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Morto a causa del caldo! Una tragedia che colpisce gli sfruttati e gli invisibili lasciati morire al caldo nell’ombra del lavoro nero. La denuncia di Benedetto Truppa, Segretario Generale FILLEA CGIL Padova

La tragedia di Nicu Terletchi, il trentacinquenne di origine moldava morto a Padova a causa del caldo record dopo un malore in cantiere, non è un tragico incidente: è un crimine sociale che sgomenta, indigna e richiede giustizia immediata. Le notizie riportate dalla stampa locale delineano un quadro da incubo: un giovane arrivato in città per lavorare come manovale, inghiottito dal circuito del lavoro nero, stroncato da temperature insostenibili e, anziché essere soccorso tempestivamente, spostato altrove nel disperato tentativo di nascondere l’irregolarità dell’appalto.

Non si può morire di lavoro nel 2026, ma è ancora più inaccettabile morire di clandestinità ed esitazione dettata dalla paura dei controlli. Quando il profitto e l'illegalità contano più della vita umana, il sistema dei cantieri mostra la sua faccia più feroce. Il caldo estremo che sta colpendo il nostro territorio non è un'improvvisa fatalità: è un rischio strutturale ampiamente noto e normato, di fronte al quale le tutele, i fermi cantieri e la riduzione dei turni devono valere per chiunque metta piede in un'area di lavoro, senza alcuna distinzione di contratto o di permesso di soggiorno.

Come FILLEA CGIL di Padova esprimiamo la massima vicinanza e il profondo cordoglio ai familiari di Nicu, ma la solidarietà non basta. Chiediamo che la Procura e gli organi di vigilanza vadano fino in fondo per individuare tutte le responsabilità individuali e imprenditoriali di questa catena di omissioni e sfruttamento.

Questa ennesima vittima deve segnare un punto di svolta definitivo nel nostro territorio:

  • Tolleranza zero sul lavoro nero e il caporalato: Serve un piano straordinario di ispezioni a tappeto nei cantieri edili della provincia di Padova, con sanzioni bloccanti e penali per chi impiega lavoratori invisibili.
  • Applicazione rigorosa delle ordinanze anti-caldo: Lo stop alle lavorazioni nelle ore più calde e l'accesso alla Cassa Integrazione Guadagni per eventi meteo estremi devono essere garantiti ed effettivamente monitorati in ogni singolo cantiere. Abbiamo bisogno di una legge nazionale che affronti in modo strutturato il tema del caldo che garantisca la salute dei lavoratori, il salario e i tempi di lavoro negli appalti.
  • Responsabilità solida e trasparenza negli appalti: Chi commissiona o gestisce un'opera non può voltarsi dall'altra parte di fronte al subappalto selvaggio e all'irregolarità.

Nicu Terletchi è venuto in Italia per costruire un futuro con il proprio lavoro, trovando invece una morte ingiusta e la vergogna dell'abbandono. La FILLEA CGIL si batterà in ogni sede affinché la sua memoria non venga archiviata e affinché nessun altro lavoratore debba mai più pagare con la vita la brama di profitto e la piaga della clandestinità.

Il servizio di Telenordest sulla morte di  Nicu Terletchi, il trentacinquenne di origine moldava morto a Padova a causa del caldo record mentre stava lavorando in "nero"

Ondate di calore: la Fillea Cgil di Padova chiede un cambio di passo dopo i primi controlli e le sanzioni

  • Allega: ilovepdf_merged_96.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sulla situazione caldo nei cantieri per la linea Sir 2 del Tram

Il sindacato analizza la situazione alla luce dei provvedimenti di Spisal e Ispettorato: il rischio caldo è ormai strutturale e richiede rimodulazioni dei turni, tutele omogenee negli appalti, tavoli di confronto nei territori e protezioni adeguate

“La pubblicazione dei dati relativi ai primi controlli e alle sanzioni comminate nei cantieri edili del nostro territorio per il mancato rispetto delle norme anti-caldo solleva un velo su una realtà che, come sindacato, denunciamo da tempo”. A dirlo è la Fillea Cgil di Padova, la categoria che segue, fra gli altri, i lavoratori edili, che aggiunge: “Le ondate di calore estremo che stanno attraversando la provincia di Padova non possono più essere trattate come un’improvvisa emergenza stagionale. Siamo di fronte a un cambiamento climatico strutturale e sistemico che impatta direttamente sulla salute e sulla vita di chi lavora nei cantieri, esposto a temperature insostenibili, radiazioni solari dirette e allo stress termico amplificato dall'uso di DPI pesanti e superfici riflettenti come cemento e lamiere”.

