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Bonus mamme: che fine ha fatto il decreto?

A due mesi dell’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2025, il Governo non ha ancora adottato il decreto necessario a definire importi, modalità attuative e procedure per il riconoscimento del nuovo BONUS MAMME, impedendo a tante lavoratrici di beneficiarne.

Sulla questione è intervenuta la Segretaria Confederale Daniela Barbares che spiega che “con la Legge di Bilancio 2025, da quest’anno, alle lavoratrici dipendenti, escluse le lavoratrici domestiche, e a quelle autonome, madri di due o più figli, fino al compimento del 10° anno del figlio più piccolo, e dal 2027 alle lavoratrici madri di tre o più figli fino al compimento del 18° anno del figlio più piccolo,  è riconosciuto un parziale esonero contributivo. A condizione che la retribuzione o il reddito imponibile ai fini previdenziali non sia superiore a 40 mila euro annui. Il Governo  – sottolinea – avrebbe dovuto emanare entro gennaio il decreto attuativo, cosa di cui  non c’è ancora alcuna traccia”. 

Inoltre, Barbaresi ricorda le criticità del provvedimento, che la Cgil aveva denunciato già un anno fa, “a partire dalla scelta dello strumento della decontribuzione, che rischia di indebolire ulteriormente il sistema previdenziale, e dalla grave e perdurante esclusione delle lavoratrici domestiche, quindi proprio quelle a più basso reddito e che hanno più bisogno d certezze e stabilità economica e lavorativa necessaria per decidere con serenità un percorso di vita e genitorialità”.

Inoltre, prosegue, “perché un solo figlio non dà diritto al beneficio se davvero si vuole sostenere la natalità? E, ancora una volta, si tratta di una misura tarata sulle madri, come se la genitorialità fosse ancora sempre una questione di donne, permanendo il mancato superamento di una visione, arcaica e patriarcale, che non agevola la genitorialità ma ha esclusiva attenzione per la maternità”. 

“È assolutamente necessaria l’emanazione del decreto attuativo e la conseguente corresponsione degli arretrati alle lavoratrici con due figli, alle lavoratrici autonome e a  quelle a tempo determinato, così come occorre estendere il ‘Bonus Mamme’ anche allelavoratrici domestiche e superare le criticità di tale misura, che riconosce vantaggi maggiori ai redditi più elevati”, conclude la segretaria confederale della Cgil.

La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto l’esonero contributivo per le lavoratrici dipendenti, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato (escluse le lavoratrici domestiche), madri di 3 o più figli, fino al compimento del 18° anno di età del figlio più piccolo, nel limite di 3.000 euro annui e fino al 31.12.2026. Tale esonero era stato esteso, per il solo 2024, anche alle lavoratrici dipendenti madri di 2 figli fino al 10° anno di età del figlio più piccolo.

Con la Legge di Bilancio 2025, da quest’anno, alle lavoratrici dipendenti (sempre escluse le lavoratrici domestiche) e quelle autonome, madri di 2 o più figli, fino al compimento del 10° anno del figlio più piccolo, e dal 2027 alle lavoratrici madri di 3 o più figli fino al compimento del 18° anno del figlio più piccolo, è riconosciuto un parziale esonero contributivo. L’esonero spetta a condizione che la retribuzione o il reddito imponibile ai fini previdenziali non sia superiore a 40 mila euro annui.

Per beneficiare dell’esonero è necessario che il Governo emani il decreto attuativo per definire gli importi, le modalità e le procedure per il riconoscimento del nuovo BONUS MAMME, ma a due mesi dell’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2025, con un inaccettabile ritardo, il Governo non ha ancora adottato il decreto impedendo a tantissime lavoratrici madri con 2 figli di beneficiare dell’esonero contributivo.

CHIEDIAMO AL GOVERNO

di emanare subito il decreto attuativo, corrispondere gli arretrati alle lavoratrici con 2 figli, alle lavoratrici con contratto a tempo determinato e alle lavoratrici autonome, estendere il BONUS MAMME anche alle lavoratrici domestiche e superare le criticità di tale misura, che riconosce vantaggi maggiori ai redditi più elevati.

