Skip to main content

FERMIAMO LA STRAGE SUL LAVORO! Un’ora di sciopero con assemblee nei posti di lavoro per rivendicare salute e sicurezza

Il mondo sindacale del Veneto si mobilita per riportare al centro dell’agenda politica e della discussione pubblica il tema della salute e sicurezza sul lavoro. Per questo, nella giornata dei funerali di Giuliano De Seta, il giovane studente che ha perso la vita venerdì scorso a Noventa di Piave, Cgil Cisl e Uil del Veneto proclameranno un’ora di sciopero in tutti i luoghi di lavoro della Regione. 
 
"Con questa iniziativa - dichiarano Tiziana Basso (segretaria generale Cgil Veneto), Gianfranco Refosco (segretario generale Cisl Veneto), Roberto Toigo (segretario generale Uil Veneto) - vogliamo ricordare Giuliano e tutti e tutte coloro che perdono la vita a causa del lavoro. I dati della nostra Regione sono drammaticamente in crescita: nel periodo gennaio/luglio 2022 si sono registrati 60 incidenti mortali, compresi quelli in itinere (il 13% in più del 2021). Questa mobilitazione vuole essere non solo un momento di protesta ma anche e soprattutto, attraverso assemblee nei luoghi di lavoro, un’occasione di discussione e confronto con lavoratrici e lavoratori per aumentare la consapevolezza dei rischi e per sensibilizzare le Istituzioni a dare risposte concrete sui temi della prevenzione e dei controlli. In corrispondenza con l’ora di sciopero verranno pertanto organizzate, in tutti i luoghi di lavoro, assemblee sindacali sul tema della salute e della sicurezza".
 
Cgil, Cisl e Uil del Veneto chiedono che sia fatta luce su quanto avvenuto a Noventa e ritengono necessario intervenire con urgenza per rendere più sicuri i percorsi di passaggio dalla scuola al lavoro, garantendo la sicurezza delle aziende sia per chi vi accede per imparare, sia per chi vi lavora quotidianamente.
 
"Con questa iniziativa di sciopero - concludono Basso, Refosco e Toigo - vogliamo anche dare continuità nella nostra Regione alle importanti mobilitazioni degli scorsi anni. Mobilitazioni che hanno portato, nel 2018 e nel 2022, a due importanti accordi con la Regione Veneto, le istituzioni preposte alla sicurezza, le organizzazioni sindacali e quelle datoriali. È il momento di includere in questi percorsi anche le Istituzioni che si occupano di istruzione e formazione e di dare, senza indugio, concreta applicazione a norme e regole che già esistono, investendo in salute e sicurezza nelle imprese, nel sistema di istruzione e negli organismi deputati ai controlli e alla prevenzione".

Progetto Shubh: giovedì 22 settembre, in Sala Maccato, 2° incontro con le categorie. Con Flai Cgil, Filcams Cgil e Fp Cgil si parlerà delle principali tipologie di contratti di categoria, del ruolo degli enti bilaterali e del contrasto allo sfruttamento

Giovedì 22 settembre, alle ore 18.00, in sala Maccato presso la sede della CGIL Padova in via Longhin 117, ci sarà il secondo workshop di incontri previsto per i beneficiari del progetto Shub, una delle tappe previste nel percorso da loro intrapreso.

All’incontro saranno presenti i funzionari di 3 categorie del lavoro che interessano moltissimo le beneficiarie ed i beneficiari dei progetti SHUBH, DORA e non solo.
Ci saranno: Giuliano Carraro, Segretario Provinciale FLAI Cgil Padova, la categoria che segue le lavoratrici e i lavoratori del settore agricolo e agroalimentare (compresi coloro che operano nelle industrie di conservazione e trasformazione del cibo), Roger Kithima, Segretario Provinciale della FILCAMS Cgil Padova, la categoria che segue le lavoratrici e I lavoratori del settore commercio, multiservizi, badanti, addetti alle pulizie e Marika Damiani, Funzionaria della FP Cgil Padova, a cui è stato chiesto di approfondire l'ambito socio-sanitario (cooperative e privato sociale).