A seguito delle ordinanze regionali e comunali emanate per fronteggiare l'emergenza, la Fillea Cgil di Padova si è attivata immediatamente per verificare l'effettiva applicazione delle tutele nei grandi cantieri del territorio, a partire dalle opere strategiche per la viabilità locale.

"A seguito delle ordinanze regionali – dichiarano il Segretario Generale della Fillea Cgil di Padova, Benedetto Truppa, e il Segretario Provinciale, Massimo Pomaro – abbiamo immediatamente richiesto un incontro urgente alla ditta ICM, l'impresa affidataria della linea del tram denominata SIR 2 – Lotto 1 ovest, che ha in carico l'esecuzione della tratta tramviaria dal comune di Mestrino fino a Corso Milano nel centro di Padova, proprio per verificare nel dettaglio le procedure di sicurezza messe in atto. Successivamente, il 25 giugno 2026, anche a seguito dell’ordinanza del Comune di Padova sulla modifica temporanea degli orari per i lavori rumorosi, abbiamo svolto un tavolo di confronto presso il campo base di Rubano con tutti i rappresentanti delle aziende metalmeccaniche ed edili presenti in subappalto. Durante l'incontro è stato ribadito con forza che le aziende, siano esse affidatarie o in subappalto, devono agire fattivamente sulla propria organizzazione del lavoro. Non basta una disposizione sulla carta: serve rimodulare concretamente i turni, garantire rotazioni sulle mansioni più gravose e aumentare le pause brevi in aree che siano realmente ombreggiate e raffrescate”.

“Su questo punto – proseguono i rappresentanti sindacali – abbiamo fatto presente, ad esempio, che l’ombra ottenuta con un gazebo nero, l’unico inizialmente posizionato nella tratta interessata, non rispondeva affatto alle necessità cromatiche per creare una barriera efficace contro le radiazioni solari. La ditta ICM ha infine fornito la procedura operativa contro i colpi di calore, trasmettendola a tutte le ditte in subappalto che hanno temporaneamente modificato gli orari, anticipando l’inizio dei lavori e terminando entro le ore 12:30. Nessuna impresa ha mostrato l’intenzione di riprendere le attività nel tardo pomeriggio: una scelta che riteniamo corretta e di buon senso, poiché lavorare sull'asfalto rovente dopo le 16:00 è impraticabile e pericoloso per la salute. Abbiamo inoltre insistito sulla necessità di una formazione mirata per operai e preposti, affinché sappiano riconoscere immediatamente i sintomi precoci del colpo di calore, come vertigini, cefalea e crampi, intervenendo con un primo soccorso tempestivo".

“Quel che ci preme sottolineare – concludono Truppa e Pomaro – è che la gestione del rischio calore sia un preciso obbligo di legge che spetta al datore di lavoro, che deve integrare tale valutazione nel DVR (Documento di Valutazione Rischi). Inoltre, è chiaro e pacifico che il clima non è più un problema emergenziale, un qualcosa che ci mette di fronte a episodi isolati. Purtroppo, è diventato un problema strutturale, che si ripeterà ogni estate. Affinché venga affrontato efficacemente, necessita quindi sia di una legge nazionale che dia uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale, sia di un tavolo permanente di confronto da tenere nelle Prefetture di ogni provincia a cui devono partecipare tutte le parti sociali coinvolte, al fine di individuare le migliori azioni correttive possibili. Ed è inoltre fondamentale che le tutele vengano applicate in modo omogeneo non solo in tutto il territorio ma anche a tutti i lavoratori impegnati nella filiera, senza distinzioni tra dipendenti diretti e ditte in subappalto. Ed è proprio per questo motivo che vogliamo ricordare l'importanza della raccolta firme attualmente promossa dalla CGIL per la proposta di legge di iniziativa popolare sugli appalti. L'obiettivo della proposta è garantire parità di tutele economiche, normative, di salute e sicurezza per tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti negli appalti, promuovendo un sistema di controlli più rigido che metta al centro la dignità del lavoro e la prevenzione degli infortuni, impedendo che la produttività venga anteposta alla vita umana”.  

