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VDC EX ANSELMI – ZEN: PROSEGUE LO STATO DI AGITAZIONE ANCHE A FRONTE DI UN ULTERIORE LICENZIAMENTO

Nella giornata di oggi si è venuti a conoscenza di un quarto licenziamento, un dipendente di 61 anni, ancora distante dalla pensione, è stato raggiunto da questa infausta notizia. 

Nonostante la mobilitazione l’azienda in questi giorni non si è fatta sentire nonostante fornitori e clienti inizino a domandarsi e a domandare cosa stia succedendo e come mai si stanno prendendo provvedimenti di questo tipo.

Lo stato di agitazione delle due aziende procederà anche nei prossimi giorni, fino alla risoluzione del problema e alla reintegrazione dei 4 dipendenti. In questi giorni, a tutte le ore, stanno arrivando alla VDP ex Anselmi e alle Officine Zen gesti e segni di solidarietà dai lavoratori di altre fabbriche, delegati sindacali, sindaci, istituzioni e preti. 

Delegazioni della Carel, della Maschio Gaspardo e della Antonio Carraro hanno portato sostegno ai compagni in lotta.

In queste ore si stanno fissando i primi scioperi nelle altre fabbriche, domani iniziano ad incrociare le braccia i lavoratori della Fast di Montagnana.

Il 22 ottobre era stato già da tempo programmato (e non ha avuto disdetta) un incontro con la direzione dell’Anselmi e sembrerebbero dover arrivare entro fine mese le convocazioni in ITL.

La Fiom e la Fim di Padova come organizzazioni sindacali danno il loro totale sostegno, sotto ogni punto di vista, ai lavoratori coinvolti nella convinzione che questi licenziamenti debbano essere ritirati al più presto, in quanto, gesti come questo manifestano solamente un’incapacità dell’azienda di voler affrontare con il sindacato le sfide per il rilancio dell’azienda.

 

Padova 15/10/2019                                              

Fim e Fiom di Padova

OFFICINE ZEN E FONDERIA ANSELMI IN SCIOPERO AD OLTRANZA PER IL REINTEGRO DEI 3 DIPENDENTI LICENZIATI

Sabato 12 ottobre 3 lavoratori della VDC spa (ex Anselmi) facente parte del gruppo VDP fonderie Spa di Schio (VI) hanno ricevuto la lettera di avvio procedura di licenziamento individuale. 

I lavoratori coinvolti sono un invalido, un’impiegata e una delegata sindacale.

Tale situazione avviene dopo mesi di discussione con la proprietà sui livelli occupazionale e sul futuro industriale del sito di Camposampiero.

Dal 1° ottobre 2019 anche le Fonderie Zen sono entrate a far parte del gruppo VDP fonderie Spa di Schio (VI). Fino ad oggi però né per la VDC spa né per le Officine Zen Fonderia srl sono stati esplicitati i piani industriali e le ricadute occupazionali dei siti padovani. 

Inoltre sono state molte le occasioni in cui la proprietà ha manifestato intolleranza nei confronti delle rappresentanze sindacali.

La Rsu, le organizzazioni sindacali e i lavoratori dei siti padovani sono convinti che il modo in cui questi 3 licenziamenti sono stati comunicati siano la dimostrazione di un atto padronale e repressivo perpetuato contro la forza lavoro.

Oggi i lavoratori VDC riuniti in assemblea hanno deciso lo sciopero immediato ad oltranza fino al ritiro dei licenziamenti.

Anche i lavoratori delle Officine Zen Fonderia srl hanno dichiarato lo sciopero immediato e lo stato di agitazione permanente.

La riuscita della mobilitazione delle due aziende nella giornata odierna è stata totale.

I lavoratori riuniti nelle assemblee hanno dichiarato che la lotta non sarà solo per solidarietà nei confronti dei lavoratori colpiti da tali provvedimenti, ma soprattutto per rivendicare il diritto ad organizzare le aziende con i lavoratori e la loro rappresentanza e non contro di essi.

L’uso del licenziamento per scopi repressivi e antisindacali insieme ai cambiamenti peggiorativi delle norme sui licenziamenti (Fornero e Jobs Act) rende necessaria una presa di posizione di Fim, Fiom e Uilm provinciali di Padova che dichiarano unitariamente lo stato di agitazione in tutte le aziende metalmeccaniche della Provincia con almeno un’ora di sciopero da effettuarsi nel mese di ottobre le cui modalità saranno definite nelle singole dalle RSU. Seguiranno altre iniziative di mobilitazione.

