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Gruppo Carraro: sciopero pienamente riuscito con risultati senza precedenti

Ottima riuscita per lo sciopero odierno di 4 ore che ha coinvolto gli stabilimenti di Campodarsego (Padova), Rovigo, Poggiofiorito (Chieti) e Maniago (Udine).

Allo sciopero di oggi l'adesione è stata pressoché totale in tutti gli stabilimenti raggiungendo punte del 100%, come a Campodarsego, sui 1500 dipendenti occupati dal gruppo. Anche per quanto riguarda gli impiegati la percentuale di partecipazione raggiunta è stata senza precedenti, superando ogni più rosea aspettativa. I lavoratori e le lavoratrici della Carraro hanno stretto un fronte compatto per il miglioramento dei loro diritti e per la conquista del contratto di secondo livello.

Le lavoratrici e i lavoratori dei 4 stabilimenti oggi hanno dimostrato, anche con i loro presidi, oltre che con lo sciopero, di essere uniti e della loro intenzione di continuare a lottare per le rivendicazioni presenti nella piattaforma e che sono state rigettate in toto dai vertici aziendali durante l’ultimo incontro.

La piattaforma prevede: richieste che riguardano l’introduzione di un nuovo e più formale sistema di relazioni sindacali, richieste precise e forti sui temi della salute e della sicurezza dei lavoratori e degli ambienti di lavoro, l’applicazione del nuovo sistema d’inquadramento e l’allargamento delle sperimentazioni ed i sistemi di formazione.

Sul piano normativo si chiedono riduzioni d’orario e riconoscimento di lavori gravosi, una nuova gestione degli orari e la contrattualizzazione dello smart working. Sul piano salariale si chiede una rivalutazione del 10% di tutte le voci retributive aziendali e una nuova struttura del premio di risultato con la partecipazione attiva di RSU e lavoratori. È stato inoltre chiesto un sistema più adeguato di welfare aziendale.

“Visto l’importante risultato odierno possiamo dichiarare che i lavoratori e le lavoratrici sono uniti in questa rivendicazione. Le iniziative, quindi, continueranno fino alla ripresa del negoziato con l’azienda che, questa volta, non potrà non tener conto delle richieste presenti in piattaforma e del volere di lavoratrici e lavoratori.” Hanno dichiarato i coordinatori nazionali Luca Gazzabin della Fim, Loris Scarpa della Fiom e Davide Crepaldi della Uilm in accordo con tutto il coordinamento.

Fim - Fiom - Uilm e Coordinamento Nazionale RSU gruppo Carraro

ACCIAIERIE VENETE - Domani 13 maggio 2022 quarto anniversario della tragedia a Padova

Domani 13 maggio 2022 ricorre il quarto anniversario della tragedia alle Acciaierie Venete di Riviera Francia a Padova, in cui quattro lavoratori furono coinvolti, due furono gravemente feriti, e due, Marian Bratu e Sergiu Todita, persero la vita a causa delle gravissime ferite riportate.

Ogni anno questa data significa molte cose per noi, per le RSU e i lavoratori di Acciaierie Venete. Ci ricorda quanto la vita sia preziosa, quanto queste persone hanno lasciato dietro di loro e quanto ancora sia necessario impegnarsi per raggiungere una cultura della salute e della sicurezza del lavoro come bene primario di ognuno di noi. In questi 4 anni purtroppo nulla è cambiato a livello nazionale e i dati delle morti sul lavoro sono sempre troppo alti e in continuo aumento, come se non ci fosse soluzione a questo tragico andamento.

E, purtroppo, proprio alla vigilia di questa data non possiamo non segnalare con profondo cordoglio e preoccupazione che un altro lavoratore ha perso la vita in un’acciaieria, di tratta di Giancarlo Carizzoni di 58 anni, dipendente della ditta Euromec che lavora in appalto presso lo stabilimento delle Acciaierie Beltrame di Vicenza, morto per folgorazione a seguito del contatto dell’autogrù che stava movimentando con i cavi dell’alta tensione presenti in loco. 

