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Filcams Cgil Padova: “Commercio. Senza controlli, un tranquillo week end di paura”

Imagoeconomica cassiera

Marquidas Moccia, Filcams Cgil Padova: “I lavoratori dei supermercati e del commercio esprimono forte preoccupazione per la mancanza di controlli che regolino l'ingresso agli esercizi commerciali: non ha senso indicare il numero massimo di clienti senza prevedere nessun controllo. Con la chiusura dei centri commerciali si rischiano pericolosi assembramenti ai negozi di arredamento, elettronica, abbigliamento di media e grande metratura presenti in città”

“La salute dei cittadini è l'obiettivo per cui, tutti, facciamo tanti sacrifici. Anche i lavoratori dei supermercati e del commercio sono cittadini come tutti ma si trovano nella scomoda posizione di essere testimoni e vittime di comportamenti irresponsabili e di aggressioni verbali. Succede spesso, ad esempio, quando chiedono ad alcuni clienti il rispetto delle regole ed invitano ad evitare assembramenti. Che però si creano in quanto non è previsto nessuno controlla agli ingressi atto a contingentare le entrate. E francamente tutto ciò è ridicolo: indicare il numero massimo di clienti ammessi in un negozio senza alcun controllo non ha senso”.

È netta, Marquidas Moccia, Segretaria Generale della Filcams Cgil di Padova e lancia l'allarme: “Il DPCM del 3 novembre che impone la chiusura dei centri commerciali, ad eccezione dei supermercati, di farmacie edicole e tabacchi al loro interno, rischia di creare situazioni di pericoloso assembramento nei negozi di grandi e medie metrature al di fuori che rimarranno comunque aperti. Parliamo dei grandi negozi di arredamento, elettronica di consumo, abbigliamento per fare degli esempi. “

“Per questo – aggiunge la sindacalista – abbiamo avvisato le aziende, allertato lo SPISAL e chiesto al Prefetto un suo intervento. Anche a livello regionale CGIL CISL E UIL si sono attivate per richiedere attenzione al Presidente Zaia. Noi, questo week end, saremo in giro per osservare con i nostri occhi la situazione. E i nostri lavoratori sono pronti a segnalare le situazioni di pericolo e mancata sorveglianza.”

“È bene ricordare – conclude Marquidas Moccia – che le misure adottate dal Governo per il contenimento della pandemia vanno sostenute dall’azione responsabile di tutti, affinché si possa tornare, quanto prima, ad una vita normale. I lavoratori, soprattutto quelli dei settori più colpiti dalle restrizioni, vivono da marzo enormi difficoltà economiche e rischiano di non trovare il loro posto di lavoro al termine del blocco dei licenziamenti. Le misure di sostegno devono arrivare in tempi rapidi, senza intoppi perché le famiglie non sono in grado di sostenere altre attese lunghissime che potrebbero alzare il livello di tensione sociale. Abbiamo bisogno di coesione e non di spaccature nel nostro paese. È l’ora della responsabilità”.

Ottima riuscita per lo sciopero di oggi nelle aziende metalmeccaniche della provincia di Padova.

Adesione altissima in provincia di Padova allo sciopero nazionale da 4 ore del settore metalmeccanico. Le percentuali oscillano fra il 70% e il 100% di lavoratori e lavoratrici che hanno incrociato le braccia durante la giornata di oggi.

Adesione pressoché totale anche agli scioperi da 8 ore, indetti da 16 aziende padovane: Carel, De Angeli, Mita, Molex, Acciaierie Venete, Schneider, Imasaf, Schindler, Ceit, Ferrau, Mp3, Hiref, VDZ, Lima Eusider, Alluminium Die Casting, Unicka.

Al presidio che si è tenuto durante la mattinata davanti la sede di Assindustria Venetocentro alla Stanga a Padova hanno preso parte oltre 200 delegati e delegate in rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici delle aziende in sciopero. 