Fim Cisl Padova e Rovigo, Fiom Cgil Padova, Uilm Padova

Padova 14/10/2019

ASSEMBLEE UNITARIE NELLE AZIENDE METALMECCANICHE DELLA PROVINCIA DI PADOVA IN VISTA DEL VOTO PER LA PIATTAFORMA DEL NUOVO CCNL

In queste settimane si stanno tenendo in tutte le aziende metalmeccaniche in Italia e, quindi, anche nella nostra provincia, le Assemblee unitarie per la discussione della Piattaforma del nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro dei metalmeccanici. Entro la prossima settimana si concluderanno anche le successive operazioni di voto che chiameranno 1 milione e 300 mila lavoratori e lavoratrici del settore metalmeccanico ad esprimere la loro adesione o meno alle proposte della Piattaforma unitaria sottoscritta da Fim, Fiom, Uilm.

Rilancio industriale e occupazionale, incremento dei salari, riduzione delle tasse ai lavoratori, interventi sugli ammortizzatori sociali e azzeramento degli infortuni sono fra gli obiettivi prefissati nella Piattaforma e sono stati tra gli argomenti principali delle mobilitazioni sindacali, a partire dalla grande manifestazione di Cgil, Cisl e Uil del 9 febbraio e del 22 giugno scorsi, supportate dalle iniziative delle categorie, e dallo sciopero, con tre manifestazioni unitarie dei metalmeccanici e delle metalmeccaniche, del 14 giugno che ha visto un’ampia partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici.

La piattaforma punta ad un aumento del salario dell’8% sui minimi contrattuali, relativo al periodo 2020-2022, al miglioramento delle Relazioni industriali, dei diritti di partecipazione e delle politiche attive; alla valorizzazione della formazione per diventare il Contratto delle competenze, e alla svolta sull’inquadramento; vuole rafforzare il Welfare Integrativo e i temi dell’Ambiente, con attenzione particolare al valore fondamentale della Salute e sicurezza sul lavoro; attenzione anche al Mercato del lavoro e appalti, Orario di lavoro, Diritti e Tutele, Salario e Percorso democratico.

Durante le Assemblee nel territorio, alle quali hanno preso parte anche il Segretario generale regionale della Fiom Antonio Silvestri, il segretario nazionale della Fiom Michele De Palma, il segretario generale della Fim Veneto Massimiliano Nobis e Michele Zanocco segretario nazionale Fim, i lavoratori e le lavoratrici hanno potuto esporre tutti i loro dubbi e le domande inerenti la nuova Piattaforma per potersi chiarire le idee in vista del voto.

Il lavoro dei sindacati, dei delegati e delle delegate in questo periodo è importantissimo per poter portare alla conoscenza dei 40.000 lavoratori e lavoratrici del settore metalmeccanico della provincia di Padova la Piattaforma e permettere loro di raggiungere così una coscienza e una conoscenza reale sul futuro del lavoro nel comparto.

Loris Scarpa segretario generale della Fiom di Padova: “Il contratto nazionale esiste e esisterà perché è una conquista dei lavoratori. Il CCNL è lo strumento necessario per lavorare con dignità e con diritti. Per cui riuscire ad ottenere un CCNL che abbia al suo interno l’aumento del salario e che riduca la possibilità per le aziende di rendere precari i lavoratori è l’obbiettivo centrale che terrà assieme tutti i metalmeccanici per far progredire questo Paese.”

"Rinnovare il contratto nazionale è una priorità per le organizzazioni sindacali. La sfida che ci poniamo è dare un nuovo contratto a tutti i dipendenti del settore in un momento particolare per l'industria italiana e lo sviluppo del Paese. Siamo convinti che le nostre proposte siano più che mai attuali e legittime. Salario, conciliazione vita lavoro, inquadramento, mercato del lavoro, sono temi da cui non si può prescindere, per portare il contratto dell'industria ad un livello di qualità in linea con i tempi e l'evoluzione del mondo del lavoro.” ha dichiarato Nicola Panarella, segretario generale della Fim di Padova e Rovigo.

