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ATER Padova: Inflitta una sanzione ad una dipendente per aver spedito mail attraverso la posta aziendale per comunicazioni sindacali. La denuncia della FP Cgil Padova

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sulla vicenda

FP Cgil Padova: “È un brutto segnale, indicativo del pessimo clima che incontrano coloro che svolgono attività sindacale all’interno dell’Ater. Statuto dei Lavoratori e CCNL ci danno ragione e andremo fino in fondo per far valere i diritti della lavoratrice”

Una delegata sindacale della FP Cgil Padova è stata sanzionata con 4 giorni di sospensione dal servizio con l’accusa di aver inviato mail attinenti alla propria attività sindacale attraverso l’uso della posta aziendale. E tutto questo non succede in una piccola azienda, bensì in un ente di natura privata con indirizzo Pubblico, vale a dire all’Ater di Padova. È quanto denuncia la FP Cgil Padova che non ha nessuna intenzione di piegare la testa a quella che considera una ritorsione che rasenta la condotta antisindacale.

“Si tratta di una dipendente – dice Alessandra Stivali, Segretaria Generale della FP Cgil Padova – che vanta più di vent’anni di servizio nell’Ente, condotti senza aver mai subito nessun procedimento disciplinare fin quando ha avuto l’ardire di chiedere un aumento di livello, comprensibile dopo tanti anni di servizio, che le è stato rifiutato. Da quel punto sono iniziati i guai e la dipendente è stata sottoposta a un procedimento disciplinare per aver spedito dal proprio indirizzo aziendale di posta elettronica delle comunicazioni, peraltro alla nostra Segreteria Provinciale e al Patronato Inca Cgil”.

“Naturalmente – prosegue la Segretaria Generale della Fp Cgil Padova – abbiamo impugnato e contestato questo procedimento disciplinare perché sia lo Statuto dei Lavoratori, sia il CCNL applicato ai dipendenti dell’Ater, prevedono la possibilità dell’uso della posta aziendale per l’invio di comunicazioni di natura sindacale. Eppure l’Azienda ha tirato dritto, non ha voluto chiudere la sanzione e ha inflitto 4 giorni di sospensione alla dipendente che, naturalmente, in questo momento è affranta sebbene resti molto determinata a far valere i propri diritti”

“Voglio ricordare – sottolinea e conclude Alessandra Stivali – che in altri casi simili ci sono state specifiche sentenze che ci fanno ben sperare sul buon esito del procedimento ma ci preme manifestare la nostra preoccupazione per il pessimo clima che si respira all’Ater per chi fa attività sindacale, tanto che arriviamo a chiederci come si possa svolgere tale attività in un Ente in cui le mail vengono verificate e sanzionate ignorando quanto esplicitato e previsto nel CCNL di settore all’Art 66, che prevede anche il diritto di critica sindacale. Una situazione che riteniamo inaccettabile e che non permette di raggiungere il benessere organizzativo interno con tutte le conseguenze che si riflettono sulla bontà del servizio. A maggior ragione quando pensiamo che tutto ciò sta accadendo in un ente che si occupa di sociale e di tutela del diritto alla casa, a partire dai più deboli”. 

Esternalizzazione del servizio SUEM 118 dei presidi ospedalieri di Cittadella e Piove di Sacco. Il volantinaggio davanti al Pronto Soccorso di Cittadella di FP Cgil Padova e Uil FPL Padova

FP Cgil Padova e Uil FPL Padova: “Con l’esternalizzazione si perderà il controllo sui servizi di emergenza, un altro tassello verso lo smantellamento del Sistema Sanitario Regionale”

Volantinaggio davanti all’entrata del Pronto Soccorso di Cittadella, ieri, venerdì 16 febbraio, di FP Cgil Padova e Uil FPL Padova per informare e protestare contro la decisione dell’Usl6 Euganea di esternalizzare il servizio SUEM 118 del presidio ospedaliero della città murata (e anche di Piove di Sacco). Una decisione che aggiungerà, secondo i sindacati, altre criticità a quelle che già si registrano all’interno dell’ospedale, prima fra tutte l’ormai cronica mancanza di personale.

