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Condanna senza appello da parte di ANPI, FIOM e CGIL di Padova verso le scritte razziste e fasciste trovate sui muri dei bagni della Zilmet di via Colpi a Limena

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Venete sulle deliranti scritte naziste comparse nei bagni della Zilmet di Limena

Non è la prima volta che sui muri dei bagni dello stabilimento di via Colpi a Limena dell’azienda metalmeccanica Zilmet, ignoti lascino scritte e simboli inneggianti al fascismo e al nazismo con frasi razziste contro gli stranieri. Anche nel caso precedente i responsabili non sono stati individuati e la direzione aziendale ha lasciato correre, senza preoccuparsi del clima presente nello stabilimento di via Colpi e dell’apprensione suscitata da tali gesti nei lavoratori e nelle lavoratrici.

“È inquietante il proliferare di messaggi e simboli razzisti e nazisti negli ambienti, privati e pubblici, in cui la comunità studia, lavora, si aggrega. È preoccupante e inaccettabile, perciò denunciamo e denunceremo sempre con forza fatti simili affinché autorità e istituzioni competenti intervengano: i responsabili vigliacchi, seminatori di odio e violenza, non devono sentirsi e restare impuniti. E le associazioni neofasciste cui si rifanno, nella fattispecie Forza Nuova, vanno una volta per tutte sciolte. Lo affermiamo come ANPI, ma riguarda la reputazione di una società intera, in questo caso di una azienda: razzismo e nazismo sono macchie che sporcano tutti e vanno lavate con decisione - ha dichiarato la segreteria provinciale dell’Anpi di Padova dopo essere stata informata della comparsa delle scritte alla Zilmet, continuando - Perché, inoltre, l’azienda non ha proceduto ancora, dopo i vari episodi, a chiedere alla Procura di fare indagini e controlli in merito, seguendo, ovviamente, tutte le procedure e gli ausili del caso?”

“Siamo seriamente impensieriti per quello che sta accadendo all’interno dello stabilimento della Zilmet di via Colpi a Limena, soprattutto perché non è la prima volta che una cosa del genere accade nel sito. Come Fiom avevamo già invitato l'azienda ad intervenire per quanto di propria competenza con urgenza anche attraverso sensibilizzazione tra i colleghi affinché queste situazioni non si ripresentassero in futuro. Purtroppo, invece, siamo di fronte all’ennesimo caso che avviene nell’indifferenza della proprietà. Non possiamo che sollecitare nuovamente la dirigenza ad intervenire e a prendere seriamente la questione. Condanniamo il gesto vigliacco, le parole e i simboli, rinnovando la nostra solidarietà e vicinanza a quanti si siano sentiti mortificati e attaccati da quelle scritte. La nostra è una Repubblica antifascista e certe derive non sono minimamente accettabili” hanno dichiarato Michele Iandiorio e Gianluca Colombo della Segreteria della Fiom Cgil di Padova.

“Un episodio inquietante – dice Aldo Marturano, Segretario Generale della Cgil Padova – ma che non sorprende chi conosce la storia e sa qual è sempre stata la posizione dei fascisti nei confronti della Cgil, ossia di chi si oppone allo sfruttamento dei lavoratori e si batte per emanciparli. Ma queste scritte ci rivelano anche la profonda paura che provano davanti alla reale possibilità che i referendum superino il quorum. Un obiettivo che, se raggiunto, costituirebbe la miglior risposta alla loro storica arroganza e prepotenza”.

Dopo qualche ora, sospeso lo sciopero dei lavoratori della World Service Group srl in appalto alla Commit Siderurgica di Veggiano. Filt Cgil Padova: “Vittoria”

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di mattino e gazzettino, usciti prima dello sciopero, e del gazzettino, dopo lo sciopero

“Sciopero sospeso in attesa di un incontro tra le parti fissato mercoledì 18 giugno: un risultato frutto dell’unità e determinazione dei lavoratori”.