Il presidio è stato trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook della Fiom Cgil Nazionale che ha coinvolto oltre Padova anche Roma, Milano, Alessandria, Ancona, Firenze, Napoli, Bologna, Bari, Potenza. Da ogni piazza hanno partecipato delegati e delegate e la diretta è stata chiusa dagli interventi dei segretari generali nazionali da Roma. 

La giornata di oggi non è certamente un punto di arrivo, ma sono un momento importante di questa lotta. Non possiamo fermarci né accontentarci della situazione né continuare a vivere in questa incertezza. Le iniziative di lotta continueranno senza tregua, in primis con il blocco della flessibilità e degli straordinari.

Il contratto nazionale equo e dignitoso per tutti è quello che vogliamo e non ci fermeremo fino al raggiungimento di questo traguardo.

 

FIM FIOM UILM PADOVA

5/11/2020

Presidio unitario domani a Padova davanti ad Assindustria Venetocentro

Giovedì 5 novembre si terrà lo sciopero unitario dei metalmeccanici indetto da Fim Fiom Uilm dopo che il 7 ottobre 2020 Federmeccanica-Assistal hanno abbandonato il tavolo di contrattazione, aperto da più di 11 mesi, perché non hanno alcuna intenzione di aumentare le retribuzioni dei lavoratori come richiesto nella piattaforma per il rinnovo del CCNL.

A partire da quel giorno Fim Fiom Uilm hanno dichiarato lo stato di agitazione con blocco degli straordinari e della flessibilità, assemblee e scioperi organizzati dalle RSU nelle aziende per discutere del rinnovo del CCNL.

Durante il mese di ottobre sono state organizzate centinaia di assemblee che hanno coinvolto e informato le lavoratrici e i lavoratori del settore metalmeccanico della provincia di Padova, le assemblee si sono tenute nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza occupando parcheggi, mense, aree esterne e coinvolgendo i lavoratori, RSU e sindacati ad ogni ora del giorno e della notte, a seconda dei turni di lavoro.

Sono state tantissime le aziende in cui si è anche reagito immediatamente nel mese di ottobre attraverso comunicati di sciopero spontaneo su base unitaria: Abb, All.Co, Antonio Carraro, Arcelor Mittal, Arneg, Bedeschi, Berto's, Carel, Carraro Drive Tech Italia Spa, Carraro Spa, Dab Pumps, Fast, Guidolin, ABB Power Grids, HI-PE, ITEL, KIM-Komatsu, Malvestio, Maschio Gaspardo, MP3 Lindab, O.C.S., Parker Hannifin Manufacturing, Pavan-Gea, Toffac, Valvitalia, Zen e ZF. 

Lo sciopero nazionale del 5 novembre prevede 4 ore a fine turno o fine giornata per tutte le aziende coinvolte, ma in alcune realtà padovane sono state proclamate 8 ore di sciopero: Carel, De Angeli, Mita, Molex, Acciaierie Venete, Schneider, Imasaf, Schindler, Ceit, Ferrau, Mp3, Hiref, VDZ, Lima Eusider. 

Per dare un segnale alla controparte il giorno 5 novembre dalle ore 10 fino alle ore 12, nel rispetto delle norme anti-COVID, oltre 200 RSU delle 3 sigle sindacali prenderanno parte al presidio organizzato davanti alla sede di Assindustria Venetocentro, in rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende del territorio. 

La piazza di Padova sarà l’unica piazza del Veneto in collegamento con quella di Roma e con altre 7 città italiane in cui si terranno manifestazioni analoghe, i cui presidi saranno trasmessi sui canali social delle sigle sindacali. 

Loris Scarpa, segretario generale della Fiom Cgil di Padova: “Lo sciopero generale è la fine della prima fase di queste mobilitazioni che hanno coinvolto le lavoratrici e i lavoratori, siamo molto soddisfatti delle adesioni alle iniziative che non ci aspettavamo in un momento così pesante e che sottolinea l’importanza del CCNL per i lavoratori. Le imprese hanno sicuramente sbagliato il momento per tirarsi indietro dal tavolo e per non discutere del futuro dell’industria metalmeccanica con il sindacato.” 

