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Centinaia di persone sul Liston per il presidio pro Global Sumud Flotilla organizzato dalla Cgil di Padova

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Corriere Veneto sul presidio a favore della missione Globla Sumud Flotilla organizzato dalla Cgil di Padova, ieri, davanti a Palazzo Moroni

Diverse centinaia di persone, ieri sabato 6 settembre, hanno partecipato nel pomeriggio all'iniziativa organizzata dalla Cgil di Padova, con il sostegno di molte associazioni del territorio, davanti al Comune di Padova per sostenere la Global Sumud Flotilla, una missione umanitaria non violenta che tenta di forzare il blocco navale israeliano per portare aiuti essenziali alla popolazione di Gaza.

Questo l'intervento tenuto dal Segretario Generale della Cgil di Padova che ha aperto la serie di interventi:

Grazie per essere presenti qui oggi. Il presidio che stiamo tenendo si sta svolgendo in tutt’Italia.

Abbiamo la necessità di tenere alta l’attenzione, la necessità di sensibilizzare, la necessità di alzare la voce, la necessità di lottare l’indifferenza e la rassegnazione.

Per molto tempo abbiamo fatto attenzione alle parole da usare per denunciare la gravità di quanto stava accadendo perché non ci fosse alcuna strumentalizzazione di antisemitismo. Lo ribadiamo anche oggi, l’antisemitismo non c’entra nulla, ma non possiamo non denunciare l’efferatezza del genocidio in corso, il tentativo, inaccettabile, di cancellare e sterminare un popolo.

Il tema non è la religione, non è l’ebraismo, il tema è un Governo, quello israeliano, di estrema destra e fascista, che sta violando ogni legge, ogni convenzione, calpestando il diritto internazionale umanitario, facendone carta straccia grondante sangue.

Grave quanto compiuto da Hamas, Hamas non rappresenta la Resistenza ma questo non può giustificare un tale accanimento che ha altre ragioni, il raggiungimento dello scopo della estrema destra israeliana di cancellare uno Stato che non si vuole far nascere e la sua popolazione.

Noi non possiamo rimanere inermi, per il numero di morti palestinesi, tra i 70.000 e gli 80.000, di cui 20.000 bambini.

Non possiamo rimanere indifferenti per come quelle morti sono procurate, sono uccisioni mirate e crudeli, come ha raccontato bene il film presentato alla mostra di Venezia, ”La voce di Hind Rajab”, una bambina di 6 anni presa di mira e uccisa senza pietà da soldati israeliani, insieme a due operatori sanitari che tentavano di salvarla.

Le altre vittime sono persone innocenti, si tratta di popolazione civile, di operatori sanitari, di giornalisti, oltre 200, uccisi perché provano a raccontarci la barbarie di quanto sta accadendo.

E tutto questo non riguarda solo Gaza ma anche la Cisgiordania, con i coloni che prendono di mira i palestinesi, che provano a logorarli, a cacciarli senza pietà, ad ucciderli.

Noi oggi siamo qui per sostenere la Global Sumud Flotilla, la flotta di 40 imbarcazioni organizzata da attivisti, da volontari che dalla Spagna, dall’Italia, dalla Tunisia sono salpati e stanno salpando per portare aiuti umanitari, beni di prima necessità, farmaci ad una popolazione che si sta sterminando per fame (Gaza Humanitarian Fondation, 4 punti di distribuzione cibo contro i 400 del periodo del cessate il fuoco, vi ricorrono 2 milioni di persone che devono scansare gli spari, il fuoco israeliano)

Lo fanno con l’obiettivo di forzare i blocchi navali israeliani, sapendo che Israele li considera terroristi e tenterà ogni azione per bloccarli.

Noi siamo qui per tenere accesa la luce, per far sentire forte la nostra presenza, per essere pronti a mobilitarci qualora qualcosa di grave accadesse.

Noi, come Cgil, non solo sosteniamo la flotta, ma abbiamo contribuito, grazie ai fondi di solidarietà raccolti, a fornire una parte di quei beni di necessità e farmaci.