Questo è quello che accade praticamente ogni giorno nei luoghi di lavoro in tutta Italia. Migliaia di morti, migliaia di famiglie spezzate, migliaia di orfani e di genitori senza più un figlio o una figlia da abbracciare, visto l’alto numero di giovani perdite registrato quest’anno.

Per questo non smetteremo mai di chiedere alle istituzioni un maggior impegno e maggior investimenti per garantire i controlli per la tutela e la sicurezza nei luoghi di lavoro. A tutti i lavoratori e le lavoratrici che si sentono costretti a compiere azioni e lavori non in sicurezza, perché precari o sotto ricatto, diciamo FERMATEVI, rifiutatevi, mettete la salvaguardia della vostra vita al primo posto. Alle aziende ricordiamo che la tutela della vita umana è prioritaria e deve venire prima del profitto, del risparmio e della produttività e il sindacato non è disposto a mediazioni su questo tema.

Oltre al dolore e al ricordo è fondamentale che in questo giorno si ribadisca, con sempre più efficacia, quanto sia importante porre sempre maggiore attenzione al continuo miglioramento dei processi produttivi e della formazione, anche attraverso la sensibilizzazione nelle scuole superiori come la Fiom di Padova ha fatto quest’anno. Solo quando riusciremo o ottenere il risultato di zero infortuni potremo dichiarare di aver dato un significato a tutte le perdite umane e a tutto il dolore provocato.

Domani a Padova dalle ore 7,40 alle ore 7,45 di venerdì 13 maggio l'acciaieria sospenderà l'attività produttiva del forno e in tutto lo stabilimento ci si fermerà per ricordare il valore della vita e la necessità della sua salvaguardia. Durante la giornata, nello stabilimento veronese, si terrà anche un’assemblea organizzata dalla Rsu sulla salute e sicurezza nel luogo di lavoro. 

Per la Fiom la salute e la sicurezza sono oggetto di permanente mobilitazione con manifestazioni, scioperi, iniziative, assemblee, denunce agli organi competenti.

Fiom Cgil Padova 

Appalti all’Usl 6: l’indagine e la denuncia della Fp Cgil Padova

  • Allega:
  • Descrizione allegato: L'intervista a Stivali e Megna di Simonetta Zanetti

Pagina de il Mattino di Padova sull’indagine promossa dalla Fp Cgil di Padova sull’alto numero di contratti avviati o rinnovati tra il 2021 e il 2022 dall’Usl 6 e che ha visto la spesa di circa 2 milioni di euro solo per garantire le sole attività di Pronto Soccorso sul territorio.


Di Simonetta Zanetti

Medicina d'urgenza, ma anche Ufficio per le relazioni con il pubblico, servizio di trasporto dei malati e attività amministrativa, fino ai magazzini. Sono queste le coordinate di una sanità sempre più appaltata ai privati. Meno identitaria e autonoma e sicuramente più rigida e frammentata nei servizi. A denunciarlo è la Fp Cgil che ha messo in fila una dozzina di contratti avviati o rinnovati tra il 2021 e l'anno in corso per oltre 9 milioni a titolo esemplificativo della direzione percorsa dalla sanità veneta: esternalizzare. Molteplici le motivazioni che tuttavia delineano un quadro nitido.

Il NODO MEDICI

La partita più consistente riguarda i medici d'emergenza e, in seconda battuta, gli anestesisti. Il 14 gennaio 2022 il direttore generale dell'Euganea Paolo Fortuna ha affidato alla Cooperativa Sociale La Fenice di Sassuolo l'assistenza medica in capo alle Uoc di Anestesia e Rianimazione dei presidi ospedalieri di Schiavonia, Piove di Sacco e Cittadella per un periodo orientativo di un mese per turni notturni e festivi, attività di sala operatoria e ambulatoriale per un importo complessivo di 135.960 euro (esente da Iva). Ma la vera rivoluzione è quella che riguarda i Pronto Soccorso. Il primo è stato quello di Cittadella che ha esternalizzato i servizi del Suem 118 e per i codici bianchi e verdi. I medici privati sono entrati a novembre 2021 con un contratto di un anno e una spesa di 716.830 euro. L'attività è affidata allo stesso raggruppamento che dal primo dicembre gestisce l'intero servizio di emergenza - medici e infermieri - nel presidio ospedaliero di Montagnana. L'incarico affidato dall'Usl 6 a Mst Group srl con Bmc H24 Assistance srl e Castel Monte Società Cooperativa durerà, anche in questo caso, un anno e costerà quasi 1,2 milioni di euro. Ancora, il 7 marzo l'Euganea ha bandito l'affidamento urgente dei servizi di Pronto Soccorso - servizio medico relativo al Suem 118 e alla gestione dei condici minori - di Camposampiero e Piove di Sacco: una partita da 183 mila euro, di cui 60.840 per Camposampiero e 121.680 per Piove di Sacco all'Efds Srl di Padova, operativo da inizio maggio per due mesi.