Gli interventi saranno coordinati da Rossella Cevese, responsabile Integra Corner Padova e verranno introdotti dalla Segretaria Confederale della Cgil di Padova, Palma Sergio che precisa: “Queste iniziative, seppure specifiche per i beneficiari del progetto SHUBH, possono essere sicuramente l’occasione, anche al nostro interno, non solo per un approfondimento, uno scambio conoscitivo, relazionale, contrattuale di tipo trasversale ma anche e soprattutto un momento per tutti noi di coesione ed ancora di più di condivisione del nostro obiettivo primario che, ricordiamo, è quello di migliorare le condizioni di vita delle persone che vogliamo rappresentare".

“Il progetto SHUBH – dice ancora Palma Sergio – si conclude con il 31 dicembre 2022. È iniziato due anni fa e per le note vicende pandemiche sono stati due anni molto complicati, ma ciononostante siamo andati avanti e di questo ringrazio la compagna Rossella Cevese. In questi due anni, sono stati presi in carico titolari di protezione internazionale usciti dal sistema di accoglienza da non più di 18 mesi e abbiamo attivato nella Camera del Lavoro di Padova l’Integra Corner, luogo centrale e focale del progetto. Voglio sottolineare che, con un ruolo da protagonisti, abbiamo attivato una Rete Territoriale tra soggetti che si occupano di immigrazione e predisposto percorsi, anche personalizzati, per i beneficiari dei progetti diretti alla loro integrazione lavorativa, educativa e abitativa, al fine di facilitarne e potenziarne l’inserimento nel tessuto socio-economico-culturale del nostro territorio. 

"Fondamentale per la buona riuscita del progetto - conclude la Segretaria Confederale della Cgil di Padova - è stata la collaborazione degli altri patners, vale a dire il Comune di Padova, la Cooperativa ‘il Sestante’, l’Auser, il Sunia e l’Arci".

Il 23 settembre in occasione del Fridays for Future, a Padova, al Giardino Cavalleggeri, a partire dalle 16.00, l’evento AUTUNNO CALDO: ambiente, lavoro, cultura e musica

Il 23 settembre attiviste e attivisti di Fridays for Future torneranno in piazza per lo sciopero globale per il clima. A Padova, oltre al grande corteo previsto nella mattinata (a cui la CGIL ha dato la sua adesione), è previsto AUTUNNO CALDO, ossia un evento festival, una serie di iniziative che a partire dalle ore 16.00, al Giardino Cavalleggeri di via Corso Milano 113, affronterà il tema del cambiamento climatico, della transizione energetica e dei suoi riflessi nel mondo produttivo e del lavoro.  

Un evento – nato dalla collaborazione della Cgil e dello Spi Cgil di Padova con Legambiente Padova, il Circolo Auser Blow Up, Udu e Rete degli Studenti Medi e con il patrocinio del Comune di Padova – fortemente incentrato sul tema del riscaldamento climatico, in cui si alterneranno le voci provenienti dal mondo del lavoro e dell’associazionismo con quelle di diversi divulgatori scientifici chiamati a trattare il tema e terminerà con un concerto musicale.  

Qui di seguito il volantino con i dettagli dell’iniziativa. 

Il cambiamento climatico è una sfida globale che coinvolge tutte e tutti noi. Cittadini, associazioni, realtà produttive ed istituzioni hanno la responsabilità ed il dovere di guidare un cambiamento totale, di avviare un processo di riconversione completo, che ci porti ad azzerare l'inquinamento e le emissioni nel più breve tempo possibile. 

Il 23 settembre vogliamo provare a mettere al centro del dibattito pubblico, nella nostra città, la scienza, per parlare di cambiamento climatico, ambiente e lavoro in modo consapevole con tante e tanti esperti: 

16.00 Introduzione di Aldo Marturano, Segretario Generale CGIL Padova 

17.00 Cambiamento climatico e psicologia sociale con Gaia Contu, divulgatrice scientifica 

17.30 Tavola Rotonda: Italia e transizione ecologica 

18.30 Le prove dell’Antropocene con Filippo Bonaventura e Matteo Miluzio di Chi ha paura del buio 

21.00 Cosa vuol dire aiutare l’ambiente? con Entropy for life, divulgatore scientifico 

22.00 Concerto live Visconti 

Prendere oggi decisioni concrete diventa necessario per guidare una transizione energetica e produttiva che superi le logiche emergenziali. L'Italia e l'Europa devono sviluppare la capacità di rispondere da subito alle sfide ineludibili del prossimo decennio. 

