Continua l’azione di sensibilizzazione sul territorio dei lavoratori dello stabilimento ArcelorMittal di Legnaro che oggi, dopo le incursioni delle scorse settimane nei mercati di Ponte San Nicolò e di Legnaro, hanno portato la loro storia e la loro lotta fra i banchi del mercato settimanale di Piove di Sacco distribuendo ai passanti i volantini che raccontano la situazione del sito e le loro incertezze per il futuro.
I lavoratori, oltre a queste azioni di volantinaggio, sono presenti tutti i giorni nel presidio davanti allo stabilimento di Legnaro, attivo dal 25 marzo scorso, che continuerà ad essere presente in via Fermi a tempo indeterminato.
Per i 29 lavoratori del sito di Legnaro sono previste 18 settimane di cassa integrazione tra cassa integrazione per Covid-19 e cassa integrazione ordinaria che li porteranno a rimanere fermi fino ad ottobre.
Le iniziative di volantinaggio e il presidio dei lavoratori di Legnaro sono legate alle iniziative sindacali decise a livello nazionale in ogni sito ArcelorMittal.
Continua la mobilitazione dei lavoratori dell’ArcelorMittal di Legnaro dopo la trasferta a Roma che ha coinvolto una delegazione che ha preso parte alla manifestazione organizzata da Fim Fiom Uilm nazionali in Piazza del Popolo. I lavoratori sono partiti da Padova per rappresentare lo stabilimento di Legnaro e la loro situazione all’interno della vertenza ArcelorMittal che coinvolge siti di differenti dimensioni sparsi su tutto il territorio nazionale. A Roma erano presenti le delegazioni di 100 aziende implicate in vertenze provenienti da tutta Italia.
Domani i lavoratori dello stabilimento di Legnaro porteranno la loro lotta e i loro volantini per l’area industriale e all’interno del mercato settimanale di Ponte San Nicolò con l’intento di informare e sensibilizzare la cittadinanza e il mondo produttivo locale.
La vertenza di Acc Wanbao si è aperta ormai due anni fa con la drammatica e ingiustificata decisione della multinazionale cinese di licenziare 90 tra lavoratori e lavoratrici nel settembre del 2018, alla quale è poi seguita la dichiarazione di abbandono della fabbrica Bellunese e la sua chiusura nel settembre del 2019.
A partire da quella data la mobilitazione e la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici è stata incessante e
ha coinvolto l'intera provincia di Belluno e che ha avuto il suo apice nello sciopero generale provinciale di tutta la categoria dei metalmeccanici del 10 dicembre 2019 e con la grande manifestazione che ha visto la partecipazione di migliaia di lavoratori provenienti anche da tutte le altre province del Veneto.
La straordinaria stagione di lotta ha portato alla decisione, per nulla scontata, da parte del Ministero dello sviluppo economico di nominare lo scorso 19 maggio un commissario straordinario, unica soluzione praticabile per arrivare al salvataggio e al rilancio dello storico stabilimento bellunese che produce motori per la refrigerazione domestica.+
“Siamo sopravvissuti a questa ennesima crisi, che ha seguito quella del 2014, perché ci siamo orgogliosamente uniti in una comunità basata su valori forti e condivisi, competenza, lavoro, solidarietà, trasparenza e integrazione con il territorio, di cui costituiamo un patrimonio culturale prezioso. Oggi crediamo di poter dire di essere il simbolo di una fabbrica del novecento che non si è chiusa nella nostalgia, ma ha saputo rinnovarsi nell'esercizio corale della responsabilità e della partecipazione.” ha dichiarato Stefano Bona, segretario generale della Fiom Cgil di Belluno.
Negli scorsi giorni sono state siglate due intese fondamentali con il commissario finalizzate a condividere la strategia per assicurare le migliori prospettive per la cessione degli asset aziendali ad un affidabile investitore internazionale. La prima intesa riguarda la riassunzione con contratto a tempo indeterminato di 18 tra lavoratrici e lavoratori licenziati da Wanbao nel settembre del 2018.
Oggi, 19 giugno, rientrano i primi 12 lavoratori ai quali seguiranno altri 6 entro l'11 luglio.
“Come Fiom abbiamo sempre sostenuto, e oggi ne abbiamo la riprova, che i licenziamenti erano ingiustificati e inutili, al di là del loro impatto sociale devastante. Oggi per la ripartenza e il rilancio dell'azienda, elemento imprescindibile è riportare in fabbrica le lavoratrici e i lavoratori con il loro insostituibile bagaglio di conoscenze e professionalità” ha commentato Stefano Bona “Queste riassunzioni hanno per noi un enorme significato perché da un lato si sutura una ferita comunitaria dando riparo a una scelta divisiva e di sfiducia nei confronti dello stabilimento simbolo della Valbelluna, dall'altro si ribadisce che la rinascita e il rilancio passano necessariamente attraverso il lavoro e il suo valore motore insostituibile in qualsiasi impresa con il bagaglio di competenze, passione e dignità che ogni lavoratore si porta dietro.”
