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Scioperi con presidi a Ikea e Feltrinelli, Filcams Cgil Padova: “Una protesta contro il lavoro povero”

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Corriere Veneto del 15 marzo sugli scioperi e presidi all'IKEA e gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sugli scioperi e presidi alla Feltrinelli del 17 marzo

Sono andati in scena, sabato 15 marzo al Mega Store Ikea di Padova Est, e lunedì 17 marzo nella storica sede della Feltrinelli in centro tra Riviera Ponti Romani e Via San Francesco, i presidi che hanno accompagnato lo sciopero nazionale proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTUcS in entrambe le aziende per la rottura del tavolo delle trattative per il rinnovo del Contratto Integrativo.

La situazione all’Ikea

“Uno sciopero che non ha raggiunto la maggioranza del personale, ma il segnale è stato dato e possiamo dire che il presidio ha funzionato: sono stati tanti i clienti di passaggio allo Store Ikaea di Padova Est che si sono fermati, hanno raccolto i nostri volantini e ci hanno dimostrato la loro solidarietà”. È abbastanza soddisfatto Cristian Vicoletti della Filcams Cgil di Padova, presente anche lui, insieme a diverse decine di lavoratrici e lavoratori che hanno incrociato le braccia, al Presidio organizzato davanti all’entrata dell’Ikea di Padova Est. Una protesta che ha coinvolto, oltre ai militanti della UilTuCS presenti al presidio, anche il NidIL Cgil Padova, con il il Segretario Generale della categoria, Mirko Romanato: “Siamo venuti a portare la nostra solidarietà alla protesta dei lavoratori dell’Ikea perché molti di loro sono a tempo determinato, motivo che naturalmente incide sulla partecipazione allo sciopero. Essere o non essere al lavoro oggi, per questi lavoratori, fa la differenza tra il rinnovo o meno del contratto. Comprensibile che non abbiano voluto partecipare. Voglio ricordare che è anche contro l’uso spropositato di contratti a tempo determinato che la Cgil intende combattere con uno dei quesiti referendari, tra i 5 proposti a cui si andrà a votare l’8 e 9 giugno,, dedicato proprio al tema e che vuole che i contratti a tempo determinato diventino l’eccezione (come era un tempo) e non la regola (come è adesso)”.

La situazione alla Feltrinelli

Ottima invece l’adesione allo sciopero, a Padova (intorno all’80%) e a livello nazionale, delle lavoratrici e lavoratori delle Librerie Feltrinelli, anche loro in stato di agitazione per l’atteggiamento di chiusura assunto dall’azienda nelle trattative per il rinnovo del contratto integrativo. Presenti anche una ventina di lavoratrici e lavoratori al presidio inscenato davanti alla sede in centro, rimasta aperta grazie al “sacrificio” di direttore, vice-direttore e altre figure apicali dell’azienda.

“Avevamo deciso di scioperare oggi – ha spiegato Maurizio Sabbadin, RSA Cgil Feltrinelli – perché il lunedì è probabilmente il giorno della settimana in cui registriamo meno vendite e noi non volevamo creare eccessivi danni ad un’azienda a cui siamo molto legati e in cui vogliamo continuare a lavorare anche se non ci piace la piega che hanno preso le cose da un po’ di tempo a questa parte. Inoltre, nella scelta della giornata per la protesta, aveva anche pesato che nello stesso giorno era prevista la Convention Nazionale che celebrava i 70 anni della casa editrice, un traguardo sicuramente prestigioso ma che è diventato anche la perfetta occasione per noi per dire che non si può festeggiare la propria storia trascurando quelle lavoratrici e lavoratori che l’hanno resa possibile. Il risultato è che all’ultimo minuto hanno deciso di spostare la Convention e le celebrazioni a domani (martedì 18 marzo, ndr) e chi ci doveva partecipare, cioè il Direttore, il Vicedirettore, il Buyer e l’Eventista (vale a dire le figure apicali), sono stati precettati e tengono oggi aperto il negozio. Poco male: è il segno di come la protesta abbia creato degli effetti e abbia, sostanzialmente, funzionato”.

