Skip to main content

DOPPIA VITTORIA, RSU CONFERMATA IN APP TECH E NUOVA RSU FIOM IN SIEMENS

 

Durante le ultime votazioni per il rinnovo delle RSU/RLS sono state eletti tutti i candidati della FIOM sia alla Siemens di Padova che alla APP-TECH di Mestrino.

In Siemens è stata eletta una RSU dopo anni di assenza. Pietro, il candidato della Fiom, ha ricevuto 54 preferenze su 54 votanti (e 86 aventi diritto).

Alla APP-TECH è stato riconfermato uno dei delegati uscenti e sono stati eletti due nuovi delegati, per un totale di 3 RSU: Enrico, Nicola e Georgie hanno raccolto 42 voti su 42 votanti (e 73 aventi diritto).

“La segreteria della Fiom ringrazia le lavoratrici e i lavoratori per la loro partecipazione al voto democratico e per aver scelto di dare le loro preferenze ai candidati della Fiom. Auguriamo a Pietro, Enrico, Nicola e Georgie un buon lavoro che potrà essere svolto anche grazie al sostegno dei lavoratori e delle lavoratrici che li hanno sostenuti e alla collaborazione con i loro funzionari di riferimento della Fiom di Padova.”

Flai Cgil Padova: Giuliano Carraro è il nuovo Segretario Generale. Succede a Giovanni Acco, andato in pensione e passato allo SPI Cgil

  • Allega: flai_giuliano_m_merged.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sull'elezione di Giuliano Carraro come nuovo Segretario Generale della Flai Cgil Padova

Giuliano Carraro: “Un impegno nel segno della continuità come risposta, collettiva e organizzata, contro lo sfruttamento e la disumanità del lavoro”

La Flai Cgil Padova annuncia l'elezione di Giuliano Carraro a nuovo Segretario Generale della categoria. L'Assemblea Generale ha votato all'unanimità l'incarico nella giornata di ieri, lunedì 14 luglio, affidando la guida della Flai padovana a una figura di provata esperienza e dedizione al sindacato. Giuliano Carraro subentra a Giovanni Acco, che dopo anni di prezioso servizio alla categoria è andato in pensione e ha recentemente assunto un incarico nella Segreteria Provinciale dello Spi Cgil Padova.

Quarantaduenne, padovano, Giuliano Carraro ha iniziato il suo percorso in Cgil nel 2008. Da delegato sindacale della Flai – la categoria che rappresenta i lavoratori agricoli, dei bacini di bonifica e forestazione e dell'industria agro-alimentare – ha scalato negli anni tutte le posizioni, arrivando infine al vertice. Vale la pena sottolineare che il settore agro-industriale nella provincia di Padova è un comparto strategico e complesso, con 708 imprese alimentari industriali (pari al 19% del totale veneto), 1.318 imprese artigiane alimentari con 5.464 addetti (panificatori, pasticceri, gelatai, birrai, casari), oltre 8.500 lavoratrici e lavoratori agricoli (di cui almeno 6.300 stagionali) e 1.250 addetti nei Consorzi di Bonifica e Forestazione, molti dei quali con contratto stagionale.

"Sono onorato di questo incarico e desidero ringraziare di cuore Giovanni Acco per il lavoro straordinario svolto in questi anni – ha dichiarato Giuliano Carraro – e dico fin da subito che è mia intenzione proseguire con determinazione lungo il solco da lui tracciato, visti gli ottimi risultati raggiunti. Tra questi, spicca quanto raggiunto alla Peroni di Padova, con l'applicazione del CCNL Industria Alimentare, per i lavoratori della ditta in appalto 5B che gestisce il magazzino esterno, ottenuta nel 2024 dopo una lunga e complessa vertenza. Inoltre, sempre alla Peroni, siamo prossimi a concludere una trattativa per un premio integrativo con obiettivi specifici per il settore e un Premio Integrativo di 2.100 euro".

"Voglio anche ricordare – ha aggiunto Carraro – il caso di Agricola Grains, una delle poche realtà di Industria Alimentare della Bassa Padovana, dove abbiamo dato un esempio concreto del nostro operato. Di fronte al fallimento aziendale e a un buco di bilancio di 30 milioni di euro, siamo riusciti, non senza molte difficoltà e grazie all'unità di crisi della Regione Veneto, ad attivare la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) per 12 mesi, posticipando di un anno l'accesso alla disoccupazione NASPI per i lavoratori coinvolti".

“E poi – ha proseguito il nuovo Segretario Generale – voglio ricordare il significativo successo del primo sciopero delle Cooperative Agricole, organizzato da noi, per il rinnovo del contratto nazionale. Alla Ortoromi di Borgoricco, per esempio, nonostante le lavoratrici siano a contratto stagionale e precario, l'adesione allo sciopero è stata altissima. Come l’altro importante traguardo che abbiamo raggiunto alla Kioene, azienda conosciuta per i suoi prodotti vegani e da sempre nettamente contraria alla nostra presenza al suo interno, dove dopo molti anni siamo riusciti a sindacalizzare una parte di lavoratori e abbiamo avviato l'iter per le elezioni RSU, un passo fondamentale per la rappresentanza e la tutela dei diritti".

