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Mirko Romanato, segretario generale NIdiL Padova: “L’aggressione subita dal rider a Padova la scorsa settimana è solo la punta dell’iceberg. I Rider sono lavoratori a rischio di infortunio, furti, rapite e denigrazioni molto più di quello che si pensa.”

“Da alcuni anni NIdiL Cgil Padova cerca di supportare i rider non solo nei loro problemi di lavoro, ma anche nei labirinti della burocrazia italiana per quanto riguarda il permesso di soggiorno, i ricongiungimenti familiari e molto altro, stabilendo rapporti che vanno oltre l'attività sindacale. Non ci stupisce e ci preoccupa l'aggressione subita perché non è la prima e, purtroppo, sappiamo che non sarà l’ultima. I rider non vengono solo spesso derubati delle consegne, ma anche dei soldi e delle biciclette. Molto spesso hanno paura di denunciare il fatto per paura di ritorsioni o perché non conoscono i loro diritti e non sanno come farli valere. Anche il prossimo venerdì sera, come accade con cadenza bimensile, saremo nelle piazze del centro cittadino per continuare la nostra attività sindacale a fianco di chi lavora e che chiede solo di essere pagato il giusto e di lavorare in sicurezza.” Ha dichiarato Mirko Romanato, segretario generale del NIdiL padovano, la categoria della Cgil che si occupa delle tipologie di lavoro fuori dalla norma, come spesso sono i Rider, continuando “Oltre al problema delle aggressioni in quanto tali, poi c'è la questione che il lavoratore quando viene aggredito e ferito non è in grado di riprendere la propria attività perché infermo, ma, spesso, non sanno di dover far denuncia o non denunciano per paura e quando vanno in ospedale tendono a dissimulare e a non dichiarare di essere stati aggrediti durante il lavoro, quindi, oltre al danno fisico provocato dall’aggressione si somma il danno economico perché non parte l’infortunio sul lavoro, che è coperto dall’Inail.”

Una delle attività portate avanti dal NIdiL in tutta Italia è proprio quella di fare informazione capillare con i Rider delle maggiori città, sui loro diritti e su cosa spetta loro in caso di infortunio sul lavoro.  Questo perché, molte volte, quando fanno gli incidenti e si recano al pronto soccorso non dicono che l’incidente o la caduta sono avvenuti mentre erano al lavoro, ma spesso riportano semplicemente che “erano in bicicletta” e gli operatori sanitari non aprono la procedura INAIL necessaria a riconoscere loro l’infortunio sul lavoro e il trattamento relativo che permetterebbero loro di non perdere del tutto il salario. Ma il lavoro da fare è moltissimo, anche a causa delle barriere e delle incomprensioni linguistiche che spesso rendono la comunicazione molto difficoltosa.

 “Per quanto riguarda la frequenza di aggressioni, violenze e furti contro i Rider dobbiamo purtroppo attestare che è piuttosto alta, tanto è vero che per fare fronte ai continui furti delle biciclette, i Rider hanno creato dei gruppi WhatsApp di coordinamento e quando  nella chat viene segnalato un furto di bici,  tutti i Rider nella zona si attivano per individuare la bicicletta rubata.” Spiega Romanato, aggiungendo “Come NIdiL cerchiamo anche di sensibilizzare la clientela sulle situazioni che si trovano ad affrontare quotidianamente i ciclofattorini, perché quando il cliente pretende che gli sia portata al piano la merce o il cibo, non si rende conto che così costringe il Rider a lasciare la bicicletta incustodita con il rischio di non ritrovarla al suo ritorno e quindi di subire una perdita economica.”

A livello nazionale, per sensibilizzare questa tipologia di lavoratori, NIdiL Cgil sta organizzando una serie di assemblee nei territori. A Padova questa assemblea si terrà il 23 aprile in via Longhin, in sede Cgil, e si discuterà insieme con i Rider presenti di una proposta che le organizzazioni sindacali vogliono portare al tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL del Delivery e cioè la proposta di eliminazione dei pagamenti in contanti, a favore del pagamento elettronico, per limitare il rischio di aggressioni e furti dell’incasso a fine serata, che in questo momento è una delle violenze più frequenti registrate a carico dei Rider.