Benedetto Truppa eletto nuovo Segretario Generale della Fillea Cgil Padova

Mercoledì 24 giugno, il passaggio di testimone nella categoria degli edili e del legno: eletto il successore di Gianluca Badoer, da fine dicembre alla guida della Camera del Lavoro di Padova

L'Assemblea Generale della Fillea Cgil di Padova ha eletto, mercoledì 24 giugno, Benedetto Truppa nuovo Segretario Generale della categoria che rappresenta i lavoratori edili, del legno, del cemento, dei lapidei e dei manufatti. Truppa succede a Gianluca Badoer, chiamato a fine dicembre del 2025 a ricoprire il ruolo di Segretario Generale della Camera del Lavoro di Padova.

L'elezione di Truppa, sindacalista con un'esperienza di 42 anni nella Cgil vissuta in gran parte all'interno della categoria, segna l'inizio di una fase incentrata sulla ricomposizione e l'unità del gruppo dirigente locale. Il neo-segretario vanta un percorso iniziato direttamente nei cantieri nel 1984 come operaio edile. Nel corso della sua lunga militanza, ha ricoperto ruoli di primo piano tra cui la guida della Fillea di Frosinone e della Fillea Cgil Roma e Lazio, fino al più recente incarico di funzionario politico presso la Fillea Nazionale.

"L'elezione di Benedetto Truppa – dichiara il Segretario Generale della Cgil di Padova, Gianluca Badoer – è la dimostrazione che la Fillea CGIL è una categoria che ha delle grandissime risorse che possono essere messe a disposizione. Risorse di professionalità, di valore politico, sindacale e morale a cui attingere quando abbiamo bisogno, proprio come in questo frangente. La categoria è assolutamente in buone mani".

"Nell'accettare con entusiasmo e consapevolezza questo nuovo incarico – dichiara il neo Segretario Benedetto Truppa – desidero ringraziare il compagno Gianluca Badoer e tutta la struttura per il grande lavoro politico e organizzativo svolto in questi anni. Assumere la guida della Fillea di Padova rappresenta una responsabilità enorme che intendo affrontare con il massimo impegno e partendo dall'ascolto. Se sapremo camminare insieme, nel segno dell’unità e concentrando le nostre energie nei cantieri e nelle fabbriche per difendere la sicurezza e la dignità dei lavoratori, allora faremo davvero un grande servizio a tutta la Cgil e a questo territorio". 

 

 

Disposizioni urgenti per il Piano Casa: Memoria Cgil, Fillea, Sunia in audizione presso la Commissione VIII della Camera dei Deputati

Pubblichiamo la memoria CGIL, FILLEA CGIL, SUNIA presentata in Audizione presso la Commissione VIII della Camera dei Deputati sul disegno di legge C. 2920, di conversione del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, recante disposizioni urgenti per il Piano Casa.

Il Disegno di legge n. 2920 relativo alla Conversione in legge del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, recante disposizioni urgenti per il Piano Casa” presenta molti aspetti critici e alimenta forti preoccupazioni.

Nel nostro Paese ci sono un milione di nuclei familiari in condizioni di povertà assoluta che vive in affitto, un milione e mezzo di famiglie in condizioni di disagio abitativo grave o acuto, 350 mila famiglie in graduatoria da decenni per una casa popolare, oltre alle tante che, pur potendo avere i requisiti non presentando la domanda: sono i numeri di un disagio abitativo crescente e di un’emergenza sociale alimentata dalla precarizzazione del lavoro, dalla caduta dei redditi e dalle diseguaglianze crescenti.

Di fronte a questo scenario, la risposta del Governo è un Piano Casa che nasconde la svendita del patrimonio di edilizia pubblica, l’apertura alla rendita immobiliare senza misure che mettano al riparo dai rischi della speculazione e la definitiva abdicazione dello Stato al proprio ruolo di garanzia dei diritti sociali. In sostanza, si scarica sul mercato immobiliare e soprattutto sui grandi operatori privati il problema del disagio abitativo.

Il diritto alla casa necessita di un forte intervento pubblico. Non si può delegare al solo mercato privato: serve una politica sociale e industriale sulla casa che nel Piano non si ravvisa.

Per CGIL, FILLEA e SUNIA, è necessario rilanciare una politica che garantisca sia il diritto alla casa che l’inclusione e la coesione sociale, proponendo regole di sostenibilità in termini di qualità e costi, e garantendo il benessere delle persone e delle comunità, identificando interventi che mirino a soddisfare le esigenze ambientali, contrastando provvedimenti che favoriscono interessi speculativi e alimentano ulteriori squilibri nel mercato immobiliare.

