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ILVA: MANIFESTAZIONE E INCONTRO IN REGIONE A VENEZIA IL 31 OTTOBRE

Martedì 31 ottobre tutti gli stabilimenti dell'Ilva d'Italia saranno in sciopero e ci saranno manifestazioni in tutto il territorio nazionale in concomitanza con la convocazione del tavolo interlocutorio al Ministero dello Sviluppo Economico, al quale parteciperanno i commissari e  i rappresentanti di Ancelor Mittal per fare il punto della situazione. L'incontro inizierà alle 11.00 a Roma durante il quale si tenterà di trovare un accordo per la vertenza Ilva dopo che il gruppo franco-indiano ha vinto la gara per gli stabilimenti e ha proclamato la necessità di tagliare 4000 posti di lavoro e di effettuare riduzioni degli stipendi in tutti i siti industriali. 

Anche in Veneto i lavoratori e i sindacati saranno in agitazione.

La Fiom-Fim-Uilm di Venezia e la Fiom di Padova manifesteranno insieme ai lavoratori dell'Ilva di Legnaro e di Marghera a Venezia con lo scopo di garantire un futuro alla siderurgia italiana per ribadire che nessun esubero e nessuna riduzione di salario saranno accettati sulle spalle dei lavoratori.
Alla manifestazione, indetta per le ore 12.30, parteciperanno sia tutti i lavoratori degli stabilimenti veneti dell'Ilva che i rappresentanti delle aziende dei territori di Padova e di Venezia. Il corteo partirà da piazzale Roma verso Palazzo Labia, sede di Rai Veneto, dove i lavoratori si fermeranno in presidio per un paio d'ore e ripartiranno per poi raggiungere la sede della Regione, presso palazzo Grandi Stazioni, vicino la stazione ferroviaria di Santa Lucia. 

Alle 14.30 una delegazione formata da lavoratori e sindacati incontrerà l'Assessore regionale al lavoro Elena Donazzan.

Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova, ha dichiarato “La vertenza Ilva non è una vertenza che riguarda solo i lavoratori direttamente coinvolti, ma è e dovrà essere una vertenza generale perché al suo interno si consumano anche le sorti del Jobs Act”.

Carel: dopo l'incidente i lavoratori di Brugine chiedono maggiore sicurezza

Martedì 24 ottobre nello stabilimento della Carel di Brugine, nel Padovano,  è accaduto un fatto gravissimo: un lavoratore è stato schiacciato da un muletto, ha subito un intervento chirurgico, e fortunatamente l'uomo è fuori pericolo, ma ha rischiato la vita. 

La responsabilità dell'accaduto non è da imputarsi né al lavoratore né al collega che guidava il muletto, ma è legata alle condizioni di lavoro in cui opera l'azienda. La Carel oggi è posizionata su diversi capannoni posti a distanze brevi, gli spazi di lavoro sono angusti e poco agili e sicuri, infatti,  quello di martedì, è il secondo incidente in due anni che coinvolge i lavoratori del sito veneto. 

Il Gruppo Carel è un'azienda leader a livello mondiale nelle soluzioni di controllo per condizionamento, refrigerazione e riscaldamento e nei sistemi per l’umidificazione e il raffrescamento adiabatico. Nel bilancio del 2016 ha dichiarato ricavi consolidati  pari a 231 milioni di euro con un aumento del 13,5%, rispetto ai 203,5 milioni di euro registrati nel 2015  e dispone di 19 filiali e 7 stabilimenti produttivi di proprietà a cui si aggiungono partner e distributori in altri 75 Paesi. L'azienda non ha mai subito la crisi e le richieste nei confronti della produzione sono sempre molto stringenti con  tempi di lavoro e consegna molto contingentati per i quali i lavoratori subiscono pressioni da parte della dirigenza.  Per quanto riguarda la sicurezza del sito l'azienda comunica procedure e regolamentazioni che però non si sposano con l'organizzazione generale e con gli spazi di lavoro. Pertanto i lavoratori hanno deciso uno sciopero di un'ora articolato nei vari turni sia per gli operai che per gli impiegati per svolgere delle assemblee per decidere il da farsi. Nei prossimi giorni verrà presentata una piattaforma di rivendicazioni sulla sicurezza dove si chiederanno gli investimenti non più procrastinabili sugli stabilimenti di Brugine e non solo sui siti esteri, come fatto per quelli in Croazia e in Cina. I capannoni dell'azienda presenti nel padovano necessitano di interventi strutturali, di una nuova definizione dei siti che agevolino le condizioni di lavoro e che permettano agli operai un più agile e sicuro svolgimento delle operazioni produttive.

 

Loris Scarpa segretario generale della Fiom di Padova “Non lasceremo che l'azienda scarichi  sulla pelle dei lavoratori le responsabilità della situazione creatasi; è necessario che la proprietà agisca e metta in sicurezza gli stabilimenti per permettere ai lavoratori di procedere nelle loro occupazioni senza che possano incorrere in inutili pericoli”.