INDUPHARMA: NIdiL e Filctem Padova firmano un integrativo che coinvolge sia dipendenti che somministrati

 

Filctem Cgil di Padova, che rappresenta i lavoratori del settore chimico-industriale, e NIdiL Cgil di Padova, per il personale somministrato, annunciano con soddisfazione la sottoscrizione di un accordo di secondo livello presso l'azienda Indupharma.

 "Questa intesa si inserisce in un contesto lavorativo sempre più frammentato, in cui diverse tipologie contrattuali coesistono all'interno della stessa azienda," dichiarano i sindacalisti Alberto Sanna della Filctem Cgil Padova e Mirko Romanato, segretario generale del NIdiL padovano.

Indupharma, situata ad Arre e leader nel mercato della detergenza e della disinfestazione, compie così un significativo passo oltre le normative del CCNL chimico/industria, offrendo tutti i vantaggi del personale diretto anche ai lavoratori somministrati.

L'accordo non solo migliora le condizioni lavorative, ma promuove un ambiente di lavoro più coeso e inclusivo, rispondendo alle sfide di un settore in continua evoluzione.

 

"Siamo convinti che questo accordo possa diventare un modello da seguire," affermano Sanna e Romanato. "Attraverso il dialogo e la collaborazione tra diverse categorie di rappresentanza è possibile trovare una sintesi che non faccia differenze tra dipendenti diretti e somministrati. L'inclusione di entrambe le categorie di lavoratori nell'accordo di secondo livello assume un'importanza cruciale anche dal punto di vista della rappresentanza. Riconoscere le specificità contrattuali e le diverse modalità di rappresentanza sindacale, garantendo al contempo una visione unitaria delle esigenze e dei diritti di tutti i lavoratori, è un elemento distintivo di questo accordo. In un momento in cui la diversità dei contratti può creare incertezze, la nostra alleanza si propone di garantire maggiore sicurezza e stabilità."

Alcuni dei punti dell’accordo:

- Entrata/uscita differita

- Concessione di congedi e permessi retribuiti oltre le normative vigenti

- TFR anticipato rispetto la normativa vigente

- Un capitolo importante sulla parità di genere

- Welfare aziendale maggiorato

- Indennità di turno maggiorate

- Gettone presenza lavoro straordinario

- Premio di risultato con dinamiche di over performance

- Stabilizzazione del personale somministrato

 

"Siamo fiduciosi" concludono Sanna e Romanato, "che questo accordo non solo contribuirà a migliorare le condizioni di lavoro presso Indupharma, ma rappresenterà anche un esempio di come diverse categorie sindacali possano collaborare per andare oltre il contratto nazionale, garantendo condizioni economiche e di conciliazione vita/lavoro significativamente migliori per tutti i lavoratori e le lavoratrici."

INDUPHARMA: NIdiL e Filctem Padova firmano un integrativo che coinvolge sia dipendenti che somministrati

 

Filctem Cgil di Padova, che rappresenta i lavoratori del settore chimico-industriale, e NIdiL Cgil di Padova, per il personale somministrato, annunciano con soddisfazione la sottoscrizione di un accordo di secondo livello presso l'azienda Indupharma.

 "Questa intesa si inserisce in un contesto lavorativo sempre più frammentato, in cui diverse tipologie contrattuali coesistono all'interno della stessa azienda," dichiarano i sindacalisti Alberto Sanna della Filctem Cgil Padova e Mirko Romanato, segretario generale del NIdiL padovano.

Indupharma, situata ad Arre e leader nel mercato della detergenza e della disinfestazione, compie così un significativo passo oltre le normative del CCNL chimico/industria, offrendo tutti i vantaggi del personale diretto anche ai lavoratori somministrati.

L'accordo non solo migliora le condizioni lavorative, ma promuove un ambiente di lavoro più coeso e inclusivo, rispondendo alle sfide di un settore in continua evoluzione.

 

"Siamo convinti che questo accordo possa diventare un modello da seguire," affermano Sanna e Romanato. "Attraverso il dialogo e la collaborazione tra diverse categorie di rappresentanza è possibile trovare una sintesi che non faccia differenze tra dipendenti diretti e somministrati. L'inclusione di entrambe le categorie di lavoratori nell'accordo di secondo livello assume un'importanza cruciale anche dal punto di vista della rappresentanza. Riconoscere le specificità contrattuali e le diverse modalità di rappresentanza sindacale, garantendo al contempo una visione unitaria delle esigenze e dei diritti di tutti i lavoratori, è un elemento distintivo di questo accordo. In un momento in cui la diversità dei contratti può creare incertezze, la nostra alleanza si propone di garantire maggiore sicurezza e stabilità."