“La grave carenza di personale medico dipendente nei Pronto Soccorso della nostra regione – dicono Alessandra Stivali e Marika Damiani della FP Cgil Padova insieme a Michele Magrini della Uil FPL Padova – sta determinando delle scelte di esternalizzazione da parte delle aziende ospedaliere che contestiamo su tutta la linea: in primis, perché non restituiscono in qualità l’esborso economico che comportano che, ricordiamo, incide in maniera pesante sui già insufficienti Fondi Sanitari Regionali. E, in secondo luogo, perché con le esternalizzazioni si determinano delle gravose conseguenze in termini di disorganizzazione del servizio. Estenderle al comparto, cioè anche agli infermieri che escono nelle ambulanze, significa perdere completamente il controllo su un’attività così delicata perché di fatto si romperà la filiera”.

“In sostanza – insistono i tre sindacalisti – questo comporterà che per strada gireranno delle equipe su cui non ci sarà nessun tipo di controllo diretto da parte dei dirigenti ospedalieri e considerato che con molta probabilità si tratterà di personale senza nessuna conoscenza reale del territorio è un rischio che riteniamo troppo alto che non potrà non ricadere sulla stessa qualità del servizio. Nonostante questo, la Regione Veneto considera le esternalizzazioni il primo rimedio alla mancanza di personale senza rendersi conto che questo non può che distruggere, pezzo dopo pezzo, il nostro Servizio Sanitario Regionale. In realtà, questo è un processo che va avanti da almeno vent’anni, da quando qualcuno ha deciso che i numeri dei bilanci contano più dei bisogni delle persone, un modello che il Covid ha dimostrato ampiamente che non funziona. La verità è che la politica dovrebbe iniziare a fare la sua parte partendo, per esempio, dalla scelta di sviluppare un vero progetto di unificazione e integrazione delle tre Usl che unite sono diventate la 6 Euganea, al fine di raggiungere una gestione dei servizi, non più su base territoriale come ancora purtroppo oggi avviene”.

“Per questo motivo – concludono Stivali, Damiani e Magrini – nei giorni scorsi abbiamo chiesto alla Regione di convocare le sigle sindacali del comparto e della dirigenza per permetterci di spiegare compiutamente che cosa sta succedendo nelle aziende sanitarie e suggerire quali altre strade alternative si possono percorrere per evitare il grave danno al sistema che le esternalizzazioni dei servizi, e in particolare dei servizi di emergenza, stanno determinando al nostro Servizio Sanitario”.

Il servizio di Telenordest sul volantinaggio di FP Cgil Padova e Uil FPL Padova davanti al Pronto Soccorso dell'ospedale di Cittadella

Violenza di genere: alla Solera-Thermoform di Torreglia è partito il corso di formazione. La soddisfazione della Filctem Cgil Padova

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Corriere Veneto e Gazzettino sul corso di formazione sulla violenza di genere alla Solera Thermoform di Torreglia

Filctem Cgil Padova: “Un passo decisivo per la sensibilizzazione dei lavoratori alla “questione di genere” al fine di prevenire comportamenti che configurino molestie o violenze sul luogo di lavoro. Molto importante il sostegno all’iniziativa da parte dell’azienda”

Nei giorni scorsi alla Solera-Thermoform di Torreglia, storica azienda nel settore della lavorazione di polimeri e materie plastiche del Gruppo IVG Colbacchini, è partito un corso di formazione collettiva obbligatoria sulla “violenza di genere”. Si tratta di uno dei punti contenuti nel rinnovo del CCNL Gomma Plastica Aziende Industriali che prevedeva, per l’appunto, l’organizzazione per le aziende del settore di 4 ore di formazione sui temi legati alle “questioni di genere”.

