Nel pomeriggio di oggi il 100% dei lavoratori della sede della Semitec Srl di Rubano, ha aderito allo sciopero di 4 ore indetto dalla Rsu, in concomitanza con le altre sedi sparse per la penisola, nell’ambito di un pacchetto di 16 ore proclamato dal Coordinamento Nazionale al quale si aggiungono lo sciopero degli straordinari e lo sciopero delle reperibilità.
L’azienda facente parte del gruppo Siram, occupa 365 lavoratori ed opera nel settore degli appalti telefonici.
Fabio Pozzerle, Fiom-Cgil “Sono anni che ai lavoratori si chiedono sacrifici. Sono anni che si concordano ammortizzatori sociali per consentire a Siram di dar corso alle promesse di rilancio delle attività. L’annuncio della vendita ad un ignoto compratore, rappresenta una beffa che preoccupa le maestranze e getta un’ombra di incertezza sul loro futuro. L’Azienda ci convochi e scopra le sue carte”.
Come diretta conseguenza delle agitazioni di venerdì, quando i lavoratori hanno deciso di scioperare spontaneamente, a causa del mancato rinnovo dei contratti a termine di alcuni dipendenti, tutte le parti in causa sono state convocate ieri dal prefetto per provare a trovare una soluzione a questa vertenza che va avanti da luglio 2017. Durante l'incontro l'azienda ha dichiarato di avere l'intento di portare avanti l'attività produttiva a fronte, però, di una richiesta di acquisizione che non è stata ancora formalizzata da parte dei due clienti maggiori, le quali commesse impegnano l'azienda per oltre il 70% dell'attività produttiva.
I due clienti europei, che stanno valutando l'acquisto dell'azienda, hanno come motivazione cardine del loro possibile acquisto la necessità di continuare ad avere a disposizione i pezzi prodotti dell'azienda di Saonara e dovranno formulare la loro proposta entro il 30 novembre come da richiesta dei giudici.
“La lotta sindacale e le iniziative dei lavoratori hanno anticipato alcuni eventi e siamo fiduciosi che le cose possano risolversi positivamente per permettere ai dipendenti di conservare il loro posto di lavoro e per far sì che un'azienda storica rimanga attiva nel nostro territorio” ha dichiarato Gianluca Badoer della segreteria della Fiom di Padova.
Da lunedì 20 novembre i lavoratori del gruppo MAUS di Campodarsego,hanno comunicato lo stato di agitazione e proclamato 1 ora di sciopero al giorno, dalle 14.00 alle 15.00.
L'adesione allo sciopero è stata altissima, ben oltre il 95%, anche se è mancata l'adesione dei dipendenti dell'ufficio amministrativo.
Le ragioni dello sciopero vogliono marcare la forte preoccupazione dei lavoratori e delle lavoratrici per lo stato in cui versa il gruppo MAUS (formato dalla MAUS SRL di Campodarsego e dalla FRITZ HANSBERG di Modena) che ha visto negli ultimi 2 anni il cambio di 3 amministratori delegati, dei quali l'ultimo è stato nominato dal Consiglio d'Amministrazione del gruppo, ai primi di ottobre 2107 trovandosi a fare i conti con crescente e pesante indebitamento che rischia di compromettere il futuro di 105 dipendenti e quindi di 105 famiglie.
Per Anna Zanoni della segreteria della FIOM di Padova e per Gregorio Loregian della FIM di Padova e Rovigo la posizione è concorde: "L'unica soluzione passa attraverso una ricapitalizzazione della società e la presentazione di un piano industriale che indirizzi gli impegni in termine di prospettiva per MAUS. Questo è quanto già richiesto, anche in termini di urgenza al Consiglio di Amministrazione" e concludono "Le organizzazioni sindacali non possono che sostenere ed essere al fianco dei lavoratori nella loro mobilitazione per salvaguardare le prospettive future del gruppo e e quindi le occupazioni interne alle due aziende".
I lavoratori e le lavoratrici hanno ribadito che se non ci saranno risposte veloci e concrete in questo senso, continueranno le iniziative di lotta che verranno decise giorno per giorno , unitariamente ai dipendenti della FRITZ HANSBERG, l'altra azienda del gruppo che ha sede a Modena.
