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Zuccherificio di Pontelongo, Flai Cgil Padova: "Non si fermi il cuore dolce del Veneto"

La sospensione della campagna bieticola 2026 mette a rischio 200 posti di lavoro e il futuro di un’intera filiera. La Flai Cgil Padova alza la voce: “Difendere lo stabilimento significa difendere il territorio e la sovranità alimentare del Paese”.

Il fumo che esce dai camini dello zuccherificio di Pontelongo, dal 1910, non è solo vapore: è il respiro di una comunità intera. Per oltre un secolo, i ritmi del paese sono stati scanditi dalle stagioni della barbabietola, un legame profondo tra terra e industria che oggi rischia di spezzarsi. La decisione di Coprob-Italia Zuccheri , comunicata lo scorso 22 febbraio, di sospendere l’attività di trasformazione per il 2026 ha fatto piombare il gelo sulla Bassa Padovana, aprendo una crisi che va ben oltre i confini locali e investe l'intero comparto saccarifero nazionale.

Come si è arrivati alla crisi

Le radici di questa tempesta intrecciano cambiamenti climatici, normative europee e dinamiche di mercato globale. Negli ultimi due anni, il settore ha subito colpi durissimi: da un lato, eventi atmosferici estremi che hanno flagellato le colture; dall’altro, l'impossibilità di utilizzare molecole efficaci per contrastare i parassiti, vietate dalle norme comunitarie senza alternative valide. Questa combinazione ha spinto molti agricoltori ad abbandonare la barbabietola, portando le superfici coltivate nel bacino veneto a contrarsi drasticamente, passando dai 30 mila ettari necessari per la piena operatività dello stabilimento ai circa 19 mila attuali. A complicare il quadro, la pressione delle importazioni a basso costo ha reso il mercato dello zucchero instabile, spingendo la cooperativa verso la scelta di concentrare la produzione nel sito emiliano di Minerbio.

L’esplosione della crisi

L'annuncio della sospensione stagionale è stato un fulmine a ciel sereno per le lavoratrici e i lavoratori. “Stiamo parlando – interviene Giuliano Carraro, Segretario Generale della Flai Cgil Padova – di circa 200 persone, tra dipendenti fissi e stagionali, a cui si aggiunge un indotto vastissimo fatto di trasportatori, contoterzisti e aziende agricole. La chiusura temporanea di quello che è l'ultimo baluardo della trasformazione saccarifera in Veneto non è solo un problema aziendale, ma un colpo letale per la biodiversità agricola e per il Made in Italy. Senza la garanzia di un presidio industriale vicino, il rischio concreto è che i coltivatori abbandonino definitivamente la barbabietola, rendendo la chiusura, per ora temporanea, una condanna definitiva per tutto il territorio”.

Il presidio dei sindacati e le prospettive future

Davanti ai cancelli di via Zuccherificio, la nebbia del mattino di giovedì 26 febbraio è stata squarciata dalla mobilitazione compatta di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila. Un presidio partecipato, a cui hanno partecipato anche la sindaca di Pontelongo, Lisa Bregantin, e il sindaco del vicino comune di Porto Viro, Mario Mantovan, dove la preoccupazione ha lasciato il posto alla determinazione di chi non vuole vedere morire un pezzo di storia e di reddito.

“A nostro avviso – ha spiegato il Segretario della Flai Cgil Padova, Giuliano Carraro – le responsabilità di questa crisi partono sia dalla Coprob che non ha mai affrontato veramente un investimento a livello tecnologico, sia in parte dalla Regione Veneto, soprattutto se guardiamo a come si è comportata la vicina Regione Emilia che, al contrario di noi, fin da quanto ci sono stati i primi segnali di crisi del settore ha prontamente iniziato ad investire in sostegni all’agricoltura della barbabietola, per dare sicurezza agli agricoltori e far aumentare le semine. Qui da noi, solo recentemente, a situazione ormai compromessa, il neo Presidente della Regione, Stefani, ha investito 600 mila euro nel settore. Una mossa indubbiamente che va nella giusta direzione ma insufficiente e soprattutto tardiva. In realtà di tutta questa vicenda la Regione se ne sarebbe dovuta occupare ancora quando governava la Giunta precedente”.