SERVONO VERE POLITICHE A SOSTEGNO DELLA GENITORIALITÀ E SERVIZI PER L’INFANZIA

 
 
Il video dell'Inca Cgil Lombardia sulle novità del Bonus Mamma

Bando di concorso per la realizzazione dell’immagine della tessera CGIL 2026

La CGIL indice un concorso dal titolo “Il futuro del lavoro”, rivolto esclusivamente alle studentesse e agli studenti delle Accademie di Belle Arti statali, per la realizzazione della propria tessera del 2026, anno in cui ricorrerà il 120° anniversario del la fondazione della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL).

I lavoratori che si sono organizzati nel loro lungo percorso di emancipazione spesso hanno avuto accanto gli artisti, che non hanno mai mancato di offrire il proprio sostegno.

L’arte è espressione di libertà e non c’è niente di più efficace, per chi voglia ripercorrere il senso della nostra storia lunga più di un secolo, dei suggerimenti che le opere d’arte possono offrire del presente e sulle scelte per il futuro.

Unico requisito richiesto per la partecipazione al concorso è l’iscrizione a una delle Accademie di Belle Arti statali presenti sul territorio.

La partecipazione al concorso non prevede limiti di età o di nazionalità, è gratuita e potrà essere individuale o di gruppo. Qualora una o più opere vincitrici fossero presentate da un duo o da un gruppo più numeroso (anche con un nome collettivo), questo sarà considerato ai fini dell’assegnazione del premio come un soggetto unico.

Il concorso prevede l’assegnazione di tre premi così suddivisi:

✓ 8.000 euro per la prima classificata o per il primo classificato

✓ 4.000 euro per la seconda classificata o per il secondo classificato

✓ 3.000 euro per la terza classificata o per il terzo classificato

Per partecipare al concorso occorre inviare il modulo di adesione allegato al presente bando debitamente compilato in ogni sua parte, firmato e datato, unitamente all’immagine dell’opera in formato digitale (pdf) all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro e non oltre le ore 23.59 di lunedì 5 maggio 2025. In caso di partecipazione come duo o come gruppo più numeroso (anche con un nome collettivo), ogni artista partecipante dovrà compilare il modulo di adesione e l’insieme dei moduli dovrà essere inviato in un’unica e-mail unitamente all’immagine dell’opera in formato digitale.

Con la firma del modulo di adesione i partecipanti al concorso si impegnano ad accettare tutte le disposizioni previste nel presente bando.

La dimensione massima dei lavori originali non dovrà superare le misure di cm 70x100, ma in considerazione del fatto che l’opera vincitrice del primo premio sarà riprodotta su una tessera cartacea rettangolare, di formato orizzontale, che misura 54 mm in altezza x 85 mm in larghezza, si raccomanda di tenere presente, nella fase di ideazione, la destinazione finale dell’opera, che sarà di piccole dimensioni. Ciò significa che saranno ammesse a partecipare al concorso opere eseguite con qualunque tecnica, ma che risultino efficaci e ben leggibili una volta riprodotte in piccolo formato.

Le opere saranno giudicate da una giuria. I componenti della stessa non conosceranno i nomi dei partecipanti o delle partecipanti. Il giudizio della giuria è insindacabile. Tenendo conto della destinazione dell’opera vincitrice, che dovrà essere riprodotta su una tessera, la giuria non prenderà visione delle opere originali, ma valuterà i lavori inviati sulla base della loro riproduzione.

I premi alle vincitrici e ai vincitori saranno consegnati nel corso di una cerimonia di premiazione alla presenza del Segretario Generale della CGIL Maurizio Landini e della giuria.

Il vincitore o la vincitrice del primo premio vedrà pubblicato il proprio lavoro sulla tessera della CGIL per l’anno 2026.

