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Maus: domani corteo e presidio davanti al Comune di Campodarsego

Venerdì 6 dicembre 2019 i lavoratori in sciopero partiranno in corteo alle ore 10.30 dall’azienda Maus percorrendo via Caltana fino al Comune di Campodarsego. Lì effettueranno un presidio fino alle ore 13.00. 

Continua a preoccupare le organizzazioni sindacali la situazione in cui versa la Maus di Campodarsego. La dirigenza dell’azienda continua a mantenere la sua rigida posizione e non intende ritirare la procedura di licenziamento collettivo e non offre alcuna possibilità per trattare soluzioni alternative alla mobilità secondo i criteri di legge. Inoltre è assurdo che l'azienda decida di licenziare prima ancora di presentare un piano industriale.

Le oo.ss. continuano a proporre l’attivazione della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria e 

contestualmente di iniziare a strutturare un piano di incentivazione per permettere uscite volontarie dei dipendenti. Il tutto senza dimenticare che l’azienda nelle retribuzioni di ottobre

non ha pagato, nonostante accordi aziendali preesistenti, i trattamenti aggiuntivi delle trasferte, delle ore viaggio e degli straordinari, attuando una decurtazione inqualificabile a spese dei lavoratori. 

La crisi che sta colpendo la Maus è una crisi emblematica che sottolinea come la facilità di arrivare a licenziamenti ingiustificati permette ai tagliatori di teste di risolvere i disastri attuati dai vari amministratori delegati facendo pagare le conseguenze di scelte sbagliate ai soli lavoratori. 

 

5 dicembre 2019

Fiom Cgil Padova

Fim Cisl Padova

Sciopero a oltranza per i lavoratori del Gruppo Maus di Campodarsego

Da 15 giorni i lavoratori della MAUS di Campodarsego hanno incrociato le braccia e sono in sciopero a oltranza. I lavoratori uniti stanno difendendo la produzione dai tentativi dell'azienda, oggi guidata dall'amministratore delegato Roberto Clamar, di far entrare altre società per completare il montaggio delle macchine da spedire negli USA.

L'A.D., seguito da due avvocati e da un nuovo consulente non ha intenzione di ritirare la procedura di licenziamento collettivo avviata in data 25 ottobre 2019 e sta portando avanti una lotta contro il tempo per salvare l'azienda utilizzando come garanzia la sua reputazione che, a suo dire, vale molto di più del valore di una storica azienda come la Maus, della serietà e delle competenze dei lavoratori che in questa azienda hanno sempre creduto e per la quale sis ono sacrificati e che oggi non sono disposti a subire questi licenziamenti senza intervenire.

È necessario che coloro che hanno gestito l'azienda, a partire dall'azionista Rossi Cairo, si assumano tutte le loro responsabilità per la mala gestione, in particolar modo, per i disastri di questi ultimi 4 anni, che hanno portato MAUS a rischio chiusura.

Assumersi la responsabilità di quello che è accaduto e che sta accadendo significa in primis rispettare le lavoratrici e i lavoratori, salvare l'azienda, non per rafforzare il curriculum dell'A.D. Roberto Clamar, ma per salvare i posti di lavoro e le tante grandi competenze e professionalità presenti in azienda, governare un processo di salvataggio e rilancio della MAUS che deve essere condiviso con i rappresentanti sindacali e con le rispettive organizzazioni sindacali FIOM CGIL e FIM CISL che chiedono di ritirare la procedura e attivare una CIGS per crisi aziendale.

Dichiarano Anna Zanoni della Fiom Cgil e Matteo Breda per la Fim Cisl: “Per noi è incomprensibile e inaccettabile questa chiusura totale contro cui i lavoratori continueranno a lottare con tutto il nostro sostegno. Come organizzazioni sindacali abbiamo chiesto subito l'intervento delle istituzione ed abbiamo inviato una richiesta di incontro urgente con la Regione Veneto, al di fuori della procedura, già fissato per lunedì 9 dicembre 2019 alle ore 9:30. È improrogabile la necessità di aprire un tavolo affinchè i vertici della MAUS rivedano la propria assurda posizione di chiusura totale verso i lavoratori  per provare a salvare uno dei fiori all'occhiello della metalmeccanica padovana.”