“La Flai Cgil Padova si impegna a proseguire su questa strada, con l'obiettivo di aumentare il numero degli iscritti e sindacalizzare nuove aziende – ha concluso Giuliano Carraro – e continuando a impegnarci al massimo sia per la sicurezza nei luoghi di lavoro che per il contrasto al caporalato. Proprio per contrastare questo inaccettabile fenomeno creeremo una rete tra Ufficio Vertenze, INCA, CGIL, Ufficio Immigrazione e cooperative sociali con l'obiettivo di rafforzare la tutela dei lavoratori agricoli stranieri, combattere il caporalato e l'intermediazione illecita. È fondamentale ricordare che quando un lavoratore denuncia, spesso perde non solo il lavoro ma anche l'abitazione. È compito nostro seguire e tutelare il lavoratore a 360 gradi, affinché possa avere un alloggio e un nuovo lavoro per vivere con dignità. Attraverso il patronato INCA e l'ufficio immigrazione, potrà accedere ai vari sussidi e espletare le procedure per il permesso di soggiorno. Nel frattempo, avvieremo la vertenza sindacale per il recupero del salario e, se necessario, la denuncia di sfruttamento tramite lo Studio Paggi, specializzato sulla legge 199. Organizzeremo il coraggio e costruiremo, giorno dopo giorno, una giustizia che non si compra: quella dei giusti tempi di lavoro, del salario equo, della sicurezza garantita e della dignità che non si appalta e non si umilia. Alla lotta compagni!”

Acciaierie Venete: rinnovato l'integrativo aziendale per le sedi padovane

Il 9 luglio, presso la sede di Confidustria Veneto Est, è stato sottoscritto il rinnovo del contratto integrativo di Acciaierie Venete per le sedi di Padova tra azienda, RSU e le organizzazioni sindacali Fim Cisl Padova Rovigo e Fiom Cgil Padova.
La ratifica dell’accordo, che ha visto una trattativa svoltasi in diversi incontri iniziati a febbraio, arriva dopo l’approvazione dei lavoratori nelle assemblee del 2 e 7 luglio scorsi.
L’accordo, che sarà in vigore fino a dicembre 2028, prevede aumenti retributivi che saranno tutti attivi già dal mese di luglio 2025.
Nello specifico viene regolamentata la procedura per la richiesta delle indennità di mancata mensa e lavorazioni in squadra ridotta (art.9), ampliata la platea di personale addetto al primo soccorso, mentre, per quanto riguarda il premio di risultato vengono introdotti due nuovi indicatori di produttività dei laminatoi.
Sulle parti economiche è stata aumentata al 20% la maggiorazione per le ore ordinarie del sabato per le squadre a ciclo continuo, aumentata l’indennità di chiamata a €35 e prevista una indennità di €10 per tutto il personale a cui venga chiesto un cambio di turno occasionale.
Il premio presenza, sempre dal 1° luglio, verrà aumentato a € 150 mensili e il premio individuale a € 110, quest’ultimo inciderà, con quest’accordo, anche su 13ma e 14ma mensilità, portando sostanzialmente un aumento, sommando i due istituti, di oltre € 450 annui.
Introdotto sulla paga base, sommato ai 5 scatti di anzianità previsti dal CCNL, è stato aggiunto uno scatto aggiuntivo di “professionalità” che maturerà al 12° anno di anzianità del valore equiparato ad uno scatto di anzianità e che inciderà su tutti gli istituti diretti e indiretti.
Infine, verrà istituita una borsa di studio in favore dei figli dei dipendenti e dei dipendenti stessi in occasione di diploma, laurea breve e laurea magistrale.

“Il rinnovo del contratto integrativo per gli stabilimenti padovani di Acciaierie Venete, restituisce agli oltre 600 dipendenti impegnati sui siti padovani, la certezza di avere degli aumenti delle proprie buste paga. In un periodo dove, da un lato l’inflazione, dall’altro l’utilizzo della cassa, decurtano in maniera importante il potere di acquisto. Già dalla costruzione della piattaforma, e durante tutta la trattativa, come organizzazioni sindacali, insieme alla RSU, l’obiettivo che avevamo posto era di andare nella direzione di aumentare la busta paga dei lavoratori con elementi fissi, e, in assenza di progressioni di carriera dal punto di vista professionali, dare un elemento contrattuale aggiuntivo legato all’anzianità che, da solo, riconosce a chi ha già maturato 12 anni di anzianità un aumento annuale base di circa € 400 che si sommano alle altre indennità e maggiorazioni” hanno dichiarato Luca Gazzabin, segretario generale della Fim Cisl Padova Rovigo e Michele Iandiorio, segretario generale della Fiom Cgil di Padova.