Le tre opere vincitrici dovranno essere consegnate o inviate con spedizione tracciabile a:

Concorso tessera CGIL 2026 c/o CGIL nazionale, Corso d’Italia, 25 – 00198 Roma entro e non oltre il 18 luglio 2025, pena la decadenza dal premio. La spedizione dovrà essere accompagnata da una copia del modulo inviato per e-mail e dall’atto di cessione di cui all’ultimo capoverso del presente bando sottoscritto dal vincitore o da tutti i vincitori laddove abbiano partecipato in gruppo, che verrà messo a disposizione con la richiesta di invio.

Le tre opere vincitrici entreranno a far parte della Raccolta d’Arte della CGIL nazionale, saranno esposte nella sede nazionale e pubblicate sul sito della Raccolta d’arte.

L’attribuzione del premio è subordinata alla cessione, da parte del vincitore o dei vincitori alla CGIL, di tutti i diritti di utilizzazione economica sull’opera previsti dalla legge 22 aprile 1941, n. 633 e ss.mm.ii., nonché da ogni eventuale ulteriore diritto di proprietà intellettuale che insista sull’opera stessa. Sono fatti in ogni caso salvi i diritti morali del vincitore o dei vincitori previsti dalla medesima legge.

 

Il popolo della pace di nuovo in Piazza: ieri, sabato 1 marzo, 14 flash mob a Padova e provincia per chiedere la pace dopo 3 anni dall'inizio della guerra Russia-Ucraina,

  • Allega: Immagine_2025-03-03_115923.pdf
  • Descrizione allegato: L'articolo de il Mattino sui 14 Flash Mob organizzati da Uniti per la Pace in Provincia di Padova

Uniti per la Pace – Padova: “14 Flash Mob in altrettanti comuni della Provincia di Padova per dire che l’alternativa alla guerra è la politica della pace, cominciando a fermare la corsa al riarmo e rinsaldando l’alleanza politica dei Paesi europei affinché l’Europa diventi un forte e unitario attore di pace”

Di nuovo in piazza per la pace. E' successo ieri, sabato 1 marzo, a Padova e in 13 Comuni della Cintura (Abano, Albignasego, Cadoneghe, Limena, Montegrotto, Noventa, Ponte San Nicolò, Rubano, Saonara, Selvazzano, Teolo, Vigodarzere, Vigonza) dove dalle 11.00 alle 12.00, gli aderenti del Coordinamento “Uniti per la Pace – Padova“ (la sigla dietro cui si riconoscono una ventina di associazioni sia laiche che religiose, compresa la Cgil di Padova, unite dai valori della pace e tenacemente in opposizione a tutte le guerre nel mondo) sono scesi in piazza, in un’azione coordinata, per urlare un messaggio forte e chiaro stampato negli striscioni esibiti: CESSATE IL FUOCO!.

“Era il 24 febbraio 2022 – hanno spiegato da Uniti per la Pace - Padova – e l’invasione russa dell’Ucraina riportò la guerra in Europa. Da allora è stato un crescendo di vite spezzate, di luoghi distrutti, città devastate, migliaia di morti e milioni di profughi in fuga dalle proprie case e dal loro Paese. In questi tre anni, nonostante le pressioni della società civile, l’azione politica è stata debolissima lasciando il posto alla convinzione che la guerra possa essere la soluzione dei problemi. Non solo: nel frattempo l’economia di guerra ha preso il sopravvento con l’aumento della spesa per armamenti e la militarizzazione dell’economia. Una politica di guerra fatta di odio, oblio, violenza, censura, cinismo, ricatti e accordi segreti a cui nulla importa delle migliaia di morti, degli sfollati, delle città distrutte, delle infanzie interrotte e del pianeta violentato ed avvelenato. Davanti a tutto ciò non possiamo restare inermi e passivi”.