Occorre una politica che agisca sia a livello centrale che locale con una strategia complessiva per affrontare i nodi del disagio abitativo con determinazione e con risorse adeguate, considerando la casa come una infrastruttura sociale indispensabile, potenziando e progettando soluzioni da inserire in più ampi processi di rigenerazione urbana, in particolar modo nelle aree metropolitane dove la tensione abitativa è più alta. Per questo occorre:

  • riconoscere che la casa è un diritto, come la salute, l’istruzione, il lavoro;
  • considerare il servizio abitativo destinato a cittadini che si trovano in una situazione di disagio economico come parte dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali (LEPS) da garantire su tutto il territorio nazionale;
  • rifinanziare il Fondo di sostegno per l’affitto e il Fondo per la morosità incolpevole con dotazioni adeguate e strutturali per contribuire ad abbassare l’incidenza dei canoni sui redditi delle famiglie in difficoltà;
  • incrementare l’offerta di edilizia residenziale pubblica, attraverso un programma pluriennale, con finanziamenti adeguati per accrescere il patrimonio ERP, anche attraverso la riqualificazione del patrimonio esistente a partire da quello non utilizzato, affrontando la questione dell’efficientamento energetico, in processi rigenerativi in ambito urbano, contrastando ulteriori dismissioni;
  • ripensare il ruolo degli ex IACP e innovarne la gestione, attraverso una legge quadro nazionale che definisca regole omogenee per tutti gli istituti, la natura degli Enti, l’attribuzione dei compiti, i criteri per la gestione;
  • fermare privatizzazioni e alienazioni di edifici pubblici inutilizzati, quali aree dismesse, caserme, aree ferroviarie, luoghi da riqualificare, da riconvertire e destinare all’edilizia residenziale pubblica e sociale;
  • valorizzare il consistente patrimonio costituito dai bene confiscati alla criminalità organizzata, da destinare a finalità sociali e abitative;
  • garantire riqualificazione, efficienza energetica, sicurezza e salubrità, in linea con lo sviluppo sostenibile e la giusta transizione ambientale promossa dal Green Deal europeo;
  • realizzare residenze universitarie pubbliche e incrementare il “Fondo per gli Studenti fuori sede” per garantire il diritto allo studio;
  • rivedere il regime fiscale legato alle locazioni per incentivare al massimo il canone concordato per favorire le locazioni di lunga durata e quelle transitorie per studenti che in molte città sono sfavorite dal fenomeno degli “affitti brevi”;
  • rivedere e rendere strutturali le agevolazioni fiscali per riqualificazione, efficientamento e messa in sicurezza degli immobili;
  • adottare una legge per il settore delle locazioni brevi, dando facoltà ai Comuni di prevedere forme di utilizzazione, eventuali differenziazioni per zone, limitazioni per le attività, divieti e limiti temporali;
  • rendere le città più inclusive, sostenibili e accoglienti, attraverso processi di riqualificazione e rigenerazione urbana, e recuperare rapidamente i ritardi nella realizzazione dei progetti del PNRR;
  • rispondere alle esigenze di una popolazione sempre più longeva mettendo in stretta connessione la condizione abitativa e i servizi di prossimità territoriali, in particolare quelli socioassistenziali, per permettere alle persone con disabilità e alle persone anziane di vivere nella propria casa il più a lungo possibile in condizioni di autonomia, nonché rilanciare un piano per il superamento delle barriere architettoniche;
  • promuovere progetti di cohousing, per promuovere percorsi di inclusione e autonomia delle persone con disabilità più gravi e complesse;
  • affrontare le politiche abitative con un forte ruolo programmatorio nazionale, attraverso una struttura di governo dedicata, e dare piena operatività all’Osservatorio nazionale della condizione abitativa (OSCA);
  • promuovere le Agenzie per l’Abitare;
  • contrastare i rincari delle utenze a partire da quelli dell'energia, ambito che necessita di misure strutturali, anche attraverso un Fondo di contrasto della povertà energetica;
  • adottare misure per le aree urbane e per le aree interne per valorizzare i territori, invertire i processi di abbandono e superare le diseguaglianze;
  • ripensare le città anche in ottica di genere;
  • integrare l’edilizia pubblica l’Edilizia residenziale sociale (ERS), attraverso la collaborazione fra soggetti diversi a carattere istituzionale, imprenditoriale, associativo e cooperativo, con la necessaria regia pubblica e forme di contenimento dei profitti che assicurino la valenza sociale degli investimenti.