Luca Gazzabin, segretario generale della Fim Cisl Pd Ro: “La rottura della trattativa sul contratto significa aumentare l’incertezza delle lavoratrici e dei lavoratori in un periodo già complicato e difficile per tutti. L’auspicio è riuscire a riportare Federmeccanica al tavolo di contrattazione per poter riprendere la trattativa e dare un contratto a 1 milione e 400 mila lavoratori del settore metalmeccanico in tutta Italia che sono in attesa di questo rinnovo da quasi un anno”.

Davide Crepaldi, segretario generale della Uilm di Padova: “Dopo il 5 novembre si continuerà a portare avanti il blocco della flessibilità e degli straordinari con maggiore risolutezza per dare un ulteriore segnale dell’importanza dei lavoratori del comparto nella gestione delle aziende e della produttività. Questo ovviamente oltre alle eventuali nuove iniziative che saranno stabilite a livello nazionale”.

FIM FIOM UILM DI PADOVA PRESENTANO LO SCIOPERO UNITARIO DEL 5 NOVEMBRE

Giovedì 5 novembre si terrà lo sciopero unitario dei metalmeccanici indetto da Fim Fiom Uilm dopo che il 7 ottobre 2020 Federmeccanica-Assistal hanno abbandonato il tavolo di contrattazione, aperto da più di 11 mesi, perché non hanno alcuna intenzione di aumentare le retribuzioni dei lavoratori come richiesto nella piattaforma per il rinnovo del CCNL.

A partire da quel giorno Fim Fiom Uilm hanno dichiarato lo stato di agitazione con blocco degli straordinari e della flessibilità, assemblee e scioperi organizzati dalle RSU nelle aziende per discutere del rinnovo del CCNL. 

Durante il mese di ottobre sono state organizzate centinaia di assemblee che hanno coinvolto e informato le lavoratrici e i lavoratori del settore metalmeccanico della provincia di Padova, le assemblee si sono tenute nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza occupando parcheggi, mense, aree esterne e coinvolgendo i lavoratori, RSU e sindacati ad ogni ora del giorno e della notte, a seconda dei turni di lavoro.

Sono state tantissime le aziende in cui si è anche reagito immediatamente nel mese di ottobre attraverso comunicati di sciopero spontaneo su base unitaria: Abb, All.Co, Antonio Carraro, Arcelor Mittal, Arneg, Bedeschi, Berto's, Carel, Carraro Drive Tech Italia Spa, Carraro Spa, Dab Pumps, Fast, Guidolin, ABB Power Grids, HI-PE, ITEL, KIM-Komatsu, Malvestio, Maschio Gaspardo, MP3 Lindab, O.C.S., Parker Hannifin Manufacturing, Pavan-Gea, Toffac, Valvitalia, Zen e ZF.

Lo sciopero nazionale del 5 novembre prevede 4 ore a fine turno o fine giornata per tutte le aziende coinvolte, ma in alcune realtà padovane sono state proclamate 8 ore di sciopero: Carel, De Angeli, Mita, Molex, Acciaierie Venete, Schneider, Imasaf, Schindler, Ceit, Ferrau, Mp3, Hiref, VDZ, Lima Eusider.

Per dare un segnale alla controparte il giorno 5 novembre dalle ore 10 fino alle ore 12, nel rispetto delle norme anti-COVID, oltre 200 RSU delle 3 sigle sindacali prenderanno parte al presidio organizzato in piazza Sandro Pertini, davanti alla sede di Assindustria Veneto Centro, in rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende del territorio.

La piazza di Padova sarà l’unica piazza del Veneto in collegamento con quella di Roma e con altre 7 città italiane in cui si terranno manifestazioni analoghe, i cui presidi saranno trasmessi sui canali social delle sigle sindacali. 

