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Ieri, lunedì 6 maggio lo sciopero dei dipendenti Hera. Filctem Cgil Padova e Fp Cgil Padova : “Basta Esternalizzazioni”

Sciopero nazionale ieri, lunedì 6 maggio, delle lavoratrici e lavoratori del Gruppo Hera che hanno incrociato le braccia per protestare contro le politiche della MultiUtility quotata in borsa che controlla le municipalizzate che si occupano dei servizi di molte città del nord est e dell’Emilia. A Padova, una folta rappresentanza di lavoratori ha effettuato un presidio davanti al Comune di Padova, un luogo non scelto a caso alla luce del fatto che il Comune è azionista del gruppo ed è quindi il soggetto idoneo a cui chiedere di esercitare un maggior controllo sulle scelte di governance dell'Azienda, a tutela degli interessi di dipendenti e di tutta la cittadinanza. A ricevere il messaggio il vicesindaco Andrea Micalizza, sceso sul Liston per ascoltare le ragioni dei sindacati che hanno organizzato il presidio, vale a dire le segreterie territoriali di Filctem e Fp Cgil, Femca Cisl, Fit Cisl e Flaei Cisl, Uiltec e Uiltrasporti e Fiadel. Ne è nato un confronto molto pacato e la promessa, da parte di Micalizzi, di convocare al più presto un tavolo per affrontare tutte le questioni all’origine della protesta.

“Gli incontri con Hera – ha spiegato Nicoletta Rampazzo della Filctem Cgil Padova – sono iniziati già a febbraio dello scorso anno ma si sono sempre conclusi con un nulla di fatto. Il problema che ravvisiamo è che Hera è indirizzata prevalentemente a politiche finanziarie, anche se fornisce servizi e non dice il vero su molti punti: per esempio, dichiara 1500 assunzioni ma in realtà sono 23 perché il totale deriva dall’acquisizione di altre aziende. I dipendenti per le emergenze sono, nei fatti, solo uno per ogni Comune ed è una situazione insostenibile, considerato l’alto numero di cantieri attivi per le opere legate al PNRR. Cosa fa quindi Hera? Esternalizza e pazienza se non ci sono gli operatori per controllare i lavori con tutto quel che ne deriva in tema di sicurezza. Voglio ricordare che nel 2012 fu firmato un protocollo con i Comuni di Padova e Trieste che aveva l’obiettivo di tutelare i lavoratori, prevedeva la crescita dell’occupazione, limitava gli appalti esterni e li vietava al minimo ribasso per AcegasAps. È letteralmente rimasto lettera morta. Per questo nei giorni scorsi abbiamo incontrato il Sindaco Giordani e l’Assessora Ragona per chiedere di operare insieme agli altri Comuni per un cambio di passo”.

“L’esternalizzazione nell’asporto rifiuti – interviene Maurizio Galletto della FP Cgil Padova – riguarda il 50% del servizio che è affidato alle coop, che utilizzano contratti diversi con stipendi diversi e pochissima formazione. Chiediamo che alcuni servizi, come lo spazzamento o la raccolta delle campane, torni ad essere reinternalizzato. Fondamentale è poi che tutti gli enormi utili che Hera sta raccogliendo vengano reinvestiti sia per il miglioramento dei serivizi alla cittadinanza, sia per un implemento delle condizioni di lavoro dei dipendenti garantendo loro stipendi dignitosi, un’adeguata formazione e maggiori tutele sotto il profilo della sicurezza”.

Il servizio di Telepadova 7 Gold sullo sciopero e presidio davanti Palazzo Moroni delle lavoratrici e lavoratori di Hera

Blitz della Digos contro “Ultima Generazione”, Cgil Padova: "Un accanimento ingiustificato"

“In relazione al fermo di alcuni attivisti di “Ultima Generazione” avvenuto questa mattina all’alba, con annesse perquisizioni presso le proprie abitazioni e il sequestro di PC e cellulari, quel che appare ad una prima lettura delle motivazioni che hanno portato a questa operazione, è l’assoluta sproporzione tra i reati contestati e i fatti avvenuti, considerato che si tratta di ragazzi accusati di aver tentato un’azione dimostrativa, peraltro non riuscita perché prevenuta, lo scorso 12 aprile a Palazzo Zabarella e per cui erano già stati, nell’occasione, trattenuti in Questura e sottoposti a tutte le procedure del caso.