Nel mondo si respira un clima pesante, le persone hanno paura, le disuguaglianze e la povertà crescono, ma sono esattamente queste le ragioni per cui dobbiamo vincere la rassegnazione, l’indifferenza e mobilitarci con forza dal basso, perché, come richiesto dal Sindacato Internazionale (CSI), ogni Stato e ogni Governo cessi di consegnare armi ad Israele, chieda l’immediato cessate il fuoco, sostenga l’ingresso di aiuti umanitari, chieda il rilascio degli ostaggi e dei prigionieri politici, si adoperi per il riconoscimento dello Stato di Palestina, chieda la cessazione dell’assedio e interrompa ogni commercio con Israele, con i suoi insediamenti illegali.

Ed il governo Italiano, sia coerente, non può a parole dire che si è superato il limite (la proporzionalità) e non far proprio nulla accusando gli attivisti della missione umanitaria fiancheggiatori di Hamas. E’ una vergogna.

Grazie a tutti voi che siete presenti in questa piazza: alle Istituzioni, alle associazioni, ai partiti, alla società civile, che sia questo l’inizio di un cammino di pace, dobbiamo crederci e essere contaminatori nel voler un altro mondo molto migliore di questo.



Sicurezza e salute: la Cgil attacca Poste Italiane sulla situazione critica al Centro di Smistamento di Padova

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Corriere Veneto sulla difficile situazione denunciata dalla Slc Cgil Veneto al Centro di Smistamento di Padova

Slc Cgil Veneto: “Da oltre due anni Poste Italiane ignora le nostre segnalazioni riguardanti le croniche problematiche sulla sicurezza e la tutela della salute degli oltre 500 dipendenti che operano presso il Centro di Smistamento di Padova”



La Slc Veneto denuncia la grave e prolungata situazione di incuria che affligge il Centro di Smistamento di Padova, un hub che impiega oltre 500 lavoratori e lavoratrici. Nonostante le decine di segnalazioni inoltrate negli ultimi due anni dalla RSU, dalla Segreteria Provinciale e Regionale e dal RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza), le problematiche di salute e sicurezza sono state in gran parte ignorate o considerate secondarie.

"Questo stabilimento – dichiara il Coordinatore Regionale Stabilimenti della Slc Cgil Veneto, Lucio Costantin – soffre di problemi strutturali, resi drammaticamente evidenti da ogni perturbazione atmosferica, che provoca allagamenti e condizioni di rischio per lavoratori e attrezzature. Ma nonostante l’evidenza della situazione Poste Italiane non riesce a comprendere che non bastano più soluzioni improvvisate. Al contrario, servono interventi concreti di contenimento e vere misure di messa in sicurezza, nel rispetto delle normative vigenti. Chiediamo la massima trasparenza e condivisione per non renderci tutti complici di un 'peggio' che poteva essere evitato".

“Di fronte a questo atteggiamento irresponsabile di Poste Italiane – sottolinea e conclude Costantin – la Slc Cgil si è vista costretta, non solo, a rivolgersi agli organi ispettivi competenti (SPISAL e Ispettorato del lavoro) ma anche a denunciare pubblicamente questa situazione, a causa dell’ostinazione e della mancanza di riscontri da parte della divisione PCL (Posta, Comunicazione e Logistica) di Poste Italiane. E sia chiaro che, la nostra, non è una iniziativa preordinata, bensì una reazione proprio ai comportamenti della Divisione PCL. E la protesta continuerà finché i problemi non saranno risolti”.

Anche il funzionario della Slc Cgil Veneto, Stefano Gallo, critica duramente la gestione aziendale: “Quel che succede è inaccettabile. Poste Italiane continua a scaricare le responsabilità sul preposto di turno e a lavarsi le mani di fronte alle emergenze quotidiane. Sono anni che come Cgil denunciamo che i dirigenti dell'azienda lasciano il preposto di turno in balia di tutte le responsabilità, ignorando non solo le nostre segnalazioni ma anche quelle del RLS che è proprio l’organo giuridico da consultare nella valutazione dei rischi”.