La seconda intesa riguarda l’istituzione del comitato di gestione aziendale che, richiamando lo spirito dell'art. 46 della Costituzione valorizzerà il concorso dei lavoratori e delle loro rappresentanze al governo dell'azienda nel momento più impegnativo della sua storia.
ACC IS BACK ACC È TORNATA è lo slogan che sindacato e lavoratori si sono dati per affrontare questa ennesima sfida difficile da vincere in uno scenario economico lacerato dalla peggior crisi dal Novecento ad oggi.
Per la comunità Bellunese questa è l'ennesima occasione per dimostrare come già nel 2014, la sua forza memorabile, tipica di chi si misura con la montagna; lo sguardo teso a traguardare un orizzonte elevato, il passo esperto e inesausto a misurare il terreno.
Oggi il segretario generale della Fiom di Padova e la RSU dello stabilimento ArcelorMittal di Legnaro hanno incontrato il sindaco della cittadina Vincenzo Danieletto, al quale hanno fatto il punto sulla situazione generale del sito e sulle possibili implicazioni future. Il sindaco ha manifestato vicinanza e preoccupazione per la vicenda del sito di Legnaro e si è reso disponibile a sostenere i lavoratori in questa lunga e dura vertenza.
Alla fine dell’incontro la delegazione è tornata dai compagni in presidio e si è tenuta l’assemblea di tutti i lavoratori e le lavoratrici. L’assemblea ha espresso forte preoccupazione per il futuro del gruppo e dei posti di lavoro, ma è determinata a proseguire la lotta. Intanto il presidio, attivo dal 25 marzo, continuerà e sono state decise diverse iniziative. Sono previsti volantinaggi durante il mercato comunale, nella zona industriale e davanti le altre attività economiche di Legnaro e dei comuni limitrofi volte a coinvolgere la cittadinanza. Il presidio diventerà luogo di coinvolgimento di personalità pubbliche. Nella giornata di mercoledì 25 giugno una delegazione di lavoratori dello stabilimento di Legnaro sarà presente alla manifestazione nazionale Fim Fiom Uilm a Roma e ci saranno nelle prossime settimane altre iniziative mirate alla ripartenza del sito.
Attualmente, per il sito di Legnaro, sono state previste 18 settimane di cassa integrazione tra richieste di cassa integrazione per Covid-19 e richieste di cassa integrazione ordinaria che coinvolgeranno i lavoratori fino ad ottobre.
“I lavoratori del sito di Legnaro sono convinti che debbano essere rispettati gli accordi del 6 settembre 2018 che ricordiamo vennero votati all’unanimità dai lavoratori di Legnaro e che prevedevano per il sito l’incremento dei dipendenti e la piena occupazione. Le iniziative dei lavoratori di Legnaro si innestano all’interno delle iniziative sindacali decise a livello nazionale.” ha dichiarato alla fine dell’assemblea Loris Scarpa, segretario generale della Fiom Cgil di Padova.
In questi giorni siamo stati costretti a registrare una recrudescenza del numero di incidenti e di morti sul lavoro nella nostra regione. È inaudito che la ripresa lavorativa post Covid-19 debba coincidere con quest’altro tipo di tragedie.
A questo trend negativo oggi si aggiunge un incidente alle Fonderie Zen di Albignasego in cui è stato coinvolto un lavoratore per il momento non in pericolo di vita.
Stamattina è stato segnalato dai lavoratori e dagli RLS il malfunzionamento di una porta con movimento a ghigliottina, a questa segnalazione è seguito un intervento di controllo e manutenzione. Alla fine di questa operazione è stato dato il via libera al lavoro e l’operaio ha preso posto e ha incominciato ad occuparsi delel proprie mansioni. Mentre era al lavoro la porta gli è caduta sulla schiena provocandogli importanti contusioni.
Carabinieri e Spisal sono giunti sul posto per le opportune verifiche e con loro anche i rappresentanti sindacali.
“Siamo all’ennesimo infortunio in cui si denota l’inadeguatezza degli investimenti da parte delle imprese ed è ancora troppo trascurata la sicurezza nei luoghi di lavoro. L’esperienza del Coronavirus sembra che non ci sti insegnando che le cose non possono essere come prima, soprattutto visti i numerosi incidenti e le vittime che ci sono state in questi giorni nella nostra regione. Torniamo a dire che le azioni nell’ambito della sicurezza lavorativa non possono avere come unico scopo il contenimento del contagio, ma che la sicurezza deve riguardare una nuova cultura e un nuovo assetto dei metodi di produzione.” ha dichiarato Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova
I lavoratori della Zen stanno valutando iniziative di mobilitazione per i prossimi giorni.
Purtroppo oggi, durante l’incontro fra i rappresentanti della proprietà, la RSU e la Fiom Cgil di Padova, non sono state fatte proposte accettabili per il futuro del sito di Legnaro.
