizzare i territori, invertire i processi di abbandono e superare le diseguaglianze;
  • ripensare le città anche in ottica di genere;
  • integrare l’edilizia pubblica l’Edilizia residenziale sociale (ERS), attraverso la collaborazione fra soggetti diversi a carattere istituzionale, imprenditoriale, associativo e cooperativo, con la necessaria regia pubblica e forme di contenimento dei profitti che assicurino la valenza sociale degli investimenti.

Piano Casa: Memoria Cgil, Fillea, Sunia in audizione presso la Commissione VIII della Camera dei Deputati

Si prospetta un'estate di fuoco per le Ipab padovane. La denuncia di Fp Cgil: "Carenza cronica di personale e ferie a rischio. Al Configliachi lavoratori senza arretrati: o la situazione cambia entro giugno o a luglio scatterà lo stato di agitazione”.

Con l'arrivo della stagione estiva, la situazione all'interno delle Ipab (Istituti Pubblici di Assistenza e Beneficenza) e delle case di riposo della provincia di Padova rischia seriamente di precipitare. A lanciare l'allarme, esprimendo forte preoccupazione per la tenuta dei servizi e per il benessere psicofisico dei lavoratori, è la Fp Cgil Padova, attraverso le parole di Alfredo Sbucafratta e Angela Marigo della Segreteria Provinciale della Fp Cgil Padova, responsabili rispettivamente per il comparto Ipab e per il Terzo Settore.

“Non giriamoci intorno: il personale è allo stremo – attaccano Alfredo Sbucafratta e Angela Marigo della Fp Cgil Padova – e ci troviamo di fronte a turni massacranti per coprire i vuoti d’organico, con ferie annullate via mail dall’oggi al domani. Registriamo indicativamente in tutte le Ipab del territorio una carenza di personale che oscilla tra il 15% e il 20%. Nelle strutture pubbliche padovane, la gestione dell'ordinaria amministrazione e la sostituzione di chi è in malattia sono ormai diventate un'emergenza quotidiana. Per garantire il diritto al riposo estivo dei lavoratori, molte realtà saranno costrette a ricorrere massicciamente alle agenzie interinali”.

«L’emblema di questa situazione critica – prosegue Sbucafratta – è l'istituto Configliachi, che conta circa 200 dipendenti, di cui poco meno della metà è internalizzata. In questa struttura nei giorni scorsi si è toccato il culmine: la direzione ha annullato le ferie già pianificate a diversi operatori, comunicando la decisione via mail dalla sera alla mattina, senza alcun tipo di confronto o preavviso telefonico. Inoltre, oltre al danno si aggiunge la beffa sul piano economico. Tra marzo e aprile sono stati erogati gli arretrati del rinnovo del CCNL Funzioni Locali per il biennio 2020-2022. Un accordo che ha già penalizzato la categoria dimezzando il valore delle cifre attese, passate da circa 2.300 euro a soli 1.000-1.200 euro. Ma al Configliachi i dipendenti sono trattati come lavoratori di serie B: ad oggi non hanno ricevuto un solo euro di quanto spetta loro e la direzione ha avanzato una proposta di rateizzazione con partenza a settembre. La verità è che nonostante la Direzione sostenga che le cose stiano migliorando, giustificando così la rimozione delle bandiere del precedente stato di agitazione attualmente sospeso, riteniamo che la vertenza sia tutt'altro che risolta. Come Funzione Pubblica Cgil chiediamo con fermezza che l'intera somma degli arretrati venga pagata entro il mese di giugno. Se così non fosse, torneremo in assemblea con le lavoratrici e i lavoratori entro luglio per riaprire lo stato di agitazione.»

“La crisi non risparmia nemmeno il settore privato e le cooperative – aggiunge Angela Marigo – dove la carenza di organico viene costantemente tamponata con un massiccio inserimento di personale proveniente dall'estero. Si tratta spesso di professionisti qualificati come infermieri nei paesi d'origine, ma che in Italia vengono impiegati come OSS dopo un tirocinio di aggiornamento. Questa soluzione emergenziale si scontra purtroppo con una realtà fatta di turni estenuanti che superano regolarmente le 12 ore consecutive, mettendo a dura prova la resistenza degli operatori. È una questione di dignità e di giusto riconoscimento economico e normativo per il lavoro straordinario e faticoso che queste persone svolgono ogni giorno, un servizio essenziale che non può essere costantemente scaricato sulle spalle dei singoli lavoratori”.

