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Rapina al Portavalori davanti alla Cassa di Risparmio Veneto di via Armistizio a Padova: il grido di allarme della Filcams Cgil Padova

Filcams Cgil Veneto: “Le guardie giurate si sentono abbandonate e lanciano l’ SOS: nel settore del trasporto valori sono troppe le situazioni lavorative in cui si oltrepassa i più normali limiti di sicurezza”

Non si è fatta attendere la reazione dei lavoratori del settore Vigilanza e Servizi Fiduciari dopo l’ultima rapina al mezzo di un Portavalori, rapinato mentre sostava davanti alla filiale della Cassa di Risparmio di via Armistizio a Padova. A cogliere il clima di esasperazione e sfiducia che regna tra i lavoratori del settore è la Filcams Cgil di Padova, destinataria di numerosi messaggi.

“In particolare – dice Cristian Vicoletti, funzionario della Filcams Cgil Padova – ci ha molto colpito la mail ricevuto oggi, di un dipendente della Vigilanza Privata, che raccoglie le istanze di tanti suoi colleghi per chiedere, testuali parole, ‘maggiore pressione nei riguardi degli Istituti di Vigilanza’. Il motivo? Perché, come spiega il mittente della mail che non riveliamo al fine di evitargli maggiori guai nell’ambiente di lavoro, ‘nel settore del trasporto valori, sono troppe le situazioni lavorative in cui ogni giorno si vengono a trovare molte Gpg (acronimo di Guardia Particolare Giurata), ad oltrepassare i normali limiti di sicurezza’. E noi del sindacato che seguiamo questi lavoratori, purtroppo lo sappiamo molto bene”.

“Mi riferisco – prosegue il sindacalista della Filcams Cgil Padova – all’esorbitante numero di ore di straordinario cui sono costretti questi lavoratori al fine di sopperire alla mancanza di personale. Questo comporta dei pesantissimi carichi di lavoro che impediscono il rispetto delle procedure di sicurezza e li espone a rischi sempre più frequenti, con inevitabili conseguenze sulla loro sicurezza psico-fisica. Una situazione che si protrae da tempo immemorabile, basti solo pensare che il CCNL che regola il settore è scaduto da quasi 7 anni e la trattativa per rinnovarlo si sta rivelando irta di ostacoli e rinvii”.

“Tutto ciò – conclude il sindacalista – non sta che aumentando il senso di sfiducia e abbandono da parte delle Istituzioni che vivono i lavoratori del settore vigilanza dove, non a caso, sono tanti coloro che lasciano per andare in altri ambiti lavorativi dove si rischia decisamente di meno e si guadagna di più. Ecco perché la loro prima richiesta è quella di venire ascoltati, da chi ha responsabilità politiche e istituzionali, al fine di raccontare quel che stanno passando. A questo proposito, con il Prefetto di Padova è già avvenuto un primo incontro preliminare, dove si è discusso di tematiche di sicurezza lavorativa, con l’impegno di ritrovarci successivamente. Dopo quest’ultimo episodio, ci auguriamo che il tavolo prefettizio aperto porti un avanzamento della discussione e condizioni di maggiore sicurezza per i lavoratori del settore”.

Il servizio di Telenordest sul furto di Via Armistizio

Sicurezza sul lavoro: adesione altissima per gli scioperi nel padovano e rodigino

Prima gli scioperi per la morte di Giuliano De Seta, poi la mobilitazione dei lavoratori di Acciaierie Venete dopo l’incidente ad Odolo in vista della manifestazione di sabato 22 a Roma.

 

“In questo particolare momento di crisi legata alla guerra, alla transizione ecologica, al caro energetico e alla mancanza dei componenti, siamo ancora più preoccupati per le ricadute che questi elementi avranno sulle aziende con i tagli che saranno effettuati sugli investimenti, in particolar modo sulla sicurezza, e prevediamo che la situazione non potrà che peggiorare. Perché l'idea che la sicurezza sia un costo nel nostro Paese è ancora largamente diffusa fra gli imprenditori e nelle aziende e non è stata ancora sconfitta e sostituita dalla cultura in cui il lavoro serve per il progresso collettivo e non solo per il profitto.” sottolineano i segretari generali provinciali di Fiom, Fim e Uilm di Padova e di Rovigo.

