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Italscale: incontro positivo, si aspetta la formalizzazione delle promesse verbali

La manifestazione di oggi ha portato la lotta dei lavoratori per le strade della zona industriale di Saonara mentre le RSU e il delegato della Fiom erano impegnati in un incontro con la proprietà e il curatore fallimentare . 

I lavoratori si sono mossi in corteo per viale Veneto fino alla strada dei Vivai, dove, per una decina di minuti il corteo ha bloccato il traffico in uscita e in entrata per dare voce alle loro incertezze sul futuro e per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla loro spiacevole situazione. Presenti alla manifestazione molte famiglie in supporto ai propri cari.

Durante l’incontro la proprietà ha dichiarato che ritirerà la procedura di mobilità e la dichiarazione di cessata attività.  Ma i lavoratori cesseranno l’agitazione solo dopo che saranno messe nero su bianco le promesse espresse verbalmente. L’accordo scritto fra proprietà e lavoratori sarà firmato lunedì e i lavoratori, una volta sancito riprenderanno il lavoro martedì.

Al tavolo erano presenti i due maggiori  fornitori della Italscale, che hanno espresso la difficoltà in cui si sono trovati a causa degli scioperi ad oltranza, il curatore fallimentare, gli avvocati e i rappresentanti dell’azienda, per lavoratori era presente la RSU e Gianluca Badoer della segreteria della Fiom di Padova.   

I fornitori si sono impegnati a dare continuità al lavoro dell’azienda tramite le loro commesse.  Durante l’incontro sono state presentate alcune manifestazioni di interesse del tutto inaspettate che non erano state esplicitate fino ad oggi e che dovranno essere valutate nelle prossime settimane.

 “Oggi è stata un’importante giornata in cui ricorrono molti anniversari, dalla presa della Bastiglia allo sciopero generale indetto dopo l’attentato a Togliatti nel ‘48, ma per i lavoratori dell’Itascale oggi sarà un giorno ricordato come la prima vera vittoria di questa battaglia.” Ha dichiarato Gianluca Badoer della Fiom Cgil di Padova “I lavoratori si sono resi conto della loro importanza e del peso della lotta nella risoluzione di questa vertenza. È stata una battaglia della e per la dignità del lavoro e dei lavoratori. La guerrra non è ancora vinta del tutto ma oggi è stato fatto un fondamentale passo avanti nella vertenza Italscale. Aspettiamo lunedì con fiducia.” 

 

Fiom Cgil Padova

Italscale: indetta per venerdì 14 manifestazione alle ore 15.30. Alle 16 previsto incontro con azienda e curatore fallimentare.

Dopo una settimana di scioperi e agitazioni è stata indetta per domani, venerdì 14 luglio, alle ore 15.30 una manifestazione con corteo. I lavoratori partiranno dall’azienda, percorreranno viale Veneto fino alla rotonda della tangenziale che sbocca sulla Strada dei Vivai e torneranno allo stabilimento. Alle 16 è previsto un incontro con la proprietà e curatore fallimentare, comunicato alle RSU e sindacati nel pomeriggio di giovedì.

“I lavoratori hanno deciso di portare le proprie istanze fuori dalla fabbrica per sensibilizzare l’opinione pubblica e per dare un segnale all’azienda. Sindacati, RSU e lavoratori non lasceranno nulla di intentato per salvaguardare i 96 posti di lavoro e la sussistenza di intere famiglie” ha dichiarato Gianluca Badoer della Fiom Cgil di Padova.

 

Fiom Cgil Padova

Italscale: sciopero ad oltranza

Continuerà ad oltranza lo sciopero dei lavoratori della Italscale, iniziato venerdì 7 luglio per dare un segnale alla procedura di mobilità, arrivata il 30 giugno ai lavorati, dove la proprietà dichiara anche la cessata attività dell’azienda che dovrebbe avvenire il 15 settembre 2017. 

La proprietà non ha ancora risposto alle richieste dei lavoratori, Rsu e Sindacati che chiedono il ritiro della procedura di mobilità e della chiusura aziendale prevista per settembre. 

“È necessario poter riprendere al più preso l’attività produttiva, ma solo se i rischio di cessata attività verrà scongiurato. I lavoratori hanno bisogno di certezze e di poter essere sicuri di non restare senza lavoro e senza pane da qui a 2 mesi. L’azienda ha il dovere di dare delle risposte e di provare a uscire da questa impasse” dichiara Gianluca Badoer della segreteria della Fiom Cgil di Padova che segue la vertenza.