Padova 2/12/2019

Fiom Cgil Padova

Fim Cisl Padova

FIM FIOM UILM di Padova aderiscono al 4° Sciopero Globale per il clima

 

VENERDÌ 29 NOVEMBRE con l’iniziativa Fridays For Future o promosse dalle RSU nelle aziende

“Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri” (Rapporto

Bruntland, Our Common Future, 1987)

“Nonostante siano passati 32 anni dal Rapporto della Commissione Mondiale su Ambiente e Sviluppo promosso dalle Nazioni Unite, quell’idea di sviluppo sostenibile è ancora

lontana dal permeare le politiche e le azioni dei vari Paesi. Il vincolo giuridico degli obiettivi al 2050 ed il piano di investimenti annunciato lascia

presupporre un cambio di passo verso la coesione e la condivisione di tutti i Paesi per lo sviluppo e per una Europa più sostenibile.

CGIL, CISL e UIL sui temi dello sviluppo sostenibile, hanno da sempre sottolineato che non ci si può limitare alla sola analisi degli aspetti ambientali, bensì occorre avere un’ottica

complessiva che comprenda anche gli impatti occupazionali, sociali ed economici.

CGIL, CISL e UIL ritengono imprescindibile, per un modello di sviluppo sostenibile,  concertazione e la negoziazione con un ampio mondo di attori, istituzionali, imprenditoriali e

del terzo settore, per un confronto che consenta di elaborare piattaforme contrattuali e piani di sviluppo territoriali in un’ottica di trasparenza e fattibilità nel rispetto dell’ambiente,

nell’uso delle risorse e sviluppo delle comunità.

A tale proposito, CGIL, CISL e UIL chiedono la costituzione di una Cabina di Regia, col coinvolgimento delle parti economiche e sociali, per coordinare le politiche di sviluppo

sostenibile e la riconversione ecologica delle produzioni.”

dal documento di CGIL CISL UIL

NON C'È PACE PER I LAVORATORI DELLA MAUS, QUESTA VOLTA LA CRISI SPAVENTA

Dalla domanda di Concordato Preventivo, presentata a novembre del 2017, ad oggi non c'è stata tregua per i lavoratori della Maus di Campodarsego. Con il precedente amministratore delegato  in questi ultimi due anni i rapporti sono stati molto tesi: ad ottobre 2018 il dirigente ha dato disdetta a tutti gli accordi aziendali e solo dopo molti incontri tra le organizzazioni sindacali (Matteo Breda per la FIM CISL e Anna Zanoni per la FIOM CGIL), RSU e azienda, a luglio di quest'anno, si è trovato un accordo. Grazie a quest'ultimo accordo sono stati ripristinati tutti gli istituti precedentemente disdettati. È stato regolamentato il premio di produzione, il premio di risultato e la quattordicesima, mentre gli altri istitutiti (trasferta, ore viaggio, straordinari,etc.) sono stati congelati fino a dicembre 2020 con l'auspicio che, nel frattempo, tramite incontri periodici si possano trovare soluzioni condivise nell'ottica di perseguire obiettivi di miglioramento. 

L'attuale amministratore delegato, il terzo in due anni, si è presentato alle organizzazioni sindacali e alle RSU aziendali, dopo vari solleciti rimasti inascoltati, per fare il quadro di una situazione a dir poco allarmante. 

La Maus oggi si trova nel pieno di un calo di commesse, che rischia di comprometterne seriamente il futuro. Ancora una volta i rappresentanti dei lavoratori sono reduci da un incontro, durante il quale è stata illustrata una situazione negativa senza però la presentazione di un piano industriale. Non bastante la gravità della situazione generale, la RSU è stata avvertita telefonicamente del fatto che verrà recapitata, tramite pec, l'avvio della procedura di licenziamento collettivo per 14 dipendenti. È inaccettabile per i lavoratori e per le OO.SS. che la comunicazione di apertura della procedura di licenziamento collettivo sia decisa e inviata senza nessuna avvisaglia e nessun confronto. 

La risposta dei lavoratori non poteva che essere immediata, ieri pomeriggio si è proclamato da subito lo stato di agitazione con scioperi programmati fino al prossimo incontro fissato per il 25 novembre tra la parte sindacale e quella datoriale. 

Le OO.SS. e le RSU in questo incontro si aspettano il ritiro della procedura, l'apertura di un tavolo di confronto per definire congiuntamente un percorso condiviso con le azioni necessarie per far fronte alla situazione determinatasi, che non può ricadere sui lavoratori facendo perdere il lavoro a 14 di loro. 