Loris Scarpa, segretario generale della Fiom Cgil di Padova: “Lo sciopero generale è la fine della prima fase di queste mobilitazioni che hanno coinvolto le lavoratrici e i lavoratori, siamo molto soddisfatti delle adesioni alle iniziative che non ci aspettavamo in un momento così pesante e che sottolinea l’importanza del CCNL per i lavoratori. Le imprese hanno sicuramente sbagliato il momento per tirarsi indietro dal tavolo e per non discutere del futuro dell’industria metalmeccanica con il sindacato.”

Luca Gazzabin, segretario generale della Fim Cisl Pd Ro: “La rottura della trattativa sul contratto significa aumentare l’incertezza delle lavoratrici e dei lavoratori in un periodo già complicato e difficile per tutti. L’auspicio è riuscire a riportare Federmeccanica al tavolo di contrattazione per poter riprendere la trattativa e dare un contratto a 1 milione e 400 mila lavoratori del settore metalmeccanico in tutta Italia che sono in attesa di questo rinnovo da quasi un anno”

Davide Crepaldi, segretario generale della Uilm di Padova: “Dopo il 5 novembre si continuerà a portare avanti il blocco della flessibilità e degli straordinari con maggiore risolutezza per dare un ulteriore segnale dell’importanza dei lavoratori del comparto nella gestione delle aziende e della produttività. Questo ovviamente oltre alle eventuali nuove iniziative che saranno stabilite a livello nazionale”

Padova, 3/11/2020

Oggi, venerdì 30 ottobre, sciopero nazionale dei rider

Cgil Cisl e Uil: "Totale sostegno e appoggio alla battaglia dei Rider per il riconoscimento dei loro diritti e contro il Contratto pirata, firmato da AssoDelivery e Ugl, che li condanna ad una condizione di sfruttamento legalizzata"

"Il contratto siglato tra AssoDelivery e Ugl è illegittimo. Punto. E lo dimostreremo in ogni sede". Sono categorici i rappresentanti delle Segreterie Padovane di Cgil Cisl e Uil, Gloria Berton, Francesca Pizzo e Riccardo dal Lago nel condannare il nuovo contratto (imposto ai lavoratori che dovranno firmarlo entro il prossimo 3 novembre pena l'esclusione dall'accesso alle piattaforme che regolano le loro consegne) firmato ancora lo scorso 15 settembre tra AssoDelivery, l'associazione che rappresenta le piattaforme digitali (APP) della consegna del cibo a domicilio Deliveroo, Glovo, Just Eat, Social Food e Uber Eats.

"Si tratta palesemente di un contratto pirata – rincarano Berton, Pizzo e Dal Lago – e la prova più evidente è che è osteggiato da tutti i Rider, in tutto il territorio nazionale. Noi, quando sigliamo un accordo, lo sottoponiamo al giudizio dei lavoratori e se emerge che la maggioranza di loro lo rifiuta, ricominciamo a trattare. In questo caso non è neanche la maggioranza dei Rider ad essere contraria, è la totalità dei Rider a rifiutare questo Contratto. E questo perché cristallizza la loro condizione di precarietà e insicurezza a partire dal fatto di continuare a considerarli come lavoratori autonomi, invece che subordinati come è nella realtà".

"Con questo contratto – proseguono i tre sindacalisti – si fa una finta operazione di miglioramento delle condizioni di lavoro dei rider, ma non serve essere dei giuristi del lavoro per capire che il testo riconduce ancora la retribuzione al cottimo, ossia al numero di consegne e non all'orario di lavoro. Addirittura, sempre dal numero delle consegne fatte dipende la fornitura di caschi e indumenti di sicurezza, mentre spetta sempre alle lavoratrici e lavoratori pensare ai dispositivi di protezione individuale, ossia arrangiarsi davanti alla pandemia. Nessuna retribuzione per malattia, tredicesima, ferie e maternità ma con la possibilità di venire licenziati quando si raggiunge il tetto retributivo massimo per le collaborazioni occasionali (5 mila euro/anno)”.