Maschio Gaspardo: la Fiom trionfa nei due stabilimenti padovani

In questi giorni si sono tenute le elezioni negli stabilimenti di Campodarsego e Cadoneghe della Maschio Gaspardo.

A Cadoneghe la Fiom ha raccolto 123 voti eleggendo 3 RSU su 4 riconfermando i delegati uscenti Paolo, Rizzieri e Mattia e 2 RLS. Mentre la Fim con 22 voti elegge una RSU.

Nello stabilimento di Campodarsego, la Fiom conquista la maggioranza della RSU con 4 RSU, due nel collegio operai e due in quello degli impiegati. Alle 4 nuove RSU della Fiom Enzo, Raffaele, Marco e Rosalia sono andate complessivamente 170 preferenze, mentre la Fim elegge una RSU con 58 voti.

Come Fiom di Padova facciamo le congratulazioni agli eletti, alle 3 conferme dello stabilimento di Cadoneghe e ai 4 nuovi eletti di Campodarsego, 3 dei quali giovani e alla loro primissima esperienza da RSU.

Con questa tornata di elezioni si rafforza la maggioranza Fiom all’interno del Gruppo Maschio Gaspardo che, oltre le due sedi padovane, ha sede a Cremona, Morsano al Tagliamento (PN), Concorda Sagittaria (VE).

Ringraziamo tutti i lavoratori e le lavoratrici che hanno scelto di votare per la Fiom e per la nostra idea di sindacato e di lotta, insieme alle RSU continueremo nel nostro percorso sindacale all’interno delle due sedi e del gruppo sempre dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici.

 

Ipab, Fp Cgil Padova e Uil Fpl Padova lanciano l'allarme: "Avanti così e tra 10 anni l'assistenza agli anziani sarà garantita solo dai privati"

  • Allega: sanità_ipab_m_merged.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sul grido di allarme di Fp Cgil Padova e Uil Fp Padova sulla grave situazione in cui versano le Ipab nella provincia di Padova
  • video link: Visita il sito

Le due categorie sindacali hanno spiegato ieri, in una conferenza stampa, le conseguenze della grave carenza di personale nelle IPAB del Padovano e hanno lanciato la proposta di adottare l'Incident Reporting per la gestione dei ritardi assistenziali

“In qualità di operatori sanitari attivi nelle strutture residenziali per anziani del territorio padovano – premettono Alfredo Sbucafratta della Fp Cgil Padova e Hena Da Silva Velotti della Uil Fpl Padova – intendiamo richiamare l’attenzione sulla situazione critica che caratterizza le IPAB della zona. La progressiva riduzione degli organici, in particolare per quanto riguarda operatori socio-sanitari (OSS) e infermieri, sta determinando un impatto diretto sulla continuità e qualità dell’assistenza erogata agli ospiti fragili.

“La ridotta disponibilità di personale – aggiungono i due sindacalisti – sta avendo delle gravi conseguenze, a partire dal sovraccarico dei turni per gli operatori in servizio, fino all’accumulo di ore di straordinario e rinuncia alle ferie, senza considerare i ritardi sistematici nelle attività di base (es. igiene personale, somministrazione dei pasti e terapia farmacologica) e l’aumento del rischio di eventi avversi correlati alla mancata tempestività dell’intervento assistenziale. Di fatto, quel che sta avvenendo è che tutte le criticità si stanno scaricando sui dipendenti a cui viene chiesto di garantire, con metà degli organici, la normale attività delle strutture”.

La serie di problematiche è infinita tanto che Fp Cgil e Uil Fpl propongono di affrontarle attraverso l’adozione di un particolare sistema: “Si chiama Incident Reporting Interno – spiegano Da Silva Velotti e Sbucafratta – e si tratta di uno strumento già sperimentato in ambito ospedaliero, creato al fine di raccogliere in modo anonimno segnalazioni relative, ad esempio, a ritardi assistenziali, carenze organizzative o rischi per la salute dell’ospite”

“Precisiamo – aggiungono i sindacalisti di Cgil e Uil – che lo strumento non ha finalità sanzionatorie nei confronti del personale, bensì si propone di trasformare le segnalazioni in dati aggregati e oggettivi, utili per la pianificazione di interventi correttivi e per sollecitare un confronto con le autorità competenti (Regione Veneto ed enti gestori)”.

“Proprio per questo – concludono i due rappresentanti sindacali – riteniamo prioritario l’attivazione di un piano straordinario di reclutamento di personale sanitario e socio-assistenziale per le IPAB con l’istituzione di tavoli tecnici permanenti per affrontare la problematica delle dotazioni organiche minime e l’uso e integrazione dell’Incident Reporting come strumento di governance clinica anche in ambito residenziale. È necessario che tutti comprendano, a partire dalla politica, che se andiamo avanti così, le Ipab rimarranno solo un ricordo e dopo essere scomparse dal resto d’Italia, smetteranno di esistere anche in Veneto. Questo significa che un settore destinato ad allargarsi sempre di più, visto l’inesorabile invecchiamento della popolazione, smetterà del tutto di essere ad appannaggio del pubblico per appartenere solo al settore privato. Con inevitabili conseguenze sui costi che graveranno solo sulle famiglie. O almeno, su quelle che potranno permetterseli”.