AMMINISTRATIVI

Sotto i riflettori accesi dai sindacati anche la situazione degli amministrativi con il servizio di supporto determinato il 4 marzo per due mesi in favore del Consorzio Stabile Centorizzonti Scarl di Castelfranco Veneto per il recupero di alcune attività non ultimate a dicembre e un onere a carico dell'Usl 6 di 33.500 euro. Non solo: il 10 marzo l'Euganea ha aggiunto la proroga fino a fine agosto del contratto in corso sempre con il Consorzio di Castelfranco, per il servizio di supporto dell'attività amministrativa di alcune unità operative del Distretto dell'Alta Padovana: attività che nel periodo compreso tra il primo aprile 2021 e il 31 agosto avrà un impatto di 227.836 euro. E, ancora, il 5 aprile, è stata approvata la variazione in aumento e la proroga del contratto in corso con Csu Zorzetto Soc. Coop. Sociale di Mestre per il supporto amministrativo per le attività di front office dell'Urp di Padova con un onere complessivo di 53.186 euro.A margine, a marzo, anche il servizio di supporto amministrativo alle attività di screening per il Covid: con una variazione in aumento alla Cooperativa Sociale Anthesys Servizi di Chirignago per un importo di 46.533 euro per i servizi resi tra il primo novembre e il 31 gennaio.

MAGAZZINI

Il 7 febbraio, l'Usl 6 ha prorogato fino al 30 settembre il contratto in essere con Plurima in gestione in outsourcing (ovvero esternalizzato) del servizio di logistica del materiale sanitario in attesa dell'espletamento della gara a evidenza pubblica di servizio di gestione del magazzino unico di beni sanitari ed economali che continueranno quindi ad andare in appalto esterno: un'operazione da 843.699 euro Iva inclusa.

TRASPORTI

Tra gli appalti più dibattuti sul fronte dei trasporti, senza dubbio il subentro del Consorzio Vision Scs Consortile a Italy Emergenza nella gestione del servizio di trasporto ordinario di pazienti in ambulanza ed emodializzati per il distretto di Padova Sud: un servizio che in 5 anni costerà complessivamente all'Usl Euganea 5.145.231 euro. Il 26 gennaio, su richiesta del direttore medico del presidio ospedaliero di Piove di Sacco, per il territorio era stato avviato un servizio integrativo al trasporto sanitario ordinario - da lunedì al venerdì, dalle 12 alle 19.30 per circa 970 ore - affidandosi in via continuativa alla Pia Opera Croce Verde, con un impegno di spesa - per mezzo e autista - di 55.299 euro, di cui 46 mila per l'anno in corso e la restante parte a copertura del servizio per i 2021. In questo scenario, anche l'affidamento esterno dei servizi per disabili: il 21 aprile è stata stabilita la proroga dell'accompagnamento di persone disabili gravissime al centro diurno ai Colli: un'estensione del contratto che dal primo aprile al 30 settembre vale 43.470 euro. Affidamento diretto, inoltre, per il trasporto e l'accompagnamento di disabili al centro diurno Archimede, alla Cssa Soc. Coop a rl/F.lli Rigato per un onere complessivo di 42.462 euro.