 

Fiom Cgil Padova

Scioperi alla Imasaf per protestare contro il mancato pagamento della quattordicesima

Alla Imasaf di Cittadella i lavoratori, le RSU, la Fiom di Padova e la Fim di Padova e Rovigo hanno indetto per martedì 11 luglio 2 ore di sciopero con presidio fuori dalla fabbrica, per dare un segnale alla proprietà che ha comunicato che per problemi di liquidità la 14a sarà congelata fino all’autunno e ha informato che sarà necessario procedere con un’ulteriore riorganizzazione del personale dovuta alla condizione finanziaria non felice. Non più tardi di 5 mesi fa c’erano state 23 fuoriuscite concordate  con incentivi per diminuire il numero della forza lavoro.  Lo sciopero di oggi fa parte di un pacchetto di 8 ore di agitazione programmato per luglio, comunicato all’azienda a fine giugno. Le 8 ore di sciopero sono una conseguenza delle comunicazioni dell’azienda, rilasciate il 16 giugno, in merito alla situazione della quattordicesima e dei possibili esuberi.  

L’azienda Imasaf sta vivendo lunghi periodi di crisi da almeno 5 anni e si avvale da tempo dell’utilizzo di ammortizzatori sociali. Questo periodo negativo è legato alla contrazione del mercato delle marmitte conseguenza della crisi sistemica. Negli ultimi anni con l’utilizzo degli ammortizzatori sociali si è tentato di superare la crisi nella speranza di una ripresa complessiva del mercato. Nell’incontro del 15 giugno l’azienda ha fatto sapere che quella flebile speranza è totalmente sfumata. L’azienda ha comunicato  che lo stabilimento di Cittadella che occupa 210 lavoratori,  con  una potenzialità di oltre un milione di pezzi l’anno, potrà riuscire al massimo a lavorare per poco più del 50% del potenziale produttivo, in base alle richieste del mercato. Da questa situazione è scaturita l’ennesima richiesta della proprietà  per un’ulteriore ridimensionamento della forza lavoro. A questo si unisce pure, a causa della poca liquidità, l’impossibilità a far fronte al pagamento della quattordicesima che sarebbe dovuta essere pagata in questi mesi.  

Marco Distefano della segreteria della FIOM Cgil di Padova dichiara “Nell’assemblea del 22 giugno, i lavoratori della Imasaf hanno dimostrato  l’intenzione ad aderire a forme di agitazione sindacale. Necessità che le due sigle sindacali hanno unitariamente accolto e programmato. Si ribadisce, come già detto all’azienda, che si devono cercare differenti metodi per affrontare l’odierna crisi. Metodi che non prevedano la diminuzione della forza lavoro o il peggioramento delle condizioni dei lavoratori. Si rifiuta, quindi, di avvallare l’ennesimo taglio dei lavoratori condizionato dalle necessità finanziarie.”

Alessandro Barbiero della FIM Cisl di Padova e Rovigo: “Oltre alle notizie negative che l’azienda ci sta dando, la preoccupazione  è legata anche all’apparente immobilità che impedisce di fare progetti e individuare una prospettiva possibile per il futuro dell’azienda e dei lavoratori. Per anni si è atteso che la fortuna girasse, ma l’attività imprenditoriale deve fondarsi su ben altre basi.”

Venerdì 7 di sciopero per Itascale, confermato il fermo anche per lunedì 10 luglio 2017

Dopo l’incontro di ieri, richiesto dai sindacati per poter avere informazioni dirette dai titolari sulla situazione in cui verte l’azienda, i lavoratori hanno deciso all’unanimità di procedere con lo sciopero, bloccando i lavori per le giornate di venerdì 7 e di lunedì 10 luglio. Sindacati, RSU e lavoratori hanno deciso di dare un netto segnale di protesta dopo aver ricevuto la notizia che il paventato acquisitore in realtà non esiste.

“E’ necessario far sentire la vice dei lavoratori e trovare al più presto un compratore” asserisce Gianluca Badoer, membro della segreteria della Fiom Cgil di Padova “perché la situazione si risolva senza strascichi negativi. Non è auspicabile che un’azienda come questa serri i battenti, non solo per i lavoratori, ma anche per l’intero territorio, che verrebbe così privato della presenza dell’Italscale che è in attività a Saonara dagli anni 60. Bisogna mettere in campo tutte le forze e fare squadra per poter scongiurare la chiusura. Lunedì è stata fissata l’assemblea con i lavoratori dove decideremo come procedere: sciopero a oltranza, presidi, incontri con la prefettura e con il Ministero dello sviluppo economico. Nulla resterà intentato.”