“L’estendersi – hanno proseguito da Uniti per la Pace - Padova – e l’aggravarsi dei conflitti come la guerra in Ucraina e le altre guerre in atto (Israele-Palestina, Medio Oriente, Africa e tutte le guerre dimenticate) ci obbliga a non fermarci ed a non accettare la logica delle strategie militari degli Stati la cui conseguenza è la frantumazione della società. Non possiamo acconsentirlo e per questo continuiamo e continueremo a parlare alle coscienze, a chiedere di cessare il fuoco e ribadire la necessità che politica e diplomazia, nel rispetto del diritto internazionale, svolgano la loro fondamentale funzione e assolvano al compito di ristabilire giustizia e sicurezza”.

“Crediamo fermamente – hanno concluso da Uniti per la Pace - Padova – che l’alternativa alla guerra esista e sia la politica della pace. Si fermi la corsa al riarmo, usciamo dal giogo imposto dai dittatori delle grandi potenze, rinsaldiamo l’alleanza politica tra Paesi europei per fare dell’Europa un forte ed unitario attore di pace. Non arrendiamoci al solito e trito slogan che ci dice che ‘se vuoi la Pace devi preparare la Guerra’. E rendiamoci conto che, semmai, è vero l’esatto contrario: ‘se vuoi la pace prepara la pace’”.

Landini a Padova per il lancio della campagna per i 5 quesiti referendari su lavoro e cittadinanza

“Cinque sì per il lavoro, la sicurezza, la dignità, la cittadinanza e la democrazia”: all’Assemblea delle Assemblee la Cgil di Padova lancio della campagna a sostegno dei referendum popolari che si voteranno nel 2025

Nel pomeriggio di ieri, venerdì 18 febbraio, presso l’Hotel Crowne Plaza di Padova, si è svolta l'Assemblea delle Assemblee della CGIL, un importante momento di mobilitazione e confronto per il lancio della campagna referendaria sui cinque referendum su lavoro e cittadinanza promossi dal sindacato di Corso Italia. L'incontro, che ha visto la partecipazione di centinaia di delegate e delegati della CGIL, ha avuto come obiettivo principale quello di sensibilizzare l'opinione pubblica e raccogliere adesioni a favore delle istanze contenute nei quesiti referendari. Un’assemblea che ha visto la presenza della Segretaria Regionale della Cgil Veneto, Tiziana Basso, e del Segretario nazionale Maurizio Landini, oggi in tour in Veneto – in mattinata è stato ad un’iniziativa analoga a Venezia – per il lancio della campagna referendaria. Ma non solo: con le testimonianze di delegate e delegati, l’iniziativa odierna è stata anche un’occasione per tracciare una linea sulla situazione lavorativa nel territorio.

L'assemblea è stata aperta dal Segretario Generale della Camera del Lavoro di Padova, Aldo Marturano, con un intervento diretto alla testa e, soprattutto, al cuore della platea sottolineando l'importanza dell’iniziativa referendaria per il futuro del mondo del lavoro e per i diritti dei cittadini. "Oggi è un giorno fondamentale per riaffermare il nostro impegno nella difesa dei diritti e per costruire un futuro più giusto e inclusivo per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori," ha dichiarato Marturano che ha chiamato tutte e tutti alla mobilitazione concludendo: “Da domani, come abbiamo iniziato a fare, oltre alla testa, mettiamoci il cuore e le gambe. Instancabilmente, in ogni luogo di lavoro e in ogni territorio, in ogni via, piazza, casa, spieghiamo le ragioni della nostra battaglia, non soffermiamoci solo  sulle leggi che intendiamo modificare ma facciamo passare il messaggio che noi vogliamo difendere la democrazia, dare una risposta vera alle paure dei tanti, cambiare le condizioni di chi rappresentiamo, a partire da chi oggi non si sente incluso, per provare a costituire quel movimento di popolo che, anche dopo i referendum, può essere l’inizio di un nuovo corso, dandoci l’ambizione di scrivere un pezzo di storia”.