Alcuni dei punti dell’accordo:

- Entrata/uscita differita

- Concessione di congedi e permessi retribuiti oltre le normative vigenti

- TFR anticipato rispetto la normativa vigente

- Un capitolo importante sulla parità di genere

- Welfare aziendale maggiorato

- Indennità di turno maggiorate

- Gettone presenza lavoro straordinario

- Premio di risultato con dinamiche di over performance

- Stabilizzazione del personale somministrato

 

"Siamo fiduciosi" concludono Sanna e Romanato, "che questo accordo non solo contribuirà a migliorare le condizioni di lavoro presso Indupharma, ma rappresenterà anche un esempio di come diverse categorie sindacali possano collaborare per andare oltre il contratto nazionale, garantendo condizioni economiche e di conciliazione vita/lavoro significativamente migliori per tutti i lavoratori e le lavoratrici."

Chiusura parcheggio via Orus, altra tegola sul personale sanitario. Ieri la protesta della Fp Cgil Padova

Con la Delibera n 47 del 13.01.2025 è stata sancita l’adesione all’accordo Quadro sottoscritto tra Azienda Zero e Sinergo Spa di Martellago (Ve) per il servizio di progettazione di fattibilità tecnica ed economica per la realizzazione di un nuovo edificio destinato ad ospitare l’apparecchiatura di Risonanza Magnetica 7 Tesla nel sito di proprietà aziendale di Via Orus a Padova dove attualmente è presente il Parcheggio San Massimo, cui si servono tanti dipendenti che si recano quotidianamente al proprio lavoro in Azienda Ospedaliera. Sorge spontanea la domanda: dove parcheggeranno ora?

Un dettaglio per l’Az. Ospedaliera ma, nella realtà, un grosso e cronico problema per i tanti dipendenti e pazienti che quotidianamente devono recarsi nelle strutture ospedaliere della città (Giustinianeo, IOV, Sant’Antonio solo per citare i primi, in attesa della realizzazione della Nuova Pediatria) e puntualmente perdono un’infinità di tempo a cercare un parcheggio dove lasciare il proprio mezzo. Una situazione destinata ulteriormente a peggiorare se non si interverrà per tempo visto che il parcheggio San Massimo è destinato a lasciare spazio al nuovo apparecchio di risonanza magnetica 7 Tesla.

Per questo motivo, ieri giovedì 3 aprile, lavoratrici e lavoratori insieme alla Fp Cgil Padova hanno inscenato un piccolo Flash Mob proprio nel parcheggio che verrà a mancare con l’obiettivo di sollevare pubblicamente questo problema.

“Il problema dei parcheggi – dicono Alessandra Stivali e Alfredo Sbucafratta della FP Cgil Padova – in prossimità dell’ospedale di Padova è ormai cronico. Ciò non toglie che sia assolutamente reale e concreto e riguarda quotidianamente centinaia di lavoratrici e lavoratori che si recano in ospedale. Ora, la situazione con la sottrazione di questa ulteriore area è destinata, se possibile, a peggiorare. Per questo chiediamo all’Azienda Ospdaliera di agire prima e farsi carico di questo problema che costringe i dipendenti anche a recarsi due ore prima al lavoro per riuscire a trovare un posto per l’auto. Oltre a valutare la fattibilità della costruzione di una struttura multi-piano che preveda l’area parcheggio, si può ragionare su altre soluzioni: per esempio, si potrebbero recuperare posti auto se l’Az. Ospedaliera prendesse in concessione l’ex Macello di via Cornaro, oppure incrementando e rendendo accessibili i parcheggi della Residenza Universitaria Copernico, proprio a due passi da qui. Inoltre si dovrebbe anche pensare ad un modo per calmierare i costi dei parcheggi per il personale realizzando delle convenzioni. Altra soluzione potrebbero essere il parcheggio di via Corrado alla Stanga e l’autosilos di via Gattamelata da collegare maggiormente con il potenziamento delle navette. La cosa fondamentale è che dopo le opportune valutazioni, si rendano operative queste soluzioni prima dell’apertura del cantiere che chiuderà il parcheggio San Massimo”.

