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Fusione tra le Ipab Ira Altavita e Istituto Configliachi. I paletti posti dalle segreterie provinciali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl: “Vogliamo garanzie su occupazione e coinvolgimento nell’operazione”

In seguito alle notizie riguardanti la possibile fusione tra l'Istituto Altavita Ira e l'Istituto Configliachi, grande preoccupazione si è diffusa tra i lavoratori e i familiari degli ospiti delle due più grandi case di riposo di Padova.

Proprio per questo, i rappresentanti sindacali di FP CGIL Alfredo Sbucafratta, CISL FP Andrea Ricci e UIL FPL Stefano Tognazzo, nel corso della settimana corsa hanno incontrato i consiglieri e i presidenti di entrambi gli enti per discutere le prospettive future e l'impatto della fusione sulle strutture e sui servizi offerti.

Va chiarito – hanno specificato i sindacalisti – che la situazione finanziaria delle due istituzioni è marcatamente diversa. L’Istituto Configliachi presenta da anni bilanci in perdita, situazione talmente grave da necessitare di un piano di rientro concordato con la Regione Veneto per scongiurarne il commissariamento. Su questo punto i presidenti ci hanno spiegato di come l’apertura all’ipotesi della fusione scaturisse dalla necessità dell’istituto Altavita Ira di procedere alla ristrutturazione per stralci dell’immobile sito in via Beato Pellegrino, con conseguente necessità di individuare locali attrezzati dove trasferire gli ospiti attualmente ricoverati per il periodo necessario al completamento dei lavori. Tali locali venivano individuati nella porzione ancora agibile della casa di riposo Breda, attualmente gestita dall’Istituto Configliachi in virtù di specifica convenzione stipulata con regione Veneto nel 2011”.

L’amministrazione comunale, per voce del Sindaco – hanno proseguito – è quindi intervenuta convocando i rispettivi consigli di amministrazione al fine di valutare l’ipotesi di fusione, raccogliendo parere favorevole sul fronte Altavita Ira e pareri discordanti sul fronte Istituto Configliachi, con particolare riferimento ai consiglieri inerenti all’unione provinciale Ciechi. Alla luce di quanto emerso dagli incontri svolti, sulla scorta di quanto dichiarato dai 2 presidenti, non risulta ancora certa la fusione tra i 2 enti e qualora si decidesse in tal senso, l’istituto Configliachi dovrebbe presentarsi con i conti in regola anche nei confronti delle posizioni debitorie dei dipendenti. Inoltre, è stato anche chiarito che da parte Altavita Ira eventuali investimenti avrebbero riguardato solo una porzione del Breda e non la sede di via Sette Martiri”.

Noi, dal canto nostro – hanno concluso Sbucafratta, Ricci e Tognazzo – abbiamo espressamente richiesto risposte chiare e concrete riguardo al futuro occupazionale dei dipendenti. Inoltre, insistiamo per una partecipazione attiva nella definizione del processo di fusione, al fine di garantire che ogni decisione tenga debitamente conto delle esigenze del personale e degli ospiti delle case di riposo. Il nostro impegno rimane forte nel proteggere gli interessi dei lavoratori e nel garantire che le decisioni aziendali siano prese con trasparenza e considerazione per tutte le parti interessate”.

Il Servizio di Telenordest con gli interventi di Sbucafratta, Ricci e Tognazzo sulla fusione tra Ira Altavita e Istituto Configliachi

Scuola, il ritorno ai giudizi sintetici: la contrarietà di Flc Cgil Padova e del Forum Veneto delle Associazioni Professionali della Scuola

Titolo in prima pagina e ampio spazio ne il mattino di Padova in tema di scuola dopo che ieri la Fll Cgil Padova, rappresentata dalla Segretaria Generale Mara Patella, e il Forum Veneto delle Associazioni Professionali della Scuola, con il Coordinatore Antonio Giacobbi insieme ad alcune rappresentanti di tali associazioni, hanno organizzato una conferenza stampa per spiegare quel che sta bollendo in pentola in materia di scuola dopo che con la presentazione di un emendamento in Commissione Cultura e Istruzione al Senato, lo scorso 7 febbraio il Governo ha sostanzialmente optato per il ritorno ai giudizi sintetici nelle pagelle dei bambini frequentanti le scuole primarie italiane. Un ritorno al passato che rovescia l’O.M. (Ordinanza Ministeriale) 172/2020 che introduceva i giudizi descrittivi (in via di acquisizione, base, intermedio, avanzato) e che ha attirato le critiche di molti pedagogisti e associazioni del mondo della scuola, anche nel padovano.