Dopo alcune ore di sciopero di tutto il personale di World Service Group, la Committenza Commit si è presa formalmente l'impegno di subentrare e farsi garante nel pagamento delle partite economiche che potrebbero perdersi con la procedura di amministrazione straordinaria. Accanto a questo, la nuova società World Service Group, si è presa l'onere di impostare un modello organizzativo più efficiente che passi dal rispetto del CCNL nella gestione e programmazione del lavoro, dei turni e negli aspetti retributivi, anche alla luce delle specifiche esigenze del personale che è composto, per la stragrande maggioranza, da cittadini stranieri. L'incontro tra le parti è previsto per il prossimo mercoledì 18 giugno. Auspichiamo che sia l’inizio di un nuovo percorso e l'occasione vera per valutare la reale autonomia imprenditoriale del soggetto appaltatore, in assenza della quale dovremmo fare scelte alternative. Ricordiamo che in passato il cantiere è stato teatro di importanti mobilitazioni e che questa vertenza rappresenta l’ennesimo tassello di un lavoro meticoloso e costante che la Filt Cgil sta portando avanti da anni, per accorciare filiere e ripristinare la legalità in un settore complicato”.

È con questa nota che la Filt Cgil di Padova ha dato ieri notizia, venerdì 6 giugno, della sospensione dello sciopero dei lavoratori di World Service Group srl, l’impresa di logistica e trasporti che ha in appalto il cantiere alla Commit Siderurgica di Veggiano, davanti ai cui cancelli i lavoratori si sono radunati fin dalle prime luci dell’alba in un presidio di protesta. Uno sciopero, accompagnato da un presidio iniziato alle 6 del mattino, dai circa 80 lavoratori, prima impiegati alla Work Service, e che dopo essere finita al centro di una procedura di commissariamento, sono confluiti alla Work Service.

“Una mobilitazione necessaria – aveva dichiarato, il giorno prima, la Segreteria Provinciale della Filt Cgil Padova – a fronte di un mese dal subentro di World Service srl che non ha portato a nessuna discussione organizzativa e ha riproposto il modello esistente con diverse criticità come, ad esempio, la prassi per cui i turni vengono comunicati il venerdì per il lunedì, in chiara violazione del CCNL che regola il lavoro nel settore. Senza considerare che, ad oggi, non è stato fornito neanche un indirizzo email per la corrispondenza ordinaria. Una situazione che si è aggravata nonostante il subentro societario perché la verità è che i lavoratori sono di fatto gestiti da Commit, che si configura come il vero datore di lavoro. Secondo noi esistono validi elementi per contestare la genuinità dell’appalto. A questo si aggiunga poi che World Service srl ha recentemente comunicato un esubero di 20 persone senza fornire numeri o motivazioni chiare. Noi, siamo invece convinti che non sussistano le condizioni per attivare ammortizzatori sociali, poiché l'esubero non è motivato da cali di lavoro, ma da altre ragioni e rappresenterebbe un'ulteriore perdita di reddito per lavoratori già penalizzati dal fallimento Work Service e dalla precedente cattiva gestione. A questo punto, come Filt Cgil rivendichiamo, innanzitutto, l’assunzione diretta di tutto il personale attualmente in appalto da parte di Commit Siderurgica. Poi vogliamo avere delle garanzie sul pagamento di tutte le pendenze, incluse ferie, permessi e giornate lavorative non pagate a dicembre, che rischiano di perdersi nella procedura. E infine vogliamo una programmazione del lavoro concertata e rispettosa del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL)”.

Una presa di posizione che deve aver avuto qualche effetto, visto la decisione di Commit Siderurgica e World Service srl di inviare presso il presidio una comunicazione con cui si chiedeva l’apertura di un tavolo per affrontare tutte le questioni poste dai lavoratori.

“Un risultato – ha detto Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil Padova – raggiunto grazie all’unità e determinazione dei lavoratori, stanchi di venir considerati come semplice merce da poter scartare e lasciare a casa quando non fa più comodo. Le cose non stanno così e se dopo poche ore di sciopero, sia World Service che Commit Siderurgica, hanno subito fatto capire di voler riaprire le trattative, ciò è dovuto al fatto che i lavoratori, con la loro protesta, devono aver creato notevoli disagi e questo ha fatto immediatamente conquistare loro maggiore considerazione”.

“Per cui – ha concluso Massimo Cognolatto – in virtù degli impegni presi, abbiamo deciso di sospendere lo sciopero con l’auspicio che dal tavolo di mercoledì 18 giugno, si inizi un percorso nuovo con delle aziende che siano in grado di stare all’altezza delle proprie responsabilità”.

Attendiamo quindi quella data per vedere se questa vertenza si concluderà con soddisfazione di tutte le parti.