In particolar modo nel territorio di Padova e di Rovigo molteplici scioperi sono stati indetti dai metalmeccanici nelle aziende metalmeccaniche con una partecipazione pressoché assoluta degli operai, dopo la morte dello studente veneziano Giuliano Del Seta.  Hanno partecipato Agritalia, R.P.M, Irsap, T.M.B, Inox Tech, Incold, Intrac, Cantieri N. Visentini, Cantieri N. Vittoria, Sicc Tech, GR Motori, Meco, Solmec, Pali Campion nel rodigino e Carel Industries, All.co, ALUMINIUM DIE CASTING, Carraro Drive Tech Italia S.p.A e Carraro S.p.A, Fast, VDZ, Toffac Ingranaggi, Acciaierie d'Italia, Hitachi Energy, PAVAN-GEA S.p.A. nel padovano.

La Fim Cisl, la Fiom Cgil e la Uilm Uil, unitamente alle RSU degli stabilimenti di Acciaierie Venete delle rispettive province, hanno dichiarato 8 ore di sciopero che sono state svolte il 5 e il 7 ottobre 2022 con un’adesione che ha raggiunto picchi del 100%.

Lo sciopero è stato indetto dopo il grave infortunio accaduto nello stabilimento delle Acciaierie Venete di Odolo in provincia di Brescia il 29 settembre, quando un lavoratore è stato travolto da un fascio di barre in acciaio, cadute durante la movimentazione con una calamita. Trasportato con urgenza in ospedale, il lavoratore è attualmente ricoverato presso la struttura in gravi condizioni cliniche. Un altro incidente grave che poteva essere sicuramente evitato, impedendo il transito o la sosta sotto i carichi sospesi.

Ricordiamo purtroppo inoltre che poco più di 4 anni fa, presso lo stabilimento Acciaierie Venete di Padova, ci fu un altro grave incidente nel quale persero la vita 2 lavoratori, Marian Bratu e Sergiu Todita, a seguito della caduta di una siviera carica di materiale incandescente, causata da un cedimento strutturale, processo ancora in svolgimento.

Le 8 ore di fermo produttivo, di riflessione e di protesta, affinché la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori diventi la priorità in ogni ambiente di lavoro, in tutto il Paese, perché non esistono tragiche fatalità.

 

 “Le condizioni di rischio a cui sono esposti i lavoratori sono sempre più preoccupanti e grava su questa drammatica situazione lo spettro di un futuro fatto di altissimi costi per la produzione che andranno a pesare la mancanza di investimenti sul fronte della sicurezza, uniti a quella che sarà una sicura impennata di chiusure e richieste di cig.” continuano i segretari generali Scarpa, Gazzabin, Crepaldi e Bolognesi “La salute e la sicurezza sono per noi battaglie che non avranno e non devono avere mai fine, meritano tutta l'attenzione necessaria per portare a risultati concreti. Questi scioperi sono necessari perché nel nostro Paese c'è già una guerra in corso da anni che i lavoratori e le lavoratrici combattono quotidianamente nel silenzio di istituzioni e governi e che lascia sul campo 4 morti al giorno. I nostri scioperi continueranno per ogni vittima e finché non si affronteranno concretamente i problemi di come si lavora, le modalità riguardanti i processi produttivi, gli appalti e ogni tipo di precarietà (che significa precarietà). La prevenzione fatta di formazione, rispetto delle norme e controlli non basta, se non sono previste sanzioni gravi e se non vengono assunti e schierati in prima linea ispettori adeguatamente formati, in numero sufficiente per il controllo delle imprese in ogni territorio. Ci prepariamo unitariamente per la manifestazione per la sicurezza del 22, consapevoli che l'attuale sistema non funziona e dev'essere radicalmente rivisto.”