“Infine – rivelano Stivali e Sbucafratta – il sabato e la domenica non sono pochi coloro che, approfittando del minor afflusso al Giustinianeo per la chiusura degli ambulatori, parcheggiano all’interno dell’ospedale gratuitamente per poi recarsi in centro. Ecco basterebbe che a loro venisse imposto di pagare un ticket. Considerato che sono tantissimi, il gettito sarebbe significativo e potrebbe venir reinvestito proprio per progetti che hanno l’obiettivo di combattere il problema parcheggi”.

Il servizio di 7 Gold Telepadova sulla protesta della Fp Cgil Padova

Cittadella, ospedale prossimo al collasso. Il grido d’allarme della Fp Cgil

Davanti all’entrata dell’Ospedale di Cittadella, il presidio e assemblea della Fp Cgil per chiedere un piano straordinari di assunzioni: “A causa della carenza di personale, a rischio la funzionalità di tutti i reparti: così viene meno il diritto alla salute dei cittadini”

Ieri mattina, mercoledì 2 aprile, presidio e assemblea del personale sanitario davanti all’entrata dell’ospedale di Cittadella dove lavoratrici e lavoratori hanno, per modo di dire, “lavato i panni sporchi in pubblico”, vale a dire affrontando e discutendo, davanti al via vai dei cittadini che entravano ed uscivano dall’ospedale della città murata, delle gravi criticità che devono affrontare quotidianamente nel loro lavoro, tutti di svariata natura ma accomunati dalla medesima causa: la carenza di personale. Un problema diffuso in tutti i reparti e che rischia di mettere in forte difficoltà la stessa loro funzionalità.

“Abbiamo deciso questa protesta – dice Alessandra Stivali, Segretaria Generale della Fp Cgil di Padova – perché è giusto che si sappia che se non si interverrà con un piano straordinario di assunzioni molti reparti di questo ospedale saranno destinati alla chiusura. Un danno che colpisce direttamente il diritto alla salute dei cittadini di tutto questo territorio che per vederselo garantire dovranno recarsi in altri ospedali più distanti o affidarsi ai privati. Per questo chiediamo che Azienda Zero attivi immediatamente la graduatoria per assumere nuovi infermieri, nuovo personale amministrativo e stabilizzare gli OSS in attesa di contratto. O così oppure chiuderanno i reparti. Inoltre, con l’estate alle porte e vista l’attuale situazione, sorge spontanea la domanda: cosa accadrà con il piano ferie?”

Un interrogativo che, come spiega Orietta Berti, RSU della FP Cgil dentro all’ospedale, “al momento non ha risposta. la carenza di personale ci crea grandi difficoltà anche a coprire la normale turnazione. La verità è che l’ospedale di Cittadella è ad un passo dal collasso: mancano tutte le figure professionali. Mancano infermieri, OSS, ostetriche, tecnici di laboratorio e di analisi, tecnici di radiologia, personale amministrativo e medici. Serve un piano straordinario di assunzioni, non c’è altra via per evitare la fine”.

Il servizio di Telenordest sul presidio della Fp Cgil Padova davanti all'ospedale di Cittadella 

Referendum 8 e 9 giugno: guida al voto per i fuori sede

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso 13 marzo il decreto Elezioni, che introduce la possibilità di voto per i fuori sede in occasione dei referendum dell’8 e 9 giugno 2025. Il meccanismo sarà analogo a quello sperimentato nel 2024 per le elezioni europee, che però era limitato solo a studentesse e studenti. I comitati promotori dei referendum avevano più volte espresso la necessità estenderne la platea anche a lavoratrici e lavoratori; stesse modalità saranno adottate per chi si trova in cura in un comune di una provincia diversa da quella di residenza. 

Chi potrà votare fuori sede

Le norme introdotte dal Dl Elezioni prevedono, tra l’altro:

  • la possibilità di partecipazione alle consultazioni referendarie dell’anno 2025 per tutti coloro che, per motivi di studio, lavoro o cure mediche, sono temporaneamente domiciliati in un comune di una provincia diversa da quella di residenza

Possono quindi votare fuori sede ai referendum su cittadinanza e lavoro elettrici ed elettori domiciliati da almeno tre mesi, comprendente la data del referendum, in un Comune diverso da quello di residenza per motivi di studio, lavoro o cure mediche.

