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Servizio Assistenza Domiciliare del Comune di Padova, le Segreterie Provinciali di Fp Cgil e Cisl Fp denunciano la scarsa puntualità degli stipendi. Chiesto un incontro al Prefetto

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla protesta delle Segreterie Provinciali di Fp Cgil e Cisl Fp per la scarsa puntualità nel versamento degli stipendi agli assistenti domicialiari del Comune di Padova

FP CGIL e CISL FP: "Basta attese per lo stipendio! Chi gestisce servizi ai più fragili deve avere rispetto per chi lavora!" Da mesi i due dirigenti sindacali, Marigo e Maisto, scrivono alla cooperativa che paga con sensibili ritardi gli stipendi e non riceve le parti sindacali: "La situazione è fuori controllo".

Ancora una volta, e non è certo la prima solo nell’arco dell’anno 2025, le oltre 20 addette al servizio domiciliare presso le case di anziani e fragili del territorio della città sono costantemente in attesa di vedere arrivare lo stipendio. CGIL e CISL attivano la richiesta di incontro al Prefetto Forlenza.

Da alcuni mesi, infatti, lo stipendio arriva il 20 o il 21, mentre l’obbligo da CCNL cooperative sociale dice il 20, ma il più delle volte si deve sollecitare l’amministrazione di Marghera o addirittura chiamare i vertici societari della Coopservizi FVG per avere il pagamento del lavoro delle operatrici socio sanitarie.

“Non possiamo certo attendere ogni 20 del mese per raccogliere le decine di giuste proteste da parte delle OSS addette al delicato servizio tutti i giorni dell’anno, domeniche comprese – sottolinea Angela Marigo della segreteria FP CGIL di Padova  – e quindi abbiamo deciso di dire basta a questa mancanza di rispetto. Chi lavora, non deve chiedere ma avere lo stipendio nel giorno prestabilito contrattualmente, non a giorni variabili”.

Una situazione che va avanti da tanto, troppo tempo, e che le parti sindacali hanno cercato di contenere nei normali rapporti sindacali, sollecitando per iscritto e anche via telefono i vertici della cooperativa di Marghera che da anni garantisce i servizi di assistenza e pulizia alle famiglie di anziani indirizzate dai servizi sociali del Comune di Padova.

“E’ chiaro che ora la misura è colma – afferma Franco Maisto della CISL FP Padova Rovigo – e riteniamo di aver dato tutte le possibilità alla cooperativa di poter mettersi in linea con i dettami previsti dalla legge. Non è ammissibile al giorno d’oggi che le persone che lavorano e hanno scadenze con mutui, prestiti oltre che avere le normali spese familiari vadano in difficoltà finanziaria per colpa di chi non paga. Adesso attiviamo la richiesta al Prefetto di Padova, in quanto le lavoratrici ci hanno chiesto un intervento preciso a tutela e rispetto della propria professionalità".

"Alcune delle problematiche per cui chiediamo da tempo risposte  – proseguono i due sindacalisti  – sono legate a incontri mai avvenuti: su organizzazione e gestione del lavoro e funzionamento del servizio, in particolare in relazione al rapporto di appalto con il comune di Padova. Da allora continuiamo a chiedere un confronto con la cooperativa, continuando a ricevere richieste e segnalazioni da parte del personale in merito a ritardi nel pagamento della retribuzione e difficoltà organizzative dovute anche alla mancanza di personale. Per questo abbiamo scritto più volte ai vertici della Cooperativa. Per esempio, il 23 settembre in una nota le OO.SS. chiedevano con urgenza un chiarimento in merito alla mancata retribuzione di un gruppo di lavoratrici che risultavano ancora in attesa della retribuzione che spettava loro non oltre il 20 settembre. Ma poi, il 20 di ottobre, i lavoratori e le lavoratrici si sono ritrovate nuovamente nella condizione di non ricevere la retribuzione. Inoltre segnaliamo da parte della cooperativa una scarsissima collaborazione e una totale mancanza di confronto con le parti sindacali su un tema così fondamentale come il pagamento dello stipendio. Riteniamo la situazione particolarmente delicata in quanto rischia di compromettere il funzionamento di un servizio necessario e fondamentale per le persone fragili del territorio”.

"Infine – concludono i due sindacalisti – l’allarme sulla tenuta delle gare di appalto vede anche una richiesta da parte sindacale sul monitoraggio di quanti pagano in regola a vigenza di contratto, in modo da avere minori rischi. In particolare, servirebbe alle stazioni appaltanti, non solo la trasmissione del pagamento dei contributi pensionistici, ma anche il dettaglio dei bonifici paga". 