“Come sindacati – conclude Carraro – chiediamo ora un impegno immediato e un tavolo istituzionale per capire cosa succederà non solo nel 2026, ma soprattutto nel 2027. La sfida è di visione: decidere se lo zucchero debba rimanere un ingrediente della nostra sovranità alimentare o se siamo disposti a svendere un secolo di civiltà industriale lasciando nel limbo 200 lavoratori, e quindi 200 famiglie, che chiedono solo certezze per il proprio futuro. Una tragica prospettiva che combatteremo fino alla fine”.

Il Servizio di Telenordest sul presidio tenuto ieri davanti allo zuccherificio di Pontelongo

Inchiesta Report sull’azienda Menesello, Flai Cgil Padova: “Sconcertante il degrado all’azienda: intervengano subito gli organi di controllo per tutelare la salute di lavoratrici e lavoratori”

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova con la posizione della Flai Cgil Padova sulla vicenda scoperta da Report all'allevamento Menesello di Lozzo Atestino

Alla luce dei fatti emersi dall’inchiesta giornalistica di Report, la Flai Cgil Padova esprime profondo sconcerto per la denuncia riguardo la grave situazione di degrado documentata all’interno dell’azienda avicola Menesello di Lozzo Atestino. “L’indagine – spiega il Segretario Generale della Flai Cgil Padova, Giuliano Carraro – ha mostrato condizioni igienico-sanitarie estremamente critiche, caratterizzate dalla presenza di carcasse di animali, accumuli di liquami, carenze nelle misure di biosicurezza e ambienti di lavoro potenzialmente pericolosi. Una situazione di tale gravità non riguarda esclusivamente il benessere animale, ma configura una vera e propria emergenza per la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati nell’azienda”.

“Una situazione critica – prosegue Carraro – che i cittadini e comitati del territorio denunciano da anni, resa ancor più grave da un contestato ampliamento dell’attività che ha portato il numero di capi a oltre un milione di galline, peraltro in un’area fragile come quella dei Colli Euganei. L’ottima inchiesta giornalista ha reso finalmente visibili dubbi e perplessità su un modello produttivo che per troppo tempo è rimasto senza risposte adeguate, alimentando inoltre il pericoloso rischio di una proliferazione del contagio biologico verso gli altri allevamenti del territorio”.

“È inaccettabile – attacca Giuliano Carraro – che nel 2026 possano ancora esistere luoghi di lavoro in simili condizioni, dove la tutela della salute e della sicurezza del personale viene considerata un optional e non una priorità assoluta. Non è possibile parlare di eccellenza produttiva quando vengono meno i diritti fondamentali e la dignità del lavoro. Per queste ragioni, chiediamo con forza l’attivazione immediata di controlli approfonditi da parte di ULSS, Ispettorato del Lavoro, INAIL, NAS e ARPAV, non solo per l’azienda Menesello ma per l’intero settore”.

“È necessaria una verifica rigorosa del rispetto delle normative vigenti – conclude il Segretario Generale della Flai Cgil Padova – e l’adozione di misure urgenti di tutela affinché le lavoratrici e i lavoratori non siano più esposti a rischi sanitari inaccettabili. Come categoria sindacale che tutela i lavoratori del settore continueremo a monitorare con estrema attenzione l'evolversi della situazione e restiamo disponibili a sostenere ogni iniziativa necessaria per garantire la sicurezza e la dignità del lavoro, valori che non possono mai essere sacrificati in nome del profitto come purtroppo sta dimostrando questo caso”.

Kioene, prime elezioni RSU: un seggio alla Flai Cgil. Eletta l’operaia Trandafir Madalina Andrea alla sua prima candidatura

Si sono concluse ieri le prime elezioni (svoltesi in due tornate di cui la prima la settimana scorsa) della RSU nella storia di Kioene, realtà di primo piano nel settore alimentare italiano, con la sede a Villanova di Camposampiero e con circa 150 lavoratori dipendenti, più approssimativamente altrettanti in somministrazione. L’esito del voto - a cui hanno partecipato 92 lavoratori diretti - ha assegnato tre seggi alla Fai Cisl e uno alla Flai Cgil, delineando una rappresentanza pluralista e un nuovo assetto nelle relazioni sindacali aziendali.

A conquistare il seggio della Flai Cgil è stata Trandafir Madalina Andrea, unica operaia candidata e protagonista di un risultato particolarmente significativo: alla sua prima candidatura, è riuscita a ottenere la fiducia dei lavoratori e a entrare in rappresentanza al primo tentativo.