Piano Casa: Memoria Cgil, Fillea, Sunia in audizione presso la Commissione VIII della Camera dei Deputati

"I lavoratori della ditta Manelli - impegnata nei lavori al cantiere dell'ex ospedale di Este - senza stipendio da settembre". Fillea Cgil Padova e Uil Feneal Padova proclamano lo sciopero

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla protesta degli operai edili della Manelli Impresa spa impegnati nel cantiere all'ex ospedale di Este

Lavoratori senza stipendio di settembre e condizioni inadeguate: la protesta si inserisce nello stato di agitazione nazionale nei confronti della ditta Manelli Impresa Spa di Monopoli (BA)

È proseguito anche ieri, mercoledì 29 ottobre 2025, lo stato di agitazione dei lavoratori della Manelli Impresa Spa impiegati nel cantiere in Via San Fermo, 10 c/o Ospedale di Este (PD) dove le maestranze hanno sospeso temporaneamente le attività lavorative.

La decisione è stata assunta nell’ambito dello stato di agitazione sindacale proclamato a livello nazionale e declinato a livello territoriale nei confronti della ditta Manelli impresa Spa, Holding pugliese che oggi è tra le top 10 tra le aziende esperte nella realizzazione di infrastrutture, con un fatturato di almeno 250 milioni di euro e un valore di portafoglio ordini di due miliardi di euro per i prossimi quattro anni.

Numeri da capogiro che consentono di accreditarsi come ditta strutturata per poter partecipare a bandi di assegnazione di lavori rientranti nel bacino economico del PNRR.

Per partecipare alla gara regionale veneta, che ha frazionato il territorio in lotti, la Manelli ha costituito un’ATI con la ditta Ferruccio Ferrari che sta seguendo gli interventi in altri plessi sanitari del territorio della bassa padovana.

Purtroppo, sia localmente che nel territorio nazionale l’azienda Manelli si sta mettendo in cattiva luce in quanto economicamente inadempiente, sia nei confronti delle lavoratrici e lavoratori, che dei vari fornitori impegnati nei cantieri assegnati. 

Nello specifico, per quanto riguarda Padova, le lavoratrici e i lavoratori impiegati nel cantiere di Este non hanno ancora ricevuto le spettanze del mese di settembre e, da tempo, attraverso le organizzazioni sindacali, chiedono con forza:

  • Condizioni di alloggio più dignitose;
  • Pasti adeguati;
  • Adeguamento dei salari al contratto di 2° livello interprovinciale CEIV Treviso–Padova–Rovigo;
  • Pieno rispetto delle norme contrattuali e di sicurezza.

La vertenza, dunque, si inserisce in un quadro più ampio di mobilitazione nazionale per la tutela dei diritti, della sicurezza e della dignità dei lavoratori edili, ma al tempo stesso mette in luce criticità specifiche del territorio padovano.

Le organizzazioni sindacali Fillea CGIL Padova e FenealUIL Padova-Rovigo ribadiscono la propria disponibilità al confronto sia con la Manelli che con la stazione appaltante, nella convinzione che solo il dialogo e il rispetto dei contratti collettivi possano garantire la continuità, la qualità e la legalità del lavoro nei cantieri anche in profonda considerazione della natura dei fondi di finanziamento delle opere.

Fillea CGIL Padova
FenealUIL Padova-Rovigo

"Con il caldo estremo, per costruire si può morire". Parte la campagna di comunicazione e sensibilizzazione della Fillea Cgil

"Con il caldo estremo, per costruire si può morire". E' il nuovo slogan della campagna di comunicazione e sensibilizzazione lanciata dalla Fillea Cgil 

Quando la temperatura sale, i diritti scendono, Senza salute non ci può essere dignità. Come ogni estate la storia non cambia e si ripete. L’aumento delle temperature ha un effetto diretto sulla salute dei lavoratori e sulla loro sicurezza. Il caldo estremo provoca in Italia oltre 4.000 infortuni l’anno. I più colpiti sono le lavoratrici e i lavoratori del settore delle costruzioni, agricoltura e logistica, spesso soggetti a turni lunghi in ambienti esterni o privi di adeguate protezioni. Secondo i dati dell’International Labour Organization, il 70% della forza lavoro mondiale è influenzata negativamente dal cambiamento climatico, con impatti psicofisici che vanno ben oltre il colpo di calore: cali di attenzione, rischio incidenti, e perdita di produttività. Quando le temperature superano i 35 gradi, ci sono diritti specifici per garantire salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici. Per prevenire il colpo di calore e le patologie ad esso collegate è fondamentale sia saper riconoscerne i primi sintomi e prendere tempestivamente le dovute contromisure,

QUALI DIRITTI?