 

Vertenza Configliachi: ieri il tentativo di conciliazione in Prefettura. I sindacati: “Sospeso lo Stato d'Agitazione del personale all'Istituto Configliachi. Riconosciute da parte dell’Ente diverse criticità che andiamo denunciando da tempo"

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sull'esito del tentativo di conciliazione nella vertenza Configliachi svoltosi ieri in Prefettura
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In seguito al tentativo di conciliazione svoltosi oggi a mezzogiorno presso la Prefettura di Padova, i rappresentanti delle Segreterie Provinciali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – rispettivamente Alfredo Sbucafratta, Andrea Ricci, e Xena Helena Da Silva Valotti – hanno annunciato la sospensione dello stato di agitazione proclamato nelle scorse settimane, in attesa del prossimo tavolo in Prefettura per la verifica degli impegni presi dalla direzione dell'Istituto Luigi Configliachi. “Stiamo parlando – hanno introdotto Sbucafratta, Ricci e Da Silva Valotti – di una crisi che coinvolge un ente che fa parte della storia della nostra città con 304 posti letto, in maggioranza occupati da persone non autosufficienti, dove lavorano 145 dipendenti pubblici assunti direttamente e un’altra sessantina, attraverso le cooperative. Ricordiamo che solo nel 2022, i dipendenti pubblici erano 215 e già allora c’erano problemi di carenza. E non parliamo di quel che accade oggi: basti solo sapere che, solo da gennaio, ci sono state 15 dimissioni. Abbiamo quindi una carenza di personale che si attesta intorno al 20% e sul fatto che questo sia un problema ci siamo trovati tutti d’accordo”.

“L'incontro – spiegano i tre sindacalisti – si è focalizzato sulle criticità che hanno portato allo stato di agitazione, ovvero le problematiche relative a personale e carichi di lavoro, sicurezza, scarse comunicazioni da parte della Direzione, condizioni contrattuali e criticità strutturali/organizzative, con particolare attenzione alla portineria e alla cucina. La notizia positiva è che la Direzione ha ammesso, almeno in parte, le proprie responsabilità nei problemi di comunicazione e trasparenza che ci hanno portato a proclamare lo stato di agitazione e a trovarci oggi in una sede istituzionale a discutere di tali criticità. Si tratta di un punto di partenza per riavviare un confronto che ci trova disponibili”.

“Inutile aggiungere – hanno proseguito Sbucafratta, Ricci e Da Silva Valotti – che oltre a questo sono diverse le criticità che abbiamo sollevato, a partire dai problemi strutturali dell’edificio che rimangano un nodo cruciale nella vertenza, con la cucina che necessita di lavori obbligatori come la riparazione delle tubature rotte e problemi con l'acqua fredda, per i quali una gara d'appalto è prevista solo per il 2026-2027. Si tratta di problematiche che ricadono non solo sul personale ma anche sulla qualità dell’assistenza e questo va tenuto assolutamente in considerazione”.

“Accanto a ciò – aggiungono i tre rappresentanti sindacali – abbiamo ribadito la necessità di una riforma per la portineria, anche in relazione alla dignità del lavoro e ai diritti contrattuali, chiedendo che il personale che vi opera, assieme a quello impiegato in cucina, venga ricollocato. Abbiamo preso atto della replica della dirigenza in merito alle difficoltà strutturali e al tentativo di risanamento del deficit a cinque zeri degli anni precedenti”.

“Ciò non toglie – hanno concluso Sbucafratta, Ricci e Da Silva Valotti – che la sospensione dello stato di agitazione sarà condizionata, oltre che alla pronta riallocazione del personale della portineria e della cucina, anche dalla verifica che le azioni promesse dalla dirigenza vengano seguite da azioni concrete. In definitiva, l’auspicio è che vengano rispettati gli impegni formulati oggi su una maggior comunicazione, un maggior coinvolgimento delle parti sindacali e del personale sulle riorganizzazioni in itinere promosse dall’Amministrazione del Configliachi e soprattutto ci sia, da qui in avanti, una maggior attenzione a quello che è il clima lavorativo all’interno dell’Ente. Altrimenti, riprenderemo lo stato di agitazione ma, soprattutto, lavoratrici e lavoratori continueranno ad andarsene e questo non lo vuole nessuno”.

Il servizio di Telenordest con le dichiarazioni dei sindacalisti di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl dopo il tentativo di conciliazione in Prefettura nella vertenza Configliachi

Disagio crescente tra il personale dell’Azienda Ospedale – Università di Padova: RSU e sindacati chiedono un tavolo permanente di confronto. Ieri l'assemblea sindacale unitaria all'Ospedale di Padova.

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sull'assemblea sindacale unitaria di ieri di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Nursind e Nursing del comparto dell'Azienda Ospedale - Università di Padova
Partecipazione alta e clima di forte preoccupazione all’assemblea sindacale generale del personale del comparto dell’Azienda Ospedale – Università di Padova, convocata ieri, lunedì 20 ottobre, dalla RSU aziendale con la partecipazione di FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, NURSIND e Nursing Up.

