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Operaio ferito gravemente in un cantiere edile a Monselice. Fillea Cgil Padova: “Sulla sicurezza bisogna applicare le leggi che già ci sono”

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sull'incidente

Permangono molto gravi le condizioni di un operaio di 41 anni rimasto colpito, al volto e al braccio da una betoniera, ieri giovedì 7 ottobre, mentre stava lavorando in un cantiere edile in via Rovigana nel Comune di Monselice.

Intervenuto sulla questione, il Segretario Generale della Fillea Cgil Padova, Gianluca Badoer ha espresso tutta la sua amarezza per l’ennesimo incidente capitato ad un lavoratore edile: “Indirettamente conosco l'operaio e la famiglia e conosco fin troppo bene il verificarsi di questi drammi. Ma non è questo l’importante, non importa a chi capita e dove succede perché anche se cambiano i nomi, le sofferenze e gli infortuni sono gli stessi. Abbiamo dei dati oggettivi che spiegano come si ripetano queste tragedie con le stesse dinamiche, ma non si interviene per evitarle anche se si sa da cosa sono causate”.

Secondo Gianluca Badoer siamo di fronte ad un errore di sistema: “Le nostre leggi sulla carta sono perfette, abbiamo un testo unico che se venisse applicato metterebbe tutti nelle condizioni di sicurezza. I corsi però vengono fatti ai lavoratori, ma non ai datori di lavoro. Se gli operai vengono messi in condizioni di difficoltà, non riescono ad applicare le normative e a tutelarsi”.

Perché – secondo il Segretario della Fillea Cgil Padova – non basta solo dire ‘non metterti nel raggio di azione di una macchina’. Bisogna anche installare una barriera per impedire che gli addetti possano entrare in una zona di pericolo”.

Il punto – conclude Badoeer – è che manca una cultura imprenditoriale all’altezza della situazione, latitano i controlli reali e ispettivi e le sanzioni sono troppo esigue. Se non ci si arriva con una cultura del lavoro bisogna inasprire le pene e intensificare i controlli. Dobbiamo cambiare subito questa situazione per poter smettere di contare i morti e gli invalidi sul lavoro».

Ennesima morte di un lavoratore edile in Provincia di Padova. Fillea Cgil, Filca Cisl e Fenea Uil: “Non si parli di fatalità!”

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  • Descrizione allegato: L'articolo del Mattino con la reazione dei sindacati alla tragedia
  • video link: Visita il sito

Ieri, Mirco Bottacin, lavoratore edile di 55 anni residente a Trebaseleghe è morto, vittima dell'ennesimo incidente sul lavoro, in un cantiere edile sito in una frazione del Comune di Massanzago. Il comunicato unitario rilasciato dalle Segreterie territoriali di Fillea Cgil Padova, Filca Cisl Padova e Rovigo e Feneal Uil,- Area Vasto Veneto Padova e Rovigo dopo aver appreso della tragedia.

“Dopo aver appreso la notizia dell’ennesimo incidente mortale successo stamane ad un lavoratore edile in Provincia di Padova, in una frazione del Comune di Massanzago, come Fillea Cgil Padova, Filca Cisl Padova e Rovigo e Fenea Uil – Area Vasta Veneto Pd-Ro – cioè le categorie che rappresentano, tra gli altri, anche i lavoratori edili – ci siamo immediatamente confrontati e davanti a questa tragedia e ci siamo detti che non basta più essere addolorati o rattristati per quanto accaduto. E questo, perché dopo aver appreso le prime scarne ricostruzioni dell’incidente – ossia la vittima è rimasta travolta da un carico sospeso improvvisamente precipitato da una gru – l’altro sentimento che abbiamo provato è stato quello della rabbia perché si tratta dell’ennesimo incidente evitabile costato la vita ad un lavoratore.