Secondo Giuliano Carraro, Segretario generale della Flai Cgil di Padova, «l’elezione di Madalina è un segnale importante di fiducia verso una lavoratrice giovane, determinata e radicata nella produzione. La sua presenza in RSU porta una voce autentica di fabbrica, capace di rappresentare bisogni, ritmi e priorità del lavoro quotidiano. È un valore aggiunto per tutti».

L’esito di queste prime elezioni viene considerato un passo avanti verso un modello partecipativo più maturo. «Una rappresentanza plurale – sottolinea Carraro Giuliano – aiuta a rafforzare il confronto e può contribuire positivamente alla qualità organizzativa. In un’azienda come Kioene, che si rivolge a un mercato attento a etica, sostenibilità e qualità, il dialogo sociale è un asset strategico».

Il sindacato ringrazia lavoratrici e lavoratori, la Commissione elettorale, gli scrutatori e tutti i candidati per «la serietà e la trasparenza del processo».

Le RSU elette resteranno in carica tre anni: «Ora – conclude Carraro Giuliano – si apre la fase del dialogo costruttivo, con l’obiettivo di migliorare l’ambiente di lavoro e contribuire alle performance di qualità e produttività che contraddistinguono le eccellenze italiane».

Flai Cgil Padova: Giuliano Carraro è il nuovo Segretario Generale. Succede a Giovanni Acco, andato in pensione e passato allo SPI Cgil

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sull'elezione di Giuliano Carraro come nuovo Segretario Generale della Flai Cgil Padova

Giuliano Carraro: “Un impegno nel segno della continuità come risposta, collettiva e organizzata, contro lo sfruttamento e la disumanità del lavoro”

La Flai Cgil Padova annuncia l'elezione di Giuliano Carraro a nuovo Segretario Generale della categoria. L'Assemblea Generale ha votato all'unanimità l'incarico nella giornata di ieri, lunedì 14 luglio, affidando la guida della Flai padovana a una figura di provata esperienza e dedizione al sindacato. Giuliano Carraro subentra a Giovanni Acco, che dopo anni di prezioso servizio alla categoria è andato in pensione e ha recentemente assunto un incarico nella Segreteria Provinciale dello Spi Cgil Padova.

Quarantaduenne, padovano, Giuliano Carraro ha iniziato il suo percorso in Cgil nel 2008. Da delegato sindacale della Flai – la categoria che rappresenta i lavoratori agricoli, dei bacini di bonifica e forestazione e dell'industria agro-alimentare – ha scalato negli anni tutte le posizioni, arrivando infine al vertice. Vale la pena sottolineare che il settore agro-industriale nella provincia di Padova è un comparto strategico e complesso, con 708 imprese alimentari industriali (pari al 19% del totale veneto), 1.318 imprese artigiane alimentari con 5.464 addetti (panificatori, pasticceri, gelatai, birrai, casari), oltre 8.500 lavoratrici e lavoratori agricoli (di cui almeno 6.300 stagionali) e 1.250 addetti nei Consorzi di Bonifica e Forestazione, molti dei quali con contratto stagionale.

"Sono onorato di questo incarico e desidero ringraziare di cuore Giovanni Acco per il lavoro straordinario svolto in questi anni – ha dichiarato Giuliano Carraro – e dico fin da subito che è mia intenzione proseguire con determinazione lungo il solco da lui tracciato, visti gli ottimi risultati raggiunti. Tra questi, spicca quanto raggiunto alla Peroni di Padova, con l'applicazione del CCNL Industria Alimentare, per i lavoratori della ditta in appalto 5B che gestisce il magazzino esterno, ottenuta nel 2024 dopo una lunga e complessa vertenza. Inoltre, sempre alla Peroni, siamo prossimi a concludere una trattativa per un premio integrativo con obiettivi specifici per il settore e un Premio Integrativo di 2.100 euro".

"Voglio anche ricordare – ha aggiunto Carraro – il caso di Agricola Grains, una delle poche realtà di Industria Alimentare della Bassa Padovana, dove abbiamo dato un esempio concreto del nostro operato. Di fronte al fallimento aziendale e a un buco di bilancio di 30 milioni di euro, siamo riusciti, non senza molte difficoltà e grazie all'unità di crisi della Regione Veneto, ad attivare la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) per 12 mesi, posticipando di un anno l'accesso alla disoccupazione NASPI per i lavoratori coinvolti".