  1. Le imprese possono richiedere all’INPS il riconoscimento della Cigo quando il termometro supera i 35° centigradi misurati o percepiti (es: particolari lavorazioni, elevato tasso di umidità). La Cigo può essere richiesta anche nel caso in cui l’esposizione all’elevate temperature provoca problemi alla salute e sicurezza dei lavoratori.
  2. I datori di lavoro devono garantire un ambiente di lavoro sicuro e salubre.
  1. I lavoratori hanno diritto a pause più frequenti e prolungate per idratarsi e riposarsi (almeno ogni 2 ore)
  1. Accesso all’acqua. È obbligatorio fornire acqua potabile facilmente accessibile. Bere regolarmente per prevenire la disidratazione.
  1. Abbigliamento Adeguato. I datori di lavoro devono garantire che i lavoratori indossino abbigliamento leggero e traspirante, oltre a protezioni adeguate per il sole.
  1. Formazione e Informazione. I lavoratori devono ricevere formazione sui rischi legati al caldo e sulle misure di prevenzione.
  1. I lavoratori hanno il diritto di segnalare condizioni di lavoro non sicure senza timore di ritorsioni.

    

  1. Se nei cantieri o luoghi di lavoro non vengono rispettate queste disposizioni di sicurezza contatta RLS/RLST e La Fillea Cgil del territorio. ia conoscere i propri diritti in cantiere nelle fabbriche e nelle cave.

QUALI SONO LE MISURE  DI PREVENZIONE NECESSARIE?

Programmare il lavoro nelle ore più fresche della giornata, utilizzare tende o coperture per creare zone d’ombra, Monitorare la salute dei lavoratori, prestando attenzione ai segni di stress da calore. AI PRIMI SINTOMI di irritabilità confusione pelle calda e arrossata sete intensa debolezza crampi muscolari o vertigini affaticamento eccessivo nausea e vomito aumento della temperatura o difficoltà di coordinazione mancanza di equilibrio collasso e perdita di coscienza e/o coma. SE CAPITA A TE O AD UN COLLEGA:  fermati / fermalo! chiedi aiuto spostati/spostalo in un luogo fresco/ombra bagnati/bagnalo con acqua fredda: testa, collo, viso, arti sdraiati/sdraialo su un fianco bevi/fagli bere acqua fresca a piccoli sorsi. CHIAMA O FAI CHIAMARE SUBITO 118. Fino all’arrivo dei soccorsi, resta o fai restare il collega in luogo fresco, continua a bagnare testa, viso, collo, arti e rimuovi quanti più indumenti possibile. AI PRIMI SINTOMI di irritabilità confusione pelle calda e arrossata sete intensa debolezza crampi muscolari o vertigini affaticamento eccessivo nausea e vomito aumento della temperatura o difficoltà di coordinazione mancanza di equilibrio collasso e perdita di coscienza e/o coma. SE CAPITA A TE O AD UN COLLEGA:  fermati / fermalo! chiedi aiuto spostati/spostalo in un luogo fresco/ombra bagnati/bagnalo con acqua fredda: testa, collo, viso, arti sdraiati/sdraialo su un fianco bevi/fagli bere acqua fresca a piccoli sorsi

CHIAMA O FAI CHIAMARE SUBITO 118. Fino all’arrivo dei soccorsi, resta o fai restare il collega in luogo fresco, continua a bagnare testa, viso, collo, arti e rimuovi quanti più indumenti possibile. IN CASO DI MALATTIE CRONICHE parla con il tuo medico per avere consigli utili su come comportarti in caso di esposizione al calore. Ricorda: il tuo organismo ha bisogno di adattarsi al caldo in modo graduale; già prima del tuo turno di lavoro rinfrescati ed idratati con bevande fresche, limitando il consumo di caffè (che favorisce la disidratazione); segui una sana alimentazione, nutrendoti a sufficienza ed evitando l’uso di bevande alcoliche; fai attenzione a sintomi come: sudorazione intensa, cefalea, nausea, crampi ed allerta immediatamente colleghi ed il responsabile per la sicurezza; in caso di aggravamento, chiama/fai chiamare il 118; non sospendere autonomamente le terapie in corso senza autorizzazione del medico.