La replica della Padova civile al corteo di Casa Pound: in almeno 1500 a dire no al fascismo alla manifestazione organizzata da Cgil e Anpi

Un corteo partecipatissimo. È quello che ieri sera, sabato 15 marzo, di cena ha sfilato all'ora di cena per le vie del centro di Padova in risposta alla sfilata che nel pomeriggio i militanti di Casa Pound avevano inscenato in città contro, parole loro, “la mafia antifascista”. Un tentativo mal riuscito di riscrivere la storia, vista la scarsissima partecipazione (erano in circa 250 in quella che doveva essere una manifestazione nazionale).

Di tutt’altro tono le contromanifestazioni che i fascisti di Casa Pound hanno avuto come risposta: sia il presidio del pomeriggio organizzata dai centri sociali, sia, soprattutto, la manifestazione organizzata la sera da Cgil e Anpi, con l’adesione di Cisl e Uil e di tantissime sigle di partiti e associazioni. Almeno in 1500 le persone che da Piazza Antenore, luogo di partenza del corteo, hanno attraversato le vie cittadine e le piazze di Padova per giungere, sotto una leggera ma persistente pioggia, nel Liston, tra Comune e Università (peraltro, l’unico ateneo italiano medaglia d’oro al valore militare per il ruolo avuto durante la Resistenza) dove si sono svolti gli interventi finali.

“Padova ha risposto molto bene – ha detto il Segretario Generale della Cgil di Padova, Aldo Marturano – alla provocazione fascista di Casa Pound e in tantissimi sono scesi in strada con noi, in questa iniziativa organizzata insieme all’Anpi e che ha raccolto l’adesione di tutte le forze democratiche della città. Eravamo davvero in tanti. Del resto, non potevamo che rispondere così, con una manifestazione che rimettesse al centro la nostra Costituzione e i valori che essa rappresenta. Una Costituzione che va resa viva, a cui bisogna dare tanta energia e forza affinché venga messa in pratica perché questo ritorno del fascismo va assolutamente sconfitto”.

Il servizio di Telenordest sulle manifestazioni di sabato 15 marzo in città

Manifestazione di Casa Pound del 15 marzo, Cgil Padova e Anpi Padova chiamano la città a dare una risposta democratica ai fascisti. Tutti in corteo dalle ore 20.00

  • Allega:
  • Descrizione allegato: Il volantino sull'iniziativa di Cgil e Anpi

Definita la risposta democratica alla manifestazione di Casa Pound, Cgil Padova e Anpi Padova: “Invitiamo la Padova migliore, quella che ha a cuore la Costituzione, a scendere in strada a sostegno dei valori che rappresenta. Diciamo basta all’arroganza fascista di chi vuole stravolgere la storia”

Dopo l’annuncio di Casa Pound, nei giorni scorsi, di voler organizzare una manifestazione nazionale a Padova contro la “mafia antifascista”, è scattata pressoché immediata la reazione della Camera del Lavoro di Padova che, unitamente alla sezione provinciale dell’ANPI, ha subito fatto richiesta alla Prefettura di Padova di poter svolgere un presidio davanti Palazzo Moroni nella stessa data. Dopo febbrili trattative legate alla situazione dell’ordine pubblico in città, la Questura ha dato il suo via libera, non più a un presidio pomeridiano statico sul Liston, bensì ad una manifestazione serale con un corteo che attraverserà le vie del centro partendo da Piazza Antenore alle ore 20.00 per concludersi davanti a Palazzo Moroni sul Liston. Questo il percorso previsto: Via San Francesco, Via Manin, Via Monte di pietà, Via Verdi, Via Vittorio Emanuele, Piazza Garibaldi con conclusione e interventi finali in via VIII Febbraio.

“Venendo incontro alle esigenze di ordine pubblico manifestate dalla Questura – hanno annunciato Cgil e Anpi – abbiamo accettato di sostituire il presidio fisso inizialmente previsto, con una manifestazione che attraverserà le vie del centro e a cui chiamiamo a partecipare l’intera cittadinanza. Un’iniziativa a cui hanno prontamente aderito anche le segreterie provinciali di Cisl e Uil, insieme ad una nutrita rete di associazioni e partiti, nata dalla necessità di ribadire con forza i valori della democrazia, della solidarietà e dell'antifascismo, contro ogni tentativo di distorcere la realtà storica e sociale”.