 

Il servizio di Telenordest sulla grave situazione in cui versano le Ipab nella provincia di Padova

Agrologic, prima lo sciopero, poi la vittoria. Filt Cgil Padova: "Grande prova di forza dei lavoratori. Ampia accoglienza delle nostre richieste"

  • Allega: ilovepdf_merged_43.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli usciti su Mattino e Gazzettino, venerdì 4 luglio, e quelli usciti su Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto, sabato 5 luglio

Prima la decisione di fare uno sciopero "a singhiozzo", articolato in più momenti della giornata (dalle 5.30 alle 8.00, poi le prime due ore del turno del pomeriggio e altre due all'inizio del turno serale), salvo cambiare idea, data l’inamovibilità dell’azienda davanti alle loro proteste, e decidere di farlo per l’intera giornata. Poi, dopo una notte molto movimentata durante la quale si è sviluppato un confronto andato avanti a più fasi e risolto verso l'alba, la decisione di sospendere lo sciopero dal momento che Aspiag ha cambiato idea e deciso di accogliere le richieste dei i lavoratori che operano in appalto presso Up log Srl (circa 180) e Clean Solution Srl (una trentina diretti più un altro centinaio in somministrazione) nella gestione del grande polo logistico Agrologic di Monselice. In sintesi: una vittoria su tutta la linea e la dimostrazione, che deve aver terrorizzato i vertici di Aspiag, di riuscire a bloccare l'attività del Centro logistico e quindi, in sostanza, di non permettere ai prodotti agroalimentare di raggiungere gli scaffali dei supermercati della multinazionale tedesca.

“Lo sciopero si è reso necessario – ha spiegato il Segretario Generale della Filt Cgil Padova, Massimo Cognolatto – a fronte delle discussioni avviate con Aspiag per l'internalizzazione dei lavoratori di Clean Solutions Srl e Up Log Srl. Dopo anni di trattative effettuate con le ditte in appalto, la multinazionale ha deciso di accelerare con il processo di internalizzazione dei lavoratori, un processo che se da un lato noi abbiamo perseguito, dall'altro rischia però di ridurre il salario e di mettere alla porta il sindacato che in tutti questi anni ha dato assistenza a questi lavoratori- Stiamo parlando di più di 300 lavoratori, per lo più immigrati, verso cui la CGIL ha adottato percorsi di integrazione, costruito percorsi di mediazione culturale e integrazione. La risposta prima e immediata del lavoro fatto dalla CGIL sta nella partecipazione allo sciopero che ha raggiunto adesioni bulgare del 99%".

“Nel corso dell’incontro svoltosi in tarda mattinata – rivela il sindacalista – abbiamo esplicitamente rivendicato il mantenimento del CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni, abbiamo preteso il riconoscimento di un'indennità economica una tantum legata all'anzianità di cantiere, per tutti i lavoratori e per le ore di lavoro effettivamente prestate. Inoltre abbiamo proposto l'acquisizione di tutto il personale dei tre settori (Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni), con passaggio diretto e senza soluzione di continuità, a prescindere dall'anzianità e dalla tipologia contrattuale, valorizzando l'esperienza e la professionalità acquisita e, quindi, la loro assunzione diretta e immediata a tempo indeterminato e senza periodo di prova, visto che non ne hanno assolutamente bisogno”.

“Purtroppo – dice Massimo Cognolatto – Aspiag è rimasta ferma nelle sue posizioni e quando al termine dell'incontro abbiamo comunicato ai lavoratori l’infruttuoso esito, la loro risposta è stata di continuare la protesta e scioperare per l’intera giornata. E non solo: hanno chiaramente fatto capire di essere disposti a scioperare ad oltranza, una prospettiva che in Aspiag devono aver visto come il fumo negli occhi. Noi siamo tranquilli e avendo piena fiducia nelle Istituzioni, consideriamo l’Unità di Crisi della Regione Veneto la migliore sede dove discutere questa vertenza, ma non si può scaricare alle istituzioni la responsabilità delle aziende. Soprattutto quando sono state coinvolte da indagini della magistratura. Quel che però vogliamo è rispetto e chiarezza, i lavoratori hanno dato tanto alla crescita di questo centro ed ora è giusto che questo gli venga riconosciuto. L'anno scorso Aspiag e Despar hanno fatturato 5 miliardi di euro grazie anche al lavoro di queste persone che lavorano a 2 gradi C per 1000 euro al mese. Nessuno se lo dimentichi".