La denuncia di FP Cgil e NIdiL Cgil di Padova: "Uffici Immigrazione di Questura e Prefettura di Padova: situazione kafkiana per il personale"

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sulle criticità lavorative negli Uffici Immigrazione di Questura e Prefettura di Padova

Fp Cgil e NIdiL Cgil denunciano la mancanza di organico di Questura e Prefettura di Padova e la criticità in cui versano i 14 lavoratori somministrati che coprono i servizi della Prefettura e della Questura sul tema immigrazione e non solo

In accordo con le segreterie nazionali di Fp e di NIdiL Cgil, che hanno portato in questi giorni alla luce la situazione in cui vertono 1200 lavoratori in appalto presso il Ministero degli Interni, anche la Fp e NIdiL di Padova denunciano la difficile condizione lavorativa che stanno vivendo sia il personale diretto che opera negli uffici della Prefettura e della Questura sul tema immigrazione e non solo, sia i 14 lavoratori somministrati che dal 2021 sono in appalto in questi uffici per sopperire ai sempre maggiori carichi di lavoro che i dipendenti diretti, decisamente sottorganico, non riescono a portare avanti da soli.

In Prefettura l’organico dovrebbe arrivare a 120 dipendenti diretti, invece sono 67, circa il 60% dei necessari, dei quali 4 stanno per andare in pensione e 2 sono assistenti che saranno destinati in altre amministrazioni a breve. E poi ci sono i 7 interinali che negli ultimi 4 anni sono in forze presso l’ufficio immigrazione, che però hanno la missione in scadenza al 30 giugno.

Nel 2021 il Ministero dell’Interno ha indetto un bando per la fornitura di personale somministrato rivolto alle Agenzie per il Lavoro, che si inseriva all’interno di un piano nazionale di emersione del lavoro nero, avendo la necessità di personale aggiuntivo per smaltire le pratiche di regolarizzazione in aumento. Quella che doveva essere una situazione straordinaria, gestita in emergenza con questi 1200 lavoratori somministrati, presenti in maniera diffusa in tutti gli uffici immigrazione sul territorio nazionale, è diventata una modalità con la quale per 4 anni sono stati amministrati gli uffici immigrazione nella loro gestione ordinaria, in attesa del concorso pubblico imprescindibile per poter assumere direttamente nuovo personale così tanto necessario in uffici fortemente sottorganico e in difficoltà. Attualmente i contratti dei somministrati sono stati rinnovati grazie ad una proroga tecnica del bando di appalto, ma le agenzie interinali hanno fatto ricorso al TAR del Lazio che il 24 giugno dovrà decidere se interrompere o meno questa proroga.

“Come NIdiL Cgil chiediamo non l’ennesimo bando per le agenzie interinali, ma un concorso pubblico che tenga conto, al suo interno, delle professionalità già acquisite dai 1200 lavoratori somministrati. In attesa di questo concorso chiediamo, inoltre, che venga garantita la continuità occupazionale di questi lavoratori e queste lavoratrici che ormai sono parte integrante degli uffici dove operano in completa sintonia e stima con il personale dipendente” ha dichiarato oggi in conferenza stampa Mirko Romanato, segretario generale NIdiL Cgil, continuando “Questa vicenda è esemplare per quanto riguarda l’utilizzo miope dei contratti a tempo determinato che vengono utilizzati non come un’eccezione, ma per tamponare delle mancanze organizzative che necessiterebbero invece di interventi strutturali. Per questo l’8 e 9 giugno invitiamo i cittadini e le cittadine a votare sì ai Referendum, per far tornare il tempo determinato un’eccezione, come richiede il terzo quesito”.

“Come Funzione Pubblica di Padova siamo molto preoccupati sia dalla condizione in cui si trova il personale dipendente, fortemente sottorganico e stressato dai tempi e modi in cui sono costretti ad operare, sia per il futuro dei 14 lavoratori e lavoratrici interinali che non hanno alcuna certezza lavorativa, nonostante la loro formazione e le loro competenze e capacità, acquisite in questi 4 anni di lavoro, sia dalla situazione in cui si potrebbero trovare a breve coloro che devono fruire degli uffici immigrazione di Questura e Prefettura con il rischio che si creino attese e disservizi anche gravi. Anche noi chiediamo la stabilizzazione dei 1200 lavoratori e lavoratrici interinali con l’apertura al più presto di un concorso pubblico che possa portare alla fine del precariato per tutti i lavoratori e le lavoratici somministrati già in forze, inoltre, speriamo che questo concorso sia il primo di una serie che possa portare al completamento degli organici civili delle Prefetture e delle Questure che sono fortemente in carenza di personale operativo necessario a colmare tutto il lavoro degli uffici coinvolti” ha dichiarato Alessandra Stivali, segretaria generale della FP Cgil di Padova.