“Con le prime due ore del corso di formazione – dice Francesco Gagliardi, Segretario Provinciale della Filctem Cgil Padova – siamo giunti al tratto finale di un percorso iniziato circa un anno fa, quando avvenne il rinnovo del CCNL del settore. Un obiettivo raggiunto grazie alla caparbia azione di Valter Bettio, Giovanni Ceccarello, Manuel Gaffo e Biagio Cafasso, ossia le RSU della Solera-Thermoform, e alla disponibilità dell’azienda. Nei giorni scorsi sono infatti partite le prime due ore di formazione dirette ai circa 130 dipendenti dell’azienda. Nei prossimi mesi verranno svolte anche le altre due a completamento del corso. Da quanto ne sappiamo è la prima azienda del settore nella nostra provincia ad applicare questo punto del contratto e ne siamo orgogliosi”.

“Si tratta di un corso – prosegue il sindacalista della Cgil – che ha il fine di sensibilizzare il rispetto della dignità umana e di rafforzare l’attività di prevenzione dei comportamenti che configurino molestie o violenza sul luogo di lavoro. A tenere le lezioni alle lavoratrici e lavoratori della Solera-Thermoform è stato chiamato un professionista della materia con il compito di introdurre l’argomento della ‘violenza di genere’, spiegarne tutti gli aspetti e fornire tutti i meccanismi e le misure da adottare per la prevenzione del fenomeno”.

“Esprimiamo dunque soddisfazione – conclude Francesco Gagliardi – per l’importante risultato conseguito di cui vanno ringraziate le RSU della Solera-Thermoform e anche la Direzione dell’azienda che ha accolto la nostra richiesta dimostrandosi anche in questa occasione, come è già accaduta in passato, attenta ai temi di natura etica”. 

Dichiarazioni negazioniste e sessiste espresse durante l’incontro promosso dalla Consulta Provinciale degli studenti: intervengono le donne della Cgil

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino sulla vicenda

Coordinamento Donne Cgil Padova: “Colpevolizzare le donne significa non assumersi alcuna responsabilità”

“Come Coordinamento Donne della CGIL di Padova vogliamo prendere posizione sulle dichiarazioni negazioniste e sessiste espresse durante l’incontro promosso dalla Consulta provinciale degli studenti da parte dei relatori, psicologi e docenti, quali i Prof. Luca Sammicheli e Marco Inghilleri

Prendiamo atto positivamente delle dichiarazioni rilasciate dall’Ordine degli Psicologi che ribadiscono l’orientamento della Comunità Scientifica sui temi quali l’educazione all’affettività, la prevenzione della violenza di genere e il sostegno a servizi inclusivi per bambini e famiglie.

Fortunatamente nei giorni scorsi abbiamo letto a mezzo stampa il coro di voci che si è levato a denunciare l’accaduto. Voci competenti, di chi si occupa quotidianamente di violenza, come Centro Veneto Progetti Donna, e come appunto l’Ordine degli Psicologi.

Vogliamo unirci a questo coro come sindacaliste, competenti sul contrasto ad ogni forma di discriminazione. Il passaggio sulla latitanza del femminile, citiamo testualmente “nell’assumersi cariche pubbliche e politiche tanto che si parla di quote rosa, come se il femminile fosse una specie di panda da proteggere con il wwf” è inaccettabile!

Le parole sono importanti e qui vengono usate per ribaltare la realtà: è evidente che il meccanismo delle quote di genere, che noi chiamiamo col vero nome, norma antidiscriminatoria, è stato imposto, e tocca ribadirlo, imposto, per permettere alle donne di arrivare ai ruoli apicali. Perché gli uomini hanno sempre scelto altri uomini, altro che meritocrazia. La prova è che laddove esiste la norma (legge Golfo-Mosca) le donne arrivano, dove non c’è, no. Quale latitanza del femminile, in un Paese dove fino al 2015 c’era la pratica delle dimissioni in bianco? Quale latitanza del femminile, in un Paese che chiede figli e non offre servizi? Quale latitanza del femminile, in un Paese che scarica la genitorialità sulle sole spalle delle donne (congedo di paternità 10 giorni contro i 5 mesi della madre)? Quale latitanza del femminile, in un Paese che non finanzia la legge sulla non autosufficienza? Ma di cosa stiamo parlando?

