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Rinnovato il CCNL Cooperative e Consorzi Agricoli, la soddisfazione della Flai Cgil Padova: "Merito delle mobilitazioni del 1° luglio"

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sul rinnovo del CCNL Cooperative e Consorzi Agricoli

Flai Cgil Padova: “La massiccia adesione di lavoratrici e lavoratori alle mobilitazioni del 1° luglio sono state decisive per smuovere una trattativa che ristagnava da troppi mesi. Un rinnovo che rilancia la contrattazione collettiva e le relazioni industriali e sindacali per la tutela di lavoratrici e lavoratoriOra avanti con la contrattazione di secondo livello”

“Nei giorni scorsi è stato finalmente firmato il rinnovo del CCNL per i dipendenti delle Cooperative e Consorzi Agricoli che era scaduto a fine 2023 e la cui trattativa si era protratta per mesi fino a giungere alla rottura dei negoziati per l’atteggiamento inconcludente delle parti datoriali, assolutamente refrattarie a fare concessioni alle nostre richieste di aumenti salariali che, rispettando le professionalità, coprissero la considerevole perdita di potere d’acquisto dei salari di lavoratrici e lavoratori del settore registrata negli ultimi anni. Una rottura che ha portato allo sciopero del 1° luglio con presidi ovunque e, nella nostra provincia, davanti alla Società Cooperativa Agricola Ortoromi di Borgoricco. Ebbene, alla luce dell’andamento della trattativa lo possiamo affermare senza ombra di smentita: la massiccia adesione a quello sciopero è stata decisiva per la svolta positiva nella vertenza”.

A dirlo il Segretario Generale della Flai Cgil Padova, Giovanni Acco, che ha fatto parte della delegazione trattante della Flai Cgil che insieme a Fai Cisl, Uila Uil, Agci Agrical, Fedagripesca Confcooperative e Legacop Agroalimentarie, hanno siglato lo scorso 19 luglio presso il Palazzo della Cooperazione di Roma il rinnovo del CCNL dal 2024 al 2027.

“Un accordo molto diverso e migliorativo rispetto a quello che volevano le parti datoriali – aggiunge Giovanni Acco – che vedrà un aumento salariale, pari a 170 euro a regime (per un totale di 6.885 euro in 4 anni) che verrà erogato in 4 tranche: 95 euro dal primo aprile 2024, 25 euro dal primo maggio 2025, altrettanti dal primo maggio 2026 e i restanti 25 dal primo febbraio 2027. Accanto a questo abbiamo ottenuto miglioramenti sulla regolamentazione degli appalti, misure volte a favorire la stabilità occupazionale, un miglior uso dei permessi previsti dalla Legge 104, provvedimenti per il contrasto e la prevenzione di molestie sessuali e mobbing e miglioramenti sotto il profilo del welfare, dei permessi e congedi retribuiti”.

“Inoltre – prosegue il Segretario Generale della Flai Cgil Padova – sono aumentate le casistiche che consentono l’anticipazione del TFR, le indennità di funzione e la percentuale di maggiorazione di lavoro festivo per gli operai agricoli che passerà dal 35% al 40%. E, per chiudere, in via sperimentale, per gli operai agricoli che effettuano turni per almeno 6 mesi consecutivi, verrà riconosciuta un’ulteriore indennità di 1 euro per ogni turno”.

“Con questo rinnovo – conclude Giovanni Acco – si afferma il valore della contrattazione e delle relazioni industriali e sindacali per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. Relazioni non sempre semplici ma che per il bene di aziende e dipendenti è sempre meglio tenere vive e funzionali. Ora, il prossimo nostro impegno è spingere per il rinnovo dei contratti di secondo livello da cui, siamo certi, usciranno ulteriori buone notizie per lavoratrici e lavoratori. Magari, senza il bisogno di scioperare come successo nel corso delle trattative per quest'ultimo difficile rinnovo”. 