“Sarà una manifestazione dichiaratamente antifascista – proseguono Cgil e Anpi – per dare una risposta chiara e senza esitazioni a chi pensa di stravolgere la storia e si permette di infangare, in un colpo solo, la memoria delle vittime sia del nazifascismo che della mafia, stravolgendo la storia con deliri e farneticazioni che non hanno posto nella nostra città”.

“Invitiamo dunque – concludono Cgil e Anpi – le cittadine e i cittadini di Padova a scendere in strada per dare un segnale forte e inequivocabile a favore della Costituzione e contro chi si colloca al di fuori di essa. È necessario che chiunque si riconosca nei valori dell’antifascismo si unisca, democraticamente e pacificamente, per affermare con forza i principi di libertà, uguaglianza e giustizia che nascono proprio dalla lotta al nazifascismo e che sono alla base del nostro vivere civile”.

Aderiscono alla manifestazione: Cisl, Uil, Alleanza Verdi Sinistra, Coalizione Civica, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Arci, Assopace, Beati i Costruttori di Pace, Covesap, Legambiente, Libera, Rete Studenti Medi, Udu, Il Veneto che Vogliamo, Donne in Nero, Padova Insieme, L’otto ogni mese, Centro Veneto Progetto Donna, Quadrato Meticcio, Acli, Unione Sportiva Acli, Acli Arte e Spettacolo (elenco provvisorio)

 

Desertificazione bancaria, l’allarme della Cgil: “Scarseggiano i servizi essenziali: tra le conseguenze, l’aumento di forti disagi per i pensionati e delle truffe informatiche”

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla desertificazione bancaria, e conseguenze, nel padovano

Fisac Cgil Padova: “A Padova e provincia il 38,24% di sportelli in meno rispetto a gennaio 2016 e tra il 2016 e il 2023 i dipendenti sono calati di ben il 34% (dato Italia -12% e -17,7% in Veneto). Nella nostra Provincia il 10% dei comuni è privo di sportelli bancari ma ci sono grandi disagi anche nei quartieri del comune di Padova."

Spi Cgil Padova: “Vengono meno i servizi essenziali con gravi ripercussioni sulla qualità della vita degli anziani costretti ad affidarsi a terzi per la gestione dei propri risparmi. E con l’esplosione demografica della popolazione anziana i problemi si aggraveranno: bisogna pensare a un nuovo modello sociale''

Federconsumatori: “E con la rarefazione degli sportelli e l’impossibilità di avere rapporti personali con i loro addetti, registriamo un aumento delle truffe informatiche che coinvolgono varie fasce di età ma soprattutto gli over 50”



“I numeri parlano chiaro - ci racconta Elisa Rigon, Segretaria Generale della Fisac Cgil di Padova - il territorio sta vivendo quotidianamente il proseguire di un processo di ‘desertificazione’ dei servizi bancari con chiusure e accorpamenti di filiali accompagnate da un drastico calo degli addetti del settore. Una contrazione di sportelli e di dipendenti in linea con il sistema bancario italiano ma che da noi hanno una loro specificità, in particolare per quel che riguarda il personale che dalla fine del 2015 alla fine del 2023 è diminuito del 34%, una percentuale altissima se consideriamo il dato nazionale (- 12%) e quello Veneto (-17,7%). E anche gli sportelli segnano il passo: al primo gennaio del 2016 erano 578, a gennaio 2025 sono 357. Parliamo di 221 unità in meno, pari al 38,24%. 10 anni fa il 100% dei comuni era coperto da sportelli bancari, ora il 10% ne è sprovvisto. Ed è forte il disagio anche nei quartieri del comune di Padova dove oggi sono 112 gli sportelli presenti quando nel 2015 erano 186: in 10 anni sono diminuiti del 40%”.

“Il trend proseguirà – aggiunge – perché lo vediamo tutti i giorni cosa succede: uscite di personale per pensionamenti o esodi che accompagnano l’aumento dell’età media del comparto, dove l’assunzione dei giovane è molto limitata, con nuovi programmi di chiusure/accorpamenti di filiali previste per i prossimi mesi”.

“Stiamo assistendo anche a un doppio fenomeno – conclude la Segretaria Generale della Fisac Cgil Padova –. Da un lato le grandi aziende bancarie investono nei canali digitali e nell’intelligenza artificiale, cosa che non fermerà l'emorragia di dipendenti. Dall’altro lato assistiamo alla controtendenza rappresentata dalle Banche del Credito Cooperativo che invece mantengono la storica capillarità dei loro sportelli nel territorio, oggi pari a circa il 33% sul totale, e il presidio col dialogo e la relazione di filiale più che nella componente tecnologico-digitale, seppur presente.''

