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25 novembre giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: la Cgil di Padova con le associazioni in piazza nel nome di Giulia Cecchettin e di tutte le donne vittime della violenza degli uomini

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Il 25 novembre la Cgil di Padova con il coordinamento Donne e Donne Spi, con l’UDU e la Rete degli Studenti Medi, con SNOQ e la casa delle Donne di Padova, l’Anpi e con il Centro Veneto Progetti Donna, torna in piazza, davanti a Palazzo Moroni alle 16.30 con il Flash Mob “Ricordare e Reagire” per dire “Basta!” alla violenza contro le donne

Sarà dedicato a Giulia Cecchettin e a tutte le donne vittima di violenza il Flash Mob che la Cgil di Padova, insieme al Coordinamento Donne della Cgil e dello Spi Cgil, l’UDU e la Rete degli StudentiSNOQ e la Casa delle Donne di PadovaAnpi e Centro Veneto Progetti Donna ha organizzato alle 16.30 di sabato 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, davanti a Palazzo Moroni, sede del Comune di Padova.

“Sono passati pochi giorni – dice Marianna Cestaro, Segretaria Confederale della Cgil di Padova – da quando alla dolorosa lista rossa delle donne vittime di femminicidio si è aggiunto il nome di Giulia Cecchettin, una ragazza che abitava qui vicino a noi, che studiava a Padova e che si sarebbe dovuta laureare la scorsa settimana. Un femminicidio, quello di Giulia, che ci ha sconvolto in modo potente perché abbiamo vissuto per giorni il dramma del suo rapimento e abbiamo conosciuto la sua storia attraverso le parole coraggiose della sorella Elena che fin da subito si è opposta alla narrazione giornalistica della coppia scomparsa. E aveva ragione e noi lo sapevamo fin dal primo istante”.

“I femminicidi nel nostro Paese – prosegue e conclude Marianna Cestaro – sono ogni anno un dato costante, segno che le politiche attivate sin qui non si sono rivelate efficaci a contrastare queste azioni violente ed efferate. Ma vogliamo ricordare che il femminicidio è solo l’ultimo atto, il più terribile, della violenza degli uomini contro le donne. I Centri Antiviolenza ci forniscono dati allarmanti sui maltrattamenti fisici e psicologici, sulla violenza assistita da figlie e figli, sulla violenza economica. È arrivato il momento di reagire tutte e tutti contro ogni forma di prevaricazione e di violenza contro le donne. Per questo invitiamo tutte e tutti a scendere con noi in piazza.”

Il servizio Rai sulla manifestazione a Padova di ieri, 21 novembre, in ricordo di Giulia Cecchettin

"Notizie dalla Rotta Balcanica, l’accoglienza che non c’è". Lunedì 27 novembre l’incontro a Banca Etica

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Lunedì 27 novembre 2023, iniziativa promossa dalla Cgil di Padova insieme ad Assopace Padova, ACS, Donne in Nero, Centro Pandora e al GIT (Gruppo di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica, presso la Sala Impastato di Banca Etica in via Cairoli 11, di fronte alla Stazione di Padova.

Per aggiornarci sulla normativa e sullo stato reale dell’accoglienza, ospite dell’iniziativa sarà Gianfranco Schiavone, studioso delle migrazioni internazionali, presidente del Consorzio Italiano di Solidarietà-Ufficio Rifugiati, tra i fondatori del sistema SPRAR-Sistema nazionale di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, nonché ex vice presidente nazionale dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione. Insieme a lui, sarà presente anche “L’orto di Marco”, un'associazione che da tempo sostiene l'iniziativa di solidarietà alle persone migranti che arrivano a Trieste, partita da Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi, e ora sostenuta da volontari di Trieste (Ass. Linea d'Ombra) e di altre città.

“Le misure del governo – dicono gli organizzatori dell’evento – in materia di politiche migratorie sono destinate a peggiorare il già lacunoso sistema di accoglienza. Non possiamo tacere ed accettare con indifferenza che le persone che fuggono dalle guerre, dalle violenze personali, dalla miseria, debbano rischiare la vita (e troppo spesso perderla) nel Mediterraneo o nei boschi della rotta balcanica. Di questo parleremo e di cosa noi – società civile, cittadine e cittadini e istituzioni – possiamo fare per cercare di restare umani”.