L’incontro ha rappresentato un momento di ascolto e confronto molto partecipato, in cui centinaia di lavoratrici e lavoratori hanno espresso con forza il proprio disagio di fronte a un contesto organizzativo sempre più complesso.
Il malessere diffuso nasce soprattutto dalle riorganizzazioni in corso e dalla carenza di personale, in particolare infermieristico, che nelle aree più delicate come sale operatorie e rianimazioni sta mettendo a rischio la qualità e la sicurezza dell’assistenza.

Le preoccupazioni si estendono anche ad altri reparti – Chirurgia Plastica, Otorinolaringoiatria e Chirurgia Pediatrica – dove i carichi di lavoro sono diventati ormai insostenibili. Con l’apertura della nuova Pediatria prevista per l’inizio del 2026, il personale teme di non essere numericamente sufficiente per garantire un avvio in sicurezza delle attività.

Durante il dibattito, i sindacati hanno espresso in modo unitario una posizione chiara: serve un cambio di passo nell’organizzazione del lavoro, con una visione più partecipata e rispettosa delle professionalità.
La scelta aziendale di inserire operatori socio-sanitari (OSS) in contesti ad alta complessità, dove oggi mancano infermieri, è stata giudicata rischiosa e potenzialmente dannosa per la qualità dell’assistenza e per l’equilibrio dei reparti.

“Il malessere che abbiamo raccolto oggi non può più essere ignorato – ha dichiarato Achille Pagliaro, segretario aziendale della CISL FP –. La sanità non può reggersi sull’abnegazione di pochi. Servono scelte organizzative coraggiose, che mettano al centro il benessere di chi lavora e la sicurezza di chi viene curato. Se non si invertirà la rotta, sarà impossibile trattenere e motivare i professionisti.”

Sulla stessa linea, Alessandra Stivali della FP CGIL ha sottolineato che “la carenza di personale è ormai cronica e l’aumento dei carichi di lavoro sta generando un disagio diffuso. Non si possono coprire i vuoti di organico spostando personale o sostituendo infermieri con OSS. Serve una programmazione seria, che parta dall’ascolto di chi lavora ogni giorno nei reparti.”

Per Luigi Spada della UIL FPL, “oggi i lavoratori chiedono solo di poter lavorare con dignità, in condizioni di sicurezza e con un’organizzazione che ascolti davvero chi è sul campo. È tempo che l’Azienda apra un confronto vero e continuativo con chi rappresenta i lavoratori.”

Anche Luigi Ceoldo del Nursing Up ha evidenziato come “il personale sia stremato. L’assistenza di qualità si garantisce solo se c’è un equilibrio tra risorse, professionalità e carichi di lavoro. Oggi quell’equilibrio è saltato, e serve un intervento immediato per ristabilirlo.”

A chiudere, Marika Zilio del Nursind ha ribadito la necessità di un cambio culturale: “I lavoratori vogliono essere parte attiva dei processi organizzativi, non spettatori passivi di decisioni calate dall’alto. Il benessere organizzativo deve diventare una priorità vera, non un tema accessorio.”

Nel corso dell’assemblea è emersa con forza anche la volontà del personale di essere più partecipe nelle scelte organizzative, di poter contribuire alla costruzione di modelli di lavoro più umani, sostenibili e orientati alla qualità.
Il tema del benessere organizzativo è stato indicato come elemento centrale per la retention del personale, condizione imprescindibile per ridurre le fughe di professionisti verso altre aziende o verso il settore privato.

Le Organizzazioni Sindacali e la RSU chiedono ora con urgenza all’Azienda di istituire un tavolo permanente di confronto, per affrontare insieme le criticità e trovare soluzioni concrete.
In assenza di risposte rapide e misure adeguate, è stato deciso di valutare azioni sindacali unitarie, a tutela delle lavoratrici, dei lavoratori e della qualità dell’assistenza offerta ai cittadini.

Nicole Zamprogna, coordinatrice della RSU aziendale, ha espresso con fermezza la posizione del personale:
“Quello che oggi è emerso non è solo disagio: è un grido d’allarme. I lavoratori sono allo stremo, schiacciati da carichi insostenibili, turni impossibili e continue riorganizzazioni calate dall’alto. Non possiamo più accettare che tutto venga deciso senza ascoltare chi ogni giorno garantisce la tenuta dei reparti. Se l’Azienda pensa di poter andare avanti ignorando la voce dei lavoratori, si sbaglia di grosso.
Chiediamo risposte immediate e fatti concreti, non promesse. E se non arriveranno, la RSU insieme alle organizzazioni sindacali metterà in campo tutte le iniziative necessarie per difendere la dignità, la sicurezza e il futuro di chi lavora in questo ospedale.”