Abbiamo imparato che il tema del cambiamento climatico impone di mettere in discussione seriamente il nostro modello di sviluppo. Non è possibile costruire tutele per i cittadini, i lavoratori ed una società democratica in un mondo in cui l'acqua, l'aria, e la terra sono avvelenati dai nostri sistemi produttivi orientati esclusivamente al profitto. 

Bonus 200 euro a circa 200 mila padovani. Lo studio del Caaf Cgil Padova su chi lo riceverà: nella bassa padovana i redditi minori

  • Allega:
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sullo studio del Caaf Cgil Padova

Articolo de il Mattino di Padova sull’ultimo studio sviluppato dal Caaf Cgil Padova che, analizzando i redditi di dipendenti e pensionati che si sono rivolti al Servizio Fisscale del Sindacato, ha fatto una stima su quante possono essere le persone che riceveranno il Bonus di 200 euro previsto nel DDL Aiuti e dove si collocano nella Provincia Padovana. Qui, di seguito l’articolo uscito sabato 17 settembre con l’intervento di Lisa Contegiacomo, AD del Caaf Cgil Padova che ha spiegato i risultati usciti dallo studio.

Cresce l'allarme sociale, uno su 5 ha diritto all'aiuto del Governo. Il sindacato: «La situazione è destinata a peggiorare»

Bonus per 200 mila persone nel Padovano
Più povera la Bassa, più ricche Alta e città

Duecentomila padovani, metà dipendenti e metà pensionati, percepiranno il bonus di 200 euro. Significa che un padovano su cinque, dunque un quinto della popolazione della provincia, percepisce meno di 35 mila euro. A dare i numeri la Cgil: dei dipendenti che si sono rivolti ai loro uffici, l'85% ha diritto al bonus e solo il 15% no; e dei pensionati addirittura il 94% ne ha diritto e appena il 6% no. La ripartizione di genere, tra uomini e donne, dice che il 53% degli aventi diritto al bonus è composta da donne e il 47% da uomini. La Cgil ha anche indagato sulla provenienza geografica delle persone: i più poveri tra i pensionati risiedono nella Bassa padovana (34%) e i più agiati nell'Alta (solo il 17% di chi sta in quel territorio ha ricevuto il bonus). Mentre per quanto riguarda i dipendenti il 32% risiede nella Bassa e i più agiati invece abitano in città (solo il 17% di chi risiede in città ha ricevuto il bonus).

L'indagine

«Abbiamo preso in visione il nostro archivio del 2021», spiega Lisa Contegiacomo, amministratrice delegata dei Caf della Cgil, «e in base ai nostri dati abbiamo verificato gli aventi diritto al bonus. Da qui il primo dato: il 94% dei pensionati ne aveva diritto, che corrispondono a circa 100 mila persone distribuite in tutto il Padovano e l'85% dei lavoratori, altre 100 mila persone. Rispetto al genere non ci ha stupito che siano di più le donne degli uomini perché conosciamo bene la disparità salariale tra uomini e donne a discapito delle donne». povertà distribuita nel territorio. «Inoltre», continua la Contegiacomo, «Abbiamo "esploso" il dato in Provincia, dividendo il territorio tra Bassa Padovana, Alta Padovana, hinterland e città. Anche qui nessuna sorpresa: il confronto che salta all'occhio è tra Bassa e Alta, rispettivamente l'area più "povera" e la più "ricca" del territorio. La differenza è addirittura del doppio: il 34% dei pensionati della Bassa ha diritto al bonus contro il 17% dell'Alta; e il 32% dei dipendenti contro il 23% dell'Alta e il 17% della città. Sono tutto sommato dati immaginabili perché ricchezza e povertà nella Provincia ci dicono da sempre che la Bassa subisce di più le crisi economiche, con conseguente maggiore penalizzazione per i redditi più bassi: nella Bassa si concentrano i redditi più bassi, almeno secondo una stima statistica che si conferma da molto tempo».

