Skip to main content

31 LUGLIO 2017 MORIVA SUL LAVORO HAKA GEZIM

Un anno fa moriva Haka Gezim e oggi i suoi colleghi dell’Unicka e la sua famiglia hanno deciso di ricordarlo insieme prima in fabbrica e poi al cimitero. I lavoratori hanno voluto donare alla famiglia una targa in ricordo del loro compagno di lavoro scomparso lo scorso anno.

La segreteria, in rappresentanza di tutta la Fiom di Padova, ha consegnato alla moglie e alle figlie un assegno di 6 mila euro, denaro che i lavoratori metalmeccanici e delle altre categorie hanno raccolto in suo nome.  

La famiglia ha deciso di non assecondare assolutamente la trasformazione della causa in causa civile e con l’appoggio della Fiom è determinata ad andare fino in fondo per accertare le responsabilità della morte del loro congiunto. Gli avvocati della Fiom si sono impegnati a far riaprire la causa e procederanno in tal senso fino alla chiusura del processo.

Loris Scarpa, segretario della Fiom Cgil di Padova, ci tiene a sottolineare: “Il nostro è un gesto di solidarietà che purtroppo non restituisce Gezim all’affetto dei suoi cari, ma che vuole testimoniare l’impegno con cui tutti noi stiamo affrontando i problemi della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro per non dimenticarne le conseguenze che portano morti, invalidi e malattie. La certezza è che porteremo avanti questa battaglia anche per le giovani figlie di Haka Gezim perché il futuro non è scritto, ma si costruisce tutti i giorni attraverso le nostre azioni!”

CSP SPA: ALTA ADESIONE ALLO SCIOPERO DI 8 ORE DEI LAVORATORI DEL TRIVENETO

Oggi si è tenuto lo sciopero di 8 ore con presidio dei dipendenti del Triveneto della CSP spa, un’azienda di consulenza e servizi informatici fondata alla fine degli anni ’70, che attualmente occupa circa 600 lavoratori sul territorio nazionale. La sede di Mestre, presso il Vega, è quella del Triveneto, ma l’azienda è dislocata in tutta Italia: Torino, Milano, Terni, Cosenza, Pescara, Roma e Arezzo sono le altre sedi operative, mentre sede legale aziendale è a Napoli da fine 2017.

La sede di Mestre, ove la rappresentanza sindacale è costituita dalla sola Fiom Cgil, è stata trasferita da Padova da qualche mese. Occupa circa 80 lavoratori, quasi tutti allocati presso clienti distribuiti per tutto il Triveneto, in buon numero presso banche e assicurazioni.

CSP ha in corso una cassa integrazione straordinaria di 12 mesi per riorganizzazione, iniziata il 7 agosto 2017, che è stata richiesta per circa 130 dipendenti. Tale riorganizzazione si fonda su un ambizioso progetto di riposizionamento dell’azienda sul mercato, del quale l’azienda ne prevedeva il teorico completamento per la fine della cassa integrazione. Dopo mesi di vicende giudiziarie che hanno coinvolto alcune aziende legate alla CSP, a giugno sono stati emessi provvedimenti di custodia cautelare nei confronti degli amministratori dell’azienda, fra i quali la presidente Claudia Pasqui, per frode fiscale e false fatturazioni con sequestro di beni per oltre 10 milioni di euro.

Il sequestro dei conti ha determinato il blocco dei pagamenti anche degli stipendi di tutti i dipendenti. Anche se dopo alcuni incontri lo stipendio di giugno è stato pagato al 30%  e ieri l’azienda ha annunciato il pagamento di un altro 30%, non c’è nessuna certezza dei tempi di recupero della normalità dei pagamenti. Così i lavoratori potrebbero in breve tempo non avere di che sostenersi, e, come se non bastasse, essendo quasi tutti trasfertisti, non potrebbero nemmeno anticipare le spese che dovrebbero sostenere per recarsi al lavoro. Per questo la Fiom ha chiesto alle Istituzioni Regionali coinvolte e al Ministero dello Sviluppo Economico un incontro urgente per definire un piano di risoluzione della questione. 

A chiusura del presidio di oggi Fabio Pozzerle della Fiom di Padova ha dichiarato: “Ribadiamo l’urgenza di un incontro al MISE prima della pausa estiva per riuscire a trovare una soluzione per gli oltre 600 dipendenti della CSP spa che non possono e non devono pagare per le colpe della proprietà soprattutto perché il lavoro non manca. L’azienda non può pensare ad una gestione unilaterale della questione, visto il contesto che si è definito, è necessario avviare un tavolo che veda la presenza anche di una figura terza che sia istituzionale e che possa garantire insieme alle OO.SS. la corretta gestione della situazione aziendale, come se ci si ritrovasse in una condizione di amministrazione straordinaria. In ogni caso la priorità assoluta dev’essere il pagamento degli stipendi dei lavoratori.”