 

Ieri, venerdì 15 maggio, a Limena, l'Assemblea delle Assemblee della Cgil di Padova: al via anche nella nostra provincia la raccolta firme per due leggi di iniziativa popolare su Sanità e Appalti

  • Allega: WhatsApp_Image_2026-05-16_at_08.54.59.pdf
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sull'inizio della campagna della Cgil per la raccolta firme a sostegno di due proposte di legge su sanità e appalti anche nel territorio padovano
  • video link: Visita il sito

Lavoro, Salute, Dignità: al via da Padova la mobilitazione della CGIL per le leggi di iniziativa popolare. Oltre 400 delegate e delegati a Limena per l’Assemblea delle Assemblee: parte la raccolta firme su Sanità e Appalti

Stamane, sotto la tensostruttura dell’Avis in Prà del Donatore a Limena – location che ha sostituito, a causa della pioggia, quella inizialmente prevista in Piazza Eremitani in città – la Cgil di Padova ha dato ufficialmente il via, anche nella nostra provincia, alla campagna nazionale di raccolta firme per due leggi di iniziativa popolare che mirano a ridisegnare il modello sociale del Paese, intervenendo direttamente per correggere le storture strutturali nei settori della sanità e degli appalti. Davanti a una platea di oltre 400 delegate e delegati – e alla presenza dei Consiglieri Regionali Elena Ostanel e Andrea Micalizzi – il Segretario Generale della Cgil di Padova, Gianluca Badoer, ha aperto i lavori sottolineando come questa mobilitazione sia una battaglia per la dignità del lavoro e la protezione sociale universale, in aperta contrarietà a politiche liberiste e all'autonomia differenziata che minacciano l'unità del sistema pubblico. Badoer ha denunciato un sistema che spende in armamenti sottraendo risorse vitali alla salute e alla sicurezza, ribadendo che il sindacato non intende rassegnarsi a una situazione in cui la tutela della vita è subordinata al profitto.

Il dibattito è entrato nel vivo con due tavole rotonde che hanno intrecciato le istanze dei lavoratori con l'analisi tecnica e il mondo studentesco. Nel primo focus, dedicato agli appalti e coordinato da Marco Nimis dell’Udu, l’avvocato Giancarlo Moro ha analizzato le criticità normative insieme ai rappresentanti di Filt, NIdiL, Flai, Filcams, Fillea e Fiom. È emersa la fotografia di una vera e propria "giungla" normativa: dal 2000 la situazione è precipitata a causa di leggi peggiorative che hanno vanificato le conquiste degli anni '70, favorendo la proliferazione di CCNL pirata e subappalti selvaggi. Oggi si stimano 3 milioni di lavoratori in appalto e 4 milioni nel sommerso, con dati drammatici sulla sicurezza: il 60% degli infortuni gravi o mortali vede coinvolti proprio lavoratori in appalto. Nel corso dell’incontro è stato ricordato come la sicurezza non sia un costo ma una questione di tempi e organizzazione, citando i recenti tragici incidenti di Porto Viro e Sant’Anna di Chioggia come prova di un sistema che scarica i rischi sull’ultimo anello della catena. Sullo stesso tema, è stato evidenziato il desiderio di tutela riguardi tutti, non solo i lavoratori dipendenti ma anche gli autonomi, spesso "finte partite IVA", ribadendo l'urgenza di far rispettare un concetto elementare: stesso lavoro, stesso salario.

La seconda parte dell'incontro, centrata sulla sanità pubblica e guidata da Viola Carollo della Rete degli Studenti Medi, ha visto il contributo tecnico del Dott. Paolo Rigon insieme ai rappresentanti di Funzione Pubblica e Spi Cgil. Il confronto ha messo a nudo le criticità di un Servizio Sanitario Nazionale sottofinanziato, dove la spesa privata delle famiglie ha raggiunto i 46 miliardi di euro mentre l'autonomia differenziata rischia di ignorare i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), cristallizzando le disuguaglianze territoriali. Le conclusioni sono state affidate a Cristian Zagatti, della CGIL Nazionale, che ha rimarcato l’inscindibilità del legame tra salute e sicurezza, obiettivo comune di entrambe le proposte di legge. La raccolta firme è ufficialmente aperta sia in modalità cartacea che online tramite SPID. La mobilitazione, che proseguirà nei territori e online, si ispira ai principi della nostra Costituzione nata dalla Resistenza. Come ricordato da Badoer, l'articolo 3 impegna la Repubblica a rimuovere le disuguaglianze, l'articolo 32 tutela la salute come diritto fondamentale e l'articolo 4 protegge il lavoro in ogni sua forma. La Cgil ribadisce che un modello sociale alternativo è possibile: un sistema che metta al centro la dignità della persona e il lavoro come strumento di pace, opponendosi fermamente all'economia di guerra per investire, invece, nel futuro e nella cura dei cittadini.