“Il tema della desertificazione bancaria – si aggiunge Mara Bedin, Segretaria Provinciale dello Spi Cgil Padova – sta creando notevoli ripercussioni alla popolazione anziana del nostro territorio e quindi a tanti pensionati. Il venir meno di uno sportello nel comune di residenza, costringe gli anziani, spesso ormai senza patente, a chiedere passaggi a familiari o conoscenti per recarsi a chilometri di distanza e questo spesso non è possibile. Molti servizi essenziali si fanno on line e tantissimi, non avendo uso con i mezzi informatici, sono costretti a rivolgersi a familiari o amici, rinunciando così al loro diritto privacy se non, addirittura, ad una reale e indipendente gestione dei propri risparmi e questo incide pesantemente sulla qualità della propria vita.”.

“Desertificazione bancaria – conclude Mara Bedin – che si accompagna anche a quella che riguarda i negozi di prossimità che in molti comuni della provincia sono spariti per venir sostituiti dai Centri Commerciali, anche quelli raggiungibili spesso solo in auto con i soliti disagi che ciò comporta alla popolazione anziana. E tutto questo sta accadendo mentre, le statistiche demografiche non lasciano spazio a dubbi, siamo alla vigilia di un’autentica esplosione di over 65, già parzialmente iniziata e non a caso le problematiche emergono. Bisogna ripensare ad un altro modello di società, in grado di rispondere ai bisogni delle persone, a partire da quelle più fragili. Noi come SPI Cgil stiamo facendo un grande intervento in tema di alfabetizzazione digitale per i nostri associati. Forniamo aiuto a coloro, sempre di più, alle prese con la necessità di fare lo SPID, ma il disagio che registriamo è crescente e necessita di un intervento strutturale che non può che venire che dalle Istituzioni”.

“Inoltre – interviene Paola Damonti di Federconsumatori – al fenomeno della desertificazione bancaria si accompagna quello delle truffe che avvengono sul terreno informatico. Senza più poter accedere alle filiali perché sono state chiuse, molti clienti devono ricorrere ai servizi on line e questo li espone a diversi generi di truffe. In questo senso vengono coinvolte diverse fasce di età, compresi molti giovani e, soprattutto, tanti over 50. Meno gli anziani perché forse meno propensi ad usare queste tecnologie. Ma la difficoltà a recarsi ad uno sportello spesso li costringe a tenere molto contante in casa e questo naturalmente li espone al rischio di furti come purtroppo leggiamo spesso nella cronaca quotidiana”

Zona Rossa, ieri l'incontro tra i Sindacati e le Associazioni con il Prefetto: "Non basta la repressione, servono altre soluzioni"

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sull'incontro di ieri tra i Sindacati e le Associazioni con il Prefetto di Padova
  • video link: Visita il sito

Si è svolto ieri, martedì 11 marzo, l’incontro tra il Prefetto Giuseppe Forlenza e la delegazione composta dai rappresentanti provinciali di Cgil Cisl e Uil, rispettivamente Aldo Marturano, Samuel Scavazzin e Massimo Zanetti, e i portavoce di tre Associazioni (Anpi con Floriana Rizzetto, l’Arci con Serena Maule e il Circolo Nadir con Giovanni Zamponi) in rappresentanza delle 14 organizzazioni del territorio (in gran parte del terzo settore) che avevano fatto formale richiesta al Prefetto di avere un confronto sull’ordinanza che dal 6 febbraio ha istituito la cosiddetta “zona ad alto impatto”, più comunemente chiamata Zona Rossa, nell’area intorno alla stazione di Padova.

“Un confronto molto utile e costruttivo – ha riferito il Segretario della Cgil di Padova, Aldo Marturano – in quanto abbiamo trovato nel prefetto Forlenza una persona sensibile, che ci ha ascoltati esponendoci il proprio punto di vista. Noi gli abbiamo voluto spiegare perché riteniamo che allo scadere della sperimentazione, prevista per i primi di aprile, non si debba procedere con il rinnovo dell’ordinanza e, a supporto delle nostre tesi, abbiamo provato a raccontargli la nostra città, qual è il retroterra culturale e sociale in cui si inserisce, di come sia diventata negli scorsi anni capitale europea del volontariato. Ci è dispiaciuto che sia stata rappresentata come una città bisognosa di provvedimenti repressivi e sanzionatori, ignorando invece la sua complessità e che le soluzioni al disagio vanno necessariamente cercate in un’altra direzione”.