Per scantonare il fallimento è stato aperto un concordato preventivo in bianco e assieme alla procedura di mobilità, arrivata il 30 giugno ai lavorati, dove la proprietà dichiara anche la cessata attività dell’azienda che dovrebbe avvenire il 15 settembre 2017.  I sindacati hanno chiesto il ritiro immediato della procedura e aspettano risposta in tal senso.

 

L’Italscale è un’azienda storica del territorio di Saonara, nata nel 1960 come azienda artigiana, negli anni 80 fece il salto di qualità, molto diffuso in quegli anni, ampliando lavorazioni e assetto. Fra i vari rami è specializzata soprattutto nella lavorazione di alluminio per l’automotive, mercato altamente competitivo nel quale è necessario essere tecnologicamente competitivi per non essere fuori mercato e per non produrre al di sotto della soglia di guadagno. Molto spesso la mancanza di competitività a livello tecnologico viene recuperata cercando di potenziare la produttività, aumentando i ritmi e il peso del lavoro sui dipendenti. Ed è purtroppo quello che è accaduto in Italscale perché negli anni non sono stati fatti gli investimenti tecnologici appropriati. Questi buchi tecnologici, sommati alla cattiva gestione dell’azienda hanno fatto il resto, arrivando alla situazione che si sta delineando in queste ore. La mal gestione dell’azienda che grava sui titolari, non più giovanissimi, la mancanza di competenza da parte dei figli subentrati nel controllo e gli errati affidamenti a figure esterne e interne che hanno fatto i propri interessi e non quelli dell’azienda (creando anche parecchi danni funzionali) hanno nel tempo generato sempre più problemi alla sussistenza dell’azienda che, nonostante tutto, ha sempre provato a tener duro, soprattutto grazie all’impegno dei lavoratori.

Nel 2009 l’Italscale subisce la crisi sistemica, riuscendo però a ripartire, nonostante le carenze tecnologiche e organizzative. Questa ripartenza ha creato un ingente difetto economico, incrementato dalle mancate liquidità non più garantite delle banche, portando l’azienda ad essere in gravi difficoltà nel pagamento di stipendi e fornitori.  Oltre a questa non semplice situazione gestionale sono arrivati anche i decreti ingiuntivi che non hanno alleggerito le cose, anzi.  Un mese fa, per scantonare l’ipotesi di fallimento, la proprietà ha dato in affitto parti dell’azienda e a maggio 2016 avevano provato a fare una cessione di ramo di azienda, cosa però mai concretizzata nei fatti.

Fiom Cgil Padova

Italscale: Possibile chiusura prevista per il 15 Settembre

L’Italscale è un’azienda storica del territorio di Saonara, nata nel 1960 come azienda artigiana, negli anni 80 fece il salto di qualità, molto diffuso in quegli anni, ampliando lavorazioni e assetto. Fra i vari rami è specializzata soprattutto nella lavorazione di alluminio per l’automotive, mercato altamente competitivo nel quale è necessario essere tecnologicamente competitivi per non essere fuori mercato e per non produrre al di sotto della soglia di guadagno. Molto spesso la mancanza di competitività a livello tecnologico viene recuperata cercando di potenziare la produttività, aumentando i ritmi e il peso del lavoro sui dipendenti. Ed è purtroppo quello che è accaduto in Italscale perché negli anni non sono stati fatti gli investimenti tecnologici appropriati. Questi buchi tecnologici, sommati alla cattiva gestione dell’azienda hanno fatto il resto, arrivando alla situazione che si sta delineando in queste ore. La mal gestione dell’azienda che grava sui titolari, non più giovanissimi, la mancanza di competenza da parte dei figli subentrati nel controllo e gli errati affidamenti a figure esterne e interne che hanno fatto i propri interessi e non quelli dell’azienda (creando anche parecchi danni funzionali) hanno nel tempo generato sempre più problemi alla sussistenza dell’azienda che, nonostante tutto, ha sempre provato a tener duro, soprattutto grazie all’impegno dei lavoratori.

Nel 2009 l’Italscale subisce la crisi sistemica, riuscendo però a ripartire, nonostante le carenze tecnologiche e organizzative. Questa ripartenza ha creato un ingente difetto economico, incrementato dalle mancate liquidità non più garantite delle banche, portando l’azienda ad essere in gravi difficoltà nel pagamento di stipendi e fornitori.  Oltre a questa non semplice situazione gestionale sono arrivati anche i decreti ingiuntivi che non hanno alleggerito le cose, anzi.  Un mese fa, per scantonare l’ipotesi di fallimento, la proprietà ha dato in affitto un ramo di azienda e a maggio 2016 avevano provato a fare una cessione di ramo di azienda, cosa però mai concretizzata nei fatti.