Successivamente, sono intervenuti numerosi delegati e delegate della CGIL provenienti da vari settori, ognuno dei quali ha portato la propria testimonianza in merito alle sfide che i lavoratori affrontano ogni giorno e di come la riuscita dei referendum possano incidere concretamente per un miglioramento delle proprie condizioni lavorative. Tra gli interventi significativi, il contributo video di Emma Ruzzon, rappresentante del Consiglio delle studentesse e Senatrice Accademica all'Università di Padova, attualmente in Erasmus, che ha evidenziato l'importanza di estendere i diritti civili e politici, a partire dalla cittadinanza, anche ai giovani e agli studenti e di come sia necessario il massimo impegno da parte di tutte e tutti affinché vi sia un’ampia partecipazione al voto.

La giornata si è conclusa con l'intervento del Segretario Nazionale della CGIL, Maurizio Landini, che ha ribadito con forza la necessità di unire i lavoratori e i cittadini nella lotta per una società più equa e per un lavoro dignitoso per tutti. "Questa campagna referendaria è un'opportunità storica per far sentire la nostra voce e per modificare le politiche che penalizzano i più deboli. Dobbiamo farlo insieme, senza paura, con determinazione.  Siamo consapevoli che il voto è un diritto individuale, ma è innegabile la grande dimensione collettiva che esso rappresenta e se esercitato, può determinare un vero cambiamento. Per questo ho detto che il voto sarà la nostra rivolta sociale: perché è in grado di generare trasformazioni concrete e immediate”.

L'assemblea di oggi rappresenta solo l'inizio di una mobilitazione che vedrà la CGIL protagonista in tutto il paese, con numerosi appuntamenti, incontri e iniziative in programma nelle prossime settimane, per sensibilizzare e raccogliere il sostegno alla campagna referendaria.

Il servizio di Telenordest sull'Assemblea delle Assemblee della Cgil di Padova

Infortunio mortale del camionista Thomas Gobbi, il commento della Filt Cgil Padova

“Ha scosso profondamente la nostra categoria sindacale la notizia del fatale incidente sul lavoro che ha visto la prematura morte di Thomas Gobbi, camionista trentacinquenne di Merlara e futuro padre.

Alla moglie e compagna, ai genitori, già duramente provati in passato dalla perdita del fratello Kevin, va tutta la nostra solidarietà e vicinanza.

Non sta ovviamente a noi sentenziare circa le responsabilità dell’accaduto ma non possiamo tacere circa l’ingiustizia e inaccettabilità di una morte così barbara e insensata.

Quello del camionista è un mestiere che ha smarrito prestigio e professionalità ed è scaduto in una condanna per chi lo compie: rischi elevati, paghe non in linea con il sacrificio, giorni se non settimane lontano da casa dalla famiglia e dagli affetti costretti in cabine rifugio.

Il destino ha stavolta voluto trasformare la passione di un ragazzo nella sua condanna.

Ai padroncini e alle partite IVA dovrebbero essere riconosciute equivalente tutele INAIL e previdenziali che ai dipendenti diretti e speriamo che la materia trovi una definizione complessiva che non commistioni l’ambito lavorativo con quello stradale. Tutti i lavoratori del settore necessitano tempi e condizioni più vivibili, più sicurezza e maggiore dignità.

Piangiamo oggi un figlio che non potrà conoscere il padre. Ogni operaio morto è una sconfitta per il mondo del lavoro ma stavolta c'è qualcosa di ancora più tragico.

Serve fare di più!”