A dirsi assolutamente contrarie, infatti, sono state anche la Flc Cgil Padova e il Forum Veneto delle Associazioni Professionali della Scuola (AIMC, ANDIS, CIDI, AMDZ, LEGAMBIENTE SCUOLA E FORMAZIONE, MCE, PROTEO FARE SAPERE, ANFIS) che su questa questione hanno promesso battaglia.

“Si tratta – dice Mara Patella, Segretaria della Flc Cgil Padova – di una decisione che non può che provocare sconforto di tutti quegli insegnanti e tecnici della scuola che in questi anni hanno investito energie sulla sperimentazione di nuove modalità di valutazione delle alunne e alunni. Uno stop che peraltro arriva senza nessuna verifica sul funzionamento o meno di questi modelli. Come Flc Cgil siamo profondamente contrari ai giudizi sintetici perché esprimono una visione dell’apprendimento che si basa sulla selezione e l’esclusione, non sul progresso di tutti. Inoltre creano dei modelli, fin dal primo anno di scuola, che si fondano sulla competizione che coinvolge non solo i bambini ma alle volte anche gli stessi genitori. Se a questo aggiungiamo che secondo il Ministro Valditara, il grado giusto da cui partire è il “gravemente insufficiente”, la nostra contrarietà, se possibile, è ancora più netta”.

“L’emendamento del Governo – aggiunge Antonio Giacoppi, Coordinatore del Forum Veneto delle Associazioni Professionali della Scuola – dovrebbe andare in aula la prossima settimana ed è sicuro che passerà perché questa è la logica del Governo. Però noi siamo pronti a dare una vera e propria battaglia per impedire che un bambino di 6 anni, all’inizio della sua avventura scolastica, si senta dire che è ‘gravemente insufficiente’ perché la consideriamo una scelleratezza. Per questo abbiamo pensato di coinvolgere i collegi docenti chiedendo loro di non usare questi giudizi. Aspetteremo prima di leggere le linee guida, ma siamo pronti a usare lo strumento democratico del collegio scolastico, come fanno alcune scuole medie e superiori che decidono come regola di non usare voti sotto il 4 o il 5. Ma ci servirà anche l’aiuto delle famiglie che potrebbero anche decidere di non scegliere, per i propri figli, le scuole che decideranno di adeguarsi al ‘gravemente insufficiente’”.

Il Servizio di Telenordest sul ritorno dei giudizi sintetici nella valutazione scolastica nelle scuole primarie

Cgil e Uil, sabato 20 aprile 2024 manifestazione nazionale a Roma: Salute e sicurezza, diritto alla cura e sanità pubblica, riforma fiscale e tutela dei salari

PER LA SALUTE DI TUTTI/E INVESTIAMO SUL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

Per la tutela del diritto alla Salute, per un Servizio Sanitario Nazionale e un sistema socio-sanitario, pubblico e universale sono necessarie risorse economiche, umane e organizzative. Occorre aumentare il finanziamento del SSN, sia in termini assoluti che in rapporto al PIL.

Incrementare le risorse destinate al rinnovo del Ccnl 2022/2024 del personale per realizzare un piano straordinario pluriennale di assunzioni. Superare i tetti alla spesa del personale, rendere attrattiva la formazione nelle professioni sanitarie.

Per rilanciare e riadeguare la rete ospedaliera per favorire accessibilità, sicurezza, qualità, a partire dalla rete dell’emergenza e dai Pronto Soccorso.

Per superare gli inaccettabili tempi d’attesa che negano il diritto alla salute, favoriscono il ricorso a prestazioni private, erodono salari e pensioni fino alla rinuncia alle cure.