Negare tutto questo equivale a dire che la terra è piatta. Non abbiamo né tempo né voglia di assistere a dibattiti sul nulla, da parte di chi, evidentemente, non solo non vuole assumersi alcuna responsabilità ma non ha nemmeno l’interesse a cambiare le cose.

E invece cambiare è urgente e necessario.

La strada da fare è ancora molto lunga. C’è bisogno di unità e collaborazione per raggiungere gli obiettivi che sono stati fissati sia dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile che dal PNRR. Concentriamoci su questi obiettivi, tutte e tutti ne abbiamo solo da guadagnare”.

Coordinamento Donne Cgil Padova

Personale in Azienda Ospedaliera, Fp Cgil Padova: “I conti non tornano: persi 122 dipendenti tra infermieri e Oss”

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova
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Grande spazio nella stampa e nelle TV locali all’argomento sviluppato nella conferenza stampa convocata ieri dalla Fp Cgil Padova, nella sede della Camera del Lavoro di Via Longhin, che ha messo i puntini sulle i sul reale numero di effettivi, soprattutto tra infermieri ed Oss ma anche tecnici e amministrativi, nei reparti del Giustinianeo e del Sant’Antonio, ospedali facenti parte dell’Azienda Ospedaliera – Università di Padova.

Nell’ultimo anno – hanno detto Alessandra Stivali, Segretaria Generale della Fp Cgil Padova e Alfredo Sbucafratta, Segretario Provinciale della Fp Cgil Padova – l’Azienda Ospedaliera di Padova, secondo i dati diffusi dalla Regione Veneto, ha assunto 356 nuovi lavoratori su un totale di 6033 dipendenti del comparto. Ma la verità è che si tratta di un numero destinato a colmare, neanche pienamente, le uscite registrate nello stesso periodo dovuto a pensionamenti e licenziamenti. In realtà, quindi, a noi risulta che a consuntivo i lavoratori del comparto in meno rispetto a fine 2022 saranno 122 pur a fronte delle 356 assunzioni che l'Azienda Ospedale Università dichiara di aver fatto lo scorso anno”.

La verità – hanno proseguito i due sindacalisti – è che per lavorare con un po' di tranquillità il comparto avrebbe bisogno di almeno 200 assunzioni. Vale la pena sottolineare che lo scorso anno sono stati assunti molti medici, che nessuno mette in dubbio servissero, ma evidentemente questo ha eroso tetto di spesa per il comparto. Ora chiediamo di prorogare le graduatorie di infermieri e oss fino alla scadenza di tutte le chiamate. A marzo ci sarà la nuova prova scritta per gli infermieri: diversamente, in estate, con la nuova graduatoria, chi era in lista nella precedente e non è stato chiamato, avrà fatto il concorso per niente. È molto importante che le due graduatorie attualmente in essere vengano prorogate fino alla scadenza di tutte le chiamate. Ci sono persone che stanno aspettando di essere assunte avendone diritto e che cominciano a chiedersi se effettivamente lo saranno. La graduatoria degli infermieri non verrà usata tutta, perché è in arrivo un nuovo concorso. A marzo ci saranno gli esami orali, che creeranno due graduatorie. Quelle vecchie andranno in scadenza in estate, se i vincitori non vengono chiamati non potranno più essere inseriti e avranno vinto il concorso per niente. Una beffa inaccettabile!”

