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Natale e Commercio, Sindacati di Padova contro Federdistribuzione

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sul richiamo di Filcams Cgil Padova, Fisascat Cisl Padova e Rovigo e Uil TuCS di Padova a Federdistribuzione

Filcams Cgil Padova, Fisascat Cisl Padova e Rovigo e Uil TuCS Padova: "Basta forzature sulle aperture festive. Il Natale non è un giorno lavorativo ordinario"

Le segreterie provinciali di Filcams Cgil Padova, Fisascat Cisl Padova e Rovigo e UilTuCS Padova esprimono la propria ferma contrarietà rispetto alla volontà manifestata dalle aziende associate a Federdistribuzione, e appresa da fonti interne, di procedere con l’apertura generalizzata dei punti vendita durante le imminenti festività natalizie.

In una nota unitaria inviata ufficialmente all’associazione datoriale, i sindacati denunciano il ricorso sistematico e unilaterale al lavoro festivo nel settore del Terziario e della Distribuzione Moderna Organizzata (DMO). Una scelta che, di fatto, impedisce a migliaia di lavoratrici e lavoratori di trascorrere le festività serenamente con i propri cari, calpestando il diritto al riposo e alla conciliazione tra vita lavorativa e familiare.

“Non accettiamo che la parola ‘obbligatorietà” – dichiarano le Segreterie Provinciali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil TuCS – risuoni tra le corsie dei negozi e tra gli addetti ai lavori durante le feste. Il lavoro festivo non può e non deve essere considerato ordinario, né può essere imposto per decreto aziendale. La dignità di chi lavora passa anche attraverso il rispetto dei momenti di socialità e degli affetti”.

Le organizzazioni sindacali sollevano inoltre una forte critica verso le modalità con cui tale disponibilità verrebbe spesso ottenuta: segnalano infatti comportamenti da parte del personale dirigente definiti "deontologicamente poco professionali", volti a forzare i collaboratori a una disponibilità al lavoro che di "volontario" ha ben poco.

“Ribadiamo – dicono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil TuCS – che ogni eventuale prestazione durante i giorni festivi deve basarsi esclusivamente nel rispetto della volontarietà effettiva del dipendente, senza alcuna pressione o ritorsione. Non solo: serve anche rispettare i Contratti Collettivi Nazionali (CCNL), con il pagamento delle relative maggiorazioni e la concessione dei riposi compensativi, senza considerare che ci si dovrebbe arrivare al termine di un confronto preventivo con le rappresentanze sindacali di lavoratrici e lavoratori per trovare soluzioni organizzative alternative”.

"Invitiamo le aziende a fare un passo indietro – concludono le tre sigle sindacali – sottolineando che è necessario limitare le prestazioni festive allo stretto necessario e attivare immediatamente tavoli di confronto. La corsa al profitto non può giustificare l'erosione dei diritti fondamentali delle persone."

Le Segreterie Provinciali Filcams Cgil Padova – Fisascat Cisl Padova e Rovigo – Uiltucs Uil Padova

Filcams Cgil Padova: Giorgia Marchioro eletta nuova Segretaria Generale

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  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino di Padova sull'elezione di Giorgia Marchioro come nuova Segretaria Generale della Filcams Cgil Padova

Venerdì 28 novembre l'Assemblea Generale della Filcams CGIL Padova ha eletto all'unanimità Giorgia Marchioro come nuova Segretaria Generale, alla presenza di Michele Carpinetti, Segretario generale Filcams Veneto, e di Aldo Marturano, Segretario generale Cgil Padova.

Giorgia Marchioro succede a Marquidas Moccia, che dopo 8 anni lascia l'incarico per raggiunti limiti temporali.  Padovana, classe 1981, Marchioro inizia il suo percorso sindacale nel 2010 come delegata all'interno dell'azienda Data Medica (che verrà poi accorpata nel network di strutture sanitarie private Synlab). Diviene funzionaria della Filcams provinciale nel 2019, per poi entrare nella segreteria dal 2022, con deleghe ad appalti, studi professionali e commercio settore moda.