"La sensazione – prosegue Gallo – è che Poste Italiane, magari premiando, sotto il profilo della carriera, alcune complicità sindacali di chi è disposto a tacitare piuttosto che affrontare le ignobili condizioni di insicurezza e precarietà che quotidianamente centinaia di lavoratrici e lavoratori subiscono, preferisca continuare ad ignorare irresponsabilmente i problemi. Ed è inevitabile che così, continuando a nascondere la polvere sotto il tappeto, prima o poi, esploderanno”.

“Davanti a tutto questo – concludono i due esponenti della Slc Cgil Veneto – vogliamo dire, con forza, che non siamo disposti ad assistere passivamente a questo baratto a danno della salute e della sicurezza di lavoratrici e lavoratori, fatte diventare ‘merce di scambio’ da parte di chi ha responsabilità, sia aziendali che sindacali, in Poste Italiane. Se lo mettano bene in testa: la salute e la sicurezza negli ambienti di lavoro sono un diritto e i diritti vengono prima di tutto. Chiarito questo, non possiamo che dichiarare la nostra disponibilità ad un leale confronto volto alla risoluzione dei problemi ma anche ribadire che, in assenza di riscontri, proseguiremo nella vertenzialità finora portata avanti con coerenza e determinazione”.

Condanniamo l'esistenza, la partecipazione e la fruizione a "Mia Moglie", "Phica.net" e tutti gli altri siti, gruppi e piattaforme per la diffusione di materiale pedopornografico

Dopo migliaia di segnalazioni giunte alla Polizia postale, il 22 agosto scorso Meta, in qualità di proprietaria dei contenuti presenti su Facebook, ha rimosso il gruppo “Mia moglie”, presente sul social dal 2019.

Al suo interno il gruppo ospitava oltre 32.000 membri in larga parte di sesso maschile, persone provenienti da tutti i contesti sociali, culturali ed economici.

Il gruppo è stato rimosso solo a seguito di segnalazioni giunte alla Polizia postale per lo più da donne che si sono viste pubblicate foto private e conversazioni riguardanti momenti intimi con il proprio marito o compagno, parente o amico.

Lo stesso sta accadendo per altri gruppi, piattaforme, siti dedicati in modo esplicito alla violenza di genere e a contenuti pedopornografici.

Immagini e conversazioni presenti nel gruppo “Mia moglie”, nella piattaforma “Phica.eu” e in altri siti, e gruppi dedicati alla diffusione di immagini pedopornografiche, oltre a configurarsi per le modalità usate come reato, si rifanno ai precetti propri della cultura patriarcale e capitalista uniformata al desiderio di sfruttamento economico, di abuso, possesso, dominio e che si esplica attraverso la mercificazione del corpo delle donne, e anche di minori.

Al di là delle sanzioni di tipo penale, resta aperta la questione legata alla violenza simbolica di matrice patriarcale presente all’interno del gruppo. La violenza di genere, sia essa agita direttamente, attraverso lo scambio di immagini, o indirettamente, attraverso la partecipazione a gruppi aventi come oggetto la promozione della mercificazione dell’intimità e dell’abuso del corpo di donne e uomini e di minori, è del tutto incompatibile con i principi di rispetto tra i sessi sanciti dallo Statuto della Fiom e di quello della Cgil.

La Segreteria della Fiom di Padova ritiene necessario su questi temi una presa di posizione netta, ritenendo che la nostra struttura organizzata di delegate e delegati possa contribuire a sensibilizzare nei propri luoghi di lavoro alla massima attenzione a queste tematiche. Pertanto, una nota sull’argomento è stata oggi diffusa nei luoghi di lavoro con l’invito a tutte e tutti di segnalare agli enti preposti situazioni analoghe.

Oggi, inoltre, su Collettiva è stato pubblicato un editoriale, a firma del direttore Stefano Milani, incentrato proprio sull’argomento che vi invitiamo a leggere al seguente link: https://www.collettiva.it/rubriche/il-sassolino/io-maschio-complice-ctww29kp

 

  

 

Gaza: la Cgil di nuovo in piazza. Sabato 6 settembre, alle 17.00, a Padova come in tutte le città d’Italia, presidio davanti a Palazzo Moroni a sostegno della missione umanitaria della Global Sumud Flotilla

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Corriere Veneto sull'iniziativa della Cgil del 6 settembre 2025

La Cgil di Padova aderisce all'iniziativa nazionale promossa per sostenere la Global Sumud Flotilla, una missione umanitaria non violenta che tenta di forzare il blocco navale israeliano per portare aiuti essenziali alla popolazione di Gaza. A tal fine, è stato organizzato un presidio cittadino che si terrà sabato 6 settembre 2025, alle ore 17.00, sul Liston, davanti a Palazzo Moroni, sede del Comune di Padova.