Per superare i divari e le diseguaglianze tra regioni e territori, la mobilità passiva e garantire il diritto a curarsi nel territorio in cui si vive.

Per lo sviluppo dell’assistenza territoriale realizzando una rete capillare di servizi socio-sanitari. Rendere operativi Distretti, Case e Ospedali di Comunità a gestione pubblica, potenziare la rete dei consultori pubblici e la piena attuazione della Legge 194/1978, investire sulla salute mentale.

Per sostenere le persone anziane non autosufficienti va migliorata e attuata la riforma prevista dalla Legge delega 33/2023, la legge 227/21 sulla disabilità, con le  necessarie risorse a carico della fiscalità generale per adeguate politiche per l’invecchiamento attivo, il sostegno alla vita autonoma, l’assistenza domiciliare, intervenendo sui ritardi della missione 5 e 6 del PNRR e la realizzazione del DM/77

ZERO MORTI SUL LAVORO

Occorre istituire il sistema di qualificazione di tutte le imprese, sia pubbliche che private, fondato sul rispetto delle normative su salute e sicurezza e sulla regolare applicazione dei contratti collettivi di lavoro delle OO.SS. comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Chi non rispetta tali requisiti deve essere interdetto dalla concessione di finanziamenti o incentivi con fondi pubblici

La patente a punti, non una leggera patente a crediti, deve essere uno strumento chiaro di sanzione e di interdizione dalle attività e dall’accesso agli appalti pubblici e privati, di tutte le imprese scorrette operanti in qualsiasi settore.

Mai al lavoro senza una formazione e un addestramento adeguati, erogati da enti accreditati e certificati, che devono tener conto della capacità di comprensione  linguistica dei destinatari dei corsi.

Deve essere data piena attuazione al coordinamento permanente tra l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e le Aziende Sanitarie Locali (ASL), migliorando le verifiche ispettive in qualità, quantità e frequenza, anche attraverso l’incremento delle risorse da destinare e del personale ispettivo.

PER UNA GIUSTA RIFORMA FISCALE

Il fisco che vogliamo attinge là dove sono le risorse per finanziare sanità, istruzione, non autosufficienza, diritti sociali e investimenti pubblici e valorizza chi produce ricchezza

La “Riforma fiscale” del Governo continua a tassare lavoro e pensioni più dei profitti, delle rendite finanziarie e immobiliari, del lavoro autonomo benestante; non tassa gli extraprofitti e premia l’evasione, che sottrae 90 miliardi di euro ogni anno alle politiche sociali e di sviluppo del paese.

Basta con le sanatorie, coi condoni, coi concordati, con i premi a settori che continuano a non pagare fino al 70% delle imposte dovute.

Bisogna indicizzare all’inflazione le detrazioni per lavoro e pensioni; nessuna flat tax, ma un fisco progressivo su tutti i redditi personali.

SALARI

I salari, diminuiti in Italia cresciuti in Europa, causati da pre carietà, discontinuità lavorativa, part time involontario, tempi lunghissimi per i rinnovi contrattuali, sono stati ulteriormente erosi da un’inflazione da crescita dei profitti. Che fare è chiaro:

  • Rafforzare la contrattazione collettiva settoriale, garantire il rinnovo dei contratti alle scadenze naturali; abolire la precarietà.
  • Ridurre l’orario di lavoro a parità di retribuzione, anche in collegamento alla formazione come diritto individuale.
  • Promuovere azioni per una reale parità e per il superamento del gap salariale fra donne e uomini.
  • Garantire la partecipazione organizzativa e il coinvolgimento delle lavoratrici e lavoratori e il loro consenso ai cambiamenti che devono affrontare le imprese.
  • Dare attuazione agli accordi interconfederali sulla rappresentanza sindacale e l’elezione delle rappresentanze sindacali unitarie in ogni luogo di lavoro.