Lo dico francamente: a parte quel che sembra a tutti gli effetti un intento persecutorio, non si comprendono le motivazioni di un tale accanimento nei confronti di ragazzi che – magari con metodi discutibili ma mai violenti – si battono per aprire gli occhi all’opinione pubblica sulle catastrofiche conseguenze che i cambiamenti climatici hanno sulla vita del pianeta.

Bisognerebbe dialogarci con quei ragazzi, ascoltare le motivazioni che li portano a compiere gesti radicali ed eclatanti, capire l’urgenza che li muove e dare loro risposte. Perché c’è una cosa che non possiamo ignorare: le loro domande sono giuste. Invece vengono trattati alla stregua di terroristi e considerati un mero problema di ordine pubblico semplicemente da reprimere e far tacere.

Così non va bene. Non è così che si comporta uno Stato di diritto. Quanto accaduto è un ulteriore segnale del pessimo clima che si sta vivendo nel Paese."

Aldo Marturano, Segretario Generale Cgil Padova

Il servizio di Telenordest sul blitz della Digos contro gli attivisti di Ultima Generazione

Falsi appalti al Maap. Una trentina di imprese denunciate. Cgil Padova: “Il sistema degli appalti e subappalti è regolato da norme inadeguate”

Dopo l’esplosione nei giorni scorsi del “caso Maap” – il coinvolgimento di una trentina di imprese in una operazione della Guardia di Finanza di Treviso che ha scoperchiato un giro d’affari illecito che ruotava intorno alla stesura di falsi contratti d’appalto di servizi (per un totale di 18 milioni di euro), utilizzati per mascherare appalti illegali di manodopera dedita al carico e scarico di prodotti ortofrutticoli – è intervenuto il Segretario Confederale della Cgil di Padova, Alioune Badara Diop:

 "L'inchiesta sul mercato agroalimentare di Padova – ha dichiarato Alioune Badara Diop – dimostra l'inadeguatezza delle norme che regolano il mondo degli appalti e subappalti nel nostro Paese. Risulta infatti evidente che ci troviamo di fronte a delle regole e normative non più adeguate ai tempi e che possono venire facilmente aggirate. La conseguenza è che il sistema degli appalti e subappalti serve solo a penalizzare i lavoratori, a partire da coloro che si trovano in una condizione di fragilità sociale come gli stranieri privi di permesso di soggiorno o con permessi temporanei e quindi più facilmente ricattabili, disposti ad accettare pessime condizioni lavorative e destinati ad essere sfruttati”.

“Appare evidente – ha proseguito il Segretario Confederale della Cgil di Padova – che più il lavoro si trova in una condizione di fragilità, dove risulta frammentato e privo di diritti, più si verificano queste situazioni. Il legislatore dovrebbe trarne le conseguenze e adeguare le norme per difendere il lavoro, cosa che purtroppo non avviene”.

“Anche per questo – ha concluso Diop – la Cgil ha avviato una raccolta firme per dei referendum che puntano proprio a combattere la precarietà nei contratti e a difendere il lavoro nel mondo degli appalti".

Al link https://www.gruppotv7.com/notizie/padova/falsi-appalti-di-lavoro-al-maap-30-i-denunciati-3856 il servizio del TG di Tv7 Triveneta sul "caso Maap" con le dichiarazioni del Segretario Confederale della Cgil di Padova, Alioune Badara Diop

1°maggio 2024: domani, Cgil Cisl e Uil in Piazza dei Signori “Per un’Europa di Pace, Lavoro e Giustizia Sociale”

  • Allega:
  • Descrizione allegato: Il volantino dell'iniziativa in Piazza dei Signori

“Costruiamo insieme un’Europa di pace, lavoro e giustizia sociale”. È questo lo slogan scelto da Cgil, Cisl, Uil per celebrare, anche quest’anno, la consueta Festa dei Lavoratori del 1°maggio le cui celebrazioni, a Padova, si svolgeranno domani mattina a partire dalle 10.00 in Piazza dei Signori.

Ai saluti istituzionali di Sergio Giordani (Presidente della Provincia e Sindaco di Padova), del Prof. Antonio Parbonetti (Prorettore dell’Università di Padova) e di Monsignor Claudio Cipolla (Vescovo della Diocesi di Padova), si alterneranno gli interventi di Aldo Marturano (Segretario Generale Cgil Padova), Massimo Zanetti (Coordinatore Uil Padova) e Samuel Scavazzin (Segretario Generale di Cisl Padova e Rovigo) insieme a quelli di delegate e delegati appartenenti alle tre confederazioni. Inoltre, ad allietare la mattinata, ci sarà anche l’accompagnamento musicale del “Complesso del Primo Maggio” e dei "Sinqueschei".

