Dopo il presidio e lo sciopero di ieri indetti durante l’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici della Valvitalia di Due Carrare riunitasi per discutere dell’annuncio della proprietà di chiudere il sito padovano per convogliare dipendenti e attività nello stabilimento di Rivanazzano, in provincia di Pavia, entro il 1 aprile 2022.
Al presidio di ieri hanno preso parte Elisa Venturini, consigliera regionale del Veneto, Davide Moro, sindaco di Due Carrare e Alice Carpanese, assessora di Due Carrare ed ex dipendente di Valvitalia
che hanno espresso la loro solidarietà a lavoratrici e lavoratori e la loro disponibilità a partecipare a tavoli istituzionali. Nella giornata di ieri Fim e Fiom si sono mobilitate per chiedere la convocazione di un tavolo di crisi regionale. Convocazione che è arrivata da parte dell’assessore Donazzan nella serata di lunedì e che ha fissato il tavolo di discussione della crisi per la mattina del 25 febbraio 2022.
Intanto il 21 febbraio 2022 si terrà un ulteriore incontro tra RSU, sindacati e azienda per discutere della situazione.
Oggi si è tenuta l’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici dello stabilimento Valvitalia spa di Due Carrare indetta da Fim e Fiom di Padova dopo l’annuncio dell’azienda della scorsa settimana di voler chiudere lo stabilimento di Due Carrare per trasferire sia le attività lavorative che gli 85 dipendenti nella sede principale a Rivanazzano, in provincia di Pavia, entro il 1 aprile 2022.
Le decisioni dell’Azienda sono motivate dalla necessità di avviare una riduzione dei costi, puntando a riunire le produzioni in un unico sito, questo perché, negli ultimi anni, la Valvitalia ha subito forti perdite di fatturato e marginalità e ha da poco presentato ed ottenuto finanziamenti per sostenere il Piano Industriale presentato nel 2020. Quote societarie del gruppo sono anche in possesso di Cassa Depositi e Prestiti attraverso il Fondo Strategico Italiano.
Il Gruppo ha stabilimenti in tutto il territorio nazionale e, in Veneto, oltre che a Due Carrare, è presente un altro sito produttivo a Brendola nel vicentino.
Nonostante l’erogazione di finanziamenti PON l’azienda ha come unica prospettiva del proprio Piano Industriale la razionalizzazione dei costi di gestione, attuabile anche attraverso la chiusura dello stabilimento di Due Carrare.
Nel sito padovano si progettano e realizzano impianti per l’estrazione del gas utilizzati in tutto il mondo, impianti per i quali si occupano anche dell’istallazione e della manutenzione a 360°. A Due Carrare si producono anche valvole a sfera, regolatori di pressione e recipienti a pressione.
Nell’ultimo periodo, è stato, inoltre, attivato un reparto di ricerca e sviluppo per l’adeguamento delle loro valvole anche per la gestione dell’idrogeno.
Attività strategiche di forte attualità e necessità nell’intero mercato energetico che dovrebbero essere sicuramente potenziate e valorizzate nel territorio padovano così come in tutta Italia, visto la programmazione del PNRR e l’attuazione del piano di transizione ecologica.
Durante l’assemblea è stato deciso di indire lo stato di agitazione e ed è stata espressa forte contrarietà generale verso le decisioni aziendali che non tengono in considerazione la professionalità e le competenze delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.
A proseguo dell’assemblea si è tenuto un presidio fuori dall’azienda, seguito da uno sciopero. Al presidio hanno preso parte, oltre alle organizzazioni sindacali, anche esponenti delle istituzioni locali e regionali, fra i quali: Elisa Venturini, consigliera regionale del Veneto, Davide Moro, sindaco di Due Carrare e Alice Carpanese, assessora di Due Carrare ed ex dipendente di Valvitalia.
Saranno attivati i tavoli istituzionali del caso e saranno messe in campo tutte le iniziative necessarie per dare una prospettiva differente alle lavoratrici e ai lavoratori, in vista che il prossimo incontro con l’azienda è previsto 21 febbraio 2022.
In data 8 febbraio si è tenuto un incontro tra la Direzione Aziendale, assistita da Assolombarda, la RSU di stabilimento e i funzionari della Fiom e della Fim di Padova.