"LIBER3 DI IMPARARE, LIBER3 DI INSEGNARE": Sabato 18 ottobre anche Padova si mobilità contro le indicazioni Nazionali a tutela della libertà d'insegnamento

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Corriere Veneto sulla mobilitazione nazionale del mondo della scuola, anche a Padova, prevista sabato 18 ottobre
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Anche a Padova, come in molte altre città (attualmente sono circa 40), sabato 18 ottobre il mondo della scuola e tutte le sue componenti (bambinɜ, ragazzɜ, insegnanti, genitori, personale di collaborazione, associazioni del Terzo Settore) prenderanno la parola per dire NO! ALLE INDICAZIONI NAZIONALI 2025 e un fortissimo SÌ! per la scuola pubblica, democratica, ispirata dai princìpi della Costituzione.

Le Indicazioni Nazionali proposte dal Ministero della Pubblica Istruzione e del Merito e dipinte come “nuove” fanno, al contrario, riferimento ad un modello di scuola e di istruzione superato da decenni grazie alle pratiche didattiche e all’ elaborazione pedagogica, un modello lontano mille miglia dalla realtà che chi ha occhi per vedere e orecchie per ascoltare verifica tutti i giorni.

Per rispondere a quella che è una vera e propria offensiva restauratrice e reazionaria del governo e del ministero preposto, si è recentemente costituita a Padova un’azione organizzata collettiva che si è data il nome di Padova per la Scuola Pubblica e Democratica.

Il coordinamento riunisce organizzazioni sindacali di categoria, associazioni professionali di insegnanti e di ricercatori, coordinamenti di studentɜ, associazioni di genitori e del Terzo Settore.

Aderiscono attualmente a Padova per la Scuola Pubblica e Democratica Anfis, Anpi, Cesp, Cgil, Cobas Scuola, ConTatto C.e.m.e.a. Veneto, Coordinamento Studentɜ Mediɜ, Epimeleia, Flc Cgil, Legambiente Scuola e formazione, Mce, Open your borders, Priorità alla scuola, Proteo Fare Sapere, Quadrato meticcio, Quale scuola per il futuro?, Rete dellɜ Studentɜ, Mediɜ, Sasfal Cgil.

Alcune delle suddette associazioni sono parte del Tavolo Nazionale per la Scuola Democratica, promotore in tutta Italia di iniziative di protesta per il 18 ottobre. Padova per la Scuola Pubblica e Democratica rappresenta una convergenza locale tra movimenti e associazioni radicati nel territorio e rappresentanti padovanɜ del Tavolo per la scuola democratica.

Padova per la Scuola Pubblica e Democratica invita quantɜ hanno a cuore l’educazione e l’istruzione come basi fondanti di una società vitale e accogliente, investimento per il futuro e non costo da tagliare, alla mobilitazione collettiva che si terrà sabato 18 ottobre secondo il seguente programma:

Uniti dallo slogan "Liberɜ di imparare, liberɜ di insegnare", l'appuntamento è quindi alle 15:30 di sabato 18 in Piazza Antenore, davanti alla Prefettura, dove si concentreranno i partecipanti che, in corteo, partiranno alla volta di Piazza Capitaniato dove ci sarà un presidio con laboratori bambini, stand delle associazioni e gli interventi. 

Il servizio di Telenordest sulla mobilitazione del mondo della scuola del 18 ottobre in oltre 40 città italiane, tra cui Padova

 

 

Crisi gestionale all’Ente Configliachi: le Segreterie Provinciali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl confermano lo stato di agitazione, il CDA promette risanamento e rilancio strutturale

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sull'incontro tra sindacati e CDA dell'Istituto Configliachi

Lunedì 13 ottobre, si è svolto l’incontro tra i rappresentanti sindacali delle Segreterie Provinciali di Cgil Cisl e Uil e la dirigenza dell’Ente IPAB Configliachi. “Si è trattato di un incontro – recita una nota diffusa dalle tre Confederazioni – che, a nostro avviso, ha messo in luce una situazione di forte criticità gestionale e organizzativa, con ripercussioni significative sulle condizioni di lavoro e sulla qualità dei servizi erogati agli ospiti. Un incontro durante il quale ci siamo confrontati con il Presidente del Consiglio di Amministrazione, tutto il CDA, il  Direttore Alessandro Turri,  la Vice Direttrice dott.ssa Dalla Rosa a cui abbiamo ribadito l’insostenibilità delle condizioni lavorative dovute alla grave carenza di personale, lamentato una progressiva chiusura dei canali di confronto e denunciato come inaccettabile la gestione unilaterale di servizi e appalti che stanno minando l’equilibrio operativo dell’ente, nello specifico il trasferimento del servizio cucina dal 15 ottobre 2025 e la chiusura unilaterale della portineria".