Chiunque abbia esperienza lavorativa, a maggior ragione e soprattutto nei cantieri edili, sa che il rischio d’incidente è sempre dietro l’angolo. La casistica è infinita e davvero la fatalità può capitare in ogni momento, anche per una semplice disattenzione, un banalissimo caso. Se ci aggiungiamo anche la possibilità di avere incidenti in itinere, ossia recandosi o uscendo dal luogo di lavoro, ci rendiamo conto che è sostanzialmente impossibile avere il controllo di tutto quel che può accadere. Insomma: la fatalità può succedere. Ma quando si muore e si muore perché non si seguono le misure preventive da adottare durante le varie situazioni lavorative, come per esempio a quelle relative al trasporto in quota di carichi sospesi, allora non possiamo più parlare di fatalità ma della solita criminale sottovalutazione del rischio che è invece la vera causa di tante tragedie. Una martellata su un dito è una fatalità, non certo morire travolti da un carico staccatosi (e sarà bene capirne le cause) da una gru.  

Quanto successo oggi ci dice tre cose: la prima è che non è accettabile un sistema che dia per scontata l’eventualità che si esca di casa per andare al lavoro e che si possa non farne ritorno. E questo accade troppo spesso ai lavoratori del settore edile, purtroppo i soggetti più esposti a incidenti gravi e troppo spesso anche mortali. Eppure si tratta di un settore dove la forte bilateralità è elemento di controllo e dove i CPT (Comitati Paritetici Territoriali) sono l’ente preposto ai controlli sulla sicurezza dei cantieri. Si tratta di un settore dove la stragrande maggioranza delle imprese ha meno di cinque dipendenti, dove il titolare, spesso, lavora fianco a fianco ai propri dipendenti e non è raro che cada anch’egli in un infortunio sul lavoro. E purtroppo come Fillea Cgil di Padova, Filca Cisl di Padova e Rovigo e Feneal Uil Area vasta Veneto Padova e Rovigo, non possiamo non registrare che gli incidenti aumentano ogni qualvolta vi sia una ripresa dell'attività lavorativa, determinando la triste equazione “più cantieri uguale a più morti”.

La seconda riflessione che ci impone quel che è successo riguarda quanto si debba ancora investire per evitare gli infortuni, per intensificare i controlli e per applicare le sanzioni a chi non rispetta le norme di sicurezza. Perché le norme esistono, ma se nessuno controlla che vengano applicate, allora rischiano di essere inutili. 

E infine, questa morte, ci dice anche di come sia necessaria una reale consapevolezza sull’importanza basilare di quel che viene spiegato nei corsi di formazione, troppo spesso, purtroppo, intesi come degli obblighi burocratici da assolvere invece che come esperienze dove apprendere quei principi che devono diventare bagaglio permanente nella propria vita da lavoratore e che, se seguiti, salvano la vita”.  

 

Luca Finotti FENEAL – Uil Area Vasta Veneto
Giorgio Roman FILCA – CISL PD/RO
Gianluca Badoer  FILLEA – CGIL PD

 

Il Servizio di Telenordest con gli interventi di Gianluca Badoer, Segretario Generale Fillea Cgil Padova e Lino Coniglio della Filca Cisl Pd-Ro

Rischio di colpi di calore nei cantieri edili. Il vademecum della Fillea Cgil di Padova

Come ogni anno - e in particolare gli ultimi per effetto dei cambiamenti climatici in corso - con l'arrivo dell'estate assistiamo ad un deciso aumento delle temperature con il moltiplicarsi di casi di lavoratori, soprattutto di quelli impegnati nei cantieri edili a cielo aperto, che accusano malori dovuti ai cosiddetti "colpi di calore". Per questo motivo, ogni anno, la Fillea Cgil di Padova, la categoria che fra gli altri segue i lavoratori edili, si attiva al fine di informare i propri iscritti, e non solo, dei rischi che si possono correre durante le ore di attività. Ma anche come riconoscere i sintomi di un colpo di calore, come proteggersi e quali sono gli obblighi dei datori di lavoro, ricordando che la CIG è riconosciuta per il lavoro con temperature superiori ai 35° percepiti.