La denuncia di Gianfranco Schiavone, in un servizio di Telequattro, della violazione dei diritti umani che si nascone dietro ai controlli alle frontiere del Friuli Venezia Giulia decisi recentemente dal Ministero dell'Interno per prevenire una presunta emergenza anti-terrorismo

Sciopero Generale e manifestazione regionale a Padova: una partecipazione al di sopra di ogni più rosea aspettativa

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  • Descrizione allegato: L'articolo uscito sul Corriere Veneto sullo sciopero generale e manifestazione regionale a Padova del 17 novembre
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10mila persone in piazza a Padova per lo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori del Comparto Pubblico, Istruzione e Ricerca, Trasporti, Igiene Ambientale, Poste, Consorzi di Bonifica, proclamato da Uil e Cgil e alla quale hanno aderito anche gli studenti dell’Udu e della Rete degli Studenti

Padova invasa da un autentico fiume umano che in modo molto composto ma assolutamente determinato ha attraversato le vie della città e invaso pacificamente Piazza Antenore, uno spazio decisamente troppo piccolo per l’enorme folla sopraggiunta in corteo. Almeno 10 mila le persone che hanno partecipato (anche se sulla stampa si parla di 7 mila), una cifra decisamente superiore a qualsiasi aspettativa e su cui, con molta probabilità, ha pesato, ma all’incontrario, il cosiddetto “effetto Salvini”, dopo le sue uscite su stampa e TV contro i sindacati e la precettazione di 4 ore imposta a lavoratrici e lavoratori del trasporto, costretti così a dimezzare le ore di sciopero. Parole che devono aver fatto pensare a più di qualcuno che il segno era stato superato ed era arrivato il momento di scendere in piazza.

"Le persone che vivono di lavoro o di pensione - ha dichiarato Tiziana Basso, Segretaria Generale della Cgil Veneto - subiscono una crisi sociale sempre più grave, su cui il Governo fa finta di nulla, pensando di cavarsela con la propaganda. Ma la propaganda non aumenta i salari dei dipendenti pubblici, non finanzia scuola e sanità, non abolisce la Legge Fornero. Servono risorse e occorre andare a prenderle dove ci sono: evasione fiscale, extra profitti, rendite finanziarie e immobiliari. Non ci firmeremo finché non avremo risposte". 

“Partecipazione altissima – ha invece commentato il segretario generale della Uil Veneto, Roberto Toigo - che dimostra innanzitutto la bontà delle nostre motivazioni: questa manovra è iniqua e non dà risposte a nessuno, dai giovani agli anziani, dai lavoratori ai pensionati. E poi abbiamo voluto difendere il diritto costituzionale di manifestare e scioperare, che in questi giorni qualcuno ha tentato di mettere in discussione”.

Il servizio di Telenordest sullo sciopero generale e manifestazione regionale di Cgil e Uil a Padova del 17 novembre

Conciliazione riuscita: il Comune di Cadoneghe provvederà a nuove assunzioni. Termina lo stato di agitazione dei dipendenti comunali". La soddisfazione di FP Cgil Padova, Cisl FP Padova e Rovigo e Uil FPL Padova

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla fine dello stato di agitazione dei dipendenti del Comune di Cadoneghe

Cgil Cisl e Uil: “Abbiamo conciliato perché il Comune di Cadoneghe ha sostanzialmente rispettato gli impegni presi. Comune disponibile anche ad accogliere la nostra richiesta di potenziare il settore della vigilanza a causa della situazione creata dalla vicenda delle contravvenzioni”

“Intesa raggiunta. Il Comune di Cadoneghe ha sostanzialmente accolto le nostre richieste motivo per cui abbiamo firmato la conciliazione e i dipendenti hanno cessato lo stato di agitazione. Ringraziamo il Vice Prefetto Aggiunto Enrico Fameli per la mediazione svolta, il vice sindaco e Assessore al Personale, Denis Vigolo e il Segretario Generale Luca Morabito per aver mantenuto gli impegni presi lo scorso 9 ottobre”.