“Nel corso dell’incontro – prosegue la nota – abbiamo segnalato una situazione di sottorganico cronico, con pesanti ricadute sul personale, costretto a coprire più turni e mansioni in condizioni di lavoro che ci descrivono come ‘insostenibili’ a causa dei turni prolungati e della difficoltà nella fruizione di ferie e permessi a cui si aggiunge un ulteriore criticità e cioè l’aumento delle assenze per malattia che ha superato il 20% della forza lavoro. Inoltre, accanto a questo, abbiamo denunciato diversi fattori che secondo noi creano malessere e malumori a partire dalle chiusure unilaterali di servizi essenziali, come la cucina e la portineria, senza preventiva consultazione con le parti sindacali, andando contro quanto previsto dal CCNL Funzioni Locali. A ciò si deve sommare il degrado, ormai strutturale, dell’immobile che ospita la Residenza a causa di una decennale mancanza di manutenzione, il crescente ricorso ad appalti esterni, che oggi coprono quasi metà delle attività, con ricadute sul personale e sulla qualità dei servizi, causate dal continuo tournover al suo interno. Tutte questioni che si potrebbe tentare di risolvere se non fosse per la totale assenza di confronto sindacale, dove ormai la prassi è che le decisioni vengono prese in modo unilaterale dal vertice amministrativo. E, infine, abbiamo chiesto chiarezza sul futuro giuridico dell’ente: vogliamo sapere se la direzione intenda orientarsi verso una trasformazione in Fondazione o in ASPS (Azienda per il Servizio alla Persona) e se si pensa di ripristinare le condizioni contrattuali e i fondi di produttività congelati”.

“Davanti alle nostre richieste – continuano i sindacati – il CDA ha rivendicato i progressi ottenuti nel risanamento del bilancio, sottolineando che il piano di rientro avviato due anni e mezzo fa sta producendo risultati positivi, tanto che il presidente stesso del CDA, ha affermato che entro la fine del 2025 l’ente tornerà a una situazione di serenità economica. Accanto a questo il Consiglio ha inoltre annunciato un progetto di rilancio strutturale e di servizio in collaborazione con il Comune e con il coinvolgimento della Regione Veneto, secondo le linee di un piano che prevede a) la riqualificazione dell’istituto e degli spazi abitativi, con la ristrutturazione di 12 appartamenti destinati a generare nuova rendita e servizi alla collettività; b) una visione moderna della RSA, aperta al territorio e capace di offrire servizi innovativi alle famiglie e c) la partecipazione a bandi di finanziamento, anche a fondo perduto, per la riqualificazione energetica e impiantistica. Per quel che riguarda invece il personale, la Direzione ha confermato l’apertura di un bando di concorso per 4 OSS, ma ha riconosciuto le difficoltà nel reclutamento a causa della concorrenza del settore sanitario con l’impegno, però, di fare tutto il possibile per garantire un adeguato livello di personale e condizioni di lavoro dignitose, aggiungendo tuttavia che la carenza di infermieri e operatori è un problema nazionale, che richiede un intervento politico di sistema”.

“Detto ciò – attaccano le Segreterie Provinciali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – nonostante le rassicurazioni, la tensione resta alta perché non possiamo che giudicare insufficienti e tardive le risposte del CDA davanti alle quali non possiamo che confermare lo stato di agitazione del personale che verrà accompagnato da ulteriori iniziative di mobilitazione qualora non venissero forniti impegni concreti e tempi certi per il miglioramento delle condizioni di lavoro e la tutela della missione pubblica dell’Ente Configliachi. La distanza tra noi e il CDA dell’Ente resta molto ampia, almeno fin quando questo rimarrà unicamente concentrato sul risanamento finanziario e sui progetti di rilancio senza concedere nulla alle nostre richieste di una gestione partecipata, trasparente e rispettosa della dignità dei lavoratori e degli ospiti. Senza considerare che su alcune questioni, come la tipologia oraria o il trasferimento del servizio di cucina presso la sede di Serenissima a Boara Pisani, non abbiamo ricevuto nessuna risposta. In particolare, non possiamo che registrare l’imbarazzante e totale silenzio con cui sono stati accolti i nostri rilievi quando abbiamo ricordato e riletto le regole della gara d’appalto con cui si assegnava il servizio, dove era messo nero su bianco che il personale in distacco dovesse operare esclusivamente all’interno della sede del Configliachi in via sette Martiri”.

“Il futuro dell’Ente Configliachi – concludono i sindacati – resta dunque appeso a un bivio: la prosecuzione di un percorso di risanamento economico che pesa tutto sulle spalle del personale, che nel frattempo continua a licenziarsi, o una vera rinascita istituzionale e sociale che restituisca centralità alla qualità del servizio e al valore del lavoro pubblico. Il nodo dello scontro è tutto qui e noi sappiamo benissimo da che parte stare”.