E in un modo o nell'altro, lavoratori e Filt Cgil Padova sono riusciti a fare in modo che nessuno se lo dimenticasse e il giorno dopo, al termine di quello che minacciava di essere solo il primo di diversi giorni di sciopero, il Segretario Generale della Filt Cgil Padova ha manifestato la sua soddisfazione: “Possiamo dire che la notte ha portato consiglio e al termine di un confronto proseguito in diverse fasi, siamo riusciti ad ottenere quel che i lavoratori avevano richiesto e dopo aver dato loro comunicazione dei termini dell’intesa, hanno deciso di sospendere la protesta e riprendere il lavoro. Si è trattato di una vera dimostrazione di forza, condotta con molta determinazione e unità, che ha raccolto quanto si proponeva. Ora, sta ad Aspiag rispettare i termini dell’accordo, altrimenti i lavoratori torneranno a mobilitarsi. Crediamo che non sarà necessario perché sono risultati molto credibili”. 

“Abbiamo ottenuto un ampio accoglimento delle nostre richieste – ha premesso Cognolatto – e questo significa, per esempio, che intanto verranno tutti, oltre 300 lavoratori, internalizzati in piena uniformità delle condizioni retributive. Voglio sottolineare che tra questi è compreso anche il personale attualmente in somministrazione costituito da circa un centinaio di lavoratori che, fin da subito, smetteranno di essere precari e avranno un contratto a tempo indeterminato. Poi: che tutti avranno un aumento di livello che riconoscerà la professionalità acquisita, attraverso un’apposita indennità una tantum che concorderemo con l’azienda e che sarà il riconoscimento delle competenze acquisite da queste persone durante gli anni di avviamento del Centro logistico. Accanto a questo, verrà loro riconosciuto l’integrativo regionale che verrà loro versato.  Infine, sulla questione più importante, ossia quella relativa alla contrattazione, questa continuerà sul solco del Contratto Merci e Logistica”.

“A tal proposito – ha argomentato Cognolatto – dal momento che l’internalizzazione non è prevista prima del 2027, ci siamo presi del tempo per discutere e ragionare su questo processo perché ci sono vari aspetti che vanno valutati. Innanzitutto, tutti convengono che il Contratto Merci e Logistica contiene strumenti e dispositivi, soprattutto sotto il profilo della flessibilità, che non devono andare dispersi una volta che i lavoratori verranno internalizzati. Strumenti che il contratto della DMO (Distribuzione Moderna Organizzata) non possiede e che invece aiutano moltissimo in un’attività altamente complessa come quella che si svolge in Agrologic. Per cui, l’obiettivo comune è quella di andare verso l'internalizzazione dei lavoratori che metta insieme i due modelli. Questo significa per esempio che la retribuzione dovrà essere quella maturata nel settore in cui i lavoratori hanno sempre operato e dove hanno sviluppato le loro competenze, ossia quello normato dal Contratto Merci e Logistica, così anche per quel che riguarda la gestione della forza lavoro, ma ragionando con un gruppo che sta all’interno del settore della Grande Distribuzione Organizzata”.

“Questo significa – ha proseguito il proprio ragionamento il sindacalista della Filt Cgil Padova – la fine degli affidamenti e il passaggio alla gestione diretta. Uno step che richiederà consapevolezza da parte di tutti: sia da parte dei lavoratori che avranno bisogno di essere formati ben sapendo che molti di loro non conoscono neanche le basi della lingua italiana, condizione che impone di proseguire e valorizzare con i processi di integrazione e mediazione culturale già messi in campo dalla Filt Cgil Padova, sia da parte dell’azienda che dovrà dimostrare maturità muovendosi rispettando gli esiti di questo processo e agendo sempre sul solco della legalità, rifiutando rapporti con imprese che operano attraverso meccanismi di sfruttamento ed evasione e che sappiamo essere presenti nel mondo della logistica”.

“I termini dell’intesa verranno convalidati nella sua sede naturale – ha concluso Massimo Cognolatto – ossia presso l’Unità di Crisi della Regione Veneto in cui sancire un accordo di sito produttivo che andrà a codificare uno dei poli più importanti, sotto il profilo occupazionale, della Bassa Padovana”.

Rinnovo CCNL Farmacie private: grande partecipazione al presidio a Padova davanti alla sede di Federfarma

  • Allega: ilovepdf_merged_45.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sul presidio dei farmacisti a Padova e quello del Corriere Veneto sull'analoga protesta a Vicenza
  • video link: Visita il sito

Spiegano da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs: «Da mesi rivendichiamo aumenti dignitosi ancorati a indicatori certi e denunciamo salari inadeguati, carichi crescenti e zero conciliazione, condizioni che mortificano l’impegno quotidiano di chi garantisce cure, prevenzione e prossimità»

Quasi un centinaio, le farmaciste e farmacisti di Padova e provincia che, sfidando il gran caldo e sacrificando la loro pausa pranzo, si sono ritrovati, nel primissimo pomeriggio di ieri,  davanti alla sede di Federfarma di Padova, in corso Milano, per chiedere il rinnovo del Ccnl farmacie private. Un presidio analogo ad altre manifestazioni che si stanno svolgendo in questi giorni in tutta Italia, organizzato per l'occasione da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil anche nella città del Santo.