Il servizio del TGPadova di Telenuovo sull'Assemblea delle Assemblee della Cgil di Padova

Assemblea delle Assemblee della Cgil di Padova. A causa del maltempo cambia la location: si terrà a Limena in Prà del Donatore

Al via anche a Padova la mobilitazione nazionale della Cgil per i diritti fondamentali e il lavoro dignitoso. Domani, venerdì 15 maggio, con l’Assemblea delle Assemblee a Limena inizia la raccolta firme per le leggi di iniziativa popolare su sanità e appalti

La Cgil di Padova scalda i motori per la grande mobilitazione nazionale che, nelle giornate di venerdì 15 e sabato 16 maggio, vedrà il sindacato impegnato in tutta Italia per il lancio di due proposte di legge di iniziativa popolare riguardanti la tutela della salute e la riforma del sistema degli appalti. L’appuntamento centrale per il territorio padovano resta fissato per la mattina di domani, venerdì 15 maggio, con l’Assemblea delle Assemblee, un momento di confronto democratico che coinvolgerà delegate e delegati, lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati per discutere le criticità del Servizio Sanitario Nazionale e la necessità di garantire legalità e sicurezza nei cantieri e nei servizi in appalto.

Tuttavia, diversamente da quanto inizialmente programmato, a causa delle previsioni meteorologiche avverse che indicano pioggia per l'intera giornata di venerdì, l'iniziativa non si svolgerà più all'aperto in Piazza Eremitani, ma sarà ospitata all'interno della tensostruttura situata presso il Prà del Donatore a Limena, in via Magarotto 27. Uno spostamento reso necessario per garantire il corretto svolgimento degli interventi e la partecipazione in un ambiente protetto e idoneo.

Il programma dell’Assemblea delle Assemblee di venerdì 15 maggio

Come già anticipato, a partire dalle ore 09.30, i lavori dell’Assemblea saranno aperti dall'introduzione di Gianluca Badoer, Segretario Generale della Cgil di Padova, che traccerà le linee guida della mobilitazione sul territorio. Il cuore dell’assemblea sarà rappresentato da due tavole rotonde. Il primo focus sarà dedicato agli appalti e vedrà l’intervento tecnico dell’avvocato Giancarlo Moro insieme ai rappresentanti di categoria di Filt, Nidil, Flai, Filcams, Fillea, Fiom, che approfondiranno i temi cruciali della proposta di legge: parità salariale e normativa, contrasto al precariato, salute e sicurezza, limiti ai subappalti, responsabilità dei committenti su salute e sicurezza e diritto all’informazione. La seconda parte si concentrerà invece sulla valorizzazione della sanità pubblica, con l’esperto Dott. Paolo Rigon e con i contributi di Funzione Pubblica e dello Spi Cgil, integrati dalle testimonianze dei movimenti studenteschi impegnati sul fronte della salute mentale.Le conclusioni della mattinata saranno affidate a Cristian Zagatti, Coordinatore dell’area Stato sociale e diritti della Cgil nazionale.

La raccolta firme

Contestualmente all'assemblea, la raccolta firme si attiverà anche sul piano digitale. Infatti, sempre dalla mattina di venerdì 15 maggio sarà operativa la piattaforma del Ministero della Giustizia dedicata alla campagna nazionale, dove ogni cittadino potrà sottoscrivere le proposte di legge in modo semplice e sicuro attraverso l’autenticazione con SPID. La mobilitazione proseguirà poi nella mattinata di sabato 16 maggio, dalle 10:00 alle 12:00, con un banchetto istituzionale allestito in Prato della Valle.