Vantaggi

Il bonus ha una criticità di base e su questo sono tutti d'accordo: è previsto una tantum. «È chiaro che una sola erogazione non è un aiuto strutturato e dunque è appena una toppa, non è sufficiente ai bisogni», sottolinea la referente dei Caf della Cgil. «Il vantaggio è che non prevede pratiche burocratiche, è automatico e dunque le persone non devono ingegnarsi per farne richiesta. Tant'è che non serviva nemmeno un passaggio nei Caf. Pertanto, pur sottolineando l'utilità della manovra, ribadiamo che dovrebbe essere strutturale, tanto più che la situazione - se consideriamo le prossime bollette energetiche, sommando quella dell'elettricità e quelle che arriveranno del gas per il riscaldamento - la situazione economica per le famiglie è destinata a peggiorare». Inevitabile che i nodi - stipendi sempre uguali, allarme cassa integrazione e grande fatica ad amministrare le economie domestiche - arrivino al pettine delle preoccupazioni delle famiglie.

Preoccupazioni

«Le preoccupazioni per le famiglie aumentano», conferma Contegiacomo. «Tutto è cominciato con l'aumento dei prezzi al consumo: è stata per le famiglie la prima, pesante, stangata. Poi l'inflazione che si è impennata, ed oggi parliamo di 8 punti percentuali, riducendo il potere di acquisto delle persone. Adesso è arrivata la seconda stangata, ancora più pesante, che riguarda le bollette: usare l'elettricità, gli elettrodomestici e riscaldare la casa sono bisogni primari. Oggi è necessario fare una riflessione più approfondita perché non stiamo parlando più di rinunce, per quanto importanti, ma stiamo parlando di persone e famiglie che devono cavarsela, che rischiano di non avere l'indispensabile».

Boom di richieste

A dimostrazione che il bonus è una boccata di ossigeno, per quanto insufficiente, tantissime le telefonate ricevute dal sindacato per curiosità, chiarimenti e domande, benché non sia necessario passare attraverso i Caf per farne richiesta.

Elvira Scigliano

 

 

Ospedali di Schiavonia e Piove di Sacco. La denuncia della FP Cgil Padova: “Mancano i medici!”

Conferenza stampa ieri, davanti all’ospedale Madre Teresa di Schiavonia, nella bassa padovana, con Alessandra Stivali, Segretaria Generale della FP Cgil Padova, e Giovanni Campolieti della FP Cgil Medici, con cui il sindacato ha lanciato l’allarme riguardo alla carenza di personale sanitario: "Siamo in una situazione di emergenza, c'è una grande carenza di organico tra i dirigenti medici e dirigenti sanitari nella sanità veneta, in particolare nei reparti Otorinolaringoiatria degli ospedali di Schiavonia e Piove di Sacco".

Una situazione a cui – dopo che lo scorso marzo i delegati sindacali avevano segnalato all'Usl la carenza di organico, chiedendo con urgenza che venissero inseriti nel reparto di otorinolaringoiatra il personale in graduatoria – si è posto parzialmente rimedio con l’arrivo di tre specialisti Orl, due per il Madre Teresa e uno per l’Immacolata Concezione di Piove di Sacco, dove sono appena due gli otorini presenti: “Abbiamo un buon dialogo con l'azienda ospedaliera che ad ottobre farà subentrare due nuovi medici, in sostituzione del primario di otorinolaringoiatra che ha cambiato sede e di una maternità, ma questi numeri non sono sufficienti a rispondere alle necessità del polo ospedaliero” ha spiegato Alessandra Stivali che ha aggiunto: “La situazione è simile anche per gli audiometristi, dove al momento c'è un solo medico che dovrebbe coprire anche le sedi periferiche.