La denuncia delle Segreterie Provinciali di Fp Cgil, Cisl Fp, Cisl Fisascat, Uil Fpl e Uil TuCS di Padova: "Topi presso la 'Residenza Villaggio Anziani tra noi' di Solesino (PD): elevato rischio igienico-sanitario per ospiti e personale"

Le Segreterie Provinciali di Padova di Fp Cgil, Cisl Fp, Cisl Fisascat, Uil Fpl e Uil TuCS denunciano l'incredibile e non più accettabile situazione di rischio igienico-sanitario che si protrae da mesi presso la Residenza Villaggio Anziani tra noi – Papa Giovanni XXIII di Solesino (PD) gestito dalla Cooperativa Codess Sociale, in particolare nell'Area conferimento rifiuti e nelle zone limitrofe alla struttura, che risulta da parecchi mesi infestata da numerosi topi di grosse dimensioni.

“Siamo costretti a fare una denuncia pubblica – dicono in una nota congiunta le sigle sindacali – perché nonostante sia passato parecchio tempo dalle prime segnalazioni e direzione della Cooperativa e Comune siano perfettamente a conoscenza del problema, nulla è cambiato e dalla scorsa estate, la situazione è precipitata. È dal mese di giugno, infatti, che lavoratrici e lavoratori hanno riscontrato la presenza di numerosi topi di notevoli dimensioni nell’area rifiuti, per poi vederli correre all’interno del parco della struttura. E nonostante la problematica sia stata portata all'attenzione della Cooperativa Codess con una nota del 18 luglio, la situazione continua a peggiorare e ancora oggi il personale è costretto a convivere con la presenza di decine di topi di grosse dimensioni che escono in gran numero dai bidoni della spazzatura”.

“La gravità della situazione – proseguono i sindacati – è evidente: lo spazio dove si trovano i cassonetti è separato dalla struttura degli anziani solo da una porta, con il rischio concreto che i roditori possano entrare e raggiungere la zona dove si trovano i distributori della colazione. Il rischio di una possibile contaminazione dei contenitori della colazione destinati agli ospiti residenti in casa di riposo è quindi evidente. Senza considerare che il personale è spaventato: buttare la spazzatura o anche solo passare a piedi in quella zona per prendere l'automobile è diventato per loro una fonte di pericolo. E le misure adottate fino ad oggi, a nostro avviso, si sono dimostrate insufficienti e la situazione continua a peggiorare. Non lo possiamo più accettare”.

“Ricordiamo – attaccano le Segreterie Provinciali di Fp Cgil, Cisl Fp, Cisl Fisascat, Uil Fpl e Uil Tucs – che a seguito delle denunce sindacali, la Cooperativa Codess Sociale aveva dichiarato di aver avviato una derattizzazione, ma aveva anche scaricato la responsabilità sul fatto che la problematica interessasse l’intero territorio comunale, affermando che la situazione era già stata portata all'attenzione del Comune, il quale non si era ancora espresso. Di fronte al peggioramento, ad una successiva richiesta del 21 agosto, il Comune ha risposto di aver potenziato gli erogatori d’esca negli stabili comunali, consigliando però all’azienda una derattizzazione specifica nell'area privata”.

“E da allora – conclude la nota dei sindacati – nulla è cambiato e nonostante le sollecitazioni, l'azienda e il Comune non hanno fornito nessun'altra indicazione, lasciando il personale e la struttura in una condizione di forte preoccupazione per la salute e sicurezza. Per questo chiediamo un intervento immediato e risolutivo da parte della Cooperativa Codess Sociale e dalle Autorità Comunali per tutelare urgentemente la salute e la sicurezza del personale e degli ospiti residenti nella struttura. L’auspicio è che ora che la vicenda è diventata pubblica chi di dovere agisca il più celermente possibile”.

Il servizio di Telenordest sulla vicenda con l'intervento telefonico di Angela Marigo della Fp Cgil Padova

Istituto "Luigi Configliachi": Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl di Padova, unitamente alla RSU, proclamano lo stato di agitazione del personale

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla proclamazione dello stato di agitazione del personale dell'Istituto Configliachi

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl di Padova: “Una decisione maturata, unitamente alla RSU dell’Ente, a seguito delle continue riorganizzazioni interne, chiusure di servizi e trasferimenti di personale avvenuti senza alcuna preventiva informazione o concertazione con le rappresentanze sindacali e con i lavoratori interessati”

 

Fp Cgil Padova, Cisl Fp di Padova e Rovigo e Uil Fpl Padova denunciano una situazione ormai insostenibile che compromette il benessere organizzativo e la qualità del servizio pubblico reso alla cittadinanza all’interno dell’Istituto “Luigi Configliachi”, una storica realtà pubblica di eccellenza assistenziale nonché la seconda casa di riposo più grande della città di Padova e punto di riferimento per la comunità locale.