RICORDA ACQUA è SALVAVITA. è fondamentale mantenere il proprio organismo idratato. L’acqua è di fatto il nostro principale alleato per evitare il rischio di DISIDRATAZIONE, condizione che predispone all’insorgenza del colpo di calore.

COSA FAVORISCE LA DISIDRATAZIONE  Presenza di malattie quali: bronchite cronica malattie cardiache • diabete gastroenteriti uso di farmaci per la cura di malattie croniche  diuretici  antidepressivi  coagulanti.  Alimentazione non adeguata  insufficiente periodo di acclimatamento abbigliamento pesante/non traspirante • ritmo ed intensità di lavoro sostenuti. Se hai lo stimolo ad urinare ogni 2/3 ore e l’urina è di colore chiaro, vuol dire che hai una buona idratazione.

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"Grave incidente nel cantiere edile di via Santa Eufemia, feriti due operai". Cgil Padova e Fillea Cgil Padova: "Abbiamo più volte, inutilmente, segnalato quel cantiere per gravi carenze in materia di sicurezza"

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sull'incidente nel cantiere di via Sant'Eufemia
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Cgil Padova e Fillea Cgil Padova: “Basta morti e feriti sul lavoro! Il crollo successo nel cantiere di via Sant'Eufemia è l'ennesimo campanello d'allarme”

La CGIL di Padova e la Fillea CGIL di Padova esprimono profonda preoccupazione e ferma condanna per il grave incidente avvenuto ieri, lunedì 26 maggio, in un cantiere edile in via Sant'Eufemia - dove sorgerà l'ennesimo studentato in città - dove il crollo del solaio di un ex convento ha causato il ferimento di due operai.

“La nostra prima e più sentita vicinanza va ai due lavoratori coinvolti, ai quali auguriamo una pronta e completa guarigione – dichiarano congiuntamente il Segretario Confederale della Cgil di Padova, con delega alla sicurezza, Marco Galtarossa e la Segretaria Provinciale della Fillea Cgil Padova, la categoria che segue i lavoratori edili, Barbara Schiavo –. Quanto accaduto è inaccettabile e riaccende i riflettori su una piaga, quella degli infortuni sul lavoro, che continua a mietere vittime e feriti in Italia e nella nostra regione. Questo incidente è particolarmente grave, anche perché, come purtroppo dobbiamo denunciare, quel cantiere era stato oggetto di diverse segnalazioni per criticità legate alla sicurezza, l'ultima delle quali risale a circa 20 giorni fa, dopo un'ispezione in cui ci siamo trovati di fronte ad un muro di insensibilità e avversione. E aggiungiamo che della situazione avevamo informato tutte le autorità preposte, comprese le Istituzioni. Riteniamo sia necessario intervenire preventivamente e non una volta che si sia verificato l’infortunio mortale. Ecco perché chiediamo alla Regione Veneto di aumentare gli ispettori preposti alle attività di controllo”.

“Perché la verità – prosegue la nota congiunta – è che questo ennesimo grave incidente sul lavoro sottolinea l'urgenza di un cambiamento radicale nelle politiche e nelle pratiche di sicurezza. Non possiamo più tollerare che il costo del lavoro sia pagato con la salute e la vita dei lavoratori ed è fondamentale che si faccia piena luce sulle cause di questo crollo arrivando all’accertamento di tutte le responsabilità.”

“Di fronte a questa drammatica realtà – concludono Galtarossa e Schiavo – ribadiamo l'importanza cruciale dei prossimi referendum dell'8 e 9 giugno e invitiamo tutte e tutti a recarsi alle urne e a votare Sì ai quesiti referendari, in particolare a quello che mira a reintrodurre la responsabilità solidale delle aziende appaltanti in caso di infortuni nei cantieri. Si tratta di un passo necessario per garantire maggiore tutela ai lavoratori e per incentivare una cultura della sicurezza che metta al centro la vita umana, non il profitto a ogni costo.”