IL NODO DEL PROJECT

Discorso a parte per i servizi in appalto nell'ambito delle strutture finanziate con i project financing - come nel caso di Schiavonia - in cui l'affidamento esterno dei servizi all'investitore è parte del contratto: nell'ambito dei servizi al Madre Teresa di Caluctta la determina del 6 febbraio del subappalto alla Coop. Soc. di Solidarietà Promozione Lavoro per l'esecuzione del "servizio trasporti interni" a Schiavonia, fino all'8 marzo 2023 che vale 220.500 euro Iva esclusa. L'Usl 6 paga quindi anche per il servizio di portineria per cui si è affidato in subappalto alla medesima Coop, che fino al 2023 varrà 169.000 euro Iva esclusa. Tuttavia, è stata affidata al concessionario del project, ovvero la Società Euganea Sanità Spa, l'esecuzione di attività, questa volta «extra contrattuale all'appalto di concessione» relativa all'integrazione nonché all'adeguamento del software per la fatturazione elettronica. Un servizio, come detto, inizialmente non previsto nel contratto iniziale ma divenuto necessario e che ha comportato un investimento da 39.539 euro.

«Di fronte alle situazioni di crisi, si ricorre all'appalto». Alessandra Stivali, segretaria generale Fp Cgil di Padova e Raffaela Megna della segreteria provinciale della Fp Cigl concordano: «Una volta che un servizio è stato esternalizzato è pressoché impossibile farlo rientrare nel sistema, perché viene bloccato dal tetto di spesa del bilancio. La Regione dovrebbe investire con risorse proprie per ovviare al problema e chiarire che non vuole un sistema sanitario privatizzato». Il nodo dei servizi sanitari in appalto è, da tempo, al centro dell'attenzione del sindacato che qui ravvede un peggioramento dell'assistenza senza che ci sia un effettivo risparmio: anzi. Tuttavia, l'esternalizzazione, spiega la Fp Cgil, consente di accedere a voci di bilancio esterne rispetto a quelle del personale. «Non c'è più il riconoscimento dell'importanza di una sanità pubblica forte e ben organizzata secondo il complesso modello sociosanitario» sostengono Stivali e Megna «la Regione non ha realizzato un vero programma di investimento in questo senso, né ha idea di quanto sia negativo per gli assistiti, lo spezzettamento dei servizi». Gli esempi si sprecano: «Quando ci si affida ai privati, si finisce per irrigidire l'attività senza alcuna possibilità di deviare a favore del miglioramento del servizio» chiariscono «il contratto è ingessato e non permette di fare quello che serve all'assistito, poiché se non è scritto nero su bianco non viene fatto, ma così si mette in difficoltà il sistema. Pensiamo ai trasporti: sono come i globuli rossi del sistema, non li puoi esternalizzare. Sembrano servizi di secondo livello, ma sono importantissimi: la continuità assistenziale e la presa in carico sono strategiche. È evidente» chiariscono «che la direzione strategica dell'Usl 6 non ha interesse a ricorrere agli appalti esterni, anche perché devono essere costantemente controllati e quando diventano numerosi corre il rischio che qualcosa scappi». Il Covid ha peggiorato la situazione: «Le assunzioni legate all'emergenza avranno un impatto di 2,7 milioni euro per il 2022 e di 3,6 per gli anni successivi, e questi ricadranno nel bilancio ordinario» proseguono «nel frattempo sono stati internalizzati i prelievi territoriali difficili, l'assistenza in carcere e l'ospedale di comunità di Conselve e anche queste sono risorse che ricadranno nel tetto di spesa. Questo comporterà la necessità do far uscire dal sistema altri servizi andando in appalto». Lo scenario dei servizi già erosi è vasto: «Prendiamo ad esempio l'Urp, che è il primo punto di contatto tra il cittadino e la sanità, un punto di riferimento strategico esternalizzato» insistono Stivali e Megna «ma anche nei laboratori manca personale amministrativo per l'attività di screening o nei punti tamponi. Vengono esternalizzati e dopodiché si procede con le proroghe. Lo stesso vale con il personale tecnico. Non è un problema di mancanza di professionalità: semplicemente non vengono banditi i concorsi. È una scelta politica della Regione che non considera prioritarie queste attività». Quanto all'appalto dei servizi di Pronto Soccorso, le due sindacaliste della Fp Cgil sostengono: «Da un lato, esternalizzando il servizio dei codici minori si finisce per lasciare l'attività più impegnativa sulle spalle del personale assunto che si trova sempre sotto pressione, ad esempio sui codici rossi. Senza contare che il dialogo tra un organismo interno al sistema e uno esterno è estremamente complesso. Ora si parla di esternalizzare anche gli infermieri a Piove e Conselve. Di fronte al costante aggravio del lavoro del personale assunto, il messaggio, a quel punto, è che è più conveniente licenziarsi e andare a lavorare per una cooperativa».