Fiom-Cgil Padova/Ufficio Stampa

Padova,  26 luglio 2018

GIOVEDÌ 26 LUGLIO 2018 SCIOPERO DEI LAVORATORI DELLA CSP SPA DEL TRIVENETO

Le vicende giudiziarie che negli ultimi mesi hanno colpito la galassia delle aziende legate a Csp S.p.a., non potevano rimanere prive di conseguenze. Gli effetti della doppia ondata di custodie cautelatari che hanno coinvolto ad aprile il Consorzio Informatico Canavese e in giugno i vertici della stessa Csp S.p.a., si sono scaricati sugli oltre 600 lavoratori coinvolti su tutto il territorio nazionale. Lo stipendio di giugno è stato pagato solo al 30% (oggi l’azienda ha annunciato il pagamento di un altro 30%) e non c’è nessuna certezza dei tempi di recupero della normalità dei pagamenti. Così i lavoratori potrebbero in breve tempo non avere di che sostenersi, e, come se non bastasse, essendo quasi tutti trasfertisti, non potrebbero nemmeno anticipare le spese che dovrebbero sostenere per recarsi al lavoro.

La Fiom ha chiesto alle Istituzioni Regionali coinvolte e al Ministero dello Sviluppo Economico un incontro urgente per definire un piano di risoluzione della questione. 

Per sollecitare le risposte da parte degli enti preposti sono state proclamate 8 ORE DI SCIOPERO che si terranno giovedì 26 luglio 2018 nel quale saranno coinvolti tutti i lavoratori Csp S.p.a. del Triveneto, inoltre si terrà un presidio dalle 9 alle 13 davanti la sede aziendale presso il Centro Vega in Via delle Industrie a Venezia.

Ieri vi è stato un maldestro tentativo di CSP S.p.a di recuperare una situazione, che l’azienda credeva di aver messo sotto controllo, senza considerare che la mancanza di stipendio non può essere giustificata in alcun modo.

All’imperdonabile assenza della massima dirigenza aziendale al tavolo tenutosi presso Unindustria a Roma lo scorso 11 luglio, ieri l’azienda ha provato a mettere rimedio incontrando le sole RSU, provando a farle desistere dal proclamare lo sciopero e tentando di separarle dalle Organizzazioni Sindacali. 

Su questo accadimento Fabio Pozzerle della Fiom di Padova ha dichiarato: “Si è trattato di una mossa improvvida, che ha escluso appunto le Organizzazioni Sindacali anche Nazionali da un incontro; sbagliata nei modi e nei tempi, che lancia un messaggio di riluttanza dell’azienda nei confronti dei tavoli che contano, essendole ben nota la richiesta d’incontro per parte sindacale, pendente presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Ciò significa che le ragioni dello sciopero sono valide più di prima e che gli scioperi, per l’appunto, servono. Noi resteremo al fianco dei lavoratori fino a che non saranno rispettati i loro diritti e garantita la continuità lavorativa.”

Fiom-Cgil Padova/Ufficio Stampa

Padova,  25 luglio 2018

UNICKA: indetto sciopero contro decisione aziendale di sospendere l’attuazione delle nuove misure di sicurezza

Nonostante gli impegni presi con i lavoratori, la dirigenza della Unicka srl ha deciso unilateralmente di sospendere i provvedimenti in materia di sicurezza sul lavoro, in particolare l’istallazione delle barriere di protezione sulle presse. 

Durante l’assemblea di lunedì 19 novembre i lavoratori hanno deciso di indire uno sciopero per la giornata del 23 novembre 2018.

Ricordiamo che il 31 luglio 2017 alla Unicka srl di San Giorgio delle Pertiche ha perso la vita, proprio in un incidente durante il lavoro con una pressa senza protezione l’operaio Gezim Haka. 

Dopo la morte di Gezim Haka la Fiom e la Rsu hanno da subito preteso che l’azienda si impegnasse a mettere in sicurezza i lavoratori, individuando soluzioni sia per le presse che in altre postazioni di lavoro a rischio. L’azienda inizialmente si era resa disponibile e si era impegnata su questo fronte, tanto vero che su ogni pressa sono stati inseriti schermi protettivi alle pulsantiere dedicate all’avviamento manuale e si era impegnata a installare le barriere su tutte le presse. Dopo l’archiviazione della causa per la morte di Gezim Haka, l’azienda ha cambiato idea sulle misure intraprese. 