Alleghiamo il volantino redatto dalla Fillea Cgil con tutti i contatti dei sindacalisti a cui chiedere chiarimenti e informazioni

Infortunio al cantiere dell'ex Rinascente. Fillea Cgil Padova: "Quel cantiere era già stato segnalato alle autorità competenti"

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova con la denuncia della Fillea Cgil

Fillea Cgil Padova: “La situazione di quel cantiere era già stata segnalata all'Ispettorato del Lavoro che effettivamente qualche settimana fa aveva fatto un’ispezione e sanzionato l’impresa edile responsabile dell’appalto e le aveva imposto di far fare un corso di formazione sulla sicurezza, ai propri lavoratori, alla Scuola Edile di Padova. Corso a cui però non sono andati i lavoratori, tra cui la vittima dell’infortunio, delle ditte che operavano in subappalto"

“Incidente maturato nonostante i passi da giganti sulla normativa che regola gli appalti in questo genere di lavori, evidentemente non ancora sufficienti. Se in trent’anni, il ritmo degli incidenti e delle vittime sul lavoro non è mai diminuito, significa che c’è qualcosa che continua a non funzionare”

“In tutta questa vicenda, l’unica cosa positiva è che il lavoratore non è in pericolo di vita. Per il resto, prevale solo un sentimento di frustrazione, impotenza e rabbia. E questo perché noi lo avevamo segnalato che in quel cantiere c’erano diverse cose che non andavano sotto vari profili: irregolarità nelle buste paga dei lavoratori, dubbie condizioni di regolarità rispetto al rapporto di lavoro, possibili irregolarità in tema di sicurezza e mancanza di chiarezza sulle imprese a cui la “Intesa Costruzioni srl” (l’impresa General Contractor responsabile dell’appalto) aveva subappaltato i lavori”. È decisamente arrabbiato Gianluca Badoer, Segretario Generale della Fillea Cgil di Padova dopo l’incidente successo ieri al cantiere presso la ex Rinascente in Piazza Garibaldi e che ha visto l’infortunio di un operaio a cui è crollato addosso il carico improvvisamente staccatosi da un argano.

“Segnalazioni – prosegue il sindacalista – che avevamo fatto all'Ispettorato del Lavoro, all’Ispettorato del Lavoro della Scuola Edile di Padova e addirittura ai vigili urbani. E in effetti, dopo la nostra segnalazione, il cantiere aveva subito un’ispezione, in seguito alla quale l’azienda titolare dell’appalto aveva subito una sanzione e l’obbligo di mandare i propri lavoratori a seguire un corso di formazione sulla sicurezza alla Scuola Edile di Padova. Corso che effettivamente i lavoratori hanno seguito, peccato però non coinvolgesse anche i lavoratori delle ditte che operavano in subappalto nel cantiere. E tra loro anche l’operaio che poi è rimasto vittima dell’incidente”.

“Una situazione – rilancia Badoer – che, nonostante sulla normativa sugli appalti siano stati fatti passi da gigante, presenta ancora degli aspetti fuori controllo. L’impresa titolare dell’appalto si è sempre dimostrata molto ostile rispetto alla nostra richiesta di confronto con i lavoratori e si è sempre rifiutata di dichiarare quali imprese operassero in subappalto presso il cantiere. Addirittura, non venivano nemmeno indicate nel piccolo cartello esposto sul cantiere, risultato poi strappato. E ci fermiamo qui perché l’ostilità e l’aggressività da parte del datore di lavoro non ci ha consentito di svolgere ulteriori verifiche”.

“La frustrazione, la rabbia e la sensazione di impotenza – conclude amaramente Badoer – nascono perché se questi incidenti accadono nonostante le segnalazioni e i controlli, significa che c’è qualcosa che non funziona. E del resto, se in trent’anni continuano ad esserci più di 1500 morti al lavoro all’anno, senza mai un’inversione di tendenza, mi sembra evidente che tutto quello che è stato fatto finora, in tema di sicurezza, non sia servito e non abbia raggiunto il suo scopo. E questo è un dato di fatto. Ecco, personalmente come sindacalista, è la cosa che non mi lascia dormire la notte: la consapevolezza che nonostante tu possa fare tutto quello che è nelle tue competenze fare per prevenire gli infortuni, come è avvenuto in questo caso, ciò non è sufficiente. Non possiamo più andare avanti così o questa carneficina silenziosa non finirà mai.”  