Al via l'ottava edizione del Festival Sabir. A Matera e online dal 12 al 14 maggio.

  • Allega: programma_sabir_cgil.pdf
  • Descrizione allegato: il programma del Festival Sabir con il dettaglio di tutti gli eventi

Il Festival Sabir, evento diffuso e spazio di riflessioni sulle culture mediterranee nei luoghi simboli dell’Europa, approda a Matera per la sua ottava edizione, dopo quelle tenutesi a Lampedusa (1-5 ottobre 2014), Pozzallo (11-15 maggio 2016), Siracusa (11-14 Maggio 2017), Palermo (11-14 ottobre 2018), Lecce (16-18 maggio 2019 e di nuovo 28-30 Ottobre 2021), e dopo l’edizione online di giugno 2020. Il Festival è promosso da ARCI insieme a CGIL, Caritas Italiana e  ACLI , con la collaborazione di ASGI e Carta di Roma.

La formula del Festival è la stessa che negli anni ha portato grande coinvolgimento e ha regalato momenti di scambio, socialità internazionale e di approfondimento sulle tematiche che ruotano intorno all’idea del Mediterraneo come spazio di pace, di condivisione, sviluppo sostenibile, di diritti e giustizia sociale: incontri internazionali e formazioni che si alterneranno ad attività culturali, eventi musicali, teatrali, presentazione di libri e proiezioni cinematografiche. La presenza di rappresentanti della società civile delle due rive del Mediterraneo e di reti internazionali arricchirà con diversi punti di vista il confronto e farà emergere proposte unitarie.

Particolare attenzione verrà dedicata alle crisi recenti in Ucraina e Afghanistan e a come l’UE, la comunità internazionale, il nostro Paese ha reagito alla fuga delle persone nelle diverse situazioni di conflitto e di crisi. Sabir è uno spazio della società civile non equidistante ma schierata dalla parte delle vittime e contro tutti gli oppressori e vogliamo ribadire anche nell’affrontare i temi che la guerra in Ucraina e le altre crisi del nostro pianeta pongono, la centralità delle persone e dei loro diritti, a prescindere dalla nazionalità.

Anche quest’anno sarà un’edizione che ci riporterà in presenza, nel rispetto delle normative anti-Covid, ma che assicurerà anche la partecipazione online, per non penalizzare chi non potrà essere fisicamente presente e garantire comunque una maggiore visibilità alle attività del Festival, consentendo anche la trasmissione dei principali eventi in streaming online e potrà essere seguito mediante la pagina Facebook dell'evento, della CGIL Nazionale e di Collettiva.it.

Sasfal: il servizio scolastico della Cgil a favore delle famiglie in difficoltà

  • Allega:
  • Descrizione allegato: L'articolo del Mattino di Padova sull'iniziativa

Bell’articolo de il Mattino di Padova su quanto successo ieri, venerdì 6 maggio alla Fornace Carotta, data in cui si è tenuto per l'intera giornata, con all’interno diversi Focus Group, il Convegno “TUTTI A SCUOLA – La suola per tutti e per ciascuno”, in cui dopo due anni di pandemia, docenti, sindacalisti insieme ad esperti della didattica e della formazione hanno fatto il punto sul doloroso stato stato delle cose nel mondo della scuola, dove nell’ultimo anno si è registrato un aumento della dispersione scolastica e delle disuguaglianze a cui va aggiunta anche una diminuzione del benessere psicologico. Una situazione inevitabile con i continui tagli e la mancanza di investimenti che ha caratterizzato l’azione dei governi degli ultimi 20-30 anni e, purtroppo, anche di quest’ultimo.