Sono previste ulteriori mobilitazioni in vista della manifestazione per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che si terrà a Roma il 22 ottobre 2022.

 

Vigilanza privata, situazione insostenibile. Sindacati dal Prefetto.

  • Allega:
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sull'incontro in Prefettura

Filcams Cgil, Fisascar Cisl e Uiltucs: “Carichi di lavoro insostenibili, retribuzioni da fame, sicurezza a rischio: sono sempre più frequenti coloro che lasciano il settore in cerca di occupazione in altri ambiti, meno pericolosi e più pagati”

Giovedì 15 settembre ha riaperto il tavolo nazionale per il rinnovo del CCNL che regola il settore, scaduto da ben 7 anni”

Nel tardo pomeriggio di mercoledì 14 settembre, le Organizzazioni sindacali Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs, a seguito della richiesta di udienza avanzata nei giorni scorsi, sono state ricevute dal Prefetto di Padova, Dott. Raffaele Grassi, e dal Questore, Dott. Antonio Sbordone.

Contemporaneamente, un presidio di lavoratori e lavoratrici attendeva l’esito dell’incontro, preoccupati dalle condizioni di lavoro e dai rischi per la sicurezza di un comparto fortemente in difficoltà da molto tempo. Proprio oggi, giovedì 15 settembre, si riunisce il tavolo nazionale che riprenderà la difficile trattativa per il rinnovo del contratto che regola il settore, ormai fermo da ben 7 anni come le retribuzioni dei lavoratori, tra le più basse nel mondo del lavoro. A fronte di queste condizioni, sono sempre di più i lavoratori che stanno dando le dimissioni dal settore per ricollocarsi in altri meno pericolosi, con retribuzioni più adeguate al costo della vita e in grado di permettere loro di affrontare l’impennata di rincari a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi.

“Abbiamo denunciato – interviene Marquidas Moccia, Segretaria Generale della Filcams Cgil Padova – la mancanza di sicurezza sul lavoro per gli operatori dovuta al numero eccessivo di ore di straordinario che vengono richieste per sopperire alla mancanza di personale e ai pesantissimi carichi di lavoro che impediscono il rispetto delle procedure di sicurezza, esponendo così il personale a rischi sempre più frequenti e compromettendo la loro sicurezza psico-fisica”.

La conferma arriva dagli stessi lavoratori e dalla voce delle RSA, cioè le Rappresentanze Sindacali Aziendali, presenti nella delegazione ricevuta da Prefetto e Questore che hanno sottolineato come non si sentano sicuri mancando la formazione necessaria dei colleghi, in particolare quelli più giovani che, per inesperienza e mancanza di affiancamenti sul campo, non sono in grado di gestire situazioni di emergenza o possibile rischio. “Lavoriamo tantissime ore – hanno denunciato i lavoratori – sempre di corsa, con il pericolo costante di aggressioni anche con armi da fuoco, spesso affiancati da colleghi impreparati a gestire situazioni di pericolo e così da mettere a rischio la propria vita e quella degli altri. Non si tratta di un lavoro come un altro: qui la prevenzione parte dalla formazione dei lavoratori e dal rispetto delle procedure di sicurezza”.

“Questi lavoratori - dice Elena Vanelli, Segretaria Generale della Fisascat Cisl Padova e Rovigo – contribuiscono con il lavoro alla sicurezza del territorio e delle aziende, eppure sono sempre di meno e senza il giusto riconoscimento economico e professionale che gli spetta. Una guardia armata neoassunta percepisce uno stipendio di 1072 euro mensili lordi, i colleghi non armati ancora meno e arrivare a fine mese significa fare sempre straordinari. Oggi ancora più di prima il problema delle retribuzioni si intreccia con la sicurezza e questo è inaccettabile: la sicurezza va garantita sempre e comunque”.