“Alla vigilia di un importante appuntamento elettorale – presentano la giornata Marturano, Scavazzin e Zanetti –, che cade in un contesto internazionale particolarmente difficile, agitato e complicato, segnato da guerre e forti crisi sociali e ambientali, Cgil Cisl e Uil hanno deciso di dedicare la Festa dei Lavoratori di quest’anno all’Europa e in particolare al ruolo strategico che può svolgere quale costruttrice di pace, lavoro e giustizia sociale”.

“L’Unione europea può farcela a giocare questo ruolo – proseguono i tre Segretari – a patto che sappia fondare le proprie politiche sulla sostenibilità sociale, ambientale ed economica, contrastando il lavoro povero e promuovendo quello dignitoso, valorizzando la buona occupazione e investendo sulla salute e sicurezza negli ambienti di lavoro”.

“Serve quindi un’Europa – concludono Marturano, Scavazzin e Zanetti – che si batta contro le disuguaglianze, protegga le fasce più deboli della popolazione e le persone non autosufficienti attraverso la difesa del welfare nei sistemi pubblici (sanità, assistenza e istruzione) degli Stati che la compongono. E, infine, vogliamo una Ue che creda fermamente nella pace, si prodighi affinché la guerra venga archiviata dalla storia come metodo per la regolazione delle controversie internazionali e delle crisi tra gli Stati. Sarà questo il messaggio che lanceremo nei nostri interventi dal palco: orgoglio e festeggiamenti per la giornata che celebra il ruolo e il contributo fondamentale alla vita del Paese delle lavoratrici e lavoratori, ma anche speranza e lotta per un futuro migliore, che rimetta al centro la persona e non più il profitto”.

La denuncia della FP Cgil Padova: “Sanità padovana: mancano 330 OSS”

Conferenza stampa ieri della Funzione Pubblica Cgil Padova sul tema degli OSS (Operatori Socio Sanitari) che, tabelle alla mano, risultano essere decisamente meno di quanti ne servirebbero.

“Nei documenti del Piao (Piano Integrato di Attività e Organizzazione – premette Alessandra Stivali, Segretaria Generale della Fp Cgil Padova – è stata prevista una contrazione della spesa per il personale, tuttavia quel che vediamo è una discrepanza tra il piano del fabbisogno e la reale necessità. Per esempio, nel Piao, a fronte di 1.065 Oss impiegati nei servizi dell’Usl 6 a fine 2023, da quest’anno è prevista una contrazione che porterà i lavoratori ad essere 997. Per quanto riguarda l’Azienda Ospedaliera per il 2023 gli Oss erano 1047 e nel 2024 il fabbisogno è di 1050.

“Secondo le nostre stime – ha spiegato Alessandra Stivali – mancano 140 Oss in Azienda Ospedaliera e altri 190 all’Ulss 6 Euganea. Nel frattempo gli OSS presenti nelle due graduatorie restano in attesa mentre si avvicina la scadenza fissata per giugno: la nostra richiesta è che vengano al più presto assunti altrimenti c’è il rischio concreto che centinaia di loro debbano ripartecipare ad un nuovo concorso. Voglio ricordare che la graduatoria dell’Ulss 6 risulta essere di 253 posti ma sinora ad essere stati chiamati sono stati circa in 140. Nella graduatoria dell’Azienda Ospedaliera va solo leggermente meglio: 253 posti e 166 chiamati. È necessario che la Regione scorra le graduatorie come è stato fatto in altre aziende venete. Inoltre chiediamo che venga coperto il turn-over nei prossimi tre anni e per quanto riguarda l’extra turn-over che venga effettuata una verifica puntuale”.

“Perché il problema – conclude Alessandra Stivali – sono le mancate sostituzioni di maternità, malattia o chi è in permesso in virtù della legge 104. Le aziende contano le persone come “teste”, senza considerare se un lavoratore ha dei limiti o si assenta per un lungo periodo. Avere in organico una lavoratrice o un lavoratore che usufruisce della 104, significa sostanzialmente non averlo. E la stessa cosa vale, naturalmente, per una donna in congedo di maternità. Impossibile non tenerne conto eppure è quel che succede”.