Non possiamo nascondere concludono Stivali e Sbucafratta — la nostra forte preoccupazione. La realtà dell’Azienda ospedaliera universitaria non è quella che viene raccontata. Il problema sono i carichi di lavoro: oggi lavoriamo con variabilità di presenza e occupazione dei posti letto troppo alta rispetto agli anni precedenti. C’è una decina di posti letto in più da sostenere rispetto ai carichi di lavoro e questo significa, in parole povere, che non viene rispettato il rapporto di un lavoratore del comparto, infermieri e oss, ogni 12 pazienti. Basti pensare che in area medica sono 2 ogni 27-33 pazienti, complice anche la presenza dei letti bis che sono la normalità tra novembre e gennaio, sia per l'aumento dell'età della popolazione che per le epidemie influenzali. La conseguenza è che il personale non ce la fa più a sopportare questi carichi di lavoro abbinati a turni complessi e sfiancanti che li portano al burn-out e alla decisione di dimettersi anche dopo 30 anni di lavoro: si tratta di figure di esperienza , vere e proprie colonne portanti del sistema, che vengono meno prima di poter affiancare i nuovi assunti per cui i tempi sono sempre lunghi. Ecco perché, rafforziamo la richiesta della convocazione di un tavolo sulla dotazione organica, di per sé è molto diversa dalla presenza effettiva dei lavoratori, nettamente inferiore se consideriamo malattie, permessi per la legge 104 e una presenza di part time ridotta al minimo: qui a Padova siamo sotto il 10% laddove la legge prevede fino a un massimo del 25%”.

Il Servizio di Telenordest sulla questione personale nell'Azienda Ospedaliera di Padova

Vertenza Aspiag: le ragioni della Cgil

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  • Descrizione allegato: Il volantino di Filcams e Filt con tutti i punti dell'accordo

“Nei giorni scorsi, precisamente lunedì 29 gennaio, la Cgil e i sindacati confederali hanno raggiunto l’intesa per l’internalizzazione di circa un centinaio di lavoratori della MG Service che operavano in appalto nel sito logistico di Mestrino dell’Aspiag, la società concessionaria del marchio Despar nel nordest, che procederà così contestualmente alla loro assunzione diretta. Ad essere coinvolte le categorie dei trasporti delle tre Confederazioni, in rappresentanza dei lavoratori in capo al soggetto cedente (MG Service), e del commercio per quelli del soggetto internalizzante (Aspiag).

Indubbiamente, è stata una vittoria importante sia per i lavoratori che per la Cgil. Un obiettivo raggiunto dopo anni e anni di lotte iniziate ancora nel lontano 2014 con una settimana di scioperi e proseguita nelle aule giudiziarie, dove Aspiag fu portata dalla Cgil perché interferiva indebitamente nella gestione di MG Service ottenendo dal giudice, anche in secondo grado, il diritto dei lavoratori che avevano promosso le cause ad essere assunti direttamente. Anni di lotte, con rapporti sindacali non certo felici, che non hanno impedito però di continuare a discutere fino all’accordo del 29 gennaio raggiunto anche con il coinvolgimento delle Istituzioni, vista l’opera di mediazione svolta dall’Unità di crisi aziendali della Regione Veneto. Un accordo che prevede dei benefici economici ai lavoratori a cui Aspiag, va ricordato, non era tenuta potendo essa semplicemente adeguarsi a quanto stabilito dalla magistratura che prevedeva l’internalizzazione dei lavoratori ma senza l’obbligo di accordi sindacali e quindi senza la possibilità di ottenere benefici economici.

Invece, oltre alla salvaguardia di tutta l'occupazione, le nostre delegazioni al tavolo hanno contribuito ad ottenere il mantenimento pieno delle condizioni individuali, delle mansioni, dell’anzianità di servizio e della storia personale di ogni lavoratore, nonché il riconoscimento di tutte le professionalità acquisite insieme all’aumento delle retribuzioni e delle tutele. E, naturalmente, anche a questi lavoratori inquadrati precedentemente con il CCNL Logistica Trasporti Merci e Spedizioni, verrà applicato, come a tutto il personale Aspiag, il Contratto nazionale della Distribuzione Moderna Organizzata e il contratto integrativo in uso, attraverso un’armonizzazione dei contratti a cui si sono aggiunti inoltre specifici aumenti retributivi e migliori tutele che rendono questa una delle armonizzazioni più sostanziose realizzate negli ultimi anni.