“E poi – ha proseguito il nuovo Segretario Generale – voglio ricordare il significativo successo del primo sciopero delle Cooperative Agricole, organizzato da noi, per il rinnovo del contratto nazionale. Alla Ortoromi di Borgoricco, per esempio, nonostante le lavoratrici siano a contratto stagionale e precario, l'adesione allo sciopero è stata altissima. Come l’altro importante traguardo che abbiamo raggiunto alla Kioene, azienda conosciuta per i suoi prodotti vegani e da sempre nettamente contraria alla nostra presenza al suo interno, dove dopo molti anni siamo riusciti a sindacalizzare una parte di lavoratori e abbiamo avviato l'iter per le elezioni RSU, un passo fondamentale per la rappresentanza e la tutela dei diritti".

“La Flai Cgil Padova si impegna a proseguire su questa strada, con l'obiettivo di aumentare il numero degli iscritti e sindacalizzare nuove aziende – ha concluso Giuliano Carraro – e continuando a impegnarci al massimo sia per la sicurezza nei luoghi di lavoro che per il contrasto al caporalato. Proprio per contrastare questo inaccettabile fenomeno creeremo una rete tra Ufficio Vertenze, INCA, CGIL, Ufficio Immigrazione e cooperative sociali con l'obiettivo di rafforzare la tutela dei lavoratori agricoli stranieri, combattere il caporalato e l'intermediazione illecita. È fondamentale ricordare che quando un lavoratore denuncia, spesso perde non solo il lavoro ma anche l'abitazione. È compito nostro seguire e tutelare il lavoratore a 360 gradi, affinché possa avere un alloggio e un nuovo lavoro per vivere con dignità. Attraverso il patronato INCA e l'ufficio immigrazione, potrà accedere ai vari sussidi e espletare le procedure per il permesso di soggiorno. Nel frattempo, avvieremo la vertenza sindacale per il recupero del salario e, se necessario, la denuncia di sfruttamento tramite lo Studio Paggi, specializzato sulla legge 199. Organizzeremo il coraggio e costruiremo, giorno dopo giorno, una giustizia che non si compra: quella dei giusti tempi di lavoro, del salario equo, della sicurezza garantita e della dignità che non si appalta e non si umilia. Alla lotta compagni!”

Elezioni RSU alla Società Agricola “La Pellegrina” (Gruppo Veronesi) di San Pietro in Gu: la Flai Cgil stravince con percentuali bulgare

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova alla vittoria della Flai Cgil alle elezioni RSU nell'az. agricola "La Pellegrina"

Flai Cgil Padova: “Passiamo dal 55% all’80%. Una grande vittoria frutto dell’impegno e attenzione delle RSU nel supportare le esigenze dei lavoratori”

Una vittoria senza se e senza ma. La Flai Cgil di Padova, non solo si conferma il primo sindacato all’interno della Società Agricola “La Pellegrina” di San Pietro in Gu – azienda che opera nel settore dell’avicoltura e che appartiene al Gruppo Veronesi – ma incrementa anche i propri voti passando dal 55% all’80%. Infatti su 49 voti validi, la Flai Cgil ne conquista 40 e la Cisl Fai 9, eleggendo così due RSU su tre.

“Si tratta di un risultato – dice Giovanni Acco, Segretario Generale della Flai Cgil Padova – che conferma l’ottimo lavoro svolto, in questi anni, dal gruppo RSU nel portare avanti con attenzione e dedizione le istanze di lavoratrici e lavoratori ma non solo: viene premiata anche la loro e nostra capacità di coinvolgere i dipendenti su temi e questioni sindacali che vedono la nostra organizzazione impegnata a livello nazionale. Una fiducia che per noi è fondamentale e che ci dà energia nel perseguire i nostri obiettivi”.

“Non dimentichiamo – prosegue Giovanni Acco – che stiamo parlando di un lavoro e di un’azienda che richiede a tutte e tutti grandi sacrifici, impegno e professionalità. Il ruolo del sindacato in questo senso è fondamentale per riuscire a coniugare il grande impegno lavorativo che quotidianamente viene richiesto con le esigenze personali e familiari dei dipendenti, obiettivo che si raggiunge attraverso un miglioramento delle condizioni lavorative sia sotto il profilo organizzativo che economico”.