“Si tratta di lavoratori – aggiunge Fernando Bernalda, Segretario Provinciale di Uiltucs Padova – soggetti alle dinamiche del mercato e ai cambi di appalto, dove la regola del massimo ribasso ricade sempre su di loro, sui carichi di lavoro insostenibili a cui devono sottoporsi e sui mancati aumenti delle retribuzioni. È un settore che strangola i lavoratori. Vogliamo aspettare che si verifichi un incidente irreparabile? Sono sempre più frequenti le aggressioni alle guardie e anche gli attacchi ai furgoni porta valori. Finora solo il sangue freddo degli operatori ha evitato il peggio. Ma ricordiamolo: un lavoratore impreparato e troppo stanco rischia di più”.

Il Prefetto Grassi ha ascoltato con attenzione e grande sensibilità le dichiarazioni delle rappresentanze sindacali, dichiarandosi pronto ad aprire un tavolo di confronto, anche di carattere tecnico, con le aziende del settore che operano sul territorio, visto che i temi salute e sicurezza non sono mai secondari ad altre condizioni. Anche il Questore Sbordone ha confermato l’attenzione al tema e ha anticipato che verranno attivati ulteriori controlli a fronte delle segnalazioni che arriveranno dai sindacati che, per parte loro, oltre a confidare dell’attenzione delle Istituzioni hanno ringraziato della disponibilità data confermando la volontà di procedere con tutte le azioni necessarie a tutela della sicurezza delle lavoratrici e lavoratori.

Imasaf: domani. 5 agosto, incontro tra le parti in prefettura a Padova

IMASAF: DOMANI 5 AGOSTO INCONTRO FRA LE PARTI IN PREFETTURA A PADOVA

 Nella giornata di domani, 5 agosto 2022, si terrà alle ore 11.00 un secondo incontro convocato dal prefetto Raffaele Grassi presso la prefettura di Padova che vedrà presenti tutte le parti, dal sindaco di Cittadella, alla dirigenza della Imasaf alle organizzazioni sindacali Fim e Fiom con la RSU dello stabilimento.

L’incontro di domani arriva dopo una settimana dal primo incontro al quale i rappresentanti dell’azienda non avevano potuto partecipare, anche se avevano poi mandato un comunicato in cui esprimevano la loro disponibilità a partecipare ad ulteriori tavoli con la presenza di un rappresentante istituzionale super partes come il Prefetto di Padova.

Questa possibile riapertura della trattativa arriva dopo più di 60 ore di sciopero, un paio di cortei, presidi, blocchi stradali e manifestazioni da parte dei lavoratori. Una lotta per loro necessaria perché non si può tagliare il salario dei lavoratori per risolvere la crisi internazionale dell’automotive, ora più che mai!

Cittadella 04.08.2022

Pittarosso, richiesta di un nuovo concordato. Ieri l'incontro tra azienda e sindacati. Filcams Cgil: "Evitare l'Amministrazione Straordinaria"

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Gazzettino di Padova sulla vicenda

Filcams Cgil Padova: “Dopo la revoca del Concordato, da parte del Tribunale di Padova, la situazione rimane incerta, nonostante l’ottimismo manifestato dall’azienda. vogliamo incontrare i commissari giudiziali responsabili della nuova procedura e chiediamo un tavolo, sia regionale che nazionale, al fine di mettere al sicuro la posizione delle lavoratrici e lavoratori”

“No, noi non siamo per niente tranquilli. Certo, ci fa piacere che i vertici di Pittarosso SpA, rispetto alla nuova richiesta di concordato, appaiano rilassati, sereni e sicuri che verrà accolta però non dimentichiamo che anche per la richiesta precedente erano decisamente ottimisti ma poi abbiamo visto come è andata a finire. A questo punto, noi come Filcams Cgil Padova, chiediamo di poter aprire un tavolo con le istituzioni regionali e nazionali al fine di non mettere a rischio l'occupazione sia nella nostra provincia che nell’intero territorio nazionale. E non solo: appena saranno nominati, vogliamo un incontro con i commissari giudiziali responsabili della nuova procedura, chiedendo di capire la motivazione della mancata autorizzazione al precedente concordato e sensibilizzandoli verso il tema dell'occupazione. Noi vogliamo assolutamente evitare che Pittarosso Spa finisca in Amministrazione Straordinaria, una situazione mai positiva per la forza lavoro”.