“Perché – ha spiegato Marturano – nella zona della stazione non vivono solo delinquenti, ci sono anche tante persone che campano facendo lavoretti in nero e che semplicemente non hanno una casa dove andare a dormire vista la grave crisi abitativa che vive la città. Persone che sono semplicemente povere, verso cui un approccio sanzionatorio è assolutamente ingiustificato e anche inutile”.

“Vista la situazione – ha concluso il Segretario Generale della Cgil di Padova – la nostra richiesta è stata quella di coinvolgerci e di entrare anche noi nel tavolo istituzionale chiamato a valutare l’efficacia della disposizione, partecipando al monitoraggio di questi fenomeni e provando a seguire percorsi di rigenerazione urbana, coinvolgendo i commercianti e puntando alla comprensione del fenomeno. Ci siamo quindi resi disponibili a creare dei presidi che lavorino per l’inclusività. Il Prefetto ci ha ascoltato e ha accettato”.

 

Il servizio di Telenordest dopo l'incontro tra Sindacati e Associazioni con il Prefetto

La grande distribuzione attraversata dai venti della protesta: il 15 marzo sciopero all’Ikea, il 17 alle Librerie Feltrinelli

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino, Gazzettino e Corriere Veneto sugli scioperi all'Ikea e alle Librerie Feltrinelli

Filcams Cgil Padova: “Alla base delle due mobilitazioni vi sono situazioni e motivazioni diverse ma in entrambe si lotta contro lo svilimento del lavoro”

Dipendenti della grande distribuzione sul piede di guerra. La Filcams Cgil, unitamente alle altre sigle sindacali, Fisascat Cisl e Uil TuCS, ha infatti proclamato due giornate di sciopero in seguito alla rottura delle trattative per il rinnovo del contratto integrativo che regola i rapporti di lavoro all’interno di due realtà commerciali di grande rilevanza anche nel territorio di Padova: Ikea e Librerie Feltrinelli.

15 marzo: sciopero Ikea

Sabato 15 marzo, i lavoratori e le lavoratrici di Ikea incroceranno le braccia dopo la rottura del tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto integrativo che ha portato i dipendenti a proclamare lo stato di agitazione e a decidere di scioperare. “Purtroppo – dice Cristian Vicoletti, funzionario della Filcams Cgil di Padova – dopo oltre un anno e mezzo di contrattazioni la multinazionale svedese non intende accogliere nessuna delle nostre proposte e fare nulla per migliorare un contratto che quando fu firmato, nel lontano 2015, era già peggiorativo rispetto a quello precedente. In tutto questo tempo abbiamo cercato di migliorarlo, soprattutto in tre ambiti: per ciò che concerne la professionalità che l’azienda vorrebbe rivedere per i dipendenti che svolgono alcune mansioni, oggi previste dal contratto integrativo; sulla differenza salariale tra i nuovi assunti e i vecchi assunti, oggi presente, che vorremmo cancellare e l’obbligatorietà a lavorare nelle festività nazionali che l’azienda vuole imporre. Si badi bene: non l’obbligo a lavorare di domenica, quello c’è già, ma di dover essere a disposizione in particolari date coincidenti con delle Feste Nazionali, per esempio il 25 aprile, il 1° maggio e via così. A livello nazionale la protesta si concentrerà a Milano, Roma e Napoli ma anche noi faremo in mattinata un presidio davanti al magazzino di Padova Est”.