“Come Flai Cgil di Padova – conclude il rappresentante sindacale – voglio quindi esprimere grande soddisfazione per questa grande vittoria e ringraziare delegate e delegati, lavoratrici e lavoratori che ci hanno dato la loro fiducia. In particolare, un ringraziamento speciale a Mauro, Lavinia e Diego. Da parte nostra promettiamo di continuare nell’impegno di aumentare il livello di partecipazione e di coinvolgimento dei dipendenti su tutte le questioni di natura lavorativa che emergeranno in futuro, ben consci che la democrazia partecipativa è lo strumento migliore per garantire un miglioramento delle condizioni lavorative di tutte e tutti”.

Elezioni Rsu alla Peroni: vince la Flai Cgil con il 76%. Eletti tre delegati su quattro

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla vittoria della Flai Cgil alle elezioni per le RSU in Peroni

Flai Cgil Padova: “Un ottimo risultato. Ora avanti con il confronto con l’azienda per migliorare le condizioni di lavoro di lavoratrici e lavoratori su orari, flessibilità, precarietà e salari”

Si sono concluse ieri sera, allo stabilimento della Birra Peroni in via Prima Strada a Padova, le votazioni per le elezioni dei Rappresentanti Sindacali Unitari (RSU) in azienda. Il verdetto è stato netto e ha decretato una chiara vittoria della Flai Cgil che è risultata essere l’organizzazione sindacale più rappresentativa in azienda con oltre il 76% dei voti, eleggendo tre delegati su quattro. Questo il quadro finale: Votanti 116. Alla Flai Cgil 83 voti, alla Uila Uil 15 voti e alla Fai Cisl 14 voti.

“Si tratta – dice Giovanni Acco, Segretario Generale della Flai Cgil Padova – di un ottimo risultato che migliora, e non era facile, l’altrettanto lampante vittoria che avevamo ottenuto nella tornata elettorale precedente. Una vittoria molto significativa, raggiunta al termine di una campagna elettorale dove erano stati messi in campo tutti i mezzi possibili al fine di crearci problemi e impedirci di raggiungere questo eccellente risultato”.

“Altro motivo di soddisfazione – aggiunge il sindacalista della Cgil di Padova – è che due dei tre delegati che abbiamo eletto (Cacace Tiziano, Peraro Simone e Boscolo Marchi Filippo i loro nomi) sono di giovane età e questo rappresenta un valore aggiunto se guardiamo le cose in prospettiva futura. Un altro ottimo risultato raggiunto grazie all’impegno profuso e la tenacia dimostrata in questi ultimi mesi di cui vanno ringraziati i delegati e la segreteria provinciale della Flai Cgil, in particolare il compagno Giuliano Carraro”.

“Nei prossimi giorni – conclude Giovanni Acco – riapriremo un serrato confronto con la Direzione Aziendale che per noi della Flai Cgil Padova non può che andare verso una direzione obbligata, ossia il miglioramento delle condizioni lavorative dei dipendenti. Questo significa che ci concentreremo su determinati temi come gli orari di lavoro, in particolare per una riduzione dell’estrema flessibilità che impongono a lavoratrici e lavoratori, sulla precarietà che va assolutamente diminuita e per un incremento del livello dei salari, fortemente erosi dalla spinta inflazionistica registrata negli ultimi anni”.

Agricola Grains: dopo la messa in liquidazione, lavoratrici e lavoratori in ansia per il proprio futuro. Lunedì 30 settembre l'assemblea con Flai Cgil e Fai Cisl

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sull'assemblea delle lavoratrici e lavoratori di Agricola Grains

Assemblea sindacale con Cgil e Cisl per informare i dipendenti sulla difficile situazione venutasi a creare: “Il prossimo incontro sarà decisivo per conoscere le scelte del Curatore Fallimentare”

Si è svolta nella giornata di lunedì 30 settembre, presso la sede di Arre, l’assemblea delle lavoratrici e lavoratori dell’Agricola Grains, l’Azienda che il 23 settembre scorso è stata posta in liquidazione giudiziale dal Tribunale di Padova mettendo, almeno temporaneamente, la parola fine ad una realtà produttiva con oltre 50 anni di storia nella raccolta e vendita di cereali. Una crisi che ormai durava da almeno un paio d’anni e che ora con l’entrata in scena di un curatore fallimentare ha lasciato tutti i dipendenti (circa una trentina) in ansia per il proprio futuro lavorativo e pieni di interrogativi sulle procedure riguardanti gli ammortizzatori sociali che dovrebbero entrare in funzione da qui in avanti.