“Gli OSS – è intervenuta la Segretaria Provinciale della Fp Cgil Padova, Marika Damiani, referente per il comparto dell’Euganeo – sono figure professionali adeguatamente formate, chiamate a soddisfare i bisogni primari e a favorire il benessere e l’autonomia del paziente. Assiste in particolar modo i non autosufficienti curando l’aspetto igienico e supporta la parte infermieristica”.

“Purtroppo – ha continuato Marika Damiani – sono anche i primi, a causa del lavoro pesante, a sviluppare patologie legate al lavoro, come quelle osteoarticolari dovute alla fatica che comporta la mobilitazioni di persone no autosufficienti. Per questo è una professione che necessita di avere una mobilità all’interno delle strutture per renderla più efficiente, cosa che purtroppo non avviene quando ci si trova di fronte a una forte carenza di organico come di questi tempi. Servirebbero delle sinergie, in modo da poter impiegare persone con problemi fisici in altre mansioni e ristori temporanei”.

“Ma ogni ambito – ha concluso la Segretaria Provinciale della Fp Cgil Padova – ha le sue criticità. Per esempio, gli OSS sono anche quelli che puliscono e igienizzano le sale operatorie dopo gli interventi. Significa, dal momento che il numero degli interventi sono aumentati rispetto al 2019, che la reperibilità è conseguentemente aumentata. Se vengono meno loro, viene meno l’uso delle sale operatorie. Necessario quindi scorrere tutte le graduatorie, prima della loro scadenza a giugno, sia per l’Usl 6 per che per l’Azienda Ospedale Università”.

Il servizio di Telenordest sulla carenza di Oss nella sanità padovana

Domani, domenica 28 aprile 2024: Cgil e Inca, Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro

Il Diritto al lavoro e la tutela del lavoro sono i pilastri della nostra Costituzione, ma in Italia il numero degli infortuni, anche mortali, e delle malattie professionali sono inaccettabili.

Ogni giorno si muore sul lavoro. In questi giorni abbiamo assistito all’ennesima strage sul lavoro, a Suviana, dopo Brandizzo e Firenze.
A febbraio 2024 i morti sul lavoro sono già 119, il 19% in più rispetto allo stesso periodo 2023.
Nel 2023 sono morti 1.041 lavoratori e lavoratrici.

Nel 2023 gli infortuni sul lavoro hanno riguardato 585.000 lavoratori e lavoratrici.

Di lavoro ci si può ammalare; le malattie professionali denunciate seppur in aumento rispetto agli anni precedenti (+ 19,7%) (72.754), sono ancora ampiamente sottostimate, sebbene decine di migliaia di persone soffrano a causa delle patologie contratte in ambito lavorativo.

L’Inail riconosce mediamente solo tre casi su dieci denunciati!

♦ È inaccettabile che nel terzo millennio ancora si debba morire o ci si ammali lavorando: in molti casi per condizioni di lavoro pessime, per l’insufficienza dei controlli nei luoghi di lavoro dovuta alla carenza degli ispettori, per la mancanza di presidi territoriali e per la mancata formazione, perché si è precari, perché si lavora in un appalto dato in sub appalto e al massimo ribasso, perché donna o migrante.

♦ È necessario e non più rinviabile un rinnovato atto di responsabilità del Governo e delle Istituzioni per ridurre le morti sul lavoro e gli infortuni. Bisogna rafforzare ed estendere la rappresentanza sindacale e la Contrattazione su questi temi.

♦ Se hai subito un infortunio sul lavoro o se pensi di avere contratto una malattia professionale, rivolgiti al Patronato Inca Cgil, dove puoi ottenere il

riconoscimento del danno subito e le giuste tutele.

♦ La Cgil e il Patronato Inca ti assistono durante la tua attività lavorativa e successivamente, nei percorsi di prevenzione sul lavoro e nel riconoscimento delle tutele derivanti da un danno da lavoro, infortunio o malattia professionale.

♦ La tutela della salute e del benessere nei luoghi di lavoro deve essere sempre più il risultato di un lavoro di tutta la Cgil, confederale, categorie, Inca e dei rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza Rls/Rlst e dei delegati sindacali (Rsu/Rsa).

INFORTUNIO SUL LAVORO

♦ Se ti fai male mentre stai lavorando o mentre stai andando e/o tornando a casa dal lavoro: ATTENZIONE potrebbe essere un infortunio sul lavoro!