 

28 ottobre 2017

Ufficio stampa Fiom Padova

ITEL: CONFERMATO INCONTRO IN REGIONE PER LUNEDì 2 OTTOBRE

Potrebbe chiudersi positivamente la vertenza della Itel.

All'incontro convocato in regione per la mattinata di lunedì 2 ottobre alle ore 9,30 saranno presenti tutte le parti in causa: la PSC, tutti i membri del Consorzio Veneto Energia, la Itel, l'Unità di Crisi della Regione e la Direzione Lavoro.

Grazie alla lotta incessante dei lavoratori tutti i soggetti della vertenza si riuniranno intorno ad un tavolo per arrivare ad un accordo che possa risolvere la situazione.

“Auspichiamo che arrivi un messaggio preciso all'Enel, siamo fiduciosi nei confronti di questa vertenza, ma ribadiamo le nostre posizioni di denuncia nei confronti dello svolgimento dell'intera vicenda” ha dichiarato Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova.

Itel: bloccati i licenziamenti e fissato per il 2 ottobre un nuovo incontro in regione

Oggi i lavoratori della Itel insieme a Rsu e Fiom hanno portato a Venezia la loro battaglia per il posto di lavoro. Prima hanno manifestato lungo la strada che porta dal Tronchetto alla stazione e poi si sono fermati in presidio sotto al palazzo della Regione in Fondamenta Santa Lucia mentre la delegazione di RSU e Fiom era in colloquio con le parti.

 

Alla fine dell'incontro durato oltre 5 ore è stato fissato un nuovo incontro in Regione per la mattina del 2 ottobre per analizzare la condizione dei volumi lavorativi dell'azienda e per discutere della situazione dell'appalto Enel.

Con il tavolo di oggi si è smesso di parlare di licenziamenti e la Fiom ha chiesto il congelamento della procedura di mobilità.

Loris Scarpa segretario generale della FIOM di Padova: “Abbiamo portato nuovamente al tavolo  tutte le nostre perplessità sia su come si sono svolte le procedure dell'appalto Enel sia sul comportamento di PSC a gara chiusa, atto a minare l'integrità aziendale e la capacità dell'Itel di rispondere alle nuove esigenze lavorative con competenza e professionalità. La nostra intenzione è quella di chiudere la vertenza legata dell'appalto Enel  riportando i diritti dei lavoratori al primo posto dopo questa vicenda.”

Padova, 19 settembre 2017

ITEL LIMENA: MARTEDì 19 INCONTRO IN REGIONE A VENEZIA

Il 19 settembre si terrà a Venezia un incontro in Regione per cercare di trovare una soluzione alla vertenza della Itel. Saranno presenti tutte le parti e sarà sviscerata la situazione, a partire dalle modalità di gestione dell'appalto da parte di Enel e dalle posizioni di PSC.

La Fiom ha convocato a Venezia tutti i lavoratori della Itel che accompagneranno la delegazione dal Tronchetto fino al palazzo della Regione in Fondamenta Santa Lucia.

Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova: “Bisogna che tutti si rendano conto che gli appalti non possono essere gestiti in questo modo, così non funzionano, servono solo per dare la possibilità di delinquere. I lavoratori non debbono essere lo scalpo di queste situazioni poco trasparenti!”.

Padova, 15 settembre 2017

ITEL LIMENA: DOPO 6 ORE DI TRATTATIVA SI è APERTO UNO SPIRAGLIO

Oggi, dopo la presa di posizione di RSU, lavoratori e  FIOM che avevano dichiarato l'intenzione di scioperare e picchettare fuori dai cancelli dell'azienda a tempo indeterminato, la proprietà  ha finalmente convocato le parti. Dando la disponibilità a rivedere l'impianto dei 64 licenziamenti e dichiarando che ci sono prospettive lavorative fino a fine anno.

La trattativa di oggi è durata oltre 6 ore, dalle 6 alle 13.30 e le parti si rivedranno in sede regionale dal 19 ottobre quando ripartiranno le trattative per  risolvere la vertenza.

Per il 19 la Fiom ha convocato anche una manifestazione dei lavoratori dell'Itel proprio a Venezia.

 

Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova, alla fine della trattativa, ha dichiarato: “Non possiamo non valutare positivamente questo segnale di apertura da parte dell'azienda. Se ci saranno le opportunità per una trattativa che garantisca i diritti dei lavoratori procederemo su quella strada per la risoluzione della questione. Rimangono invece invariate le nostre perplessità sulla gestione dell'appalto Enel e sulla posizione di Psc”.

 

 

Padova, 7 settembre 2017

ALLA ITEL DI LIMENA RIPRENDE LO STATO DI AGITAZIONE

Oggi i lavoratori della ITEL riuniti in assemblea, hanno deciso, a partire da oggi stesso, di riprendere lo stato di agitazione, decidendo di giorno in giorno gli scioperi e la quantità di ore. Non verrà quindi più garantito il servizio di reperibilità né altri interventi richiesti dall’ENEL e dal Consorzio Triveneto Energia. 