I requisiti per accedere al voto fuori sede sono:

  • essere domiciliati temporaneamente in un comune di una provincia diversa da quella di residenza
  • essere lontani dal proprio comune di iscrizione elettorale per almeno tre mesi, compresi quelli in cui si svolgerà il referendum
  • presentare domanda al Comune ove si è domiciliati entro i termini previsti

Per fare domanda, e votare nel Comune di domicilio, l’ultima data utile è il 4 maggio

I fuori sede possono fare domanda per votare nel Comune di temporaneo domicilio "entro il termine di 35 giorni prima della data prevista per la consultazione referendaria e possono revocarla entro il termine di 25 giorni prima della medesima data". Il termine ultimo per fare la richiesta è quindi domenica 4 maggio. Andrà presentata un'apposita istanza al Comune ove si è domiciliati.

→ Scarica la domanda editabile di ammissione al voto

È necessario presentare la domanda di voto fuori sede all’ufficio elettorale del comune di domicilio temporaneo, tramite il modulo scaricabile al seguente link del sito del Ministero dell’Interno: https://dait.interno.gov.it/documenti/circ-dait-020-servelet-01-04-2025-All.%201-domanda%20editabile.pdf

Bisogna allegare:

  • copia documento d’identità
  • tessera elettorale
  • documentazione attestante la condizione di elettore fuori sede

Per attestare la condizione di elettore fuori sede si può anche presentare un’autodichiarazione ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR 445/2000, in cui si dichiara il motivo della condizione di fuori sede (la trovate, sotto, in allegato a questo articolo)

Dove votano i fuori sede

Per agevolare il voto dei fuori sede, i Comuni potranno istituire sezioni elettorali speciali secondo queste modalità:

  • ogni 800 elettori fuori sede, verrà creata una nuova sezione elettorale
  • se il numero di fuori sede è inferiore a 800, gli elettori verranno assegnati alle sezioni ordinarie, con un limite del 10% di incremento rispetto al numero di elettori già iscritti.

 

Comune di Cadoneghe, conciliazione riuscita: stop allo stato di agitazione dei dipendenti

  • Allega: comune_Cadoneghe_m.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla fine dello stato di agitazione dei dipendenti del Comune di Cadoneghe

Ieri, l’incontro decisivo in Prefettura a Padova: “Il Comune ha sostanzialmente mantenuto gli impegni su tutte le questioni irrisolte: chiusura del ciclo della performance 2023, welfare, conguaglio di indennità e assunzioni. Siamo soddisfatti: si chiude lo stato di agitazione dei dipendenti”

Si è svolto nel pomeriggio di ieri, martedì 1° aprile, presso la Prefettura di Padova e con la presenza del Vice Prefetto Vicario, Enrico Fameli, l’incontro tra il Comune di Cadoneghe (rappresentato dal Vice Sindaco, Denis Vigolo, dal nuovo Segretario Comunale Francesco Spaziani e dalla Ragioniera Marta Trento) e le Segreterie Provinciali di Fp Cgil Padova, Cisl Fp Padova e Rovigo e Uil Fpl Padova (rappresentate, rispettivamente, da Maurizio Galletto, Ettore Furlan e Paolo Manfrin) per il tentativo di conciliazione sulle questioni che hanno portato i dipendenti comunali a proclamare lo stato di agitazione ancora lo scorso 21 novembre e che dopo un primo incontro, svoltosi il 18 dicembre, era stato sospeso in attesa di vedere se il Comune fosse riuscito a risolvere le questioni sul tappeto. E ieri era la data decisiva per scoprirlo.

“L’incontro è stato indubbiamente positivo – dicono Galletto, Furlan e Manfrin – e possiamo affermare che il Comune ha sostanzialmente mantenuto gli impegni che aveva preso a partire dalla questione principale, cioè la chiusura del ciclo della performance del 2023, cosa che è stata fatta per il personale non responsabile e che verrà liquidata a maggio. Per il personale responsabile, ora chiamato Personale ad Alta Qualificazione, ci sono ancora delle difficoltà da sanare, assolutamente oggettive, ma abbiamo avuto la rassicurazione che tutto verrà chiuso entro luglio anche se noi abbiamo chiesto di fare il prima possibile. Anche in tema di welfare gli impegni sono stati mantenuti e il conguaglio delle indennità è stato liquidato”

“Pure per quel che riguarda le assunzioni – proseguono i tre sindacalisti – il Comune è stato di parola: dopo il Concorso svoltosi nelle settimane scorse, si procederà a breve con l’acquisizione delle due figure che avevamo richiesto, l’Assistente Sociale e l’Istruttore Amministrativo. Noi abbiamo insistito che anche il personale andato in pensione, si tratta di quattro persone, venga sostituito e il Comune ha accettato: questi nuovi inserimenti verranno messi nero su bianco nel Piano di Assunzioni che periodicamente l’Amministrazione effettua”.