Vertenza per il rinnovo del CCNL Cooperative e Consorzi Agricoli: dopo la rottura, convocato per il 9 luglio un nuovo tavolo di trattativa. Sospeso momentaneamente lo stato di agitazione. Cauta soddisfazione della Flai Cgil Padova

Flai Cgil Padova: “La ripresa delle trattative determinata dalla riuscita dello sciopero e della mobilitazione dello scorso 1° luglio. L’auspicio è che stavolta il negoziato si concluda rapidamente e che le richieste economiche da noi avanzate vengano esaudite positivamente”

“È con cauta soddisfazione che comunichiamo che AGCI, Confcooperative e Legacoop ci hanno proposto un incontro, a livello nazionale, per il prossimo 9 luglio, allo scopo di riprendere le trattative per il rinnovo del CCNL Cooperative e Consorzi Agricoli, bruscamente sospese circa tre settimane fa. Alla luce di questa convocazione, è stato deciso di sospendere momentaneamente lo stato di agitazione, con il blocco degli straordinari e delle flessibilità, in attesa dei risultati che si otterranno con la ripresa del confronto”.

È così che il Segretario Generale della Flai Cgil Padova, Giovanni Acco, annuncia la riapertura di un tavolo di trattative per il rinnovo del CCNL Cooperative e Consorzi Agricoli, scaduto a fine 2023, dopo che lo scorso 13 giugno queste si erano interrotte per l’indisponibilità delle parti datoriali a concedere quegli aumenti salariali richiesti dai sindacati confederali e che servivano a compensare la perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni di lavoratrici e lavoratori del settore, fortemente eroso dall’alta inflazione di questi ultimi anni.

“Questo – aggiunge il Segretario Generale della Flai Cgil Padova,  – è un risultato dovuto alla riuscita dello sciopero e delle mobilitazioni dello scorso 1° luglio che anche nella nostra provincia hanno visto una grossa adesione e un’ottima partecipazione anche al presidio organizzato, fin dalle prime luci dell’alba, davanti alla Società Cooperativa Agricola Ortoromi di Borgoricco dove hanno scioperato il 70% dei dipendenti. Va quindi dato merito a quelle lavoratrici e lavoratori che in nome della propria dignità hanno deciso di combattere questa battaglia dando prova di determinazione e unità. Non è mai piacevole dover rinunciare ad una giornata di stipendio ma alle volte è l’unica strada per ottenere il rispetto dei propri diritti e costringere le parti datoriali a risedersi ad un tavolo di trattative, come successo in questa occasione”.

“L’auspicio – conclude Giovanni Acco – è che questa volta il negoziato proceda spedito verso una soluzione positiva che vada incontro agli aumenti salariali da noi richiesti per quelle lavoratrici e lavoratori che svolgono un duro lavoro in un settore che, sottolineiamo, è fondamentale per la vita del Paese”.

Rinnovo CCNL Coop e Consorzi Agricoli: riuscito lo sciopero di categoria per l’intera giornata di ieri e ottima partecipazione al presidio davanti alla Ortoromi di Borgoricco

Flai Cgil Padova, Fai Cisl Padova e Rovigo e Uila Uil Venezia Padova: “Dopo mesi di trattativa, le proposte economiche della parte datoriale sono totalmente deludenti e assolutamente insufficienti a compensare la perdita del potere d’acquisto dei salari fortemente eroso dall’infiammata inflazionistica degli ultimi anni. Ieri, all’Ortoromi, ottima adesione allo sciopero”

Le segreterie provinciali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, ieri, lunedì 1° luglio, in occasione dello sciopero nazionale di categoria proclamato per l’intera giornata di lavoro, hanno dato vita ad un presidio davanti alla sede della Società Cooperativa Agricola Ortoromi di Borgoricco, una delle principali realtà nazionali nel mercato delle insalate di prima e quarta gamma con una sede anche in provincia di Salerno. Una protesta organizzata dai sindacati confederali dopo la rottura del tavolo delle trattative per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale delle Cooperative e dei Consorzi agricoli scaduto il 31 dicembre scorso con uno sciopero che coinvolge, nella provincia di Padova, circa 800 lavoratori. Tra questi, circa 300/400 lavorano proprio nello stabilimento di Borgoricco della Ortoromi (che ha altri 200/300 dipendenti in provincia di Salerno). Da qui, la scelta di inscenare davanti alla sua sede la protesta.

“Questo sciopero – dicono Giovanni Acco della Flai Cgil Padova, Enrico Marchi della Fai Cisl Padova e Rovigo e Miriam Florian della Uila Uil Venezia Padova – arriva dopo 5 mesi di interminabili ed estenuanti trattative con le parti datoriali che non hanno portato a nulla fino ad interrompersi lo scorso 13 giugno. E lo scontro è tutto sugli aumenti salariali dove le distanze sono, almeno al momento, abissali. Noi avevamo chiesto un incremento delle retribuzioni di 210 euro da spalmare in tre anni, loro sono disposti a darcene poco più della metà. Impossibile accettare”.