"Grave incidente nel cantiere edile di via Santa Eufemia, feriti due operai". Cgil Padova e Fillea Cgil Padova: "Abbiamo più volte, inutilmente, segnalato quel cantiere per gravi carenze in materia di sicurezza"

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sull'incidente nel cantiere di via Sant'Eufemia
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Cgil Padova e Fillea Cgil Padova: “Basta morti e feriti sul lavoro! Il crollo successo nel cantiere di via Sant'Eufemia è l'ennesimo campanello d'allarme”

La CGIL di Padova e la Fillea CGIL di Padova esprimono profonda preoccupazione e ferma condanna per il grave incidente avvenuto ieri, lunedì 26 maggio, in un cantiere edile in via Sant'Eufemia - dove sorgerà l'ennesimo studentato in città - dove il crollo del solaio di un ex convento ha causato il ferimento di due operai.

“La nostra prima e più sentita vicinanza va ai due lavoratori coinvolti, ai quali auguriamo una pronta e completa guarigione – dichiarano congiuntamente il Segretario Confederale della Cgil di Padova, con delega alla sicurezza, Marco Galtarossa e la Segretaria Provinciale della Fillea Cgil Padova, la categoria che segue i lavoratori edili, Barbara Schiavo –. Quanto accaduto è inaccettabile e riaccende i riflettori su una piaga, quella degli infortuni sul lavoro, che continua a mietere vittime e feriti in Italia e nella nostra regione. Questo incidente è particolarmente grave, anche perché, come purtroppo dobbiamo denunciare, quel cantiere era stato oggetto di diverse segnalazioni per criticità legate alla sicurezza, l'ultima delle quali risale a circa 20 giorni fa, dopo un'ispezione in cui ci siamo trovati di fronte ad un muro di insensibilità e avversione. E aggiungiamo che della situazione avevamo informato tutte le autorità preposte, comprese le Istituzioni. Riteniamo sia necessario intervenire preventivamente e non una volta che si sia verificato l’infortunio mortale. Ecco perché chiediamo alla Regione Veneto di aumentare gli ispettori preposti alle attività di controllo”.

“Perché la verità – prosegue la nota congiunta – è che questo ennesimo grave incidente sul lavoro sottolinea l'urgenza di un cambiamento radicale nelle politiche e nelle pratiche di sicurezza. Non possiamo più tollerare che il costo del lavoro sia pagato con la salute e la vita dei lavoratori ed è fondamentale che si faccia piena luce sulle cause di questo crollo arrivando all’accertamento di tutte le responsabilità.”

“Di fronte a questa drammatica realtà – concludono Galtarossa e Schiavo – ribadiamo l'importanza cruciale dei prossimi referendum dell'8 e 9 giugno e invitiamo tutte e tutti a recarsi alle urne e a votare Sì ai quesiti referendari, in particolare a quello che mira a reintrodurre la responsabilità solidale delle aziende appaltanti in caso di infortuni nei cantieri. Si tratta di un passo necessario per garantire maggiore tutela ai lavoratori e per incentivare una cultura della sicurezza che metta al centro la vita umana, non il profitto a ogni costo.”

Il servizio di Telenordest sull'incidente nel cantiere di Via Sant'Eufemia con i commenti di Marco Galtarossa e Barbara Schiavo della Cgil di Padova

La denuncia della Filcams Cgil Padova: licenziato perché si era lamentato degli eccessivi carichi di lavoro. Il caso alla Engaldini Srl di Rubano

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sul licenziamento in tronco, con richiesta danni, avvenuto alla Engaldini srl di Rubano

Filcams Cgil Padova: “Dal nostro punto di vista, un abuso di potere permesso dalla normativa attuale: ecco perché i referendum dell'8 e 9 giugno sono fondamentali per evitare altri casi simili”

 

La Filcams Cgil di Padova denuncia l'inaccettabile licenziamento in tronco di un lavoratore con mansioni di magazziniere presso la Engaldini Srl, azienda con sede a Rubano che opera nel settore del Commercio all'ingrosso di articoli tecnici per l'industria. Un caso emblematico che solleva gravi interrogativi sulle condizioni di lavoro e sulla tutela dei diritti in un contesto aziendale che pare ignorare le normative vigenti e le esigenze dei propri dipendenti.