“Il contratto nazionale deve ridare certezze a tutti i lavoratori, solo così possiamo rilanciare la rappresentanza del sindacato unitario in tutti i luoghi di lavoro e dare la dignità di un salario giusto e stabile per tutti i lavoratori, ricordando che il contratto dei metalmeccanici è il più grande dell’industria privata.” sono le parole di Davide Crepaldi segretario generale della Uilm di Padova.

Fim Cisl Padova-Rovigo, Fiom Padova, Uilm Padova

Padova, 10 ottobre 2019       

In sciopero per il clima

Mercoledì 25 settembre, presso la Camera del Lavoro di Padova, si è tenuta una conferenza stampa per illustrare le ragioni dell'adesione della Cgil e della Fiom allo sciopero e alla mobilitazione "Friday for future".

L'appuntamento è alle 9.30 di venerdì 27 settembre in piazzale Stazione a Padova. La manifestazione si concluderà in Prato della Valle.

Alla conferenza stampa hanno partecipato Loris Scarpa, segretario generale Fiom-Cgil di Padova, Marianna Cestaro, della segreteria confederale Cgil Padova, Giuliana Beltrame, Comitato per la difesa della Costituzione - Padova, gli studenti dell’Udu di Padova.

Il 27 settembre i giovani di «Fridays for future» torneranno a scioperare e a manifestare in Italia e in tutto il mondo. La Fiom e la Cgil di Padova parteciperanno allo sciopero per intraprendere un cammino che reclama un futuro di vita e non di sopravvivenza.

Le crisi ambientali e del lavoro sono cresciute con questo modello di sviluppo che brucia ambiente e diritti delle persone, e questo non è più trascurabile.

Dopo la conferenza stampa, si tenuta un’assemblea alla Carel, un momento importante per manifestare il sostegno dei metalmeccanici a questo percorso di evoluzione della sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali.

Argomento che per la Fiom riunisce al suo interno il tema dell’innovazione ecologica con quello dell’occupazione e delle condizioni di lavoro nel mondo industriale, che ha la sua alta dose di responsabilità nei confronti dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici.

“Da qualche mese i giovani ci hanno messo di fronte a un’emergenza: il clima sta cambiando il mondo e non in meglio. Queste nuove generazioni ci chiamano, ci indicano la via della mobilitazione generale per arrestare un processo che potrebbe avere conseguenze terribili. È necessario innovare per migliorare la vita di chi lavora dentro e fuori dalle fabbriche. Se c’è un contributo da dare per migliorare il mondo in cui viviamo i metalmeccanici ci saranno, come è sempre stato” è questa la posizione della Fiom.

"Non è una battaglia generazionale - hanno sostenuto gli studenti - ma di tutti. Di ambiente se ne parla da anni, ma ora siamo stanchi di essere presi in giro. Serve far rumore, ma c'è chi parla a vanvera e il rischio è che la politica faccia greenwashing. Ovvero si associa la propria immagine alle tematiche ambientali per distogliere l'attenzione dalle responsabilità derivanti dall'inquinamento causato dalle attività produttive".

"Il Comitato Padova per la Costituzione è non solo coinvolto, ma profondamente interessato dalla radicalità di questa battaglia sul clima. Noi diciamo da anni ormai che non bisogna cambiare la Costituzione, ma bisogna attuarla. Attuarla vuol dire cambiare radicalmente il modello di società vjr negli anni si è venuta costruendo.  Ad esempio riportare al centro le persone, uomini e donne con le loro esigenze e diversità, riportare al centro il lavoro, riportare al centro la qualità della vita e il rispetto dell'ambiente", ha dichiarato Giuliana Beltrame.

“Il problema del cambiamento climatico ha, come è ovvio, una portata globale. Ciò non toglie che non solo ogni Paese, ma ogni territorio deve fare la sua parte. In particolare quei territori che, come il nostro, non hanno fatto della tutela dell'ambiente una priorità. Padova e il Veneto hanno consumato suolo senza porsi nessun limite e soffrono di un inquinamento dell'aria che mette a rischio la salute di tutti. Per questo venerdì avremo una ragione in più per manifestare e, come Cgil, ci adopereremo affinché lavoratori e studenti stringano un'alleanza per ottenere un nuovo modello di sviluppo che tuteli i diritti sociali e quelli ambientali più di ogni altro interesse.” conclude Marianna Cestaro della Camera del Lavoro di Padova.

FIOM Padova aderisce allo Sciopero di Fridays for Future

Adesione sciopero e mobilitazione “Fridays for future” ore 10.30 Sede Cgil, via Longhin 117.