Nel corso dell’incontro è stata comunicata l’intenzione da parte della Direzione di avviare una procedura di trasferimento collettivo di tutto il personale (ad oggi 85 tra operai, impiegati e dirigenti) dallo stabilimento di Due Carrare (PD), verso lo stabilimento di Rivanazzano (PV) a partire dal 1 aprile 2022.
Le motivazioni portate al tavolo da parte dell’Azienda sono puramente in ottica di riduzione dei costi, puntando a centralizzare le produzioni dello stabilimento padovano.
La RSU ed OO.SS. hanno chiesto alla Direzione di mettere in campo delle soluzioni alternative a quella che di fatto è la chiusura dello stabilimento, e che, a differenza di quanto finora proposto, si fondino invece sulla riqualificazione ed il rilancio dello stabilimento di Due Carrare e diano una prospettiva temporale più ampia.
Il gruppo Valvitalia, nel quale sono presenti ancora quote societarie di CdP, sta attraversando negli ultimi anni perdite di fatturato e marginalità, e da poco ha presentato ed ottenuto finanziamenti per sostenere il Piano Industriale presentato nel 2020.
Ad oggi, l’unica prospettiva del Piano Industriale che viene esplicitata è razionalizzare i costi chiudendo lo stabilimento di Due Carrare.
Durante l’Assemblea, tenuta successivamente all’incontro, i lavoratori hanno già espresso tutto il loro sconcerto ed indignazione rispetto alle prospettive che l’Azienda ha comunicato.
In particolar modo dovute dal fatto che esistono commesse per le quali nel sito sono presenti certificazioni e professionalità essenziali per poter essere portate avanti e per la mancanza, ad oggi, di un'alternativa tangibile per rendere il sito produttivo più performante, anche con prodotti nuovi per i quali il mercato del settore potrebbe dare sviluppo.
La RSU e le OO.SS. stigmatizzano quanto sta succedendo in queste ore in cui qualche responsabile sta tenendo colloqui o “comizi” invitando i lavoratori a limitarsi a chiedere solo “indennizzi” economici.
Queste fughe in avanti di figure che rappresentano l’Azienda nello stabilimento di sicuro non facilitano una situazione già di per sé grave.
Lunedì 14 si terrà un’assemblea sindacale in cui si farà il punto con i lavoratori anche in vista del prossimo incontro del 21 febbraio.
Le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici padovani aderiscono all’appello e alla mobilitazione nazionale indetta dalle organizzazioni studentesche “Di scuola non si può morire” indetta dopo la tragica morte di Lorenzo Parelli, lo studente di 18 anni deceduto in un’azienda metalmeccanica mentre stava svolgendo l’ultimo giorno di alternanza scuola lavoro.
Uno strumento che era stato pensato come formativo rischia di diventare uno strumento di pericoloso sfruttamento, che legittima un mercato del lavoro in cui le aziende competono al ribasso su sicurezza, salari, lavoro precario e interinale, come se fosse normale lavorare gratis, senza diritti, sicurezza e la possibilità di organizzarsi nel sindacato.
Ci schieriamo con le studentesse e con gli studenti non solo perché continueremo sempre a pretendere più sicurezza nei luoghi di lavoro, ma soprattutto perché è necessario rivedere il sistema dell’alternanza scuola-lavoro ed è sempre più fondamentale che si parli di lavoro nelle scuole, informando e formando gli studenti sulla salute e sulla sicurezza che sono aspetti imprescindibili del mondo lavorativo che attende loro una volta terminati i diversi cicli di studio.
Delegate e delegati, funzionarie e funzionari, lavoratrici e lavoratori saranno quindi con le studentesse e gli studenti padovani venerdì 28 gennaio in piazza Antenore alle ore 17.
Inoltre le RSU potranno indire tutte le iniziative necessarie al fine di sostenere la protesta delle studentesse e degli studenti e la necessità che il Governo non ignori quello che accade ogni giorno nel nostro Paese.
Lunedì 24 gennaio 2022 è stata approvata l’ipotesi di accordo che riguarda i 180 dipendenti della Epta Spa di Solesino.
L’accordo prevede l’introduzione di miglioramenti normativi e la previdenza complementare a carico azienda al 2,2% da giugno 2022 per tutti gli aderenti indipendentemente dall'età anagrafica.