MANIFESTAZIONE NAZIONALE CGIL e UIL SABATO 20 APRILE 2024

CONCENTRAMENTO ORE 9.30 PIAZZALE UGO LA MALFA

COMIZIO CONCLUSIVO PIAZZALE OSTIENSE | ROMA

Intervengono i segretari generale di Cgil e Uil, Maurizio Landini e PierPaolo Bombardieri

La Conferenza stampa di Cgil e Uil sulla manifestazione del 20 aprile

Ieri, lunedì 15 aprile, al Crown Plaza di Limena l’Assemblea delle Assemblee della Cgil di Padova: circa in 500 per il lancio della campagna referendaria

Mobilitazioni e lancio della campagna referendaria: per la prima volta riuniti circa 500 delegati e delegate di tutti i settori produttivi della provincia di Padova

Come stabilito dall’Ordine del Giorno approvato dall’Assemblea Generale della Cgil dello scorso 26 marzo, sono in corso in tutto il territorio nazionale le Assemblee Generali delle Camere del Lavoro congiuntamente alle Assemblee Generali Territoriali di tutte le Categorie, del sistema di tutele e delle associazioni affiliate.

A Padova, l’appuntamento si è svolto ieri, lunedì 15 aprile, presso la Sala Conferenze dell’Hotel Crown Plaza di Limena gremita di circa 500 lavoratrici e lavoratori, riuniti in rappresentanza di tutti i settori produttivi della provincia di Padova. Si è trattato della cosiddetta “Assemblea delle Assemblee” della Cgil di Padova, che ha chiamato a raccolta le delegate e i delegati di tutte le categorie per lanciare la campagna di mobilitazione referendaria che vedrà impegnato nelle prossime settimane il sindacato di Maurizio Landini. Ad intervenire, dopo la relazione introduttiva del Segretario Generale della Camera del Lavoro di Padova, Aldo Marturano, rappresentanti sindacali, delegate e delegati di tutte le categorie. A chiudere l’Assemblea, l’intervento del Segretario Confederale della Cgil Nazionale, Christian Ferrari alla presenza anche della Segretaria Generale della Cgil Veneto, Tiziana Basso.

Dopo lo sciopero generale dell’11 aprile, sono tanti infatti gli impegni che aspettano la Cgil: non solo le manifestazioni nazionali a Roma e Napoli del 20 aprile e del 25 maggio e le iniziative legate al Giorno della Liberazione del 25 aprile ma, soprattutto, l’inizio del via della campagna per la presentazione di quattro quesiti referendari: i primi due quesiti depositati dalla Cgil riguardano il tema dei licenziamenti. Uno, nello specifico, punta a superare il contratto a tutele crescenti e l’altro si occupa dell’indennizzo nelle piccole imprese. Il terzo quesito punta sulla reintroduzione delle causali per i contratti a termine. Oggi la materia è normata da una delega del Jobs Act e da un provvedimento del governo Meloni che lascia alle parti la possibilità di indicare esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva. Il quarto e ultimo quesito è relativo agli appalti e alla responsabilità del committente sugli infortuni.

“La Cgil – ha detto il Segretario Generale della Cgil di Padova, Aldo Marturano – ha messo in campo uno straordinario percorso di mobilitazione: a mia memoria è la prima volta che mi trovo di fronte ad un’assise così ampia. Molti di noi l’hanno chiamata Assemblea delle Assemblee e in effetti, in quanto a numeri e partecipazioni, questo appuntamento supera di gran lunga la dimensione congressuale. Un impegno straordinario, come è necessario quando è in gioco la difesa della democrazia, che nasce dalla consapevolezza che i principi trasmessi dalla nostra Costituzione – lavoro, dignità, solidarietà, istruzione, cultura, informazione, partecipazione e impegno – oggi sono fortemente in crisi, se non in coma profondo. Una crisi che certo parte da lontano ma che, se non fermeremo i progetti nefasti rappresentati da Premierato e Autonomia Differenziata proposti da questo Governo, subirà un’accelerazione a cui non sarà più possibile porre rimedio”.