Lettera a il Mattino di Padova di Gianluca Badoer, Segretario Generale Fillea Cgil Padova: "Infortunio sul lavoro in un cantiere edile. Il Ramadan non centra nulla"

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova in questione

Un paio di giorni fa, il Mattino di Padova ha dato la notizia di un grave infortunio sul lavoro avvenuto a Carmignano Di Brenta. Premesso che la cosa più importante, in questa vicenda, sono le condizioni di salute del lavoratore vittima dell'incidente, il Segretario Generale della Fillea Cgil, Gianluca Badoer, ha scritto una lettera al giornale in cui fa una riflessione. La pubblichiamo:

Nella scorsa settimana, un articolo de il Mattino di Padova ha raccontato di un incidente sul lavoro successo nel cantiere edile in cui sorgerà la nuova scuola elementare di Carmignano sul Brenta. Purtroppo, un lavoratore nordafricano di 51 anni, scivolando su una scala in muratura si è ferito seriamente ed è dovuto venir trasportato in elicottero all’ospedale di Padova. Premesso che l’unica cosa veramente importante sono le condizioni di salute del lavoratore (sulle quali al momento non abbiamo aggiornamenti) e che non è mia intenzione sollevare nessuna polemica con l’autrice dell’articolo, cui va invece dato il merito di aver raccontato un fatto e parlato di un tema, quello degli infortuni sui luoghi di lavoro, purtroppo sempre attuale, né tantomeno con lo stesso quotidiano o con l’azienda edile in cui si è verificato l’incidente che sappiamo essere sempre molto attenta in materia di sicurezza, c’è stato un passaggio nel corso dell’articolo che mi ha procurato una fitta allo stomaco laddove si ipotizza che la caduta possa essere stata causata da un mancamento “magari dovuto al digiuno per il Ramadan”. Ecco, l’ho trovata un’ipotesi decisamente sgradevole e priva di ogni fondamento, considerato che durante questo periodo il digiuno vale solo nelle ore diurne e prevede un’adeguata alimentazione che compensi le ore senza cibo e acqua. Trovo fuorviante, e lo dico da convinto laico quale sono, ricondurre a delle legittime pratiche religiose la causa di un infortunio sul lavoro il cui motivo va invece sempre ricercato in una semplice e cruda considerazione e cioè che qualcosa, in tema di sicurezza, non ha funzionato. Magari anche una cosa semplice e banale, per esempio portare in quel momento l’elmetto protettivo E questo può succedere ovunque e in qualsiasi azienda, anche la più scrupolosa. Tutto il resto, francamente, non serve.

Gianluca Badoer, Segretario Generale Fillea Cgil Padova

La Fillea Cgil replica alle parole del Presidente dell’Ance Padova

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  • Descrizione allegato: L'articolo del Gazzettino del 28 ottobre 2021

Fillea Cgil Padova: “Le dichiarazioni comparse su un articolo de il Gazzettino del Presidente dell’Ance Padova, Alessandro Gerotto, che imputa la mancanza di personale al Reddito di Cittadinanza, sono superficiali e lontane dalla verità”

“Rischi eccessivi, stipendi troppo bassi e pessime condizioni lavorative: sono questi i motivi per cui lavorare nell’edilizia è diventato poco appetibile e gli imprenditori edili farebbero bene a rendersene conto”

Non potevano rimanere senza una replica, le dichiarazioni, comparse in un articolo de il Gazzettino del 28 ottobre, del Presidente Ance Padova, Alessandro Girotto che in un attacco al Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, Enrico Giovannini, ne approfitta per attaccare la misura del Reddito di Cittadinanza, a suo dire, causa della mancanza di personale che si registra nel settore.

“Una sequenza di luoghi comuni e affermazioni strampalate che francamente hanno stufato e che non si possono più sentire”. È netto, Gianluca Badoer, Segretario Generale della Fillea Cgil di Padova e non nasconde la sua indignazione. “Continuare a dire, come fa il Presidente dell'Ance, che nell'edilizia non si trovano figure specializzate a causa del Reddito di Cittadinanza è ormai diventata la favoletta che, gli imprenditori dicono per assolversi davanti alla situazione che vige nel settore. Forse pensano che continuando a ripeterla all'infinito, possa diventare vera ma è una loro pia illusione. Al contrario: dimostra solo quanto siano lontani dalla realtà ”.

“Intanto – prosegue Badoer – ci si chiede da dove gli arrivi la cifra di 800 euro, quando la media dell'importo del RdC, qui in Veneto, è di poco più della metà. Ma anche se fossero 800 euro, davvero il Presidente dell'Ance si indigna se un giovane preferisce quella cifra, invece di un lavoro dove percepisce circa 7 euro netti l'ora, fa turni e trasferte pesanti, è sottoposto a tutte le condizioni climatiche possibili e soprattutto, stando a statistiche e alla cronaca quotidiana (l'ultimo incidente grave è di pochi giorni fa a Selvazzano) entra in un settore dove è altissimo il rischio di ferirsi o peggio, morire? Ma di cosa stiamo parlando?”