Esprimono cauta soddisfazione Maurizio Galletto della Fp Cgil Padova, Ettore Furlan della Cisl Fp Padova e Rovigo e Paolo Manfrin della Uil Fpl Padova al termine dell’incontro svoltosi nel primo pomeriggio di martedì 14 novembre, conclusosi positivamente dopo che i sindacalisti hanno verificato che gli impegni che il Comune di Cadoneghe si era preso nel tentativo di conciliazione tenutosi più di un mese fa, sono stati sostanzialmente rispettati.

“In pratica – dicono Galletto, Furlan e Manfrin – il comune ha tenuto fede agli impegni presi in tema di assunzioni e ha dato certezze sui premi di produttività 2022. Per quel che riguarda la grave questione della carenza di personale, dopo il riconoscimento dell’esistenza del problema, l’Amministrazione ha deciso di procedere con l’assunzione immediata di 5 nuove figure professionali con l’impegno di procedere per una sesta entro la fine dell’anno. Si tratta di 3 ex cat. C, 2. Ex cat D (compresa quella che dovrebbe arrivare entro fine 2023) da destinare all’Ufficio Tecnico e un operaio Cat. B. Inoltre arriverà anche un nuovo dipendente dalle Categorie Protette. Accanto a questo abbiamo insistito sulla necessità di investire sull’area 4, ossia quella della vigilanza, perché la vicenda delle contravvenzioni ha letteralmente terremotato il settore. Siamo per l’assunzione di un tempo indeterminato ma la situazione è così al limite che accettiamo anche un tempo determinato, basta che si intervenga al più presto. Anche su questo punto i nostri interlocutori si sono dimostrati attenti al tema e disponibili a lavorare sul problema da noi segnalato”.

“Per quanto riguarda i premi di produttività 2022 – dicono i tre sindacalisti – nonostante le difficoltà incontrate siamo riusciti ad ottenere finalmente la certezza che verranno versati e non era affatto scontato. Entro il mese di novembre verrà finalmente chiuso il cosiddetto “ciclo della performance”, ossia l’atto formale indispensabile alla Giunta per procedere al loro versamento. Non è una cosa di poco conto, soprattutto se consideriamo che se non veniva fatto entro la fine dell’anno i dipendenti potevano dire addio ai premi. In questo modo abbiamo almeno la certezza che a dicembre, o più probabilmente a gennaio, verranno finalmente versati”.

“Infine – concludono Galletto, Furlan e Manfrin – abbiamo messo in calendario degli appuntamenti per il continuamento della trattativa di secondo livello per la contrattazione integrativa del 2023. L’auspicio è che il clima continui ad essere produttivo e positivo come registrato in questi ultimi due incontri”.

Fine dello stato di agitazione dei tecnici di laboratorio degli ospedali di Schiavonia, Cittadella, Camposampiero e Piove di Sacco: andata a buon fine la conciliazione tra Fp Cgil Padova e Ulss 6 Euganea

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova

FP Cgil Padova: “Si chiude lo stato di agitazione delle lavoratrici e lavoratori dei laboratori di analisi nella provincia di Padova: confermata l’assunzione di 9 nuovi tecnici, indispensabili per il buon funzionamento dei 4 laboratori presenti nelle strutture dell’Ulss 6 Euganea. L’amministrazione si assume anche l’impegno di informare le Organizzazioni Sindacali sull’andamento del piano di assunzioni”.

Lunedì 13 novembre 2023 si è tenuto presso la Prefettura di Padova, con la positiva mediazione del Vice Prefetto Vicario, Dr Enrico Fameli, il secondo e decisivo incontro – dopo quello interlocutorio tenutosi lo scorso 2 novembre – tra la direzione dell’Ulss 6 Euganea e la FP Cgil Padova per trovare una soluzione ai problemi che hanno portato il personale dei laboratori di analisi degli ospedali di Schiavonia, Cittadella, Camposampiero e Piove di Sacco a proclamare, ancora lo scorso 13 ottobre, lo stato di agitazione come conseguenza dell’insostenibile situazione lavorativa dovuta alla grave carenza di personale nei laboratori dell’Ulss 6 Euganea.