“Contro questa deriva – ha proseguito Marturano – abbiamo messo in campo tutti gli strumenti di cui disponiamo: la prossima mobilitazione a Roma il 20 aprile per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, fisco giusto, precarietà e rinnovo dei CCNL. Le iniziative legate al 25 aprile nella manifestazione nazionale a Milano e nei territori. La manifestazione nazionale di Napoli del 25 maggio in cui diremo no a Premierato e Autonomia Differenziata. E poi i quattro referendum per i quali dovremo raccogliere 500.000 firme in tre mesi. Si tratta di una sfida enorme e ne siamo consapevoli. Ma è arrivato il momento di intraprenderla: dovremo parlare, sensibilizzare, far partecipare, costruire consenso per risvegliare il popolo, usando la definizione del CENSIS, dalla condizione di sonnambulismo indotto in cui si trova. Non sarà facile ma a darci forza sarà la consapevolezza dell’enorme debito che abbiamo nei confronti delle generazioni successive, verso i nostri figli e nipoti a cui abbiamo il dovere di lasciare un Paese all’altezza delle loro aspettative”.

“Sul piano sociale – ha infine sottolineato nella relazione conclusiva il Segretario Confederale della Cgil, Christian Ferrari – il nostro obiettivo è quello di cambiare, anche attraverso la leva referendaria, la legislazione sul lavoro. Lo dobbiamo fare perché da troppo tempo le persone che rappresentiamo soffrono sulla loro pelle quel vero e proprio rovesciamento politico-legislativo che ci ha portato, da un tempo in cui invocavamo la legge per difendere i diritti di lavoratrici e lavoratori, ad oggi in cui troppo spesso dobbiamo difenderli proprio dalle applicazioni di leggi che via, via, hanno svalorizzato, frantumato e precarizzato il lavoro”.

“È arrivato il momento di dire basta – ha concluso Christian Ferrari – e di rilanciare una grande battaglia per i diritti, la dignità e per la stessa libertà delle persone che per vivere hanno bisogno di lavorare. Perché quella che stiamo portando avanti è anche e soprattutto questo: una grande battaglia di libertà e contro ogni condizione di subalternità e ricattabilità della persona che lavora”.

 

Il presidio di Cgil e Uil sotto la Prefettura di Padova: “È arrivato il momento di tornare a mettere al centro la persona e non il profitto”

Un presidio con centinaia di persone per chiedere basta morti sul lavoro, una giusta riforma fiscale e un nuovo modello di sviluppo. Ma è chiaro che alla luce dell’ultima tragedia alla centrale elettrica di Suviana, nel bolognese è sul primo punto, ossia sulla sicurezza sul lavoro (o meglio: sulla sua mancanza), che Cgil e Uil hanno alzato la voce.  Era inevitabile dal momento che proprio poche ore prima del ritrovo alle 15.30 di lavoratrici e lavoratori in Piazza Antenore davanti alla Prefettura, è giunta la notizia del ritrovamento del corpo di Adriano Scandellari, il 57enne di Ponte San Nicolò rimasto vittima dello scoppio. Una circostanza, assieme al fatto che uno dei feriti è di Noventa Padovana, che ha avvicinato la tragedia alla nostra città.

“Si trattava di uno sciopero – ha detto il Segretario Generale della Cgil di Padova, Aldo Marturano – già in programma, ma dopo la strage di Suviana questa manifestazione di piazza ha un sapore diverso. Voglio ricordare che sono stati 1.042 i morti sul lavoro in Italia, di cui oltre 100 in Veneto: stiamo parlando di una mattanza, anzi di una vera e propria strage. Serve un cambio di rotta drastico”

“A circa 60 giorni – ha proseguito Aldo Marturano – dai morti di Firenze nel cantiere Esselunga siamo di nuovo qui a dire che così non si può più andare avanti. Viviamo in un paese che ha una media di tre morti al giorno nei luoghi di lavoro. Padri e madri, figli e figlie, fratelli e sorelle, mariti e mogli che una mattina si sono svegliati, sono andati al lavoro e non sono più tornati a casa dai loro cari. Succede perché manca il rispetto delle regole, in particolare sulla sicurezza. Anche a Suvana sta emergendo la questione dei subappalti a cascata, come successo a Firenze. L’unico obiettivo delle aziende è arricchirsi e guadagnare a scapito dei lavoratori. Serve un intervento strutturale”.