“Stiamo affrontando dall'inizio dell'anno una situazione complessa che ci mette in difficoltà – spiega Giovanni Campolieti – perché l'unità operativa di otorinolaringoiatra è molto importante e complessa. I due ospedali lavorano in sinergia ma vedono ad oggi una situazione di difficoltà per le sostituzioni. Abbiamo richiesto all'Usl 6 di affrontare le due sostituzioni e ad ottobre dovrebbero arrivare due nuovi medici. Si sono attivati, ma il problema c'è da molti mesi e siamo preoccupati di come potremo gestire i reparti con queste carenze. Per questo motivo la Cgil aveva proposto all'Usl 6 di attivare una convenzione specifica con l'azienda ospedaliera di Padova per far fronte alle carenze, richiesta che ci dicono aver fatto, ma ad oggi non abbiamo alcuna risposta. Sappiamo che questo è un problema strutturale di tutte le Usl, però la questione prosegue da molti mesi senza alcun risvolto”.

“I problemi vanno affrontati a 360 gradi – hanno concluso Ii due sindacalisti – e le carenze di organico ci sono anche perché diversi medici stanno migrando verso il privato, con la conseguenza che il cittadino non riceve risposte dalla sanità pubblica. E questo succede perché il problema è generale e non riguarda solo i medici. Ricordiamo che, in tutti gli ospedali dell’Ulss6, sono circa 250 i dipendenti che vengono a mancare, tra infermieri, operatori socio-sanitari e ostetriche. Diamo atto alla direzione sanitaria di essersi mossa ma il problema continua a persistere, per questo chiediamo risposte più celeri ed efficaci”.

Vigilanza privata, situazione insostenibile. Sindacati dal Prefetto.

  • Allega:
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sull'incontro in Prefettura

Filcams Cgil, Fisascar Cisl e Uiltucs: “Carichi di lavoro insostenibili, retribuzioni da fame, sicurezza a rischio: sono sempre più frequenti coloro che lasciano il settore in cerca di occupazione in altri ambiti, meno pericolosi e più pagati”

Giovedì 15 settembre ha riaperto il tavolo nazionale per il rinnovo del CCNL che regola il settore, scaduto da ben 7 anni”

Nel tardo pomeriggio di mercoledì 14 settembre, le Organizzazioni sindacali Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs, a seguito della richiesta di udienza avanzata nei giorni scorsi, sono state ricevute dal Prefetto di Padova, Dott. Raffaele Grassi, e dal Questore, Dott. Antonio Sbordone.

Contemporaneamente, un presidio di lavoratori e lavoratrici attendeva l’esito dell’incontro, preoccupati dalle condizioni di lavoro e dai rischi per la sicurezza di un comparto fortemente in difficoltà da molto tempo. Proprio oggi, giovedì 15 settembre, si riunisce il tavolo nazionale che riprenderà la difficile trattativa per il rinnovo del contratto che regola il settore, ormai fermo da ben 7 anni come le retribuzioni dei lavoratori, tra le più basse nel mondo del lavoro. A fronte di queste condizioni, sono sempre di più i lavoratori che stanno dando le dimissioni dal settore per ricollocarsi in altri meno pericolosi, con retribuzioni più adeguate al costo della vita e in grado di permettere loro di affrontare l’impennata di rincari a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi.

“Abbiamo denunciato – interviene Marquidas Moccia, Segretaria Generale della Filcams Cgil Padova – la mancanza di sicurezza sul lavoro per gli operatori dovuta al numero eccessivo di ore di straordinario che vengono richieste per sopperire alla mancanza di personale e ai pesantissimi carichi di lavoro che impediscono il rispetto delle procedure di sicurezza, esponendo così il personale a rischi sempre più frequenti e compromettendo la loro sicurezza psico-fisica”.