È in questa situazione, soprattutto per aiutare le famiglie maggiormente in difficoltà, che Saisafal Cgil (insieme a “Proteo Fare Sapere Padova”, organizzatrice del Convegno) ha dedicato un servizio di ripetizioni “low cost”, realizzato grazie all’impegno e generosità di insegnanti volontari, che offre un pacchetto di 10 lezioni a soli 15 euro. Un servizio di cui, al momento, beneficiano 300 famiglie.

Sasfal (acronimo di Servizio di Ascolto delle Famiglie dei Lavoratori), è l’associazione nata nel 2014, su iniziativa di tre dirigenti scolastiche in pensione e sostenuta dalla Flc Cgil Padova, con l’obiettivo di aiutare le famiglie che non possono permettersi economicamente di mandare i figli a far ripetizioni per colmare le loro lacune scolastiche. Si tratta di un servizio che si regge grazie al lavoro di volontari, nella fattispecie insegnanti in pensione desiderosi di contribuire a dare forma ad una scuola realmente accessibile, che organizzano sia attività di recupero per studenti (durante la pandemia il servizio è proseguito online), sia percorsi di formazione per docenti e famiglie, oltre che seminari.

La presidente di Sasfal è Patrizia Tazza, la vicepresidente è Floriana Rizzetto (già nota anche come presidente dell’Anpi Padova) che dice: “I costi sono quelli di un'associazione benefica proprio perché il servizio si rivolge alle famiglie dei lavoratori e stiamo lavorando per tornare, con l'inizio del nuovo anno scolastico, al cento per cento in presenza perché oggi più che mai c'è bisogno di supportare gli studenti e le famiglie che nel corso degli ultimi due anni hanno conosciuto difficoltà incredibili”

“È con questo spirito che è stato organizzato l’incontro alla Fornace Carotta – ha concluso Floriana Rizzetto – nato un po’ per rispondere all’ultimo libro di Ricolfi e Mastrocola, autori che individuano nell'accesso popolare alla cultura l'attuale crisi scolastica. Noi, invece, pensiamo che la scuola debba essere assolutamente per tutti, altrimenti viene meno il tutto il senso della sua stessa esistenza”

Interviene anche Mara Patella, Segretaria Generale della Flc Cgil, che dice che una motivazione molto importante nella crisi del sistema scolastico è la continua assenza di confronto tra governo, scuola e sindacati: “Il Decreto del 30 aprile, in merito alla formazione iniziale e in servizio dei docenti, è un chiaro esempio di questa assenza, inoltre, va ricordato che il contratto per l'istruzione è scaduto dal 2018, tanto che a livello nazionale è stato proclamato lo stato di agitazione. I fondi del Pnrr ci sono, bisogna, però, utilizzarli in modo lungimirante, per creare davvero una scuola accessibile ed egualitaria. La giornata di oggi è stata anche una bella occasione di confronto su queste tematiche”.

COMUNICATO STAMPA - Acciaierie Venete: rinnovato il contratto di secondo livello

È stato approvato dai lavoratori e dalle lavoratrici, con il 97% dei voti favorevoli, pressoché all’unanimità, l’accordo sul contratto di secondo livello per i dipendenti di Acciaierie Venete spa di Padova per i siti di riviera Francia, via Olanda, via Pellico e via Maroncelli.

Nel corso delle assemblee che si sono svolte coinvolgendo il più alto numero possibile di lavoratrici e lavoratori turnisti e giornalieri la RSU e la Fiom provinciale, insieme alla FIM, hanno spiegato i termini dell’accordo. Il contratto, della durata di quattro anni, integra il CCNL Metalmeccanico e sarà applicato a tutti gli oltre 600 dipendenti delle Acciaierie Venete Spa.

L’approvazione dell’accordo è stato un momento di grande valore e rappresenta un passaggio fondamentale del percorso democratico interno ai luoghi di lavoro che è parte fondamentale del sindacato dei metalmeccanici.