“Verso la fine di marzo di quest'anno – racconta Luca Rainato, il funzionario della Filcams Cgil di Padova che fin dall'inizio ha seguito la vicenda – entriamo in contatto con questo lavoratore che in precedenza, a fine gennaio e metà febbraio, aveva già ricevuto due contestazioni disciplinari per presunti errori nello svolgimento delle sue mansioni di magazziniere. Già allora, il lavoratore aveva segnalato alla direzione aziendale ritmi e carichi di lavoro eccessivi, in particolare il mancato rispetto della normativa sull'alzata di pesi, fattore determinante per la sua salute e sicurezza”.

"A fine aprile - prosegue il funzionario della Filcams Cgil - gli arriva una nuova contestazione disciplinare dovuta ad un errore che il dipendente avrebbe commesso durante il suo lavoro. A quel punto chiediamo all'azienda di assistere il lavoratore nel successivo incontro, durante il quale egli spiega che all'origine dell'errore commesso, un fatto spiacevole ma che può accadere, vi è una situazione di stress sembra dovuta agli eccessivi carichi di lavoro ma anche ad una mancanza di 'organizzazione aziendale' che lo mette in difficoltà. Ci erato un incontro chiarificatore se non che, come un fulmine a ciel sereno, qualche giorno dopo al lavoratore arriva la notifica del licenziamento in tronco, accompagnato addirittura da una richiesta di risarcimento e dall'accusa di violazione dolosa dei doveri a lui affidati”.

"È evidente - attacca il sindacalista - che ci troviamo di fronte ad un abuso di potere che non possiamo tollerare. A nostro parere, siamo di fronte ad un licenziamento adottato come atto ritorsivo nei confronti di un lavoratore colpevole di aver espresso una legittima lamentela per le condizioni in cui era costretto a lavorare. Una sanzione pesantissima contro cui il lavoratore, con il nostro pieno supporto, ricorrerà legalmente in Tribunale. Ma non si tratta di un caso isolato e questo dimostra ancora una volta l'urgenza di una revisione normativa che tutela maggiormente i lavoratori da licenziamenti ingiustificati”.

"Perché quel che è successo alla Engaldini Srl di Rubano - conclude Luca Rainato - è un esempio lampante della necessità di intervenire sulla legislazione in materia di licenziamenti. Per questo motivo, invitiamo tutte e tutti a partecipare al referendum dell'8 e 9 giugno. Due dei quesiti referendari, infatti, riguardano proprio la reintroduzione della piena tutela in caso di licenziamento senza giusta causa e, per le aziende con meno di 16 dipendenti (come la Engaldini Srl), la cancellazione del limite massimo di 6tà di indennizzo in caso di licenziamenti ingiustificati. Se al referendum vincesse il sì, compiremmo un passo fondamentale per il ripristino dell'equilibrio e della giustizia nel mondo del lavoro È tempo di dire basta ai licenziamenti facili e di garantire dignità e sicurezza a ogni lavoratore”.

Lidl, anche a Padova grande adesione allo sciopero. La soddisfazione della Filcams Cgil Padova

Straordinaria adesione alla giornata di sciopero per il contratto integrativo il contratto integrativo aziendale di Lidl Italia. La multinazionale tedesca dei discount, presente in Italia con oltre 700 punti vendita e più di 23mila dipendenti, non ha accolto le richieste avanzate da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs al tavolo di trattativa su due punti in particolare: aumentare il salario e migliorare l'organizzazione del lavoro.

La mobilitazione, organizzata con presidi e manifestazioni davanti i punti vendita e i centri logistici su tutto il territorio nazionale, ha registrato un’adesione superiore all’80%, con punte del 100% in decine di punti vendita, chiusi, mentre la maggior parte ha aperto solo per la presenza del solo direttore o pochi responsabili.  In molti casi hanno aderito alla mobilitazione anche i contratti a chiamata e i tempi determinati, i più ricattabili, segnale questo che conferma l'esasperazione e il malcontento nei luoghi di lavoro.
Arrivato anche il sostegno dei sindacati internazionali Uni Global Union, Uni Commerce e Uni Europa e di molti sindacati di altri stati Europei; Lidl, infatti, è nota anche fuori dall'Italia per il modello organizzativo, caratterizzato prevalentemente da contratti part time e da carichi di lavoro eccessivi.