È determinato ma sta sul chi va là, Cristian Vicoletti della Segreteria della Filcams Cgil Padova, al termine dell’incontro avuto stamane con Pittarosso Spa, insieme a Cisl e Uil, e convocato al fine di capire la situazione in cui si trova l’azienda padovana con sede a Legnaro, alla luce del recente, e inaspettato, azzeramento deciso dal Tribunale di Padova, del concordato preventivo in bianco richiesto nel 2020, dopo che lo stesso Tribunale di Padova, nel febbraio 2022, aveva sollecitato delle delucidazioni rispetto a delle partite in bilancio che non risultavano congrue ai commissari ed era stata spostata l’adunanza con i creditori da giugno a settembre.

Un incontro dal quale è emerso l’andamento positivo delle vendite nei punti vendita della catena (250 nell’intero territorio nazionale per un totale di 1540 dipendenti) nel 2021 e nei primi mesi del 2022. “Un buon risultato – dice Cristian Vicoletti – ottenuto grazie e soprattutto al grandissimo lavoro dei dipendenti che nonostante la cronica carenza di organico hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo e reso possibile il raggiungimento di questo obiettivo. Ma hanno pagato un duro prezzo. Giusto per fare un esempio: il personale che gestisce il punto vendita, aperto 7 giorni su 7, al Centro Commerciale Brentelle, a Padova, è composto da 8 dipendenti. Ad ogni turno lavorativo sono presenti 3 dipendenti, il che significa, in soldoni, che se manca anche solo una persona per ferie o malattia gli altri devono fare i salti mortali per garantire una presenza minima. E negli altri punti vendita di Padova (al Centro Giotto e a Padova Est, accanto all’Ikea) la situazione è sostanzialmente la stessa. E con il periodo estivo, è molto probabile che la mole di lavoro non farà altro che aumentare: ebbene a fronte di tutto questo, dopo il recente azzeramento del concordato, stanno ancora aspettando tredicesima e quattordicesima del 2020 e la tredicesima natalizia di 6 mesi fa. L’azienda ci dice che due giorni fa è stata ripresentata una nuova domanda di procedura (addirittura migliorativa rispetto alla precedente) ma in attesa che venga accolta con la sicurezza di non subire revoche, il nostro giudizio rimane sospeso”.

“Per questo – conclude il funzionario della Filcams Cgil Padova – vogliamo avere maggiori garanzie e il coinvolgimento delle istituzioni a partire, per quel che ci riguarda, della Regione Veneto. Il nostro timore è che in caso di rifiuto di questa nuova procedura, Pittarosso finisca in Amministrazione Straordinaria, una cosa che vogliamo assolutamente evitare perché così le lavoratrici e i lavoratori rischiano di subire le conseguenze di una situazione di cui non hanno nessunissima colpa. Il nostro obiettivo e che non succeda anche a Padova, quanto successo nel resto del territorio nazionale con la chiusura di diversi punti vendita. Dopo tutti i sacrifici fatti, sarebbe una beffa insopportabile”. 