A rispondere alle loro domande i sindacalisti Giuliano Carraro della Flai Cgil Padova e Giuseppe Narzisi della Fai Cisl Padova e Rovigo che oltre a ribadire il loro impegno per il mantenimento dei posti di lavoro e il proseguimento dell’attività lavorativa, non hanno però nascosto la difficile situazione che si è venuta a creare, la cui soluzione dipenderà in gran parte dalle scelte che farà il curatore fallimentare con cui il prossimo 9 ottobre ci sarà un incontro. “Si tratta di un incontro – hanno spiegato Carraro e Narzisi – che abbiamo chiesto potesse svolgersi il prima possibile proprio per cercare di avere gli elementi necessari a togliere i dipendenti dallo stato di incertezza in cui si trovano. Sappiamo che le lettere di sospensione dall’attività lavorativa sono già state mandate loro, ora ci sono al vaglio diversi scenari riguardanti gli ammortizzatori sociali e i loro termini che dipendono dalle valutazioni che farà il Curatore”.

“Per questo motivo – concludono i due sindacalisti – il prossimo sarà un incontro molto importante. In quella sede chiederemo al curatore l’impegno all’utilizzo della Cigs (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) come ammortizzatore sociale e cercheremo di avere rassicurazioni anche riguardo ai tempi di preavviso di licenziamento da dare all’azienda per quelle lavoratrici e lavoratori che troveranno occupazione altrove”. 

 

Rinnovo del Contratto Provinciale dei Lavoratori Agricoli e Florovivaisti ancora in alto mare: ieri la protesta in Piazza di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sul presidio di ieri di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil in Piazza dei Signori
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In seguito all’impasse nella trattativa per il rinnovo del contratto provinciale del settore agricolo per la provincia di Padova, ieri, mercoledì 31 luglio, le Organizzazioni sindacali della categoria del settore Agroalimentare Flai CgilFai Cisl e Uila Uil  hanno aderito allo sciopero nazionale e organizzato, come in tutte le province del Veneto, un presidio/sit in Piazza dei Signori, durante il quale sono stati offerti gratuitamente ai cittadini incuriositi frutta e verdura locali e cogliendo l’occasione per spiegare loro le ragioni della protesta.

In sostanza, i sindacati confederali accusano le associazioni datoriali – cioè ConfagricolturaColdiretti e Cia – di offrire risorse insufficienti per un accordo, che potrebbe migliorare le condizioni di migliaia di addetti in tutto il padovano, oltre a favorire azioni concrete a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e a porre un argine al caporalato e allo sfruttamento. Una protesta che in provincia di Padova riguarda circa 10 mila lavoratrici e lavoratori, di cui almeno 8 mila stagionali (quindi, con meno tutele).

Dice Giovanni Acco, Segretario Generale della Flai Cgil Padova: “L’ultimo incontro risale a lunedì 29 luglio e proprio in quell’occasione abbiamo avuto modo di misurare la distanza tra le nostre richieste, assolutamente ragionevoli, e la posizione di Confagricoltura, Coldiretti e Cia che di fatto non sono disposte a concederci neanche la metà di quanto chiediamo. Noi abbiamo chiesto un aumento dello stipendio di 120 euro, loro al massimo arrivano a 96 euro, comprensivo del 3,5% (circa 50 euri lordi) previsto dal contratto nazionale per rispondere all’inflazione degli ultimi anni. Noi oltre a quello chiedevamo un ulteriore aumento del 6% che contiene il calcolo dell’Ipca (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato), in modo da permettere a lavoratrici e lavoratori di superare i 1100 euro al mese, cifra con cui non si riesce ad arrivare a fine mese.”.

“Davanti a questo scostamento tra inflazione e salari – prosegue e conclude Giovanni Acco – la nostra risposta non può  che essere la mobilitazione. Capiamo che il settore viva delle difficoltà ma non è accettabile che tutti i problemi della filiera si scarichino sempre sull’anello più debole, cioè lavoratrici e lavoratori. In questo modo, oltre a moltiplicarsi le zone nere o grigie dove si diffondono caporalato e lavoro nero, il settore continuerà ad essere sempre meno attrattivo e vedrà sempre più difficoltà a trovare la manodopera. E le Associazioni Datoriali devono capire che senza manodopera, le imprese del settore sono destinate a scomparire”.

Il servizio di Telenordest sul presidio di ieri di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil in Piazza dei Signori