Le dichiarazioni del Segretario Badoer

Sulla modifica della sede è intervenuto direttamente il Segretario Generale della Cgil di Padova, esprimendo il proprio rammarico ma confermando la determinazione dell'organizzazione. "Purtroppo – esordisce – Gianluca Badoer – le previsioni del tempo per venerdì ci hanno consigliato prudenza e ci hanno costretto, con grande disappunto, a spostare il luogo dell'incontro da Piazza Eremitani a un luogo chiuso come la tensostruttura di Limena".

Sappiamo bene – ha proseguito il Segretario – come la piazza rappresenti da sempre il luogo d'elezione per il contatto diretto con la gente ma il cambio di location non intacca minimamente il valore politico della giornata: l'importanza dell'evento resta altissima perché stiamo parlando della difesa della sanità pubblica e della dignità del lavoro negli appalti, temi che non possono attendere".

E, guardando con fiducia anche agli appuntamenti successivi, come il banchetto previsto per sabato in Prato della Valle, tempo permettendo, ha concluso: "Il mio auspicio è che ci sia un ottimo andamento della raccolta firme già da venerdì e che, pioggia o no, la cittadinanza risponda con entusiasmo alla nostra chiamata".

Sanità Pubblica e Appalti: venerdì 15 maggio l’Assemblea delle Assemblee in Piazza Eremitani darà inizio alla campagna di raccolta firme, che proseguirà sabato con un banchetto in Prato della Valle

Al via a Padova la grande raccolta firme della CGIL

La CGIL di Padova scende in campo per avviare una mobilitazione capillare a sostegno di due proposte di legge di iniziativa popolare che mirano a riformare profondamente il sistema della sanità pubblica e la disciplina degli appalti. Si tratta di una campagna nazionale, promossa insieme a numerose realtà della società civile, che mira a garantire il diritto universale alla salute e la tutela della dignità del lavoro attraverso il principio di parità di trattamento salariale e normativo negli appalti. Per celebrare questo avvio, la Camera del Lavoro territoriale ha organizzato due giornate di confronto e partecipazione attiva rivolte a delegati, pensionati e alla cittadinanza intera.

Il primo appuntamento è fissato per la mattinata di venerdì 15 maggio con l’Assemblea delle Assemblee, un momento di discussione e partecipazione che vedrà il coinvolgimento di circa quattrocentocinquanta delegati delle diverse categorie. L’evento si terrà all'aperto in Piazza Eremitani per garantire la massima visibilità alla protesta e alla proposta sindacale. Tuttavia, in considerazione delle previsioni meteorologiche incerte, l’organizzazione ha già predisposto un piano alternativo: in caso di pioggia, l’assemblea si sposterà al coperto presso il capannone dell’ANPI in Prà del Donatore a Limena, in via Magarotto 27. Nei prossimi giorni, in base al meteo, saremo più specifici.

I lavori dell’Assemblea saranno aperti dall'introduzione di Gianluca Badoer, Segretario Generale della CGIL di Padova, che traccerà le linee guida della mobilitazione sul territorio. Il cuore dell’assemblea sarà rappresentato da due tavole rotonde. Il primo focus sarà dedicato agli appalti e vedrà l’intervento tecnico dell’avvocato Giancarlo Moro insieme ai rappresentanti di categoria di Filt, Nidil, Flai, Filcams, Fillea, Fiom, i quali approfondiranno i temi cruciali della proposta di legge: parità salariale e normativa, contrasto al precariato, salute e sicurezza, limiti ai subappalti, responsabilità dei committenti su salute e sicurezza e diritto all’informazione. La seconda parte si concentrerà invece sulla valorizzazione della sanità pubblica, con l’esperto Dott. Paolo Rigon e con i contributi di Funzione Pubblica e dello SPI CGIL, integrati dalle testimonianze dei movimenti studenteschi impegnati sul fronte della salute mentale. Le conclusioni della mattinata saranno affidate a Cristian Zagatti, dell’area Stato sociale e diritti della CGIL nazionale.

Contestualmente all'assemblea, la raccolta firme si attiverà anche sul piano digitale. Dalla mattina di venerdì 15 maggio sarà infatti operativa la piattaforma del Ministero della Giustizia dedicata alla campagna nazionale, dove ogni cittadino potrà sottoscrivere le proposte di legge in modo semplice e sicuro attraverso l’autenticazione con SPID. La mobilitazione proseguirà poi nella mattinata di sabato 16 maggio, dalle 10:00 alle 12:00, con un banchetto istituzionale allestito in Prato della Valle. Sarà un’occasione fondamentale di incontro con la cittadinanza per spiegare nel dettaglio il valore sociale di queste riforme e per raccogliere le firme necessarie a portare le istanze dei lavoratori e dei cittadini direttamente in Parlamento.