♦ Per prima cosa prendi contatto col tuo delegato/a, o con il o la Rls/Rlst!

♦ Ogni infortunio va denunciato all’Inail!

♦ Con il certificato del pronto soccorso vieni subito all’Inca Cgil, dove troverai:

• Personale amministrativo che ti seguirà nel percorso del riconoscimento dell’infortunio;

• Consulenti medici che valuteranno il grado di invalidità riconosciuto dall’Inail e l’eventuale ricorso per il raggiungimento di maggiori postumi.

♦ Il riconoscimento dell’infortunio significa per il lavoratore ottenere la giusta tutela a fronte di un danno subito in occasione di lavoro.

MALATTIE PROFESSIONALI

♦ Ritmi e organizzazione del lavoro, ripetitività dei movimenti, esposizione ad agenti nocivi possono provocare una patologia riconducibile all’attività

lavorativa e all’ambiente di lavoro (malattie muscolo-scheletriche, sordità, tumori causati da agenti chimici, ecc.).

♦ Vieni al Patronato Inca Cgil e troverai un consulente medico che, dopo aver ascoltato la tua storia lavorativa, verificherà se la patologia di cui soffri

derivi dal lavoro e procederà ad inoltrare la domanda di riconoscimento di malattia professionale.

♦ Vieni all’Inca Cgil per mettere in campo la giusta tutela e qualificare correttamente gli eventi che agiscono sulla tua salute.

LE TUTELE DELL’INAIL

♦ Il riconoscimento di un infortunio o di una malattia professionale può comportare l’attribuzione di un punteggio di postumi permanenti, dal quale

possono derivare riconoscimenti di natura economica:

• Postumi dal 6% al 15%:

Indennizzo in capitale, pagamento una tantum di una somma di denaro in relazione alla percentuale del danno riconosciuta e all’età;

• Postumi dal 16% al 100%: Costituzione di una rendita vitalizia.

UNA VOLTA OTTENUTO IL RICONOSCIMENTO di infortunio o di malattia professionale, hai 10 anni (per gli infortuni sul lavoro) e 15 anni (per le malattie professionali) di tempo per poter richiedere un aggravamento del grado dei tuoi postumi permanenti.

LA TUA SALUTE è IMPORTANTE!

LA CGIL E L’INCA SONO AL TUO FIANCO NEL PERCORSO DI TUTELA, PER IL RICONOSCIMENTO DEI TUOI DIRITTI.

Partita il 25 aprile la campagna referendaria della Cgil di Padova: centinaia le firme raccolte in Piazza delle Erbe

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  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla raccolta firme della Cgil di Padova iniziata il 25 aprile
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Se il buongiorno si vede dal mattino, allora la campagna per la raccolta delle firme necessarie alla presentazione dei quattro referendum della Cgil promette molto bene. Almeno nel territorio di Padova, a giudicare dalla folla che ha letteralmente preso d’assalto il banchetto che la Cgil di Padova ha allestito ieri, giovedì 25 aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascismo. L’obiettivo – ossia raccogliere 23 mila firme tra Padova e provincia – a giudicare dall’andamento della giornata di ieri, pare decisamente alla portata di mano.

Una scia di firme partite con quella apposta dal Segretario Generale Aldo Marturano che – come concordato a livello nazionale per tutti i Segretari Generali delle Camere del Lavoro sul suolo nazionale – è stato il primo a firmare per i quattro referendum che hanno l’obiettivo della difesa del lavoro e di lavoratrici e lavoratori.

“Quel che vogliamo – ha detto Aldo Marturano – è superare il Jobs Act, che rende il lavoratore fortemente ricattabile e infatti ad esso sono dedicati i primi due quesiti referendari. Vogliamo restituire a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori il diritto al reintegrazione nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo. Non dimentichiamo che il licenziamento illegittimo prevede la reintegra in casi assolutamente marginali e si risolve al massimo con un indennizzo. Inoltre, con il secondo quesito, vogliamo che nelle aziende con meno di 15 dipendenti sia cancellato il tetto massimo di indennizzo, oggi di 6 mensilità. Noi non vogliamo né tetti, né limiti. La terza legge che vogliamo abrogare è quella che favorisce la precarietà e quindi il superamento dell’attuale tempo determinato. Non prevedendo causali un datore di lavoro può utilizzare il lavoratore per il tempo che lo ritiene necessario e liquidarlo quando non gli serve più. E infine, con il quarto quesito, vogliamo superare quella norma che non prevede la responsabilità in solido delle aziende committenti degli appalti (e conseguenti subappalti) in caso di infortuni o malattie nella filiera”.