Anche nella nostra provincia lo sciopero è andato molto bene e numerose sono state le presenze al rumoroso presidio organizzato nel punto vendita di via Cardinal Callegari, in Arcella (zona Plebiscito). "Siamo molto soddisfatti - dice Cristian Vicoletti, della Filcams Cgil Padova - le adesioni allo sciopero sono state in linea con quanto avvenuto a livello nazionale, cioè intorno all'80%. Anche da noi, alcuni punti vendita non sono riusciti ad aprire per mancanza di personale, come quello in città in via Sorio, o quello a Vigonza, a San Martino di Lupari e Piove di Sacco. Le lavoratrici e i lavoratori hanno giudicato irricevibile e lesiva della propria dignità la proposta di Lidl Italia di cavarsela con un buono spesa di 200 euro da utilizzare nei punti vendita, a maggior ragione quando sentono di aver dato un contributo determinante ai fatturati milionari registrati dalla multinazionale tedesca. Noi vogliamo un vero e proprio premio di produzione, non una regalia una tantum data tanto per accontentarci. E la protesta continuerà finché Lidl Italia non avrà cambiato atteggiamento e fatto concessioni concrete".

Il servizio di Telepadova7 Gold sullo sciopero al Lidl Italia con le voci provenienti dal presidio davanti al Punto Vendita di Via Cardinal Callegari, in Arcella

Referendum, bagno di folla per Landini, ieri a Padova per promuovere i "Sì"

Ieri pomeriggio, sabato 24 maggio, il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, è stato a Padova per sostenere il "Sì" ai referendum sul Lavoro e la Cittadinanza, che si terranno l'8 e 9 giugno. Ha partecipato a un banchetto informativo organizzato dal Comitato Referendum, spiegando le ragioni del voto e passeggiando per circa due ore per le piazze e le vie del centro distribuendo centinaia di volantini, stringendo tantissime mani e concedendosi pazientemente ad altrettanti selfie con le cittadine e i cittadini con cui sovente si è intrattenuto a discutere.

"Il nostro obiettivo - ha detto il leader della Cgil - è raggiungere il quorum e superare il 50% dei votanti. Questo è l'unico modo per cambiare le 'leggi balorde' che hanno portato a un aumento della precarietà, impoverito il lavoro e incrementato infortuni e morti sul lavoro, anche a causa degli appalti e subappalti"

"Il voto - ha proseguito Landini - è un atto di libertà, che permette ai cittadini di modificare leggi introdotte dai vari governi. In verità, essendo molte le 'leggi balorde' in questo, erano molti di più i referendum che avremmo voluto proporre ma abbiamo dovuto fare per forza di cose una selezione e la scelta è ricaduta su lavoro e cittadinanza perché il lavoro è fondamentale per la dignità e la vita, e senza di esso non c'è democrazia. Ecco perché la scarsa partecipazione al voto che si registra alle elezioni in generale è un pessimo segnale. Ma sebbene il compito non sia facile, noi crediamo che il quorum in questa consultazione referendaria possa essere raggiunto perché i referendum non chiedono un voto a favore di questo o quel partito oppure di un governo, ma mira a dare alle persone la possibilità di cambiare, di rivendicare i propri diritti e di garantire un futuro ai giovani".

"Ed è necessario farlo - ha concluso Maurizio Landini - perché questo modello produttivo fa acqua da tutte le parti, basta pensare quel che richiede in termini di vite umane. Proprio recentemente un giovane padovano di 25 anni che lavorava in subappalto in Trentino è morto a causa di un infortunio come purtroppo capita a tanti visto che la maggior parte degli infortuni e dei decessi avviengono proprio nelle piccole imprese e colpiscono, spessissimo, lavoratori in appalto. Ecco perché su questo punto abbiamo deciso di promuovere un quesito referendario perché vogliamo bloccare questa pratica, rendendo chi appalta le attività responsabile della salute e sicurezza dei lavoratori. Bisogna farlo perché siamo di fronte ad una vera e propria strage, con una media di tre morti sul lavoro al giorno e 500mila infortuni all'anno, una situazione che non si riscontra in nessun altro Paese industriale europeo. E, come ha sottolineato anche l'INAIL, cquesto è principalmente dovuto alla precarietà dei lavoratori e alle aziende in appalto".