Saranno presenti:

Michele De Palma, segretario Fiom-Cgil nazionale

Loris Scarpa, segretario generale Fiom-Cgil di Padova 

Marianna Cestaro della segreteria della Camera del Lavoro di Padova

Giuliana Beltrame, Comitato per la difesa della Costituzione - Padova

Una rappresentanza degli studenti dell’Udu di Padova

Anche la Fiom di Padova, la Cgil di Padova, gli studenti dell’Udu di Padova e il Comitato per la difesa della Costituzione aderiscono alla settimana di mobilitazione lanciata dal movimento «Fridays for future» che culminerà con lo sciopero globale e le manifestazioni nella giornata di venerdì 27 settembre, 

Il 27 settembre i giovani di «Fridays for future» torneranno a scioperare e a manifestare in Italia e in tutto il mondo. La Fiom di Padova parteciperà allo sciopero per intraprendere un cammino che reclama un futuro di vita e non di sopravvivenza. 

Le crisi ambientali e del lavoro sono cresciute con questo modello di sviluppo che brucia ambiente e diritti delle persone e questo non è più trascurabile.

Mercoledì 25, dopo la conferenza stampa, si terrà un’assemblea alla Carel alla quale parteciperà anche Michele De Palma della Fiom nazionale, un momento importante per manifestare il sostegno dei metalmeccanici a questo percorso di evoluzione della sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali. Argomento che per la Fiom riunisce al suo interno il tema dell’innovazione ecologica con quello dell’occupazione e delle condizioni di lavoro nel mondo industriale che ha la sua alta dose di responsabilità nei confronti dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici. 

“Da qualche mese i giovani ci hanno messo di fronte ad un’emergenza: il clima sta cambiando il mondo e non in meglio. Queste nuove generazioni ci chiamano, ci indicano la via della mobilitazione generale per arrestare un processo che potrebbe avere conseguenze terribili. È necessario innovare per migliorare la vita di chi lavora dentro e fuori dalle fabbriche. Se c’è un contributo da dare per migliorare il mondo in cui viviamo i metalmeccanici ci saranno, come è sempre stato” è questa la posizione della Fiom.

“Il problema del cambiamento climatico ha, come è ovvio, una portata globale. Ciò non toglie che non solo ogni Paese, ma ogni territorio deve fare la sua parte. In particolare quei territori che, come il nostro, non hanno fatto della tutela dell'ambiente una priorità. Padova e il Veneto hanno consumato suolo senza porsi nessun limite e soffrono di un inquinamento dell'aria che mette a rischio la salute di tutti. Per questo venerdì avremo una ragione in più per manifestare e, come Cgil, ci adopereremo affinché lavoratori e studenti stringano un'alleanza per ottenere un nuovo modello di sviluppo che tuteli i diritti sociali e quelli ambientali più di ogni altro interesse.” aggiunge Marianna Cestaro della Camera del Lavoro di Padova.

ACCIAIERIE VENETE. FIOM: 6 PERSONE INDAGATE PER L’INCIDENTE MORTALE DEL 13 MAGGIO 2018

Il procuratore aggiunto, Valeria Sanzari, ha chiuso l’inchiesta aperta ormai un anno e mezzo fa, indagando sei persone e tre aziende, considerate responsabili amministrative di ciò che successe domenica 13 maggio 2018 alle Acciaierie Venete di Corso Francia, quando una siviera ricolma di materiale incandescente precipitò dopo la rottura di un perno, investendo gli operai che erano al lavoro. Sergio Todita e Marian Bratu persero la vita dopo settimane per uno e mesi per l’altro di atroci sofferenze, mentre agli altri due operai Simone Vivian e David Di Natale, si salvarono con rispettivamente 40 giorni e 300 giorni di prognosi per arrivare alla guarigione.

Indagati per omicidio colposo e lesioni sono i padovani Alessandro Banzato e Giorgio Zuccaro, presidente e direttore dello stabilimento di Acciaierie Venete, e i friulani Dario Fabbro, presidente della Danieli centro Cranes spa, Giampietro Benedetti e Giacomo Mareschi Danieli quali rispettivamente presidente e amministratore delegato di Danieli & C. officine meccaniche. È indagato solo per lesioni il milanese Vito Nicola Plasmati, titolare della ditta Hayama Teac Service, perché i suoi due dipendenti sono sopravvissuti all’incidente.