Lunedì 2 maggio lo sciopero nazionale degli addetti alla vigilanza privata

 

Filcams Cgil Padova: “Uno sciopero inevitabile! Con un CCNL scaduto da quasi 7 anni e dopo l’ultima vergognosa rottura del tavolo delle trattative le lavoratrici e i lavoratori del settore della vigilanza privata – più di un migliaio nel padovano – non potevano che incrociare le braccia per dire basta a turni disumani e stipendi da fame”

Anche una delegazione di lavoratrici e lavoratori padovani presente nella delegazione veneta che scenderà alla manifestazione nazionale a Roma indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, ”

“L’ultimo a rimetterci la vita è stato un addetto trevigiano di Sicuritalia, l’Istituto di Vigilanza Privata che a Padova conta una sessantina di dipendenti, che a inizio settimana è stato colpito da un infarto mentre svolgeva il suo lavoro di notte. Un malore che in tanti hanno ipotizzato potesse essere collegato allo stress causato, anche ed inevitabilmente, dalla professione che svolgeva. Perché essere costretti a macinare quotidianamente centinaia di chilometri e a fare montagne di ore di straordinario per riuscire a portare a casa a fine mese uno stipendio decisamente insufficiente a garantire un’esistenza dignitosa, soprattutto di questi tempi dove tutto è aumentato, può portare anche a questo. È successo a Treviso ma poteva benissimo capitare anche qui in Provincia di Padova, dove sono più di un migliaio le lavoratrici e lavoratori che operano in questo settore e che da quasi 7 anni aspettano il rinnovo del loro CCNL. Tanto, troppo, tempo, e vista la stasi della situazione, lo sciopero è diventato inevitabile”.

Marquidas Moccia, Segretaria Generale della Filcams Cgil Padova e Cristian Vicoletti, il funzionario della categoria che segue le lavoratrici e lavoratori della provincia di Padova impiegati nella Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari, ricordano Antonio De Marco, la guardia giurata di 62 anni di Sicuritalia rimasta vittima di un infarto fatale a Treviso lunedì scorso, “come esempio di quali tragiche conseguenze possono avvenire in una professione dove, oltre all’oggettiva pericolosità, si aggiunge per le lavoratrici e lavoratori del settore, lo stato di sofferenza e di profondo disagio causato dai quasi 7 anni senza un aumento salariale, con dunque stipendi insufficienti, a cui si aggiunge la costante violazione delle norme di legge e dei contratti anche, e soprattutto, in tema di salute e sicurezza. Senza considerare la cronica e ormai insostenibile carenza di tutele adeguate rispetto all’evoluzione di un settore profondamente cambiato negli ultimi anni”.

“In particolare – aggiungono Marquidas Moccia e Cristian Vicoletti – l’ultima rottura del tavolo di contrattazione nazionale è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha reso palese l’atteggiamento dilatorio e inconcludente delle associazioni datoriali del settore, del tutto insensibili alla difficile situazione in cui si trovano più di un centinaio di migliaia di lavoratrici e lavoratori in Italia che si trovano a sostenere gli esorbitanti aumenti di bollette e generi di prima necessità con stipendi ancorati al costo della vita di quasi sette anni fa. Questo li costringe a massacranti turni lavorativi diurni o notturni, 365 giorni all’anno, con tutto quel che ne consegue come ci racconta l’ultimo tragico avvenimento. L’alternativa, come stanno facendo in tante e tanti, è abbandonare il settore per cercare un’occupazione con stipendi più alti e molti meno rischi. Tutto dimostrato dai dati ufficiali di Veneto Lavoro”.

“Per questo motivo – concludono Moccia e Vicoletti – e anche per ricordare Antonio De Marco che, tra i tanti lavoratori che si fermeranno lunedì prossimo, qualche decina di delegate e delegati padovani parteciperanno insieme, ad altre colleghe e colleghi provenienti da tutto il Veneto, alla manifestazione nazionale a Roma che dalle 10 del mattino partirà con un corteo da Piazza della Repubblica e si snoderà per le vie della capitale. Chiunque sia interessato a partecipare ci contatti telefonicamente o scriva una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ".

Filcams Cgil Padova: "Rottura Tavolo per il rinnovo del CCNL della Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari: circa mille gli addetti nel padovano che non vedranno nessun aumento in busta paga"

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sul tema

La Filcams Cgil Padova lancia l’allarme: “Il mancato rinnovo del contratto rischia di essere un colpo micidiale per il settore: a rischio servizi ormai diventati essenziali per le comunità”

“Esiste un problema retribuzioni ed è enorme: la rottura del tavolo voluto dalle associazioni datoriali è solo l’ennesimo tentativo di eluderlo. La pazienza ha un limite!”