Adesso si attende di vedere come andrà l’incontro fra le parti di domani al Ministero in cui l’amministratore delegato della multinazionale dovrà presentare il piano industriale con le proposte per il futuro dei vari siti presenti in Italia.
Attualmente, per il sito di Legnaro, sono previste 18 settimane di cassa integrazione tra richieste di cassa integrazione per Covid-19 e richieste di cassa integrazione ordinaria che coinvolgeranno i lavoratori fino ad ottobre.
Nello stabilimento ArcelorMittal di Legnaro la produzione è totalmente ferma da oltre 15 giorni e vista la posizione della proprietà, per la quale non ci sono le condizioni per riprendere le attività lavorative, le lavoratrici e i lavoratori hanno stabilito che, di conseguenza, non ci sono neppure le condizioni per spedire e consegnare i materiali presenti nel sito. Il materiale, quindi, resterà fermo in loco, controllato a vista da chi si alternerà nel presidio presente ormai da 10 giorni e che continuerà ad oltranza davanti ai cancelli dell’Ex Ilva.
Dalla prossima settimana saranno definite ulteriori iniziative sia a livello locale che in accordo con i livelli nazionali della protesta.
“Le lavoratrici e i lavoratori di Legnaro speravano di ricevere oggi delle risposte chiare, cosa che purtroppo non è avvenuta. Attendiamo di conoscere l’esito dell’incontro di domani al Ministero, ma sia noi che questi lavoratori non abbiamo intenzione di avvallare proposte incoerenti o dannose per il futuro del sito produttivo del padovano.” ha dichiarato alla fine dell’incontro Loris Scarpa, segretario generale della Fiom Cgil di Padova.
Dopo la notizia della richiesta di ulteriori 13 settimane di cassa integrazione ordinaria e a seguito della continuazione del presidio portato avanti dai 30 dipendenti dello stabilimento ArcelorMittal di Legnaro, è stato fissato per domani nel primo pomeriggio un incontro fra i rappresentanti della proprietà, la RSU e la Fiom Cgil di Padova.
Questo incontro precede di 24 ore l’incontro che si terrà al Ministero durante il quale l’amministratore delegato della multinazionale dovrà presentare il piano industriale con le proposte per il futuro dei vari siti presenti sul territorio nazionale.
Attualmente, per il sito di Legnaro sono previste 18 settimane di cassa integrazione tra richieste di cassa integrazione per Covid-19 e richieste di cassa integrazione ordinaria. Di conseguenza il sito dovrebbe riprendere la normale attività verso ottobre. Ma anche questa prospettiva è tutto fuorché sicura, viste le premesse e le posizioni della società e l’incertezza che domina tutta la vicenda da quando è stata acquisita l’Ex Ilva.
Le lavoratrici e i lavoratori non hanno intenzione di cedere e continueranno il presidio fino a quando sarà necessario.
Nello stabilimento ArcelorMittal di Legnaro la produzione è stata totalmente ferma da oltre 15 giorni e i lavoratori sono stati messi in cassa integrazione a zero ore.
“Le lavoratrici e i lavoratori di Legnaro attendono risoluti e impazienti l’incontro di domani per poter sapere cosa la proprietà ha in mente per loro. Come Fiom speriamo che non vengano a raccontare storielle e che verranno fatte proposte davvero concrete che tengano in considerazione la dignità e le competenze di questi lavoratori.” ha dichiarato oggi Loris Scarpa, segretario generale della Fiom Cgil di Padova.
Brutte notizie per i 30 dipendenti dello stabilimento ArcelorMittal di Legnaro: oggi nel corso di uno scambio fra la dirigenza e i sindacalisti della Fiom è stato notificato che oltre alle 5 settimane di cassa Covid-19 che i lavoratori stanno facendo in questo periodo, saranno richieste altre 13 settimane di cassa integrazione ordinaria.
Sommando le varie richieste si raggiungono così 18 settimane di cassa integrazione e il sito potrebbe riprendere la normale attività non prima di ottobre. Anche questa prospettiva è tutto fuorché certa, viste le premesse e le posizioni della società.
Nello stabilimento ArcelorMittal di Legnaro la produzione è stata totalmente ferma durante le ultime due settimane e i lavoratori sono stati messi in cassa integrazione a zero ore.
“Come Fiom insieme ai lavoratori stiamo valutando ulteriori iniziative, oltre al presidio tuttora in atto, perché la previsione proposta non è assolutamente accettabile. Aspettiamo di conoscere il piano industriale di ArcelorMittal, che dovrebbe essere reso noto la prossima settimana, per capire quali sono i progetti della multinazionale e il futuro dello stabilimento di Legnaro. Noi e i lavoratori non abbiamo intenzione di arrenderci né di accettare lo stop del sito.” ha dichiarato Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova.
La prossima settimana è previsto un ulteriore incontro con la direzione e oggi il sindaco di Legnaro ha espresso l’intenzione di sostenere lavoratori e lavoratrici nella loro lotta per conservare il loro posto di lavoro.