Acciaierie Venete spa, Danieli & C. officine meccaniche spa e Danieli Centro Cranes sono le tre ditte considerate amministrativamente responsabili dell’accaduto. Viene contestata loro la violazione delle norme per la tutela della salute e della sicurezza in ambiente di lavoro, provocando in questo modo la morte dei due operai e le lesioni degli altri due. Nell’incartamento accusatorio si legge che i «reati commessi nel loro interesse e vantaggio vista la necessità di contenere costi produttivi, lo scopo di accelerare i tempi e i ritmi di lavoro con il fine di aumentare la produttività» e questo è un punto fondamentale dell’accusa che non lascia spazio ad interpretazioni. Ci sono molte analogie fra questa accusa e quella contro la ThyssenKrupp, dopo la morte di sette operai nel rogo dello stabilimento torinese la notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007.

La Danieli & C. e dalla Danieli Centro Cranes sono responsabili sia della inadeguatezza del perno che sosteneva la siviera e che si è spezzato durante una movimentazione provocando la caduta della siviera piena di materiale incandescente, sia di non aver segnalato nel libretto di manutenzione la necessità di controllare il perno e di fare verifiche per evitarne la rottura.
I manager di Acciaierie avrebbero invece omesso di adottare la normativa vigente sulla distanza di sicurezza degli operai dalle siviere e non avrebbero avvertito il titolare della Hayama Teac della necessità di prendere le dovute precauzioni anche per gli operai esterni. Però anche la Hamaya Teac, che lavorava in appalto per le Acciaierie non avrebbe adottato i corretti sistemi di sicurezza tali da garantire l’incolumità dei suoi, che sarebbe stata possibile tenendo le necessarie distanze di sicurezza dalla siviera e dai binari di movimentazione.

Loris Scarpa, segretario generale della Fiom Cgil di Padova: “I capi di imputazione e alcune delle motivazioni confermano le valutazioni sindacali fatte in questi anni e le azioni che abbiamo messo in atto. Ci aspettiamo che la giustizia faccia il proprio corso e che le responsabilità vengano correttamente stabilite. In questo Paese il come si lavora non è più la priorità. La vicenda delle acciaierie, il sistema degli appalti e anche come vengono progettate le attrezzature ci dimostrano come non si tenga più conto delle persone e di chi lavora, cosa che dovrebbe essere la priorità per tutti. Nei luoghi di lavoro la Costituzione rimane purtroppo inapplicata. Inizierà un percorso durissimo per le famiglie e rimarremo al loro fianco, come abbiamo fatto fino ad oggi, costituendoci anche noi parte civile”.

“Le morti sul lavoro, che sono persino aumentate, sono il segnale di come la ripresa produttiva sia in gran parte fondata su precarietà, su bassi salari, su aumento dei ritmi, su sfruttamento del lavoro più che sulla sua qualità. - aggiunge Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil - ed occorre fermare questa sequenza di incidenti, spesso mortali, e garantire a tutti i lavoratori e in tutti i luoghi di lavoro il diritto alla salute e alla sicurezza. Le parole non bastano più. Sono poche le imprese che hanno investito seriamente sulla sicurezza e sulla qualità del lavoro, dimostrando una visione cieca rispetto alle prospettive industriali del Paese e soprattutto disumana. Pretendiamo un deciso cambio di rotta, e questo è e sarà una priorità nelle nostre mobilitazioni e per il rinnovo del CCNL”.

Ex Ilva. Fim-Fiom-Uilm: sciopero in tutti gli stabilimenti ArcelorMIttal

In riferimento all’ennesimo fatto grave accaduto e a sostegno delle motivazioni che hanno portato alla dichiarazione unitaria di sciopero nello stabilimento di Taranto, le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm dichiarano 2 ore di sciopero da effettuarsi in ogni realtà aziendale ArcelorMittal con le modalità da definirsi a livello di ogni singolo territorio.

Le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm 

Roma, 11 luglio 2019 

ACCIAIERIE VENETE. FIOM: 6 PERSONE INDAGATE PER L’INCIDENTE MORTALE

Il procuratore aggiunto, Valeria Sanzari, ha chiuso l’inchiesta aperta ormai un anno e mezzo fa, indagando sei persone e tre aziende, considerate responsabili amministrative di ciò che successe domenica 13 maggio 2018 alle Acciaierie Venete di Corso Francia, quando una siviera ricolma di materiale incandescente precipitò dopo la rottura di un perno, investendo gli operai che erano al lavoro. Sergio Todita e Marian Bratu persero la vita dopo settimane per uno e mesi per l’altro di atroci sofferenze, mentre agli altri due operai Simone Vivian e David Di Natale, si salvarono con rispettivamente 40 giorni e 300 giorni di prognosi per arrivare alla guarigione.