L'iniziativa, che si svolge in contemporanea in tantissime città italiane, ha lo scopo di mantenere alta l'attenzione sulla drammatica situazione del popolo palestinese e sul coraggioso tentativo di portare soccorso a una popolazione stremata.

"Non possiamo più rimanere indifferenti di fronte alla tragedia che si sta consumando a Gaza – spiega il Segretario Generale della Cgil di Padova, Aldo Marturano – e consideriamo la scelta del governo israeliano di equiparare ad un atto di terrorismo il tentativo di portare cibo e medicinali a una popolazione affamata, come solo l’ultimo segno del livello di follia raggiunto in questo conflitto. Una barbarie a cui Stati e governi democratici, membri delle Nazioni Unite, firmatari di accordi, trattati e convenzioni per il rispetto dei diritti umani, della legalità, della giustizia, del diritto umanitario, devono mettere fine. Un appello diretto anche all’Europa affinché sospenda l’Accordo di associazione UE-Israele e interrompa ogni commercio di beni prodotti negli insediamenti illegali”.

“Noi – prosegue il Segretario Generale della Cgil di Padova – dal canto nostro, sosteniamo con forza l'azione della Global Sumud Flotilla, che si impegna a superare un blocco disumano e anche a Padova lo dimostreremo. Con questo presidio, il cui sostegno è aperto a tutta la società civile, alle associazioni e alle istituzioni, a partire dal Comune di Padova, vogliamo anche ribadire che la convivenza di due Stati, con la sicurezza di entrambi i popoli, è l'unica soluzione possibile. Non è accettabile che il governo israeliano abbia deciso deliberatamente, con la sua condotta, di far naufragare per sempre questa possibilità eliminando ogni futura fattibilità dei “due stati per due popoli”, insieme alla possibilità stessa di esistenza dello stato palestinese che molti governi, ora e con colpevole ritardo, dicono di voler riconoscere”.

“Per questo – conclude Aldo Marturano – rinnoviamo il nostro impegno alla più ampia mobilitazione possibile e invitiamo lavoratori e lavoratrici, pensionate e pensionati, studenti e studentesse, il mondo associativo, artisti, intellettuali, giornalisti (come avvenuto negli scorsi giorni a Venezia ) ad unirsi e a chiedere che il governo italiano, oltre a schierarsi dalla parte della pace, della giustizia e del diritto internazionale, sostenga questa iniziativa umanitaria partita dal basso e si adoperi attivamente per il raggiungimento di un cessate il fuoco e di una pace duratura in tutta la regione, interrompendo, innanzitutto, la consegna di armi ad Israele e garantendo l’immediato ingresso di aiuti umanitari ad una popolazione che sta, letteralmente, morendo di fame”.

Chiude il negozio H&M alle Brentelle di Padova, Filcams Cgil Padova: “Forte preoccupazione per il futuro di lavoratrici e lavoratori”

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla chiusura del punto vendita H&M al Centro Commerciale Le Brentelle

A partire dal prossimo 9 novembre, il punto vendita H&M all’interno del centro commerciale Le Brentelle di Rubano chiuderà definitivamente i battenti. Una decisione che desta forte preoccupazione, soprattutto per le ricadute occupazionali che coinvolgeranno una ventina di lavoratrici e lavoratori, insieme alle loro famiglie.  “Purtroppo – dice Giorgia Marchioro, Segretaria Provinciale della Filcams Cgil Padova –, anche se era nell’aria, la notizia ci è stata confermata direttamente dal Responsabile delle Risorse Umane dell’azienda”.

La Filcams CGIL di Padova esprime seria preoccupazione per la tenuta occupazionale e chiede con forza la ricollocazione del personale in altri punti vendita del marchio, auspicando soluzioni che garantiscano continuità lavorativa e stabilità.