“Quando ci siamo resi conto che le procedure di sicurezza non venivano attuate dall’azienda abbiamo sollevato il problema e ci è stato risposto che non era più necessario alcun altro intervento oltre agli schermi protettivi sule pulsantiere e a sole due barriere di cui una installate sulla pressa dove lavorava Gezim Haka, dopo il suo incidente mortale” ci dice Anna Zanoni della segreteria della Fiom di Padova “Noi siamo fortemente preoccupati per la situazione che si è venuta a determinare, tanto che, con i lavoratori in assemblea, abbiamo deciso di dichiarare uno sciopero. Domani i lavoratori incroceranno le braccia e questo è solo il primo passo di uno stato di agitazione che non abbiamo intenzione di concludere, prima di arrivare ad una risoluzione della questione: l’azienda non può tirarsi indietro e deve concludere le procedure per mettere in sicurezza i lavoratori.”

Inoltre, nei giorni scorsi si è avuto notizia di una difficoltà finanziaria della Maschio-Gaspardo, e considerato che questa azienda è parte della srl di Unicka, la Fiom e la Rsu sono ulteriormente preoccupate che ciò possa aggravare ulteriormente la già presente difficoltà finanziaria della stessa Unicka srl. La Fiom di Padova chiederà a breve un incontro con la dirigenza dell’Unicka srl per avere chiarimenti sulla situazione economica dell’azienda e avere un quadro delle eventuali ricadute sulle attività produttive e sulle prospettive future dell’azienda anche dal punto di vista occupazionale.

 

 

Fiom-Cgil Padova/Ufficio Stampa

 

Padova, 22 novembre 2018

Loris Scarpa, segretario generale Fiom Padova: "Ogni giorno c'è qualcuno che muore sul lavoro"

Loris Scarpa, segretario generale Fiom Padova:

“Ogni giorno e ad ogni ora del giorno arrivano notizie in cui c’è qualcuno che muore o s’invalida o che avrà ripercussioni a causa del lavoro che svolge. I numeri sono ormai così alti che è un dovere tenerne il conto visto che dietro ad ogni morto o ferito c’è una famiglia, delle prospettive e delle vite che dovranno andare avanti nonostante tutto.

Le condizioni di lavoro sono sempre più incompatibili con quello che è lo svolgimento della vita delle persone e lo registriamo sia nelle modalità di lavoro, sia nelle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro sia nella deresponsabilizzazione dei datori di lavoro che nelle aspettative e nell’aspetto più umano del lavoro legato alla soddisfazione di chi lavora per le mansioni che svolge.

Il mondo delle imprese giace in una chiusura e in un silenzio incredibile dal quale esce solo per proteggere realtà come i voucher e la precarietà, senza mai comprendere le necessità dei lavoratori e il valore aggiunto che possono dare alle imprese stesse il benessere e la sicurezza di chi lavora. Questa cosa ci lascia esterrefatti perché ci dice che anche oggi, nel 2018, noi e le imprese viviamo su mondi diversi. Come sindacato non possiamo non notare il silenzio di Confindustria e del mondo imprenditoriale anche sull’ultima triste vicenda accaduta nel padovano. 

Assolutamente come sindacato ritengo che sia arrivato il momento di mettere in calendario prioritariamente uno sciopero generale di tutto il mondo del lavoro dopo un percorso ben preciso costruito per coinvolgere tutti i lavoratori, per dare un segno a chi ci governa perché per qualsiasi Governo al primo posto ci devono essere il lavoro visto dalla parte di chi deve lavorare per vivere e il come si vive in Italia, è inutile che s’impegnino in altre questioni se non hanno ben chiaro questi fronti.

Il Paese è chiamato ad una svolta che non può essere procrastinata e che deve partire dal lavoro per poter poi arrivare a toccare il sociale, il welfare e l’intero sistema Paese. 

Le priorità devono essere le modalità di lavoro di chi lavora ogni giorno perché in una Repubblica fondata sul lavoro, non si deve e non ci si può permettere che il lavoro sia vissuto come pericolo e come fonte di morte.”

FIM FIOM UILM indicono 1 ora di sciopero per tutto il comparto

FIM FIOM UILM a livello provinciale hanno dichiarato  1 ora di sciopero, che sarà effettuata negli stabilimenti metalmeccanici della provincia,  entro la prossima settimana con modalità definite dalle RSU. Tale sciopero è necessario per mantenere alta e prioritaria l’attenzione dell’opinione pubblica dei lavoratori e delle istituzioni sui problemi della sicurezza nei luoghi di lavoro a fronte dell’ennesima tragica giornata di ieri che ha coinvolto ancora una volta la provincia di Padova con la morte di un lavoratore di una ditta d’appalto all’interno della Maus.