“Sono sei anni che almeno un centinaio di migliaia di Guardie Particolari Giurate e di Addetti ai Servizi di Sicurezza non armati che operano nel nostro Paese, attendono il rinnovo del loro Contratto Collettivo Nazionale. Una trattativa lunga e difficile, nel corso della quale sono avvenuti parecchi stop, ma la rottura avvenuta il 18 marzo scorso risulta la più ingiusta e difficile da digerire. Questo perché, negli ultimi periodi, le parti al tavolo avevano già trattato parecchi temi e c’era la fondata speranza di chiudere il contratto a breve. Ma se già nell’attuale situazione contingente fatta di aumenti dei costi per le famiglie e considerata la pericolosità del lavoro in questione, erano molti i vigilanti che abbandonavano la divisa per lasciare il settore in cerca di un’occupazione, in altri ambiti lavorativi con stipendi più dignitosi e con molti meno rischi, ora con questa rottura sarà inevitabile un'ulteriore emorragia di personale che già oggi le aziende stentano a contenere e per cui non trovano lavoratori in sostituzione”. Sono arrabbiati Marquidas Moccia Segretaria Generale della Filcams Cgil Padova e Cristian Vicoletti che segue gli addetti del settore.

“Del resto – proseguono – è perfettamente comprensibile: neanche 1300 euro lordi (esattamente 1278 euro che diventano circa 1100, netti) per 40 ore di lavoro settimanali sono uno stipendio decisamente inadeguato per chi fa un mestiere dove si deve portare una pistola con tutti i rischi che ciò comporta. E per chi lavora disarmato le cose vanno ancora peggio, cioè circa 900 euro lordi (intorno ai 700 euro quando diventano netti), il che significa che per portare a casa uno stipendio “normale”, i lavoratori sono costretti a fare montagne di straordinari con tutto quel che ne consegue sia nel lavoro che nella vita privata nonché per la stessa salute e sicurezza degli addetti.  Come si fa a retribuire così miseramente chi fa un mestiere così pesante? E sono 6 anni che questa situazione non cambia!”

“Ma la responsabilità – sottolineano Moccia e Vicoletti – è tutta delle associazioni datoriali che il 18 marzo scorso, dopo un percorso lungo e faticoso che sembrava sul punto di concludersi, hanno risposto di non avere il mandato delle aziende alla prosecuzione del negoziato a causa della nascita di una nuova associazione datoriale, giusto qualche giorno prima. Una cosa semplicemente vergognosa che non solo dimostra le divisioni all’interno della controparte datoriale ma è anche irrispettosa verso migliaia di lavoratrici e lavoratori”.

Nella nostra provincia, sono oltre un migliaio gli impiegati nel settore, tra GPG (Guardie Particolari Giurate che portano l’arma) e Addetti ai Servizi di Sicurezza non armati. Le realtà più importanti sono la Civis spa (con 250 addetti), la Fidelitas spa (60), Rangers-Battistolli (60), Vedetta 2 MondialPol (60), Sicuritalia (60) e molte altre agenzie locali più piccole che operano nel territorio. Negli ultimi anni oltre ai servizi classici (sorveglianza notturna delle proprietà private, trasporto valori nelle banche, poste e attività commerciali) svolgono sempre di più i cosiddetti piantonamenti fissi, presso strutture pubbliche nel territorio: esempi sono l’Università degli studi di Padova, l’Agenzia delle Entrate e in altri punti sensibili del territorio come il Tribunale e l’Inps.