"Finire a fare il Rider – concludono Gloria Berton, Francesca Pizzo e Riccardo Dal Lago – è più facile di quel che si è portati a credere. In Italia erano circa 20 mila fino a prima dell'inizio dell'epidemia, ma con l'esplodere di questa siamo almeno a 30 mila, vale a dire che è diventato un lavoro che raccoglie chi ne ha perso uno e non ne trova un altro. E adesso con il deflagrare della seconda ondata, temiamo possano diventare ancora di più. Non si può lasciarli soli nella loro condizione di sfruttamento. Sappiano che noi ci siamo: nei prossimi giorni andremo nei punti della città dove stazionano per volantinare allo scopo di informarli e dare loro un punto di riferimento per contrastare questo contratto che li colloca nella fascia dei lavoratori sfruttati e privi di tutele". inevitabile abbassamento della qualità delle prestazioni a loro dedicate".

A oltre un anno e mezzo dalla scadenza, rinnovato il Contratto Nazionale Legno Arredo

Fillea Cgil Padova, Filca Cisl Padova e Rovigo e Feneal Uil Area Vasta Veneto: "La firma di Federlegno all'accordo è arrivata dopo una trattativa lunga, difficile e laboriosa. Fondamentale è stata la determinazione dei lavoratori a non cedere mai sui propri diritti. A Padova, circa un centinaio le aziende che adotteranno il nuovo Contratto Nazionale. Circa 2300 i lavoratori coinvolti. I frutti della mobilitazione già visibili nella prossima busta paga".

Dopo oltre 20 incontri, due rotture delle trattative, uno sciopero ben riuscito il 21 febbraio scorso, con una partecipata manifestazione regionale a Treviso, la minaccia di 16 ore di sciopero proclamate per ottobre e novembre e la mobilitazione in tutte le aziende del settore (iniziative, ora revocate dai sindacati), Federlegno ha deciso finalmente di dare il suo ok al rinnovo del Contratto Nazionale Legno Arredo dopo più di un anno e mezzo dalla sua scadenza.

"Non è stata per niente una trattativa facile - dicono Dario Verdicchio della Fillea Cgil di Padova, Giorgio Roman della Filca Cisl Padova e Rovigo e Gino Gregnanin della Feneal Uil Area Vasta Veneto - ma alla fine siamo riusciti a giungere positivamente al termine di questa complicata trattativa. Vogliamo ricordare che il contratto interessa 150 mila addetti sull'intero territorio nazionale e sarà in vigore fino al 31 dicembre 2022".

"Anche se nella nostra provincia - aggiungono i tre sindacalisti – prevale l’azienda artigiana per numero di imprese e di addetti, sono parecchi i lavoratori (con una media di circa 20 per azienda) del settore industriale del legno nel nostro territorio ad essere interessati dal rinnovo di questo contratto nazionale. Un settore, quello del legno, molto variegato e che non riguarda solo la filiera del mobile e dell’arredo. Infatti il rinnovo di questo CCNL interessa realtà come la Lago di Villa del Conte nell’ambito dell’arredo per la casa e la Gibus di Saccolongo con la produzione di tende da sole, entrambe con circa 200 addetti; la Cima di Limena, che impiega un centinaio di lavoratori nella produzione di compensati; il formificio per calzature Italo Forme di Este e la cooperativa D&C di Vigodarzere, che produce stampi per le fonderie".

"Ecco perché - proseguono Verdicchio, Roman e Gregnanin - saranno almeno un centinaio le industrie che adotteranno il nuovo contratto nella provincia padovana. Il numero di dipendenti coinvolti, grosso modo, si aggira intorno alla cifra di 2300 unità, poco più, poco meno. Grazie alla loro mobilitazione siamo riusciti ad ottenere quel che rivendicavamo: aumenti salariali superiori all'inflazione (già dalla prossima busta paga), maggiori riconoscimenti e garanzie per la loro flessibilità, maggiori diritti e tutele, più formazione e impegno in tema di salute e sicurezza. Crediamo che in queste condizioni fosse difficile ottenere di più."