In continuità con le iniziative della scorsa settimana e a maggior ragione dopo l'incontro di sabato anche oggi si sono tenuti altri scioperi unitari nelle aziende metalmeccaniche del territorio provinciale.
I lavoratori e le lavoratrici della ZF di Caselle di Selvazzano oggi hanno scioperato unitariamentequasi al 100%, astenendosi dal proprio lavoro per le due ore finali di ogni turno. I lavoratori e le lavoratrici del gruppo Sit di Padova hanno scioperato in maniera unitaria, fermando totalmente le attività produttive.
Ricordiamo che durante l'incontro di sabato sulla previdenzafra le organizzazioni sindacali e il Presidente del Consiglio e i Ministri Poletti, Padoan e Madia, il Governo ha ribadito le sue posizioni, aggiungendol’estensione del blocco dell’innalzamento dei requisiti contributivi di pensionamento anche alle pensioni di anzianità, ma limitatamente alle sole 15 categorie dei cosiddetti lavori gravosi; la costituzione di un fondo per finanziare, con gli eventuali residui derivanti dalla gestione dell’Ape sociale del 2018 euna eventuale proroga dell’Ape stessa nel 2019.La CGIL ha espresso un giudizio negativo anche dopo le integrazioni proposte per la mancanza di risposte a molteplici questioni fra le qualila prospettiva previdenziale per i giovani ed il riconoscimento del lavoro di cura, l’intervento del tutto insufficiente sul meccanismo di adeguamento all’aspettativa di vita, l’inconsistenza della platea dei lavori considerati gravosi, anche con l’allargamento del blocco all’anzianità delle sole mansioni gravose. La CISL e la UIL hanno tenuto posizioni differenti rispetto alla CGIL sulle misure proposte dal Governo.
E' importante ribadire che oggi, nel padovano, gli scioperi sono stati unitari perché la volontà dei lavoratori, delle lavoratrici e dei delegati sindacali rimane unanime: la legge “Monti-Fornero” non va bene e va assolutamente riformata radicalmente. In tal senso sono previste per i prossimi giorni ulteriori azioni sindacali.
Oggi altre aziende della provincia hanno continuato la protesta iniziata ieri contro le disposizioni aprioristiche del governo su lavoro e pensioni.
Le agitazioni di oggi alla Carraro Drive Tech Spa di Campodarsego, allaKomat’su di Este e alla Pavan di Galliera Veneta sono state indette unitariamente dalla RSU Fiom e Fim e hanno coinvolto il 100% dei dipendenti delle prime due e circa l'80% degli operai della terza azienda.
I lavoratori hanno scioperato durante i loro turni di lavoro e hanno fatto volantinaggio coinvolgendo le persone in transito che hanno risposto con solidarietà alla situazione di disagio.
I lavoratori e le lavoratrici coinvolti nelle proteste non ritengono giusto che nell'analisi del governo, il settore dell'industria metalmeccanica non rientri nell'elenco dei lavori gravosi, condizione che permetterebbe ai lavoratori precoci di andare in pensione con 41 anni di contributi e ritengono che la manovra economica del governo non farà che aumentare le disuguaglianze. Non è accettabile, per loro, che il governo continui sulla strada della riforma "Monti-Fornero" non trovando spazio nella manovra alla pensione di garanzia per i giovani, sempre più soggetti a lavori discontinui e a bassa retribuzione. Inoltre non è più rinviabile il blocco dell'adeguamento dell'aspettativa di vita previsto nel 2019 necessario per giungeredefinitivamente ad un principio di flessibilità e di equità del sistema previdenziale.
Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova: “ Si conferma la volontà dei lavoratori di non accettare l'attuale situazione. Anche nei prossimi giorni ci saranno altre iniziative indette dalle RSU di altre fabbriche in attesa dell'esito del confronto di CGIL, CISL e UIL con il governo”.