“La loro visibilità e importanza è dunque aumentata – evidenziano Moccia e Vicoletti – eppure il loro stipendio resta sempre lo stesso.  I lavoratori non ci stanno più e se ne vanno altrove, stanchi di un trattamento del genere e di nessuna considerazione! E questo ce lo confermano i dati di Veneto Lavoro che dicono che nella nostra Regione a gennaio del 2022 a fronte di 1010 assunzioni abbiamo avuto 1242 cessazioni. Questo significa che per chi rimane il lavoro non può che aumentare generando ulteriore disagio”, è l'amara conclusione.

Firmato, dopo ben otto anni dalla scadenza, il rinnovo del CCNL imprese di pulizia servizi integrati. La soddisfazione della Filcams Cgil Padova.

Raggiunta finalmente l'intesa sul rinnovo del CCNL applicato, a livello nazionale, ai circa 600 mila lavoratrici e lavoratori addetti delle imprese di pulizia, servizi integrati/multiservizi. Difficile dire quanti siano i lavoratori coinvolti nella provincia di Padova, ma sicuramente si supera verosimilmente le migliaia se consideriamo che solo nell'azienda Ospedaliera di Padova saranno tra i duecento e i trecento gli addetti coinvolti nel rinnovo.

“Finalmente – interviene Marquidas Moccia Segretaria Generale Filcams Cgil Padova – arriviamo al rinnovo dopo anni di confronti pesanti, di scioperi e manifestazioni delle lavoratrici e dei lavoratori che non hanno mai fatto mancare il loro sostegno. Tutti abbiamo avuto modo di vedere quanto il lavoro degli addetti alle pulizie e ai servizi sia stato pesante e irrinunciabile in questi mesi di pandemia e, alla luce di questo, ulteriori ritardi sarebbero stati ancora più inaccettabili degli 8 anni persi. Parliamo di migliaia e migliaia di addetti al settore che reclamavano aumenti salariali e tutele normative che le parti aziendali volevano ridurre. Sono lavoratori che troppo spesso rischiano di perdere retribuzione, ore di lavoro, diritti a causa dei cambi di appalti frequenti e l'applicazione, sempre più spesso, di contratti pirata. Dobbiamo ribadire la centralità dei contratti nazionali e il dovere di tutte le parti di rinnovarli nei tempi e, in questo senso, 8 anni sono una vergogna. Come sono una vergogna i 9 anni di mancato rinnovo del contratto della Vigilanza e altri settori aperti come le Farmacie. Tutti lavoratori che, non ci stancheremo mai di ricordarlo, si sono rivelati indispensabili durante la pandemia”.

“L’aumento economico – aggiunge Gian Luca Colombo della Segreteria Filcams Cgil Padova – è di 120€ a regime per il 2° livello, con prima tranche di 40€ a luglio 2021 e ultima tranche di 10€ a luglio 2025, per una massa salariale complessiva pari a 3.430€ nel periodo di vigenza contrattuale. Molto importante è l'introduzione di un ampio articolato volto a contrastare le violenze e le molestie sessuali nei luoghi di lavoro, che impegna le parti a definire un Codice di Condotta/Linee Guida sulle misure da adottare. Inoltre, alle lavoratrici inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, è riconosciuto il diritto di astenersi dal lavoro con congedo retribuito per un periodo massimo di 90 giorni lavorativi, recependo e in coerenza con le previsioni normative, prorogabile per ulteriori 90 giorni lavorativi con diritto al pagamento di una indennità pari al 70% della retribuzione corrente”.

“Abbiamo scioperato e protestato tanto in questi anni – chiude Luana, un'addetta alle pulizie presso l'ospedale di Piove di Sacco – con tantissime difficoltà. Le nostre retribuzioni sono già basse e il nostro lavoro pesante, con orari difficili e tanti part time. Per noi il rinnovo del contratto nazionale è un grande momento, siamo molto soddisfatte, soprattutto dopo questi mesi di lavoro in pandemia dove siamo sempre state in prima linea. Il nostro è un lavoro importante e meritiamo il rinnovo dei contratti nei tempi giusti. Ma non è solo una questione economica: per noi, si tratta soprattutto di una questione di rispetto e dignità!”