Sono numerosi i capitoli che compongono l’accordo. Tra i più importanti si evidenzia l’aver ridotto di 10 ore l’orario di lavoro ed è stato stabilito di effettuare le assemblee durante l’orario di lavoro, considerando la turnistica a ciclo continuo, in modo tale da permettere a quanti più lavoratori di prendere parte a questi momenti di confronto sindacale.

L’accordo prevede anche un’importante sistema di partecipazione dei lavoratori e dei delegati sui temi della sicurezza, della formazione e della qualità.

Dal punto di vista economico, sono state confermati e migliorati i trattamenti già esistenti, le varie indennità fisse, le maggiorazioni per le prestazioni lavorative (straordinario, lavoro notturno, etc) ad esempio è previsto un aumento della retribuzione del 15% per le ore ordinarie di lavoro del sabato e un aumento del premio di risultato. 

Inoltre è stata fissata anche un’indennità aggiuntiva di 260 euro all’anno che sarà erogata in 14 mensilità. 

Tre le altre cose è stato previsto un miglioramento delle quote del fondo Cometa visto che il contributo a carico dell’azienda viene fissato al 2,5% per tutti, a differenza di ciò che è presente nel CCNL. L’accordo prevede anche ulteriori trattamenti in caso di cassa integrazione a tutela dei lavoratori. Pertanto, il valore complessivo della contrattazione aziendale supera di gran lunga i 4.000 euro l’anno.

“Vogliamo vivamente ringraziare compagni e compagne di lavoro per la fiducia e la vicinanza mostrate, che ci porteranno ad affrontare attivamente gli argomenti di questo accordo, nato sia dalla necessità di contingentare gli orari di lavoro che di dare nuove prospettive per il futuro di lavoratori e lavoratrici in un momento, tra le altre cose, così particolare e straordinario viste la pandemia e la guerra in atto.” hanno dichiarato le RSU e le OO.SS. dopo l’approvazione dell’accordo “Come sindacalisti, come Rsu e come lavoratori di Acciaierie Venete non possiamo dimenticare che il 13 maggio ricorrerà il 4° anniversario della tragedia che coinvolse lo stabilimento di riviera Francia che portò alla morte due nostri colleghi. Nulla potrà cancellare questo evento che ricorderemo insieme in quella data, ma, vogliamo auspicare che questo accordo e le sue parti inerenti la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro siano da sprone per evitare che possano riaccadere episodi di tale portata e che siano sempre rispettate le attività dei lavoratori.”

Padova 6 maggio 2022

 

L’apartheid di Israele contro la Popolazione Palestinese: Amnesty International presenta il rapporto martedì 10 maggio in Sala Paladin a Palazzo Moroni, sede del Comune di Padova

Non poteva mancare l’adesione della Cgil di Padova a questo importante evento sull’apartheid di cui è vittima da oltre 70 anni il popolo Palestinese, organizzato da Amnesty International di Padova, martedì 10 maggio, alle 18.00, in Sala Paladin a Palazzo Moroni, sede del Comune.

Tema dell’incontro sarà la presentazione da parte di Amnesty International del rapporto “L’APARTHEID DI ISRAELE CONTRO LA POPOLAZIONE PALESTINESE – Un crudele sistema di dominazione e un crimine contro l’umanità”.

“Sarebbe un errore – dice Palma Sergio, Segretaria Confederale della Cgil di Padova – distogliere lo sguardo da quanto accade in Medioriente, in generale, ed in Palestina, in particolare. Un popolo ed una terra martoriati e troppo spesso, purtroppo, dimenticati. Vittime di una discriminazione che dura ormai da troppo tempo, più di 70 anni (questi sono gli anni della sua occupazione da parte dello Stato di Israele) con la confisca di terre, le demolizioni e le espropriazioni di case, gli insediamenti di colonie e l’espulsione dei palestinesi dai loro territori a cui si aggiunge anche la costruzione del muro”.