“Sono tante le motivazioni – conclude Marturano – per cui succedono queste tragedie: serve meno frammentazione del lavoro e meno esternalizzazioni. Servono più tecnici ispettivi: con gli attuali, un’azienda arriva ad avere un controllo ogni 16 anni. E poi bisogna essere severi con chi infrange le norme: le aziende che non le rispettano devono chiudere. Serve, in questo senso, introdurre una patente a punti per le aziende. In tema di sicurezza, serve una vera e propria svolta culturale: sarebbe ora che venisse insegnata nelle scuole”.

Il servizio di Telenordest sulle reazioni alla tragica morte di Adriano Scandellari e sul presidio di Cgil e Uil in Piazza Antenore

Battaglia Terme, cessa definitivamente lo stato di agitazione dei dipendenti comunali: avranno la mensa. Fp Cgil Padova, Cisl Fp Padova e Rovigo e Uil Fpl Padova moderatamente soddistatte

  • Allega: ilovepdf_merged_3.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla fine dello stato di agitazione dei dipendenti comunali di Battaglia Terme

Fp Cgil Padova, Cisl Fp Padova Rovigo e Uil Fpl Padova: “Trovata la mediazione: l’Amministrazione si è impegnata alla realizzazione di una mensa per i dipendenti nelle vicinanze del Comune”

“L’aspetto negativo, viste le imminenti elezioni comunali, è che l’operazione necessiterà di qualche mese e impegnerà la prossima Amministrazione. Cosa che si sarebbe potuto benissimo evitare se ci avessero dato ascolto fin dall’inizio”

“Siamo moderatamente soddisfatti. All’incontro svoltosi qui in Prefettura, circa un mese fa, il Sindaco Momolo ci aveva chiesto il tempo necessario a vagliare diverse soluzioni che potessero ovviare al problema dei dipendenti comunali a cui, dall’inizio di quest’anno, era stato tolto, per decisione unilaterale dell’Amministrazione, il rimborso di 5,16 euro per il pasto in pausa pranzo. Un provvedimento che aveva causato la loro vivace protesta e la scelta di non piegarsi proclamando lo stato di agitazione. Una scelta che ha dato i suoi frutti: l’Amministrazione è tornata indietro sui suoi passi e, trascorso un mese come da accordi, ha proposto l’istituzione di una mensa per i dipendenti comunali che verrà realizzata in un locale nei pressi della sede comunale e verrà gestita da una Società di Battaglia Terme che ha già esperienze nel settore”. È così che Maurizio Galletto della Fp Cgil Padova, Ettore Furlan della Cisl Fp Padova e Rovigo e Michele Magrini della Uil Fpl Padova commentano l’incontro tenutosi in Prefettura, nel tardo pomeriggio di ieri martedì 9 aprile, con la mediazione del Vice Prefetto Aggiunto Dott. Enrico Fameli, con l’Amministrazione Comunale di Battaglia Terme, rappresentata dal Sindaco Massimo Momolo e dalla Segretaria Comunale Rauccio Vittoria.

“La parte mezza vuota del bicchiere – aggiungono i tre sindacalisti – ossia la parte dell’accordo che non ci piace ma che abbiamo dovuto, giocoforza, accettare è rappresentato dai tempi in cui si realizzerà questa mensa che prevediamo saranno almeno due-tre mesi. Questo perché pur essendo un impegno di spesa neanche troppo oneroso, il provvedimento comporta una variazione di bilancio per cui mancano i tempi tecnici, considerato che tra neanche due mesi ci saranno le elezioni comunali. Questo significa che bisognerà prima attendere il loro esito e poi sarà la nuova Amministrazione a prevedere la spesa nel bilancio comunale. Si tratta di un impegno ufficiale preso davanti al Vice Prefetto Aggiunto che impegna la futura Amministrazione a prescindere da quale sarà. Naturalmente sarà nostro impegno monitorare i tempi per la sua realizzazione e, se dovessero sorgere problemi, tornare immediatamente in Prefettura per chiedere il rispetto degli accordi”.