“Diamo atto – concludono Galletto, Furlan e Manfrin – al Comune di Cadoneghe di aver mantenuto gli impegni, motivo per cui lo stato di agitazione viene definitivamente interrotto. Con il cambio di alcune figure all’interno dell’amministrazione c’è stato un effettivo cambio di passo, cosa di cui non possiamo che essere lieti. Un cambio degli attori che ha assolutamente giovato nel corso di questa vertenza e che possiamo definire decisivo. Ora il clima è di fiducia e il nostro auspicio è che le cose proseguano in questa direzione”.

Consultazioni farsa sulle nuove indicazioni nazionali 2025 per le scuole statali, paritarie, dell’infanzia e del primo ciclo: la risposta dal mondo dell’associazionismo scolastico di Padova.

  • Allega: scuola_nuoveLineeGuida_m_1.pdf
  • Descrizione allegato: Gli articoli di Mattino e Gazzettino sulla posizione della Flc Cgil e di alcune associazioni scolastiche padovane sulle nuove Indicazioni Nazionali emanate dal Ministero dell'Istruzione e del merito
  • video link: Visita il sito

L’11 marzo scorso sono state pubblicate le Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo scatenando reazioni rintracciabili sui siti delle Associazioni Professionali e delle associazioni disciplinari. Tra i commenti e le valutazioni critiche, particolarmente azzeccata è la dichiarazione di Italo Fiorin, già coordinatore del gruppo che ha lavorato sui “Nuovi scenari” del 2018 che hanno integrato le Indicazioni del 2012. Guardano più al passato che al futuro. Ci sono delle cose belle e delle cose nuove, ma le cose belle non sono nuove e le cose nuove non mi sembrano molto belle. Il tutto condito con abbondante retorica, esortativa, ripetitiva, pedantesca.

Il 20 marzo il Ministero ha aperto la consultazione delle scuole, tramite un questionario con 22 quesiti a risposte chiuse. Una sola prevede la possibilità di non condividere. Tutte le altre propongono formule varie, ma a partire da un sostanziale apprezzamento. Alla fine si possono aggiungere alcune righe. Nei giorni scorsi è stata attivata una casella di posta elettronica del Ministero alla quale inviare “ulteriori osservazioni, commenti e suggerimenti, possibilmente inviando i testi anche in formato word”.

Quel che invece non è cambiata è la data entro cui si possono inoltrare le proprie osservazioni, ossia entro il prossimo 10 aprile!

Secondo la Flc Cgil Padova e diverse associazioni del mondo della scuola padovana, non è accettabile una scadenza così vicina. Si tratta di un documento di oltre 150 pagine che, una volta approvato in via definitiva, determinerà l’attività delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado per i prossimi anni. Dirigenti e docenti devono avere il tempo di leggerle, studiarle, confrontarsi, elaborare collegialmente le loro considerazioni e scriverle. Chiedere di fare velocemente significa non considerarli dei professionisti. Non lo possono fare in modo serio nel pieno delle attività didattiche. E non dare a dirigenti e docenti il tempo necessario significa non volere una consultazione seria, ma cercare un plebiscito.

Per questo anche la Flc Cgil e le associazioni padovane del mondo della scuola si uniscono a quelle che hanno convocato per domani, martedì 2 aprile a Roma, una giornata di studio per chiedere una autentica fase di consultazione per una riscrittura partecipata e propongono ai dirigenti e ai collegi dei docenti di non rispondere ai quesiti del questionario e invece approvare e inviare al Ministero e agli USR documenti con osservazioni e proposte e soprattutto chiedere che siano dati tempi adeguati di riflessione e confronto.

Le associazioni coinvolte: MCE Movimento di Cooperazione Educativa - CIDI Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti- Proteo Fare Sapere-Legambiente scuola e formazione-ANDIS Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici-ANFIS Associazione Nazionale Formatori Insegnanti supervisori-AMDZ Associazione Maestro Dino Zanella

Nel filmato, le critiche alle linee guida del primo ciclo scolastico espresse da Gianna Fracassi, segretaria generale Flc-Cgil