La conferma arriva dagli stessi lavoratori e dalla voce delle RSA, cioè le Rappresentanze Sindacali Aziendali, presenti nella delegazione ricevuta da Prefetto e Questore che hanno sottolineato come non si sentano sicuri mancando la formazione necessaria dei colleghi, in particolare quelli più giovani che, per inesperienza e mancanza di affiancamenti sul campo, non sono in grado di gestire situazioni di emergenza o possibile rischio. “Lavoriamo tantissime ore – hanno denunciato i lavoratori – sempre di corsa, con il pericolo costante di aggressioni anche con armi da fuoco, spesso affiancati da colleghi impreparati a gestire situazioni di pericolo e così da mettere a rischio la propria vita e quella degli altri. Non si tratta di un lavoro come un altro: qui la prevenzione parte dalla formazione dei lavoratori e dal rispetto delle procedure di sicurezza”.

“Questi lavoratori - dice Elena Vanelli, Segretaria Generale della Fisascat Cisl Padova e Rovigo – contribuiscono con il lavoro alla sicurezza del territorio e delle aziende, eppure sono sempre di meno e senza il giusto riconoscimento economico e professionale che gli spetta. Una guardia armata neoassunta percepisce uno stipendio di 1072 euro mensili lordi, i colleghi non armati ancora meno e arrivare a fine mese significa fare sempre straordinari. Oggi ancora più di prima il problema delle retribuzioni si intreccia con la sicurezza e questo è inaccettabile: la sicurezza va garantita sempre e comunque”.

“Si tratta di lavoratori – aggiunge Fernando Bernalda, Segretario Provinciale di Uiltucs Padova – soggetti alle dinamiche del mercato e ai cambi di appalto, dove la regola del massimo ribasso ricade sempre su di loro, sui carichi di lavoro insostenibili a cui devono sottoporsi e sui mancati aumenti delle retribuzioni. È un settore che strangola i lavoratori. Vogliamo aspettare che si verifichi un incidente irreparabile? Sono sempre più frequenti le aggressioni alle guardie e anche gli attacchi ai furgoni porta valori. Finora solo il sangue freddo degli operatori ha evitato il peggio. Ma ricordiamolo: un lavoratore impreparato e troppo stanco rischia di più”.

Il Prefetto Grassi ha ascoltato con attenzione e grande sensibilità le dichiarazioni delle rappresentanze sindacali, dichiarandosi pronto ad aprire un tavolo di confronto, anche di carattere tecnico, con le aziende del settore che operano sul territorio, visto che i temi salute e sicurezza non sono mai secondari ad altre condizioni. Anche il Questore Sbordone ha confermato l’attenzione al tema e ha anticipato che verranno attivati ulteriori controlli a fronte delle segnalazioni che arriveranno dai sindacati che, per parte loro, oltre a confidare dell’attenzione delle Istituzioni hanno ringraziato della disponibilità data confermando la volontà di procedere con tutte le azioni necessarie a tutela della sicurezza delle lavoratrici e lavoratori.

Al via, a Padova, il mese della cultura palestinese. Anche la Cgil di Padova aderisce al progetto

  • Allega:
  • Descrizione allegato: La locandina con gli appuntamenti del Mese della Cultura Palestinese

Partirà lunedì 19 settembre, con l'incontro con un giovane poeta, Najwan Darwisch, la prima delle iniziative del mese della cultura Palestinese in programma a Padova e che, attraverso diversi eventi - mostre, proiezioni di film e presentazione di libri - terminerà il prossimo 21 ottobre. 

"Si tratta di un progetto - dice Palma Sergio della Segreteria Confederale della Cgil di Padova - a cui, come Cgil di Padova, aderiamo convintamente perché è costituito da tutta una serie di iniziative che evidenziano la ricchezza culturale ed artistica dei palestinesi e la profonda identità di un popolo a cui è negato il diritto a vivere nella terra che ha abitato per anni. Accanto a questo non possiamo dimenticare che purtroppo la situazione in Palestina è sempre più grave e non si intravede un impegno politico internazionale in grado di risolvere un conflitto che dura ormai da troppi, tantissimi anni".