“Confermiamo – dice in una nota la Fp Cgil Padova – che nell’incontro di ieri abbiamo raggiunto un accordo con la direzione dell’Ulss 6 Euganea per la chiusura dello stato di agitazione del personale tecnico dei laboratori di analisi degli ospedali di Schiavonia, Cittadella, Camposampiero e Piove di Sacco. L’Ulss 6 Euganea ha accettato la nostra richiesta, formulata nell’incontro precedente, di procedere con l’immediata assunzione di 9 tecnici di laboratorio, un numero congruo a permettere una normale attività delle strutture senza costringere il personale a subire ritmi di lavoro insostenibili come purtroppo è successo per troppo tempo”.

“Accanto a questo – prosegue la FP Cgil Padova – il verbale di conciliazione contiene anche l’esplicito impegno da parte dell’Amministrazione dell’Ulss 6 Euganea di fornire precise e immediate informazioni alle Organizzazioni Sindacali su come procederà il piano per le nuove assunzioni. Consideriamo il rispetto di tale impegno un passo nella giusta direzione per il ristabilimento delle buone relazioni sindacali con l’Ulss 6 Euganea”.

“Si giunge così all’epilogo – conclude la Fp Cgil Padova – di una vicenda complessa e impegnativa che ha visto tutte le lavoratrici e i lavoratori dare una grande prova di unità e integrità professionale, senza le quali non sarebbe stato possibile il pieno riconoscimento dei loro bisogni lavorativi. Obiettivo raggiunto insieme alla dimostrazione dell’importanza che rivestono le strutture laboratoriali all’interno della sanità pubblica del territorio della Provincia di Padova”. 

La nota delle donne della CGIL sulle guerre

Tutte le guerre hanno conseguenze terribili sulle popolazioni, su civili inermi, su donne, giovani e bambini, strappati alla vita da un modello di gestione dei conflitti che vede nella violenza e nella sopraffazione l’unica via possibile. Conflitti in cui il corpo delle donne diventa un bersaglio e lo stupro un'arma utilizzata per distruggere le comunità e il senso di identità di un popolo.

In queste ore, i fatti drammatici di Israele e Palestina che ripercorrono decenni di guerra dimenticata, la terribile e intollerabile aggressione di Hamas e la violenta e atroce reazione di Israele, mostrano un orrore senza fine che condanniamo fermamente.

La cultura maschilista e improntata alla sopraffazione dell’altr*, che organizza e divide il mondo in due fazioni, chi ha il potere e chi lo subisce, che non persegue il rispetto e il riconoscimento dell’altrə ma il dominio, il possesso e l’annichilimento, è la stessa cultura alla base degli stupri, dei femminicidi, delle molestie, della privazione della libertà di autodeterminazione delle donne. Molte donne la conoscono bene perché da sempre oppresse da un potere che le emargina dalla vita pubblica, e le usa per il profitto attraverso l’oggettivazione del corpo. Alcune donne conoscono bene il nesso profondo che c’è tra patriarcato, estremismi, sopraffazione e violenza.

Lo vediamo in Afghanistan, dove appena ripreso il potere, i Talebani hanno riportato le donne dentro le case, lontane dalle scuole, sotto veli/armature che non ne mostrino i corpi.

Lo vediamo in Iran, dove la strage delle giovani che si ribellano alle imposizioni misogine del potere islamico non si arresta.

In Ucraina, dove le madri rimaste sole ad occuparsi di figli e parenti anziani, sfidano ogni giorno la guerra per cercare risorse per le proprie famiglie.

Nei traffici orrendi di esseri umani, tra i sud e i nord del mondo, segnati da stupri, violenze e schiavitù delle giovani donne.

Lo abbiamo visto nei rapimenti e nelle violenze del 7 ottobre e negli sguardi disperati delle madri a Gaza.