“Oltre tutto ciò, a distanza di una settimana i lavoratori hanno visto decurtati i trattamenti rimasti congelati fino al 31 dicembre 2019 anche questo senza nessuna comunicazione, nessun preavviso. Questo non è accettabile! I lavoratori non ci stanno, gli accordi devono essere rispettati, così come si devono rispettare con i fatti le persone che hanno sempre risposto alle necessità dell'azienda.

L'azienda si dovrà assumere tutte le responsabilità di questa gestione a dir poco superficiale e sconsiderata, priva di una qualsiasi strategia industriale che oggi si vuol far pagare ai lavoratori che invece rivendicano lavoro e rispetto!!” hanno dichiarato Anna Zanoni della Fiom Cgil e Matteo Breda della Fim Cisl.

 

Padova 19/11/2019

Ex Ilva: sciopero del 100% a Legnaro mentre la situazione rimane critica

Hanno scioperato per 8 ore tutti i e 30 i dipendenti Arcelor Mittal dello stabilimento di Legnaro in accordo con le diverse iniziative di lotta in atto in tutta Italia.

Intanto le organizzazioni sindacali, governo e proprietà sono riuniti al Mise per provare a trovare una soluzione alla difficile situazione in cui verte la vicenda Ex Ilva nella quale sono coinvolti oltre 20.000 lavoratori in tutta Italia.

“Lo sciopero di oggi a Legnaro sottolinea per noi anche una questione e cioè quello che la gestione di Arcelot Mittal lascia dietro di sé: con le sue controllate questa azienda sta rubando il lavoro ai vari siti e Legnaro rischia di pagare un prezzo molto caro. Sicuramente daremo battaglia fino alla fine.” Ha dichiarato Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova.

Fiom Cgil Padova

15/11/2019

Ex Ilva. Fiom: domani sciopero a Legnaro, proseguono iniziative di protesta

Ex Ilva. Fiom: domani sciopero a Legnaro, proseguono iniziative di protesta “Nell'ambito delle iniziative di protesta contro la decisione di ArcelorMittal di avviare la procedura di disimpegno degli stabilimenti ex Ilva domani, venerdì 15 novembre, è stato proclamato uno sciopero di 8 ore a Legnaro, in provincia di Padova. Questa iniziativa si inserisce all'interno del pacchetto di 24 ore di sciopero proclamato dalle segreterie nazionali di Fim-Fiom-Uilm.

Sempre domani, nel pomeriggio, è stato convocato alle 15.30 il tavolo al Ministero dello Sviluppo economico con le organizzazioni sindacali e l'azienda. Le risultanze dell'incontro saranno ovviamente oggetto di valutazione per le decisioni da assumere sulla modulazione delle iniziative di mobilitazione e di lotta”.

Lo dichiara in una nota la Fiom-Cgil nazionale. 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 14 novembre 2019

FIM FIOM UILM di Padova aderiscono al 4° Sciopero Globale per il Clima

FIM FIOM UILM di Padova aderiscono al 4° Sciopero Globale per il Clima che si terrà VENERDÌ 29 NOVEMBRE sia partecipando alla manifestazione Fridays For Future che partirà dal piazzale della stazione di Padova alle 9.30 sia con iniziative promosse dalle RSU nelle aziende.

  ILVA LEGNARO: ADESIONE del 100% ALLO SCIOPERO DI OGGI

 La preoccupazione per l’incerto futuro dell’Ilva - ArcelorMittal, delle migliaia di dipendenti e di tutto l’indotto è arrivata anche in Veneto: oggi lo sciopero dei dipendenti dello stabilimento di Legnaro ha raggiunto l’adesione totale sia da parte degli operai che degli impiegati. Lo sciopero in provincia di Padova è riuscito al 100% e sono state sospese tutte le attività dello stabilimento.

Quelle di oggi sono state le prime 8 ore di sciopero delle 24 programmate nelle sedi Ilva di tutta Italia, delle quali, a Legnaro, le prime 4 ore sono state di presidio. Le prossime 16 ore di sciopero nella sede di Legnaro saranno programmate durante la prossima settimana.

  

“L’adesione totale dei dipendenti di ArcelorMittal di Legnaro da un segnale preciso: la battaglia per il rispetto degli accordi e per il mantenimento della produzione di acciaio in modo salubre nel nostro Paese è la priorità per i lavoratori” ha dichiarato Loris Scarpa, segretario generale della Fiom Cgil di Padova.

 

8/11/2019