Importante accordo sindacale all' AltaVita IRA. La soddisfazione della Fp Cgil Padova: "Ottenuti aumenti strutturali per i lavoratori"

  • Allega: ilovepdf_merged_85.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sull'accordo sindacale raggiunto all'AltaVita IRA

Fp Cgil Padova sulle IPAB: “Dietro ogni quota c’è una persona. All’AltaVita IRA partono gli aumenti strutturali. Basta con le mancette!”

All'interno delle case di riposo pubbliche padovane, centinaia di lavoratrici e lavoratori dedicano ogni giorno cuore e professionalità all'assistenza degli anziani e delle persone più fragili. Per la Fp Cgil Padova, questo impegno quotidiano richiede un riconoscimento che vada oltre il semplice ringraziamento, concretizzandosi in un supporto economico reale, stabile e dignitoso. In quest'ottica, presso l'ente AltaVita IRA è stata finalmente avviata la procedura per l'assegnazione dei differenziali stipendiali, ovvero le ex progressioni orizzontali, che permetteranno un incremento strutturale del salario per i dipendenti.

"Finalmente - annunciano Alfredo Sbucafratta, Segretario Provinciale della Fp Cgil Padova e Roberto Stievano, storico RSU della Cgil all'interno dell'Ente - dopo anni in cui fatica e professionalità venivano ricompensate con una pacca sulle spalle, qui all'AltaVita IRA siamo riusciti a far partire un percorso di valorizzazione economica che dice un no fermo ai bonus una tantum o alle solite mancette temporanee. Il nostro obiettivo è chiaro e lo stiamo portando avanti con determinazione in tutte le IPAB del territorio: vogliamo aumentare gli stipendi in modo stabile perché un aumento strutturale in busta paga significa dare respiro alle famiglie, riconoscere il valore dell'esperienza maturata e restituire la giusta dignità a professioni essenziali che troppo spesso sono date per scontate”.

“Il primo passo - proseguono i due sindacalisti - consiste in un accordo che prevede uno stanziamento complessivo di 60.000 euro, un investimento concreto destinato a tradursi in uno scatto economico per 74 colleghi che operano nella struttura. Nello specifico, la suddivisione prevede 5 posti per l’Area degli Operatori, 55 posti per l’Area degli Operatori Esperti, che rappresentano il cuore dell’assistenza quotidiana, 3 posti per l’Area degli Istruttori e infine 11 posti per l’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione”.

“Per poter partecipare - entrano nel dettaglio Sbucafratta e Stievano - è necessario possedere congiuntamente alcuni requisiti fondamentali come l'essere assunti con contratto a tempo indeterminato e non aver ottenuto altre progressioni economiche negli ultimi tre anni. È inoltre richiesta un’esperienza di almeno 36 mesi di servizio compiuti nella propria area e posizione economica attuale alla data del 31 dicembre 2024, oltre alla correttezza professionale dimostrata dal non aver ricevuto sanzioni disciplinari superiori alla multa nel biennio precedente. Infine, viene considerato l'impegno riconosciuto attraverso una valutazione lavorativa positiva, non inferiore alla lettera D, per le annualità 2022, 2023 e 2024. Invitiamo caldamente tutti gli aventi diritto a non perdere questa occasione, ricordando che le domande devono essere presentate tassativamente entro le ore 12:00 del 30 maggio 2026”.

“Come Fp Cgil e RSU - concludono Alfredo Sbucafratta e Roberto Stievano - siamo a completa disposizione tramite i nostri delegati e gli sportelli territoriali per aiutare a verificare i requisiti personali e supportare passo dopo passo le lavoratrici e i lavoratori nella compilazione della domanda. Continueremo a batterci in ogni tavolo di trattativa affinché questo percorso raggiunga tutti i dipendenti delle case di riposo pubbliche di Padova, convinti che il lavoro di cura abbia un valore immenso che deve essere pagato il giusto, specialmente in una società dove l'invecchiamento della popolazione renderà queste professioni sempre più centrali e indispensabili."