“Forse il Presidente dell'Ance – dice il sindacalista della Fillea Cgil – dovrebbe innanzitutto capire che una persona che percepisce il RdC non è ricca. Tutt'altro: è povera. Mettere questa misura in competizione con quello che dovrebbe essere il salario di un lavoratore, a maggior ragione se opera in un settore complesso che necessita di un'adeguata formazione come quello dell’edilizia, significa ritenere normale la non dignitosità di quel salario. Significa non avere idea di quel che sancisce la nostra Costituzione, laddove, all’art 36 recita che ‘Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa’. Questo è il livello a cui siamo arrivati”.

“Il Presidente dell'Ance – conclude Badoer – e con lui tutti gli imprenditori edili, dovrebbero rendersi conto che non possono pretendere lavoratori disposti a vedersi sottopagati e precarizzati per poco più di un tozzo di pane. Se ne facciano una ragione. Nell’articolo, Girotto conclude invitando il Ministro Giovannini alla Scuola Edile di Padova. Siamo d'accordo con lui che è un'ottima scuola, anzi eccellente, e davvero chi la frequenta ha la certezza di un'occupazione quando la termina Eppure quest'anno ha avuto pochissime iscrizioni. Ecco: Girotto dovrebbe chiedersi come mai così pochi iscritti. O pensa che anche i quattordicenni percepiscano il reddito di cittadinanza?”

In allegato l'art de il Gazzettino del 28 ottobre 2021

“Una morte totalmente evitabile”. La Riflessione delle segreterie territoriali di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil

“Dopo la tragica scomparsa, un paio di giorni fa, di Valeriano Botero, lavoratore artigiano di 52 anni che non è sopravvissuto ad una caduta da un'altezza di circa 5 metri mentre stava tinteggiando le pareti di un'azienda di Loreggia, in Provincia di Padova, come Fillea Cgil Padova, Filca Cisl Padova-Rovigo e Fenea Uil (Area vasta Veneto Pd-Ro)– cioè le categorie che rappresentano, tra gli altri, anche i lavoratori edili – ci siamo confrontati e davanti a questa ennesima morte sul lavoro ci siamo detti che non basta più essere addolorati e rattristati per quanto accaduto.

Questo è l'ennesimo episodio gravissimo che pone sotto i riflettori l'emergenza sicurezza nei luoghi di lavoro e che rende inaccettabile il disinteresse che spesso regna sovrano in alcuni cantieri o altri luoghi di lavoro in cui c'è chi rischia la vita quotidianamente svolgendo la propria attività professionale.

Le misure preventive da adottare nei lavori in quota non devono mai essere sottovalutate neppure quando si tratta di attività svolte ad altezze contenute. Anzi, spesso, queste sono le situazioni che risultano più critiche da svolgere in sicurezza, complice proprio la sottovalutazione del rischio. Tra le principali cause di tante tragedie e di tanta disattenzione ci sono in molti casi la scarsa informazione e formazione di chi opera; talvolta, poi, nelle realtà più “piccole”.

Non è accettabile un sistema che dia per scontata l’eventualità che si esca di casa per andare al lavoro e che si possa non farne ritorno. E questo accade troppo spesso ai lavoratori del settore edile, purtroppo i soggetti più esposti a incidenti gravi e troppo spesso anche mortali. Eppure si tratta di un settore dove la forte bilateralità è elemento di controllo e dove i CPT (Comitati Paritetici Territoriali) sono l’ente preposto ai controlli sulla sicurezza dei cantieri. Si tratta di un settore dove la stragrande delle imprese ha meno di cinque dipendenti, dove il titolare, spesso, lavora fianco a fianco ai propri dipendenti e non è raro che cada anch’egli in un infortunio sul lavoro. E purtroppo come Fillea Cgil di Padova, Filca Cisl di Padova e Rovigo e Feneal Uil Area vasta Veneto Padova e Rovigo, non possiamo non registrare che gli incidenti aumentano ogni qualvolta vi sia una ripresa dell'attività lavorativa, determinando la triste equazione “più cantieri uguale a più morti”.