Il tempo avverso non ha fermato i lavoratori che anche sotto la pioggia hanno tenuto gli scioperi, i presidi e le assemblee preannunciati per oggi.Gli scioperi hanno interessato le 17 aziende del padovano. La Carel Industries Spa,la Toffac Spa, le Fonderie Zen, la All. Co Spa, la Parpas Spa, la Dab Pumps, la Megius, la Bedeschi, la Ferrau, la Maschio Gaspardo, la Maschio Gaspardo ex Terranova, la Guidolin, la Blowtherm,la Fonderia Anselmi, la Vimar (ex Elvox) e la Pavan. In alcuni casi, per colpa della pioggia battente, i volantinaggi si sono tramutati in assemblee dei lavoratori, ma da ognuna di esse il responso è unanime: se sarà necessario si continuerà a portare avanti ad oltranza la protesta per arrivare a risultati concreti. I lavoratori e le lavoratrici non sono più disposti ad accettare le disposizioni del governo che non tengono conto dei soggetti di cui trattano.
Loris Scarpa, segretario generale FIOM Padova: “ Serve lottare uniti per raggiungere i risultati che ci stiamo prefissando ed è quindi necessario che la lotta si propaghi in tutti i settori. Il diritto al lavoro giusto, alla corretta retribuzione e alla pensione sono diritti inalienabili per i quali è necessario combattere uniti e per i quali non è più possibile indietreggiare.”
Per domani, martedì 14 novembre è confermata la mobilitazione della Carraro e della Komat'su: dalle 7.30 alle 9.30 la Carraro Drivetech Spa (700 dipendenti) sciopererà unitariamente con presidio davanti i cancelli e dalle 16.00 alle 17.00 i 300 lavoratori e lavoratrici della Komat’su si fermeranno per lo sciopero unitario e faranno volantinaggio in via Ateste nei pressi della sede dell'azienda.
Lunedì 13 e martedì 14 novembre saranno giornate di mobilitazione in tutta Italia per cambiare le decisioni del governo. I lavoratori e le lavoratrici hanno deciso di far sentire al loro voce per combattere disoccupazione e precarietà, per combattere l’aumento automatico dell’età pensionabile, per combattere i licenziamenti facili e i nuovi inesistenti ammortizzatori sociali, per ricordare l'esistenza dei lavoratori precoci e dei tanti giovani che lavorano in maniera precaria.
È necessario che il governo metta in primo piano le necessità dei lavoratori e delle lavoratrici: il lavoro stabile, la crescita dei salari, il diritto alla pensione attraverso il rilancio delle politiche industriali, il blocco dell'età pensionabile, la definizione di ammortizzatori sociali per tutti a partire dai contratti di solidarietà e la creazione di incentivi per un'occupazione stabile.
Loris Scarpa, Segretario generale della Fiom di Padova: “Dobbiamo mobilitarci e unire le nostre forze, perché solo insieme è possibile dare un segnale chiaro e inequivocabile alle istituzioni. Se il governo non cambierà la legge finanziaria, tutta giocata sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori si arriverà inevitabilmente allo sciopero generale!”
Per la giornata di lunedì 13 novembre sono previsti numerosi scioperi, presidi e manifestazioni.
Nella zona Piove di Sacco sciopereranno la Carel Industries Spa con i suoi 600 dipendenti, la Toffac Spa con 180 dipendenti e la Parker Hannifin Manifacturing srl con 180 dipendenti e i lavoratori e le lavoratrici faranno volantinaggio nella zona industriale di S.Angelo di Piove dalle 10 alle 12.
Nella zonadi Monselice sciopererannoe si riuniranno in assemblea i 70 dipendenti della CEIT Srl.
Nella zona di Albignasegoi 120 dipendenti delle Fonderie Zen sciopereranno e distribuiranno volantini sulla SS16 - via Battaglia dalle 9 alle 11.
Nella zona di Vigonza i lavoratori della All. Co Spa sciopereranno e distribuiranno volantini dalle 9 alle 11 in via Venezia.
Nella zona di Cadoneghe i 120 dipendenti della Parpas Spa si fermeranno in presidio nel pomeriggio in Via Marconi.