“Siamo in un periodo in cui le chiusure di negozi H&M si stanno susseguendo in diverse città – denuncia Giorgia Marchioro   – e assistiamo a un progressivo peggioramento sia qualitativo che quantitativo delle condizioni di lavoro all’interno dell’azienda. Chiediamo di limitare l’uso del lavoro a chiamata e puntare su un’occupazione stabile, rispettosa della dignità e delle competenze dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolte. Proprio questi saranno i temi che affronteremo in un’assemblea sindacale che faremo nei prossimi giorni con le lavoratrici e i lavoratori dell’altro punto vendita in zona, quello presente all’Ipercity di Albignasego”.

“Come Filcams Cgil di Padova – aggiunge la rappresentante sindacale – non possiamo che sottolineare l’importanza del negozio fisico non solo per la tenuta occupazionale, ma anche per il ruolo sociale e territoriale che esercita, rispetto a un modello di vendita online che spesso scarica i costi su chi lavora. E qui a Padova, siamo alla seconda chiusura di un punto vendita di H&M dopo quella avvenuta un po’ più di 4 anni fa del negozio sul Liston. Non è un bel segnale per il territorio”.

“La Filcams Cgil di Padova – conclude Giorgia Marchioro – continuerà a monitorare la situazione e a sostenere le lavoratrici e i lavoratori in questa fase delicata, chiedendo all’azienda risposte concrete e responsabili”. 

La denuncia della Fp Cgil Padova: “I dipendenti in Z.I. degli uffici Provveditorato ed Economato dell’Azienda Ospedaliera, da anni costretti a subire esalazioni ed odori che mettono a rischio la loro salute: la Regione intervenga!”

La Fp Cgil Padova denuncia con estrema fermezza la situazione inaccettabile e profondamente rischiosa per la salute delle lavoratrici e dei lavoratori dell'UOC Provveditorato ed Economato dell'Azienda Ospedaliera di Padova, impiegati negli stabili di via della Navigazione Interna 38, nella zona Industriale. La Segretaria Generale della categoria, Alessandra Stivali, e il Segretario Provinciale, Alfredo Sbucafratta, hanno oggi portato alla luce un problema di lunga data che sta mettendo a repentaglio la salute di circa quaranta dipendenti, per lo più impiegati amministrativi e personale tecnico.

Gli stabili in questione, un'ex abitazione privata convertita ad uso amministrativo, si sono rivelati strutturalmente e funzionalmente inadeguati per le mansioni svolte. "Si tratta di un problema che cittadini e comitati presenti nella zona denunciano dal lontano 2005 – spiegano Alessandra Stivali e Alfredo Sbucafratta –, a quella data, ormai ben 20 anni fa, infatti risalgono i primi articoli della stampa locale che segnalavano la presenza di odori e miasmi proprio nell'area dove ora si trovano il magazzino, il provveditorato e l'economato dell'azienda ospedaliera. Un problema, quindi, di lunga data che non è mai stato risolto."

Da anni, le lavoratrici e i lavoratori, impiegati amministrativi e tecnici che gestiscono le forniture e le gare d'appalto dell'azienda ospedaliera – un lavoro fondamentale che muove milioni di euro – sono costretti a subire odori nauseabondi, presumibilmente provenienti da un'azienda chimica situata a pochi metri di distanza. "Sono anni che accusano malesseri come dolori alle vie respiratorie, agli occhi, sensazione di nausea e, recentemente, anche irritazioni alla pelle – continuano i due sindacalisti – ma negli ultimi quattro anni la situazione è peggiorata drasticamente. Il sospetto ricade proprio sull'azienda chimica citata prima, in quanto quattro anni fa ha avuto dei lavori proprio agli impianti dedicati all'emissione di vapori e gas nell'aria."