“La presentazione del rapporto di Amnesty International sul popolo palestinese – conclude Palma Sergio – ci ricorda che nel mondo ci sono centinaia di migliaia di persone alle quali, ogni giorno, sono negati i diritti umani. E ci ricorda anche che non c’è solo la guerra in Ucraina ma che le guerre sono tante. Purtroppo anche quelle di cui non si parla o di cui si parla troppo poco, mietono ugualmente vittime, violenza, morte e naturalmente profughi in cerca di un rifugio, che noi, come Europa, abbiamo il dovere morale di accogliere. Per questo la Cgil di Padova, insieme a tante altre associazioni e realtà del territorio, continuerà ad impegnarsi per una pace duratura, in ogni angolo del pianeta perché la Pace va costruita tutti i giorni anche con i nostri singoli comportamenti”.

All’incontro saranno presenti Gianna Benucci, Presidente dell’Associazione per la pace di Padova, Khaled Al Zeer, Presidente della Comunità palestinese in Veneto e Tina Marinari dell’Ufficio Campagne Amnesty International, Sezione Italia.

CAAF CGIL PADOVA: “BONUS CARO BOLLETTE PER ALMENO 217 MILA PADOVANI”. MARTURANO: “SERVONO MISURE STRUTTURALI”

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  • Descrizione allegato: L'articolo del Mattino

Bonus una tantum. Caaf Cgil Padova: “Coinvolti, tra pensionati e dipendenti, 217 mila padovani”

Aldo Marturano, Segretario Generale Cgil Padova: “Provvedimenti nella giusta direzione ma insufficienti: servono misure strutturali”

 

Prima pagina de il Mattino di Padova dedicata agli effetti nel padovano degli aiuti destinati a pensionati e lavoratori dipendenti, annunciati ieri dal Governo Draghi e che secondo i dati forniti dal Caaf Cgil Padova, riguarderanno almeno 217 mila padovani.

Si tratta di dati elaborati sulla base della platea di pensionati e lavoratori che si rivolgono al servizio fiscale della Cgil padovana per adempiere ai propri doveri fiscali. Dice Lisa Contegiacomo, AD del Caaf Cgil Padova: «Nella nostra platea di soggetti dichiaranti contiamo 20.880 pensionati (43%) che hanno diritto e 3.951 (16%) che hanno più di 35 mila euro; rispetto ai dipendenti invece sono 22.460 (47%) quelli che hanno diritto al contributo e 2.237 (9%) quelli over 35 mila euro. Dunque il 90% dei nostri assistiti - tra lavoratori e pensionati - avrebbe diritto al bonus. Tuttavia per l'85% i 200 euro non sono un aiuto reale perché non portano i redditi bassi alle cifre di quelli alti».

Conferma questa analisi il Segretario Generale della Cgil di Padova, Aldo Marturano:

«Abbiamo intrapreso la direzione giusta, ma non è ancora abbastanza. Da una parte il Governo ha recepito il nostro confronto, anche quando è stato duro, come con lo sciopero del 16 dicembre scorso: ha infatti raddoppiato le risorse ed ha alzato la tassazione extra-profitto delle imprese energetiche dal 10% al 25%. Ma non è abbastanza perché non è un provvedimento strutturale, ma una tantum. Dunque non risolve la questione iniziale: l'85% dei pensionati e dei lavoratori ha bisogno di aiuti a lungo termine. A far paura è l'inflazione che incide sui redditi e sul potere di acquisto delle famiglie. Il rischio è che questa situazione sfoci in recessione: quando cioè si decide cosa comprare tra beni primari. L'abbiamo detto e lo ripetiamo, bisogna aumentare i salari, basta con l'idea che questo metta in difficoltà le imprese perché l'alternativa è che si blocchi l'economia. La verità è che l'inflazione pesa il doppio sui poveri, dove la mediana che lambisce lo stato di povertà è fissata sotto gli 11.500 euro, ovvero il 60% della retribuzione media che si attesta sui 19.100 euro».

Un’analisi, quella fornita dal servizio fiscale di Via Longhin, la cui serietà trova l’avvallo anche da parte del direttore regionale dell’Inps, Antonio Pone, secondo cui i Caf “sono un termometro importante”: «In ogni caso la proiezione della Cgil, che vanta un Caf ben strutturato, è ragionevole e potrebbe anche essere sottostimata».