 

La Segreteria della FILT CGIL di Padova

 

Il servizio di Telenordest sulla tragedia

Un'altra settimana di scioperi per i metalmeccanici padovani

Iandiorio (Fiom-Cgil): «Trattiamo per aumenti salariali e congedi parentali»

 

È entrata nel vivo la mobilitazione nazionale degli operai del settore metalmeccanico: due i pacchetti di sciopero annunciati lo scorso 15 novembre dalle tute blu che nel territorio sono 40 mila in tutto. Il primo è andato in scena lo scorso dicembre mentre il secondo è in corso questi giorni: elevata l’adesione, con alcune aziende in cui sono stati raggiunti picchi del 100%. Dopo l’ultimo blocco delle linee produttive fino a otto ore del 21 febbraio, altre date per la settimana in corso saranno presto annunciate. La battaglia sindacale sostenuta da Fiom-Cgil riguarda l’aggiornamento dei contratti collettivi nazionali, fermi al 2021, scaduti lo scorso giugno e da allora ancora in attesa di rinnovo. Al tavolo delle trattative il sindacato ha già presentato un primo disegno per adeguare soprattutto i salari. Mentre in ottobre Federmeccanica ha rilanciato con una piattaforma che invece non prevede aumenti ma, anzi – sostiene il segretario Fiom-Cgil Michele Iandiorio – solo nette diminuzioni degli stipendi per gli operai. «La piattaforma da noi presentata, e votata dai lavoratori, prevedeva un graduale aumento salariale di 280 euro nell’arco dei prossimi tre anni», spiega Iandiorio, «ma è importante tenere presente che non stiamo trattando solo in termini economici. Tra le questioni che abbiamo sollevato ci sono anche le riduzioni di orario e i congedi parentali. Tutte questioni sulle quali non abbiamo ancora trovato riscontri con Federmeccanica. Noi non ci fermeremo e non arretreremo finché non avremo il Ccnl che i lavoratori e le lavoratrici meritano». Il settore metalmeccanico riunisce oltre 40 mila operai sotto il contratto collettivo in fase di aggiornamento. Complessivamente l’occupazione nel comparto dà lavoro a 48 mila padovani. Un settore trainante per l’economia del territorio, che costituisce il 43% dei posti di lavoro nel settore artigiano, e il 12% dell’intera economia provinciale. 

Filt Cgil Padova: "Chiusa la vertenza LGT Italia: 550 mila euro ai 40 lavoratori 'padovani' lasciati a casa"

  • Allega: lgt_m.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla chiusura della vertenza con LGT Italia

Si è chiusa nei giorni scorsi la vertenza LGT Italia srl, una vicenda che ha occupato le pagine dei giornali durante le ultime festività natalizie, in un periodo di tempo durante il quale, solitamente, buona parte dei lavoratori si gode le festività di fine e inizio anno. Non tutti: quaranta lavoratori della filiale di LGT Italia di Padova, proprio a ridosso di Natale, erano scesi in agitazione per rivendicare il rispetto ed il diritto al lavoro.

Situazioni che accadono sempre più spesso. “Un tempo non era così – dice Massimo Cognolatto, Segretario Generale della Filt Cgil Padova – e ancora oggi il fenomeno è sottovalutato perché si nasconde nel mondo del lavoro caratterizzato da lunghe catene di appalti, che rispondono principalmente agli interessi della committenza e le cui ingiustizie finiscono con lo scaricarsi sui lavoratori. Lavoratori, è bene sottolinearlo, senza i quali la distribuzione della merce non potrebbe svolgersi e che negli ultimi anni sono divenuti numericamente rilevanti tanto da costituire un comparto produttivo assolutamente considerevole: dai dati del Centro di Ricerca Randstad Research risulta che la logistica conta in Italia 1,16 milioni di occupati e genera un valore di 92,7 miliardi di euro, pari al 5,41% del PIL”.