Il servizio di Telenordest sull'incidente nel cantiere di Via Sant'Eufemia con i commenti di Marco Galtarossa e Barbara Schiavo della Cgil di Padova

La clamorosa protesta di tre lavoratori di un cantiere edile al Portello, a Padova: mattinata in cima ad una gru. Il sostegno e la mediazione della Fillea Cgil Padova

Una mattinata ad alta tensione, quella di ieri, nel cantiere sito al Portello tra via Belzoni e via Sant’Eufemia, dove sorgerà l’ennesimo studentato privato in città e dove tre operai edili di origine egiziana, al culmine di una situazione che si protrae da parecchi mesi, hanno deciso di salire sulla maxi gru che sovrasta il cantiere con la promessa di non scendere finché non fossero stati versati loro gli stipendi che avanzavano. Immediato l’intervento della polizia, dei vigili urbani e del fuoco, nonché della Fillea Cgil Padova, che con il Segretario Generale Gianluca Badoer, la Segretaria Provinciale Barbara Schiavo e il funzionario Antonio Alaia, si è precipitata al cantiere appena avvisata della situazione venutasi a creare.

Un cantiere da mesi sotto osservazione e davanti al quale, a mezzogiorno, ci sarebbe dovuti essere un presidio e una conferenza stampa per denunciare l’insostenibile situazione venutasi a creare all’interno. Ma, a inizio mattinata la situazione è precipitata perché ai lavoratori è stato intimato di lasciare i loro alloggi (ricavati in casette/container all’interno dello stesso cantiere) e lasciare il posto di lavoro. Questo ha scatenato la reazione dei lavoratori e tre di loro sono quindi saliti a più di 40 metri di altezza.

“La situazione – dice Barbara Schiavo della Fillea Cgil Padova – è letteralmente esplosa perché i lavoratori, per rivendicare le retribuzioni non saldate e il mancato rispetto del CCNL Edilizia, sono saliti su una gru. Vanno capiti: le loro condizioni di lavoro e di vita non sono dignitose. Vivono in container adibiti ad alloggi, del tutto fuori regola, dove dormono e consumano i loro pasti, rigorosamente comprati a loro spese perché per loro non sono previsti buoni pasto. Si aggiunga che non sono stati registrati a Padova, come prevede il Testo unico sull’immigrazione, cosa che a molti di loro avrebbe fatto comodo per il rinnovo del permesso di soggiorno”.

“Anche sotto il profilo della sicurezza – aggiunge la sindacalista – la situazione lascia a desiderare se consideriamo che si tratti di lavoratori in larga parte egiziani, e poi marocchini e dell’Africa sub-sahariana, che conoscono pochissimo l’italiano. In realtà, solo due di loro lo capiscono e lo parlano in modo accettabile e quindi ci chiediamo come possano aver seguito i corsi di formazione in materia di sicurezza se non capiscono l’italiano”.

“Si tratta – dice il Segretario Generale della Fillea Cgil, Gianluca Badoer – di un gesto di disperazione dettato dalla giungla che si crea con la liberalizzazione degli appalti voluta da questo governo, dove a pagare alla fine sono sempre i lavoratori perché nessuno ha responsabilità diretta. Come in questo caso: il committente è costituito a due fondi israeliani, la ditta appaltatrice è la Gvg di Roma che ha appaltato alla EdilPe di Frosinone che a sua volta ha subappaltato alla Edilizia 90 di Milano. Una foresta di subappalti dove a pagare è l’ultimo anello della catena, i lavoratori che solitamente sono i migranti che spesso si trovano in una situazione di ricatto e quindi sono costretti ad accettare tutto. Ed è chiaro che il margine di guadagno si raggiunge attraverso i risparmi sulla sicurezza e le retribuzioni dei dipendenti. E tutto questo accade in centro città, non in luoghi nascosti nella provincia”.

Intorno alle 13.00, la tensione finalmente è calata quando i tre lavoratori hanno accettato di scendere. Una decisione raggiunta anche grazie all’opera di un mediatore culturale che li ha convinti a ritornare a terra e dopo che hanno ottenuto il pagamento immediato del mese di settembre. Restano gli stipendi di ottobre e diversi pregressi che i lavoratori vantano per lavori effettuati in altri cantieri. Un risultato ottenuto grazie alla Fillea Cgil Padova, rimasta sempre a fianco dei lavoratori, che ha costretto l’azienda appaltatrice, la romana Gvg, a garantire affinché venissero onorati tutti gli impegni.

Il servizio di Telenordest sulla mattinata di tensione al Portello