Tutto ciò perdurerà fintanto che la proprietà della ITEL non vorrà discutere con la rappresentanza dei lavoratori le sorti dell’azienda dopo la perdita dell’appalto ENEL. I cancelli saranno presidiati 24 ore su 24 dai lavoratori impegnati in questa vertenza.

 La FIOM e la RSU unitamente ai lavoratori, respingono i 64 licenziamenti dichiarati a fronte di 80 occupati e denunciano l’assenza di trasparenza di PSC azienda vincitrice appalto Enel, interessata ai lavoratori, ma non ai loro diritti. I lavoratori, la FIOM e la RSU con fermezza ribadiscono che la lotta è appena iniziata e sarà un investimento sul futuro, per cui verranno utilizzati tutti i mezzi sindacali e legali per ristabilire la condizione di diritto. Non si può dimenticare, inoltre, che Enel è responsabile degli accadimenti di questi mesi vista la natura di questo appalto e la sua assegnazione e non può quindi chiamarsi fuori dai procedimenti. Istituzioni, Ispettorato del lavoro e organi giudiziari verranno coinvolti per risolvere la situazione nel minor tempo possibile. 

Gli appalti e le aziende coinvolte, grandi o piccole che siano, debbono avere al centro prioritariamente le condizioni di lavoro, non possono essere solo occasione di speculazioni nei confronti dei cittadini e dei lavoratori. 

 

Padova, 04/09/2017

Oggi alle 12 i lavoratori di Infocamere si sono ritrovati in presidio davanti la Camera di Commercio di Padova in piazza Insurrezione.

Il presidio è stato organizzato da Fiom Cgil e Nidil Cgil  per protestare contro le modalità di gestione della gara d’appalto dei servizi di contact center di Infocamere a due giorni dall’avvio dell’attività dei nuovi soggetti vincitori della gara, la Coop. Soc. Giotto per Padova e Credit2Cash per Roma. 

Infocamere S.c.p.a., la società consortile di proprietà delle Camere di Commercio che per conto delle stesse gestisce i servizi informatici erogati e i dati delle aziende italiane, ha esternalizzato i servizi di Contact Center di Padova e Roma, assegnando il servizio alla RTI (Rete Temporanea di Imprese) composta dalla Cooperativa Sociale Giotto di Padova e dalla Credit 2 Cash di Roma. I dipendenti che svolgevano il lavoro all’interno di Infocamere e che adesso sono in questa difficile situazione sono circa 90 ed erano impiegati da anni in questo servizio, divisi fra tempi determinati e somministrati. La proposta contrattuale fatta ai lavoratori – effettuata rifiutando il confronto sindacale - dalle due società aggiudicatarie è peggiorativa sia economicamente (oltre il 40% di stipendio in meno) sia normativamente (viene richiesto un periodo di prova a lavoratori con esperienza pluriennale) che illegittima nell'applicazione fantasiosa dei CCNL.

La parziale esternalizzazione del Contact Center, che sta avvenendo con l’illegittima applicazione di condizioni fortemente precarizzanti per i lavoratori Infocamere interessati, apre scenari nuovi e preoccupanti per il futuro di tutti. L’attività oggi svolta da 90 lavoratori, dal 1 di settembre sarà coperta da 60 lavoratori sottopagati, buona parte dei quali trasformati da full time a part time, che non potranno sicuramente mantenere gli standard qualitativi dati fino ad adesso.

Fernando Zilio, presidente della Camera di Commercio, ha ricevuto la delegazione dei lavoratori nel primo pomeriggio e ha chiesto di poter avere una relazione dettagliata di quanto sta avvenendo per poter approfondire la faccenda e poter, a breve, parlare con la dirigenza di Unioncamere e intervenire al prossimo consiglio di amministrazione di Infocamere,  impegnandosi a tenere informati le rappresentanze sindacali e i lavoratori.

La vertenza relativa all’esternalizzazione parziale dei servizi di Contact Center di Infocamere non è ancora giunta ad alcuno sbocco positivo, e siamo preoccupati oltre che delle conseguenze sui lavoratori, anche dello scadimento della qualità di un servizio finora considerato fiore all’occhiello da tutti. Auspichiamo che, grazie all’impegno di tutti, la vertenza possa sbloccarsi al più preso perché 90 lavoratori, in questo momento, sono in seria difficoltà trovandosi o con un posto di lavoro precario e retribuito in maniera tale da non consentire una sopravvivenza dignitosa per loro e per le loro famiglie o, nel peggiore dei casi, addirittura senza alcun lavoro, dopo anni al servizio dei cittadini per conto di Infocamere” ha dichiarato Fabio Pozzerle, Coordinatore Sindacale Nazionale per conto della Fiom Cgil

 

Padova, 30 agosto 2017