"Ogni rinnovo - concludono i tre Segretari Generali di Fillea, Filca e Feneal – costituisce un buon risultato per almeno due motivi e questi valgono anche per le imprese: da un lato è un'operazione che ridistribuisce la ricchezza, aggiunge risorse al mercato interno, aumenta la capacità di spesa dei lavoratori e questo torna a vantaggio dell’economia in generale. In secondo luogo, il necessario aumento del salario – è dimostrato – induce le imprese nella competizione del mercato a percorrere la via virtuosa degli investimenti e della qualità dei prodotti, piuttosto che quella della riduzione del costo del lavoro. Con evidente beneficio di tutti".

Sdegno e rabbia per l’ennesima morte sul lavoro in provincia

Fim, Fiom e Uilm di Padova, le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici della provincia uniti manifestano tutto lo sdegno e la rabbia per l’ennesima morte sul lavoro!

Ieri Pietro Voltan è morto durante lo svolgimento del suo lavoro per Acegas Aps a Padova in via Montà mentre il suo collega è rimasto ferito. I due operai erano intenti a lavorare in una buca profonda alcuni metri per il posizionamento di alcuni tubi dell'acquedotto. Mentre erano intenti nel lavoro il terreno circostante ha ceduto e ha investito le due persone, schiacciandole contro la condotta.

Pietro è un altro di noi che non è tornato a casa dalla famiglia! Il suo collega è un altro di noi che è in ospedale! Anche in questa occasione non devono essere recitate le solite litanie e le solite ripetizioni su ciò che serve e su ciò che è necessario! Troppo poco si fa e troppo si lascia correre nelle aziende e nei luoghi dove si lavora! Servono più controlli, più ispettori e più formazione per lo Spisal. Questo organismo deve aver la forza di controllare tutti i luoghi di lavoro e coinvolgere di più gli RLS e il sindacato. Gli ispettori devono avere più forza e capacità di entrare nelle aziende per aumentare la cultura del lavoro sicuro, della necessità di un lavoro non scevro da diritti! Le aziende devono investire nella salute e nella sicurezza con quelle tecnologie che permettano di migliorare la realtà dei luoghi di lavoro, non vedendolo come un aumento di costi, ma come investimento proficuo per l'azienda e per la società! Ricordiamo che se i lavoratori sono tutti uguali, i lavori non lo sono. Durante le vertenze per i rinnovi dei CCNL Confindustria e le varie associazioni datoriali si stanno distinguendo per la loro incapacità di uscire dalla logica dei costi sia quando si affrontano i temi della sicurezza, sia quando si parla di formazione, professionalità e salario. Il Covid e la crisi economica non possono essere un alibi: c’è bisogno di aria nuova, di giustizia sociale! La tutela di chi lavora, chi vive di salario o pensione deve tornare ad essere il centro di ogni sforzo collettivo del Paese.

Oggi e sempre esprimiamo la nostra vicinanza a tutte le famiglie che piangono un loro caro sacrificato per il profitto di qualcuno! 

Fim – Fiom – Uilm Padova

15/10/20

CCNL Federmeccanica: scioperi e stato di agitazione anche in provincia di Padova

Dopo il no di Federmeccanica-Assistal alla richiesta di aumento salariale, posto nella piattaforma per il rinnovo del CCNL, i lavoratori metalmeccanici della provincia di Padova hanno reagito immediatamente attraverso comunicati di sciopero su base unitaria.

All.Co, Antonio Carraro, Arcelor Mittal, Bedeschi, Berto's, Carel, Dab Pumps, Fast, Guidolin, ABB Power Grids, HI-PE, ITEL, KIM-Komatsu, , MP3 Lindab, O.C.S., Parker Hannifin Manufacturing, Pavan-Gea, Toffac, Valvitalia, ZF e Zen sono le 21 aziende metalmeccaniche in cui i lavoratori e le lavoratrici hanno indetto da 1 a 4 ore di sciopero per le giornate di venerdì 9, lunedì 12, giovedì 15 e venerdì 16 ottobre 2020.