Nonostante le numerose segnalazioni ed esposti indirizzati all'Azienda Ospedaliera (alla quale è stato chiesto di farsi portatrice dell'appello alla Regione), all'Arpav, al Sindaco di Padova, all'ULSS e allo SPISAL, la situazione non ha registrato alcun miglioramento. "In particolare, dopo l'ennesima segnalazione, qualche anno fa l'Arpav è venuta a fare delle rilevazioni dell'aria – riferiscono Stivali e Sbucafratta – solo che in quell’occasione aveva a disposizione degli impianti di rilevamento non adatti al genere di misurazione necessaria e quindi non ha riscontrato nulla di significativo. Questo di fatto ha impedito alla Regione di concedere all’Azienda Ospedaliera di Padova, l'atto giustificativo del trasferimento di lavoratrici e lavoratori in un ambiente più salubre, dove non vi sono rischi."

L’allerta dei due sindacalisti è massima: "Siamo molto preoccupati perché, dopo tanti anni di esposizione, i dipendenti dimostrano di aver sviluppato una tolleranza per niente positiva: noi quando andiamo in quegli uffici, dopo un po' iniziamo ad avere male alla gola o a lacrimare mentre loro ormai si sono abituati e non danno i nostri segni di sofferenza. Aggiungiamo che trattandosi di personale amministrativo non è tenuto, come altri dipendenti che operano in situazioni a rischio (radiologi, personale nelle sale operatorie o nei reparti dedicati alle malattie infettive, ecc) ad essere sottoposto a screening periodici sul loro stato di salute, cioè non sono monitorati. Ma che la situazione sia preoccupante ce lo conferma la circostanza che periodicamente qualcuno stia male. In particolare, nelle giornate in cui l'aria è ferma, come è successo nelle giornate di gran caldo di qualche settimana fa, la situazione diventa insostenibile, tanto che almeno 5 dipendenti sono dovuti andare al pronto soccorso."

“Chiediamo urgentemente un intervento risolutivo da parte della Regione Veneto – concludono Alessandra Stivali e Alfredo Sbucafratta – che conceda all'Azienda Ospedaliera la possibilità di trasferire la quarantina di dipendenti in un'altra struttura, anche in affitto, per evitare che continuino a subire questa intollerabile situazione che mette a rischio il loro benessere fisico. La tutela della salute e della sicurezza sul lavoro non è un optional, ma un diritto inalienabile su cui non possiamo fare sconti”.

Il Servizio di 7 Gold Telepadova sul caso che coinvolge 40 dipendendenti dell'Az. Ospedaliera che operano in Zona Industriale

 

A 8 anni dalla morte di Gezim Haka la Fiom di Padova non dimentica

Dal 2017, il 31 luglio è una data infausta perché quel giorno morì, colpito da una scheggia partita dal macchinario che stava manovrando come sempre, Gezim Haka, operaio dell’Unicka di San Giorgio delle Pertiche, padre, marito, amico, uomo.

Quel giorno Gezim non tornò più a casa, lasciando un vuoto immenso nei suoi cari, soprattutto in sua moglie e nelle sue due figlie. La prima sentenza decretò che Gezim avesse causato la propria morte per superficialità e disattenzione, ma, grazie all’impegno dei suoi colleghi di lavoro e alla determinazione della sua famiglia, nel 2021 è stato aperto un nuovo procedimento che tiene in considerazione informazioni che non erano state presentate precedentemente. Sulla macchina di Gezim non era presente una paratia la cui istallazione avrebbe potuto salvargli la vita.

Come Fiom aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso, ma saremo sempre presenti e attenti a vigilare che tutto si svolga con correttezza e con le giuste tutele nei confronti dei colleghi che porteranno la loro testimonianza.

In una giornata di responsabilità e ricordo come quella di oggi non possiamo non ricordare che nei primi 5 mesi del 2025 sono state 38 le vittime mortali sul lavoro nella nostra regione, 20 in più rispetto al 2024. Questo dato ci fa rabbrividire e deve però essere da monito a tutti e tutte perché la sicurezza e la salute non possono e non devono essere demandate a nessuno, devono essere il primo impegno di ogni lavoratore e lavoratrice, anche a discapito di quelle che sono le richieste, spesso sconsiderate, del capitale e dei padroni che vorrebbero che il profitto fosse l’unico termine di paragone per ogni lavoratore e lavoratrice.

Lavorare con coscienza e tornare sani e salvi a casa la sera, questo dev’essere il dovere costante di ognuno di noi.