La prima iniziativa in programma è per lunedì 19 settembre, alle 17.00, con l'incontro con un giovane poeta, Najwan Darwish che presenterà il suo libro "Più nulla da perdere". Dialogherà con l'autore il professor Simone Sibilio, dell'Università Ca' Foscari di Venezia mentre Serena Fiorio leggerà alcune poesie. L'appuntamento si terrà presso la Sala Peppino Impastato di Banca Etica in Via Cairoli 1 a Padova. 

In allegato il volantino con tutti gli appuntamenti del mese della cultura palestinese.

 

Assemblea nazionale: il decalogo della Cgil

Dall'Assemblea Nazionale delle delegate e delegati della Cgil è emerso in modo chiaro e inequivocabile che per il mondo del lavoro alcune priorità non sono più rimandabili. Dal salario minimo alla legge sulla rappresentanza, dall'aumento di stipendi e pensioni all'incremento del trattamento per la cig. Ecco dieci punti da cui ripartire:

1. Fissare un tetto alle bollette, protezione del lavoro, salario minimo, legge sulla rappresentanza, aumentare il netto di salari e pensioni. Aumentare il trattamento economico della cassa integrazione.

Il potere d’acquisto negli ultimi mesi è crollato. Per questo è necessario un sensibile aumento dei salari. Un aumento che vada oltre l’inflazione e che adegui gli stipendi italiani agli standard europei. È giunta l’ora anche di introdurre il salario minimo, per superare il lavoro povero e lo sfruttamento. E’ necessario pensare anche ai tanti lavoratori in cassa integrazione aumentando il trattamento economico.  Una legge sulla rappresentanza non è più rinviabile se si vuole dare valore al lavoro.  Per superare questa crisi bisogna fissare un tetto alle bollette energetiche e lavorare in Europa affinché il costo del gas sia tollerabile.

2. No Flat Tax, sì ad una riforma progressiva. Abbattere l’evasione e l’elusione fiscale.

E’ necessaria una seria riforma del fisco, che sia progressiva e redistributiva per aumentare il netto in busta paga di salari e pensioni. Una riforma che va in direzione opposta ad una flat tax che vorrebbe far pagare le stesse tasse a tutti. Chi ha di più dà, in percentuale, di più, con equità e secondo il principio di solidarietà.  Servono norme per abbattere l’evasione e l’elusione fiscale.

3. Superare il Jobs Act partendo dal contrasto alla precarietà introducendo un contratto unico di ingresso a contenuto formativo e l’equo compenso per le partite iva.

La precarietà è uno dei mali di questo tempo: un male che non permette, soprattutto a giovani e donne, di fare progetti per il futuro. Chi governerà il Paese dovrà promuovere una legislatura che superi il Jobs Act e che favorisca le imprese che offrono contratti stabili e ben retribuiti. E’ necessaria l’introduzione di un contratto unico di ingresso al lavoro a contenuto formativo e l’equo compenso per le partite IVA.

4. Definire un Piano per la piena e buona occupazione in particolare per giovani e donne. Riduzione e redistribuzione dei tempi di lavoro

Bisogna definire un Piano che permetta la piena e buona occupazione in particolare per giovani e donne. È urgente anche ripensare l’organizzazione del lavoro: in tutto il mondo la riduzione e redistribuzione degli orari lavorativi sta favorendo la produttività e migliorando la qualità della vita delle persone. È il momento che questo accada anche in Italia.

5. Estendere a tutto il sistema degli appalti e dei subappalti privati il rispetto e l'applicazione dei Contratti nazionali e delle clausole sociali. Contrastare le mafie.

La legalità deve diventare un valore diffuso nel Paese, a partire dal mondo del lavoro. Quando si opera nell’illegalità anche la sicurezza è in pericolo, e il rischio di incidenti sul lavoro è molto elevato. E’ necessario un serio contrasto alle infiltrazioni mafiose per affermare la qualità del lavoro e salvaguardare l’economia sana nei territori. 
Va esteso a tutto il sistema degli appalti e dei subappalti privati, il rispetto e l'applicazione dei Contratti nazionali e delle clausole sociali: stesso lavoro, stessi diritti.