Indagati per omicidio colposo e lesioni sono i padovani Alessandro Banzato e Giorgio Zuccaro, presidente e direttore dello stabilimento di Acciaierie Venete, e i friulani Dario Fabbro, presidente della Danieli centro Cranes spa, Giampietro Benedetti e Giacomo Mareschi Danieli quali rispettivamente presidente e amministratore delegato di Danieli & C. officine meccaniche. Èindagato solo per lesioni il milanese Vito Nicola Plasmati, titolare della ditta Hayama Teac Service, perché i suoi due dipendenti sono sopravvissuti all’incidente.

Acciaierie Venete spa, Danieli & C. officine meccaniche spa e Danieli Centro Cranes sono le tre ditte considerate amministrativamente responsabili dell’accaduto. Viene contestata loro la violazione delle norme per la tutela della salute e della sicurezza in ambiente di lavoro, provocando in questo modo la morte dei due operai e le lesioni degli altri due. Nell’incartamento accusatorio si legge che i «reati commessi nel loro interesse e vantaggio vista la necessità di contenere costi produttivi, lo scopo di accelerare i tempi e i ritmi di lavoro con il fine di aumentare la produttività» e questo è un punto fondamentale dell’accusa che non lascia spazio ad interpretazioni. Ci sono molte analogie fra questa accusa e quella contro la ThyssenKrupp, dopo la morte di sette operai nel rogo dello stabilimento torinese la notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007. 

La Danieli & C. e dalla Danieli Centro Cranes sono responsabilesia della inadeguatezza del perno che sosteneva la siviera e che si è spezzato durante una movimentazione provocando la caduta della siviera piena di materiale incandescente, sia di non aver segnalato nel libretto di manutenzione la necessità di controllare il perno e di fare verifiche per evitarne la rottura. 

I manager di Acciaierie avrebbero invece omesso di adottare la normativa vigente sulla distanza di sicurezza degli operai dalle siviere e non avrebbero avvertito il titolare della Hayama Teac della necessità di prendere le dovute precauzioni anche per gli operai esterni. Però anche la Hamaya Teac, che lavorava in appalto per le Acciaierie non avrebbe adottato i corretti sistemi di sicurezza tali da garantire l’incolumità dei suoi, che sarebbe stata possibile tenendo le necessarie distanze di sicurezza dalla siviera e dai binari di movimentazione.

 

Loris Scarpa, segretario generale della Fiom Cgil di Padova: “I capi di imputazione e alcune delle motivazioni confermano le valutazioni sindacali fatte in questi anni e le azioni che abbiamo messo in atto. Ci aspettiamo che la giustizia faccia il proprio corso e che le responsabilità vengano correttamente stabilite. In questo Paese il come si lavora non è più la priorità. La vicenda delle acciaierie, il sistema degli appalti e anche come vengono progettate le attrezzature ci dimostrano come non si tenga più conto delle persone e di chi lavora, cosa che dovrebbe essere la priorità per tutti. Nei luoghi di lavoro la Costituzione rimane purtroppo inapplicata. Inizierà un percorso durissimo per le famiglie e rimarremo al loro fianco, come abbiamo fatto fino ad oggi, costituendoci anche noi parte civile”.


“Le morti sul lavoro, che sono persino aumentate, sono il segnale di come la ripresa produttiva sia in gran parte fondata su precarietà, su bassi salari, su aumento dei ritmi, su sfruttamento del lavoro più che sulla sua qualità. - aggiunge Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil - 
Occorre fermare questa sequenza di incidenti, spesso mortali,  e garantire a tutti i lavoratori e in tutti i luoghi di lavoro il diritto alla salute e alla sicurezza. Le parole non bastano più. 
Sono poche le imprese che hanno investito seriamente sulla sicurezza e sulla qualità del lavoro, dimostrando una visione cieca rispetto alle prospettive industriali del Paese e soprattutto disumana. Pretendiamo un deciso cambio di rotta, e questo è e sarà una priorità nelle nostre mobilitazioni e per il rinnovo del CCNL”.