Nella zona di Mestrino - Limena - Selvazzano sciopereranno e si fermeranno a volantinare nella rotonda del Centro Commerciale di Mestrino i 300 dipendenti della Dab Pumps, i 40 della Megius, i 180 lavoratori della Bedeschi e i 40 della Ferrau.
Nella zona di Campodarsego - Cadoneghe – Camposampiero i 300 dipendenti della Maschio Gaspardo, i 200 dipendenti della Maschio Gaspardo ex Terranova, gli 80 lavoratori della Guidolin, gli 80 della Blowtherm e i 120 dipendenti della Fonderia Anselmi sciopereranno e scenderanno per le strade di Campodarsego partendo alle 8 da via Macello e resteranno in manifestazione fino alle 12.Mentre i 200 dipendenti della Vimar (ex Elvox) sciopereranno unitariamente dalle 9 alle 11 riunendosi in assemblea.
Nella zona di Galliera Veneta sciopereranno i 200 dipendenti della Pavan che si riuniranno in assemblea dalle 8 alle 10 assemblea.
Martedì 14 novembre dalle 7.30 alle 9.30 la Carraro Drivetech Spa (700 dipendenti) sciopererà unitariamente con presidio davanti i cancelli e dalle 16.00 alle 17.00 i 300 lavoratori e lavoratrici della Komat’su si fermeranno per lo sciopero unitario e faranno volantinaggio in via Ateste nei pressi della sede dell'azienda.
Mentre a Roma si teneva l'incontro al ministero dello Sviluppo economico, a cui hanno partecipato il ministro Calenda, i commissari e i rappresentanti di Arcelor Mittal, a Venezia si è tenuta una manifestazione indetta da Fiom-Fim-Uilm di Venezia e Fiom di Padova con oltre 300 lavoratori che hanno animato le calli della città lagunare con bandiere e striscioni.
Il corteo, che riuniva i lavoratori dell'Ilva di Marghera, quelli dell'Ilva di Legnaro e molte rappresentanze provenienti dalle aziende del padovano e del veneziano, ha portato la protesta fuori dai cancelli degli stabilimenti veneti per le decisioni della nuova proprietà dell'azienda siderurgica.
I lavoratori sono partiti da piazzale Roma, arrivando fino a Palazzo Labia. Sotto la sede regionale della Rai i segretari generali della Fiom di Padova, di Venezia e del Veneto e i segretari di Fim e Uilm hanno parlato ai lavoratori e alla gente interessata. Hanno partecipato alla manifestazione anche i segretari generali della camere del lavoro di Padova e di Venezia Aldo Marturano e Enrico Piron. Successivamente il corteo è ripartito per arrivare sotto il palazzo della Regione in fondamenta Santa Lucia dove una delegazione è stata ricevuta dall'assessore Elena Donazzan. Oltre a lei erano presenti Mattia Losego e Enrico Montagner, dell'Unità di Crisi di Veneto Lavoro, Anna Mandich della Direzione Lavoro della Regione Del Veneto, Paolino D'An, delegato al lavoro del comune di Venezia e Roberto Maniero, assessore del comune di Legnaro.
La rappresentanza dei lavoratori ha chiesto che la regione e le istituzioni locali abbiano un ruolo in questa vertenza vista l'importanza strategica dei siti veneti, il loro futuro e le eventuali ricadute della trattativa nazionale. I sindacati e i lavoratori non sono disposti nella maniera più assoluta ad accettare né esuberi né ulteriori sacrifici salariali.
L'Assessore e i referenti di Veneto Lavoro hanno richiesto tutta la documentazione per poter approfondire e conoscere nel dettaglio la questione in modo tale da inviare nei prossimi giorni una richiesta ufficiale per partecipare al prossimo tavolo che si terrà il 9 novembre al Ministero.
Tutti i soggetti coinvolti e presenti hanno condiviso che questa vicenda e il rischio occupazionale che determina hanno delle ripercussioni dirette nelle ricadute strategichesull'indotto per quanto riguarda la produzione, la distribuzione e il consumo dell'acciaio in tutti i settori industriali, metalmeccanici e non.