6. Basta morti sul lavoro: prevenzione, formazione, salute e sicurezza garantite ed esigibili.

Mai più morti sul lavoro non dev’essere solo uno slogan, ma una vera e propria lotta. Per far ciò è necessario mettere in cima all’agenda temi quali prevenzione, formazione, salute e sicurezza, che non devono più essere considerati un costo ma un investimento.

7. Investire in un rinnovato sistema pubblico che garantisca la centralità del servizio sanitario pubblico e universalistico e proceda ad un  piano straordinario di assunzioni pubbliche e di stabilizzazione del personale precario. Garantire una misura universale di contrasto alla povertà, come il reddito di cittadinanza. Contrastare l’autonomia differenziata per le Regioni ed incentivare un sistema nazionale universale.

La richiesta è semplice: chiudere la stagione dei tagli lineari e investire in un rinnovato sistema pubblico di protezione sociale. Servono investimenti per realizzare un nuovo stato sociale fondato sulla centralità del servizio sanitario pubblico e universalistico, sul diritto universale alla formazione e alla conoscenza. Non è più rinviabile un piano straordinario di assunzioni pubbliche e di stabilizzazione del personale precario. Va garantita una misura universale di contrasto alla povertà, come il reddito di cittadinanza per garantire ai cittadini al momento privi di occupazione di avere una vita dignitosa. Non è necessaria, inoltre, un’autonomia differenziata per Regioni ma serve un sistema nazionale universale che garantisca ad ogni cittadino stessi diritti, stessi servizi e stesse prestazioni. 

8. Modificare radicalmente la riforma Fornero sulle pensioni ricostruendo un sistema previdenziale pubblico, solidaristico ed equo. Legge per la non autosufficienza.

La riforma Fornero va radicalmente cambiata, ricostruendo un sistema previdenziale pubblico, solidaristico ed equo, che unifichi le generazioni, riconosca il lavoro di cura, un sistema flessibile di uscita e il diritto a un pensionamento anticipato per chi ha svolto condizioni di lavoro gravose. È necessaria una legge nazionale per la non autosufficienza e nuove politiche per l’invecchiamento attivo, politiche inclusive per le persone con disabilità e una piena integrazione sociale e lavorativa per i cittadini migranti.


9. Nuove politiche industriali e costituzione di un’Agenzia per lo Sviluppo. Recuperare i divari territoriali e di sviluppo attraverso la riqualificazione delle grandi periferie urbane, delle aree interne e incrementare l’edilizia pubblica e sociale.

In questo momento storico è più che mai necessario pensare a politiche industriali per il futuro. I cambiamenti sono profondi e destinati ad avere un forte impatto sul lavoro e sull’industria. La proposta è quella di costruire un’Agenzia per lo Sviluppo che abbia l’obiettivo di superare i divari territoriali, anche attraverso la riqualificazione delle grandi periferie urbane, delle aree interne e incrementare l’edilizia pubblica e sociale. L’agenzia dovrà anche definire le priorità e contribuire ad aprire nuove opportunità per investimenti pubblici e privati, nei settori strategici per il futuro del Paese. 

10. Piano nazionale per le Giuste transizioni, ambientale e digitale per garantire tutela del lavoro e la continuità occupazionale, creazione di nuova occupazione e diritti. Piano strategico per l’autonomia energetica. Nuove politiche industriali. Investimenti nel Mezzogiorno

Giusta transizione, innovazione digitale, riconversioni industriali devono essere accompagnati da piani e strumenti che garantiscano tutela sociale, riqualificazione e formazione per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nei processi di riconversione. L’obiettivo è sempre lo stesso: non lasciare indietro nessuno e garantire una migliore occupazione. Serve un piano strategico che consenta al paese di raggiungere nel medio periodo l’autonomia energetica. Servono poi nuove politiche industriali capaci di accettare le nuove sfide che i mercati impongono e poi è sempre più necessario investire nel Mezzogiorno, che deve recuperare il gap con il resto del Paese. Solo così l’Italia potrà crescere in maniera veloce, moderna e soprattutto equa.

Nel filmato l'intervento all'Assemblea Nazionale del Segretario Generale della Cgil, Maurizio Landini