"Rinnovare la categoria non significa snaturare la nostra identità, ma renderla più capace di dialogare con il futuro – dichiara la neoeletta Segretaria generale della Filcams di Padova - In un mondo dove il lavoro è ancora purtroppo incerto e senza tutele, il futuro si costruisce così: con una categoria giovane, competente e determinata, radicata nei valori che ci guidano da sempre. Il mio impegno sarà quello di lavorare assieme a tutte e tutti per rendere la Filcams di Padova ancora più forte, più presente, più capace di incidere sulla vita e sul lavoro delle persone, soprattutto donne e giovani".

Farmacie Private: domani, giovedì 6 novembre, sciopero per il rinnovo del contratto. In Veneto, presidio unitario a Venezia in Campo San Maurizio.

Domani, giovedì 6 novembre 2025, farmaciste e farmacisti veneti del settore privato incroceranno le braccia per l’intero turno di lavoro, a sostegno del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, scaduto il 31 agosto 2024.

In Veneto è previsto un presidio unitario a Venezia, giovedì 6 novembre, in Campo San Maurizio (vicino la Prefettura), dalle ore 10.00 alle 13.00.

Lo sciopero segue l’esito negativo della procedura di raffreddamento e conciliazione del 20 ottobre scorso, dopo la rottura del tavolo negoziale con Federfarma, che continua a mostrarsi indisponibile a riconoscere alle lavoratrici e ai lavoratori del settore incrementi retributivi adeguati al costo della vita e soluzioni normative capaci di valorizzare la professionalità e la complessità del lavoro in farmacia.

“Lo sciopero è una scelta necessaria — dichiarano le segreterie regionali Filcams, Fisascat e Uiltucs del Veneto — perché Federfarma ci ha costretti a questa scelta. Dopo mesi di confronto, il contratto è ancora fermo e i farmacisti non possono più attendere. Scioperiamo con senso di responsabilità, per difendere il valore di una professione che è parte viva della sanità pubblica e della comunità.”

Una scelta necessaria per la dignità del lavoro

La sospensione unilaterale delle trattative e l’assenza di proposte adeguate da parte datoriale rappresentano una ferita al dialogo sociale e un atto di irresponsabilità verso un comparto che, negli anni della pandemia, ha garantito continuità, ascolto e sicurezza, confermandosi parte integrante del sistema sanitario territoriale.

L’ultima offerta economica presentata da Federfarma, pari a 180 euro complessivi sul triennio, è inaccettabile di fronte all’inflazione, alla perdita di potere d’acquisto e alla crescente complessità del lavoro in farmacia.

Il ruolo delle farmacie nella sanità di prossimità.

Le farmacie private sono presidi sociali e sanitari essenziali. Durante la pandemia hanno rappresentato un punto di riferimento per milioni di cittadini e, oggi, con la riforma della sanità territoriale e l’attuazione del PNRR, il loro ruolo è ancora più centrale, le farmacie non sono solo esercizi commerciali, ma luoghi di salute e di relazione. Chi vi lavora deve essere riconosciuto come parte integrante del sistema sanitario regionale, con diritti, tutele e retribuzioni adeguate.

Le richieste sindacali

Le tre organizzazioni sindacali ribadiscono la volontà di un confronto costruttivo, avanzando proposte concrete per un rinnovo che garantisca:

  • adeguamenti salariali giusti, in linea con il costo della vita;
  • migliore conciliazione tra tempi di vita e di lavoro;
  • riconoscimento della professionalità, anche in relazione alla farmacia dei servizi;
  • percorsi di formazione continua per valorizzare le competenze del personale.