17 marzo: sciopero alle Librerie Feltrinelli

Lunedì 17 marzo sarà invece la volta delle librerie Feltrinelli, dove le lavoratrici e i lavoratori sciopereranno per la decisione dell’azienda di rivedere le proprie politiche, in senso restrittivo, in tema di buoni pasto e premi di risultato. “Uno sciopero – conferma Cristian Vicoletti – resosi inevitabile per la chiusura dell’azienda ad ogni nostro tentativo ad un dialogo costruttivo e che cade il giorno in cui si svolgerà la Convention Aziendale di Feltrinelli che celebrerà i 70 anni di storia della casa editrice, un traguardo importante sia sotto il profilo sociale che culturale. La scelta del giorno della protesta non è stata certo casuale: nel giorno in cui i vertici aziendali si riuniranno e discuteranno del futuro della società, le lavoratrici e i lavoratori che con il loro impegno, tempo e professionalità permettono il funzionamento delle librerie, si fermeranno per chiedere rispetto e risposte perché non si può celebrare la propria storia trascurando i diritti di chi l’ha resa possibile”.

La lotta dei lavoratori

“Si tratta di due vertenze che partono da situazioni e motivazioni diverse – conclude Cristian Vicoletti – e che, seppur riguardano due realtà che a Padova hanno un peso differente (Ikea ha circa 400 dipendenti, Feltrinelli circa 25), hanno un elemento comune: in entrambe le vertenze le lavoratrici e i lavoratori lottano per le proprie condizioni di lavoro e non intendono cedere davanti a una gestione aziendale che spesso non ascolta le loro esigenze. Ecco perché chiediamo a Ikea e a Feltrinelli di tornare a sedersi al tavolo delle trattative e di rispettare i diritti dei lavoratori, in modo da evitare ulteriori conflitti che, alla fine, danneggiano sia chi lavora che l’immagine stessa delle aziende costruita faticosamente negli anni. Altrimenti, valuteremo e inaspriremo tutte le azioni opportune per modificare le scelte aziendali a tutela dei diritti di tutti i dipendenti di Ikea e Feltrinelli affinché si raggiunga un’intesa dignitosa per gli stessi”.

Infortuni: arriva il vademecum per i rider di NIdIL e INCA

Sei una rider o un rider e ti fai male sul lavoro? Anche se hai la partita IVA o un contratto di collaborazione sei coperto dall’assicurazione INAIL. È tutto spiegato, in maniera sintetica, nel pratico Vademecum realizzato dalla NIdiL CGIL, in collaborazione con il patronato INCA, presentato in occasione del lancio di Riders for rights, la campagna di NIdiL CGIL per informare i lavoratori del food delivery su sicurezza, diritti e rivendicazioni sindacali.

La campagna prevede assemblee sindacali in 17 città italiane (tra cui Roma, Milano, Torino, Palermo) con la distribuzione di materiali informativi e dispositivi di sicurezza (gilet ad alta visibilità, impermeabili, borracce termiche).

I dati INAIL

Secondo l’INAIL, dal 2021 al 2023 sono stati denunciati all’istituto 1.337 infortuni sul lavoro, di cui 7 mortali. I lavoratori infortunati erano particolarmente giovani, il 60% aveva meno di 35 anni e il 30% fra 35 e 49 anni, la stragrande maggioranza uomini (92%), anche tra i deceduti (100%). Un evento su quattro si è verificato nel Lazio, a seguire Lombardia, Sicilia e Piemonte: complessivamente le quattro regioni assommano il 61% dei casi avvenuti nel triennio. Riguardo alle modalità di accadimento, la più frequente risulta quella in occasione di lavoro (77%), prevalente anche per gli infortuni mortali (6 su 7 casi complessivi).

INAIL Stessa ammette che, data la recente copertura assicurativa (2021), è ancora presto per avere statistiche consolidate specifiche sui rider e le aziende di food delivery non rendono pubbliche le statistiche sugli infortuni occorsi ai loro corrieri. Ne risulta che, ad oggi, non è possibile ricostruire un quadro chiaro e completo, ma il confronto tra dati ufficiali, notizie di cronaca e denunce sindacali suggerisce che il dato reale sia significativamente più alto delle circa 400 denunce annue registrate dall’INAIL, con centinaia di eventi che non vengono denunciati.

Cosa possono fare dunque i rider?