Sancisce, inoltre, l’impegno dell’azienda al mantenimento degli attuali contratti a tempo indeterminato che saranno aumentati di almeno 9 nuove stipule che verranno individuate tra gli attuali contratti determinati o di somministrazione.
Ci sarà anche un miglioramento delle causali per l'accesso al part time per gli over 55 e la possibilità di esenzione dalle ore comandate (straordinario e flessibilità) per i lavoratori aventi diritto alla legge 104.
Per i dipendenti è prevista l’introduzione di un pacchetto di 8 ore a carico dell’azienda da utilizzare per visite e cure mediche o per eventi luttuosi fino al 3 grado di parentela o affini. Sarà istituito un welfare integrativo di 90 euro (30 euro per ogni anno) a favore di tutti i dipendenti.
Per quanto riguarda i compensi ci sarà un aumento del valore nominale del premio che arriverà complessivamente all’11% il terzo anno (cioè nel 2024).
Per finire verrà creato un fondo per l'erogazione di borse di studio per i figli dei dipendenti per i vari gradi di istruzione di € 4500 annuali.
La Fiom di Padova esprime soddisfazione per l'ipotesi raggiunta, sia per la parte economica con un importante incremento del valore del premio di risultato e l'introduzione di quote di welfare aggiuntivo fisso, sia per quanto riguarda il miglioramento dal punto di vista normativo con l'introduzione di percorsi di condivisione con la RSU per le stabilizzazioni, la formazione e con l'introduzione di capitoli nuovi nella contrattazione per il sito di Solesino come le ore aggiuntive a carico azienda per visite e cure mediche e borse di studio per i figli dei dipendenti.
Martedi 11 gennaio 2022 è stata una giornata importante e storica per gli oltre 1.500 lavoratori del gruppo Carraro con sede a Campodarsego PD: è iniziata la trattativa per arrivare a raggiungere il primo accordo integrativo di gruppo.
Nei mesi di novembre e dicembre scorsi, in tutti gli stabilimenti italiani: Padova, Rovigo, Pordenone e Chieti si sono svolte le assemblee di presentazione della Piattaforma unitaria elaborata dalle RSU riunite in coordinamento e il relativo percorso democratico di validazione della stessa.
Ieri il coordinamento delle RSU ha potuto finalmente presentare la piattaforma alla direzione di gruppo, forte della partecipazione di oltre il 50% dei lavoratori, con oltre il 93% dei consensi.
I contenuti della piattaforma prevedono: l’introduzione di un nuovo e più formale sistema di relazioni sindacali, richieste precise e forti sui temi della salute e sicurezza dei lavoratori e degli ambienti di lavoro, l’applicazione del nuovo sistema d’inquadramento e l’allargamento delle sperimentazioni ed i sistemi di formazione.
Sul piano normativo si chiedono riduzioni d’orario e riconoscimento di lavori gravosi, una nuova gestione degli orari e la contrattualizzazione dello Smart Working. Sul piano salariale si chiede una rivalutazione del 10% di tutte le voci retributive aziendali e una nuova struttura del premio di risultato con la partecipazione attiva di RSU e lavoratori. È stato inoltre chiesto un sistema più adeguato di welfare aziendale.
Dopo l’illustrazione dei contenuti le parti hanno definito i temi e un calendario fitto d’incontri fino al mese di febbraio prossimo. Sono state anche valutate le modalità al fine delle tutele dal Covid e per permettere che il confronto possa essere fatto in presenza modalità riconosciuta dalle parti assolutamente più efficace.
Il Coordinamento nazionale informerà e valuterà periodicamente con i lavoratori lo stato di avanzamento della trattativa.
Fim, Fiom, Uilm e Coordinamento Nazionale RSU gruppo Carraro.
Le organizzazioni sindacali dei metalmeccanici padovani aderiscono all’appello e alla mobilitazione nazionale indetta dalle organizzazioni studentesche “Di scuola non si può morire” indetta dopo la tragica morte di Lorenzo Parelli, lo studente di 18 anni deceduto in un’azienda metalmeccanica mentre stava svolgendo l’ultimo giorno di alternanza scuola lavoro.