La protesta, che interessa 253 farmacie private nella provincia di Padova e 1.377 in tutto il Veneto, è stata decisa al termine del coordinamento sindacale unitario dei delegati tenutosi lo scorso 19 maggio con la partecipazione delle strutture territoriali e regionali. Spiegano da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs: «A determinare la rottura del confronto è stata la posizione rigida ed intransigente di Federfarma, che ha confermato l’offerta di soli 120 euro di incremento salariale complessivo per i prossimi tre anni di vigenza contrattuale, una proposta inadeguata: da mesi rivendichiamo aumenti dignitosi ancorati a indicatori certi, come l’inflazione e la perdita del potere d’acquisto. Denunciamo salari inadeguati, carichi crescenti e zero conciliazione, condizioni che mortificano l’impegno quotidiano di chi garantisce cure, prevenzione e prossimità».

«Abbiamo lavorato molto con le farmaciste e i farmacisti - ha spiegato Marquidas Moccia, Segretaria Generale della Filcams Cgil Padova - alla piattaforma per il rinnovo di questo contratto, che riteniamo centrale. Oggi la loro presenza qui è la dimostrazione del fatto che le farmaciste e i farmacisti di Padova non accettano proposte che calpestano la loro dignità. È una mobilitazione a livello nazionale, perché tutte le discussioni che abbiamo fatto al tavolo si sono arenate nel momento in cui abbiamo esplicitato la richiesta di aumento salariale, il riconoscimento che Federfarma avrebbe dovuto dare della professionalità, dell’impegno e del sacrificio che chiede quotidianamente a tutti coloro che lavorano nelle farmacie. Abbiamo chiesto un aumento di 360 euro e la loro risposta, da cui non intendono muoversi, è di 120 euro per tutta la vigenza contrattuale, quindi per i tre anni. Una mancanza di rispetto enorme nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori. Abbiamo scelto questo punto della città, perché abbiamo chiesto di essere ricevuti da Federfarma Padova, non certo per continuare una trattativa a livello territoriale, ma per far ascoltare dalla viva voce delle lavoratrici e dei lavoratori quali sono le condizioni di lavoro, la loro difficoltà e le loro aspettative. Purtroppo non ci hanno ricevuto».

«La cifra che Federfarma propone per noi è irricevibile - ha aggiunto Fabio Paternicò della Uil TuCS di Padova -  alla luce del fatto che stiamo parlando di lavoratori che hanno studiato una vita. Al tavolo delle trattative, che si è chiuso a giugno, Federfarma è stata categorica. Se facciamo un paragone con gli altri contratti firmati da Cgil, Cisl e Uil, i 120 euro che loro propongono è un aumento veramente miserabile. La stragrande maggioranza ha conseguito una laurea in farmacia, gli stessi lavoratori devono fare dei corsi di aggiornamento, con una media di 150 ore in un triennio. Corsi che il più delle volte sono a carico loro. Quindi la cifra che avevamo chiesto sarebbe andata a compensare anche tutto quello che prevede il lavoro del farmacista e non solo l’adeguamento all’inflazione e la perdita del potere d’acquisto. Il farmacista ogni anno deve pagarsi l’iscrizione all’albo, deve sostenere dei corsi relativi ai crediti formativi, i corsi Ecm e deve stipulare una polizza assicurativa obbligatoria per gli eventuali danni causati. Questi professionisti chiedono quindi un aumento dignitoso e adeguato, tempo e supporto per aggiornarsi costantemente e per crescere professionalmente».

«In tutta Italia stiamo facendo delle mobilitazioni a livello territoriale - ha concluso Silvia Cocco della Fisascat Cisl di Padova e Rovigo - unitariamente con Cgil, Cisl e Uil. Stiamo promuovendo sit-in e presidi sia davanti a Federfarma di ogni provincia che davanti alle sedi delle prefetture. Federfarma in alcuni casi, come qui, non ci ha dato risposta e non accetta il confronto. A livello nazionale i nostri segretari generali stanno cerando di trovare un punto di incontro. Ricordiamo che gli aumenti salariali dei dipendenti delle farmacie sono fermi al novembre 2021. Le farmaciste e i farmacisti vogliono un aumento dignitoso per la loro professionalità e per la loro disponibilità verso i nostri cittadini. La proposta di aumento fatta da Federfarma è totalmente inadeguata per lavoratori che tutti i giorni si impegnano per la salute dei cittadini. Sono professionisti che devono essere orgogliosi di quello che stanno facendo. Soprattutto durante il periodo del Covid hanno dato delle risposte alle città, perché hanno lavorato tantissimo quando tutto era chiuso e da allora le farmacie sono diventate un presidio sanitario di prossimità, perché a volte il dottore non può esserci, ma le farmaciste e i farmacisti ci sono sempre stati».