Lo vediamo nell’assenza assordante delle donne nei tavoli dei negoziati per la pace: donne che solo tra il 2005 e il 2020 sono state escluse dall’80% degli stessi.

Lo vediamo nel nostro Paese apparentemente tranquillo dove senza sosta si registrano molestie sui luoghi di lavoro, violenze fisiche e psichiche nelle case, stupri, femminicidi.

Ed è per questo che ogni giorno, dentro e fuori dal sindacato, in rete con le altre organizzazioni e associazioni, siamo impegnate a promuovere con parole e fatti concreti, una cultura alternativa a quella violenta del patriarcato. Una cultura della solidarietà, del rispetto delle vite e delle differenze, una nuova cultura della cura: cura del mondo, dell’ambiente, delle persone e dei loro diritti. Cura dell’oggi e del domani.

Una cultura alternativa a quella violenta e patriarcale che non nega il conflitto ma lo affronta e gestisce senza la sopraffazione, come spiegano bene le parole di Lidia Menapace che condividiamo e nelle quali ci riconosciamo: “Nella storia dei movimenti di lotta vi sono altre forme: il movimento sindacale e operaio elaborò e usò nella sua lunga vicenda tutte le forme dell’azione nonviolenta con assemblee, petizioni, scioperi manifestazioni pacifiche, picchetti e infine sabotaggi. Il movimento femminista fin dai tempi delle suffragiste ha trovato altri strumenti ancora per mostrare dissenso e contrasto e agire il conflitto: manifestazioni, grafica, sit-in, musica, resistenza passiva, training autogeno, danza, sarcasmo, canti, visibilità dei corpi nella loro varietà inerme, tutto il molteplice possibile, niente di uniforme o in uniforme”.

Rivendichiamo l’applicazione concreta della Risoluzione 1325/2020 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu su donne, pace e sicurezza e dunque il nostro coinvolgimento diretto per la prevenzione e la risoluzione dei conflitti e nei processi di pace.

Per tutte queste ragioni, noi donne della CGIL, oggi come ieri, rifiutando in ogni sua espressione l’inciviltà della guerra, intendiamo agire in tutte le forme possibili perché tacciano le armi e per rivendicare una nuova cultura di pace, rispetto e sorellanza tra le persone e i popoli, per la costruzione di una rete tra le donne affinché la nostra presenza sia garantita e integrata nei processi di governo, pace e sviluppo. Chiediamo l’immediato cessate il fuoco in Palestina, in Israele, in Ucraina, in Mozambico, in Azerbaigian e in tutti i territori, troppo spesso dimenticati, in cui si continuano ad usare guerra e violenza per la risoluzione dei conflitti.

Come ha ribadito Leymah Gbowee, premio Nobel per la pace: “Lavorare per la pace e la sicurezza globali senza le donne è cercare di vedere l’intero quadro con un occhio coperto”.

#Adessobasta! Mobilitazione nazionale contro la manovra del Governo. Due le tappe a Padova: il 17 novembre la manifestazione regionale e il 24 quella provinciale con presidi in tutto il territorio

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  • Descrizione allegato: Il volantino con la piattaforma delle rivendicazioni della manifestazione regionale del 17 novembre
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Per alzare i salari, per estendere i diritti e per contrastare una legge di bilancio che non ferma il drammatico impoverimento di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati e non offre futuro ai giovani. A sostegno di un'altra politica economica, sociale e contrattuale, che non solo è possibile ma necessaria e urgente. Sono queste le ragioni al centro della mobilitazione promossa da Cgil e Uil che, a partire dal 17 novembre, si svilupperà attraverso 5 giornate di sciopero di 8 ore e manifestazioni in 58 piazze e oltre un centinaio di presidi su base territoriale e regionale.