“Quel che è successo – dicono Alfredo Sbucafratta della Fp Cgil Padova, Andrea Ricci della Cisl Fp di Padova e Rovigo e Hena Helena Da Silva Velotti della Uil Fpl Padova – è che i nodi sono arrivati tutti al pettine e lavoratrici e lavoratori hanno detto basta. Il ricorso sistematico ai turni straordinari, dovuti alla carenza di personale ormai ridotto all’osso, i carichi di lavoro eccessivi che superano i parametri contrattuali, la negazione di ferie e permessi e una turnistica che non permette una sana conciliazione tra i tempi di vita e lavoro hanno profondamente inciso, nel tempo, sulle condizioni di benessere lavorativo e questo non ha fatto altro che causare ulteriori dimissioni facendo crescere il malessere tra gli operatori del Configliachi. E a fronte di questo disastro non possiamo che registrare una totale assenza di politiche che rilancino le assunzioni di personale a regime pubblico, una generale disorganizzazione gestionale seguita da una totale mancanza di relazioni sindacali, come dimostrano le recenti chiusure della portineria e della cucina avvenute unilateralmente e senza nessuna comunicazione”.

“Ed è questa mancanza di dialogo e trasparenza da parte dell’Amministrazione – attaccano i tre rappresentanti sindacali – che ha fatto traboccare il vaso inducendo il personale a indire lo stato di agitazione perché è evidente che a tali condizioni non si fa altro che rischiare di minare e sabotare ulteriormente il buon funzionamento del servizio e la dignità di lavoratrici e lavoratori. E questo non lo possiamo accettare”.

“Proprio ieri sera – concludono Alfredo Sbucafratta, Andrea Ricci e Hena Helena Da Silva Velotti –, e solo dopo un ultimo ulteriore sollecito, siamo stati finalmente convocati dal CdA di Configliachi per lunedì 13 ottobre. In quella sede comunicheremo l’avvio formale delle procedure di raffreddamento e conciliazione del conflitto previste dalla normativa che regola situazioni come queste. E in attesa del futuro incontro in Prefettura, comunicheremo anche che ci riserviamo di intraprendere ulteriori iniziative di mobilitazione qualora continuassimo a registrare il passivo immobilismo dell’Ente e la mancanza di risposte concrete alle gravi problematiche sollevate da lavoratrici e lavoratori”. 

‘Democrazia al Lavoro’: piattaforma manifestazione nazionale 25 ottobre 2025

PER LA PACE, IL LAVORO, LA DEMOCRAZIA, NO ALL’AUSTERITÀ, AL RIARMO, ALL’ECONOMIA DI GUERRA

AUMENTARE SALARI E PENSIONI – CONTRASTARE LA PRECARIETÀ E IL LAVORO POVERO – FINANZIARE SANITÀ, ISTRUZIONE, SERVIZI PUBBLICI – INVESTIRE NELLE POLITICHE INDUSTRIALI E NELLA TRANSIZIONE ENERGETICA, ECOLOGICA E TECNOLOGICA

IL MIX MICIDIALE DI GUERRE GUERREGGIATE E GUERRE COMMERCIALI

Le guerre guerreggiate – a partire dal genocidio della popolazione palestinese sino al sanguinosissimo conflitto in Ucraina – anziché essere fermate, si inaspriscono e rischiano di allargarsi fino alle conseguenze più estreme e irreversibili. Al contempo, la guerra commerciale scatenata dall’Amministrazione Trump contro l’Europa da minaccia si è trasformata in realtà, a causa dell’arrendevolezza della Commissione e dei Governi europei, a partire da quello italiano.

LA REALTÀ ECONOMICA E SOCIALE NON È QUELLA DECANTATA DAL GOVERNO

Il PIL è allo “zero virgola”; la domanda interna ristagna; i dazi mettono a rischio export, lavoro, sicurezza energetica; la produzione industriale cala da 3 anni; il mercato del lavoro cresce solo tra gli over 50: non sono nuovi posti di lavoro ma l’effetto della legge Fornero, mentre povertà lavorativa, precarietà, lavoro nero e sommerso colpiscono oltre 6 milioni di lavoratrici e lavoratori, diminuiscono le ore lavorate e aumenta il ricorso alla Cigs; l'evasione fiscale e contributiva è a oltre 82 miliardi annui; le diseguaglianze sociali e i divari territoriali aumentano, mentre il 50% della ricchezza nazionale è nelle mani del 5% più ricco della popolazione; 100.000 giovani emigrano dal nostro Paese ogni anno.