 

Il servizio di 7Gold Telepadova sul presidio delle farmaciste e farmacisti di ieri davanti alla sede di Federfarma a Padova




 




Mancata firma CCNL 2022-2024 SANITA’ PUBBLICA: I MOTIVI DELLA SCELTA DI FP CGIL E UIL FPL

  • Allega:
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova dopo la conferenza stampa di Fp Cgil Padova e Uil Fpl Padova sui motivi della mancata firma dei due sindacati al nuovo CCNL Sanità
  • video link: Visita il sito

Conferenza stampa ieri, mercoledì 2 luglio, della Fp Cgil Padova e Uil Fpl Padova per spiegare con chiarezza e responsabilità le ragioni per cui i due sindacati confederali hanno deciso di non firmare la pre-intesa per il rinnovo del contratto della Sanità avvenuta lo scorso 18 giugno 2025

“È stata una scelta difficile – dicono la Segretaria Generale della Fp Cgil Padova, Alessandra Stivali e Francesco Scarpelli, Segretario Generale della Uil Fpl – ma necessaria. Una scelta presa con coscienza e convinzione nel pieno rispetto verso chi lavora ogni giorno nella sanità pubblica, tra turni massacranti, carichi crescenti, organico sempre più ridotto e salari inadeguati.

Questi, in punti, le motivazioni per cui non abbiamo firmato:

1. Aumenti inadeguati: 6,8% contro inflazione al 17% “Il contratto prevede un aumento medio del 6,8%, a fronte di un’inflazione che ha superato il 17%. Questi numeri parlano chiaro e con questo nuovo che qualche altro sindacato invece ha voluto sottoscrivere, non si recupera il potere d’acquisto perso, dove ancora una volta i lavoratori vengono lasciati indietro. Non possiamo accettare un contratto che certifica un arretramento economico così pesante”.

2. Nessun riconoscimento del disagio e delle professionalità “Non c’è alcuna valorizzazione del disagio lavorativo e della complessità crescente dei ruoli. Dagli infermieri agli OSS, dai tecnici al personale amministrativo, tutti subiscono carichi crescenti, responsabilità sempre in aumento e peraltro senza alcuna contropartita normativa o economica”.

3. Tutto il personale ignorato: reparti, ambulatori, servizi, uffici “Questa pre-intesa, non dà risposte né a chi lavora nei reparti e nei pronti soccorso, né a chi è quotidianamente è impegnato nei servizi, negli ambulatori, nei laboratori, negli uffici tecnici e amministrativi. Eppure tutte queste professioni fanno ben funzionare il tanto decantato Sistema Sanitario Nazionale. Eppure questi Operatori ancora una volta rimangono invisibili? Ad un Governo che sembra abbia fatto un grande sforzo, ma è solo apparenza”.

4. Orario teorico contro orario programmato: un sistema che penalizza i lavoratori “Nelle aziende sanitarie pubbliche viene applicato esclusivamente l’orario teorico, un sistema che penalizza i lavoratori in modo evidente. Questo orario non tiene conto della reale articolazione dei turni e comporta riduzioni ingiuste nei giorni festivi, durante la fruizione di permessi o in caso di assenze programmate. FP CGIL e UIL FPL hanno chiesto con forza il riconoscimento dell’orario programmato, che rispecchia l’effettiva turnazione, evita che il personale vada sotto orario, anche se coperto da giustificativi, e consente una gestione più equa, trasparente e rispettosa dei diritti”.

5. Bocciatura netta della nuova figura dell’“Assistente Infermieristico” "FP CGIL e UIL FPL bocciano con fermezza l’inserimento nel contratto della nuova figura denominata ‘Assistente Infermieristico’. Questa creazione rischia di generare confusione tra i ruoli già esistenti dell’infermiere e dell’operatore socio sanitario (OSS), senza risolvere i problemi strutturali del personale. Di fatto, questa figura sembra pensata per colmare la carenza infermieristica in modo approssimativo, senza offrire soluzioni concrete e di qualità. Noi avevamo proposto di riconoscere gli OSS all’interno dell’area degli Assistenti, attribuendo loro il giusto valore e riconoscimento professionale. Allo stesso tempo, avevamo chiesto di individuare strumenti e percorsi formativi ed energetici che valorizzassero l’infermiere, rendendo questa professione più attrattiva e adeguatamente valorizzata per le nuove generazioni."

6. Parte normativa deludente e senza visione “Nessun passo avanti su progressioni di carriera, orari di lavoro, tutele per i turnisti o conciliazione vita-lavoro. Il contratto non affronta le sfide reali del lavoro nella sanità di oggi”.