Quel che è avvenuto ci dice quanto si debba ancora investire per evitare gli infortuni, per intensificare i controlli e per applicare le sanzioni a chi non rispetta le norme di sicurezza. Non solo: ci dice che quelle norme esistono, ma che se nessuno controlla che vengano applicate, allora rischiano di essere inutili. E infine, ci dice anche di come sia necessaria una reale consapevolezza sull’importanza basilare di quel che viene spiegato nei corsi di formazione, troppo spesso, purtroppo, intesi come degli obblighi burocratici da assolvere invece che come esperienze dove apprendere quei principi che devono diventare bagaglio permanente nella propria vita da lavoratore.  

Succede poi, in molti casi dove il lavoratore, che pure indossa l'imbracatura di sicurezza, non ha modo di vincolarla. E’ fondamentale, quindi, che anche i progettisti e i proprietari degli edifici prevedano sempre idonei sistemi di sicurezza da installare in fase di realizzazione degli edifici o durante ristrutturazioni a garanzia di chi, successivamente, effettuerà lavori di manutenzione. 

Tutto questo ci impone immediatamente, a maggior ragione di questi tempi dove tutti gli indicatori ci dicono che siamo in una fase di ripresa economica post pandemica, di fare qualcosa di concreto, ma farlo subito attivando tutti gli strumenti per fermare la vera e propria “strage”, a cui stiamo assistendo in questi giorni”.

Gino Gregnanin FENEAL – Uil Area Vasta Veneto
Giorgio Roman FILCA – CISL PD/RO
Luca Badoer  FILLEA – CGIL PD

La Fillea Cgil di Padova riappende lo striscione davanti al cantiere “Piscine Carlo Pedersoli” di Selvazzano

Vicenda degli 11 operai ancora in attesa dello stipendio. La Cgil vuole tenere la luce accesa sul loro caso e chiama tutti alle proprie responsabilità

“Il Comune di Selvazzano non speri che ci siamo dimenticati dei lavoratori che hanno lavorato per realizzare un'opera a vantaggio del territorio e che da più di 7 mesi aspettano i loro compensi”



Sono tornati ad appenderlo e adesso lo striscione “Rispetto e dignità per i lavoratori” è riapparso, bene in vista, davanti alle reti che circondano il cantiere, ormai bloccato da parecchi mesi, “Piscine Carlo Pedersoli” di Selvazzano.

Responsabili del gesto simbolico, quelli della Fillea Cgil di Padova che tramite il Segretario Provinciale Francesco Campa fanno sapere: “Con questo gesto, intendiamo far capire a tutti, in primis al Comune di Selvazzano, che da parte nostra non vi è nessuna intenzione di dimenticarci della vergognosa situazione in cui si trovano gli 11 incolpevoli operai che fino a qualche mese fa erano impegnati nel cantiere e che dopo qualche mese passato senza ricevere lo stipendio hanno deciso di denunciare quanto avvenuto. Speravano, allora, di ricevere la solidarietà concreta del Comune di Selvazzano, cosa che purtroppo, ci è dispiaciuto constatarlo, non è avvenuta”.

“La situazione di questi lavoratori è disperata, per essere ottimisti,  – prosegue il sindacalista della Fillea Cgil di Padova – e tutti i soggetti responsabili ad oggi non hanno dato risposte. Ribadisco: non ci si può nascondere dietro a dei cavilli giuridici per ovviare alle proprie responsabilità. Inaccettabile e vergognoso l’assordante e prolungato silenzio del Comune di Selvazzano a cui abbiamo rivolto un chiaro appello che, ad oggi, non ha ricevuto nessun riscontro”.

“Riteniamo grave – conclude Francesco Campa – questa latitanza del Comune, nei confronti di questi lavoratori, impiegati per una sua opera pubblica. Dispiace che in municipio si siano dimenticati di essere un'istituzione pubblica con precise responsabilità morali e sociali  nei confronti dei cittadini, categoria a cui appartengono anche gli 11 lavoratori (e relativi familiari) rimasti senza stipendio. Ma una cosa sia ben chiara: noi non abbandoneremo questi lavoratori e continueremo a stare al loro fianco finchè non sarà riconosciuto loro quanto dovuto e che hanno maturato col loro sudore!”.