Per cui, la Cgil di Padova, malgrado la contrarietà di qualcuno, rivendica con forza quanto ottenuto al magazzino Aspiag di Mestrino dove finalmente i lavoratori saranno regolati dal medesimo CCNL, ponendo fine alle disparità nei loro trattamenti e tutele. Un altro ottimo risultato, dopo quello raggiunto nelle settimane scorse al Birrificio Peroni in Zona Industriale a Padova, dove i lavoratori in appalto, dal 1° febbraio sono stati inquadrati con il CCNL Industria Alimentare, lo stesso che regola i lavoratori diretti della Peroni. Sono passi nella giusta direzione, azioni concrete che contrastano l’esacerbata competizione tra gli stessi lavoratori e mirano a porre un freno alle criticità della filiera della logistica. E, piaccia o no, continueremo ad impegnarci per il bene delle lavoratrici e lavoratori del nostro territorio, come del resto avviene da 130 anni a questa parte, ovvero da quando siamo nati”.

Cgil Padova 

Si è conclusa positivamente la vertenza alla Peroni di Padova: firmato l’accordo. La soddisfazione di FILT e FLAI CGIL Padova

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova

Filt e Flai Cgil Padova: “Dal 1° febbraio, alla Peroni di Padova, non ci saranno più lavoratori di serie A e di serie B perché tutti avranno lo stesso CCNL Industria Alimentare. Un risultato che segna un punto a favore della difesa dei diritti dei lavoratori”

 

Si è conclusa definitivamente nella giornata di giovedì 25 gennaio 2024, con un risultato ampiamente positivo, la vertenza che ha coinvolto le maestranze operanti al carico e scarico merci presso lo Stabilimento Birra Peroni di Padova ad oggi alle dipendenze della multinazionale francese Geodis spa .

Le categorie sindacali della CGIL di Padova la FILT-Cgil, per il settore trasporti, e la FLAI-Cgil, per il settore alimentare, hanno sottoscritto con 5B Service, società facente parte del gruppo CAB LOG srl, un accordo sindacale con il quale si è data attuazione integrale alle intese raggiunte presso l'Unità di Crisi della Regione Veneto.

A partire dal 1° Febbraio, quindi, tutti i lavoratori passeranno, senza soluzione di continuità e con passaggio diretto, in capo alla nuova società con piena salvaguardia dell'occupazione e delle singole condizioni normative individuali. Le intese hanno riconosciuto inoltre il sistema premiale esistente legato alla stagionalità 2024 a suo tempo contrattata con Geodis ma in prospettiva le parti si adotteranno di strumenti coerenti al contratto degli alimentaristi e alle condizioni aziendali vigenti.

Accanto a questo, sottolineano Filt e Flai Cgil Padova, in questa trattativa le due categorie sono riuscite in anticipo, dopo una serie di incontri, a raggiungere e ottenere un’intesa che prevede l’armonizzazione dei due CCNL vigenti. Pertanto il nuovo rapporto di lavoro inizierà con l'applicazione del Contratto industria alimentare: condizione non banale, né scontata.

L’applicazione del Contratto Nazionale dell’industria alimentare sottoscritto dalle OO.SS. Nazionali FLAI-Fai-Uila determina infatti, da subito, un miglioramento delle condizioni normative ma anche un aumento generalizzato della retribuzione dei lavoratori. cosa che male non fa in epoca di inflazione galoppante.

Inoltre questo consente, in un’ottica di strategia sindacale, di coniugare parità di tutele e diritti, raggiungendo l’obiettivo di diminuire il divario tra i lavoratori operanti nello stabilimento Peroni e ponendoli, di fatto, dentro le stesse condizioni contrattuali avviando così una vera integrazione salariale e normativa.