In tutte le aziende metalmeccaniche della provincia saranno esposte le bandiere sindacali listate a lutto. 

La campagna di raccolta fondi per le vittime di incidenti sui luoghi di lavoro di CGIL CISL e UIL Padova, a cui tutti i lavoratori sono stati invitati  ad aderire, continuerà ad essere tenuta viva per far fronte alle necessità dei famigliari.

Inoltre, FIM FIOM e UILM Padova solleciteranno nuovamente il Prefetto di Padova affinché dia risposta sul confronto avuto con Confindustria.

In questo momento così grave e pesante, in questa strage senza fine, si chiede ai lavoratori di mantenere alta l’attenzione sui luoghi di lavoro e la massima partecipazione alle iniziative sindacali.

 

 

Padova, 12/07/18

Tragedia nel padovano, morto un lavoratore in appalto a Campodarsego

Aveva 45 anni ed era il titolare della Detto Fatto, una piccola impresa di manutenzione modenese, a cui erano state assegnate in appalto alcune attività alla Maus di Campodarsego. La Detto Fatto iniziava oggi i lavori di smontaggio e imballaggio dei macchinari ad alta tecnologia che la Maus progetta, produce, monta, testa, smonta e invia ogni giorno per i suoi clienti.

La Maus era in concordato da inizio anno e a ridotto di organico, per questo motivo, avendo avuto un lieve incremento nelle commesse, la proprietà ha deciso di esternalizzare alcune attività, l’impresa in appalto arrivava da Modena ed era formata dal titolare e da due dipendenti che al momento dell’inizio dei lavori non erano stati ancora formalmente assunti. 

Oggi era il primo giorno di lavoro per i tre della Detto Fatto e si sono trovati a dover smontare una macchina per la quale non avevano neppure l’attrezzatura adatta, attrezzatura che è stata data loro dai dipendenti della Maus per permettere loro di procedere con il lavoro di smontaggio della macchian che poi avrebbero dovuto imballare per essere spedita negli USA. Mentre erano all’opera il titolare è caduto nella macchina che stavano smontando ed è morto sul colpo.

Lo sgomento per l’ennesima morte sul lavoro nel padovano non può che portarci a interrogarci sulle condizioni del lavoro in Italia e nella nostra provincia: in che modo è stata gestita l’esternalizzazione? Perché la Maus non ha eseguito tutti i controlli necessari? Perché i lavoratori non stavano lavorando in sicurezza e perché non avevano le attrezzature necessarie per operare sui macchinari? 

Oggi, come in tutti gli incidenti sul lavoro, non si possono che esprimere rabbia e sconcerto per la gestione del lavoro nel nostro Paese. Un Paese dove i lavoratori sono abbandonati a loro stessi in aziende che hanno come unico interesse il profitto, la contrazione dei costi e che attuano la politica del massimo ribasso come unica strategia, senza cura e senza alcun controllo.

Le aziende si stanno ingrossando sempre più di consulenti e avvocati, si stanno svuotando di lavoratori assunti con contratti tutelati e si stanno riempiendo di lavoratori ricattabili che accettano qualsiasi condizione di lavoro e in qualsiasi forma, anche in finte forme imprenditoriali. È necessario un cambiamento di tutta la normativa sul lavoro, per tornare a dare certezze e prospettive alle persone che non devono pensare sia possibile morire per guadagnare onestamente un salario. Di fronte a una situazione del genere serve una risposta unitaria e generale di tutto il sindacato.

Anche oggi, quindi, chiediamo che la sicurezza nei luoghi di lavoro e che la riflessione sulle modalità di lavoro all’interno delle aziende siano le priorità assolute del Governo. 

FIM CISL DI PADOVA E ROVIGO

FIOM CGIL DI PADOVA

11/07/18

La FIOM si conferma unico sindacato alle Fonderie Zen di Albignasego

Alle elezioni odierne per la RSU delle Fonderie Zen di Albignasego i candidati della Fiom Cgil di Padova hanno schiacciato la concorrenza conquistando 87 voti sui 105 possibili e su 114 aventi diritto. L’affluenza al voto è stata del 92% e ha coinvolto sia operai che impiegati.

I delegati eletti, ovviamente in quota Fiom, nel collegio operai sono Leonardo Bettio, Aristide Trivellato e Mohammed Raju, mentre Federico Zoppa è risultato l’unico eletto nel collegio impiegati. 

La Fiom risulta in questo modo l’unico sindacato presente nella RSU delle fonderie con il pieno appoggio della maggioranza dei lavoratori. 

 

Fiom Cgil Padova, 10/07/2018