“Il nostro compito – ha concluso il Segretario Generale della Cgil patavina – è riportare la dignità e l’importanza del lavoro al centro dell’attenzione della politica e dell’opinione pubblica, condizione necessaria alla pace sociale e alla democrazia. Voglio sottolineare che il numero di poveri nel nostro Paese ha raggiunto la cifra record di 6 milioni di persone di persone, costrette a vivere con un reddito annuo inferiore agli 11 mila euro. È una situazione non più sostenibile. Per questo abbiamo avviato questa importante campagna di mobilitazione, attraverso l’arma referendaria, affinché prevalga la dignità che il lavoro ha perduto e che la nostra stessa costituzione tutela con l’articolo 35”.

Il servizio di Telepadova 7 Gold sulla raccolta firme per i referendum della Cgil partita a Padova il 25 aprile

Vertenza Hera, i sindacati sul piede di guerra: ancora sciopero il prossimo 6 maggio

Filctem e Fp Cgil, Femca e Fit Cisl, Uiltec e Uiltrasporti, Fiadel: “Davanti all’irresponsabilità del Gruppo Hera – che pensa solo alla distribuzione degli enormi dividendi agli azionisti e trascura gli investimenti a favore della riduzione dei costi per i cittadini e per il benessere dei propri dipendenti – non c’è altra via che lo sciopero”.

Dopo lo sciopero dello scorso 20 marzo, Fp CGIL, Fit CISL, UILTRASPORTI, Fiadel (che seguono l’Ambiente) e Filctem CGIL, Femca CISL, UILTEC (che seguono Gas, Acqua e Servizi) hanno annunciato che il prossimo 6 maggio le lavoratrici e lavoratori del Gruppo Hera torneranno ad incrociare le braccia per un intero turno. In provincia di Padova lo sciopero riguarderà potenzialmente una platea sicuramente superiore a mezzo migliaio di lavoratori. Circa 275 impiegati nei settori Gas, Acqua e Servizi, altri 200 impiegati nel Settore Ambiente, più un numero imprecisato, ma certamente alto, di esternalizzati (“Non abbiamo un’esatta idea di quanti siano e questo è parte del problema”, dicono i sindacati).

Si tratta di uno sciopero – dicono i sindacati – che coinvolgerà tutti i settori: gas, acqua, ambiente, servizi. Dall’azienda, dopo lo sciopero del 20 marzo, non sono arrivate risposte soddisfacenti sui temi fondamentali che avevamo posto: aumento dell’occupazione, sicurezza degli operatori, contratti applicati al personale, appalti e riorganizzazioni aziendali e crescita professionale. Ci teniamo a sottolineare che sono temi che hanno profonde ricadute sia sulla qualità dei servizi per i cittadini, sia sul benessere delle lavoratrici e lavoratori. Purtroppo, le politiche dell’azienda sono sempre più orientate alle esternalizzazioni dei servizi e sempre meno sugli investimenti in innovazione e adeguamento degli organici per garantirne un buon livello”.

Tutto ciò accade – prosegue la nota unitaria dei sindacati – in un quadro economico che vede il Gruppo Hera macinare utili esorbitanti che, invece di venire utilizzati in una politica di revisione al ribasso dei costi a favore dei cittadini e a politiche a favore dei dipendenti, vanno invece ad alimentare gli utili degli azionisti. Come Organizzazioni Sindacali non possiamo non evidenziare che politiche di questo tipo possono mettere a rischio i livelli di sicurezza e la salvaguardia della salute dei dipendenti e, a cascata, anche quella di cittadine e cittadini della nostra provincia”.

Per questo – concludono Fp e Filctem Cgil Padova, Fit e Femca Cisl Padova e Rovigo e Uiltrasporti e Uiltec Padova , Fiadel – il 6 maggio le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Hera sciopereranno per un intero turno. Abbiamo deciso di dire BASTA a logiche che guardano solo al puro ritorno finanziario e chiediamo che questi guadagni vengano impegnati per erogare servizi efficienti attraverso adeguati organici, riducendo i costi a carico dei cittadini ma sviluppando e incentivando politiche che rispondano a sostenibilità e compatibilità ambientale”.