“Oggi – dicono i Segretari Generali di Filt Cgil Padova, Massimo Cognolatto e Flai Cgil Padova, Giovanni Acco – alla luce dell’accordo raggiunto e delle numerose assemblee fatte con i lavoratori, possiamo finalmente esprimere la nostra soddisfazione per l’esito positivo conseguito in questa vertenza. Un risultato raggiunto grazie all’impegno di tutti: in primis dei lavoratori, ma anche della delegazione sindacale Filt e Flai, composta da Matteo Cesaretto, Daniel Perta e Giuliano Carraro”.

“Come segretari delle due categorie – concludono Cognolatto e Acco – avendo seguito passo passo questa vertenza, ne vogliamo sottolineare il carattere confederale perché si tratta di un risultato raggiunto anche per merito della Confederazione della Cgil di Padova che ha reso possibile una strategia condivisa fondata sulla reciproca fiducia e condivisione di obiettivi, permettendo così di ottenere un accordo di filiera che segna un punto a favore della difesa dei diritti dei lavoratori a prescindere dai perimetri contrattuali. Un plauso infine ai lavoratori tutti che hanno dimostrato serietà e fermezza”.

Arriva il "family doc" ovvero il medico di base a pagamento. Il commento delle segreterie territoriali di Cgil Cisl e Uil

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova con la riflessione di Cgil Cisl e Uil

LA SALUTE NELLA LOGICA DEL MERCATO. NO GRAZIE!

di Manuela De Paolis (Cgil), Stefania Botton (Cisl) e Massimo Zanetti (Uil)

 

“Gli articoli apparsi sulla stampa padovana nei giorni scorsi, relativi a strutture sanitarie private che fornirebbero servizi sanitari a pagamento con nomi accattivanti come “Family doc”, creano molta confusione nel complesso mondo della sanità del nostro territorio. È questo il primo commento che ci sentiamo di fare come sindacati confederali territoriali CGIL CISL e UIL.

Si tratterebbe di un medico “simpatico” che fornisce prestazioni specialistiche a prezzi contenuti. Può prescrivere farmaci a pagamento, visite e prestazioni specialistiche a pagamento e non si sostituisce al medico di medicina generale.

Non si capisce perché i cittadini, che già pagano le tasse per la sanità pubblica, dovrebbero preferire questo servizio a quello del medico di medicina generale convenzionato col servizio sanitario pubblico. A maggior ragione poi, in un territorio dove il servizio pubblico funziona, con la presenza di centri di medicina di gruppo che offrono visite su appuntamento in tempi brevissimi in orari molto ampi, con servizi di segreteria e dove non mancano i posti liberi per l’assistenza gratuita presso i medici di medicina generale convenzionati.

Col progetto “Staffetta della salute”, svolto nel corso del 2023 da CGIL CISL e UIL, noi Sindacati Confederali abbiamo evidenziato le criticità dovute al continuo disinvestimento nella sanità pubblica. Sono anni che chiediamo di tornare a una politica espansiva, contro la riduzione della spesa. Abbiamo svolto assemblee pubbliche mettendo al centro della discussione il diritto universale alla salute e il sostegno alla non autosufficienza.

Questa nuova e pericolosa tendenza a offrire servizi simili, ma non alternativi alla medicina generale convenzionata, inserisce il diritto alla salute in una logica di mercato. La persona che si trova in una situazione di fragilità non deve diventare strumento di profitto d’impresa. Dopo l’ingresso di soggetti privati all’interno degli ospedali, che di fatto ha aumentato la spesa a carico delle aziende sanitarie senza migliorare il servizio, ora il rischio è quello di aumentare la spesa a carico delle famiglie, senza raggiungere un reale obiettivo utile ai cittadini ma solo agli imprenditori della sanità privata.

Ribadiamo che la salute è un diritto fondamentale dell’individuo ed è previsto dalla nostra Costituzione. Vogliamo una sanità pubblica, di qualità, accessibile a tutti ed estranea alle logiche imprenditoriali e di mercato”.

 

Manuela De Paolis, Segretaria Confederale Cgil Padova

Stefania Botton, Segretaria Territoriale UST Cisl Padova e Rovigo

Massimo Zanetti, Coordinatore Provinciale Uil Padova