Uno strumento che era stato pensato come formativo rischia di diventare uno strumento di pericoloso sfruttamento, che legittima un mercato del lavoro in cui le aziende competono al ribasso su sicurezza, salari, lavoro precario e interinale, come se fosse normale lavorare gratis, senza diritti, sicurezza e la possibilità di organizzarsi nel sindacato.
Ci schieriamo con le studentesse e con gli studenti non solo perché continueremo sempre a pretendere più sicurezza nei luoghi di lavoro, ma soprattutto perché è necessario rivedere il sistema dell’alternanza scuola-lavoro ed è sempre più fondamentale che si parli di lavoro nelle scuole, informando e formando gli studenti sulla salute e sulla sicurezza che sono aspetti imprescindibili del mondo lavorativo che attende loro una volta terminati i diversi cicli di studio.
Delegate e delegati, funzionarie e funzionari, lavoratrici e lavoratori saranno quindi con le studentesse e gli studenti padovani venerdì 28 gennaio in piazza Antenore alle ore 17.
Inoltre le RSU potranno indire tutte le iniziative necessarie al fine di sostenere la protesta delle studentesse e degli studenti e la necessità che il Governo non ignori quello che accade ogni giorno nel nostro Paese.
Carraro Drive Tech, Carraro Agritalia, Zf, Alco, Berco, Electrolux, Faber, Wellding 2b, Imesa, Flag Ifi, Faces, Slim Fusina Rolling, Rendellin, Acciaierie di Verona, Acciaierie Venete, Aso, Baxi, Valbruna, Xylem Lowara, Ferretto Group, Lu.Ve, Pandolfo Npe, Meccano Stampi, Forgita, Sumoto, Pietroberto, Nlmk, Amman, Idromacchine, Marcato, Irca, Sirti, Breton, CSM Tube, Varem, Antonio Carraro, Fast, Dab Pumps Zen Fonderie sono solo alcune delle tante aziende metalmeccaniche venete che oggi hanno visto lavoratori e lavoratrici aderire allo sciopero generale indetto da Cgil e Uil.
Una folta delegazione proveniente dalle diverse province della nostra regione ha raggiunto tutte le altre delegazioni del Nord Italia a Milano, una delle 5 piazze della manifestazione di questa giornata di sciopero generale che ha riempito le piazze di Milano, Roma, Bari, Cagliari e Palermo.
“Dopo le riuscite manifestazioni che si sono tenute nelle scorse settimane, i metalmeccanici sono scesi in piazza e hanno svuotato le fabbriche e le aziende per rivendicare che, a partire dalla legge di bilancio, il governo deve intervenire sui veri problemi che affliggono la classe lavoratrice E questi problemi sono i bassi salari, un sistema previdenziale tra i più penalizzanti d’Europa, le crisi che stanno mordendo interi settori produttivi e la precarietà sempre più condizione di vita per tante e tanti.” ha dichiarato Antonio Silvestri, segretario generale della Fiom del Veneto, continuando “A questi nodi, la legge di bilancio e le politiche del governo non danno risposte. Così facendo il governo dimostra di non conoscere il sempre più largo disagio vissuto da tanta parte dei lavoratori di questo Paese. Occorre fin da subito superare la legge Fornero, garantendo l’uscita pensionistica con 41 anni di contributi senza vincoli anagrafici o a 62 anni di età senza il collegamento con gli anni di lavoro. Bisogna, inoltre, necessariamente stabilire una distinzione tra lavori e serve garantire che l’assegno pensionistico sia dignitoso per tutti e tutte.
La leva fiscale deve essere usata per aumentare veramente i bassi salari e a questo fine la lotta all’evasione deve essere una priorità inderogabile.
Si devono superare le leggi che hanno reso il lavoro sempre più precario e sfruttato.
Sono sempre più numerose le crisi che investono il settore metalmeccanico ed in particolare l’automotive.
L’ultima in ordine di tempo, ma non certo di gravità, è stata l’annunciata chiusura e delocalizzazione della Speedline di Santa Maria di Sala. È necessaria, quindi, una legge che impedisca questa barbarie e servono politiche industriali che vedano come attore protagonista il pubblico, anche per evitare altri casi come quello dell’Acc di Mel. Per questi motivi oggi ci siamo fermati in sciopero e il governo deve sapere che questo è solo l’inizio.”