Una mobilitazione contro la manovra finanziaria del Governo che avrà due tappe a Padova. La prima, con 8 ore di sciopero nazionale e manifestazione regionale, sarà venerdì 17 novembre e prevederà il concentramento alle ore 9.00 davanti alla stazione ferroviaria. A scendere in piazza saranno le categorie del pubblico impiego, dei trasporti, della scuola, delle poste, della Pa, della sanità privata e del terzo settore. Sciopereranno tutti i lavoratori che svolgono attività di pubblica utilità, ma che non sono compresi nelle categorie evidenziate e sono soggetti alla legge 146, ad esempio chi opera nelle mense scolastiche, gli addetti alle pulizie, le guardie giurate.

Una settimana dopo, esattamente il 24 novembre, ci sarà – come in tutti i capoluoghi di provincia veneti e con 8 ore di sciopero nazionale – la manifestazione provinciale dove scenderanno in piazza tutte le altre categorie con un corteo che attraverserà la città e numerosi presidi in tutta la provincia. Varie le iniziative in cantiere: prossimamente daremo tutti i dettagli anche di questa giornata di mobilitazione nella nostra provincia.

Maurizio Landini, spiega le ragioni della mobilitazione contro la manovra del Governo

Padova. Trovato l’accordo sull’addizionale comunale IRPEF per il 2024 tra il Comune e i Sindacati. Soddisfazione di Cgil Cisl e Uil

  • Allega: Accordo_addizionale_Irpef_comunale.pdf
  • Descrizione allegato: L'accordo tra Comune di Padova e Sindacati Confederali (con le rispettive categorie dei pensionati) sulla rimodulazione dell'addizionale IRPEF per il 2024

Le segreterie confederali provinciali di Cgil Cisl e Uil, insieme alle rispettive categorie dei pensionati, soddisfatte del risultato raggiunto: “La rimodulazione dell’addizionale comunale IRPEF è ispirata a principi di equità, progressività e solidarietà, in piena applicazione dello spirito costituzionale”

“L’art. 53 della Costituzione italiana recita testualmente: ‘Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività’. Ebbene, è stato ispirandoci a questo principio che abbiamo condotto la trattativa con il Comune di Padova e abbiamo raggiunto un importante risultato. Il superamento dell’addizionale unica, attraverso l’introduzione di aliquote differenziate sulla base dei redditi dei contribuenti, ottiene tre risultati: un maggior gettito fiscale complessivo, un concreto sostegno ai bisogni delle fasce più deboli e il mantenimento dei servizi comunali. Siamo soddisfatti”.

È così che le segreterie provinciali di Cgil Padova, Cisl Padova e Rovigo e Uil Padova – insieme a Spi Cgil Padova, FNP Cisl Pensionati Padova e Rovigo e Uil Pensionati – hanno commentato l’approvazione da parte del Consiglio Comunale, avvenuta ieri martedì 7 ottobre, della mozione con cui si rimodulano le aliquote dell’addizionale comunale IRPEF per il Bilancio previsionale 2024.

“In pratica – proseguono i sindacati – si passa da un’unica addizionale allo 0.7%, cui erano tenuti tutti i redditi superiori ai 15 mila euro, soglia di esenzione che è stata mantenuta, ad un’aliquota dello 0,69% per i redditi inferiori ai 28 mila euro, allo 0,79%, per i redditi tra i 28 mila e i 50 mila euro e di 0,80% per i redditi superiori ai 50 mila euro. Sostanzialmente, il Comune di Padova, attraverso un proficuo confronto con le parti sociali, ha tenuto conto della difficile congiuntura economica e ha deciso di non farla scontare ai cittadini con redditi medio bassi, in stragrande maggioranza lavoratori dipendenti e pensionati, ma di chiedere un contributo di solidarietà a chi se lo può permettere. In questo modo il Comune riesce a mantenere i servizi erogati e a difendere quelle fasce deboli di popolazione che ne hanno bisogno. Era l’obiettivo che ci eravamo prefissati”.

“Accanto a questo – concludono le sigle sindacali – abbiamo concordato con il Comune sull’opportunità di continuare il contrasto all’evasione fiscale (che in questo Paese raggiunge quasi 100 miliardi di euro l’anno), intensificando gli accertamenti in una sempre maggior sinergia con l’Agenzia delle entrate. Attendiamo segnali in questo senso anche dal Governo nazionale”.