Il sostegno delle istituzioni

Le organizzazioni sindacali venete chiedono alle istituzioni e agli interlocutori sociali, a partire dalla Regione Veneto, di sostenere la riapertura immediata del tavolo nazionale. Sostenere le lavoratrici e i lavoratori delle farmacie significa sostenere la qualità del servizio pubblico e la fiducia dei cittadini nei servizi di prossimità.

Dichiarazioni unitarie: “Il rinnovo del contratto è un diritto per lavoratrici e lavoratori di questo settore - afferma Alessio Odoni, Segretario Regionale Filcams CGIL Veneto - Chi garantisce un servizio sanitario essenziale deve essere riconosciuto e valorizzato, non lasciato nell’incertezza.”

“Le lavoratrici e i lavoratori delle farmacie hanno tenuto aperto il Paese durante la pandemia, oggi chiedono solo rispetto e dignità - aggiunge Massimo Marchetti, Segretario Generale Aggiunto Uiltucs UIL Veneto - lo sciopero del 6 novembre è un segnale forte ma necessario.”

“Scioperiamo per essere ascoltati, non per fermare il servizio ai cittadini - conclude Patrizia Manca, Segretaria Regionale Fisascat CISL Veneto - Dietro ogni camice bianco ci sono persone, famiglie e valori: la dignità del lavoro in farmacia riguarda tutti.”

 

Per Filcams CGIL Veneto – Alessio Odoni

Per Fisascat CISL Veneto – Patrizia Manca

Per Uiltucs UIL Veneto – Massimo Marchet

Chiude il negozio H&M alle Brentelle di Padova, Filcams Cgil Padova: “Forte preoccupazione per il futuro di lavoratrici e lavoratori”

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla chiusura del punto vendita H&M al Centro Commerciale Le Brentelle

A partire dal prossimo 9 novembre, il punto vendita H&M all’interno del centro commerciale Le Brentelle di Rubano chiuderà definitivamente i battenti. Una decisione che desta forte preoccupazione, soprattutto per le ricadute occupazionali che coinvolgeranno una ventina di lavoratrici e lavoratori, insieme alle loro famiglie.  “Purtroppo – dice Giorgia Marchioro, Segretaria Provinciale della Filcams Cgil Padova –, anche se era nell’aria, la notizia ci è stata confermata direttamente dal Responsabile delle Risorse Umane dell’azienda”.

La Filcams CGIL di Padova esprime seria preoccupazione per la tenuta occupazionale e chiede con forza la ricollocazione del personale in altri punti vendita del marchio, auspicando soluzioni che garantiscano continuità lavorativa e stabilità.

“Siamo in un periodo in cui le chiusure di negozi H&M si stanno susseguendo in diverse città – denuncia Giorgia Marchioro   – e assistiamo a un progressivo peggioramento sia qualitativo che quantitativo delle condizioni di lavoro all’interno dell’azienda. Chiediamo di limitare l’uso del lavoro a chiamata e puntare su un’occupazione stabile, rispettosa della dignità e delle competenze dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolte. Proprio questi saranno i temi che affronteremo in un’assemblea sindacale che faremo nei prossimi giorni con le lavoratrici e i lavoratori dell’altro punto vendita in zona, quello presente all’Ipercity di Albignasego”.

“Come Filcams Cgil di Padova – aggiunge la rappresentante sindacale – non possiamo che sottolineare l’importanza del negozio fisico non solo per la tenuta occupazionale, ma anche per il ruolo sociale e territoriale che esercita, rispetto a un modello di vendita online che spesso scarica i costi su chi lavora. E qui a Padova, siamo alla seconda chiusura di un punto vendita di H&M dopo quella avvenuta un po’ più di 4 anni fa del negozio sul Liston. Non è un bel segnale per il territorio”.

“La Filcams Cgil di Padova – conclude Giorgia Marchioro – continuerà a monitorare la situazione e a sostenere le lavoratrici e i lavoratori in questa fase delicata, chiedendo all’azienda risposte concrete e responsabili”. 

Sciopero Lidl Italia: a Padova alta adesione alla protesta. Sindacati determinati a proseguire la lotta per un equo Contratto Integrativo

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sullo sciopero e presidio (a Padova) dei dipendenti di Lidl Italia
  • video link: Visita il sito

Le lavoratrici e i lavoratori di Lidl Italia, supportati da Filcams Cgil Padova, Fisascat Cisl Padova e Rovigo e Uil TuCS Padova, hanno incrociato le braccia anche oggi, venerdì 18 luglio 2025, in una mobilitazione che conferma la loro determinazione a ottenere un contratto integrativo che rispetti la loro dignità e professionalità. Lo sciopero odierno, indetto per la riapertura di un confronto serio con l'azienda, ha registrato a Padova un'ottima adesione, in linea con quanto avvenuto a livello nazionale e bissando il successo della mobilitazione di fine maggio.

“Nonostante gli enormi profitti raggiunti negli ultimi anni – dicono Cristian Vicoletti, di Filcams Cgil Padova, Giuseppe Tripi di Fisascat Cisl Padova e Rovigo e Francesco Monaco di Uil TuCS Padova – Lidl Italia ha mostrato una chiusura inaccettabile al dialogo, proponendo ai propri dipendenti solo un'elemosina sotto forma di buoni spesa da utilizzare all'interno dei propri punti vendita. Una proposta giudicata irrispettosa e irricevibile dai sindacati e dai lavoratori, che chiedono un riconoscimento concreto del loro impegno e della loro professionalità”.

“L'adesione massiccia allo sciopero anche in questa occasione – proseguono i sindacati confederali – dimostra chiaramente il malcontento e la frustrazione delle lavoratrici e dei lavoratori di Lidl anche della nostra provincia, tanto che diversi punti vendita non hanno nemmeno aperto i battenti, come a San Martino di Lupari e Vigonza. Altri, come il negozio di via Sorio a Padova, hanno potuto operare solo grazie all'intervento dei dirigenti che hanno sostituito il personale scioperante, o hanno aperto per mezza giornata. Questo è un segnale forte e inequivocabile inviato all'azienda”.

“La mobilitazione odierna – concludono Vicoletti, Tripi e Monaco – evidenzia la profonda insoddisfazione per l'atteggiamento di Lidl Italia, che continua a ignorare le legittime richieste dei propri dipendenti che, invece, spingono per un confronto costruttivo e finalizzato alla sottoscrizione di un contratto integrativo che garantisca condizioni di lavoro e retributive adeguate. Non dovesse succedere, la lotta proseguirà e si intensificherà finché Lidl non verrà incontro alle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori. L’auspicio è che ciò possa accadere prima che l’azienda si renda conto che la mobilitazione le costerà di più rispetto ad accontentare le legittime istanze di chi ogni giorno contribuisce al suo successo”.

Il servizio di 7Gold Telepadova sullo sciopero e presidio dei dipendenti di Lidl Italia a Padova

Rinnovo CCNL Farmacie private: grande partecipazione al presidio a Padova davanti alla sede di Federfarma

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sul presidio dei farmacisti a Padova e quello del Corriere Veneto sull'analoga protesta a Vicenza
  • video link: Visita il sito

Spiegano da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs: «Da mesi rivendichiamo aumenti dignitosi ancorati a indicatori certi e denunciamo salari inadeguati, carichi crescenti e zero conciliazione, condizioni che mortificano l’impegno quotidiano di chi garantisce cure, prevenzione e prossimità»

Quasi un centinaio, le farmaciste e farmacisti di Padova e provincia che, sfidando il gran caldo e sacrificando la loro pausa pranzo, si sono ritrovati, nel primissimo pomeriggio di ieri,  davanti alla sede di Federfarma di Padova, in corso Milano, per chiedere il rinnovo del Ccnl farmacie private. Un presidio analogo ad altre manifestazioni che si stanno svolgendo in questi giorni in tutta Italia, organizzato per l'occasione da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil anche nella città del Santo.

La protesta, che interessa 253 farmacie private nella provincia di Padova e 1.377 in tutto il Veneto, è stata decisa al termine del coordinamento sindacale unitario dei delegati tenutosi lo scorso 19 maggio con la partecipazione delle strutture territoriali e regionali. Spiegano da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs: «A determinare la rottura del confronto è stata la posizione rigida ed intransigente di Federfarma, che ha confermato l’offerta di soli 120 euro di incremento salariale complessivo per i prossimi tre anni di vigenza contrattuale, una proposta inadeguata: da mesi rivendichiamo aumenti dignitosi ancorati a indicatori certi, come l’inflazione e la perdita del potere d’acquisto. Denunciamo salari inadeguati, carichi crescenti e zero conciliazione, condizioni che mortificano l’impegno quotidiano di chi garantisce cure, prevenzione e prossimità».

«Abbiamo lavorato molto con le farmaciste e i farmacisti - ha spiegato Marquidas Moccia, Segretaria Generale della Filcams Cgil Padova - alla piattaforma per il rinnovo di questo contratto, che riteniamo centrale. Oggi la loro presenza qui è la dimostrazione del fatto che le farmaciste e i farmacisti di Padova non accettano proposte che calpestano la loro dignità. È una mobilitazione a livello nazionale, perché tutte le discussioni che abbiamo fatto al tavolo si sono arenate nel momento in cui abbiamo esplicitato la richiesta di aumento salariale, il riconoscimento che Federfarma avrebbe dovuto dare della professionalità, dell’impegno e del sacrificio che chiede quotidianamente a tutti coloro che lavorano nelle farmacie. Abbiamo chiesto un aumento di 360 euro e la loro risposta, da cui non intendono muoversi, è di 120 euro per tutta la vigenza contrattuale, quindi per i tre anni. Una mancanza di rispetto enorme nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori. Abbiamo scelto questo punto della città, perché abbiamo chiesto di essere ricevuti da Federfarma Padova, non certo per continuare una trattativa a livello territoriale, ma per far ascoltare dalla viva voce delle lavoratrici e dei lavoratori quali sono le condizioni di lavoro, la loro difficoltà e le loro aspettative. Purtroppo non ci hanno ricevuto».

«La cifra che Federfarma propone per noi è irricevibile - ha aggiunto Fabio Paternicò della Uil TuCS di Padova -  alla luce del fatto che stiamo parlando di lavoratori che hanno studiato una vita. Al tavolo delle trattative, che si è chiuso a giugno, Federfarma è stata categorica. Se facciamo un paragone con gli altri contratti firmati da Cgil, Cisl e Uil, i 120 euro che loro propongono è un aumento veramente miserabile. La stragrande maggioranza ha conseguito una laurea in farmacia, gli stessi lavoratori devono fare dei corsi di aggiornamento, con una media di 150 ore in un triennio. Corsi che il più delle volte sono a carico loro. Quindi la cifra che avevamo chiesto sarebbe andata a compensare anche tutto quello che prevede il lavoro del farmacista e non solo l’adeguamento all’inflazione e la perdita del potere d’acquisto. Il farmacista ogni anno deve pagarsi l’iscrizione all’albo, deve sostenere dei corsi relativi ai crediti formativi, i corsi Ecm e deve stipulare una polizza assicurativa obbligatoria per gli eventuali danni causati. Questi professionisti chiedono quindi un aumento dignitoso e adeguato, tempo e supporto per aggiornarsi costantemente e per crescere professionalmente».

«In tutta Italia stiamo facendo delle mobilitazioni a livello territoriale - ha concluso Silvia Cocco della Fisascat Cisl di Padova e Rovigo - unitariamente con Cgil, Cisl e Uil. Stiamo promuovendo sit-in e presidi sia davanti a Federfarma di ogni provincia che davanti alle sedi delle prefetture. Federfarma in alcuni casi, come qui, non ci ha dato risposta e non accetta il confronto. A livello nazionale i nostri segretari generali stanno cerando di trovare un punto di incontro. Ricordiamo che gli aumenti salariali dei dipendenti delle farmacie sono fermi al novembre 2021. Le farmaciste e i farmacisti vogliono un aumento dignitoso per la loro professionalità e per la loro disponibilità verso i nostri cittadini. La proposta di aumento fatta da Federfarma è totalmente inadeguata per lavoratori che tutti i giorni si impegnano per la salute dei cittadini. Sono professionisti che devono essere orgogliosi di quello che stanno facendo. Soprattutto durante il periodo del Covid hanno dato delle risposte alle città, perché hanno lavorato tantissimo quando tutto era chiuso e da allora le farmacie sono diventate un presidio sanitario di prossimità, perché a volte il dottore non può esserci, ma le farmaciste e i farmacisti ci sono sempre stati».

 

Il servizio di 7Gold Telepadova sul presidio delle farmaciste e farmacisti di ieri davanti alla sede di Federfarma a Padova




 




La denuncia della Filcams Cgil Padova: licenziato perché si era lamentato degli eccessivi carichi di lavoro. Il caso alla Engaldini Srl di Rubano

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sul licenziamento in tronco, con richiesta danni, avvenuto alla Engaldini srl di Rubano

Filcams Cgil Padova: “Dal nostro punto di vista, un abuso di potere permesso dalla normativa attuale: ecco perché i referendum dell'8 e 9 giugno sono fondamentali per evitare altri casi simili”

 

La Filcams Cgil di Padova denuncia l'inaccettabile licenziamento in tronco di un lavoratore con mansioni di magazziniere presso la Engaldini Srl, azienda con sede a Rubano che opera nel settore del Commercio all'ingrosso di articoli tecnici per l'industria. Un caso emblematico che solleva gravi interrogativi sulle condizioni di lavoro e sulla tutela dei diritti in un contesto aziendale che pare ignorare le normative vigenti e le esigenze dei propri dipendenti.

“Verso la fine di marzo di quest'anno – racconta Luca Rainato, il funzionario della Filcams Cgil di Padova che fin dall'inizio ha seguito la vicenda – entriamo in contatto con questo lavoratore che in precedenza, a fine gennaio e metà febbraio, aveva già ricevuto due contestazioni disciplinari per presunti errori nello svolgimento delle sue mansioni di magazziniere. Già allora, il lavoratore aveva segnalato alla direzione aziendale ritmi e carichi di lavoro eccessivi, in particolare il mancato rispetto della normativa sull'alzata di pesi, fattore determinante per la sua salute e sicurezza”.

"A fine aprile - prosegue il funzionario della Filcams Cgil - gli arriva una nuova contestazione disciplinare dovuta ad un errore che il dipendente avrebbe commesso durante il suo lavoro. A quel punto chiediamo all'azienda di assistere il lavoratore nel successivo incontro, durante il quale egli spiega che all'origine dell'errore commesso, un fatto spiacevole ma che può accadere, vi è una situazione di stress sembra dovuta agli eccessivi carichi di lavoro ma anche ad una mancanza di 'organizzazione aziendale' che lo mette in difficoltà. Ci erato un incontro chiarificatore se non che, come un fulmine a ciel sereno, qualche giorno dopo al lavoratore arriva la notifica del licenziamento in tronco, accompagnato addirittura da una richiesta di risarcimento e dall'accusa di violazione dolosa dei doveri a lui affidati”.

"È evidente - attacca il sindacalista - che ci troviamo di fronte ad un abuso di potere che non possiamo tollerare. A nostro parere, siamo di fronte ad un licenziamento adottato come atto ritorsivo nei confronti di un lavoratore colpevole di aver espresso una legittima lamentela per le condizioni in cui era costretto a lavorare. Una sanzione pesantissima contro cui il lavoratore, con il nostro pieno supporto, ricorrerà legalmente in Tribunale. Ma non si tratta di un caso isolato e questo dimostra ancora una volta l'urgenza di una revisione normativa che tutela maggiormente i lavoratori da licenziamenti ingiustificati”.

"Perché quel che è successo alla Engaldini Srl di Rubano - conclude Luca Rainato - è un esempio lampante della necessità di intervenire sulla legislazione in materia di licenziamenti. Per questo motivo, invitiamo tutte e tutti a partecipare al referendum dell'8 e 9 giugno. Due dei quesiti referendari, infatti, riguardano proprio la reintroduzione della piena tutela in caso di licenziamento senza giusta causa e, per le aziende con meno di 16 dipendenti (come la Engaldini Srl), la cancellazione del limite massimo di 6tà di indennizzo in caso di licenziamenti ingiustificati. Se al referendum vincesse il sì, compiremmo un passo fondamentale per il ripristino dell'equilibrio e della giustizia nel mondo del lavoro È tempo di dire basta ai licenziamenti facili e di garantire dignità e sicurezza a ogni lavoratore”.

Lidl, anche a Padova grande adesione allo sciopero. La soddisfazione della Filcams Cgil Padova

Straordinaria adesione alla giornata di sciopero per il contratto integrativo il contratto integrativo aziendale di Lidl Italia. La multinazionale tedesca dei discount, presente in Italia con oltre 700 punti vendita e più di 23mila dipendenti, non ha accolto le richieste avanzate da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs al tavolo di trattativa su due punti in particolare: aumentare il salario e migliorare l'organizzazione del lavoro.

La mobilitazione, organizzata con presidi e manifestazioni davanti i punti vendita e i centri logistici su tutto il territorio nazionale, ha registrato un’adesione superiore all’80%, con punte del 100% in decine di punti vendita, chiusi, mentre la maggior parte ha aperto solo per la presenza del solo direttore o pochi responsabili.  In molti casi hanno aderito alla mobilitazione anche i contratti a chiamata e i tempi determinati, i più ricattabili, segnale questo che conferma l'esasperazione e il malcontento nei luoghi di lavoro.
Arrivato anche il sostegno dei sindacati internazionali Uni Global Union, Uni Commerce e Uni Europa e di molti sindacati di altri stati Europei; Lidl, infatti, è nota anche fuori dall'Italia per il modello organizzativo, caratterizzato prevalentemente da contratti part time e da carichi di lavoro eccessivi.

Anche nella nostra provincia lo sciopero è andato molto bene e numerose sono state le presenze al rumoroso presidio organizzato nel punto vendita di via Cardinal Callegari, in Arcella (zona Plebiscito). "Siamo molto soddisfatti - dice Cristian Vicoletti, della Filcams Cgil Padova - le adesioni allo sciopero sono state in linea con quanto avvenuto a livello nazionale, cioè intorno all'80%. Anche da noi, alcuni punti vendita non sono riusciti ad aprire per mancanza di personale, come quello in città in via Sorio, o quello a Vigonza, a San Martino di Lupari e Piove di Sacco. Le lavoratrici e i lavoratori hanno giudicato irricevibile e lesiva della propria dignità la proposta di Lidl Italia di cavarsela con un buono spesa di 200 euro da utilizzare nei punti vendita, a maggior ragione quando sentono di aver dato un contributo determinante ai fatturati milionari registrati dalla multinazionale tedesca. Noi vogliamo un vero e proprio premio di produzione, non una regalia una tantum data tanto per accontentarci. E la protesta continuerà finché Lidl Italia non avrà cambiato atteggiamento e fatto concessioni concrete".

Il servizio di Telepadova7 Gold sullo sciopero al Lidl Italia con le voci provenienti dal presidio davanti al Punto Vendita di Via Cardinal Callegari, in Arcella