“Si tratta di cifre – proseguono i tre sindacalisti – che non arrivano neanche a compensare la perdita del potere di acquisto delle retribuzioni fortemente eroso dall’infiammata inflattiva degli ultimi anni e che sono uno schiaffo a lavoratrici e lavoratori che svolgono un duro lavoro e fondamentale per la vita dei cittadini del paese. Sono quelli che garantiscono che il cibo arrivi nelle tavole delle famiglie, ricordiamoci che durante la pandemia erano considerati fondamentali”.

“Come è già successo – concludono Acco, Marchi e Florian – nei rinnovi contrattuali degli altri settori agroindustriali, anche queste lavoratrici e lavoratori hanno diritto di vedere riconosciuta la loro dignità, l’impegno e la qualità della loro professionalità, a maggior ragione in un settore che, soprattutto nell’ultimo anno, fatica a trovare manodopera. E questo dovrebbe essere un valore che andrebbe assolutamente preservato. L’ottima adesione registrata oggi (oltre il 70% dei dipendenti della Ortoromi ha aderito) è un ottimo segnale. La speranza è che la trattativa riprenda sui giusti binari altrimenti la mobilitazione è destinata a proseguire”.

Il servizio di Telenordest sullo sciopero e presidio di ieri davanti alla Società Cooperativa Agricola Ortoromi di Borgoricco (PD)

Lavoro, presentata dai sindacati piattaforma rinnovo Ccnl Cooperazione agricola

Si è aperta, ieri, giovedì 18 gennaio, a Roma, presso il Palazzo della Cooperazione, la trattativa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale delle Cooperative e dei Consorzi Agricoli, scaduto il 31 dicembre 2023, che avrà decorrenza 2024-2027.

Illustrando la piattaforma unitaria alle parti datoriali, i Segretari nazionali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil hanno sottolineato che “il rinnovo contrattuale rappresenta una importante occasione per contribuire allo sviluppo economico e sociale del Paese, individuando soluzioni in grado di realizzare migliori tutele per le lavoratrici e i lavoratori, anche valorizzando le specificità del settore della cooperazione”.

I sindacati hanno esposto gli ottimi risultati registrati nel 2023 dal settore agroalimentare italiano, ottenuti anche grazie all’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori del settore, nonostante le tensioni internazionali e l’aumento generalizzato dei prezzi.

Tra i punti principali della piattaforma: miglioramenti sul piano delle relazioni sindacali, degli appalti, del welfare, della classificazione, della sicurezza e salute sul lavoro, più ore dedicate alla formazione professionale, la riduzione dell’orario di lavoro da 39 a 36 ore a parità di salario, permessi aggiuntivi per visite specialistiche, assistenza anziani e genitori di figli fino a 3 anni per l’inserimento in asilo nido, l’ampliamento delle casistiche per l’anticipazione del Tfr. I sindacati richiedono inoltre un aumento salariale di 210 euro a parametro 111: “Una richiesta – hanno evidenziato i Segretari nazionali – motivata anche dal bisogno di una politica salariale espansiva per il Paese che, redistribuendo la ricchezza prodotta, sappia aumentare la capacità di spesa delle persone e far ripartire i consumi interni”.

Nonostante l’emergere di alcuni punti di discussione, le parti hanno espresso la volontà di trovare soluzioni comuni per rinnovare il contratto in tempi brevi; per proseguire il confronto in sede tecnica e approfondire i temi specifici della piattaforma sono già state fissate le date del 12 e 22 febbraio e del 4 marzo, mentre una sessione plenaria si terrà nel mese di marzo.

Consorzi di Bonifica, la Flai Cgil Padova: "Inaccettabili disparità di trattamento per i lavoratori stagionali e un'evidentissima questione di genere"

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova

Dal 7 dicembre è iniziata la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dei Consorzi di Bonifica. Ci sono tanti aspetti da affrontare, innanzitutto la questione salariale, decisiva in tempi in cui l'inflazione sta erodendo pesantemente il potere d'acquisto di lavoratrici e lavoratori. Ma anche il riordino della classificazione del personale, per valorizzare le professionalità presenti, senza la necessità di ricorrere all’appalto anche per lavori di ordinaria amministrazione. Inoltre, è necessario un maggior protagonismo delle Rappresentanze sindacali aziendali.