Per scantonare il fallimento è stato anche aperto un concordato preventivo in bianco, tuttora aperto, e automaticamente una procedura di mobilità, quella arrivata il 30 giugno ai lavoratori, dove la proprietà dichiara anche la cessata attività dell’azienda che dovrebbe avvenire il 15 settembre 2017.

“Sicuramente tutta questa operazione serve per dare spazio ad un ipotetico acquisitore che se eventualmente acquisterà l’azienda lo farà nei tempi e nei modi in cui deciderà, selezionando il personale, come purtroppo accade in questi casi. Se la situazione fosse stata esplicitata in modalità differenti e con il dovuto preavviso avremmo potuto fare ricorso agli ammortizzatori sociali integrativi, come la CIS, perché avremmo potuto mantenere la continuità aziendale. Questo tipo di azioni non ci piacciono per nulla e sono purtroppo noti giochetti che vengono fatti sulla pelle dei lavoratori. Come Fiom siamo intenzionati a combattere con tutte le nostre forze questo tipo di azioni.” dice Gianluca Badoer della segreteria della Fiom di Padova “Oggi è stata fatta partire una richiesta per avviare la procedura in attesa dell’incontro. Dopo la conclusione del tavolo in cui ascolteremo la proprietà, saranno valutate con i lavoratori e le RSU tutte le azioni sindacali necessarie per scongiurare la chiusura. Se dovesse essere questo il caso, saremo pronti a mettere in campo tutto il necessario per lottare per e con i lavoratori: dallo sciopero, ai presidi, alle richieste di incontri con la prefettura e con il Ministero dello sviluppo economico.”

Fiom Cgil Padova

Festa alle Fonderie Anselmi

In occasione della riapertura della Fonderia Anselmi, i lavoratori, le RSU, le organizzazioni sindacali in accordo con la nuova proprietà Anselmi Casting srl e con il patrocinio dei comuni di Camposampiero e di Loreggia hanno organizzato una festa in fonderia per celebrare i mesi di lotta e la vittoria ottenuta. 

L’appuntamento è per venerdì 30 giugno dalle ore 18.00 proprio all’interno della fonderia in via Ippolito Nievo 1 a Camposampiero, ci sarà musica dal vivo e stand enogastronomici per soddisfare la voglia di divertimento e allegria di coloro che da dicembre hanno vissuto direttamente o indirettamente la lunga vertenza dei 120 lavoratori del camposampierese.

Alle 19.00 ci sarà un incontro con il segretario generale della Fiom Maurizio Landini che interverrà per un breve momento di riflessione assieme ai sindaci di Camposampiero e Loreggia, al prefetto di Padova e all’amministratore delegato della nuova proprietà AC srl.

Asta Anselmi: la risposta della procedura arriverà fra due giorni. I lavoratori rimangono in attesa di sviluppi.

Nulla di fatto anche oggi per l’Anselmi.  La delegazione dei 120 lavoratori della fonderia del camposampierese ha appreso dopo svariate ore di presidio che la situazione non sarebbe stata risolta nel corso della giornata. La delusione però è stata mitigata da voci che hanno comunque assicurato che la proposta della Ariotti di Brescia potrebbe finalmente andare a buon fine, anche perché, la seconda proposta arrivata dal gruppo Pedercini, azienda del bresciano, pare non abbia i requisiti necessari per concorrere. La procedura, quindi, ha rinviato di altri due giorni lo scioglimento delle riserve sull’acquisizione  della Fonderia Anselmi  per effettuare ulteriori verifiche.

Monica Miotti, Rsu Fiom dell’Anselmi , alla fine della mattinata di presidio ha dichiarato: “Noi lavoratori attendiamo fiduciosi l’esito del comitato creditori sperando che la vicenda si concluda positivamente entro il tempo previsto. Certo, sarebbe stato meglio riuscire ad avere la risposta risolutiva oggi, anche perché questi continui rinvii non sono positivi per l’umore di tutti noi.”

“La procedura  si conferma non essere corretta nei confronti dei lavoratori. E il nostro giudizio sul suo operato continua ad essere assolutamente negativo. Attendiamo quindi di avere notizie ufficiali prima di festeggiare, anche se le possibilità di una risoluzione positiva paiono  essere preponderanti.” ha dichiarato Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova