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Agrex: domani si decide il futuro dei lavoratori

Le cose iniziamo a smuoversi per i lavoratori e le lavoratrici della Agrex, senza stipendio da novembre.  Domani è stata fissata la firma per la retrocessione dalla Agrex srl: i 45 lavoratori torneranno in capo alla Mo.Pe.Ri spa. 

La Mo.Pe.Ri spa in fallimento richiederà la cassa integrazione per i lavoratori e le lavoratrici e valuterà le possibili offerte per il futuro dell’azienda. 

Intanto la Fiom ha chiesto l’intervento del Prefetto affinché il percorso non abbia ulteriori intoppi. 

Nel frattempo, è giunta notizia che l’udienza per il fallimento della Agrex srl, nelle persone di Zaramella, Kruglyk e Sindoca, è stata fissata per il 6 marzo.

Loris Scarpa, segretario della Fiom di Padova, conferma che la lotta che è stata portata avanti in questi mesi sta dando i primi risultati: “Ora ci impegneremo per trovare delle soluzioni economiche per i lavoratori stremati da questi mesi senza compenso per la ripartenza dell’azienda. Ancora una volta confermiamo che i lavoratori si tutelano salvaguardando i loro posti di lavoro e non gli interessi di sedicenti imprenditori.”

Fiom Padova

31.1.2020

Agrex: è necessario procedere per ottenere la cassa integrazione

Nell’ultima settimana c’è stata un’accelerazione nella situazione dei lavoratori e delle lavoratrici della Agrex srl, che però continua a essere legata ad un comportamento inspiegabilmente lesivo nei confronti dei lavoratori e degli interessi dell’attività industriale da parte dei proprietari.

 Giovedì scorso la Fiom e i lavoratori hanno depositato l’ingiunzione di fallimento della Agrex srl al tribunale di Padova.

Venerdì il tribunale ha accolto i decreti ingiuntivi richiesti dai lavoratori per le retribuzioni.

Sabato mattina la Mo.Pe.Ri spa ha intimato alla Agrex srl la restituzione dell’azienda (beni e lavoratori) attraverso la retrocessione del contratto d’affitto.

Ieri il curatore fallimentare della Mo.Pe.Ri spa i ha posto sotto sequestro alcuni beni della stessa Mo.Pe.Ri spa e ad uso della Agrex srl, inoltre sono state chiuse le utenze dell’azienda. 

In questo momento si teme che la Agrex srl faccia ostruzionismo per la restituzione dell’azienda, sia locali che attività.

Se la Agrex srl non restituisce l’azienda alla Mo.Pe.Ri spa viene meno la possibilità di richiedere in tempi utili la cassa integrazione per i lavoratori.

“Tutte le azioni e le lotte dei lavoratori stanno portando i giusti risultati, stiamo arrivando a poter avere una vera prospettiva per il futuro dell’azienda. Continueremo a lottare fino alla fine senza lasciare nulla di intentato” ha commentato Loris Scarpa, segretario provinciale della Fiom Padova. 

Fiom Cgil Padova

28.01.2020

Agrex: sottratto materiale nella notte

Questa mattina i lavoratori della Agrex, durante il solito giro di controllo, si sono accorti che mancavano alcuni semilavorati e prodotti finiti. 

Visionando le riprese effettuate dalle telecamere a circuito chiuso presenti in azienda, i lavoratori hanno potuto scoprire che ieri sera, sicuramente dopo le 19, uno dei soci della Agrex insieme ad un cliente russo, ad un suo collaboratore e all’area manager che segue il mercato russo si sono introdotti in azienda e hanno prelevato il materiale presente in loco.

Questo furto perpetuato nottetempo e in assoluta violazione delle norme è stato prontamente segnalato alle autorità e al curatore fallimentare dagli stessi lavoratori, fortemente preoccupati per l’evolversi della situazione.

“È assolutamente inaccettabile che si sia verificato un episodio del genere. Auspichiamo l’intervento delle autorità e delle forze dell’ordine per ripristinare un minimo di legalità in una vertenza nella quale il rispetto per i lavoratori e per la legge sta venendo quotidianamente calpestato proprio da coloro i quali hanno portato l’azienda sull’orlo del baratro.” Dichiara la RSU della Agrex congiuntamente al segretario della Fiom di Padova Loris Scarpa.

 

Fiom Cgil Padova

23.01.2020

Agrex: oggi è arrivata una promessa di pagamento e un nuovo incontro in Regione è stato fissato per mercoledì 15 gennaio 2020

Oggi tutti e 40 i dipendenti della Agrex di Villafranca Padovana erano presenti in presidio a Venezia, dove si è tenuto, presso l’unità di crisi della Direzione Lavoro della Regione Veneto, un tavolo di confronto richiesto dalla Fiom Cgil di Padova per poter finalmente chiarire la situazione generale in cui versa l’azienda.

L’incontro è durato un’ora e mezza durante il quale la proprietà, rappresentata da Fernando Zaramella, ha assicurato alla RSU, alla Fiom Cgil e ai tecnici della Regione che la prima mensilità mancante, quella di novembre, sarà saldata entro la giornata di oggi. In ogni caso è stato fissato per mercoledì 15 gennaio, sempre a Venezia, un nuovo incontro presso l’unità di crisi della Direzione Lavoro della Regione per parlare del futuro dell’azienda, incontro in cui sarà anche verificato l’effettivo pagamento degli stipendi di novembre 2019.

All’oggi i lavoratori e le lavoratrici sono ancora in attesa dello stipendio di novembre e della tredicesima, per i quali è già stato richiesto l’intervento del Tribunale, mentre la scadenza per l’accredito dei compensi per dicembre scadrà proprio mercoledì 15.

Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova esprime la propria perplessità sull’operazione proposta oggi: “Sono abbastanza scettico che la promessa di pagamento verrà rispettata. La soluzione di questa vertenza non può che passare attraverso un cambio radicale di comportamento e di azioni industriali da parte della proprietà.”

 

Fiom Cgil Padova

13.01.2020

Maus, accordo raggiunto

L’incontro di mercoledì 8 gennaio 2020 ha visto intorno ad un tavolo assieme ai tecnici dell’Unità di Crisi della Direzione Lavoro della Regione Veneto, Fiom e Fim, Rsu e l’amministratore delegato della Maus, durato oltre 4 ore, ha portato alla stipula di un accordo che ha fissato a 9, da 14 che erano, gli esuberi volontari che non riguarderanno la produzione e che saranno sostenuti da un adeguato incentivo all’uscita.

Un gruppo di lavoratori è stato presente fuori dal palazzo per tutta la durata dell’incontro.

Lunedì 13 gennaio RSU, sigle sindacali e proprietà continueranno il confronto sulle prospettive aziendali e sulla possibile applicazione di una contrattazione di secondo livello, in linea con l’accordo stilato a luglio, disatteso ad ottobre e rispettato solo a salti negli ultimi mesi.

Verrà quindi richiesto il ripristino dei trattamenti aggiuntivi su trasferte, ore viaggio e straordinari, trattamenti aggiuntivi rispetto al CCNL che furono stabiliti tra le parti a luglio 2019 dopo la disdetta che comunque nel frattempo aveva mantenuto i trattamenti previsti dagli accordi disdettati a fine 2017 e confermati dall'accordo di luglio 2019.

Se il confronto avrà un esito positivo si deciderà di sospendere lo stato di agitazione.

Anna Zanoni della segreteria Fiom Cgil di Padova ha dichiarato: “Per noi è importante il raggiungimento di questo accordo che ha come unico criterio la volontarietà e che evidenzia l’importanza della lotta dei lavoratori che hanno combattuto strenuamente per arrivare a scardinare le posizioni rigide e indisponibili della proprietà e dell’amministratore delegato. È questo un passo fondamentale per portare chiarezza e condizioni di lavoro più accettabili e più serene per tutti i dipendenti.”

Agrex: incontro in Regione fissato per il 13 gennaio 2020

È stata tempestiva la risposta dei tecnici dell’unità di crisi della Direzione Lavoro della Regione Veneto alla richiesta di incontro inviata dalla Fiom Cgil di Padova: il tavolo di confronto è stato fissato di Venezia lunedì 13 gennaio 2020 alle ore 10, presso gli uffici di Venezia, per poter finalmente chiarire la situazione generale in cui versa l’azienda di Villafranca Padovana. I lavoratori e le lavoratrici della Agrex saranno presenti con un presidio sotto il palazzo della Regione per tutta la durata dell’incontro. 

All’oggi i lavoratori e le lavoratrici sono ancora in attesa dello stipendio di novembre e della tredicesima, per i quali è già stato richiesto l’intervento del Tribunale, mentre la scadenza per l’accredito dei compensi per dicembre scadrà la prossima settimana e le prospettive non sono buone anche perché la proprietà non risponde in alcun modo alle sollecitazioni e alle domande di RSU e dei rappresentanti della Fiom Cgil di Padova.  Durante il periodo natalizio e anche in questi giorni, lavoratori e le lavoratrici hanno organizzato delle ronde per presidiare il sito e assicurarsi che l’azienda fosse al sicuro. La chiusura per ferie terminerà lunedì e i dipendenti e le dipendenti dovrebbero ricominciare le attività lavorative, anche se manca totalmente il materiale di base per riprendere la produzione.

Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova, in merito a questa spinosa vertenza dichiara: “La situazione non è delle migliori, aspettiamo con interesse e con preoccupazione l’incontro da noi richiesto perché sono troppe le incognite che circondano questa azienda e vorremmo che venga fatta chiarezza sui comportamenti poco trasparenti della proprietà. Siamo in attesa di capirne di più e ringraziamo i tecnici della Regione per la loro disponibilità e solerzia.”

 

08.01.2020

Fiom Padova

MAUS: ACCORDO RAGGIUNTO

L’incontro di oggi che ha visto intorno ad un tavolo assieme ai tecnici dell’Unità di Crisi della Direzione Lavoro della Regione Veneto, Fiom e Fim, Rsu e l’amministratore delegato della Maus è durato oltre 4 ore. Alla fine della difficile mattinata si è giunti ad un accordo che ha fissato a 9, da 14 che erano, gli esuberi volontari che non riguarderanno la produzione e che saranno sostenuti da un adeguato incentivo all’uscita.

Un gruppo di lavoratori è stato presente fuori dal palazzo per tutta la durata dell’incontro.

Domani mattina proseguirà comunque il confronto fra RSU, sigle sindacali e proprietà sulle prospettive aziendali e sulla possibile applicazione di una contrattazione di secondo livello, in linea con l’accordo stilato a luglio e che è stato disatteso ad ottobre e rispettato solo a salti negli ultimi mesi. 

Verrà quindi richiesto il ripristino dei trattamenti aggiuntivi su trasferte, ore viaggio e straordinari, trattamenti aggiuntivi rispetto al CCNL che furono stabiliti tra le parti a luglio 2019 dopo la disdetta che comunque nel frattempo aveva mantenuto i trattamenti previsti dagli accordi disdettati a fine 2017 e confermati dall'accordo di luglio 2019.

Domani mattina si terrà un’assemblea fra lavoratori e lavoratrici, Rsu e i funzionari della Fiom e della Fim per discutere della situazione complessiva e, al cui termine, un esito positivo favorirà la sospensione dello stato di agitazione.

Anna Zanoni della segreteria Fiom Cgil di Padova ha dichiarato: “Per noi è importante il raggiungimento di questo accordo che evidenzia l’importanza della lotta dei lavoratori che hanno combattuto strenuamente per arrivare a scardinare le posizioni rigide e indisponibili della proprietà e dell’amministratore delegato. È questo un passo fondamentale per portare chiarezza e condizioni di lavoro più accettabili e più serene per tutti i dipendenti.”

 

8.01.2020

Fiom Cgil Padova 

ANALISI DELLE IMPRESE PADOVANE DAL 2010 AL 2018 E APPROFONDIMENTO SUL QUADRIENNIO 2015-2018

Quest’analisi è il frutto di una ricerca svolta dal Fondazione Claudio Sabattini in collaborazione con la Fiom-Cgil del Veneto. I dati raccolti hanno interessato tutte le province venete per poter avere sia il dato regionale che quello territoriale dell’andamento dei salari e degli utili.

Obbiettivo della ricerca, infatti, è stato quello di analizzare l'andamento dei salari e degli utili nelle imprese metalmeccaniche del Veneto con numero di dipendenti pari o superiore a 50 ed è stato realizzato uno studio dei bilanci aziendali di imprese “attive" aventi tutte le forme giuridiche possibili; a livello provinciale, invece, sono state analizzate tutte le imprese con un numero di dipendenti pari o superiore a 15.

L'andamento delle principali variabili è stato analizzato dal punto di vista del loro andamento nel tempo e del loro rapporto con il valore aggiunto. Per effettuare questa analisi sono stati analizzati i bilanci aziendali di tutte le imprese metalmeccaniche dal 2009 al 2018. Il 2009, tuttavia, è stato escluso in quanto i dati risultavano pesantemente condizionati dall'impatto della crisi.

L’analisi generale è riferita, quindi, all'arco temporale 2010/2018, e, in seguito, ci si è concentrati sull’arco temporale 2015/2018; quest'ultimo costituisce il periodo in cui è stato possibile osservare i cambiamenti che si sono registrati a cavallo del contratto nazionale del 2016, in quanto comprensivo dell’anno precedente e dei tre anni successivi. Era necessario capire se le imprese padovane avessero generato ricchezza in questi 4 anni e dove questa ricchezza fosse andata. 

Dal 2010 al 2018 il campione include 601 imprese del padovano, mentre nel periodo 2015/2018 le imprese sono 552. I settori riguardano: le attività metallurgiche, la fabbricazione di prodotti in metalli (esclusi macchinari e attrezzature), la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, la fabbricazione di apparecchiature elettriche, la fabbricazione di macchinari e apparecchiature nca, la fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi, la fabbricazione di altri mezzi di trasporto, la riparazione e installazione di macchine e apparecchiature.

Le variabili considerate sono state: il totale valore della produzione, il valore aggiunto (calcolato sulla  differenza fra il valore della produzione e i costi intermedi), il totale dei costi del personale, i salari e gli stipendi, gli ammortamenti materiali e immateriali, il totale dei proventi e gli oneri finanziari, totale svalutazioni, il totale proventi/oneri straordinari, il risultato prima delle imposte,  il totale delle imposte sul reddito correnti, differite e anticipate, l’utile/perdita di esercizio.

Dall’analisi è stato evidenziato in maniera palese che le imprese padovane sono state e sono in grado di generare ricchezza, cioè valore aggiunto. Questo, infatti, è cresciuto nel periodo 2010-2018 del 57,3%. Nello stesso periodo gli utili sono cresciuti del 201%, mentre i salari sono cresciuti solo del 53%.

La seconda analisi si focalizza sul periodo 2015/18, quindi gli ultimi 4 anni, ovvero i 3 anni di vigenza dell’ultimo CCNL di categoria stipulato e l’anno immediatamente precedente. In questo modo si approfondiscono maggiormente le eventuali modificazioni, nei trend delle variabili osservate, determinate dal CCNL.  In questi 4 anni, mentre la crescita degli utili è stata di oltre il 60%, quella dei salari è stata solo del 10% e quindi, di conseguenza, è cambiata l’incidenza sia degli utili che dei salari del valore aggiunto cioè sulla ricchezza generata dalle aziende.

Come conseguenza degli andamenti sopra descritti, infatti, sono cambiate anche le quote delle variabili sul valore aggiunto. Mentre l’incidenza dei salari sul valore aggiunto è passata dal 45,4% al 44,6% (con la perdita di circa 1 punto percentuale), quella degli utili è aumentata dal 14,3% al 20,5% (con un aumento di oltre 6 punti percentuali). Addirittura, poi è calata l’incidenza della tassazione, così come quella degli ammortamenti immateriali e materiali.

In sintesi, indicizzando i dati, è possibile visualizzare l’andamento generale: si nota che gli utili sono quelli che crescono più di qualsiasi altra variabile, evidenziando in questo modo quanto ci sia stata una redistribuzione impari della ricchezza prodotta. Si può notare quindi quanto questa ricchezza non sia stata neppure utilizzata per investimenti, ma sia stata prevalentemente assorbita dagli utili.

Matteo Gaddi, ricercatore della Fondazione Sabattini, che ha realizzato questo report commenta: “Dall’analisi dei dati regionali abbiamo potuto vedere quanto in Veneto le aziende in questi anni abbiano aumentato la loro produttività e siano in grado di produrre valore aggiunto e, all’interno di questo valore aggiunto, gli utili sono nettamente al di sopra della media del Veneto. Infatti, mentre in Veneto gli utili salgono del 100%, nella provincia di Padova questi raggiungono il 201% nel 2010/2018, mentre i salari crescono del 52%, in rapporto 1 a 4. Focalizzandosi sull’ultimo periodo 2015/2018 gli utili salgono oltre il 60% mentre gli stipendi del 10%, raggiungendo un rapporto di 1 a 6.  Abbiamo potuto osservare quanto in questi 8 anni gli investimenti siano calati di 1,74 punti percentuali sul valore aggiunto, dato che evidenzia quanto non ci sia stata incremento della ricerca e non si sia investito nel campo della sicurezza, dell’innovazione, nella modernizzazione degli impianti industriali e nel risanamento degli ambienti di lavoro.

In conclusione possiamo dire che a fronte di un valore aggiunto che è andato in crescendo, aumentando anno per anno, la parte maggiore di questo è stata assorbita dagli utili delle imprese a svantaggio di salari e investimenti.”

“Non possiamo più accettare un sistema che accumula utili a discapito degli investimenti, dei salari e della compatibilità ambientale. Il Contratto nazionale dei metalmeccanici è il solo strumento che può permettere una maggiore redistribuzione della ricchezza e che unito ad una nuova legislazione del lavoro, ad una riforma fiscale più equa e ad una seria lotta all'evasione può fermare il depauperamento di interi territori” dichiara il segretario generale della Fiom di Padova Loris Scarpa, che continua “Abbiamo chiesto un focus specifico sui dati tra il 2015 e il 2018 perché proprio nel 2016 è stato introdotto il nuovo contratto nazionale di categoria, che secondo gli industriali avrebbe dovuto garantire una redistribuzione della ricchezza laddove veniva prodotta. Ma questi dati, purtroppo, ci dicono l’esatto contrario: di fatto dove la ricchezza è stata prodotta abbiamo assistito ad un’impennata degli utili di oltre il 60% a fronte di una crescita degli stipendi del 10% e gli investimenti non sono certo cresciuti, anzi. Ci è stato chiesto di puntare sulla contrattazione decentrata” spiega Scarpa “solo che non tutte le aziende hanno introdotto contratti di secondo livello. Ci è stato chiesto di avere fiducia nei nostri interlocutori, ma in molte aziende il Contratto nazionale è stato disatteso. Inoltre la mancanza di investimenti ha gravato sulle condizioni di sicurezza, sulla salute dei luoghi di lavoro e sui tassi di inquinamento. Nel frattempo si è giocato a mettere i lavoratori contro altri lavoratori esternalizzando intere parti dei processi di lavorazione con appalti e subappalti a prezzi ribassati. Si sono create sacche di sfruttamento sempre più vaste al solo fine di comprimere i costi e incrementare gli utili.” 

Conclude Loris Scarpa “Crediamo che ora sia il tempo della redistribuzione e di una maggiore equità. Chiediamo che le imprese inizino a reinvestire gli utili accumulati e rivendichiamo le stesse condizioni salariali e di diritti per tutti, che siano assunti direttamente o tramite appalto. Solo così si potranno difendere interi territori dall'essere depredati anche in un contesto di crescita economica.”

FIOM CGIL PADOVA

27 dicembre 2019