"No ad un Contratto al ribasso!”: Ieri il flash mob contro il CCNL Sanità Pubblica davanti alla sede dell'Ulss 6 Euganea organizzato da FP Cgil Padova e Uil Fpl Padova

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sul Flash Mob di ieri davanti alla sede Ulss 6 Euganea
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Decine e decine di lavoratrici e lavoratori della sanità veneta, aderenti a Fp Cgil e Uil Fpl, si sono riuniti ieri in un flash mob davanti alla sede dell'Ulss 6 Euganea in via Scrovegni per protestare contro la preintesa del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) della Sanità Pubblica, non sottoscritta dai due sindacati confederali. Un'azione forte e chiara, anche nella nostra città come in tanti capoluoghi in Italia, per denunciare un accordo che le due sigle sindacali definiscono un "contratto al ribasso, incapace di rispondere alle reali esigenze di una categoria stremata e fondamentale che gioca un ruolo chiave all’interno di un settore, quello della sanità pubblica, sempre meno in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini, in particolare di quelli fragili ed economicamente più in difficoltà”.

Alessandra Stivali, Segretaria Generale della FP CGIL Padova e Francesco Scarpelli, Segretario Generale della Uil Fpl Padova, non hanno usato mezzi termini: "Siamo qui, insieme a queste donne e questi uomini che durante la pandemia sono stati chiamati eroi, per ribadire il nostro fermo 'no' a un contratto che è un vero e proprio schiaffo alla loro dignità professionale ed economica. Gli aumenti previsti sono ben al di sotto dell'inflazione, una beffa per chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale alla collettività. Per essere chiari: stiamo parlando di aumenti di 40 euro lordi per infermieri e 30 euro lordi per gli OSS. Un’elemosina: non solo non vi è nessun recupero del potere d’acquisto, ma considerato che le spettanze che aspettavano i dipendenti sono già state date dal Governo nei precedenti mesi, non avranno neanche nessun arretrato! Impossibile, per noi, accettare”.

“E accanto a questo – aggiungono i due rappresentanti sindacali – come se non bastasse non riconoscere il valore del lavoro dei dipendenti, si svilisce anche la loro professionalità con l'introduzione del cosiddetto 'assistente-infermiere, una figura che rischia di creare confusione e penalizzare ulteriormente le competenze acquisite sul campo. Il risultato è che questo contratto non farà altro che accelerare l'emorragia di personale verso il settore privato, una fuga inarrestabile che sta già mettendo in ginocchio la sanità pubblica, sia veneta che nazionale."

"È inaccettabile che la politica, sia a livello regionale che nazionale – hanno attaccato i due sindacalisti – continui a lavarsi le mani di fronte allo smantellamento progressivo della sanità pubblica. Parlano in ogni occasione, vantandosi, di 'eccellenza veneta', ma la realtà che viviamo ogni giorno negli ospedali e nei servizi territoriali è ben diversa: liste d'attesa infinite, carenza di personale, carichi di lavoro insostenibili, episodi di burnout sempre più frequenti tra il personale, spesso in una condizione di esaurimento psico-fisico dovuto allo stress correlato al lavoro. Tutte conseguenze dirette di scelte politiche miopi e disattente. La responsabilità di questa perdita di qualità nella sanità è chiara e ricade su chi dovrebbe tutelare il diritto alla salute dei cittadini e la dignità dei lavoratori. Non permetteremo che vengano calpestati i diritti di chi, con dedizione e sacrificio, ha tenuto in piedi il sistema sanitario anche nei momenti più bui."

“Per questo – concludono Stivali e Scarpelli – il flash mob di oggi è solo l'inizio di una mobilitazione che Fp Cgil Padova e Uil Fpl Padova intendono portare avanti con determinazione, sia a livello nazionale che locale, per ottenere un riconoscimento dignitoso e un futuro sostenibile per la sanità pubblica e i suoi operatori. Continueremo a batterci affinché un bene e un diritto fondamentale per i cittadini non venga depauperato e svenduto”.

Il servizio di Telenordest sul Flash-Mob davanti alla sede dell'Ulss6 Euganea, contro la pre-intesa sul CCNL Sanità Pubblica