7. Contrattazione integrativa bloccata “Abbiamo chiesto maggiore apertura alla contrattazione integrativa aziendale e territoriale, con più risorse nei fondi e strumenti concreti per rispondere ai bisogni delle diverse realtà. Anche qui, nessuna risposta concreta”.

8. Welfare aziendale finanziato con fondi risicati, non aziendali “Un ulteriore elemento inaccettabile è l’introduzione del welfare aziendale all’interno del contratto, finanziato non con risorse nuove o stanziamenti da parte delle aziende sanitarie, ma attingendo dai già risicati fondi del comparto. Qualcuno del Governo ci dovrebbe spiegare dov’è il vantaggio, se non vengono destinate ulteriori risorse. Questo significa, in concreto, che le misure di welfare resteranno sulla carta o verranno realizzate sottraendo ulteriori risorse ai lavoratori stessi. È una scelta che appare più come un’operazione di facciata che una vera risposta ai bisogni delle persone. Noi crediamo che un contratto serio debba prevedere investimenti reali e non scaricare sui lavoratori il peso di prestazioni che dovrebbero essere garantite dalle aziende. Questo significa, in concreto, che le misure di welfare resteranno sulla carta o verranno realizzate sottraendo ulteriori risorse ai lavoratori stessi. È una scelta che appare più come un’operazione di facciata che una vera risposta ai bisogni delle persone. Un contratto serio deve prevedere investimenti reali e non scaricare sui lavoratori il peso di prestazioni che dovrebbero essere garantite dalle aziende. Firmare questo contratto senza contenuti e senza coraggio avrebbe significato legittimare l’immobilismo e tradire la fiducia delle lavoratrici e dei lavoratori. La nostra non è una protesta sterile, ma una scelta di coerenza e responsabilità. La firma del Contratto sarebbe stata una resa. Vorremo ricordare che, con senso di responsabilità, Fp Cgil e Uil Fpl hanno sempre rivendicato il fatto che le risorse economiche non erano sufficienti a fronte di una inflazione mai cosi alta. E la risposta è sempre stata che non ci sono risorse. Ci viene detto ogni volta che siamo in una fase di rinnovo ma la cosa che questa volta più ci stupisce è che anche i Sindacati che hanno firmato pur essendo consapevoli che le risorse siano poche, anziché manifestare con noi, mantenendo l’unità sindacale, hanno comunque firmato, per la serie meglio questo che niente".

“Infine - precisa Francesco Scarpelli - vorrei focalizzare anche l’attenzione su una recente requisitoria, ovvero un atto formale, quindi non di parte, che qualche giorno fa il Procuratore Generale della Corte dei Conti, Pio Silvestri, del 26 giugno scorso, ha espressamente dichiarato che il diritto alla salute non può essere sacrificato da vincoli di bilancio, anzi il contrario, è il bilancio che deve adeguarsi alla tutela dei diritti fondamentali. Lo Stato non può trattare tutte le spese pubbliche allo stesso modo. La spesa per la Sanità non può essere facoltativa e contenuta per far quadrare i conti, il contrario invece devono essere adeguate per garantire il diritto alla salute che ogni cittadino deve avere. Tutti i professionisti del Comparto Sanità, non devono essere considerati come un costo da limitare, e quindi da sacrificare per far quadrare i conti, ma al contrario da valorizzare, tutelare e preservare”.

“Dopo la crisi economicadi qualche anno fa - dichiara Alessandra Stivali - e il successivo biennio legato alla pandemia, anche a fronte delle belle parole di apprezzamento espresse da esponenti politici di tutte le coalizioni per l’intera categoria, si pensava di poter realmente dare un segnale concreto e univoco. Invece la realtà è ben diversa, dove da anni è in atto una campagna denigratoria verso il personale del Pubblico Impiego a vantaggio dei privati. Oggi addirittura ci si trova a firmare dove a fronte di una inflazione fuori controllo, l’aumento medio prospettato è di soli 45 euro al mese”.

“Fp Cgil e Uil Fpl continueranno a lottare per un contratto giusto, equo e dignitoso - concludono i due sindacalisti - e auspichiamo che da qui alla firma definitiva possa succedere qualcosa, affinché questo contratto non venga ratificato a queste condizioni. Non ci fermeremo e non ci rassegniamo, finché non sarà riconosciuto il valore vero del lavoro nella sanità pubblica, la nostra è una battaglia anche rispetto alla Costituzione. Sia chiaro che non abbiamo interessi politici, la mobilitazione continuerà nell’interesse delle lavoratrici e lavoratori che giornalmente, nonostante le molteplici difficoltà anche in termini di sicurezza, per come possono, fanno funzionare un sistema che oggi presenta gravissime criticità. Difenderemo il diritto costituzionale, il diritto alla salute che ogni cittadino dovrebbe avere e che oggi non ha”.

Il Servizio di 7Gold Telepadova con le dichiarazioni di Alessandra Stivali e Francesco Scarpelli