 Il numero è in continuo aumento perché ora dopo ora vanno aggiungendosi alla lista nuovi nomi di altre aziende che si uniscono allo sciopero. Le ore di sciopero vanno a sommarsi al blocco degli straordinari e della flessibilità previsti dallo stato di agitazione proclamato subito come risposta all’abbandono del tavolo delle trattative da parte di Federmeccanica-Assital il 7 ottobre.

La piattaforma sindacale, che è stata approvata dai lavoratori e dalle lavoratrici del comparto nel 2019, prevede una valorizzazione dell’8% sul trattamento economico dei minimi, che si assesta sui 145 euro in più per un lavoratore di quinto livello. Un aumento necessario a far salire gli stipendi medi dei metalmeccanici al livello dei colleghi in tutta Europa. Federmeccanica-Assistal ha bocciato questa proposta non avendo intenzione di elargire altro che l’adeguamento dell’inflazione a consuntivo per questo e per i prossimi anni.

A livello nazionale è stato fissato uno sciopero nazionale unitario di 4 ore il 5 novembre 2020, un anno dopo dall'inizio della trattativa per il rinnovo del CCNL. Lo sciopero del 5 novembre sarà anticipato da 2 ore di assemblee che si terranno nelle fabbriche in maniera differenziata per coinvolgere e informare tutti i lavoratori e le lavoratrici.

“Vogliono far pagare ai lavoratori e alle lavoratrici il prezzo della crisi e del Covid, ignorando l’importanza dei lavoratori e i loro redditi bassi, senza intaccare i profitti sempre più alti delle imprese. Ma noi non abbiamo nessuna intenzione di accettare i loro ricatti. È tempo di aumentare i salari al fine di permettere una giusta retribuzione dei lavoratori e delle lavoratrici dell’industria metalmeccanica. Queste sono le legittime prime azioni nella nostra provincia, non saranno le uniche: la stagione della lotta è incominciata e non di fermerà fino alla firma di un CCNL equo e dignitoso. Molte sono le difficoltà, ma non siamo noi gli sciagurati.” Ha dichiarato oggi il segretario generale della Fiom Cgil di Padova, Loris Scarpa.

"La trattativa non si è rotta solo per il salario. Dopo 13 incontri gli industriali non hanno presentato nessun documento scritto in risposta alla nostra piattaforma. Ci sono molte parti normative che sono di fondamentale importanza e necessarie per i lavoratori: la certificazione delle competenze e della formazione professionalizzante; l'inquadramento professionale fermo al 1973 che non riconosce nessuna delle competenze digitali che ormai hanno "invaso" anche moltissime delle postazioni lavorative operaie; il lavoro agile che è diventato strumento diffuso a causa della pandemia, ma era ed è uno strumento che va normato in un settore dove il 45% dei lavoratori è impiegato. Fare il contratto serve a rilanciare le relazioni industriali e dare certezze ai lavoratori, proprio in questo periodo di incertezza legato alla pandemia.” Dice Luca Gazzabin, segretario generale della Fim Cisl Pd Ro.

“Mi meraviglia l’impostazione di Federmeccanica, sembra non aver capito il ruolo di responsabilità che ha. Quello dei metalmeccanici è il più grande contratto del settore privato e determina in buona parte lo sviluppo del nostro Paese. I metalmeccanici hanno la responsabilità di dare le linee guida della contrattazione. Già nel 2016 Federmeccanica si era impegnata a fare ridistribuire la ricchezza prodotta dalle aziende più importanti e con i migliori fatturati, ma questo poi in buona parte non è avvenuto. Capisco il momento che stiamo vivendo nel Paese ma questo non può essere l’alibi per fare pagare la crisi alle famiglie. Il Paese chiede il ritorno alla normalità e la normalità passa per un contratto condiviso. Il governo ha capito la necessità di alzare i salari e con il meccanismo dei bonus si stanno adoperando meccanismi per ottenere redditi più alti. Anche Federmeccanica deve fare la sua parte, spiegando alle sue associate che in questo preciso contesto storico la priorità è aumentare i salari e non aumentare i profitti.” È la posizione di Davide Crepaldi, segretario generale della Uilm di Padova.

Padova, 9 ottobre 2020