AUSTERITÀ A CARICO DI LAVORO E PENSIONI PER FINANZIARE LA CORSA AL RIARMO

Lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati hanno subito un brutale impoverimento a causa di un’inflazione da guerra e da profitti (18,6% cumulata tra il 2021 e il 2024), neanche lontanamente recuperata.
Oltre al danno, la beffa: chi vive di reddito fisso ha anche subito un drenaggio fiscale nel 2022/2024 per circa 25 miliardi di euro di maggiore IRPEF (oltre 1.000 euro per i redditi tra 27.000 e 30.000 euro lordi), che non sono stati né restituiti né reinvestiti in sanità, istruzione, servizi, investimenti; ma utilizzati per fare ancor più austerità (riportando il rapporto deficit/pil intorno al 3% già nel 2025, e non nel 2026 come richiesto dall’UE) allo scopo di indebitare ulteriormente il Paese per aumentare le spese in armi.
Il piano di riarmo dell’UE e l’impegno assunto in sede NATO per portare la spesa militare al 5% del pil entro 10 anni, avallati dal Governo Meloni, equivalgono per l’Italia a passare da 45 miliardi nel 2025 a oltre 146 miliardi annui nel 2035. Nei prossimi dieci anni, l’Italia spenderà, complessivamente, quasi 964 miliardi per il riarmo.
Una montagna di risorse che verrà sottratta a uno stato sociale sempre meno pubblico e universalistico, ai salari e alle pensioni, alle politiche industriali e agli investimenti indispensabili per invertire il declino, creare lavoro di qualità, innovare e rilanciare il nostro sistema produttivo.

PER DIRE NO ALL’AUSTERITÀ E AL RIARMO,
PER COSTRUIRE UN’ECONOMIA DI PACE FONDATA SUL LAVORO, SULLA DEMOCRAZIA, SULLA GIUSTIZIA SOCIALE E AMBIENTALE, SULL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA IL PROSSIMO 25 OTTOBRE 2025

PER CAMBIARE UNA POLITICA ECONOMICA E SOCIALE PROFONDAMENTE INGIUSTA E CONTROPRODUCENTE, PER SOSTENERE, IN VISTA DELLA LEGGE DI BILANCIO 2026, UN’ALTRA AGENDA SOCIALE CON LE SEGUENTI PRIORITÀ:

  • fermare la corsa al riarmo e portare avanti un concreto impegno per la pace
  • prendere i soldi dove sono: extraprofitti, profitti, rendite, grandi ricchezze, evasione fiscale e contributiva; stop a flat tax, condoni, sanatorie e concordati
  • finanziare e investire su sanità, istruzione, politiche per la non autosufficienza e la disabilità, politiche abitative, politiche sociali, trasporto pubblico, un piano straordinario per l’occupazione nei settori pubblici
  • restituire a lavoratori e pensionati il drenaggio fiscale già subìto, e neutralizzare quello futuro indicizzando all’inflazione sia gli scaglioni che le detrazioni Irpef e anche le soglie ISEE, esenzioni
  • rinnovare tutti i CCNL pubblici e privati per aumentare il potere d’acquisto, con detassazione degli incrementi contrattuali e penalizzazioni (esclusione dagli incentivi aziendali) per i contratti non rinnovati
  • salario minimo legale, legge sulla rappresentanza, equo compenso per il lavoro autonomo e professionale senza le limitazioni dell’attuale normativa
  • tutelare la salute e sicurezza nel lavoro; contrastare precarietà, lavoro povero, sommerso e sfruttamento lavorativo; cambiare il sistema degli appalti, contrastare i sub-appalti; riformare la legislazione sul lavoro per mettere al centro il lavoro stabile, sicuro, tutelato
  • piena rivalutazione delle pensioni, rafforzamento ed estensione della quattordicesima;
  • superare la legge Fornero; introdurre una pensiona contributiva di garanzia per giovani, precari e discontinui; garantire il riconoscimento dei lavori gravosi, usuranti e di cura; congelare l’aumento automatico di tre mesi dell’età pensionabile previsto dal 2027; parificare le condizioni di accesso al TFR/TFS e rivedere i tagli alle aliquote di rendimento per i dipendenti pubblici
  • cambiare la legislazione sull’immigrazione a partire dall’abolizione della legge Bossi-Fini; garantire certezza di diritti per gli ingressi per lavoro; realizzare efficaci processi d’integrazione e la piena partecipazione attraverso i diritti di cittadinanza;
  • investimenti e politiche industriali per i settori manifatturieri, il terziario e i servizi per contrastare le delocalizzazioni, difendere l’occupazione (anche attraverso ammortizzatori universali modello Sure e il divieto di licenziamenti), creare nuovo lavoro di qualità, realizzare la transizione energetica, ambientale e tecnologica del sistema produttivo
  • investimenti, infrastrutture e una vera strategia di sviluppo per il Mezzogiorno

PROSEGUIRE SULLA STRADA IMBOCCATA DAL GOVERNO PEGGIORERÀ LE CONDIZIONI MATERIALI DI VITA E DI LAVORO DELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DELLE PERSONE – A PARTIRE DA LAVORATORI, PENSIONATI, GIOVANI, DONNE - E PORTERÀ A SBATTERE IL NOSTRO PAESE.

MOBILITIAMOCI PER LA PACE, LA DEMOCRAZIA, IL LAVORO, PER CONQUISTARE UN ALTRO MODELLO DI SVILUPPO SOCIALMENTE E AMBIENTALMENTE SOSTENIBILE

 
La conferenza stampa con, fra le varie cose, la presentazione di tutti i temi che saranno anche al centro della grande manifestazione nazionale del 25 ottobre a Roma