 

A guardare la situazione dei Consorzi padovani e veneti, emergono anche altri problemi, per esempio la questione di genere e il trattamento riservato al personale stagionale.

"Se prendiamo il caso del Consorzio di Bonifica Brenta - dichiara Simonetta Borghi, della Flai Cgil Padova - è escluso dalla fruizione del pasto presso esercizi convenzionati il personale avventizio. Si tratta di una disparità di trattamento rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato che noi consideriamo profondamente sbagliata. Parliamo di ben 58 lavoratori su 158, che operano solitamente dalla primavera all'autunno. Queste persone devono arrangiarsi completamente a loro spese, portandosi da mangiare da casa, e consumare il pranzo seduti per terra o sui sedili delle loro auto. Non c'è nulla di dignitoso in tutto questo. E come se ciò non bastasse, subiscono anche un altro disagio: l'attrezzatura necessaria al lavoro è completamente affidata a loro. La devono custodire nella loro automobile dal lunedì al venerdì, portandosela anche a casa, perché non esistono strutture idonee nei pressi dei luoghi in cui lavorano. A queste condizioni fanno molta fatica a opporsi, a causa della loro scarsa forza contrattuale. Lo stesso strumento dello sciopero è difficilmente utilizzabile, visto che non possono perdere giorni lavorativi, altrimenti metterebbero a rischio l'indennità di disoccupazione cui hanno diritto nei periodi di non attività. Per quanto riguarda invece i lavoratori a tempo indeterminato, ricevono ticket differenziati in base alla residenza: 6 euro se distano fino a 7 chilometri, 8 euro se distano più di 7 chilometri. Anche questa differenziazione non sembra molto sensata”.

"C'è poi una questione di genere - prosegue la sindacalista - evidentissima. Sempre rimanendo sul Consorzio Brenta, tra Consiglio di amministrazione e Assemblea si contano 28 componenti. Ebbene, non c'è (né tra gli eletti né tra i nominati) neppure una donna. E non è un unicum; nessuna donna nemmeno nel Consorzio Adige Euganeo e Bacchiglione. Negli altri Consorzi la presenza femminile è minima, non solo in Cda e Assemblee, ma anche tra direttori di settore e capi operai, ad ampia prevalenza maschile”.

"Come sindacato - conclude Simonetta Borghi - riconosciamo sicuramente il ruolo importante che i Consorzi svolgono in Veneto, con una efficienza ben superiore ad altre regioni italiane, dove ci sono problemi molto più gravi. Ma le questioni che solleviamo non sono per nulla trascurabili. Oltretutto, sarebbe necessario  un maggior coordinamento tra i diversi enti e un'omogeneità di trattamento per i lavoratori, mentre fino ad oggi ogni Consorzio fa storia a sé".

Siglato Ccnl operai agricoli e florovivaisti, soddisfazione dei sindacati

È stato siglato nella notte a Roma, presso la sede di Confagricoltura, il rinnovo del contratto nazionale degli operai agricoli e florovivaisti, scaduto a dicembre 2021 e in vigore fino al 2025, che interessa un milione di lavoratrici e lavoratori del comparto.

Ne danno notizia le segreterie nazionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil

Nel rinnovo contrattuale è previsto un aumento salariale del 4.7% nel biennio che sarà erogato in tre tranche: il 3% a partire da giugno 2022, l’1,2% da gennaio 2023 e lo 0,5 a giugno 2023. Elemento innovativo è l’impegno ad incontrarsi a settembre 2023 per verificare l’inflazione reale del biennio e rivalutare l’adeguamento economico.

Tra i punti qualificanti del rinnovo si conferma il modello contrattuale che si articola a livello nazionale e provinciale. Per evitare ulteriori futuri ritardi nei rinnovi dei CPL, è stato definito che gli effetti economici abbiano decorrenza nell’ambito del biennio di riferimento.

Grande rilievo viene dato alla bilateralità e al ruolo degli Ebat, con una serie di misure che prevedono il rafforzamento dell’integrazione fra scuola e lavoro e l’accesso prioritario alla formazione e all’informazione sui temi della salute e della sicurezza. É stata inoltre inserita l’opportunità di effettuare un monitoraggio, anche attraverso l’Eban, per verificare le trasformazioni delle casse extra-legem in Ebat e viene rafforzato lo strumento delle convenzioni, utile alla salvaguardia e alla stabilizzazione occupazionale.

Tra le novità in tema di welfare, un’integrazione del 20%, che si aggiunge all’80% attualmente riconosciuto dall’INPS, per i cinque mesi di maternità obbligatoria; per gli operai a tempo indeterminato, il riconoscimento di un assegno di solidarietà non solo per gravi patologie ma anche per interventi chirurgici e l’istituzione della Cassa Rischio Vita; l’aumento da due a tre mesi dell’indennità per lavoratrici vittime di violenza di genere.

Un altro elemento fortemente richiesto dalle parti sociali, e inserito nel contratto, è l’aggiornamento di alcuni profili all’interno della classificazione, in particolar modo per gli operai florovivaisti.

“Esprimiamo soddisfazione per i risultati ottenuti in questo rinnovo che giunge a soli cinque mesi dalla scadenza – dichiarano Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – e che rappresenta un segnale importante per gli operai agricoli che si sono affermati come essenziali anche durante la pandemia. L’accordo raggiunto è il compimento di un percorso durante il quale avevamo avanzato nella piattaforma unitaria proposte responsabili e aggiornate al contesto economico del comparto agricolo. Apprezziamo la disponibilità e il buon senso dimostrato dalle controparti nel riconoscere le giuste tutele, anche dal punto di vista economico, necessarie per rafforzare la capacità di acquisto dei lavoratori, di fronte alle tante sfide dovute anche alla crisi internazionale”.

Giovanni Acco è il nuovo Segretario Generale della Flai Cgil Padova

Govanni Acco è il nuovo segretario generale della Flai Cgil di Padova. A deciderlo, l’assemblea Generale della categoria che si è svolta presso l’agriturismo la Scacchiera di Padova lunedì l’11 settembre.

Nel corso dell’assemblea, cui hanno partecipato 26 dei 37 componenti, alla presenza della Segretaria Nazionale della Flai Silvia Guaraldi e dopo che la stessa lo ha proposto come candidato su invito dei centri regolatori e con l’avvallo della Commissione dei Saggi nominata per l’occasione, si è svolta la votazione che all’unanimità ha decretato l’elezione di Giovanni Acco a nuovo Segretario Generale della Flai Cgil Padova.

Giovanni Acco che subentra a Francesca Crivellaro, andata in pensione, ha 59 anni ed è di Montecchio Maggiore (VI). Inizia a lavorare in un’azienda metalmeccanica ed elettronica ed entra in Cgil, come RSA della Fiom, nell’88. Alla Flai Cgil di Padova arriva, dalla Fiom di Verona, nel 2018.

“Anni trascorsi molto velocemente – ha detto nella sua relazione il nuovo Segretario Generale – quelli passati da quando sono arrivato in questa categoria. Anni in cui ho vissuto e condiviso un percorso, soprattutto umano, tra compagne e compagni, fatto di storia politica sindacale, di condivisione, di discussione, di lotta e di impegno: tutto questo l’ho vissuto grazie a Francesca, a Giuliano, a Simonetta, a Genny e Valeria che mi hanno accolto e accompagnato in questa nuova esperienza”.

Nel corso della relazione, molti i punti toccati da Giovanni Acco che ha ripercorso i tratti di un settore, decisamente molto importante tanto da essere definito “primario”, che negli ultimi anni ha avuto delle notevoli trasformazioni ma che purtroppo ha mantenuto una costante: l’inadeguatezza dei salari.

“Siamo di fronte infatti al paradosso che mentre, da una parte, aumentano gli orari, la flessibilità, la fatica, dall’altra sono sempre meno coloro che beneficiano dei profitti dell’impresa. Per questo parliamo spesso di lavoro povero, sottopagato. In agricoltura siamo arrivati al limite: chi fa la raccolta prende 6,50 euro lordi che diventano spesso i 4/5 netti sommersi. Dopo la pandemia il padronato e le multinazionali hanno alzato ancora di più la testa e non possiamo nascondere che tutto ciò deriva anche dalle difficoltà dettate dalla crisi pandemica e oggi purtroppo non possiamo aspettarci nulla di diverso con l’avvento della guerra”.

E ricordando l’impatto della pandemia sul mondo del lavoro Giovanni Acco ha sottolineato:

“La CGIL in questa fase emergenziale e inedita ha saputo svolgere un ruolo fondamentale: in un serrato confronto con i governi le parti sociali e le istituzioni, siamo riusciti ad ottenere i protocolli sulla sicurezza, abbiamo resistito nei luoghi di lavoro con i delegati di fronte all’arroganza delle imprese che pensavano solo alla propria produzione industriale e al profitto. È con questa fatica abbiamo rimesso al centro la sicurezza, i lavoratori e il lavoro. Però questo non è stato sufficiente e non è ancora sufficiente. Dobbiamo essere in grado di rimettere in moto le nostre capacità e le nostre intelligenze per affrontare nuove sfide e per portare avanti un’idea diversa del mondo. L’isolamento e l’impotenza dell’umanità durante la pandemia mondiale avrebbero dovuto e potuto far capire qualcosa e cioè che nessuno si salva da solo”.

Una lezione che però non si è voluto imparare e che motiverà ancora di più il nuovo Segretario Generale, la categoria e l’intero sindacato a fare la propria parte contro questo stato delle cose e ha concluso ricordando l’insegnamento Di Vittorio:

“I padroni non considerano il lavoratore un uomo. Lo considerano una macchina, un automa. Ma il lavoratore non è un attrezzo qualsiasi. Non si affitta, non si vende. Il lavoratore è un uomo. Ha la sua personalità, un suo amor proprio, una sua opinione politica, una sua fede religiosa e vuole che questi sui diritti vengano rispettati da tutti e in primo luogo dal padrone”.

Un impegno, ha garantito il nuovo Segretario Generale della Flai Cgil di Padova, Giovanni Acco, che sarà sempre al centro dell’azione politica e agire quotidiano dell’intera categoria.

Assemblea Organizzativa Flai Cgil: il Caporalato come “fil rouge” che ha legato le varie fasi del dibattito

Assemblea organizzativa della Flai Cgil di Padova, mercoledì 6 settembre, nello spazio esterno del Ristorante Etico “Strada Facendo” di Via Chiesanuova, a cui oltre ai vertici provinciali, regionali e nazionali – rappresentati, nell’ordine, da Francesca Crivellaro, Segretaria Generale della Flai Cgil Padova, Giosuè Mattei, Segretario Generale Flai Cgil Veneto e Pietro Ruffolo, Responsabile Politiche Europee Flai Cgil Nazionale – ha presenziato il sociologo Marco Omizzolo che ha parlato del caporalato, un fenomeno odioso ma che purtroppo ha assunto i caratteri della sistemicità dal momento che ormai si è diffuso, dal Sud al Nord, in tutti gli angoli del Paese e ormai ha travalicato quelli che erano i settori in cui era endemico, vale a dire, soprattutto, l’ agricoltura, ma anche l’edilizia o la logistica. Un’evidenza portata alla luce recentemente dal caso Grafica Veneta, ossia dallo scandalo che ha dimostrato di come il fenomeno abbia raggiunto anche settori che si credevano immuni, vale a dire quello della stampa.


E per parlare del fenomeno era difficile invitare qualcuno di più esperto di Marco Omizzolo, il sociologo che anni fa si è mescolato tra i migranti che ogni anno raccolgono ortaggi nelle campagne dell’Agro Pontino e che con loro ha lavorato per oltre un mese. Sempre che lavoro possa essere definito stare chino sui campi per 14 ore al dì, sette giorni su sette, per essere pagati circa 400 euro al mese e dover chiamare “padrone” colui che ogni giorno ti carica su un furgone, ti controlla e ti minaccia. Un’inchiesta che ha portato i braccianti a ribellarsi allo stato di schiavitù in cui molti di loro erano ridotti e che ne ha portato circa 5 mila in piazza, a Latina, a protestare. Ma non solo: anche a degli arresti e ad un processo con delle condanne. Un’esperienza raccontata nella sua ultima fatica letteraria, “Sotto padrone”.

 
Pubblichiamo il video integrale con l'intervento "Esperienze e Luoghi del Sindacato di Strada" di Marco Omizzolo.