Ma che cosa era successo alla LGT Italia? “Purtroppo – spiega il Segretario Generale della Filt Cgil Padova – a fronte della perdita della commessa principale costituita dall’appalto con Autodis Ricauto, LGT Italia srl, azienda con sede a Brescia, era andata in crisi su Padova dichiarandosi impossibilitata a garantire la piena occupazione del cantiere e le ricerche di altre commesse, tali da compensare il carico di lavoro mancante, avevano dato esito negativo. Ci sono stati momenti di forte tensione ma finalmente nella settimana scorsa si sono raggiunte delle conciliazioni sindacali promosse dal nostro sindacato che hanno riconosciuto valori economici pendenti e incentivi all’esodo compensativi del danno subito. LGT Italia si è fatta carico dei crediti che i lavoratori vantano nei confronti delle società che hanno operato in sub appalto tra cui Italia Trasporti srl e Transport srl. Stiamo parlando di una cifra che raggiunge i 550 mila euro. E dobbiamo riconoscere che a facilitare l’esito della vertenza, facendosi garanti degli impegni, è stata la presenza al tavolo della committenza Ricauto spa e Autodis Italia spa che hanno contribuito significativamente al raggiungimento della stessa”.

“In definitiva – conclude Massimo Cognolatto – siamo complessivamente soddisfatti perché di più, vista la situazione, non si poteva ottenere e di questo erano consapevoli anche i lavoratori che ci hanno chiesto almeno di ‘vendere cara la pelle’. E questo lo abbiamo fatto. Per nostra natura, siamo portati a costruire relazioni sindacali, vere, basate sul confronto e la concertazione con l’obiettivo di salvaguardare i posti di lavoro, non certo in funzione della monetizzazione del danno, anche se va riconosciuto che offre un provvisorio ma importante riparo. Siamo certi che questa esperienza servirà di lezione anche ad altri: il rispetto delle norme, la responsabilità e la serietà d’impresa nel lungo periodo pagano sempre. Attendiamo ora il pagamento delle ultime code retributive. Un ringraziamento all’Unità di Crisi della Regione Veneto che ha svolto egregiamente il proprio ruolo”.

Ccnl Industria Metalmeccanica: alta adesione agli scioperi modulati durante la settimana e nella giornata odierna

Sono proseguiti in questa settimana a Padova e provincia gli scioperi articolati nelle aziende metalmeccaniche proclamati dalle RSU e da Fim Fiom Uilm a sostegno della riapertura della trattativa del CCNL Federmeccanica Assistal. Nella giornata di venerdì 21 febbraio Fim Fiom Uilm di Padova hanno proclamato 4 ore di sciopero a fine turno, nell’ambito delle 8 ore proclamate a livello nazionale.

L’adesione allo sciopero è stata altissima ed ha raggiunto picchi del 100% nei reparti produttivi in numerose aziende. In Hitachi, Parker, Carel, Engineering le ore di sciopero sono state proclamate articolandole su più giornate, in ZF i reparti si sono fermati per 8 ore a reparti alterni in diverse giornate. In altre aziende hanno scioperato per 4 o 8 ore come in VDC, Fast, Elbi, All co, Acciaierie di Italia, Aluminum Die Casting, Infocamere, De Angeli Prodotti, Almaviva Reactive, Varisco, Iamet, Eureka, VDZ, Nuova Lofra, Berto's, Circet, Zilmet, Bedeschi, Schneider, Tecnover, La Veneta Reti, Saga, TFM, Parpas, Arneg, FIP, OZ, Schindler, Epta.

Per la prossima settimana continueranno le articolazioni in altre aziende padovane, tra cui Acciaierie Venete e Carraro Drivetech.

“Federmeccanica deve aver rispetto delle lavoratrici e lavoratori che si stanno mobilitando perché si riapra la trattativa per il rinnovo del CCNL, scaduto ormai da 8 mesi a partire dalla piattaforma da loro votata. In queste settimane di mobilitazione non sono mancati momenti anche di tensione per la visibilità che le RSU hanno dato alla vertenza esponendo striscioni e bandiere fuori dalle aziende. Le aziende del territorio non possono nascondersi dalle loro responsabilità, la trattativa va riaperta, noi non ci fermeremo e non arretreremo finché non avremo il CCNL che i lavoratori e le lavoratrici meritano.” hanno dichiarato Luca Gazzabin segretario generale della Fim Padova, Michele Iandiorio, segretario generale della Fiom Padova, Davide Crepaldi, segretario generale della Uilm di Padova.