Sabato 24 maggio, i dipendenti di Lidl Italia in Sciopero. A Padova, nel mattino, anche il presidio davanti al punto vendita di via Cardinal Callegari in Arcella

Filcams Cgil Padova: “Le lavoratrici ei lavoratori di Lidl meritano rispetto: non è accettabile che a fronte degli utili milionari raggiunto dalla multinazionale, a loro non venga concesso nulla!”

Fisascat Cisl Padova Rovigo: “Anche Lidl come tante aziende della distribuzione lamentano la mancanza di personale, ma quando si tratta di ridistribuire la ricchezza prodotta non sono mai disponibili!”

UilTuCS Padova:"Manifestiamo per un lavoro più dignitoso e con maggiori tutele. Serve rilanciare la contrattazione per dare dignità al lavoro e alle persone!"

Le Segreterie Provinciali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTuCS di Padova annunciano, anche nel nostro territorio, l'adesione allo sciopero nazionale dei dipendenti di Lidl Italia proclamato unitariamente per sabato 24 maggio 2025 per l'intero turno di lavoro. A Padova, la mobilitazione – che solo nella nostra provincia coinvolge una platea di quasi 200 dipendenti – sarà accompagnata, nel mattino a partire dalle ore 9.00 e fino alle ore 12.00, da un presidio presso il punto vendita Lidl di via Cardinal Callegari, nel quartiere Arcella.

La decisione è stata presa in seguito all'esito insoddisfacente dell'incontro del 14 maggio a Bologna con la direzione di Lidl Italia per il rinnovo del Contratto Integrativo. Insufficienti le proposte aziendali che dopo due mesi di trattativa includevano soltanto buoni spesa e una tantum!

"Riteniamo le proposte di Lidl del tutto insufficienti e non rispettose del contributo dei lavoratori ai risultati eccezionali dell'azienda – dichiarano Vicoletti della Filcams CGIL di Padova, Oriella Tomasello di Fisascat Cisl Padova Rovigo e Massimo Marchetti, Segretario UilTuCS – a maggior ragione quando l'azienda dichiara un fatturato di oltre 7 miliardi di euro registrando negli ultimi 5 anni utili, ante imposte, di circa 1,3 miliardi. Un risultato straordinario a cui hanno indubbiamente contribuito i dipendenti che ora, giustamente, pretendono una maggior considerazione, nella distribuzione degli utili, da parte della multinazionale”.

"Come Filcams, Fisascat e UilTuCS – proseguono i tre rappresentanti sindacali – abbiamo proposto diverse soluzioni per aumentare il salario dei dipendenti, tra cui un salario variabile legato a obiettivi condivisi, una parte di lavoro fisso aggiuntivo mensile e il riconoscimento dei buoni pasto, ma nessuna di queste opzioni è stata accettata da Lidl. Ma oltre alle domande economiche, permangono critiche significative sull'organizzazione del lavoro, in particolare riguardo ai carichi di lavoro eccessivi e alla ricchezza di gestione e certezza degli orari, specialmente per il 75% del personale con contratti part-time, spesso involontari. La verità è che l'azienda, da un lato, impone un modello organizzativo di estrema flessibilità e carichi di lavoro insostenibili e, dall'altro lato, si rifiuta di fornire risposte concrete alle richieste assolutamente ragionevoli e motivare i dipendenti.

"Lo stato di agitazione - concludono Vicoletti, Tomasello e Marchetti - prevede il blocco degli straordinari e dei supplementari e culminerà con lo sciopero di sabato 24 maggio. Invitiamo tutto il personale, e anche gli stessi clienti dei punti vendita, a sostenere la mobilitazione per chiedere a Lidl Italia di riconsiderare le proprie proposte e valorizzare il lavoro dei propri dipendenti. È sotto gli occhi di tutti che nel nostro Paese, il livello dei salari è inadeguato e costringe lavoratrici e lavoratori, e relative famiglie, a fare i salti mortali per arrivare a fine mese. Nel frattempo, le aziende per cui lavorano, come è il caso di Lidl Italia, macinano dividendi milionari Una situazione profondamente ingiusta, che non può proseguire e contro cui è inevitabile reagire e mobilitarsi”.