Se ti fai male mentre lavori o vai al lavoro, hai diritto a:

  • Indennità economica per i giorni di stop
  • Pagamento in caso di danni permanenti
  • Cure mediche gratuite
  • Riconoscimento delle malattie professionali

In caso di infortunio

  • Vai subito al pronto soccorso e specifica che è un infortunio sul lavoro
  • Fatti rilasciare il certificato medico inviato all’INAIL
  • Con il certificato rivolgiti alla sede NIdiL o INCA più vicina
  • Comunica l’infortunio alla piattaforma indicando il codice del certificato

SCARICA IL VADEMECUM

 

Il servizio di Antenna 3 sull'incidente mortale successo al Rider pachistano, Alì Jamat, a Limena lo scorso autunno

Divario di genere in sanità: ieri, venerdì 7 marzo, il presidio della FP Cgil Padova davanti all’Ospedale di Schiavonia

Fp Cgil Padova: “In sanità, in media le donne percepiscono un salario inferiore agli uomini di circa il 28%. Nell’Usl 6 la situazione è ancora più grave perché scontiamo il fatto di avere i fondi contrattuali più bassi di tutto il Veneto, e questo pesa sui salari accessori, e perché il part-time è quasi interamente femminile”

Presidio ieri, venerdì 7 marzo, della FP Cgil Padova davanti all’Ospedale di Schiavonia – nel pomeriggio un’iniziativa simile anche davanti all’Azienda Ospedaliera di Padova – per denunciare il grave divario salariale che vige nella sanità pubblica che non risparmia neanche le lavoratrici venete e, in particolare, quelle che prestano servizio presso l’Usl 6 Euganea. Una protesta che si inserisce nell’ambito delle iniziative legate alla Festa Internazionale della Donna dell’8 marzo e nella vertenza nazionale per il rinnovo del Contratto dei lavoratori pubblici che coinvolge quindi anche quelli che operano nella sanità.

“Quel che denunciamo – dice Alessandra Stivali, Segretaria Generale della FP Cgil Padova – è l’inaccettabilità della situazione che vige nel comparto della sanità pubblica dove le donne percepiscono, in media, un salario inferiore di circa il 28% in meno rispetto ai loro colleghi maschi. E voglio sottolineare che il comparto sanità, ma la questione è trasversale, è composto per circa l’80% da donne, percentuale che si ripete anche nella dirigenza. Nell’Usl 6 Euganea il divario salariale è ancora più grave perché tra le Usl venete è quella che dispone dei fondi contrattuali più bassi di tutta la Regione. Questo significa che l’Usl 6, insieme ad Azienda Ospedaliera, ha un salario accessorio più basso dovuto alla strutturazione dei fondi. Una situazione dovuta ad errori del passato, da noi denunciati quando le Usl si riunirono tutte in quella attuale, puntualmente verificatisi. Il risultato è che oggi un’infermiera dell’Usl 6 prende dai 200/250 in meno rispetto ad un collega che lavora, per esempio, a Venezia”.

“Su questa situazione – interviene Marika Damiani, Segretaria Provinciale della FP Cgil Padova – pesa anche il fatto che il lavoro part-time è svolto quasi interamente dalle donne e questo avviene perché all’attività che svolgono nelle corsie e nei reparti si somma il lavoro di cura che prestano presso le rispettive famiglie. Questo significa avere maggiori assenze, quindi una discontinuità retributiva e contributiva che si riflette inevitabilmente sulla busta paga a fine mese. Senza considerare la grave carenza di personale che si registra in un po’ tutte le strutture ospedaliere della provincia. Doppi turni, mancati riposi e altre irregolarità che non fanno altro che pesare sulle spalle del personale. E di più sulle donne”.

“Il gap salariale tra uomini e donne – conclude Alfonso Guerriero, il Coordinatore Nazionale Infermieri della FP Cgil venuto a supportare la protesta – è un'altra questione irrisolta non affrontata in tema di rinnovo del Contratto dei lavoratori della Sanità accanto alla decisione del Governo, formulata tramite l’associazione datoriale Aran, di prevedere un aumento salariale per i dipendenti di solo il 5,7% a fronte di un’inflazione di circa il 17%. Per questo la Cgil, e non solo, non ha voluto firmare la pre-intesa del rinnovo perché accettare questo significa accettare un impoverimento delle lavoratrici e lavoratori della sanità. Chiediamo di riaprire un tavolo di trattative per firmare un contratto degno di tale nome. E per farlo chiediamo che i fondi previsti per il futuro contratto vengano anticipati a questo. Altrimenti la fuga di personale dalla sanità pubblica, con gravi ricadute sulla qualità della stessa, non accennerà a diminuire”. 

Il servizio di Telenordest sul presidio davanti all'Ospedale di Schiavonia organizzato dalla Fp Cgil Padova