“Il rammarico – concludono Galletto, Furlan e Magrini – è che per ancora qualche mese i dipendenti del Comune di Battaglia Terme dovranno sostenere interamente le spese per il pranzo. Una situazione che si sarebbe potuta benissimo evitare se l’Amministrazione Comunale ci avesse ascoltato per tempo invece di procedere unilateralmente per la soppressione dei rimborsi, confidando nella mancanza di reazioni da parte dei dipendenti comunali. Indubbiamente un grave errore di valutazione, vista la determinazione e l’unità con cui lavoratrici e lavoratori hanno risposto davanti all’annullamento di ciò che consideravano un diritto acquisito. Ma un errore le cui conseguenze peseranno ancora per qualche mese sulle loro tasche”.

Domani, giovedì 11 aprile, sciopero generale dei settori privati proclamato da Cgil e Uil. A Padova, alle 15.30, il presidio sotto la Prefettura

“Basta morti sul lavoro, per una giusta riforma fiscale e per un nuovo modello sociale di fare impresa”. Sono queste le motivazioni che hanno portato Cgil e Uil a proclamare per giovedì 11 aprile, 4 ore di sciopero generale nazionale in tutti i settori privati (ad eccezione di quello edile dove le ore di sciopero saranno 8) con mobilitazioni in tutto il territorio nazionale.

“A Padova – dicono le Segreterie Provinciali di Cgil e Uil – l’appuntamento con le lavoratrici e i lavoratori sarà a partire dalle 15.30 in Piazza Antenore, sotto la Prefettura. Nel corso dell’iniziativa prenderanno la parola le delegate e i delegati che svolgono la propria attività nei settori che registrano più incidenti e vittime nei luoghi di lavoro, per esempio nell’edilizia, nella metalmeccanica o in agricoltura. Riteniamo necessario un deciso cambio di rotta in materia di sicurezza, livello dei salari, lotta alla precarietà e allo sfruttamento: è arrivato il momento di tornare a mettere al centro la persona e non più il profitto”.

Voci di una possibile fusione tra Altavita Ira e Configliachi: le funzioni pubbliche di Cgil Cisl e Uil vogliono vederci chiaro

Fp Cgil Padova, Cisl Fp Padova e Rovigo e Uil Fpl: “Avviata la richiesta per un incontro urgente ai CDA di Altavita Ira e Configliachi

“Negli ultimi giorni, diversi iscritti ai nostri sindacati ci hanno riferito che il prossimo 8 aprile ci sarà un incontro tra i CdA delle Ipab Altavita Ira e Configliachi con il Presidente della Provincia di Padova. Sempre in modo informale, siamo venuti a sapere che tema dell’incontro sarà l’ipotesi di avviamento di un processo di possibile fusione tra i due enti da realizzarsi nel prossimo futuro. Ebbene: in merito a tutto ciò, abbiamo inviato una richiesta urgente ai CdA delle due Ipab padovane per organizzare al più presto, prima dell’8 aprile ben inteso, un incontro con le nostre organizzazioni sindacali. E ci aspettiamo una risposta positiva”. È questa la richiesta avanzata ieri, giovedì 5 aprile, da Alfredo Sbucafratta della FP Cgil Padova, Andrea Ricci della Cisl FP Padova e Rovigo e Stefano Tognazzo della Uil Fpl Padova, ai CdA di Altavita Ira e Configliachi in merito alle voci di fusioni tra le due Ipab, circolate insistentemente nei giorni scorsi.

“È necessario – proseguono i tre sindacalisti – che i due CdA ci forniscano tutti i chiarimenti ufficiali riguardo a queste voci e soprattutto ci confermino se siano vere o meno. E non solo: ci interessa anche molto sapere quali siano le volontà dei due enti rispetto alla gestione delle strutture e, in particolare, del personale dipendente che vi lavora all’interno. Personale che, come è comprensibile, sta vivendo con una certa apprensione la situazione che si sta creando”.

Per questo motivo – concludono Sbucafratta, Ricci e Tognazzo – auspichiamo una convocazione celere di questo incontro in modo da chiarire tutti i dubbi su quanto sta avvenendo e poter così fornire informazioni ufficiali al personale interessato delle due Ipab in merito al proprio futuro”.